Elezioni 2018: I costi dei programmi (impossibili) di PD, CentroDestra, +Europa e M5S.

Si vocifera che quest’anno Babbo Natale anticiperá la consegna dei regali agli Italiani. La nuova data sembrerebbe essere quella del 5 Marzo giorno in cui (forse) si capirá chi (forse) andrá a gestire (forse) l’Italia.

La brutta notizia é che il 5 Marzo sará anche il giorno in cui dovremmo comunicare agli Itaiani che Babbo Natale non esiste e come capita ad ogni bambino la delusione sará forte. Sono sicuro che una grossa fetta degli Italiani é giá cosciente dell’imminente delusione ma credo sia meglio dare comunque un’occhiata alle promesse elettorali evitando che qualcuno possa ancora credere nell’arrivo di qualcosa di nuovo e diverso dal tumultuoso passato.

Prima dei numeri faccio una piccola premessa. La premessa si chiama Carlo Cottarelli, adesso a capo dell’Osservatorio sui conti Pubblici Italiani e con un Curriculum di tutto rilievo. Cottarelli era stato ingaggiato dal Governo Letta per occuparsi della spending review ovvero la riorganizzazione della Spesa (inefficiente) Pubblica. Il suo lavoro aveva portato alla redazione di un dettagliato report che andava a riorganizzare ed efficientare la spesa pubblica in maniera molto dettagliata. Insomma un lavoro di qualitá che rappresentava un’utilissima guida per chi fosse veramente interessato a ridurre la spesa pubblica.

Proprio per questo motivo infatti la sua spending review NON é mai stata applicata da nessun Governo. Cottarelli lascia il suo posto durante il governo Renzi giusto a dimostrazione che fra il dire e il fare la distanza é sempre troppo grande in particolare quando si parla di ridurre la spesa pubblica. Ad oggi nessuno ha mai provato ad applicare i suoi risparmi e sembra che nessuno abbia la benché minima intenzione di agire sulla spesa in maniera concreta nel prossimo futuro.

A capo dell’Osservatorio sui conti Pubblici Cottarelli ha redatto delle semplici analisi su quelli che sono i costi dei programmi elettorali proposti dai diversi schieramenti. Cottarelli ha messo in fila l’aumento delle entrate con l’aumento delle uscite per capire quale é il reale impatto sui conti pubblici dei diversi programmi.

Quello che emerge (ma non stupisce) é il fatto che nessuno degli schieramenti ha un programma credibile economicamente. Nessuno degli schieramenti presenta proposte che in qualche modo sono coperte economicamente da altrettanti tagli di spesa. In pratica l’analisi di Cottarelli ci fa capire quanto i diversi programmi elettorali NON siano applicabili per limiti di bilancio. L’unica eccezione va fatta per il movimento di Emma Bonino che presenta un costo del programma molto ridotto e un buon bilanciamento fra spese e coperture.

Di seguito i dettagli dei diversi programmi (Fonte Osservatorio sui Conti Pubblici). Tutti i costi rappresentati nelle seguenti tabelle si riferiscono ad una proiezione a 5 anni dei diversi programmi. In pratica é la fotografia sul lungo periodo degli effetti dei diversi programmi.

PD

Il programma prevede un incremento del debito di circa 39 Miliardi. Le nuove spese e Tagli di tasse sono in linea con l’operato di Renzi degli ultimi anni ovvero una certa presenza di spesa poco produttiva e una completa assenza della benché minima revisione di spesa. I vari Bonus, come si é visto negli scorsi anni, non hanno portato quell’aumento di PIL ipotizzato. Nonostante questo continua ad esserci una certa insistenza in questa tipologia di “regali” elettorali quali 80Euro, Bonus per giovani etc. Vengono finalmente considerati alcuni tagli alle tasse per le aziende ma considerando il costo annuale di 39 Miliardi senza adeguate coperture le promesse risultano difficili da mantenere.    Dettagli e commenti piú approfonditi sul modello economico del programma PD li trovate qui.

Centrodestra (Forza Italia, Lega, Fratelli d’Italia)

Il Programma del Centro Destra prevede una mancanza di coperture pari a ben 54 Miliardi. Questo sarebbe il costo da coprire annualmente (o almeno al 5o anno). La cifra é considerevole e fa capire quanto il programma non sia praticamente fattibile. Nel merito delle proposte si puó notare il solito stampo Berlusconiano con la promessa di cancellazione di una grossa parte della tassazione cosa peró mai avvenuta almeno nei suoi precedenti 4 governi. Considerate le peggiori condizioni economiche e di bilancio del nostro paese mi permetto di dubitare. Interessante notare quanto vengono a costare assieme la Flat tax e la brutta copia del Reddito di cittadinanza del M5S, ovvero ben 87 Miliardi. Il famoso cavallo di battaglia di Slavini sull’eliminazione della Riforma Fornero invece porta un costo aggiuntivo di ben 21 miliardi senza considerare l’effetto nel lunghissimo periodo.

Anche il Centro Destra quindi punta sull’effetto Babbo Natale ma con qualche rischio in piú. Sarebbe interessante capire cosa si intende col “Piano Marshal per l’Africa” ma la mia curiositá ha dei limiti che non si trovano nel campo della fantapolitica.

Dettagli e commenti piú approfonditi sul modello economico del programma di Centro Destra li trovate qui.

M5S

Il M5S é il programma piú costoso fra i diversi schieramenti. La differenza fra misure espansive e coperture raggiunge i 64 Miliardi di Euro. Una cifra ragguardevole ma che in fondo non stupisce. Sin dalla sua apparizione il M5S ha sempre basato le sue volontá su incrementi di spesa senza adeguate coperture. Nonostante abbiano sempre insistito sul fatto che il taglio degli sprechi avrebbe permesso gli incrementi di spesa nella realtá non esistono coperture adeguate per le loro idee. Il M5S si é sempre (e correttamente) battuto per il taglio dei provilegi della classe politica ma ne ha fatto un’ossessione tale da farla sembrare la copertura di ogni spesa. Se nello specifico guardiamo i conti dell’osservatorio vediamo come i cosiddetti tagli agli sprechi contano per 4,8 Miliardi. Cifra non piccola per caritá ma che da sola non sposta il bilancio negativo.

Dettagli e commenti piú approfonditi sul modello economico del programma del M5S li trovate qui.

Un piccolo particolare mi fa riflettere sulla serietá del programma. La sicurezza é sicuramente un aspetto importante nonostante il numero di crimini é in diminuzione da anni. Se un partito offre un aumento del numero di Agenti viene ovviamente considerato positivo da molte persone che ad oggi hanno invece la percezione di un aumento del crimine causa fattori esterni misti all’incremento del fenomeno migratorio. Non reputo mai negativo un incremento della sicurezza pubblica ma dubito sul fatto che questo possa essere raggiunto grazie all’aumento delle unitá. Lo dico perché nella sua spending review Cottarelli aveva analizzato anche l’aspetto “Forze di Polizia” ed evidenziava questo grafico.

Vivo in Germania e vi assicuro che la sicurezza esiste e la presenza su strada massiccia. La Polizia inoltre ricopre e quindi ingloba altre funzioni come quella dei Vigili Urbani. Nonostante questo la Germania ha un numero di agenti per 100K abitanti nettamente piú basso pari a -40%. Forse prima di incrementare le unitá ci sarebbe bisogno di ottimizzarne l’utilizzo dell’esistente direi. (Spending Review Cottarelli)

+Europa

Il Partito della Bonino si mette in evidenza per un ottimo bilancio che prevede una negativitá di soli 3Miliardi. Rispetto alle cifre appena viste suona come oro colato. Senza entrare nel merito delle varie proposte é sempre difficile valutare cosa nello specifico sottintendano tutte le diverse voci. In ogni caso almeno lo sforzo di provare a far tornare i conti a livello di programma é piú che lodevole considerato che tutti gli altri schieramenti non risultano credibili giá dai programmi. 3 Miliardi di nuove entrate per la legalizzazione della cannabis mi sembrano un pó eccessivi nonostante mi veda d’accordo sulla proposta in se. Intendo: 3 miliardi sono importanti sul totale ma se risultano irraggiungibili in un paese come l’Italia allora anche i conti di conseguenza perdono di certezza.

Impatti sul Debito Pubblico

Questa purtroppo un’altra nota dolente. Il fattore indebitamento conta molto ed é forse uno degli aspetti su cui bisogna avere una certa attenzione. Nessuno degli schieramenti lo ha mai menzionato nelle loro proposte nonostante sia un fattore molto importante per la stabilitá globale del sistema Italia. Possiamo anche non considerarlo ma sará prima o poi lui a dettare le nostre possibilitá di spesa. Se non risultiamo credibili nei conti ci tocca aumentare le nostre giá altissime fette di pagamenti degli interessi bloccando qualunque tentativo di investimento/taglio delle entrate.  Di seguito tutti i grafici che non hanno bisogno di commenti per la loro disarmante schiettezza.

La cosa che fa riflettere é la promessa di tutti schieramenti di diminuire il debito (linea Blu) senza nemmeno rendersi conto che i loro programmi ne evidenziano un pericoloso aumento. Ma sí sa che economia e matematica non servono in Italia, noi abbiamo la filosofia di pancia.

Buon voto a tutti.

Elezioni 2018: fra fantasia delle promesse e realtá dei numeri.

GUARDATE SEMPRE ALLA LUNA E NON AL DITO

Primo appuntamento con i commenti alla campagna elettorale 2018 che ci porterá dritti verso il fatidico 4 Marzo giorno in cui gli Italiani dopo tanti anni saranno chiamati a votare per il nuovo Parlamento.

Come tutte le Campagne elettorali la distanza fra promesse e realtá é sempre consistente ma nel caso di queste politiche ho l’impressione che stiamo toccando il fondo della politica Italiana.

Ad oggi (Gennaio) nessuno schieramento politico ha seriamente proposto un programma di governo ma tutti si limitano alla trovata del giorno. Fra abrogazione di tasse e sovvenzioni varie come sempre é una campagna elettorale all’insegna della spesa pubblica. Come se quella che abbiamo giá non bastasse.

In questo primo post dedicato alle promesse elettorali cerco di mettere in fila le proposte dei vari schieramenti (ad oggi) cercando a grandi linee di valorizzare i costi delle diverse proposte.

Il costo é il primo parametro che puó aiutare a capire quanto fattibile puó essere una proposta elettorale rispetto ad un’altra, in questo particolare momento che vede i conti Italiani in rosso senza grossa flessibilitá di spesa.

Prima di iniziare la lista delle proposte finora avanzate dai diversi schieramenti é il caso  di mettere qualche numero di partenza del sistema Italia, giusto per aiutare la comprensione delle proposte descritte di seguito:

  • Prodotto Interno Lordo (PIL): 1600 Miliardi di Euro nel 2017.
  • Debito Pubblico: 2200 Miliardi di Euro nel 2017
  • Debito Pubblico/PIL: 133% del PIL nel 2017
  • Spesa Pubblica: 830 Miliardi nel 2017
  • Deficit/PIL: 2.1% nel 2017 ovvero 34 Miliardi circa

L’ultimo parametro Deficit sul PIL é molto importante perché fissa la possibilitá di spesa rispetto alle entrate (PIL) di uno stato. Per il cosiddetto Patto di Stabilitá della commissione Europea ogni stato non puó avere un Deficit maggiore del 3% quindi possiamo calcolare quanti miliardi di spesa una manovra economica puó avere come limite massimo.

Se consideriamo i 1600 Miliardi di PIL il 3% vuol dire circa 48 Miliardi massimi di deficit. Ricordiamo che sul deficit intervengono sia la classica Spesa pubblica che la Spesa per Interessi ovvero quello che l’Italia deve pagare di interessi sui propri titoli di Stato che usiamo per finanziarci.

Perché specifico questo parametro?

  • Attualmente alcuni Titoli di Stato hanno un interesse con valore negativo. Ció vuol dire che l’Italia non dovrá pagare praticamente interessi per quei titoli ma ci ricordiamo come al tempo della crisi gli interessi erano schizzati a livelli altissimi impattando il Deficit e la possibilitá di spesa dell’Italia.
  • Attualmente gli interessi sui Titoli di Stato sono bassi non perché il mercato pensa che l’Italia sia un paese sicuro al pari della Germania ma perché siamo sotto il cosiddetto Quantitative Easing della Banca Centrale Europea. Siamo in un periodo di espansione monetaria che porta ad interessi bassi. In pratica quasi tutti i titoli di Stato Italiani sono acquistati dalla BCE che fa una spesa miliardaria ogni mese su tutti i paesi della comunitá riducendone la quantitá nel mercato e quindi i rischi di interessi troppo alti dovuti alla negoziazione libera. In pratica l’Italia é sotto uno scudo di protezione della Banca Centrale che evita un alzarsi degli interessi dovute alle normali logiche di mercato che darebbero l’Italia come paese meno affidabile di altri.
  • Il QE si fermará molto probabilmente nel 2018/19 lasciando i Titoli di Stato al pieno controllo del mercato senza protezione della BCE. É facile aspettarsi un aumento degli interessi, quindi della Spesa Pubblica, quindi il Deficit potrebbe salire solo per interessi senza nemmeno toccare le spese. Non cambiando il limite del 3% vorrebbe dire che si ridurrebbe la possibilitá di spesa o si dovrebbero inevitabilmente aumentare le entrate ovvero le tasse.
  • Queste considerazioni vanno tenute in mente quando le promesse sono troppo costose per gli attuali standard di spesa Italiani.
  • Nessuno degli schieramenti politici ha parlato né tantomeno parlerá del problema del debito pubblico che ormai é al 133% del PIL. Nessuno vi dirá mai cosa vuole fare per ridurlo essendo la sua riduzione un obiettivo d’obbligo. Tutti vi parleranno dei regali (costosi) che non ci potremmo permettere per i numeri sopra citati.

Costi delle Promesse

  • Liberalizzazioni: Il costo delle liberalizzazioni é quasi sempre pari a zero. Spesso si possono staccare pezzi di Sistema Pubblico e trasformarli in Privati con relativa riduzione della Spesa Pubblica. Nella prossima legislazione NON VEDRETE NESSUNA LIBERALIZZAZIONE. Ormai sotto le varie spinte populiste si andrá verso un centralismo statalista che dovrá per forza fare regali con soldi che non ha.
  • FlatTax: Tassa fissa al 15-20%, sogno di ogni liberal ma che poi si scontra con la realtá dei numeri. Sicuramente l’Italia ha bisogno di ridurre la tassazione per le aziende ma un salto cosí netto porterebbe degli scompensi nei conti pubblici non da poco. Il costo si aggiro attorno ai 40-50 miliardi di entrate fiscali in meno. Se si diminuiscono le entrate per non impattare in un’esplosione di deficit e debito bisogna ovviamente attuare dei tagli alla spesa di pari proporzioni ma nessuno é ancora riuscito a dimostrare la copertura in tagli che con questi valori diventano immani. Nessuno ad oggi é mai riuscito a tagliare la spesa che invece grazie ad agevolazioni e regali elettorali é sempre salita. Lasciatemi dubitare almeno per le percentuali flat.
  • Fornero: Se nel 2013 la parola d’ordine era IMU, adesso é diventata la Fornero. Quasi tutti gli schieramenti dicono di volerla cambiare e qualcuno addirittura di volerla cancellare. Il prepensionamento APE Social introdotto dal PD che va a modificare la legge Fornero porterá un aggravio dei costi di 7 Miliardi in 3 anni. Questo dimostra quanto un minimo intervento sulle pensioni provoca impatti sui conti pubblici molto elevati e per molti anni. Chi ne parla con leggerezza lo fa consapevolmente per motivi solo elettorali. Cancellare la Fornero vuol dire cancellare 1% di PIL ogni anno per 10 anni per un totale di circa 170Miliardi. Chi crede alla sua cancellazione deve solamente rinforzare la propria base matematica e tutto sembrerá piú chiaro e meno semplice. Ad oggi l’INPS pesa giá sulle entrate per 107 Miliardi difficile pensare che possa aumentare. In ogni caso l’aumento si pagherebbe per una gran parte in tasse.
  • Pensione minima a 1000Euro: Una vecchia canzoncina giá sentita piú volte. Il suo costo peró é di 15 Miliardi all’anno che deve essere compensato. Risulta l’importo piú basso ma giá un valore difficile da gestire. Se una manovra finanziaria media é di 20-30 Miliardi capite bene quanto sia considerevole un valore di 15 Miliardi. Sorvolerei.
  • Redditi senza lavoro: Il reddito di cittadinanza e suoi simili é ormai una proposta che dopo l’introduzione dei 5 Stelle é presente un pó in tutti gli schieramenti. Perché in Italia non importa la ragione, bisogna sempre urlare piú dell’altro anche se l’altro dice fesserie. Dopo molte versioni sempre senza coperture serie, il M5S é arrivato ad una cifra di costi per il suo Reddito di Cittadinanza di circa 18 Miliardi l’anno. Cifra che adesso sembra ragionevole rispetto all’ottantina delle prime versioni ma si sa che l’errore di valutazione é sempre dietro l’angolo. Il candidato Premier del M5S ha detto di volerlo finanziarlo con un taglio della spesa di 50 Miliardi? 50 Miliardi? Esatto quello che non é mai riuscito a nessuno per nemmeno un miliardo viene moltiplicato per 50. C’é chi probabilmente ha la bacchetta magica o 4 in matematica. Consideriamo che Sanitá + Scuola + Sicurezza (forze dell’ordine) ci costano 300 Miliardi all’anno. 50 miliardi equivalgono al 17% di questa spesa. Notevole come taglio cosí notevole da sembrare impossibile. Anche ipotizzando di riuscire ad applicarlo purtroppo i tagli di spesa ci possono mettere anni prima di diventare efficaci ma il reddito di Cittadinanza dovrebbe essere introdotto subito con relativa esplosione del debito e deficit che per non sforare i parametri Europei dovrebbe essere ovviamente compensato da un aumento delle tasse. Con 50 Miliardi da recuperare difficilmente si puó nascondere questo aumento e di conseguenza quale forza politica farebbe questo suicidio?

Conclusioni

Ad oggi nessuno degli schieramenti si é fissato qualche obiettivo minimo rilevante ma ognuno  propone di tutto. L’elettore Italiano é attualmente considerato un essere senza ragione in grado di credere a tutte le promesse elettorali. Un livello del genere non si era mai visto nonostante ci sia sempre stata una grande distanza fra programmi elettorali e realtá. Ad oggi non ci sono piú programmi ma una Fast Democracy che viaggia a velocitá dei media ma non alla velocitá della realtá.  Nemmeno Trump nelle sue strampalate idee durante la campagna delle presidenziali era cosí impreciso. Il suo programma economico aveva principalmente due punti principali: una riforma fiscale e il cambiamento dell’Obama Care. Ormai in Italia abbiamo raggiunto un livello tale che persino il ciuffone biondo Americano sembra un gigante.

La Fake News dei controlli sulle Fake News. La rete ci dice che non si puó e chi lo afferma é tecnologicamente ignorante.

