La Germania da locomotiva a rimorchio? Ma siamo proprio sicuri?

In questi giorni mi sono imbattuto in qualche lettura anti-Euro. Il punto di partenza é il bel Blog del Professor Alberto Bagnai che nel suo sito  Goofynomics descrive in maniera dettagliata e analitica la situazione Macroeconomica Europea. Lui é uno dei piú agguerriti Economisti Anti-Euro, ha scritto anche un libro sulla fine dell’Euro  e personalmente credo che sia uno dei pochi che invece dei soliti concetti astratti preferisce giustamente portare i numeri per argomentare le sue analisi. Nonostante io sia piú dalla parte degli economisti pro Euro credo sia sempre importante leggere fonti con pensieri diversi sopratutto quando le fonti sono affidabili.

Ovviamente io non sono nessuno per argomentare o mettere in discussione analisi del professore Bagnai ma spesso mi sembra che nonostante i dati utilizzati siano indiscutibili,ci sia una certa dose di dietrologia nei suoi ragionamenti e un certo astio verso la Germania (mi pare). Lo scrivo perché anche io condivido questo astio vivendoci ormai da 5 anni. Il loro atteggiamento ostile e diffidente verso chiunque, nascosto dietro una velata educazione di comportamenti mi irrita paricolarmente. Per dirla in breve non mi piace né la Germania né i tedeschi ma come spesso mi piace dire “li rispetto”. Vivere qui o in Italia é diverso (banalitá) ma proprio questa diversitá fatta spesso di piccole cose ti fa capire che anche se non simpatici spesso i tedeschi si dimostrano migliori in molti aspetti.

Il problema di fondo é che se ti trovi in mezzo fra un tedesco e il suo obiettivo, togliti in fretta perché non c’é speranza che il tedesco si fermi. Ti urterá e calpesterá quanto necessario per raggiungere il proprio obiettivo,costi quello che costi. Nessuna compassione. La Storia insegna.

Nelle analisi economiche del professor Bagnai mi sembra di cogliere questo tipo di critica verso i tedeschi. Critica su un approccio che posso tranquillamente confermare nella vita di ogni giorno.

Il fatto é che nonostante questo atteggiamento , ai tedeschi non possiamo dare troppe colpe. Sono fatti cosí, sono determinati e la determinazione non é una colpa. Spesso capita che ognuno ha il suo modo di procedere ma alla fine sono i risultati che contano e su questo i tedeschi sono nettamente piú bravi di noi Italiani indipendemente dal loro approccio meno generoso.

Vado al dunque, mi é capitato fra le mani un commento di un follower di Bagnai che in un commento ad un articolo indicava questo suo link come un sunto delle idee del professore ed una cronostoria dell’Europa. Considerando il commento positivo di Bagnai che riconosceva il valore del post sono andato a leggermelo per poter raccogliere i punti salienti.

Il titolo giá mi prepara ad una buona e interessante lettura:

“LA GERMANIA NON E’ MAI STATA LA LOCOMOTIVA DELL’EUROPA, MA IL RIMORCHIO”

Ripeto non sono un economista e sacrivere su Itaka é solo un hobby ma ammetto che il titolo in qualche modo giá mi stimolava qualche reazione. Tutto, dico tutto mi potete dire per criticare i Tedeschi: Dai calzini bianchi con i sandali, ai discutibili gusti nel vestiario o alla non cosí elevata simpatia… accetto tutto ma che si parta criticando la loro potenza economica e definirli quasi come fossero dei parassiti, beh signori miei il titolo aveva tutte le premesse per catturare il mio interesse.

L’articolo lo potete trovate qui ma per evitarvi la lettura completa di seguito ne faccio un sunto dei concetti fondamentali:

  • La Germania per tanto che si dica non é mai stata la locomotiva dell’Europa ma il rimorchio. La Germania é cresciuta sulle spalle degli altri paesi.
  • La Germania ha usato l’EURO per poter avere una moneta piú debole del Marco.
  • La Germania ha usato l’EURO per evitare che i paesi canaglia come Italia e Spagna potessero svalutare. Gli altri paesi Europei per “beghe interne” sono stati costretti ad accettare.
  • La Germania accelera il processo di unificazione per poter trarne vantaggio nello smaltire i costi dell’unificazione Tedesca.
  • I Paesi piú stabili economicamente non sono entrati nell’Euro (UK, Svezia, Norvegia) segno della negativitá della moneta unica e segno che prima o poi la Germania avrebbe prevalso.
  • I Tedeschi hanno fatto una svalutazione interna giocando sporco e liberalizzando sfrenatamente il mercato

