Facciamo la Rivoluzione Civile? No grazie, preferisco Grillo

Stavo scrivendo un post con le mie riflessioni sul programma del M5S quando mi é apparsa davanti agli occhi una notizia sulla “Rivoluzione Civile” di Antonio Ingroia e mi sono fermato.

Mi sono chiesto perché non dare un’occhiata al sito di Ingroia e al suo programma invece di iniziare dal M5S? Giusto per curiositá, non conosco cosa propone Ingroia invece il M5S sí e anche se non lo amo, ha una storia piú conosciuta, lunga e lontana nel tempo rispetto a questo movimento della scorsa settimana. Posso non condividere il programma del M5S e volerlo commentare (e criticare), reputarlo insensato ma non posso che riconoscere al M5S uno sforzo e un lavoro dal basso molto intenso negli ultimi anni.

Allora sono andato sul loro sito .

Il caro Ingroia ha passato l’ultimo anno a dichiarare che non si sarebbe mai candidato per poi prendere l’aspettativa ed entrare in politica secondo tutte le previsioni, ma perché non dirlo prima? Forse perché avrebbe dato ragione a chi l’ha sempre accusato di essere politicizzato? Non entro nel merito del discorso ma sicuramente ammetto che ci sono delle zone d’ombra e moralmente dubbie anche per una persona come me difende l’operato dei magistrati e la loro autonomia.

Ognuno deve fare il suo lavoro nel merito delle sue competenze e un magistrato, se bravo, deve continuare a fare il suo lavoro oppure abbandonarlo se vuole entrare in politica, senza aspettativa peró.

Scopro dal sito che De Magistris partecipa al movimento. Ho apprezzato De Magistris nel momento in cui vinse a Napoli. Il mio entusiasmo era sostanzialmente perché con un plebiscito la destra era stata buttata fuori a calci. Vedevo in De Magistris una nuova Sinistra piú vicina al popolo. Ammetto che l’entusiasmo é morto e sepolto e penso che invece personaggi del calibro di De Magistris non siano un bene per l’Italia, anzi. Non entro nel merito delle sue capacitá giudiziarie che voglio pensare ottime, ma nelle sue capacitá politiche considerando che in politica si sta buttando pesantemente. Napoli cittá difficile é stata tradita e tutte le sue promesse sono state parole al vento. Quasi nulla é stato fatto specialmente sull’argomento principe: i rifiuti e la differenziata. E’ vero, i problemi sono tanti e grossi ma personalmente penso che le persone molto valide li risolvono, le persone valide li riducono, gli incompetenti li lasciano invariati. Non credo De Magistris possa rientrare nella seconda categoria ma lascio la decisione ai Napoletani.

La morte intellettuale di De Magistris per quanto mi riguarda, é avvenuta in una puntata di “Piazza Pulita”  in cui in un testa a testa con il professore Michele Boldrin (il mitico professore Boldrin) De Magistris si é lanciato in discorsi nell’ambito economico: le banche, la finanza speculative, le solite stronzate che hanno messo in luce la sua completa ignoranza in merito e l’utilizzo dei classici “luoghi comuni” lontani dalla realtá. La puntata la trovate integralmente qui e la parte a cui faccio riferimento dal minuto 2:14:40. Persino Fini é sembrato  al confronto, capirne di economia e penso avrebbe vinto anche uno Storace qualunque. In aggiunta ha iniziato ad usare quella dialettica qualunquista tanto amata dal nostro ex-ex-Premier SB. De Magistris aveva espresso la sua vicinanza a nuove politiche economiche per affrontare “la crisi del capitalismo” dicendo che bisogna imparare da realtá nuove in cui economie dal basso e nuovi modelli di democrazia erano stati positivamente introdotti come per esempio in Argentina.

“Scusa? Non ho capito, hai detto Argentina?”