Le Fake News non sono entrate nel panorama informativo da pochi anni ma sono sempre esistite da quando esiste l’informazione. Non voglio qui disquisire sulla vera definizione di Fake News: Che sia una pura notizia falsa o una notizia falsa creata ad hoc per colpire qualche personaggio pubblico poco importa.

Qualunque sia la natura della Fake News oggi giorno si discute sulla possibilitá di attuare qualche tipo di controllo o filtro per ridurne gli effetti “sociali”. Il fatto che ai giorni nostri le Fake news si presentino in gran numero attraverso la rete sembra motivare questa falsa convinzione che sia necessario attivare dei filtri per preservare la purezza dell’informazione. Questo concetto é se stesso una Fake News perché non é praticamente applicabile e chi lo afferma dice una falsitá.

Nelle scorse settimane prima il PD con Renzi e poi il M5S con Di Maio hanno dichiarato che servono dei controlli per verificare la veridicitá delle informazioni presenti in rete. Dicono che bisognerebbe responsabilizzare le aziende che convogliano le informazioni sul Web come Facebook, Google etc. in modo che attivino loro stesse dei controlli per poter verificare la veridicitá delle informazioni prima di pubblicarle. Di seguito alcuni numeri per capire perché queste teorie dirigiste non sono praticabili.

Fattore Economico

Le grandi aziende IT del Web (Service Internet Provider) hanno un modello di business abbastanza classico nonostante siano una realtá nuova nel panorama economico. I grandi Over The Top ovvero le aziende che offrono contenuti, applicazion e nuovi servizi IT senza possedere una vera e propria infrastruttura di rete, in gran parte si appoggiano su un modello di business basato sulla pubblicitá. Nella cosiddetta New Economy  il modello non é tanto diverso da quello che facevano le televisioni private negli anni 80. Le nuove aziende della New Economy hanno inoltre un modello semi-monopolistico. Il primo che arriva si prende tutto: Facebook per il social, Google per i motori di ricerca, Google-Youtube per il Video Social, WhatsApp per la messaggistica OTT, Twitter per il Social Messaging , Amazon per l’e-commerce etc. Questa posizione di monopolio porta ovviamente ad un enorme volume in termini di guadagni.

Qui sopra i Guadagni di Facebook in cui come si vede la pubblicitá conta quasi al 100%.

La corsa di Facebook e la sua posizione di monopolio ha portato l’azienda da un guadagno netto nel 2015 di 900Milioni di $ agli odierni quasi 5Miliardi. 5 volte il valore in 2 anni. Non male.

Questo per far capire che l’obiettivo di queste aziende é di far girare l’informazione qualunque essa sia, creare audience e vendere pubblicitá. Non c’é interesse né di veicolare informazione buona né informazione cattiva ma solo di far muovere le informazioni, generare “click” e guadagnare in pubblicitá.

Capiamo bene che accusare Facebook di mancati controlli é fuori da ogni logica perché non é responsabilitá dell’azienda controllare i contenuti condivisi dai propri utenti a meno di plateali infrazioni dell’ordinamento giuridico.

Per Facebook quello che é importante é l’utente non quello che condivide. L’importante é che l’utente faccia traffico. Infatti ogni utente ha un valore unitario di guadagno per Facebook (ARPU Average Revenue Per User). In Europa un utente Facebook vale 6.85$.

Qual’é il legame con l’informazione in questo caso? Queste aziende prendono i soldi della pubblicitá che prima era ad uso esclusivo dell’editoria ovvero dell’informazione certificata. Vedi sotto.

Il flusso delle informazioni e la pericolosa frammentazione digitale

Il grosso problema dell’informazione oggi non é tanto la Fake News in sé ma quanto il fatto che non si ha piú una chiara delimitazione fra fonti certificate/professionali con quelle scarse o addirittura false. Tutte le informazioni sono presentate alla persona attraverso nuovi canali (i social) che non sono canali ufficiali di propagazione dell’informazione né tantomeno come detto prima si propongono di sostituirli. La nuova comunicazione fra le persone ha preso la strada dei social per colpa delle persone stesse che hanno cambiato abitudini.

Nel grafico sotto si vede chiaramente qianto i Social siano diventati i luoghi in cui le persone acquisiscono la maggior parte delle informazioni (vere o false che siano). Non attraverso canali informativi professionali ma attraverso media che di norma non sono costruiti per informare ma solo per far muovere l’informazione. L’utente quindi, se non attento puó accedere a informazioni, parziali, scarse o addirittura false perché il social é diventato il nuovo contenitore senza filtri dove ognuno puó contribuire senza limiti.

Social media sites as pathways to news

Questo non implica che i Social debbano essere sottoposti a filtri o controlli “China Style”, ma semplicemente che la Fake News é il risultato di un fenomeno inarrestabile di diffusione delle informazioni attraverso canali non convenzionali.

Facile accusare il giornalismo di essere di parte o di pessimo livello ma resta il fatto che ogni giornalista gode di libertá di pensiero e opinione ma ha il dovere di riportare notizie vere e provate se non vuole incorrere in denunce. Il mondo editoriale invece é sotto forte pressione economica perché la sua fonte principale di guadagni (pubblicitá) si sta spostando altrove (vedi grafico precedente di Google). Gli incubatori di pubblicitá e guadagni basati sul flusso di informazioni sono proprio i nuovi canali che non certificano né controllano l’informazione stessa.

Pensare che l’informazione di rete sia la nuova via attraverso la quale il popolo oppresso finalmente conosce la veritá sempre nascosta dai poteri forti é semplicemente una falsitá . La rete é un grande mezzo di comunicazione ma per la sua assenza di controlli puó portare ad un inbarbarimento della societá se non viene preso con cautela. Quella che puó sembrare libertá di informazione puó essere invece il nuovo medioevo. Basta guardare cosa é successo negli ultimi tempi sulla discussione dei vaccini. La diffusione di notizie spesso troppo generiche hanno seriamente messo in discussione una delle piú grandi scoperte della medicina.

Questo di nuovo non vuol dire che servano i controlli perché sono impossibili ma semplicemente una nuova coscienza su quello che si legge che spesso deve essere accompagnato da accorgimenti minimi per non incappare in disinformazione.

Questo nuovo fenomeno di mega agglomerato di informazioni vere, scarse, false, non certificate nei nuovi contenitori sociali va sotto il nome di Frammentazione Digitale ed é spiegato in breve in questo video.

Filtrare o controllare é praticamente impossibile

Chi racconta che bisogna forzare i vari Facebook ad applicare dei filtri per il controllo delle informazioni non sa cosa sta richiedendo in termini di sforzo. Il filtraggio e controllo delle informazioni non é nelle prerogative dei Social e quindi la richiesta é di per se inutile. Ma se anche un Primo Ministro (primitivo) chiedesse che vengano applicate delle regole ai social qui sotto alcuni i numeri di cosa vorrebbe dire in termini di elaborazione:

Questo il numero giornaliero di utenti attivi su Facebook: 1,3 Miliardi di persone

Lo Facciamo ancora un filtro?

E gli altri OTT? Qui sotto la mappa completa del mondo Social. Certo non tutti hanno 1,3 Miliardi di utenti attivi al giorno ma il filtri e i controlli vanno fatti su tutti?

A Stunning Visual Map of the Social Media Universe

Lo Facciamo ancora un filtro?

Ma quante “transazioni informative” avvengono su internet ogni minuto?

Dobbiamo controllarle tutte caro Primo Ministro?

Internet Minute in 2017

E la domanda rimane sempre la stessa… lo facciamo ancora questo filtro?

La risposta mi sembra a questo punto ovvia, non é possibile. Non perché non si voglia ma perché non si puó. Non é praticabile il controllo di questo tsunami informativo che la rete porta ogni secondo. La mole di utenti e file da controllare é troppo grande. Lo sforzo richiederebbe un investimento difficilmente affrontabile per chiunque.

La questione é che esistono politici che essi stessi generano Fake News solo per il fatto che ne parlano in questi termini. Persone che non hanno le conoscenze tecniche necessarie per capire il fenomeno ma che legiferano. Personaggi che promuovono la rete come nuova fonte di veritá ma nello stesso tempo chiedono i controlli. Persone che invocano la rete senza nemmeno sapere come funzioni veramente.

L’onda dei social é inevitabile, le Fake News una conseguenza ma i controlli non applicabili. Quello che serve é la responsabilizzazione delle persone davanti ai nuovi strumenti, la consapevolezza di quello che puó nascondere l’informazione dai social. Questo é ancora  possibile, basta forse smetterla di guardare alle Fake News e alle Fake Person e concentrarsi su argomenti piú seri.

Ius Soli, ma dove stá il problema e cosa c’entra con l’immigrazione?

Dello Ius Soli se ne é parlato fin troppo e sempre per i motivi sbagliati e ben lontani dal suo vero obiettivo. In questo periodo di tensioni e paure legate all’immigrazione la proposta di legge dello Ius Soli diventa  la scusa per costruirci attorno una buona dose di paure e propaganda elettorale (negativa) visto l’avvicinarsi delle elezioni.

Il termine Ius Soli é scelto per semplicitá perché nella realtá significa la cittadinanza acquisita in maniera automatico alla nascita entro il territorio di in un determinato Stato. Al mondo solo le Americhe hanno praticamente riconosciuto lo Ius Soli; se si nasce negli Stati Uniti, Messico, Perú, Brasile etc si diventa in automatico cittadini di quel paese.

In Europa lo Ius Soli esiste solo in Francia, Inghilterra e Germania ma sotto determinate condizioni ovvero quello che viene chiamato Ius Soli Temperato. Dove vivo in Germania nonostante i miei figli siano di padre Italiano e madre Polacca, sono diventati in automatico Tedeschi dalla nascita perché la mia compagna risiedeva stabilmente in Germania da almeno 8 anni. In Francia questo avviene dopo i 5 anni.

In Italia non si sta ovviamente discutendo di dare la cittadinanza a tutti i nati sul territorio Italiano per ovvi motivi di controllo dell’immigrazione. Quindi possiamo giá da adesso chiudere il discorso dell’aumento incontrollato dell’immigrazione a causa dello Ius Soli perché é una teoria che non ha nessun fondamento pratico.

Cosa si vuole introdurre in Italia e cosa sono lo Ius Soli Temperato e Ius Culturae?

In Italia si sta discutendo di introdurre lo Ius Soli Temperato e lo Ius Culturae.

Lo Ius Soli temperato dá la possibilitá di essere cittadino Italiano ad un bambino nato in Italia da genitori stranieri con almeno uno dei genitori  titolare di diritto di soggiorno illimitato oppure di permesso di soggiorno dell’Unione Europea per soggiornanti di lungo periodo. Il diritto di soggiorno illimitato é riconosciuto in Italia e in Europa a chi abbia risieduto in maniera continuativa per almeno 5 anni.

INOLTRE é utile sottolineare che:

Sono necessari altri tre requisiti dei genitori extracomunitari:

  • Alloggio idoneo a termini di legge
  • Superamento di un test di conoscenza della lingua italiana
  • Reddito non inferiore all’importo annuo dell’assegno sociale.

Da questo permesso sono esclusi gli stranieri pericolosi per l’ordine pubblico o la sicurezza dello Stato.

Non propriamente un dettaglio nell’ottica di ridimensionare le paure ma soprattutto lo sproloquio di chi continua a legare lo Ius Soli al fenomeno dell’immigrazione in atto. Certo che ci si sta occupando di immigrati ma di quelli che giá fanno parte del tessuto sociale e produttivo del paese. Non di certo ai poveri sbarcati in qualche modo sulle coste Italiane, per loro eventualmente bisognerebbe scomodare la fallimentare legge Bossi-Fini ma sono anche io dell’idea che sia immodificabile senza un Governo stabile e consapevole.

Lo Ius Culturae invece é una proposta per poter dare cittadinanza ai minori stranieri nati nel nostro Paese o arrivati entro i 12 anni di età possono diventare italiani dimostrando di aver frequentato regolarmente almeno 5 anni di percorso formativo. 

Come si diventa cittadini Italiani oggi?

Gia oggi un cittadino straniero puó chiedere la cittadinanza Italiana se:

  • Se vive in Italia in maniera regolare e continuativa da almeno 10 anni
  • Se dimostra di avere redditi sufficienti al sostentamento
  • Se dimostra di non avere condanne penali e in assenza di impedimenti per la sicurezza della Repubblica.
  • Per uno straniero con cittadinanza europea, la permanenza ininterrotta nel nostro Paese si riduce a quattro anni.

Di seguito un’utile infografica presa da questo articolo sull’Avvenire.

Cosa Cambia con l’introduzione dello Ius Soli Temperato/Ius Culturae e quante persone potrebbero essere interessate?

Ricordiamo che il DDL é stato approvato giá alla camera nel 2015 e attualmente fermo al Senato, dove molto probabilmente per i vari giochi politici non avrá mai uno sblocco.

A differenza di quanto si propagandi erroneamente per spaventare la popolazione su ipotetiche invasioni/perditá dell’italianitá etc. se il Parlamento approverà il ddl sullo ius soli temperato/ius culturae, saranno coinvolte circa 800mila persone (643mila nati nel nostro Pese e 166mila studenti nati all’estero) che potranno beneficiare della nuova norma sulla cittadinanza. Si considera ogni anno un ipotetico numero pari a 60.000 individui. Non di certo un’apocalisse come tanti descrivono, i numeri non mentono.

Qui di sotto un’utile infografica sempre dell’Avvenire per descrivere le nuove regole che sarebbero eventualmente introdotte.

Gli attuali numeri degli ingressi in Italia 

L’ISTAT ci rilascia i seguenti dati sull’immigrazione 2016-2017 che potete trovare a questo link.

In Sintesi:

  • Nel 2016 rilasciati  226.934 nuovi permessi (-5% rispetto al 2015)
  • I permessi vedono un calo del -41% di migrazioni per lavoro
  • Crescita del 34% dei permessi per asilo politico e protezione umanitaria (77.927)
  • Nigeria, Pakistan e Gambia coprono il 44,8% dei flussi di ingresso per ricerca di asilo e protezione internazionale.
  • I nuovi flussi non sempre però danno luogo a una presenza destinata a radicarsi sul territorio. Ad esempio tra i migranti giunti in Italia nel 2012, solo il 53,4% è ancora presente al 1° gennaio 2017.
  • I cittadini non comunitari regolarmente presenti al 1° gennaio 2017 sono 3.714.137.
  • Le prime dieci cittadinanze coprono il 61,6% delle presenze. I paesi più rappresentati sono Marocco (454.817), Albania (441.838), Cina (318.975), Ucraina (234.066) e Filippine (162.469).

L’Acquisizione della cittadinanza é comunque in aumento dal 2011

  • Le acquisizioni di cittadinanza sono aumentate se si considera che nel 2011 erano 49.834 e nel 2016 sono ben 184.638 (+73%)
  • I 5 paesi col maggior numero di acquisizioni di cittadinanza sono Albania (36.920), Marocco (35.212), India (9.527), Bangladesh (8.442), Pakistan (7.678)

Di seguito l’infografica di ISTAT che riassume il quadro.

Perché lo Ius Soli?

Dalla descrizione tecnica direi che é facile capire che lo Ius Soli si applica alle giovani generazioni di persone giá nate sul nostro territorio o arrivate in giovane etá e che comunque avranno una strada giá indirizzata verso la cittadinanza che comunque arriverá a 18 anni. Una generazione di ragazzi che giá fanno parte del tessuto sociale Italiano e spesso nemmeno parlano la lingua dei loro genitori. L’Italia regala la cittadinanza a persone straniere di origine Italiana che nemmeno parlano la nostra lingua ma hanno il diritto di diventare cittadini solo perché qualche avo era Italiano.

In un paese che regala questo tipo di cittadinanza non é forse meglio concentrarsi su chi giá vive in Italia e contribuisce al suo sviluppo? Da un punto di vista culturale questi nuovi Italiani sono sicuramente piú Italiani di tanti Argentini mai vissuti sul nostro territorio.

Lasciamo stare i buonismi, non aiutano

Non esistono diritti mancanti per questi individui. Lo Ius Soli non aggiunge nessun nuovo diritto mancante. Inutile battere il chiodo sui diritti che mancano, non é vero. Con o senza cittadinanza queste persone hanno giá tutti i diritti di un qualunque cittadino Italiano.

Tutti questi digiuni o estremismi sulla causa dello Ius Soli non aiutano ma fanno solo arrabbiare ulteriormente chi le idee ce le ha giá molto confuse grazie al basso livello di propaganda politica che misuriamo ogni giorno.

Lo Ius Soli non aggiunge diritti ma accorcia e facilita la burocrazia per persone che a conti fatti sono giá Italiani. L’aspetto sociale va inoltre considerato perché se un bambino non puó per motivi burocratici partecipare ad una gita certo non cambia il mondo ma sicuramente potrá anche sentirsi escluso.  Perché, se lo sforzo e gli impatti sul sistema sono minimi se non nulli non cercare di accelerare la cittadinanza? Quale sarebbe il motivo cosí grave per evitarlo? Dalla lettura della legge non emergono né criticitá né numeri fuori controllo.

Lo Ius Soli non é un pasticcio di legge?

Tanti accusano la legge di essere un pasticcio ma é una falsitá perché le regole esistenti sono chiare e le modifiche che si introducono minime. Dov’é il pasticcio se non nella bassa propaganda elettorale?

L’argomento é delicato? Non direi, l’argomento é abbastanza chiaro e limpido e non necessitá di macchiavelliche discussioni. Le modifiche sono minime ma i vantaggi sociali per una piccola parte della popolazione sono invece grandi.

Allora perché no?

Domanda che continuo a fare ma di risposte concrete non ne ho ancora ricevute, di risposte confuse, arrabbiate, che ignorano invece tristemente tante, troppe.

Perché agli Italiani non piacciono i vaccini? Viaggio fra falsi miti, paure e scarsa informazione

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Chiariamo subito: Credo fortemente nella Vaccinazione preventiva e la vedo come un diritto dei bambini che non puó essere negato ma in questo periodo mi sono trovato con mia grande sorpresa a dover “difendere” questo principio che pensavo fosse scontato.

In questo post cerco di riordinare le mie idee e fornire un pó di informazioni che secondo me possono essere utili a chiarire quelle che sono le mie convinzioni in maniera (spero) piú imparziale possibile anche se so che la discussione non avrá mai fine.

Ho discusso con molte persone che con la mia stessa fermezza difendevano il diritto a poter scegliere sulle vaccinazioni mettendo spesso in discussione la metodologia stessa. Scintilla della discussione é stato ovviamente il decreto legge varato dal Governo Gentiloni sull’obbligatorietá dei vaccini.

Qui la guida al decreto del Ministero della salute che spiega le novitá del nuovo decreto.

In pratica lo Stato forza la mano non lasciando la Vaccinazione alla decisione dei genitori ma obbligando tutti a vaccinare i propri figli previo accesso a servizi pubblici come l’istruzione. Qui sotto un sunto del decreto:

Il numero di Vaccini obbligatori passa da 4 a 10. Fino al decreto i vaccini (formalmente) obbligatori erano:

  •  Antidifterica
  • Antitetanica
  • Antipoliomelitica
  • Antiepatitevirale B

Con il nuovo decreto il numero sale a 10 con l’aggiunta di:

  •  anti-pertosse;
  • anti Haemophilusinfluenzae tipo B;
  • anti-morbillo;
  • anti-rosolia;
  • anti-parotite;
  • anti-varicella.