Risultati dei precedenti punti e critiche al sistema “Rimorchio Tedesco”

  • I prodotti Tedeschi diventano piú competitivi e la Germania aumenta il suo export
  • I prodotti dei paesi del Sud diventano piú cari e quindi diminuiscono l’Export
  • La Germania si arricchisce mentre i paesi limitrofi si indeboliscono
  • Le Banche Tedesche piene di soldi investono nei paesi limitrofi aumentando l’indebitamento privato

C’é anche Piccola parentesi complottista con la Germania che “obbliga” la Grecia a comprare le armi tedesche. Storia giá sentita, di poco valore economico ma ovviamente di sicuro effetto scenico. Nota: Sí é vero la Grecia é il paese Europeo che Storicamente ha sempre speso di piú in percentuale del PIL nell’esercito. Il motivo? Un mio collega Greco mi dice che la cultura militare é molto forte in Grecia. Nonostante l’esercito non sia utilizzato spesso la Grecia si deve sentire sempre pronta per la minaccia Turca. Chissá? Complotto o mentalitá bellica?

Ma torniamo a noi:

  • Le squilibrio fra Germania/Francia e resto dell’Europa aumenta
  • Non é vero che la Germania é creciuta grazie ai paesi emergenti e specialmente la Cina. Il suo surplus é cresciuto maggiormente in Europa perché dai paesi emergenti é cresciuto parallelamente l’Import (azzerando il contributo sul PIL). In pratica la Germania esportava in Europa ma non importa piú dall’Europa ma dai paesi emergenti. La Germania ci vende i suoi prodotti ma compra piú i nostri (perché non piú convenienti come prezzo).

 

QUINDI DA LOCOMOTIVA A RIMORCHIO.

LA Germania non é la Cina Europea perché la Germania soffoca i paesi limitrofi invece la Cina li aiuta a crescere.

La Germania sapeva dei conti sporchi pubblici della Grecia ma ha lasciato correre perché interessava il suo indebitamento.

I tedeschi non seguono le regole ma solo I loro interessi.

 

..e con questa sintesi spero di aver colto il messaggio  ma invito comunque i piú curiosi a leggere l’articolo per intero poiché molto interessante e scritto bene.

I miei commenti

Non ho nessuna intenzione di dubitare dei numeri o di volerli rigirare a mio favore poiché le persone che li hanno raccolti e descritti sono sicuramente piú esperti di me in materia. Mi permetto peró di esprimere alcuni dubbi da semplice lettore e curioso. Esistono infatti dei “piccoli” fattori che non sono stati considerati e mi piacerebbe capire come mai.

In generale la mia piú grossa critica é sulla completa assenza di una benché minima analisi/critica su quello che invece non é mai stato fatto nel nostro paese. In generale sembra che la Germania abbia in qualche modo previsto tutto mentre tutti gli altri paesi abbiano avuto un ruolo passivo senza nemmeno la possibilitá di reagire.

Cosí a caldo mi viene quasi da pensare (conoscendo i tedeschi) che qualcuno ha pianificato bene mentre altri sono sopravvissuti con piani di sviluppo economico al massimo di qualche mese. Ma veniamo ai miei dubbi sul ragionamento:

  • La Germania rimorchio (mia esperienza personale): La Germania é un paese in cui si é sempre investito sull’industria di eccellenza. L’approccio al lavoro dei tedeschi é molto organizzato e pianificato rispetto all’Italia. Noi siamo allergici alle pianificazioni e preferiamo risolvere i problemi anziché evitarli a monte. É vero, siamo fantasiosi nel risolverli ma perché perdere tutte quelle energie sempre al last minute. In Generale l’organizzazione del lavoro tedesca anche se meno fantasiosa é piú efficiente. Il lavoratore tedesco “rende” di piú e alle 18:00 lascia l’ufficio mentre l’Italiano alle 20:00 é ancora lí a risolvere i suoi fatasiosi problemi. Questo non é un dato economico ma un complimento verso i Tedeschi che tutto sembrano che parassiti o rimorchi economici.
  • La Germania ha usato l’EURO per svalutare il Marco: Ebbene sí credo proprio che alla fine sia stato un gran bell’obiettivo raggiunto. C’é chi lo vede come una colpa Io invece credo semplicemente che i Tedeschi si siano comportati da tedeschi e non hanno lasciato nessuna variabile libera. Hanno esattamente calcolato le conseguenze che l’Euro avrebbe portato. Siccome sono come tutti gli altri hanno pensato al proprio vantaggio personale. Noi in Italia? Abbiamo invece pensato a cosa? Al vantaggio del Lussemburgo? O forse (mi viene il dubbio)  semplicemente non abbiamo pensato a nulla. Non abbiamo previsto nulla e non abbiamo calcolato i possibili fattori negativi. Puó essere? Un tedesco ci direbbe “non é mica colpa mia se non avete calcolato le conseguenze”, sbaglia forse?
  • La Germania ha “obbligato” i peasi limitrofi ad aderire all’EURO: Obbligare é una parola forte. Non ricordo e ammetto di non sapere quali sia la pistola utilizzata dalla Germania per obbligarci ad aderire, personalmente credo che grossa parte delle colpe (se ci sono) sono da ricercare al nostro interno. Se una classe politica non é capace di capire le pericolositá di un sistema non credo che questa possa essere una colpa scaricabile all’esterno.
  • La Germania ha bloccato la svalutazione dei paesi limitrofi: Eccola qui, siamo tornati alla cara “Svalutazione competitiva”. La famosa arma segreta della competitivitá economica Italiana. Puó essere vero che ai Tedeschi non piacesse il nostro gioco della svalutazione, anzi ne sono convinto. Per loro semplicemente rappresenta uno stratagemma; quando non si possono migliorare i costi di produzione, costi del lavoro etc. si svaluta. Non so chi ha ragione,  noi ovviamente eravamo liberi di fare quello che volevamo. Il mio grande stupore peró stá in questa sfrenata malinconia verso l’inflazione come cura di ogni male. L’inflazione é un metodo per generare flussi in un sistema fermo. Ma per quello che capisco leggendo di qua e di lá il sistema utilizzato in Italia era semplicemente utile a coprire le inefficienze del sistema Italiano e a diminuire gli impatti della spesa pubblica. Purtroppo alla fine della fiera l’inflazione é un male necessario ma quando applicata é in pratica una tassa indiretta su tutti i cittadini. Se prima avevo 100, adesso  mi ritrovo 90 senza che nessuno mi abbia sottratto nulla. Magia. Questo ha fatto il sistema Italia e non sicuramente pensando all’economia ma alla sopravvivenza del suo ventre molle e inefficiente Pubblico ovvero il vero male Italiano. Eh sí perché se invece la classe politica fosse stata veramente interessata all’economia perché mai nulla é stato riformato? L’inflazione é l’unico metodo per risollevare l’economia? Rendere un sistema piú efficiente no? Perché guardare all’inflazione come unico strumento di ripresa invece di chiedere ai nostri politici di riformare un sistema che é chiaramente malato?
  • La svalutazione interna “Sporca” dei Tedeschi. Quindi i tedeschi una volta entrati hanno capito da subito che l’Euro non poteva svalutarsi e quindi serviva altro. Se non si puó creare inflazione (svalutare) bisogna agire sui propri costi interni per essere piú competitivi sul mercato. L’Articolo accusa la Germania di:
  • Aver ridotto le tasse sul lavoro per agevolare le aziende tedesche
  • Aver liberalizzato I contratti di lavoro per la riduzione dei salari