Il professor Boldrin non ce l’ha fatta esplodendo in maniera forse non troppo diplomatica (e negativa in un talk show, ma che dire di fronte a tali stronzate) e io vedevo una persona (De Magistris) assolutamente slegata dalla realtá che utlizzava discorsi da nuovo politichese popolar-qualunquista-complottista che tanto piace ai nostri giorni. Sará sicuramente stato un ottimo magistrato ma si sta dimostrando un pessimo politico sopratutto perché ha utilizzato la cittá di Napoli come trampolino di lancio per una carriera tutta politica tradendo le aspettative della popolazione. Se sei il Sindaco di Napoli cosa ci fai a “Piazza Pulita”a discutere di questioni nazionali? Perché sei in lista con Ingoria?

Ma torniamo all’argomento principale. La lista Ingroia e il suo programma. Sono andato sul loro sito e ho cercato il loro programma per capire cosa proponevano. Non c’é un link chiamato “programma” ,non esiste. Solo questo chiamato Manifesto é l’unica traccia di qualcosa che assomiglia ad un programma. Pensavo che ogni candidato a governare (forse) dovrebbe scrivere qualcosa di concreto su cosa intende fare no? NO!

Questo movimento si presenta agli elettori ma non c’é un posto dove spiega cosa  vuole fare. That’s Italy baby! Qui le persone prendono voti con la pubblicitá mica con un programma per gli elettori.

Cosa dire, ci lamentiamo dell’inconsistenza del M5S? E questo cos’é?  Un  programma?

10 punti direi chiarissimi, intendo é chiaro che queste persone hanno bisogno di una sedia mica di risolverci i problemi.

Questo l’elenco dopo un copia&incolla:

1)     Vogliamo che la legalità e la solidarietà siano il cemento per la ricostruzione del Paese;

2)     Vogliamo uno Stato laico, che assuma i diritti della persona e la differenza di genere come un’occasione per crescere;

3)     Vogliamo una scuola pubblica che valorizzi gli insegnanti e gli studenti con l’università e la ricerca scientifica pubbliche non sottoposte al potere economico dei privati e una sanità pubblica con al centro il paziente, la prevenzione e il riconoscimento professionale del personale del settore;

4)     Vogliamo una politica antimafia nuova che abbia come obiettivo ultimo non solo il contenimento, ma l’eliminazione della mafia, e la colpisca nella sua struttura finanziaria e nelle sue relazioni con gli altri poteri, a cominciare dal potere politico;

5)     Vogliamo che lo sviluppo economico rispetti l’ambiente, la vita delle persone, i diritti dei lavoratori e la salute dei cittadini, e che la scelta della pace e del disarmo sia strumento politico dell’impegno dell’Italia nelle organizzazioni internazionali, per dare significato alla parola “futuro”. Vogliamo che la cultura sia il motore della rinascita del Paese;

6)     Vogliamo che gli imprenditori possano sviluppare progetti, ricerca e prodotti senza essere soffocati dalla finanza, dalla burocrazia e dalle tasse;

7)     Vogliamo la democrazia nei luoghi di lavoro, il ripristino del diritto al reintegro se una sentenza giudica illegittimo il licenziamento e la centralità della contrattazione collettiva nazionale;

8)     Vogliamo che i partiti escano da tutti i consigli di amministrazione, a partire dalla RAI e dagli enti pubblici, e che l’informazione non sia soggetta a bavagli;

9)     Vogliamo selezionare i candidati alle prossime elezioni con il criterio della competenza, del merito e del cambiamento;

10)  Vogliamo che la questione morale aperta in Italia diventi una pratica comune e non si limiti alla legalità formale, mentre ci vogliono regole per l’incandidabilità dei condannati e dei rinviati a giudizio per reati gravi. Vogliamo ripristinare il falso in bilancio e una vera legge contro il conflitto di interessi ed eliminare le leggi ad personam.