Per le ultime quattro, l’obbligo è soggetto a revisione triennale e potrà essere revocato in base ai dati epidemilogici e a quelli sulle coperture raggiunte.

Il decreto fissa l’obbligatorietá per tutti i 10 a meno di ...accertato pericolo per la salute, in relazione a specifiche condizioni cliniche documentate e attestate dal medico di medicina generale o dal pediatra di libera scelta.

Per assicurare l’obbligatorietá vengono introdotte delle sanzioni e dei divieti:

  • Le vaccinazioni obbligatorie divengono un requisito per l’ammissione all’asilo nido e alle scuole dell’infanzia (per i bambini da 0 a 6 anni)
  • in caso di violazione dell’obbligo é prevista la sanzione amministrativa pecuniaria da 100 € a 500 €. Sanzioni ridotte dalla versione precedente che le prevedeva da 500 a 7500. La ragione delle sanzioni é quello di evitare che le persone benestanti monetizzino il rifiuto alla vaccinazione. Purtroppo l’abbassamento delle sanzioni riduce questa garanzia. Nella prima versione era presente anche la possibile sospensione della potestà genitoriale. Questo punto sembrava essere molto critico per le conseguenze che ai molti sembravano eccessive. Il motivo di questo punto era nuovamente quello di evitare che le persone abbienti possano preferire il pagamento della sanzione senza ulteriori conseguenze. Purtroppo si é dato ascolto alle proteste che avevano interpretato male la sanzione.
  • Nella scuola dell’obbligo, il dirigente scolastico è tenuto a segnalare alla ASL competente la presenza a scuola di minori non vaccinati.

Perché si é fatto questo decreto?

Il motivo principale del decreto é il fatto che l’Italia misura delle coperture sotto la soglia (95%) indicate dall’Organizzazione Modiale della Sanitá (WHO) e poiché da qualche anno si stava misurando un aumento dei casi di morbillo con casi di decesso con una percentuale di 1/1000.

Qui il grafico indicato dal Ministero della Salute per il suo decreto.

Coperture Italia Guida al decreto

Il problema di fondo del decreto é il fatto che alcune vaccinazioni oltre ad essere giá sotto soglia mostravano dei segni di flessione. Le vaccinazioni per varicella e morbillo dal 2012 al 2015 hanno segnato un calo del 5% passando dal 90% all’85%. Il Morbillo nel 2017 ha misurato un aumento di 5 volte dei casi ovviamente risultato di questa diminuzione della copertura.

Insomma il sottostimato Morbillo é un pó la causa di queste forzature e rientra nelle malattie che possono avere conseguenze gravi quindi la sua eliminazione é un obiettivo. In Italia invece di una riduzione si era registrato un aumento con i valori peggiori in Europa. Negli Stati Uniti il vaccino del morbillo é obbligatorio dal 1962.

Questo decreto vuole correre ai ripari forzando l’obligatorietá semplicemente perché in Italia la volontarietá vaccinale non ha portato a miglioramenti rispetto agli altri paesi. Insomma se gli Italiani non capiscono l’importanza della vaccinazione la forziamo per legge.

Se date una lettura al “Piano Nazionale Prevenzione Vaccinale 2017-2019” potrete vedere quali sono state le pressioni che hanno spinto a questa scelta. In primo luogo gli obiettivi di vaccinazione di massa sono Globali ( Organizzazione Mondiale della Sanitá OMS in inglese WHO World Health Organization (Global Vaccine Action Plan 2011–2020, GVAP) e poi continentali con L’Europa (European Vaccine Action Plan 2015– 2020, EVAP) e poi nazionali. Insomma il piano mondiale dell’OMS fissa degli obiettivi di copertura vaccinale all’Europa che di conseguenza lo propaga agli stati membri che le mettono in pratica.

Questi gli obiettivi del programma EVAP:

  • Tutti i paesi riconoscono le vaccinazione come una priorità
  • Gli individui comprendono il valore dei servizi di immunizzazione e dei vaccini e richiedono attivamente le vaccinazioni
  • I benefici della vaccinazione sono equamente estesi a tutta la popolazione attraverso strategie mirate e innovative
  • Sistemi di immunizzazione forti sono parte integrante di sistemi sanitari efficienti
  • I programmi di immunizzazione hanno accesso sostenibile a una finanziamento stabile e a vaccini di elevata qualità industriale

Se il vostro problema é la fiducia verso le istituzioni Nazionali, Europee, Mondiali perché tutte parte di un grande complotto contro di voi che mira alla distruzione dell’umanitá, allora non troverete altre spiegazioni a riguardo in questo post e potete chiudere qui la vostra lettura. La popolazione mondiale cresce costantemente da quando esiste l’uomo quindi ad esclusione dei conflitti armati ad oggi non sono stati rilevati stermini di massa da parte di Enti Pubblici, Medici o Scientifici. 

La copertura Vaccinale per le diverse malattie nel mondo e in Italia

In questa infografica potete controllare per le diverse malattie quali sono le diverse coperture nel mondo e vedere come in Europa l’Italia non é mai nelle migliori posizioni rispetto agli altri paesi.

In questa invece le diverse soglie di copertura delle varie regioni italiane per le diverse malattie. Si puó notare come regioni quali il Veneto che hanno fatto della libertá vaccinale una bandiera in realtá hanno percentuali lontane dalle soglie consigliate. Ma si sa che se esiste la politica anche la salute puó essere fonte di scontro.

Ma perché la soglia del 95%?

Una delle critiche che ho sentito piú sovente é riferita a questa fantomatica soglia del 95% di copertura. La soglia del 95% deriva dalla cosiddetta immunitá di gregge (la spiegazione della versione inglese é piú completa) ovvero un meccanismo di protezione indiretta alla diffusione di malattie infettive. In pratica piú alto é il numero di persone immuni piú la protezione si allarga a tutto il “gregge” inclusi i soggetti non vaccinati. L’immunitá di gregge é parte integrante e fattore fondamentale per il successo della vaccinazione.

L’obiettivo primario della vaccinazione é l’eradicazione di una malattia ovvero la sua cancellazione da un paese/continente/intero pianeta. Le percentuali di copertura indicate servono appunto a questo scopo.

Questo é giá accaduto per malattie come la poliomelite e il vaiolo. In questi casi ovviamente le percentuali di copertura oggi giorno servono sostanzialmente a mantenere questa eliminazione dell’infezione ma i relativi valori di copertura possono essere piú bassi.

Il valore del 95% é effettivamente il valore piú alto e sicuro per l’estirpazione dei fattori patogeni ma vale solo per alcune malattie come per esempio morbillo e pertosse in quanto la trasmissione via etere é piú facile. Le percentuali di copertura per altre malattie puó essere effettivamente piú bassa.

La grande critica del mondo per l’obiezione sui vaccini é appunto basata su questo principio: Se la percentuale di copertura é diversa per le diverse malattie perché dovremmo per forza raggiungere il 95%?

I motivi sono diversi:

  • L’immunitá di gruppo viene calcolato su un territorio vasto che peró per ragioni demografiche non puó avere la stessa distribuzione per differenti fattori. Se guardiamo infatti alle coperture delle diverse regioni Italiane possiamo facilmente notare queste differenze. Se l’Italia avesse una copertura al 95% a livello nazionale potrebbe presentare una regione al 99% e una all’85% pur mantenendo il valore medio del 95%. Spesso si legge che per queste differenze territoriali per essere sicuri dell’estirpazione il valore dovrebbe essere il 100%. Se prendiamo per esempio la difterite che dovrebbe aver bisogno di una copertura all’86% e fissassimo questa come soglia, avremmo sicuramente delle regioni al di sotto e quindi tutti gli sforzi sarebbero inutili.
  • Una ragione a mio modo di vedere é anche l’impossibilitá pratica di un piano vaccinale con percentuali variabili. Come si puó vaccinare al 95% per una patologia e al 80% per un’altra? Facciamo un’estrazione per chi puó NON deve essere vaccinato? Come facciamo a ridurre il numero di iniezioni con le percentuali diverse (vedi punto successivo)?
  • La risposta secondo i gruppi antagonisti al decreto é il fatto che bisogna lasciare la libertá vaccinale a tutti e poter far scegliere quali vaccini somministrare ai propri figli. Anche se questa strada fosse percorribile e ci si accorgesse un giorno che siamo comunque vicini alla soglia minima diciamo l’80% come potrebbe lo Stato recuperare? Obbligando la vaccinazione comunque, ovvero applicherebbe quello che giá oggi sta facendo. In un modo o nell’altro quando le percentuali scendono non si puó che rendere la vaccinazione obbligatoria per legge considerando che é una protezione per l’intera societá che non puó dipendere dalle scelte dei singoli.
  • Come giá scritto la soglia del 95% é decisa dall’Organizzazione Mondiale della Sanitá, accettata dall’Europa e dai suoi paesi membri. Ridiscuterla significa semplicemente non avere fiducia per questi enti o peggio ancora pensare che la salute delle persone venga messa a rischio chissá per quali motivi.
  • É necessario considerare anche un fattore economico dei vaccini singoli rispetto a quelli polivalenti. La loro produzione sarebbe piú costosa senza avere nessun valore aggiunto poiché la scelta dei singoli vaccini non ha nessun valore medico/scientifico. Le aziende farmaceutiche sarebbero piú che contente di vaccini singoli perché porterebbero piú soldi. Se effettivamente tutte le teorie complottiste del Big Pharma avessero una radice fondata perché non spingere per vaccini singoli? Qui sotto alcune riflessioni dettagliate sul discorso costi.

Lo spettro del vaccino polivalente. 

Spesso viene insistentemente espresso il concetto che segue la libertá di vaccinazione ovvero quello di poter scegliere quali vaccini somministrare ai propri figli. Come scritto sopra considerato lo stretto legame fra copertura ed efficacia della vaccinazione, se la libertá di scelta in Italia ha portato a percentuali di copertura piú basse non resta che forzarla con l’obbligatorietá.

Ipotizzando la libera scelta molte persone si aspettano di avere singoli vaccini invece che quelli polivalenti (ovvero una singola iniezione per piú vaccini). Secondo la teoria non confermata da nessun dato, somministrare piú vaccini insieme ha conseguenze piú gravi sui bambini invece del singolo vaccino.

Facciamo due riflessioni:

  • 2 o 3 o 6 vaccini assieme quali differenze fanno? Al mondo esistono vaccini 10valenti o addirittura 13valenti ma ognuno di essi viene testato e garantito allo stesso modo. Non esiste un vaccino immesso sul mercato senza avere prima passato tutte le fasi di verifica. Il decreto Italiano prevede un Vaccino 4valente e uno 6valente ovvero le 10 vaccinazioni verranno offerte in due scaglioni. il Vaccino 4valente é quello giá attualmente utilizzato e sul quale nessuno ha mai protestato, Perché proprio adesso dovrebbe essere un problema? la logica mi dice che per quelli aggiuntivi é corretto avere un’iniezione unica con i 6 mancanti.
  •   I vaccini vengono accusati erroneamente di contenere sostanze dannose e ne scriveremo piú dettagliatamente a seguire. Se questo fosse vero perché aumentare il rischio con fialette singole per ogni vaccino? Se il problema sono le sostanze utilizzate per produrre il vaccino allora perché chiedere di avere iniezioni singole per ogni vaccino aumentando l’intossicazione dalle fantomatiche sostanze pericolose. La teoria contraddice se stessa, se da un lato si lamenta la pericolositá dall’altro si chiede di aumentare il dosaggio delle stesse “sostanze pericolose”.
  • “Per la salute non si bada a spese” é un concetto corretto ma fino ad un certo punto. Da un lato si accusano le aziende farmaceutiche di forzare la spesa degli Stati e nello stesso tempo si chiede di “non badare a spese”. Per i vaccini é giusto non badare a spese ma solo in termini di qualitá ovvero non cercare sconti su prodotti vaccinali scarsi.

L’ottimizzazione della somministrazione peró deve essere considerata evitando di sprecare soldi nella produzione di vaccini singoli che:

  • Aumentano i costi di produzione per dose, si pensi anche solo semplicemente alle fiale. Quando parliamo di vaccini si parla di decine di Milioni di dosi che se moltiplicate per i singoli vaccini porterebbero a numeri e costi ancora piú grandi.
  • Possibili sprechi nel momento in cui molte piú fiale potrebbero essere aperte e non usate interamente in caso di multidose
  • Obbligherebbero a molte piú iniezioni e quindi comunque ad un tempo maggiore per chi le opera.
  • I prezzi dei vaccini sono legati a scelte di mercato piuttosto che a costi veri e propri e per questo l’ente pubblico non ha grosso potere negoziale. Questo é dovuto al fatto che esiste un quasi monopolio farmaceutico che come ogni monopolio porta alla distorsione dei prezzi. Avere un programma preciso che preveda due iniezioni da 4 e 6 vaccini é sicuramente piú ottimizzato di avere 10 vaccini con libera scelta e quindi a volumi non certi. L’Ente pubblico deve cercare di ottimizzare la spesa anche in caso di salute, quello che non deve fare é ridurre la qualitá della salute per risparmiare ma questo come é detto non ha legami con i vaccini multivalenti.
  • Qui due link per chi vuole approfondire con alcune spiegazioni sui costi dei Vaccini:

Le solite lobby farmaceutiche e il Big Pharma?

Le aziende Farmaceutiche insieme alle Banche e alle aziende Petrolifere sono sempre presenti nella fantasia complottista. Recentemente anche grazie a nuovi protagonisti della politica Italiana queste fantasie si sono radicate sempre di piú nella mente di molti Italiani.

Non é mia intenzione discutere di complotti o lobby ma solo di fornire alcuni numeri per circoscrivere il fattore “aziende farmacologiche” e nello specifico quello dei vaccini.

La critica piú comune che ho sentito sull’obbligo vaccinale é il fatto che nasconde interessi economici e ha come obiettivo il danneggiamento della salute dei cittadini. Il solito discorso delle lobby farmaceutiche che fanno pressioni per alzare le soglie di allerta e poter vendere i propri prodotti.

Ritenendo questa tesi tutta da dimostrare non entro nel merito della questione perché non ci sono al mondo prove di questo complotto ed invito tutti quelli che accusano questo sistema di interessi a fornire le prove di quello che affermano invece di fermarsi al solito “Perché secondo te (stupido credulone) non ci sono interessi dietro?”.

La risposta é “certo che ci sono interessi economici, le aziende farmaceutiche ovviamente fanno soldi con i loro prodotti ma questo non vuol dire che riescano a controllare tutti i sistemi pubblici mondiali”

Con questo non voglio dire che non possono esistere gli scandali, ci sono, ci sono stati e ci saranno ma per questo esiste la legge e il sistema giudiziario. Non bisogna confondere la medicina con l’illegalitá. LA MEDICINA É CORRETTA NON CORROTTA. Se esiste (e purtroppo esiste) la corruzione questo é un problema del singolo che delinque ma non possiamo allargare il concetto a tutta la Medicina ed accusarla di essere parte dello stesso gruppo.

Questo é un concetto di base ma spesso viene dimenticato dalle menti povere che magari stufe di leggere ogni giorni casi di corruzione decidono di allargare il problema a qualsiasi scelta statale (a maggior ragione quelle sulla salute che suonano sempre piú vere delle altre).

Ma quanto vale il Business Farmaceutico?

l’85% del business farmaceutico é generato da 5 grandi aziende: GSK, Merck, Sanofi-Pasteur, Wyeth and Novartis. É indubbio che il mercato farmaceutico sia un mercato ricco ma vale la pena fare alcuni confronti:

  • Valore Globale nel 2015 del mercato farmaceutico mondiale 1072 Miliardi di dollari. Il Prodotto interno lordo Italiano é nel 2016 attorno ai 1850 Miliardi di dollari. Qundi vale meno del sistema Italia.
  • Lavorando nel settore IT/ICT faccio alcuni confronti. La spesa mondiale nell’Information Technology vale circa 3500 Miliardi di Dollari nel 2016 ovvero 3 volte la spesa farmaceutica mondiale.
  • La piú grande azienda farmaceutica al mondo ha dichiarato vendite nel 2016 pari a 50 Miliardi di dollari. Telecom Italia nel 2016 ha totalizzato (in forte crisi) circa 20 Miliardi, Deutsch Telekom  73 Miliardi, La Spagnola Telefonica 52 Miliardi, L’Americana AT&T 164 Miliardi, Amazon 134 Miliardi. Insomma BIG PHARMA o BIG TELCO? Se proprio vogliamo trovare i complotti troviamoli tutti.
  • I Vaccini non sono un business attrattivo per le aziende farmaceutiche poiché hanno un’alta componente di ricerca e sviluppo che costa. In generale i vaccini contano nell’intorno del 2-3% del fatturato totale e a livello mondiale contano per un 25 Miliardi , ovvero il fatturato di un anno di Telecom Italia.
  • L’Italia ha speso nel 2015 circa 29 Miliardi per spese farmaceutiche di cui 319 Milioni per le cure vaccinali (obbligatorie e incluse quelle singole e antiinfluenzali). La spesa vaccinale pesa quindi un 1,4% del totale della spesa farmaceutica. Lo stesso fervore che si ha contro i vaccini si dovrebbe avere contro l’abuso nell’utilizzo di antibiotici nelle cure dei piú piccoli ma cosí non é. I numeri dicono che circa il 30% delle prescrizioni antibiotiche sia sbagliato e inutile. Considerando che la spesa annua totale per farmaci antibiotici é di circa 900Milioni se il 30% delle prescrizioni é sbagliato vuole dire che esiste un problema ma non é nella spesa vaccinale che vale quanto le prescrizioni antibiotiche inutili.

Siamo ancora certi di tutto questo business sui vaccini? Siamo veramente sicuri che siano i vaccini il posto in cui le aziende farmaceutiche fanno affari d’oro. I dati smentiscono questa teoria mostrando che se ci sono (e ci sono) interessi delle aziende farmaceutiche questi si devono cercare altrove.

Se vogliamo trovare anomalie nella farmaceutica dobbiamo guardare al fatto che ad oggi il mercato é sbilanciato su 5 aziende che ne controllano l’85% del fatturato totale. Questo é un problema di semi-monopolio e come tutti i monopoli puó portare a distorsioni di mercato. Un’accusa del genere é piú che giustificabile ma questo é un problema di mercato non un problema di salute o una ragione per negare i principi fondamentali della medicina. Il settore farmacologico é per sua natura (alti costi di ricerca) aperto a pochi e questo semi-monopolio é la normale conseguenza. Oggi peró vediamo che i mercati emergenti iniziano ad affacciarsi nel panorama farmacologico e non possiamo che sperare in un’apertura della competizione e non solo al ribasso con degrado della qualitá.

I metalli pesanti nei vaccini.

Questa storia é molto gettonata nello stagno dell’ignoranza. Il concetto di partenza é abbastanza semplice, i metalli pesanti ci sono ovunque: Nella frutta, nella verdura nell’acqua, praticamente in tutto quello che ingeriamo. É impossibile evitare la contaminazione, il problema sono le percentuali della contaminazione. Nessuno fa verifiche tecniche sul cibo che mangiamo e nessuno si preoccupa del cibo che da hai propri bambini. Quando invece si parla di Vaccini invece il discorso cambia direzione.