Io mi chiedo: ma é forse questa una colpa? Non é forse questo quello che si chiede adesso al sistema Italia? A me sembra che di questi temi abbiamo iniziato a parlarne in Italia dall’inizio della crisi. Ci siamo accorti solo nel 2010 che bisognava riformare il sistema. I tedeschi questo processo di riforma l’hanno inziato nel 1997. 1997. 13 anni prima che noi iniziassimo a pensarci.   Ma di chi é la colpa dei tedeschi? Ma perché dobbiamo per forza fare i sindacalisti dei lavoratori tedeschi dicendo che le tutele sindacali in Germania si sono “barbaramente” ridotte. É vero ma é proprio questa é stata la forza della Germania. Ha capito dove doveva agire se voleva sopravvivere in un mondo in cui i nuovi paesi emergenti stavano pesantemente entrando. O cosí o fuori. Se l’Italia ha invece scelto di stare fuori per poi svegliarsi troppo tardi mi diventa difficile accusare i Tedeschi. In ogni caso al posto di preferire sempre la via sindacalista per un nuovo futuro inviterei le persone a fare un salto qui. Vi posso assicurare che vedo piú lavoratori felici in Germania rispetto all’Italia. Che forse le scelte Tedesche non fossero cosí sbagliate?

  • Gli altri paesi forti non sono entrati nell’Euro: Che dire, molto probabilmente anche loro hanno fatto 2 calcoli come i tedeschi. Un’altra colpa?
  • Import ed Export: Tutti i numeri presentati sono piú che condivisibili. La Germania ha guadagnato dove altri paesi perdevano. Ebbene sí, un’altra colpa o forse un merito (come forse  direbbe un tedesco). “E’ un mondo difficile” direbbe Carotone. É vero dico io, vince il migliore. Noi invece pensiamo sempre vinca il piú “sporco”, proprio noi che spesso facciamo dei trucchetti un’arte per arrangiarsi in mezzo alla confusione. Ebbene sí la Germania ha inziato a vendere di piú per tutte le “colpe” elencate prima. Missione compiuta direbbe un tedesco. Quello che numericamente mi piacerebbe verificare (al momento non ho i numeri per farlo) é capire se veramente il nostro export mancante é dovuto alla Germania che si é messa a produrre i nostri beni oppure qualcun’altro che magari arriva dal lontano oriente ha preso il nostro posto?  Ma non é che forse é porprio la Cina che si é rubata il nostro Export e la Germania ha semplicemente iniziato a richiedere alla Cina i prodotti che prima producevamo noi? La Germania si é sempre appoggiata all’Italia per i semilavorati e l’Italia (grazie alla sua fantastica Lira) era la Cina Europea. A me viene il dubbio che forse la Germania ha semplicemente cambiato fornitore preferendo la vera Cina e non la brutta copia di “Spaghetti cantonesi”. La brutta copia senza svalutazione non era piú capace di produrre a prezzi ragionevoli. Ma veramente crediamo che la Germania abbia iniziato a rubarci mercato? Non é che forse con il nostro mercato di prodotti non di alta qualitá eravamo geneticamente nel mirino delle produzioni cinesi. Mi riservo di verificare questi numeri in futuro ma sono fortemente convinto che l’Italia non é stata capace di difendersi e utilizzare l’avanzata asiatica a suo beneficio come invece ha fatto la Germania che usa “pianificare”.
  •  La Cina ti aiuta la Germania ti affonda: Lavoro per i Cinesi e a tutto puntano tranne che aiutarci. Il loro obiettivo é semplice: Occupare piú spazio possibile in qualunque mercato e a qualunque costo. Loro hanno affondato il nostro mercato perché ci hanno sostituiti senza giocare sporco ma offrendosi come alternativa. La Germania questa cosa l’ha fiutata giá da molti anni e ha cercato da un lato di rimanere competitiva e dall’altro di sfruttare il volano Cinese (unico paese in crescita). Cattivi questi tedeschi? No semplicemente astuti, intelligenti e che guardano oltre il proprio naso. L’Italia purtroppo ha queste capacitá ma solo nell’ambito privato mentre sono praticamente assenti in quello pubblico dove si preferisce discutere di sistemi elettorali. Certo, i Tedeschi non sono al mondo per aiutare l’Europa e la Cina tantomeno. I Tedeschi vanno per la loro strada e si aspettano che anche gli altri lo facciano. Noi aspettiamo e poi cerchiamo colpevoli all’esterno che giustifichino i nostri ritardi.   

