Non so cosa fumino in Google ma di certo é roba buona: Il progetto Titan

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Lo so che il titolo non é propriamente il migliore per un post che tratta di aspetti tecnologici ma oggi é la prima cosa che mi é saltata in testa guardando la presentazione del Senior Vice President dei prodotti Google al Mobile World Congress che si sta tenendo in questi giorni a Barcellona.

A questo link potete trovare i 13 minuti della presentazione.

Nonostante sia un Fan dei prodotti marchiati Google (qui i miei apprezzamenti sul Chromecast) e possessore di uno Smartphone Nexus che reputo il miglior Android sul mercato, continuo ad essere peró molto scettico sulla visione di Google del futuro.

Google a mio modo di vedere non é un’azienda che innova piú di tanto ma é semplicemente un monopolista con un budget quasi illimitato da investire in una enorme mole di progetti di ricerca. Tanti sono i progetti iniziati da Google e poi terminati perché non avevano un riscontro nel mercato. Anche il famoso Gmail é iniziato cosí ma per ovvi motivi di utilizzo del servizio mail non é mai stato chiuso. Penso invece a progetti come i Google Glasses che nonostante facciano parte di tecnologie “indossabili” molto in voga, non credo avranno vita lunga. Il mercato per il momento ha preferito fermarsi agli orologi o qualche misuratore da polso. Qui qualche mio commento piú dettagliato dei glasses scritto in tempi non sospetti.

Adesso al Mobile World Congress Google promuove un suo progetto per coprire zone del globo difficilmente cablabili utilizzando palloni aereostatici o piccoli droni alimentati ad energia solare. Il concetto é quello di creare una copertura dall’alto di segnali 3G o LTE in posti dove é difficile installare antenne.

In questo video la Bloomberg richiama l’annuncio

Il progetto sembra lodevole per poter portare copertura in paesi dove gli investimenti sono bassi ma il dubbio sulla sua applicabilitá e sopratutto sulla sua redditivitá rimane alto.

Redditivitá?

Eccolo qui il capitalista come potrebbero pensare gli amanti “del vogliamoce tutti bene” e “del mondo vive anche senza capitali”.

Ebbene Sí, redditivitá poiché come qualcuno forse sa i soldi non si creano dal nulla ma crescono se si investono. Certo si possono stampare ma con il grosso problema che poi se sono troppi si svalutano.

Quindi come in ogniddove accade in questo mondo per ogni investimento c’é sempre un capitale che deve rientrare con una rendita altrimenti nessuno lo farebbe. Nessuno va in perdita, anche un contadino che pianta pomodori, patate, zucchine lo fa investendo il suo tempo e i suoi soldi per poi rivendere il frutto del suo lavoro ad un prezzo che copra i costi e gli dia una rendita. Magia.

E quindi Google?

Google invece non segue queste regole ma ha semplicemente una quantitá di soldi che si puó permettere di “sprecare”. Eh sí perché Google ha un cosiddetto “Business model” tutt’altro che innovativo ma vecchio di almeno 40 anni. La pubblicitá, con la grossa differenza che ha praticamente il 90% del mercato On-Line. Avete idea di quanti dollari incassa Google ogni giorno per promuovere i suoi clienti su Internet? Quanti “click” vengono fatti ogni giorno su annunci gestiti da Google? Tanti vi assicuro… tanti.

Google investe in tanti progetti senza avere bene in mente dove sta il rientro economico, almeno mi danno quest’impressione. Voi etici dell’ultimo minuto direte: “Avanti cosí, innovazione senza capitalismo?” Invece no, é semplicemente una condizione fortunata (e monopolista) ma non standard. Gli altri lottano sul mercato mentre Google domina essendo quasi l’unico. Ti piace giocare facile, vero?

Ma torniamo agli “stupefacenti acquisti” del team di Google come da titolo. Il Senior Vice President elenca tutti i vantaggi del “cloud” di Google o del Sistema Operativo Android. Sono tutte veritá ma il concetto di investimento/rendita non torna. Android é nato dopo il boom di Apple su Smartphone. Apple ha rivoluzionato le telecomunicazioni inventando lo smartphone. Apple ha creato l’iPhone con una ben precisa idea di business e Google ha poi successivamente realizzato che le reti mobili avevano un grande potenziale. Chi é il vero innovatore? Quello che ha inventato qualcosa e con le rendite della sua innovazione ha continuato ad investire (e fare soldi: Il cattivone). Una strada un pó diversa rispetto a Google.

Adesso gli stupefacenti palloni in aria che garantirebbero una connettivitá universale mi sembrano una altro bel giochetto che suona Cool ma che vedo di difficile applicabilitá. Lavoro nelle TLC da quasi 20 anni, probabilmente sono invecchiato con loro ma ancora credo (e vedo) che la connettivitá la offrono solo gli operatori mobili e fissi non Google. Spero di sbagliarmi e nel prossimo futuro le reti saranno gestite dai Google baloon ma ho quanche dubbio sulla loro fattibilitá. Le aree mondiali non coperte sono spesso anche ambientalmente difficili e probabilmente hanno anche una densitá di popolazione che non garantisce un rientro degli investimenti. Anche spedendo in aria questi palloni aereostatici o droidi ad energia solare come posso garantire il servizio? Capisco che le aree possano essere un pó “sfigate” ma come posso dire ai clienti: “Scusate oggi non c’é connettivitá perché il vento era troppo forte”. Se proprio una connettivitá deve scendere dall’alto é piú probabile che capiti con tecnologie attualmente giá esistenti come i satelliti ma attraverso dei palloni gonfiati proprio non riesco a concepirla. Sará la vecchiaia che fossilizza i miei neuroni.

Aspetteró questo fantomatico futuro per capire chi ha ragione ma ho l’idea che se Google perderá parte del suo monopolio forse le cose cambieranno. I soldi da investire buttare in questi giochetti saranno drasticamente ridotti e forse capiremo qual’é la differenza fra investimenti per ricchi e la dura realtá del vero mercato delle telecomunicazioni, quello reale e non quello “campato in aria”.

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