Le nanoparticelle di metalli sono ovunque e dovute a qualunque meccanismo di produzione, impacchettamento, raccolta ed é impossibile evitarlo a meno di stare in camere sterili come per esempio quelle operatorie. Nella realtá di tutti i giorni non é cosí e tutto é sottoposto a contaminazione di nanoparticelle di metalli pesanti.

Ma partiamo da un caso vero di falsa informazione scientifica, ovvero lo studio della dottoressa Antonietta Gatti sulla contaminazione dei vaccini da naoparticelle. La D.ssa Gatti ha avuto purtroppo spazio anche in testate giornalistiche come il Fatto Quotidiano tanto per dimostrare la qualitá dell’informazione Italiana. La D.ssa é un fisico che si definisce esperta di guerra del golfo e Malattie misteriose (?) ed é focalizzata sulle nanoparticelle.

Un giorno un mio contatto su FB mi manda questo link che “rivela” la veritá sui vaccini. A parlare in questo video é il professore Stefano Montanari laureato in farmacia e specializzato in bio materiali, marito della Gatti.

Qui di seguito l’intervista al Professore che parla del suo studio fatto insieme alla moglie Antonietta Gatti.

In sostanza il video é un’accusa alla forte e pericolosa contaminazione di materiali pesanti nei vaccini. Si arriva anche a dire che i vaccini per animali sembrano piú sicuri rispetto a quelli per umani.

Ovviamente il video inquieta e come mia prassi cerco qualche informazione sul fantomatico laboratorio in cui il professor Montanari insieme alla D.ssa Gatti conducono le loro ricerche. Durante il filmato infatti si nomina il laboratorio come riconosciuto dalla comunitá Europea e quindi qualcosa che deve essere rilevante nel panorama scientifico.

Cerco nei siti della comunitá Europea ma del laboratorio Nanodiagnostics di Modena nessuna traccia. Il nome del Professor Montanari e della moglie Gatti non compaiono da nessuna parte. Nemmeno il loro sito della loro azienda di analisi fa riferimenti ad attivitá di collaborazione con gli enti Europei. I miei dubbi a questo punto aumentano.

La Nanodiagnostics srl si definisce un laboratorio di ricerca e un’azienda di consulenze tecniche e scientifiche nei settori della medicina, dell’industria e dell’ecologia. L’attività principale è il rilevamento tramite una tecnica innovativa di microscopia elettronica ambientale di micro- e nanoparticelle inorganiche in qualsiasi mezzo (tessuti biologici, alimenti, farmaci, cosmetici, campioni ambientali, reperti industriali, ecc.).

E a fondo descrizione

Nanodiagnostics effettua pure indagini ambientali per quanto riguarda l’inquinamento da micro- e nanoparticelle emesse soprattutto da impianti ad alta temperatura come inceneritori di rifiutiimpianti a biomassecementificifonderie, ecc. L’attività di Nanodiagnostics comprende consulenze sull’argomento, anche a supporto di azioni legali, prestate a comitati di cittadini, autorità locali (es. comuni), forze di polizia, tribunali, mezzi d’informazione, ecc.

Diciamo che forse…  “mi dici cosa vuoi trovare e io te lo trovo” (tanto le nanoparticelle sono ovunque)… ma forse sono il solito prevenuto.

Vado a leggere il loro report sulla contaminazione dei Vaccini e trovo frasi come:

  • Abbiamo verificato la composizione come descritta dal produttore
  • Abbiamo verificato la presenza di sostanze non dichiarate
  • La nostra ipotesi é che la contaminazione dei vaccini sia involontaria e dovuta alle procedure di produzione
  • Se la nostra ipotesi é corretta una corretta verifica degli ambienti di produzione puó ridurre questa contaminazione.

Diciamo che il report non scrive cose tragiche come invece il video del Prof Montanari dichiarava ma si limita a verificare le percentuali di materiali pesanti giá dichiarati dal produttore piú altri materiali che possono potenzialmente essere tossici ma non si trovano affermazioni decise sulla pericolositá ma solo sulla revisione delle procedure produttive.

I miei dubbi aumentano e continuo la ricerca in maniera piú estesa. Trovo questo link in cui proprio il Report Montanari-Gatti viene spiegato per quello che é ovvero una grande presa in giro. L’esperienza scientifica del sito medbunker mi aiuta a capire meglio quanto falso e deviante sia il report. Potete leggervi l’interessante post, qui di seguito le note piú interessanti:

  • La pubblicazione del report é stata fatta su un sito che non ha rilevanza scientifica e accetta qualunque pubblicazione
  • Non esistono descrizioni della metodologia di misura utilizzata che secondo le fondamentali metodolgie di misura confermi che la contaminazione non sia prodotta dal laboratorio/ misura stessa. “…Se in dieci flaconi di un farmaco qualsiasi si trovassero 100 nanoparticelle, trovarne 102 o 98 in uno di vaccini sarebbe stata la norma. Se in dieci flaconi di farmaci ne trovi 2, trovarne 100 nei vaccini sarebbe stato strano.” Non esistono riferimenti che escludano quindi la contaminazione di laboratorio e a pensar male sono bravi tutti…io specialmente. Questo fattore annulla per principio la misura.
  • Quasi la totalitá dei vaccini analizzati é scaduta e alcuni dal 2004 (il report data 2016). Ovviamente in 12 anni puó essere che il materiale stesso in cui é contenuto il vaccino per semplice degrado possa avere rilasciato nanoparticelle?
  • Si dice di trovare cloro, sodio e Aluminio… esattamente come da dichiarazione poiché sono utilizzati per per stimolare la risposta corporale. In pratica il vaccino contiene ció che dice di contenere. La scoperta dell’acqua calda.
  • Viene dichiarata la presenza di Globuli rossi solo per l’osservazione visiva nonostante la forma dei globuli rossi sia nettamente diversa ma se a leggerla sono io o un qualunque cittadino potremmo anche crederci.
  • Alcune immagini hanno degli errori/modifiche. A pensar male di nuovo.
  • “I pezzi di metallo” trovati. Le misure indicano valori estremamente piccole che peró vengono definite “pezzi”e in numero pari a 1821. Detta cosí puó sembrare preoccupante per i non addetti ma poi i valori indicano poche molecole per microlitri di vaccini . Le misure sono in mole ovvero l’unitá di misura delle particelle. Una molecola di acqua secondo l’equazione H2O contiene 2 mole di idrogeno e 1 mole di ossigeno. Il report ha trovato “pezzi” di metalli pari a un miliardesimo di milionesimo (10-15) di mole. Il nulla. In un vaccino sono stati trovati ben 0.000000000001 ng (nanogrammi) di Aluminio ovvero 0.000000000000000001 grammi. Vi convince che é il nulla?
  • La pericolositá dei metalli ha valori diversi:
    • Di media assumiamo 6 milligrammi di aluminio in 1 piatto di pasta
    • Il limite di sicurezza per l’alluminio è di 1 mg/kG per settimana
    • Il limite giornaliero di sicurezza per l’alluminio stabilito dall’OMS é di 60 milligrammi 
    • il limite di sicurezza giornaliero per i metalli pesanti nei farmaci é di 10 μg (microgrammi). Un microgrammo è un millesimo di milligrammo.10 microgrammi equivalgono a 10000 nanogrammi.
    •  In un’intera fiala, sono stati trovati 0,000000000001 nanogrammi di alluminio, il limite considerato sicuro dall’EMA per l’alluminio nei farmaci è di 1000 nanogrammi. Siamo assolutamente, pienamente, abbondantemente nella soglia di sicurezza. Dov’é la contaminazione? Dov’é il pericolo?

Questo esempio dimostra quanto l’informazione fai da te puó essere fuorviante se non si hanno i mezzi per capirla.

La cosa grave é che esistono persone che sollevano problemi che non esistono pur di pubblicizzarsi e farci dei soldi sopra.

La “ricerca” dei nostri due esperti di nanoparticelle non fa che confermare in pratica che NON esista una contaminazione a rischio secondo le normali soglie di sicurezza mediche. La cosa che dovrebbe invece scandalizzare é il fatto che si tralascino questi dettagli e si cerchi di convincere la gente dell’esistenza di un grosso problema.

Fortunatamente le critiche al report si sono diffuse anche nei canali ufficiali scientifici, qui potete leggerne alcuni:

Le misure del report nonostante tutti gli errori di misura non evidenziano criticitá ma le parole del Prof Montanari ci presentano un mondo diverso da quello da lui misurato. La domanda é perché bisogna prendere in giro cosí le persone su argomenti cosí delicati? Che differenza c’é fra questo farmacista e la Wanna Marchi?

Leggete i termini di ingaggio di questo Guru antivaccini e fatevi due domande prima di pensare alle lobby farmaceutiche. Ci sono molte piú lobby anti tutto ve lo assicuro.

Ecco una sintesi delle sue parole:

  • DA QUANDO è USCITO IL “Decreto Lorenzin” sono subissato di richieste di conferenze. Non scrivetemi e non telefonatemi per invitarmi se non siete disposti a PAGARE.
  • NON SCRIVETEMI PER CHIEDERMI CONSIGLI, PERCHE’ CONSIGLI NON NE DO A NESSUNO: LEGGETE I MIEI LIBRI E I MIEI ARTICOLI E TRAETENE LE CONSEGUENZE.
  • NON FACCIO PIU’ CONFERENZE SENZA ESSERE PAGATO E SENZA CHE I SOLDI ARRIVINO ALMENO 10 GIORNI PRIMA DELLA DATA PREVISTA. CHI NON E’ IN GRADO DI ACCETTARE LE CONDIZIONI SIA GENTILE E NON MI CONTATTI.
  • Per quanto riguarda le consulenze da effettuare su documentazione è indispensabile che io possa avere a disposizione TUTTI I DOCUMENTI per poter comunicare un preventivo di spesa. Resta inteso che non inizierò a lavorare se non mi sarà anticipato almeno il 50% della cifra richiesta. Il saldo dovrà essere versato PRIMA della consegna dell’eventuale relazione e, comunque, prima della conclusione dei lavori. QUESTO VALE ANCHE (E SOPRATTUTTO) PER GLI ENTI PUBBLICI CHE, SE PER MOTIVI CHE NON SOLLETICANO IL MIO INTERESSE NON SONO IN GRADO DI RISPETTARE QUESTE CONDIZIONI, SONO PREGATI DI NON FARMI PERDERE TEMPO.
  •  Io sarò l’unico relatore. Se la cosa non è gradita o si hanno altre intenzioni, s’interrompa qui la lettura.
  • Comunque, se, poco saggiamente, si pretenderà di aggiungere altri relatori, oltre al compenso pattuito mi si verseranno 500 Euro + IVA per ognuno di loro (il denaro andrà sempre a sostenere la ricerca) e il tempo a disposizione non dovrà in ogni caso superare i 30 minuti per ciascuno di essi.

Diciamo in sintesi che il professor Montanari sembra una persona aperta al confronto, educato e sopratutto non legato al vile denaro. Dicevamo delle lobby?

Fonte per la lettura completa del caso: Medbunker “I VACCINI INQUINATI? UN’ESPERTA DICE DI NO”

Nota: Mi dispiace evidenziare che in Italia anche a fronte di uno scritto che non ha valenza scientifica e giá nei suoi contenuti non presenta criticitá venga utilizzato per attivare procedure giudiziarie. Qui la Procura di Torino indaga sotto richiesta del Codacons a fronte dell’articolo della Sig.ra Gatti e del Sig. Montanari. Semplicemente incredibile.

…Al centro dell’esposto del Codacons, uno studio condotto da due specialisti in nanotecnologie, Antonietta Gatti e Stefano Montanari e pubblicato a gennaio scorso dall’International Journal of Vccines and Vaccination, che per l’associazione “ha analizzato i vaccini esavalenti della Glaxo rilevando una contaminazione da micro e nanoparticelle”.

I vaccini e l’autismo

Questo é un argomento che nonostante l’ultima sentenza della Cassazione che nega la correlazione e il relativo indennizzo é sempre in voga e continua ciclicamente a presentarsi. Non sono un medico e non posso che appoggiarmi ad altre fonti. Al mondo a differenza di quanto si continua a dire non esistono ricerche che dimostrino questa correlazione (ah giá dimenticavo le lobby nascondono i propri spettri nell’armadio) invece esiste un caso in cui la correlazione era stata falsificata per scopi di lucro. Mi riferisco al caso Wakefield nome del dottore che falsificó le misure per poi essere radiato. Qui, qui e qui alcuni link sulla vicenda.

Qui di seguito invece alcuni link con gli studi riconosciuti che smentiscono le varie correlazioni:

  • link 1
  • link 2
  • link 3
  • link 4
  • Studio su 1000000 di bambini
  • Studio su 96000 bambini
  • Studio che dimostra la mancanza di rischio di autismo legata al numero di vaccinazioni effettuate in età pediatrica.
  • Studi che mostrano come i vaccini siano sicuri
  • Un articolo che ripercorre i passi del falso collegamento tra vaccini ed autismo

Ovviamente per studi riconosciuti si intende validati dagli organi scientifici che ne riconoscono la metodologia, la procedura di misura e le conclusioni. Se ovviamente manca la fiducia degli organismi mondiali di sanitá vuol dire che il problema é molto piú grave e a questo punto qualunque ciarlatano puó avere la sua parola.

Non mi inoltro nell’argomento perché troppo tecnico, mi affido alla buona volontá di chi vuole approfondire su materiali riconosciuti.

Sul legame autismo e vaccini mi preme solo fare vedere un grafico del caso Giappone dove il vaccino trivalente MPR (MMR in inglese) era stato eliminato proprio a causa delle voci allarmanti che circolavano sul suo conto. Nonostante questo i casi di autismo aumentarono come previsto statisticamente (l’aumento è dovuto soprattutto all’affinamento delle diagnosi). Ecco un grafico che mostra l’aumento dei casi di autismo paragonati alla diminuzione delle vaccinazioni infantili:

noMMR

Riprendendo le parole del link MedBunker sull’argomento autismo e vaccini.

 Il vaccino è un farmaco e come qualsiasi sostanza esistente al mondo, può avere effetti collaterali. Il fatto che sia una delle poche sostanze somministrate a miliardi di individui diversi e di tutte le età, in tutto il mondo, ne fa probabilmente il farmaco più testato e provato al mondo. I suoi rischi sono infinitamente inferiori ai suoi benefici e nella stragrande maggioranza dei casi sono di minima gravità. Non vaccinarsi non solo espone chi lo fa al pericolo di malattia ma espone anche la sua comunità visto che è proprio la vaccinazione comune che protegge un gruppo dalle malattie infettive (più individui sono “scoperti” più la malattia rischia di ricomparire). Anche malattie considerate “banali” come il morbillo o la rosolia, possono causare gravi danni ed anche malattie che consideriamo “scomparse” (come la poliomielite) in realtà distano da noi poche ore di volo ed in un’epoca di globalizzazione e facilità di spostamenti, la possibilità di diffusione di un virus o un batterio sono molto elevate.Vaccinarsi è un diritto per tutti ed un dovere per vivere in una società civile e sana.

Le malattie infettive stavano giá scomparendo nonostante i vaccini

Sono riuscito anche a sentire questa storiella che ha bisogno di qualche figura per essere smentita.

Quando un grafico vale piú di 1000 parole.

Pertussis-1 measles incidence meas3 measle polio_benatti polio_benattimod polio_brd_ddr_1989 morbillo_uSa morbillo casi

A me i numeri e la scienza hanno sempre convinto di piú di mille concetti filosofici.

La comprovata pericolositá dei vaccini nei documenti ufficiali.

Durante alcune discussioni con un’amica fortemente anti decreto-vaccini ho ricevuto della documentazione che a suo modo di vedere era la prova della dannositá provata dei vaccini. Con piacere e interesse ho dedicato un (bel) pó di tempo alla loro lettura. I documenti erano lunghi ma avere finalmente qualcosa che rappresentava la stele di rosetta per gli anti-decreto (se la chiamo antiVax si arrabbia) mi sembrava un’ottima occasione per comprendere finalmente le loro granitiche convinzioni.

Entrambi i documenti si trovano nel sito informasalus che “..Da molti anni operiamo nel campo della salute, il nostro scopo è infatti quello di raggiungere il maggior numero di persone e fornire un’informazione il più possibile obiettiva e scientifica!”

Considerando che uno dei due documenti riporta la scritta Confidential riporto i link sul quale é possibile trovarlo evitando di condividere personalmente informazioni riservate.

I documenti si trovano allínterno dei seguenti post:

In pratica con questi due documenti si proverebbe che segretamente esistono delle reazioni collaterali all’uso dei vaccini e alcune estremamente gravi inclusi i casi di morte.

Chiariamo solo un concetto che a me pare chiaro ma cosí non é per molti. Al mondo non esiste nessun farmaco con ZERO probabilitá di effetti collaterali. Il motivo non é la superficialitá della produzione ma il fatto che non esiste al mondo una scienza perfetta al 100%. L’unico modo che la farmacologia ha per ridurre l’incidenza degli effetti collaterali é quella di fare innanzitutto ricerca e sviluppo e poi seguire molte fasi di test.

Il risultato finale é quello di garantire ZERO effetti collaterali misurati durante i test ma essendo i test condotti su un numero di soggetti limitato quando si estende l’utilizzo a milioni di persone nessuno puó escludere per le miliardi di differenze nelle condizioni di somministrazioni che ci possano essere effetti collaterali mai misurati in fase di test. Questo é semplicemente un discorso statistico che vale per qualunque scienza.

I vaccini nel caso specifico essendo medicinali piú sensibili e usati preventivamente su molti piú soggetti devono rispettare (chiaramente) regole di sicurezza molto piú stringenti rispetto ai normali farmaci.

In questo link trovate una descrizione delle diverse fasi di produzione dei vaccini (qui uno in Italiano ma piú generico).   É interessante notare come le prime due fasi di esplorazione e pre clinica possono durare dai 3 ai 6 anni e non prevedono test su persone.

Capite bene perché non sono proprio i vaccini il vero interesse delle aziende farmaceutiche poiché non portano grossi introiti e costano moltissimo nella fase di ricerca/test.

Quello che le aziende farmaceutiche sono obbligate a fare anche dopo la produzione e utilizzo di massa di un vaccino é il continuo controllo degli effetti collaterali e la trasmissione dei risultati alle autoritá competenti (Ministeri della salute, Organizzazioni Sanitarie etc.). Questo costante monitoraggio serve per aumentare il controllo sulla sicurezza dei vaccini ed é giusto che esistano questi tipi di report.

Questa é la natura dei 2 documenti SEGRETI della Glaxo che ho ricevuto. Sono prima di tutto documenti confidenziali e non segreti (la differenza é fondamentale). Un documento SEGRETO che rivela i “tragici” effetti collaterali dei vaccini perché dovrebbe essere inviato alle autoritá sanitarie competenti? Se davvero fosse un segreto perché la GSK lo invia alle autoritá? Per l’articolo Italiano si accusa invece l‘Agenzia Italiano del Farmaco (destinataria giustamente del report) di occultare le prove. Come se dopo aver ricevuto il documento il giorno seguente bisognasse fare una conferenza stampa per raccontare pubblicamente numeri che invece non rappresentano nessuna emergenza.