Un bel piatto di qualunquismo servito pure freddo. Non mi importa se Ingroia é un grande magistrato, ma questa é una presa per i fondelli per i cittadini. Nello specifico:

  • Tralascio I primi 2 punti perché non sono 2 punti
  • Nel punto 3 vediamo una netta propensione al tutto pubblico, private cattivo, come dargli torto a chi ha sempre e solo avuto uno stipendio pagato con le mie tasse
  •  Il punto 4 mi lascia perplesso poiché chiedere un’antimafia diversa dopo anni di magistratura antimafia é come dire che non si é fatto un gran lavoro.
  • Il punto 5 é l’apoteosi “Peace & Love”, ambiente, disarmo, pace come se in questo mondo fossimo tutti a volere piú inquinamento, la pistola per andare al supermercato e una Guerra civile ogni anno. Serietá e onestá intellettuale prima di tutto anche in Campagna Elettorale.
  • Punto 6. Non capisco come l’imprenditoria possa essere soffocata dalla “Finanza”? Non ne capisco il nesso, la Finanza alimenta l’Imprenditoria non la soffoca ma lasciamo parlare l’esperto di economia De Magistris. Sono d’accordo sul peso dello stato ma messo a fianco alla finanza é un no-sense.
  • Punto 7 inserito per conquistare I sindacalisti stupidi considerando che se é illegittimo ovviamente il lavoratore viene reintegrato.  Sono preoccupato sulla contrattazione collettiva e nazionale che é il vero problema del sistema lavorativo Italiano. Le regole e i contratti sindacali nazionali non sono un bene anzi, portano ad un sistema instabile. I contratti devono essere gestiti localmente e soprattutto devono essere aziendali in modo da essere piú flessibili e gestibili per il lavoratore e il datore di lavoro. Mi stupisce che persone del Sud non vedano proprio quello che sta succedendo proprio lí. Causa contratti nazionali alti rispetto al costo della vita le aziende del Sud si auto-inflazionano i salari. Pagano 1000E (regolari con contratto sindacale) e chiedono al lavoratore di restituirne 500E in contanti. Questo capita in Campania nella regione di De Magistris nonostante questi meravigliosi contratti nazionali siano attivi e tutelino il lavoratore. Ne siete sicuri?
  •    Punto 8 condivisibile, nessun controllo della politica nei consigli di amministrazione. Ingroia si preoccupa solo dell’Informazione RAI (perché solo RAI?)  io invece allargherei il recinto a tutti gli ambiti in cui lo Stato entra nel merito del controllo di molti mercati/aziende. L’Informazione  invece per essere libera deve evitare di essere pagata dalla politica. Cancellare i finanziamenti alla stampa, TUTTI. Ricordo che l’unico quitidiano che non riceve finanziamenti é il “Fatto Quotidiano” tutti gli altri sopravvivono (solo) grazie ai finanziamenti. E se uno sopravvive solo grazie ai finanziamenti puó permettersi di criticare il suo datore di lavoro? Un malato si stacca la flebo? Nell’informazione sono tutti Sallusti.
  • Punto 9 e la competenza dei suoi candidate. A questo punto non mi spiego Giovanni Favia. Che competenza ha? Di essere diventato un evento mediatico perché cacciato da Grillo? Un po’ di coerenza su ció che si scrive non farebbe male.
  • Punto 10 un altro “Peace &Love” ma in formato per anti Berlusconiani.

Questo Manifesto/programma o come si puó chiamare, dimostra in maniera chiara che questo movimento é di fatto il modo con cui alcuni dirigenti statali possono fare un salto in carriera ovvero passare in politica. Nulla di piú. Ingroia é al picco della sua carriera da Magistrato non c’é nulla al di sopra, solo la politica. Non esistono idee concrete per spiegare cosa si vuole fare o come si vuole procedere, ma solo un elenco del nulla filosofico che tanto piace ad una parte dell’Italia. Questo é la prova che non ci si propone per un bene comune ma per un bene proprio, la carriera.

Una volta ancora sul palco elettorale per il 2013 vediamo apparire personaggi dubbi che tengono le distanze dalla politica anche se ne sono immersi piú di altri. Come dare torto al M5S che prende le distanze da tutti.

Ormai é ogni giorno uno spettacolo diverso perché come sempre:  chissenefrega dei contenuti vogliamo il teatro, chissenefrega dei numeri vogliamo filosofia, chissenefrega della gente devo salire.

E quindi facciamo la Rivoluzione Civile? No grazie preferisco Grillo.

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