Questo sarebbe giá un buon motivo per non considerare l’articolo di Informasalus ma visto che le convinzioni degli antivax, anti decreto sono granitiche guardiamo i numeri.

Entrambi i documenti riportano per periodi diversi tutto il monitoraggio fatto dopo la somministrazione del Vaccino. Tutti i tipi di reazioni dei bambini vengono riportate (quelle comunicate ovviamente) .

Correttamente nulla va sottovalutate quando si tratta di somministrazione di farmaci su neonati ma nello stesso tempo chi legge dovrebbe fare attenzione ai contenuti, per esempio:

  • Nei “disturbi psichiatrici” la maggioranza dei casi é “l’agitazione”
  • Le reazioni piú comuni sono febbre, eritema, agitazione, pianto e gonfiore nella zona di somministrazione.

Non é mia intenzione sminuire le “complicazioni” ma solo evidenziare il fatto che come avviene per ogni farmaco nel suo bugiardino vengono indicate tutte le segnalazioni anche se non esiste una correlazione scientificamente provata.

Se guardiamo ai 5 (cinque) casi di decesso in 2 anni che ovviamente sono quelli su cui giustamente tutti si concentrano, vediamo che in nessuna delle descrizioni viene rilevato un legame col farmaco (referto ospedaliero e non giudizio dall’azienda produttrice che ovviamente non puó fare indagini). Le cause sono dichiarate diverse dal vaccino in 4 casi su 5 e nel quinto manca l’autopsia.

Anche ipotizzando che tutte le 5 morti siano dovute effettivamente ai vaccini si puó affermare che statisticamente la probabilitá é molto bassa quasi nulla. Questo non lo dice una persona che non ha a cuore la salute dei bambini e guarda solo i numeri ma una persona che legge che in Italia il tasso di mortalitá infantile (che non é purtroppo mai ZERO) vale il 3,3 per mille (0,4%) ovvero estremamente piú grande di questi 5 casi (che statisticamente potrebbero rientrarci).

Aprendo invece il report confidenziale SEGRETO della GSK (di 1271 pagine) ci si puó immergere in un report estremamente dettagliato che elenca tutti i diversi effetti collaterali segnalati a seguito della vaccinazione. Essendo impossibile fare un sunto del documento preferisco commentare l’articolo in salsa catastrofista del sito informasalus.

I numeri del report:

  • Report di  monitoraggio di ben 41 paesi in cui é stato somministrato il vaccino
  • Periodo di monitoraggio 23 Ottobre 2009 al 22 ottobre 2011.
  • 1.742 referti medici internazionali inviati “spontaneamente” durante due anni dai 41 paesi
  • 24.283.415 dosi di vaccino Infanrix Hexa
  • 825 casi differenti di complicazioni mediche
  • 559 casi gravi
  • Decesso di 14 bambini

Senza entrare nel merito dei diversi casi che come scrivevo prima includono qualunque reazione del bambino, concentriamoci sui numeri del report:

  • 825 casi di complicazione medica (ovvero qualunque segnalazione inclusa la febbre) su 24 Milioni equivalgono ha una percentuale dello 0,00343% ovvero 3000 casi su 1 Milione.
  • 559 casi gravi (che includono anche reazioni cutanee, difficoltá respiratorie, strabismo temporaneo, lentezza di reazione agli stimoli, gastrite) su 24 Milioni equivalgono ha una percentuale dello 0,00232% ovvero 2000 casi ogni Milione.
  • 14 Decessi equivalgono allo 0,000058% ovvero 58 casi su 1 Milione. In tutti questi casi non é verificata la correlazione con i vaccini. Questo non vuol dire che la si possa negare ma non esiste evidenza scientifica nemmeno dopo l’Autopsia. É giusto ribadire che in Italia il tasso di mortalitá infantile é pari al 3 per mille ovvero 3000 casi per Milione. Nel 2011 il numero di bambini morti nel primo anno di vita è stato pari a 1774. Sono puntualizzazioni che forse a molti non diranno molto ma credo sia importante avere questi numeri in mente quando si parla di tragedia dei vaccini.

Secondo questa teoria la vita per come la conosciamo sembra essere piú crudele del report della GSK.

Qui di seguito alcune statistiche relative alle malattie infettive per le quali é stata introdotta l’obbligatorietá vaccinale:

  • Pertosse: Ogni anno l’infezione da Burdetella pertussis è responsabile di circa 16 milioni di casi di malattia e di 195.000 casi di morte infantile nel mondo (0,012% ovvero 12000 casi su 1 Milione). In Italia la situazione é migliore, dal 2002 non sono stati piú rilevati casi di morte per pertosse, in generale nei paesi sviluppati le cause di morte sono dell’ordine del 0,01 ogni 1000. Nei bambini piccoli, le complicazioni più gravi sono costituite da sovrainfezioni batteriche, che possono portare a otiti, polmonite, bronchiti o addirittura affezioni neurologiche (crisi convulsive, encefaliti).
  • Haemophilus Influenzae tipo b: La letalità della meningite da Hib è del 2%-5% anche con una appropriata terapia antibiotica. Chi guarisce dalla meningite può avere però conseguenze neurologiche, che si verificano nel 15%-30% dei pazienti.
  • Morbillo: Le complicanze si verificano in circa il 30% dei casi. Morti 30/100 ogni 100000.
  • Rosolia: Tra il 1964 e il 1965, un’epidemia ha interessato oltre 12 milioni di persone, con 20mila casi di sindrome congenita e la morte conseguente di oltre 11mila feti, oltre 2000 nati morti, più di 3500 bambini nati ciechi e 1800 ritardati mentali.
  • Parotite: Nei bambini la malattia si risolve in pochi giorni nella maggior parte dei casi. Tra le complicazioni descritte vi sono encefaliti (0,02-0,3%), meningiti (0,5-15%), pancreatite (4%) e danni all’udito. Nei bambini, in 5 casi ogni 100.000 di malattia, la parotite causa perdita dell’udito: questa infezione rappresenta infatti la principale causa di sordità neurosensoriale infantile acquisita. L’encefalite porta raramente alla morte, ma si possono avere conseguenze permanenti come paralisi, epilessia, paralisi dei nervi facciali, stenosi acqueduttale e idrocefalia.
  • Varicella: mortalità dallo 0,29 allo 0,46 per milione di popolazione.

Il  motivo per cui ho riportato queste percentuali é semplicemente confrontare i rischi delle malattie infantili che si vogliono estirpare con i rischi (non tutti verificati) delle vaccinazioni e le loro conseguenze.

Esaminare numeri, statistiche e percentuali non é freddo o asettico é l’unico modo che ha la scienza di andare avanti per migliorarsi. Sapere che esistono rischi a fronte di malattie infettive che sono estremamente piú alti di possibili complicazioni da Vaccinazioni dovrebbe essere una buona motivazione per accettare le vaccinazioni ma cosí non sembra.

La visione della “libertá di scelta”.

La  mia comparazione numerica é l’unica lettura possibile dei dati a meno che i dati non siano falsati. Questo peró nessuno lo puó sapere e comunque non ci sarebbe un reale vantaggio per nessuno, nemmeno per le aziende farmaceutiche che con uno scandalo del genere avrebbero effetti negativi enormi sul loro business.

Quello che a me fa innervosire é la lettura cosí pressapochista del sito informasalus e in generale della nuova cultura del “Ueb”.

Questi i commenti del sito al documento della GSK:

  • Le milioni di dosi sembrano una catastrofe di sistema invece di essere considerate come un enorme numero di casi che ovviamente non fa che ridurre percentualmente il peso delle complicazioni.
  •  I casi in esame sono presi in numero assoluto senza nessuna correlazione percentuale con il totale dei casi
  • Nei casi di decesso questa la frase che dimostra la completa malafede e pressapochismo: “Durante il periodo in analisi, sono stati riportati 14 decessi di bambini vaccinati. La cosa sconcertante nei report sui decessi è la chiara correlazione temporale fra vaccinazione e decesso [ad es. il primo caso a pag. 1220 avvenuto 11 giorni dopo la vaccinazione, e il secondo caso ancora 11 giorni dopo la vaccinazione – morte in culla – ma in nessuno dei due è disponibile l’autopsia], mentre la GSK dichiara il contrario a sostegno della propria opinabile linea di condotta in cui gli eventi sono considerati seri solo se corrispondono ai criteri medici stabiliti da se stessa..” . LA CHIARA CORRELAZIONE TEMPORALE dove? Senza disporre di un’autopsia? (ovviamente il fornitore é riuscito a controllare anche i dottori di tutti questi opsedali evitandola). Qui ci sono signori che senza nemmeno avere delle benché minime nozioni di medicina e farmacologia si permettono di dire che la correlazione fra morte e vaccino é evidente? Superficialitá mi sembra un termine riduttivo. Con questo non voglio dire che si puó esclude al 100% la correlazione con il vaccino ma di evidente c’é solo il fatto che in alcune teste i neuroni non fanno bene contatto. Se io scrivessi che non c’é correlazione con la vaccinazione perché la morte é avvenuta 11 giorni dopo avrebbe lo stesso valore.

Sentirsi cavie.

La persona che mi ha inviato i documenti e che non accettava la mia visione statistica (non ho altri argomenti razionali in merito) evidenziava il rifiuto di essere trattati come cavie. Il concetto di base é che una cavia é parte di un processo di test mentre questo é un monitoraggio attivo. La complessitá delle reazioni dell’organismo sono cosí tante che non ci si puó mai sentire al sicuro. Sapere che tutto é monitorato dovrebbe confortare invece viene letto come un’informazione segreta non diffusa per motivi economici. Ma perché allora le aziende farmaceutiche dovrebbero trasmettere queste informazioni? Masochismo economico? Difficile capire la logica dietro alcuni ragionamenti.

Il diritto di conoscere questi dati

Secondo gli antiVax e anti-decreto i genitori devono essere informati di queste informazione per essere piú coscienti delle loro scelte. Queste informazioni non sono giustamente diffuse per non generare panico ingiustificato. La conferma sta proprio nelle reazioni a queste documentazioni. La domanda sorge spontanea “ma se non siete capaci di leggere i numeri perché qualcuno dovrebbe fornirveli?”

I bugiardini e l’Autismo

Se pensate o avete visto dei bugiardini di vaccini in cui é indicato l’autismo come possibile effetto collaterale sappiate che non é frutto di una ricerca medica ma di una protezione legale di fronte a possibili denunce. Qualcosa tipo “Il fumo fa male!” su un pacchetto di sigarette.

Se pensate di aver trovato il legame fra autismo e vaccini in un bugiardino allora vi consiglio di NON leggere questo articolo perché rimarrete estremamente delusi.

La scheda tecnica del vaccino nell’articolo oltre al fantomatico autismo riporta anche le  possibili cause di morte (tutte, pure troppe). Dalla traduzione “Le cause di morte includevano sette SIDS ed una delle seguenti: enterite, sindrome di Leigh, sindrome adrenogenitale, arresto cardiaco, incidente automobilisticoannegamento accidentale“.

Conclusioni

Non vado oltre e vi lascio alle vostre convinzioni, io ho solo provato a riportare i numeri senza inoltrarmi nella materia medica che non mi compete. Non voglio convincere nessuno perché non c’é nulla da convincere tutto é giá scritto in maniera chiara nei documenti “segreti”.

Solo una cosa vi raccomando se  volete evitare problemi seguite le istruzioni del bugiardino e non fate guidare vostro figlio.

Il Grafico perfetto per i nostalgici della Lira. Svalutare per essere piú poveri.

Proprio ieri sono capitato su un grafico che reputo perfetto nella sua semplicitá. Il grafico riesce perfettamente a dimostrare quali sono gli effetti delle svalutazioni (poco competitive). Riesce a visualizzare bene uno dei grossi problemi della passata gestione monetaria Italiana ovvero quella fase storica a cui molti sognano di tornare ovvero: “Gli anni della Potente Lira e dell’autonomia monetaria”. Anni in cui a detta di molti si poteva “svalutare” la moneta per essere piú competitivi e crescere come cinesi.

Il grafico é stato preso da questo sintetico post di noise from amerika. La discussione di base era relativa alla differenza fra le retribuzioni salariali annue dei 4 maggiori paesi europei: Germania, Francia, Italia e Spagna. Il punto di partenza é la bella favola della Germania che abbassa gli stipendi per essere competitiva.

Come é facile notare diventa difficile affermare che la Germania gioca sulle retribuzioni per essere competitiva. La Germania infatti é il paese con la maggior crescita e con gli stipendi piú alti ma questo non é il punto del mio post.

salari_medi_annuali_1990_2015_costanti_Copia

L’esercizio che faccio é di evidenziare un altro aspetto evidente nel grafico e per questo ho bisogno di fare alcune modifiche come segue.

salari_medi_annuali_1990_2015_costanti_No Infl

Cosa ho evidenziato in questo grafico:

  • La data del 1999 in cui é stato introdotto l’Euro valutario
  • La data del 2002 in cui é stato introdotto il contante Euro.
  • La svalutazione della Lira del 1992 cioé Il punto fondamentale di tutto il discorso e motivo di questo post.
  • L’ipotesi di un andamento dei salari Italiani senza tenere conto della svalutazione del 1992. Esercizio brutale di spostamento in verticale del grafico Italiano come se dal 1992 al 1995 l’Italia fosse cresciuta come la Francia senza alcuna svalutazione.

Non credo servano esperti economici per leggere il nuovo grafico ma per i nostalgici della Lira facciamo qualche puntualizzazione:

  • Come é chiaro l’introduzione dell’Euro (sia valutaria che con contante) non ha cambiato la curva dei salari e quindi non é la causa del loro basso valore rispetto al resto dell’Europa. Non esistono infatti flessioni rilevanti nel grafico dopo la sua introduzione. L’unico evento che ne ha fatto crollare i valori é la crisi del 2008 da cui non siamo ancora usciti e direi non per colpa dell’Euro.
  • La svalutazione competitiva? Certo un pó di inflazione fa sempre bene ma quando un paese svaluta solo per i suoi problemi finanziari di debito non é propriamente quello che si intende per svalutazione competitiva.
  • La svalutazione é la tassa piú ingiusta che esista.  Il grafico evidenzia molto bene questo aspetto spesso dimenticato. Se continuo a svalutare il costo della vita aumenta e le categorie piú deboli ne patiscono maggiormente le conseguenze. Se sono un miliardario non é certo un 10% di inflazione che mi cambia la vita. Se guadagno 1.200 euro e di colpo ne perdo 120 scendendo a 1.080 sicuramente ho delle difficoltá maggiori.
  • La svalutazione porta conseguenze nel lungo periodo. Come si vede chiaramente dal grafico la svalutazione ha velocemente ridotto il valore dei salari che poi non sono piú riusciti a recuperare il crollo e sono rimasti traslati verso il basso. Ma non dovevamo essere competitivi?
  • E se non avessimo svalutato? Spostando il grafico dell’Italia verso l’alto cioé ipotizzando brutalmente (e non correttamente ma é solo un esercizio)  che non ci sia stata svalutazione e che l’Italia avesse seguito una crescita speculare alla Francia, dove sarebbero gli stipendi? Il grafico nonostante sia un approssimazione non reale (ma significativa) ci dice che se i nostri cari politici invece di svalutare avessero provato a gestire l’efficienza del sistema gli stipendi medi annuali sarebbero a 31.000 Euro invece che a 28.000 cioé 3.000 piú alti. Mica bricciole.

Conclusioni

  • Fino allo sfinimento é necessario capire che nonostante l’Euro/Unione Europea hanno sicuramente dei limiti che vanno sistemati, NON sono la causa delle attuali condizioni dell’Italia. L’Euro non ha mai fatto crollare il nostro paese e i motivi delle sue pessime condizioni sono da ricercare altrove, nell’incapacitá di fondo e di lungo periodo di una classe politica che non é in grado di riformare l’Italia con quello che serve per sopravvivere nell’economia odierna.
  • Chi crede che la Nuova Lira possa essere il proiettile d’Argento che risolve tutti i problemi sta semplicemente seguendo un falso modello. Il controllo della moneta e la sua svalutazione é sempre stato utilizzato per migliorare i conti pubblici evitando di ridurre spese e indebitamento del paese ma non sicuramente come un’arma di competizione economica.
  • La svalutazione ha degli effenti pratici e dirompenti che colpiscono le classi piú deboli. La forte svalutazione del 1992 ha semplicemente traslato la crescita dei salari verso il basso. In parole povere é aumentato il costo della vita, il potere di acquisto e si sono ridotti i salari. Se fosse stata “competitiva” il grafico avrebbe avuto delle accelerazioni cioé dei cambi di ripiditá come quelli spagnoli dopo il 2006. In Italia peró questo non é mai avvenuto segno che il problema non é la moneta ma la scarsa efficienza del sistema paese.

Volete la lira? Nessun problema ma preparatevi nel caso migliore a diventare ancora piú poveri. 

I dati del grafico sono presi dalle seguenti tabelle OCSE.

Trump il Grillino anti-sistema e l’Amministrazione “Sachs”

Sono capitato in questi giorni su un divertente articolo che esaltava il discorso di insediamento di Donald Trump. Nulla di male sia chiaro, personalmente non mi sta particolarmente simpatico ma non é un motivo per criticarlo prima che abbia iniziato il suo lavoro. Nessun problema ai complimenti quindi ma forse é meglio tenere in considerazione la realtá dei fatti prima di cadere in superficiali considerazione sul Sig Trump.

Mi riferisco a questo articolo del Fatto Quotidiano in cui scrive un certo Marco Venturini che dal suo CV si definisce direttore della campagna di comunicazione del M5S in Veneto (ma sembra aver collaborato nel 2014 anche con Matteo Renzi, poco male Business is Business).

Nel suo articolo Venturini evidenzia la straordinarietá del discorso di insediamento di Trump partendo innanzitutto dalla sua assoluta coerenza. Coerenza principalmente legata alla lotta contro le Elite perché secondo Venturini (e secondo tanti altri nel nostro paese) Trump é un anti-sistema. Una persona che ha dovuto legarsi al partito Repubblicano per poter proseguire la sua campagna elettorale ma che alla fine guida un movimenti anti-establishment. Un Miliardario che proprio per i suoi soldi “Può permettersi di mandare tutti al diavolo” e infatti noi in Italia abbiamo una lunga esperienza in fatto di Miliardari che rappresentano il popolo.

Nella sua analisi comunicativa l’articolo indica come messaggio chiave sulla coerenza del  Presidente Trump la frase ormai diventata famosa del oggi restituiamo il potere al popolo”. Proprio su queste parole si apre un parallelo anti-sistema proprio con il M5S che come modello rappresenta (secondo Venturini) la lotta contro il sistema in Italia.

Parole condivisibili se non fosse che sarebbe il caso ogni tanto confrontare le parole ai fatti. La comunicazione di Trump sará sicuramente efficace ma poi va confrontata con le sue reali scelte. Se guardiamo infatti le sue prime decisioni forse il concetto di coerenza inizia un pó a traballare. In quest’ultimo periodo gli apprezzamenti su Trump da parte del M5S (e non solo) si sono moltiplicate e in ogni commento esiste effettivamente questa sensazione che Trump sia un anti-sistema. Un Presidente che sfascerá il sistema delle lobby Americane e delle grandi multinazionali ovvero (secondo il vulgo)  l’origine di ogni male nel mondo.

Aspettando le prossime decisioni del Trump anti-sistema é interessante fare giá dei paragoni fra la percezione e la realtá di alcune scelte giá prese nella formazione della sua Amministrazione. L’innamoramento del M5S al Presidente Trump mi sembra come sempre la solita superficialitá di chi si ferma agli annunci senza nemmeno guardare alla realtá o forse come spesso accade di chi proprio la realtá non la capisce.

Quanto Trump si avvicina alle idee del M5S?

La Risposta é semplice: Sono agli antipodi.

Nonostante questa luna di miele a distanza non si capisce, nel merito, dove il Trumpismo si possa avvicinare alle idee del M5S. Le analisi del post di Venturini, non si possono fermare all’analisi delle frasi ma dovrebbero almeno provare a tenere in considerazione qualche elemento aggiuntivo.

La squadra di Governo di Trump, Anti-Sistema? Siete sicuri?

Non voglio iniziare una critica su Trump perché oggi sarebbe inutile non essendoci ancora atti formali. La mia analisi vuole solo comparare alcuni punti fondamentali della propaganda M5S con alcune scelte giá prese da Trump che fanno intravvedere una volontá pen precisa. Una volontá peró ben lontana dalle idee fondanti del movimento di Beppe Grillo che fanno quindi pensare ad un innamoramento che rappresenta la solitá superficiale e “pressapochezza”.

Guardiamo prima di tutto alle nomine della nuova amministrazione Trump.

Molte di queste informazioni sono state prese dal seguente articolo del sito Lettera 43.

Un Presidente Anti-sistema, anti-multinazionali, anti-poteri forti?

Rex Wayne Tillerson – Segretario di Stato (diplomazia) dal 2006 presidente e Amministratore Delegato del gigante energetico Exxon Mobil Corporation, la quinta più grande compagnia al mondo per capitalizzazione.

Steve Mnuchin – Segretario al Tesoro. Ex partner di Goldman Sachs. È il terzo uomo di Goldman Sachs a occupare questa poltrona, dopo Henry M. Paulson jr., sotto il  residente George W. Bush, e Robert E. Rubin, con Bill Clinton.

Stephen Bannon – Chief strategist. Bannon è stato presidente della campagna lettorale del tycoon, è un ex di Goldman Sachs, ma soprattutto è il padre padrone del sito conservatore di destra (a sfondo razzista) Breitbarb News. http://www.breitbart.com/

Wilbur Ross-Segretario al Commercio. Investitore miliardario (patrimonio da 2,5 miliardi di dollari). Ross è da sempre considerato il «re della bancarotta». È uno specialista nel rilevare aziende in crisi, che però hanno grandi potenzialità sul fronte dei margini di profitto.

Reince Priebus – Capo dello Staff: La scelta, che ha irritato molti degli elettori che hanno votato il magnate contro l’establishment, è caduta su un insider di Washington: Reince Priebus, presidente del partito repubblicano, che lo ha sostenuto lealmente e ha cercato di fare da ponte tra Trump e i dirigenti Gop, a partire dallo speaker della Camera Paul Ryan.
Betsy DeVos – Segretario all’Istruzione: già legata al partito repubblicano in Michigan, è nota per le sue posizioni conservatrici e per la sua attività filantropica, svolta anche attraverso le fondazioni legate alla società di investimenti fondata assieme al marito, che investe nel settore della tecnologia e dell’energia. È miliardaria ed è una della principali sostenitrici del Partito Repubblicano in tutto il Paese.

Diciamo che definire Trump Anti-sistema/lobby/multinazionali almeno per il momento é un pó azzardata. Mi sembra invece che le sue scelte in fatto di nomine attingano a persone che proprio nelle Lobby/Multinazionali hanno fondato la loro carriera. Possibile che vogliano proprio loro distruggere questo sistema?

Un’Amministrazione Eco Sostenibile?

Il M5S é sempre molto attento (direi giustamente) all’evoluzione green e sostenibile del mondo cosa che forse per Trump non sembra essere una prioritá e a dirla tutta nemmeno un problema climatico.

 Scott Pruitt – Direttore dell’Agenzia per la protezione ambientale: procuratore generale dell’Oklahoma e negazionista dei cambiamenti climatici. Dovrà ripristinare «l’essenziale missione dell’Epa (agenzia americana protezione ambiente) di tenere la nostra aria e la nostra acqua pulite e sicure», assicurando allo stesso tempo che l’agenzia non spenda i soldi dei contribuenti «in un’agenda fuori controllo e anti-energetica».

Rick Perry – Segretario all’Energia: Trump ha scelto di nominare l’ex senatore del Texas segretario all’Energia. Paradossalmente, Perry guiderà lo stesso dipartimento federale che lui stesso voleva eliminare.

Mike Pence – Vice Presidente: Governatore dell’Indiana. Sotto la sua gestione ha provato ripetutamente di strocare gli standard energetici per le rinnovabili riuscendo a terminare gli sforzi di efficienza energetica dell’Indiana. É stato il rappresentante dell’industria del Carbone dichiarando nel 2015 che l’Indiana era uno Stato pro-carbone combattendo con tutte le forze le azioni dell’EPA per la riduzione delle emissioni e la lotta alle centrali a carbone.

Da queste nomine non sembra che l’amministrazione Trump metterá l’ambiente al primo posto … forse non lo metterá nemmeno nel suo programma.

Basta ai nepotismi

Jared Kushner – Senior Advisor: Sfidando la legge contro il nepotismo e i rischi di ulteriori conflitti di interesse, Trump ha portato alla Casa Bianca un membro della famiglia, nominando il giovane genero Jared Kushner consigliere senior con competenze sugli accordi commerciali e sul Medio Oriente. In vista della nomina,
Kushner si dimetterà dalla posizione di Ceo in molte sue società e da editore del New York Observer,  liberandosi anche di un «significativo numero di asset», tra cui Thrive capital, 666Fifth avenue e vari investimenti all’estero.

Quale sarebbe stata la reazione in Italia per una nomina del genere nel Governo Renzi?

Un’Amministrazione che ripudia la Guerra?

James Mattis – Segretario alla Difesa: E il soprannome è già tutto un programma: ‘Mad Dog’, ‘Cane Pazzo’. Mattis, contrario all’accordo per il nucleare con l’Iran, è stato costretto ad andare in pensione prima del previsto per tensioni con l’amministrazione Obama proprio sui rapporti da tenere con Teheran. Nel 2003, all’inizio dell’occupazione di Baghdad, è già generale maggiore. L’anno successivo, ‘Mad Dog’  si distingue nella battaglia di Falluja, uno dei capitoli più bui dell’invasione americana dell’Iraq. Nel maggio 2004, il generale ordina un attacco aereo su una sospetta “casa sicura” di jihadisti.  Ma il bersaglio risulterà poi essere un matrimonio, in cui 42 innocenti tra uomini, donne e bambini perdono la vita. Il processo seguente ha stabilito che l’ordine era stato legittimo.

John Kelly-Segretario alla Homeland security: Generale dei marine che ha lavorato anche nell’amministrazione Obama come assistente di due capi del Pentagono, Leon Panetta e Robert Gates – è conosciuto per essere un duro. Sul tavolo si ritroverà alcuni
dei dossier più caldi dell’amministrazione Trump, come quello dell’immigrazione e della lotta ai clandestini.

Mike Pompeo – Direttore della Cia: Deputato del Kansas, esponente dei Tea Party e membro a vita della National Rifle Association, è stato tra i più convinti oppositori all’Obamacare ed è contrario alla chiusura di Guantanamo. Pompeo è inoltre noto per essere stato tra i sostenitori del programma di sorveglianza dell’Nsa rivelato da Edward Snowden. Tra i suoi grandi nemici figura l’Iran: «Non vedo l’ora di smantellare questo accordo disastroso con il più grande Stato sponsor del terrorismo del mondo»

Certo non é mia intenzione accusare l’amministrazione Trump di essere guerra fondaia ma dai nomi in lista direi che forse la pace avrá qualche problemino in piú. Love&Peace cittadino 5S.

Diritti per tutti specialmente per i piú deboli? 

Trump ha giá dichiarato piú volte che il suo primo obiettivo é quello di smantellare il sistema Obana Care che allargava la copertura sanitaria alle fasce piú deboli della popolazione (aumentando in maniera non controllata i costi). In ogni caso questo tipo di “coperture universali” sono uno dei punti di forza proprio del M5S ma non sembrano non avere un corrispondente nelle idee di Trump.

Tom Price – Segretario alla Sanità: Deputato della Georgia alla guida del dipartimento della Sanità. Svolgerà un ruolo centrale nel modificare (o rimpiazzare) l’attuale legge sulla sanità voluta da Obama. Trump si è impegnato a rivedere in tempi stretti l’Obamacare e Price, chirurgo ortopedico, è tra i critici di punta dell’attuale legislazione.

…e l’immigrazione?

Qui é difficile fare paragoni perché il M5S avendo posizioni contrastanti al suo interno non si pronuncia in materia. Trump invece si é pronunciato in maniera forte, chiara e decisa.

Procuratore generale – Jeff Sessions: Conosciuto per la sua linea dura  sull’immigrazione, il repubblicano è stato spesso accusato di razzismo. Nel 1986 gli fu negato un incarico nella giustizia federale dopo che alcuni colleghi lo accusarono pubblicamente di aver scherzato sul Ku Klux Klan.

Michael Flynn – Consigliere per la sicurezza nazionale: Secondo l’Ap, la sua simpatia per Mosca e le durissime critiche all’Islam radicale «non vengono viste di
buon occhio da alcuni esperti di sicurezza nazionale statunitensi».

Conclusioni e riflessioni

L’Amministrazione Trump sembra quindi qualcosa di molto lontano dalle idee di base del M5S e quindi molti degli apprezzamenti che si leggono sembrano effettivamente un pó troppo superficiali. La cosa peró non mi stupisce particolarmente perché ritengo la superficialitá parte del DNA del movimento stesso. Nessuno puó sapere come si muoverá Trump in futuro ma stando almeno alle sue prime nomine alcune scelte sembrano chiare e queste strategie sono lontane anni luce dalle radici Grilline.

Il nazionalismo Trumpiano giá sfociato nella cancellazione di alcuni accordi commerciali transoceanici, ha iniziato ad esaltare il tifo pentastellato. Esaltazione che personalmente ritengo povera di ragionamento e rischiosa per tutto il paese. Scelte che possono (ma anche no) favorire il mercato americano potrebbero invece essere altamente negative per quello Italiano. Esaltare la chiusura di accordi commerciali o dazi sullo scambio di merci proprio in un paese come l’Italia che vive di export é un vero e proprio suicidio. La crescita scarsa Italiana degli ultimi anni sarebbe stata fortemente negativa senza l’apporto proprio dell’Export. La componente Americana in questo export é stata alta (e in crescita) e sperare che questa crolli dimostra quanta ignoranza economica ha preso ormai cittadinanza stabile nel M5S. Lo dimostrano infatti affermazioni quantomeno discutibili dei sui “rappresentanti di punta” che dall’alto dal basso dei loro ragionamenti dimostrano quanto pericolose certe idee possano essere per il futuro dell’Italia. Ma d’altronde come si sa, il futuro sará splendente una volta usciti dall’Euro con un’esaltante svalutazione che porterá al tracollo un’economia Italiana giá martoriata. La globalizzazione che tanto si combatte ha portato piú benefici nel caso dell’Italia che peggioramenti. Esaltare il nazionalismo di Trump é quindi come augurarsi un lento spegnimento del proprio paese.

Caro M5S ma sei proprio sicuro che Trump é veramente la cura di tutti i mali del mondo? un rappresentante del popolo e una bandiera anti-sistema?

Sei proprio sicuro che un miliardario con un’amministrazioni di miliardari voglia veramente distruggere il sistema che ha reso tutti loro Miliardari?

Io nella mia cecitá penso di no ma voi continuate pure a sniffare trielina….

Riflessioni e analisi sul Referendum: fra politica e realtá

Complimenti a chi riuscirá il 4 dicembre a votare sui contenuti e non sulla politica, complimenti a chi riuscirá a votare avendo capito veramente cosa cambia. Eh sí perché alla fine il vero voto sará solo un Pro o contro Renzi che purtroppo non dará il dovuto peso e importanza ad un voto referendario e ne distorcerá gli obiettivi. Proprio lo stesso Renzi pero’ é stato il primo a personalizzare il voto e quindi ne deve accettare le conseguenze della sua tattica esclusivamente politica. Il risultato sará quindi molto probabilmente una misurazione politica del gradimento che gli Italiani hanno di Renzi. I fans delle opposizioni (un settore molto variegato che va dall’estrema destra all’estrema sinistra passando per il M5S) andranno verso il NO, i fans di Renzi andranno per il Sí, gli indecisi stanno cercando di capire e i sinistrorsi incalliti a cui Renzi non piace vorrebbero votare NO ma cercano fino all’ultimo una ragione in fondo al barile per giustificare il loro Sí solo perché al NO vota “Gentaglia” che proprio non piace.

Io rimango ancora un indeciso che cerca di capire. Se guardo il fronte del NO vedo cose che non mi piacciono come: Lega Nord, Casa Paund, Forza Nuova, M5S, Forza Italia, Landini etc. Vedo partiti che inizialmente hanno votato la riforma e poi hanno cambiato idea per “scaduti accordi” con Renzi (Forza Italia vedi sotto).

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Vedo partiti come il M5S che é stato sí sempre nel fronte del NO (anche se astenendosi alle prime votazioni) ma che non rientra nella coerenza poiché come ha giá dimostrato piú volte per “partito preso”, non voterebbe MAI nessun provvedimento proposto da Renzi e dai PiDioti. Termine genericamente e infelicemente attribuito al gruppo di persone risultato della differenza fra il Mondo e i sostenitori del M5S, ovvero chiunque non in linea con le idee del M5S. Stesso discorso ad esclusione della definizione di PiDioti vale per i partiti dell’estrema sinistra, mai stati in sintonia con Renzi.

Se guardo il fronte del Sí vedo gli stessi limiti di appartenenza dove il Sí é spesso solo un segno di Renzismo oppure evita il timore che un Governo piú o meno stabile crolli dopo i risultati. Opzione non cosí remota e sicuramente non cosí positiva in questo periodo ma motivazione che non dovrebbe far parte della scelta referendaria.

In ognuno dei due casi mi pare ci sia poca attenzione sui contenuti e spesso la propaganda stessa é volutamente generica e tende a non trasferire tutte le informazioni.

La materia si adatta comunque molto bene ad interpretazioni perché i contenuti del referendum sono estremamente tecnici e spesso non completi per una reale previsione del futuro. Se si escludono le opinioni politiche dei due fronti anche quando si chiede aiuto a costituzionalisti, giuristi o generici tecnici in materia si trovano opinioni diverse a dimostrazione che la materia presenta una certa difficoltá (e sicuramente anche una piccola influenza politica fra i tecnici stessi). Non essendo tecnico non posso che proporre solo riflessioni in merito.

Cosa si vota?

Il singolo quesito referendario ha dietro di sé una proposta di legge molto elaborata che tocca molti punti. Di seguito l’elenco per macro argomenti:

  1. Cancellazione del Bicameralismo. Si vota l’organizzazione del Parlamento con la cancellazione del cosiddetto “bicameralismo perfetto” ovvero rimane in pratica solo piú la Camera dei Deputati. Il Senato sará formato da Consiglieri Regionali e Sindaci giá eletti e ogni Senatore durerá finché manterrá la sua carica locale. Nessuno voterá piú i Senatori (se non indirettamente dalle elezioni Regionali/Comunali) ma solo i Deputati.
  2. Nuove regole per i Referendum. Sale il limite da 50.000 a 150.000 firme perché una proposta referendaria venga accettata. C’é chi vede questo come un limite di garanzia delle minoranze a cui lo strumento del Referendum é indirizzato. Se vengono raccolte 800.000 firme non esisterá piú il Quorum cosa che a mio avviso é positivo considerate le tante volte che abbiamo speso soldi per indire referendum che non hanno mai superato il limite.
  3. Viene eliminato il CNEL (Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro) che a detta dei promotori del Sí non risulta determinante nelle sue funzioni, poco efficiente e non attivamente utilizzato. In generale non spenderei molto tempo su questo punto perché credo che non sia poi cosí rilevante. In Generale nella famosa Spending Review fatta ai tempi da Cottarelli venne indicato come un Ente cancellabile. La fiducia per Cottarelli mi spinge quindi a vedere questa cancellazione come positiva. Il risparmio della cancellazione per’o non deve essere un motivo perché l’entitá é molto bassa: Risparmio minimo fra i 15-20 Milioni annui. Operativamente la cancellazione ha piú senso: Pubblicati 970 articoli in 50 anni. Sempre in 50 anni sembra solo 14 proposte di legge siano state avanzate dal CNEL.
  4. Cambiamento del Titolo V ovvero ri-centralizzazione di alcuni Servizi Regionali. Vengono riportate al controllo dello Stato centrale alcune funzioni Nazionali che dal 2001 erano state distribuite alle Regioni. Essendo secondo me un punto molto importante e delicato qui é necessario fare alcune riflessioni piú approfondite.

Alcuni link per capire meglio il referendum:

Serve questo Referendum?

A dir la veritá credo che a toccare la costituzione ci vorrebbe un processo forse un pó piú condiviso e ordinato mentre questa legge é stata scritta e discussa in tempi abbastanza corti rispetto agli impatti. La discussione ha comunque coinvolto tutto il Parlamento ma é innegabile che si é dovuti passare al referendum poiché non esisteva una maggioranza sufficiente per un cambiamento della costituzione.

É vero che una revisione della costituzione é stata annunciata da molti Governi del passato ma poi mai realizzata e ogni tanto un’accelerazione a mio modo di vedere non é sempre negativa.

É altrettanto vero anche che dietro si nasconde molta propaganda di Renzi e quindi questo puó indebolire gli obiettivi.

Dove serve questo Referendum?

A snellira la procedura legislativa rafforzando i poteri dell’esecutivo anche se non mi sembra ci siano degli sconvolgimenti apocalittici. La riforma sulle Regioni invece sará l’aspetto piú delicato che avrá piú conseguenze sia positive che negative. Fondamentalmente si cerca di cancellare la “prova” di federalismo iniziata nel 2001 ma forse mai realizzata a pieno. É necessario capire qui se uno ritenga necessario estendere il federalismo o ri-centralizzare. Io credo che ad esclusione di alcune regioni (poche) non abbia mai funzionato bene. Difficile dire se le colpe sono solo Regionali oppure centrali, sicuramente la situazione odierna é un mix fra centrale e federale e bisogna andare in una delle due direzioni. Il Governo Renzi crede sia meglio rientrare nella centralitá. Ritengo che alcune materia di interesse nazionale non possano rimanere sotto il controllo delle regioni. La mia impressioni é che il semi federalismo degli ultimi anni abbia solo moltiplicato costi e rallentato sviluppi senza peró portare vantaggi nei servizi ma é solo una sensazione basata sulle lamentele della gente. Attualmente se i servizi sanitari non funzionano é competenza/colpa regionale. Io credo che il federalismo sia importante quando funziona veramente e fino in fondo come qui in Germania ma questo spesso é anche frutto di un diverso approccio sociale piuttosto che un merito assoluto del federalismo in se.

La deriva autoritaria

Il rischio che si accentrino troppi poteri nel Governo é una delle motivazioni dei comitati del NO. Spesso questo rischio autoritario é ovviamente attribuito al solo Renzi come se fosse l’unico ad avantaggiarsene. Il discorso é abbastanza ridicolo perché chiunque andasse al potere usufruirebbe di queste condizioni. Fa particolarmente ridere anche Silvio Berlusconi che recentemente parla di rischio “deriva autoritaria” per una modifica costituzionale che ha sempre sognato.

Avere una sola camera non vuol dire rischiare l’ingresso nella dittatura ma serve solo a snellire e velocizzare (speriamo, garanzia non al 100%) la procedura. Non é chiaro quanto poi si snellisca e quanto invece si possa complicare per situazioni non previste. Questo il grande dubbio ma sicuramente avere solo un luogo di discussione delle leggi non ha nulla di fondamentalmente sbagliato se fatto bene.

L’anomalia che si puó creare é quella sulla durata del mandato al Senato che non segue quello della Camera ma é legato alla durata della carica locale. Nel momento in cui un eventuale Senatore per elezioni regionali non é piú parte del consiglio Regionale perderá automaticamente la sua carica di Senatore. Questo puó portare ovviamente a differenti maggioranze politiche alla Camera e al Senato. C’é chi ha visto in questo un vantaggio per Renzi che avendo la maggioranza delle Regioni potrá avere un ulteriore aiuto. Secondo me invece si potrebbe avere anche una situazione diversa con le Regioni a maggioranza diversa dalla Camera che potrebbe anche portare un vantaggio democratico.

In questa intervista al giudice Imposimato una descrizione (a mio avviso apocalittica) delle conseguenze della riforma: Un salto nella dittatura. Vi consiglio di ascoltarlo al minuto 2:27 dove secondo me inizia la parte cruciale e che mi fa pensare che questa deriva autoritaria sia semplicemente frutto di menti malate.

Con tutto il rispetto per il Prof Imposimato quando una persona del suo spessore mi cita il “Gruppo Bilderberg” come architetto ombra della riforma, non posso che ignorare ogni suo precedente ragionamento. Chi ogni tanto mi legge sa che ho una certa allergia per i vari complottismi mondiali. Quando queste affermazioni escono dalla bocca di un Grillo, un Di Battista o un mio contatto Facebook posso sorridere ma se li sento da una voce autorevole non posso che rattristarmi. Se dovessi votare di pancia dopo le parole di Imposimato andrei dritto a mettere una croce sul Sí. D’altronde in Italia abbiamo magistrati che hanno denunciato le agenzie di rating in nome della giustizia sociale (e dell’ignoranza economica).

Nella riforma del Senato cambiano anche i modi di elezione del Presidente della repubblica e dei Giudici della Corte Costituzionale. Anche qui difficile dire quanto poi grande sia il nuovo potere del Governo. Ad una mia lettura non ho percepito nessun tipo di gravitá democratica ma piuttosto solo delle minime differenze sulla modalitá di votazione.

Quanto si snellisce il processo legislativo?

Questo un pó il centro della discussione. Quanto tempo si potrá risparmiare nel fare le leggi? La risposta non é cosí immediata.

Di seguito un utile schema del nuovo iter legislativo

nuovo-iter-legislativo

A guardare questo schema sembra che il processo diventi piú snello e veloce ma se poi analizziamo le statistiche fornite dal comitato del NO (pag 25) sembra invece che il tipo di bicameralismo non generi particolari ritardi ma tutto é sempre dipendente dalla volontá politica.

Qui di seguito i dati:

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L’Italia sembra legiferare giá ad oggi come gli altri paesi Europei senza limiti.

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Il ricircolo al Senato sembra non essere un fattore bloccante nell’Iter legislativo.

Tendo a dare ragione a questi dati e credo che come sempre valga la capacitá e la volontá politica di legiferare.

Il comitato del NO ci dice inoltre che il tempo medio di approvazione di una legge nella XVI legislatura é stata di 279 giorni (tempo che forse non riterrei proprio un buon valore). Se nessun tipo di riciclo o intoppo avviene nella nuova procedura si dovrebbe arrivare a 40 giorni (cosí viene dichiarato). Forse questo potrebbe essere l’obiettivo quando si dice velocizzare. Se questo fosse vero sarebbe sicuramente positivo perché 279 non é un valore piú accettabile in questa particolare situazione mondiale. Il difficile é capire quanto saranno veri i 40 giorni.

Ad oggi per velocizzare la procedura si é spesso ricorso ai decreti legge in cui si applica la fiducia e si evita la lettura delle camere. Questo metodo é stato il mezzo piú utilizzato negli ultimi 4 Governi come ci indica il sito Openpolis.

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Nella riforma il decreto Legge non viene cancellato e viene inserito un nuovo processo chiamato “Atto con approvazione a data certa” in cui vi é l’obbligo in 70 giorni per la sua votazione.

Queste possono essere i vantaggi in termini temporali ma purtroppo non sono state ben definite delle regole per evitare l’abuso nell’utilizzo di questa procedura che ovviamente rafforza la posizione del Governo nell’iter legislativo.

Difficile dire quanto poi un singolo Governo abbia questo smisurato vantaggio dal nuovo iter legislativo. Va considerato quanto uno vuole che un Governo eletto possa avere una certa mano forte nelle decisioni oppure no. Io credo che nel bene o nel male se qualcuno viene eletto deve poter agire a suo (e nostro) rischio e pericolo. Non vedo altre definizione per quello che considero il Management (anche pubblico).

Semplificazione?

La semplificazione penso possa essere esclusa da questa riforma. L’idea generale é quella di snellire ma alla fine potrebbero esserci seri rischi di complicanze. Se si guarda al nuovo articolo 70 che definisce le due camere passa da 9 parole a oltre 400. Il nuovo articolo 70 vuole forse essere preciso ma a prima lettura sembra aumentare la complessitá e come spesso accade nella burocrazia Italiana la voglia di essere precisi crea sempre problemi. Diciamo il nuovo articolo 70 risulta complesso e quindi non fa ben sperare.

Mi aspetto impatti in questa modifica che spero possano essere aggiustati in futuro nel caso vincesse il Sí. Sicuramente una scrittura migliore sarebbe stata preferibile, forse un segno di incompetenza? A voi la risposta io non ho le competenze per giudicarlo.

I nuovi limiti dei poteri Regionali, fine del semi federalismo?

La riforma cambia il cosiddetto Titolo V che tratta le competenze fra Regioni e Stato centrale. Il motivo di questi cambiamenti é il fatto che la riforma del 2001 aveva portato a troppe sovrapposizioni di compiti che hanno nel tempo richiesto l’intervento della Corte Costituzionale. In questa modifica si riportano a coordinazione centrale molte funzioni attualmente gestite dalle Regioni.

1) Competenze esclusive statali “piene”: rientrano materie come l’energia, la previdenza, la tutela e la sicurezza sul lavoro, il commercio con l’estero, il coordinamento della finanza pubblica e il sistema tributario. A queste si aggiungono la protezione civile, la programmazione strategica della ricerca scientifica e tecnologica e le disposizioni generali e comuni per la sicurezza alimentare. Vengono anche inserite materie che attualmente sono di competenza residuale regionale (cioè né di competenza esclusiva dello Stato né concorrente tra Stato e Regioni e che, pertanto, venivano attribuite alle Regioni), come le politiche sociali e il turismo.

2) Competenze regionali: la promozione dello sviluppo economico locale e l’organizzazione in ambito regionale dei servizi alle imprese. È stata, inoltre, attribuita alle Regioni la nuova materia di rappresentanza delle minoranze linguistiche.

3) Competenze suddivise tra Stato e Regione: in questi casi lo Stato ha una competenza legislativa “attenuata”, in quanto il suo intervento è circoscritto a “disposizioni generali e comuni” o “disposizioni di principio”, mentre alle Regioni spetta il compito di legiferare su aspetti specifici. Rientrano in questo ambito: – Tutela della salute: le disposizioni generali e comuni per la tutela della salute spetterà allo Stato, mentre le Regioni si occuperanno della programmazione e l’organizzazione dei servizi sanitari. – Promozione e organizzazione di attività culturali: definizione delle disposizioni generali e comuni sulle attività culturali (Stato), disciplina, per quanto di interesse regionale, delle attività culturali (Regioni). – Governo del territorio, porti e aeroporti civili e grandi reti di trasporto e di navigazione: disposizioni generali e comuni sul governo del territorio, infrastrutture strategiche, grandi reti di trasporto e di navigazione di interesse nazionale e relative norme di sicurezza, porti e aeroporti civili, di interesse nazionale ed internazionale (Stato), pianificazione del territorio regionale e mobilità al suo interno e dotazione infrastrutturale (Regione). – Istruzione: Disposizioni generali e comuni sull’istruzione, ordinamento scolastico e istruzione universitaria, disposizione generali e comuni sull’istruzione e formazione universitaria (Stato), salva l’autonomia delle istituzioni scolastiche, servizi scolastici, promozione del diritto allo studio, anche universitario, organizzazione in ambito regionale dei servizi della formazione professionale (Regione). – Beni culturali: Tutela e valorizzazione dei beni culturali e paesaggistici (Stato), disciplina, per quanto di interesse regionale, della promozione dei beni ambientali, culturali e paesaggistici (Regione).

La materia in generale é molto delicata poiché il controllo dell’intero territorio nazionale in maniera centrale cancella ovviamente lo spazio di manovra degli enti locali che hanno generalmente piú contatto con i cittadini. Questo interessante report della Corte Costituzionale ci presenta i vari conteziosi degli ultimi 5 anni (2011-2015). I contenziosi sono effettivamente aumentati negli ultimi anni a tal punto a dover richiedere una diversa organizzazione della Corte Costituzionale.

Un tale numero di conflitti é un segno che il “Federalismo” disegnato dal Titolo V nel 2001 non era proprio un gran bel lavoro. Non é accettabile avere rallentamenti tali che per ogni ambito bisogna attivare una pronuncia della Corte Costituzionale.

In linea pratica peró dal report mi sembra di percepire che molti dei conflitti negli ultimi anni si siano verificati in ambito tributario quando per fronteggiare lo stato di crisi il Governo doveva in qualche modo trovare risorse un pó ovunque e spesso toccava capitoli che parzialmente erano di competenza regionale attivando il ricorso. Credo che non essendo il futuro roseo per i conti pubblici Italiani il governo si voglia ritargliare una gestione (purtroppo) piú decisa dei soldi che prima erano di competenza delle Regioni.

Nonostante non sia un fan del “Federalismo all’Italiana” mi sembra ovvio che in questa modifica piuttosto che migliorare i servizi a livello centrale si voglia avere un modo piú semplice per accedere a risorse tributarie che prima non spettavano.

nel caso migliore (ma non é il Governo Renzi ad averlo dimostrato finora) il centralizzare le funzioni puó anche aiutare ad organizzare meglio un controllo dei costi anche se purtroppo visti i precedenti Italiani la gestione centrale ha sempre avuto una scarsa efficienza.

Come criticato da molti queste modifiche danneggiano le cosiddette regioni virtuose a scapito di quelle piú lassiste. Centralizzando non é detto che i costi si vengano a ridurre.

Difficile fare una stima ma con i tempi che corrono mi aspetto che questa modifica serva piuttosto per allargare ahimé il bacino tributario.

Il Semi-Federalismo attualmente presente in Italia non é stato sicuramente scritto bene. Le alternative erano modificarlo e renderlo piú efficiente o renderlo piú centrale. Questo Governo ha deciso di centralizzare. Solo il futuro ci dirá cosa é meglio ma a conti fatti si sta cercando di fare una modifica drastica che con un normale iter Parlamentare non sarebbe possibile causa scarsa forza politica di una qualunque maggioranza.

Renzi no Renzi.

Come ho letto su un post in Facebook difficile dare torto a chi voterá NO solo perché non ama il personaggio. Se Silvio Berlusconi avesse fatto la stessa proposta avrei molto probabilmente votato contro indipendentemente.

Renzi ha molte colpe (e ne ho giá scritto qui) ma sicuramente non é l’unico responsabile delle pessime condizioni Italiane. La sua responsabilitá é quella di aver fatto poco per cambiare il sistema e di aver buttato via soldi in manovre una tantum e nessun piano strutturale. Insomma, ha regalato soldi per fini elettorali e non ha mai lavorato sui veri temi da trattare:

  • Snellimento della Burocrazia
  • Riforma Giustizia
  • Riforma del Pubblico impiego
  • Spending Review

In questa condizione economica mondiale a crescita zero é impossibile fare investimenti e quelle poche possibilitá che avevamo le abbiamo buttate via per i regali elettorali (e lo stiamo ancora facendo).

Nonostante gli errori peró la crisi economica vá considerata come elemento di analisi poiché guida tutte le disponibilitá finanziarie pubbliche. Se non c’é economia ci sono meno tasse e quindi meno entrate e quindi meno disponibilitá per i servizi pubblici.

Un governo non puó risollevare l’economia di un paese né distruggerla, la puó aiutare ma non puó cambiarne il verso quando é una questione modiale.

Le attuali alternative che tanto criticano Renzi non hanno nessun tipo di programma che possa far sperare in meglio. Certo nessuno ha la bacchetta magica ma quando si basa la propria propaganda su un allargamento dei costi statali basati su coperture finanziarie inesistenti non si puó pensare di essere tanto meglio di Renzi… anzi. Il malumore é piú che comprensibile ma invece di guardare a Renzi, alla Merkel,all’Euro, alla UE, alle multinazionali o alle strisce chimiche sarebbe forse meglio guardare all’economia globale con particolare attenzione ad un paese chiamato Cina. Luogo dove sono andati i soldi e le attivitá che non sono piú la colonna portante della nostra economia. Non é un’accusa al paese che mi da il lavoro, é un dato di fatto volenti o nolenti. Se qualcuno cresce molto in un mondo a crescita limitata gli alti crescono di meno.

Bisogna cercare di guardare al Referendum come tale perché Renzi o no Renzi la situazione non si risolverá cosí facilmente e le praterie verdi in cui correre felici sono solo un miraggio lontano. L’economia Italiana ad oggi é prevista tornare ai livelli del 2007 (duemilasette) nel 2022 (DUEMILAVENTIDUE) e questo non certo per colpa del solo Renzi. L’Italia é sempre stata inefficiente ma decenni fa questa inefficienza era compensata da entrate piú solide e gli sprechi si vedevano di meno. Adesso tutto é piú evidente ma non perché da 2 anni é peggiorato tutto, ma perché é sempre stato cosí.

Provate a votare senza pensare troppo a Renzi ma alle modifiche proposte perché anche se il Matteo nazionale sparisse, le cose non cambieranno in meglio come tanti continuano a raccontare. L’impossibilitá di aumentare la spesa nella diminuzione delle tasse, aumento delle pensioni, eliminazione della legge Fornero, investimenti sui servizi pubblici, eventuali redditi di cittadinanza etc sará un problema per quaunque governo che si affaccerá al dopo Renzi perché i tanto sbandierati (e giustissimi) tagli agli sprechi non possono finanziare nessuno dei fantasiosi programmi che abbiamo sentito negli ultimi anni. Questa é l’amara realtá dei numeri che nessun referendum puó cambiare.

I veri errori di Roma: Rifiuti a 5 stelle

In questi giorni la giunta Romana é sotto stretta osservazione della stampa. I 5 Stelle  accusano i soliti  “poteri forti” che controllando la stampa attaccano senza ragione il neo sindaco romano Virginia Raggi mentre la stampa (tutta) vuole solo risposte a incoerenze di comportamento del M5S.

La scusa della stampa di parte puó avere senso per alcune testate giornalistiche ma quando le critiche arrivano anche dalla stampa “amica” forse qualche domanda é il caso di farsela.

Il problema di fondo sta nel fatto che il M5S si é sempre battuto per l’onestá e la trasparenza chiedendo giustizia per qualunque avviso di garanzia ricevuto da chiunque appartenesse ad altre forze politiche mentre ora per i propri uomini si dimostra garantista. Il M5S non si é mai risparmiato nelle critiche sui problemi giudiziari degli altri partiti e proprio nel momento in cui questi problemi si trovano in casa iniziano i distinguo. In questa situazione, dopo aver professato la propria trasparenza universale non ci si deve stupire se qualcuno inizi a chiederne conto quanto questa non si rivela vera.

La questione che viene dibattuta dalla stampa é la nomina di Paola Muraro ad assessore all’ambiente di Roma, persona che risulterebbe indagata dalla procura di Roma. Dalle regole del M5S ovviamente gli indagati non dovrebbero far parte dello staff e inoltre  nessuno ha mai dichiarato pubblicamente il problema. Quindi da un lato si sono rotte le regole interne e non si é dimostrata la trasparenza cosí tanto professata.

Il gioco delle giustificazioni é in atto anche all’interno del M5S, mail mai lette o comprese male, scuse deboli, controsensi rispetto all’ analoga vicenda di Parma e cosí via. Insomma al primo appuntamento importante e visibile il M5S ha dimostrato una certa disorganizzazione.

Ma il vero problema sta da un’altra parte.

L’incompetenza é molto peggio della trasparenza mancata.

Non ho mai apprezzato gli attacchi del M5S ad ogni indagine che riguardasse un qualunque componente di un altro partito perché in linea di massima un’indagine non é un giudizio. Questa posizione diventa ad oggi la giustificazione del M5S che dice “la giustizia deciderá”, “non faremo sconti a nessuno”… certo ma forse é un pó tardi e forse le regole come sempre si interpretano per gli amici.

La questione Muraro é un errore di trasparenza solo secondo le regole interne del M5S ma in generale é accettabile finché la giustizia non si pronuncia.

Il vero problema della Muraro e del M5S é nella Muraro stessa che va al di lá del semplice errore di trasparenza ma diventa un errore di inesperienza che non ha nessuna spiegazione né logica, né pratica né tantomeno economica.

Perché la Muraro e perché eliminare chi ha lavorato bene? 

La questione riguarda le due piú grosse aziende comunali come AMA (Azienda Municipale Ambiente) per la raccolta dei rifiuti e l’ATAC (Azienda per i Trasporti Autoferrotranviari del Comune di Roma) per la gestione dei trasporti pubblici. Entrambe purtroppo famose per spese enormi e sprechi evidenti. 
Le condizioni critiche di queste due municipalizzate non sono ovviamente colpa della nuova giunta Raggi ma bensí il risultato di troppi anni di malagestione pubblica romana. Nessuno si sogna di addebitare agli ultimi arrivati le colpe storiche delle due aziende ma qualcosa negli ultimi anni stava cambiando e il M5S ha invece deciso di azzerare i risultati positivi senza una ragionevole motivazione. Mi riferisco nello specifico alla pulizia fatta nei veritici delle due aziende municipalizzate e sulla scelta di Paola Muraro come assessore all’ambiente. 
Dopo l’uscita dell’ex sindaco Marino e i vari scandali di Mafia Capitale, Roma viene commissariata e l’incarico assegnato al prefetto Francesco Tronca che nel suo ottimo operato assegna la gestione del risanamento ai dirigenti Marco Rettighieri e Armando Brandolese per ATAC e Alessandro Filippi e Daniele Fortini per AMA.
Come ci viene segnalato da Focus Economia (Radio 24) in due puntate (qui e qui) le due aziende dopo l’entrata del management voluto da Tronca hanno sicuramente dimostrato segnali consistenti di miglioramento nei conti e quindi proprio non si comprende l’allontanamento cosí immediato dei suoi dirigenti.
Questi alcuni numeri delle dirigenze AMA e ATAC dal loro ingresso nel 2014 ad oggi. Diciamo “l’ereditá di Rettighieri” come l’aveva chiamata in maniera negativa l’Assessore pentastellato Linda Meleo (punti di vista).
Negli ultimi due anni sia le dirigenze di AMA e ATAC avevano iniziato una difficile strada di risanamento dei due carrozzoni pubblici costosi e inefficienti che al loro interno nascondevano tutta la malagestione pubblica Italiana. In soli due anni si era cercato di portare una certa trasparenza nella gestione cercando di combattere assenteismo dilagante, costi falsi, e veri e propri sabotaggi strumentali interni.
I numeri dei due anni sono ovviamente lontani da un pieno risanamento ma sicuramente dimostrano un deciso cambio di rotta.
L’ ATAC di Rettighieri e Brandolese (in carica da Febbraio 2015 – 18 mesi di attivitá):
  • – 10 milioni di Euro di Furti (avete capito bene FURTI per 10 Milioni)
  • Riduzione dei 2/3 dell’usura dei pneumatici. Sí perché prima della gestione di Rettighieri si cambiavano 1500 pneumatici all’anno mentre dopo si é scesi a 500.
  • Il 2015 si é chiuso con 89 milioni di disavanzo contro i 141 del 2014 e
    i 216 dei conti 2013 (prima di Rettinghieri)
  • Gestione personale: l’anno scorso i procedimenti disciplinari avviati
    dall’Atac sono stati più di 2.500. Ad un dipendente su quattro sono state contestate assenze, orari di lavoro autoridotti, segnalazioni “strumentali”
    di guasti e così via. (fonte)

Considerando il brevissimo periodo di gestione rispetto a 13 anni di malagestione (l’Atac non chiude un bilancio in pareggio da 13 anni e ha accumulato perdite
per 1,8 miliardi) forse i risultati di Rettighieri non meritano un giudizio cosí critico. Al suo posto il sindaco Raggi ha messo Manuel Fantasia, Ingegnere Nucleare con esperienza manageriale nell’ambito ICT e consulenziale. Sconosciuto nell’ambito pubblico se non come fornitore di servizi e promosso come esperto di trasporti. Dal suo curriculum si intuisce che l’esperienza nei trasporti é legata al solo aspetto informatico… chissá se basterá.

 L’AMA di Fortini e Filippi (2 anni):
  • Risparmio giornaliero di 100.000 Euro
  • Gli utili del 2015 passano a 839.000E dai 280.000 del 2014 (triplicati)
  • Ridotto l’assenteismo del 20%
  • Incremento dei mezzi di raccolta del 15%
  • Incremento della differenziata dell’11%
  • Chiudono l’impianto tritovagliatore di Manlio Cerroni (il Re della Monnezza) indagato e arrestato dopo le inchieste su Mafia Capitale. Si continua lo smaltimento con i rimanenti 4 impianti che sembrano bastare per i volumi totali. Questa scelta viene rivoltata da Muraro/Raggi che riaprono l’impianto di Cerroni sotto indagine (vedi sotto)
  • Allontanano molti dirigenti della vecchia amministrazione dopo i vari scandali Romani
  • Lottano contro gli scandali di parentopoli licenziando alcuni dipendenti assunti irregolarmente.
  • Fortini presenta un progetto per la creazione degli ecodistretti per valorizzare i rifiuti differenziati. Non é un difensore degli inceneritori come invece ha dichiarato dal Sindaco Raggi nel suo video qui sotto.
  • Entrambi i dirigenti erano stati coinvolti nella risoluzione dell’emergenza rifiuti a Napoli di qualche anno fa.

Perché rimuovere immediatamente questa dirigenza? I numeri almeno per il momento dimostrano tutto tranne che una malagestione, allora perché azzerare tutto e non riconoscere i meriti? Perché accusare di “pesante ereditá” proprio chi stava lavorando seriamente e portava rsultati?

Non esistono secondo me altre risposte che la completa incompetenza tecnica e l’assoluta malafede per l’esistente senza accorgersi che l’esistente é giá una cura alla scandalosa gestione politica del passato… un’altra occasione persa per dimostrarsi migliori.

Il vero errore: La nomina di Paola Muraro.

Nessuno discute le sue conoscenze tecniche in ambito di rifiuti ma sicuramente la sua scelta é alquanto discutibile politicamente perché Paola Muraro ha fatto parte dell’AMA per 13 anni quindi é stata parte attiva della malagestione di AMA.

La sua posizione era molto influente essendo un dirigente esterno molto influente pagato in 10 anni circa 1.350.000 E (senza bando). Per caritá questo non vuol dire molto ma secondo le logiche 5 stelle i soldi pubblici sono sempre inopportuni.

In questo video girato dal M5S si vede il Blitz della Raggi/ Muraro alla discarica di Rocca Cencia.

Imbarazzante vedere la Muraro fare le pulci all’azienda che ha gestito per 13 anni. Significa semplicemente autoaccusarsi dei problemi.

Inoltre (e questo é gravissimo) quando a Luglio Roma era ad un collasso dei rifiuti la Muraro/Raggi hanno forzato Fortini ad utilizzare l’impianto di Manlio Cerroni (arrestato). Forzatura che ha scatenato le proteste e dimissioni di Fortini che ovviamente si rifiutava di riaprire un impianto sotto indagine. Fortini nella sua gestione era riuscito a trovare una soluzione estera per la gestione dei rifiuti trovando (bando) un’azienda Tedesca che per costi era comunque piú competitiva dell’impianto sotto accusa di Cerroni. Negli anni Cerroni smaltiva con esclusiva assoluta senza aver mai vinto nessun bando ma con assegnazione diretta. 

Paola Muraro era parte attiva e influente dello staff dirigenziale e adesso risulta indagata per consulenze esterne proprio nelle aziende di Cerrone… non dico che sia colpevole ma sicuramente la storia inizia a puzzare.

Tornando ai numeri veri, l’azienda tedesca smaltiva i rifiuti a 136E alla tonnellata contro i 175E di Cerroni. La Muraro durante l’emergenza rifiuti di quest’anno aveva quindi forzato Fortini a riaprire lo smaltimento con Cerroni per un prezzo sicuramente non competitivo. Ragione per la quale Fortini si é dimesso.

Questo quanto dichiarava Fortini in merito in un’audizione alla camera dei Deputati in Agosto.

..”Non ci voleva il mago per rendersi conto del fatto che se il mercato sta tirando prezzi da 120-130 euro a tonnellata, non si possono pagare 175 euro a tonnellata! Nel mese di settembre del 2014 ho dunque comunicato a Colari che non avrei dato loro quei soldi e, in modo unilaterale, ho allineato il pagamento delle prestazioni del tritovagliatore di Rocca Cencia a quelle Pag. 52stabilite dalla regione Lazio per i conferimenti ai TMB: 104 euro a tonnellata, altro che 175!
  Il gruppo Cerroni non l’ha presa bene e men che mai ha preso bene il fatto che abbiamo bandito una gara europea per collocare sul mercato, a 138 o 136 euro a tonnellata, quei rifiuti, sui quali quel gruppo ritiene di avere un diritto di proprietà esclusivo. Alla fine abbiamo chiuso l’impianto di Rocca Cencia, ovvero il tritovagliatore di Cerroni, perché non portiamo loro più un grammo di rifiuti. Nel 2014 quell’impianto aveva viaggiato a un milione di euro la settimana di ricavi, ovvero 4 milioni di euro al mese, quasi 50 milioni di euro all’anno, ma senza contratto, senza gara e senza tariffa regolata d’autorità indipendente.”

E di questi numeri la Muraro non poteva esserne all’oscuro.

  • Perché obbligare la riapertura di quell’impianto sotto indagine? 
  • Perché non continuare con quell’opzione estera conveniente anche economicamente? 
 Insomma la trasparenza di fronte a queste scelte platealmente sbagliate non é piú il nocciolo della questione. La stampa come sempre si concentra sul gossip politico mentre avrebbe numeri di cui chiedere spiegazioni ma come si sá l’ignoranza economica imperversa un pó ovunque, sulla terra e sulle stelle.
Nota: Il complotto mediatico che non esiste
Sempre piú persone sono convinte che esiste un piano subdolo per distruggere il M5S. La stampa contro, la politica contro etc.
Come detto inizialmente quando qualcuno si erge a giudice unico del mondo si deve preparare ai commenti piú severi in caso di errori.
Se peró si guarda la carriera della Giunta Raggi in pochi mesi si sono dimesse cosí tante persone (nominate all’interno del M5S stesso) che forse i problemi sono prima di tutto in casa e non all’esterno.
Nell’ordine:
  • Revoca della nomina della nomina di Capo di Gabinetto per il Magistrato Carla Raineri
  • Dimissioni del super-assessore al Bilancio, Marcello Minenna
  • Dimissioni di Daniele Fortini alla guida di AMA e poi dimissioni del suo sostituto Alessandro Solidoro (suggerito dalla Minenna e dimesso seguito delle scelte dell’assessore)
  • Dimissioni della dirigenza ATAC Marco Rettighieri e Armando Brandolese

Insomma se il buongiorno si vede dal mattino… Buona Fortuna Roma.

M5S e uscita dall’Euro, ci risiamo…. E poi si offendono se li chiamiamo ignoranti.

2-2-5 m5s-2Il sempre attivo Phastidio ci informa di un’affascinante intervista del Sole 24 Ore all’onorevole al cittadino Carlo Sibilia del M5S. L’argomento é sempre il solito cavallo di battaglia del M5S ovvero l’uscita dall’Euro come via per il risanamento futuro del paese.

In pratica Sibilia ci informa che nell’eventualitá di un M5S al governo la prima cosa da fare é un Referendum Consultivo per iniziare il dibattito sull’uscita dall’Euro dell’Italia o sulla creazione delle due famose monete Euro Nord e Euro Sud come proposto dal noto Economista e premio Nobel Joseph Stiglitz.

I punti principali del Sibilia “pensiero” sono:

  1. Referendum consultivo per lasciare decidere agli Italiani sull’introduzione di una nuova moneta in sostituzione del fallimentare Euro. Si fa leva sui trattati UE (da art. 139 al 144) per i paesi in deroga ovvero per i paesi nell’Europa senza Euro.
  2. Europa sí Euro no: Si rimane in Europa per condividere il debito ma si esce dall’Euro fonte della crisi manifatturiera Italiana.
  3. Il debito fuori controllo causato dalle banche private. Uscire dall’Euro perché cosí non sará piú la BCE (ente privato secondo Sibilia) a decidere sulla quantitá di Euro da stampare. Uscire da tutte quelle regole Europee come il Fiscal Compact (controllo del deficit) che penalizzano l’Italia e la frenano.
  4. Bankitalia che torna a stampare moneta per controllare il debito e i tassi di interesse.
  5. Dopo l’uscita la famosa svalutazione che aiuterá l’economia. Esattamente come NON é successo in Argentina ma lí, dice Sibilia, i governi hanno sbagliato invece noi Italioti avremmo un lungimirante (e sopratutto tecnico) governo a 5S per la stabilitá futura dell’Italia.

Ecco qui la ricetta del noto economista Sibilia. Prima di scrivere qualche commento a riguardo delle soluzioni magiche per salvare l’Italia vorrei inquadrare il personaggio. Non voglio denigrarlo ma semplicemente mettere in fila alcune sue affermazioni e pensieri che ha espresso pubblicamente.

Dal suo profilo su wikipedia:

Come si sa wikipedia é un mezzo propagandistico del Governo Renzi. Esiste anche una lista di affermazioni pubbliche di Carlo Sibilia redatta dall’Espresso che vi invito a leggere ma questa ovviamente é una fonte politica “di regime”.

A lato (ma non é un dettaglio da poco) faccio notare che Carlo Sibilia é il responsabile “Scuola e Università” del Movimento 5 Stelle. Riflettiamo sul fatto che questo personaggio ha ricevuto l’incarico dal M5S di risanare l’Universitá Italiana ma nello stesso tempo afferma che lo sbarco sulla luna é stato un falso (cosí, a contorno).

Ma veniamo ai commenti sulla cura di Sibilia con l’uscita dall’Euro:

  1. Il Referendum: Spiace deludere gli adepti a questa neo religione semi politica ma NON ESISTONO regole per l’uscita dall’Euro. Non sono mai state scritte e quindi anche a fronte di una decisione popolare l’uscita dall’Euro non fa parte dei trattati. In ogni caso anche se si volesse discuterne in sede EU servirebbe l’assenso della totalitá dei paesi Europei (che dite ce la facciamo?). Ma questo non lo diciamo al popolo ItaGliano. Gli articoli elencati da Sibilia per i paesi in deroga nulla hanno a che fare con questa uscita. Le regole sono scritte per tutti quei paesi in Europa che non rientrano nell’Euro e secondo Sibilia con queste regole si puó chiedere che l’Italia diventi un nuovo paese in deroga. Purtroppo peró anche rileggendo tutti gli articoli citati (dal 139 al 144) questo non si trova. Provare per credere, qui il link del trattato in lingua italiana.
  2. Sicuramente l’Euro e l’EU in primis hanno bisogno di modifiche ma considerando che l’Italia non cresceva nemmeno prima dell’Euro diventa difficile dare tutte le colpe all’Euro. In ogni caso rimanere in Europa anche senza Euro vuol dire accettare comunque tutte le regole che vengono criticate dal M5S. Difficile comprendere come si possano rifiutare le regole Europee ma nello stesso tempo dichiarare di volerci rimanere dentro. Sull’Euro cattivo ne avevo giá scritto qui … tanto tanto tempo fa ma i contenuti sono sempre attuali.
  3. Il debito pubblico non é generato dalle Banche ma dallo Stato che lo richiede per le sue spese. Le banche (attraverso l’acquisto di debito statale) sono il tramite per trasformare questo denaro virtuale in moneta circolante. Anche se escludessimo la BCE il meccanismo sarebbe sempre lo stesso senza peró un controllore Europeo. Il debito Italiano dopo l’ingresso nell’Euro non é piú aumentato con le percentuali che avevamo negli anni ’80 e ’90 proprio perché l’Euro garantisce interessi piú moderati e stabilitá. Qualcuno ricorda i BOT al 20% prima dell’Euro? questa é la ragione della crescita spropositata del debito Italiano non l’Euro che invece li ha calmati, adesso non si arriva nemmeno ad un 1%. Tornare al vecchio sistema vuol dire rendere il debito incontrollabile e nelle mani della classe politica Italiana. Inoltre il M5S ha un programma che per il 90% si appoggia su spesa pubblica e quindi non farebbe che aumentare la spesa e quindi l’indebitamento (vedi quiqui e qui). Ma come ben sappiamo in Italia … chissenefregadeinumeri. Un’altra contraddizione del Sibilia pensiero é: Rimanere in Europa senza le regole Europee che non ci piacciono (Fiscal Compact ad esempio). Se si vuole stare dentro come dichiara il genio si dovrá inevitabilmente accettare tutto quello che é attualmente applicato. Inutile perdere tempo per smentire “la BCE privata”  a meno che non sniffiate trielina. La BCE non é un ente privato e lo potete controllare voi stessi sul UUEBBB.
  4. Si torna al punto 3. Il debito Italiano é scoppiato proprio quanto potevamo stampare la nostra amata lira. Bankitalia e lo Stato cosa potrebbero fare di diverso? Semplicemente creare moneta generando debito che aumenterebbe. Gli interessi poi non sono controllabili da Bankitalia in quanto i titoli di stato devono essere venduti sul mercato che ne decide i tassi a seconda della richiesta. Quale tipo di controllo puó essere fatto in merito? Nessuno a dirla tutta. Controllare il deficit con moneta nuova poi vuol dire semplicemente caricare i cittadini di nuove tasse perché non esiste ancora la bacchetta magica ma nel caso di Sibilia esistono sicuramente sostanze psicotrope che aiutano la fantasia specialmente in ambito economico. Provate ad immaginare un Italia che lascia l’Euro, gli spread sotto controllo? Ne siamo proprio sicuri? Basta tornare al 2012 per capire quanto siano incontrollabili, oppure ce ne siamo dimenticati?
  5. La svalutazione competitiva? Immaginate se per caso i costi delle materie e dei prodotti che compriamo crescano dal 40% al 60%. Il gas, la luce, la benzina, l’elettronica….insomma tutto quello (ed é tanto) che non produciamo in Italia. Le aziende che fanno export ne avrebbero effettivamente un vantaggio ma quelle che lavorano sul territorio nazionale (moltissime) verrebbero seriamente danneggiate per l’enorme aumento dei propri costi. Giusto per darvi due numeri a smentita della competitivitá dopo la svalutazione: In questi anni di crisi l’Export Italiano é comunque in continua crescita con numeri molto importanti. Questo vuol dire che anche nell’Euro riusciamo ad essere competitivi all’estero o comunque riusciamo a vendere. Il problema é nell’import e nelle spese interne, proprio quelle che non crescono e sarebbero ancora piú intaccate da questa “favolosa svalutazione competitiva”. Non é un concetto difficile o no?

Insomma: “Huston abbiamo un problema”. Nel nostro viaggio nell’iperspazio economico forse qualche certezza del M5S verrebbe probabilmente delusa dalla cruda realtá con un forte rischio peró per l’intero paese che nel frattempo continua ad ascoltare (ignorando) questi individui. All’estero se qualcuno dice che 1+1 = 3 é un ignorante, in Italia é un visionario.

Chi sono io per commentare le parole di Carlo Sibilia? Nessuno, non sono né un economista né un esperto di finanza tanto quanto un Carlo Sibilia qualunque che peró, forte solo del suo “logo” politico, si permette una pericolosa visibilitá pubblica.

Ebbeno sí ho la presunzione di dire che le mie conoscenze economiche di base sono sufficienti per criticare le povere e fantasiose teorie (ma purtroppo pericolose) di una persona che chiamare idiota é fargli un complimento.

Come si chiede giustamente Mario Seminerio: “A questo punto a noi sorge il dubbio: ma non è che Sibilia è un infiltrato (dal Bilderberg, ovviamente) per fare apparire il M5S come un club di sniffatori di trielina?”