Concludendo

Certo la Germania ha avuto dei vantaggi nell’Euro ma é forse questa una colpa? “il piano distruttivo della Germania” a mio modo di vedere é semplicemente una visione a lungo termini che pochi hanno avuto. Il successo della Germania sta tutto lí, nella capacitá di guardare al futuro. La Germania é stata distrutta ed é rinata, ha unificato un ventre molle come la sua DDR. Perché tutto questo deve necessariamente essere visto come una colpa invece che un merito?

Abbiamo avuto anche noi i nostri vantaggi dall’Euro ma li abbiamo usati solo per creare spesa pubblica inutile senza investire. Non mi risultano grosse nuove infrastrutture durante gli anni dell’Euro. La Spagna sí é indebitata é vero ma almeno il paese é in grado di offrire infrastrutture di livello. Magari hanno speso troppo ma  si vede dove sono andati a finire i finanziamenti. Basta spendere qualche giorno a Madrid per accorgersi della differenza rispetto alla nostra capitale con le sue due fantastiche linee di Metró.

La Germania non é né la causa né la cura

Dopo le spiacevoli conseguenze della cura troika per l’Austerity é difficile dire che la Germania abbia fatto un bel lavoro per cercare di recuperare la situazione. Se proprio vogliamo trovare delle colpe vanno ricercate proprio qui, nel testardo meccanismo innescato dai controllori a guida Tedesca che altro non hanno fatto che peggiorare la situazione. In questo caso é vero che il tipico carattere Tedesco ha prevalso. Non ne hanno voluto sapere di lasciare qualche spazio ma hanno perseguito la loro strada da buoni tedeschi egoisti che non pensavano alle condizioni altrui. Loro volevano far tornare a correre i paesi periferici ma con uno strano allenamento per cui faccio fare esercizi al corridore senza peró dargli nulla da mangiare. Difficile immaginare un minimo successo. Dall’altro lato é una Germania che vede dall’inizio della crisi paesi come l’Italia che non hanno fatto il minimo sforzo per cambiare marcia. Diventa difficile dare fiducia a qualcuno che ha continuato a promettere senza poi mantenere. La Grecia stesso discorso, difficile dare fiducia a qualcuno che ha anche truccato i conti per sembrare piú bello. Forse erano tutti al corrente (come dice il post) ma erano periodi diversi con molti meno problemi.

Io personalmente non amo né la Germania né i Tedeschi ma sarei poco corretto a non riconoscere i loro meriti. Criticare il mio paese non vuol dire essere esterofili ma semplicemente essere costantemente innervositi da un sistema inefficiente che crea problemi invece di risolverli. L’Italia ha grosse potenzialitá non sfruttate ma non per questo devo necessariamente incolpare i Tedeschi. Ognuno segue la sua strada solo che qualcuno é in grado di asfaltarla e qualcuno invece preferisce coprire le buche alla meglio.

Perché … #InItaliasistaBene

É sempre e solo questioni di numeri. Quei numeri che danno l’idea di dove ci troviamo. Semplicemente non accetto di essere accusato di pessimismo perché ad un certo punto mi consentite qualche dubbio personale su un recupero cosí veloce di una situazione deteriorata da cosí troppi anni?

Cosa dovrebbe farmi credere che questa volta é la volta buona?

E allora copio, incollo e amplifico questo post e condivido tutto.

I numeri su cui riflettere sono sempre gli stessi e proprio per questo mi viene il dubbio che nessuno li consideri perché sono sempre lí, immutati da decenni nonostante i vari cambi al timone del Titanic l’Italia.

Io ripropongo i numeri chissa che prima o poi entrino per osmosi in qualche testa.

Et voilá:

  • Total Tax Rate (% of commercial profits) del 65.8% (contro una media oecd di 41,3%) [link]
  • 124 giorni necessari per ottenere l’elettricità (35 più della media OECD)  [link]
  • 233 necessari a ottenere un permesso di costruzione (86 in più della media oecd) [link]
  • 1185 giorni (650 in più della media OECD) necessari a far rispettare un contratto. [link]

Perché come scritto in tempi non sospetti forse stiamo imboccando una strada diversa.

Almeno mi pare.

Letture per il weekend – 2 Agosto 2014

weekend-readingDopo aver letto il mio post sui NON-tagli di spesa qui trovate un piccolo aggiornamento sull’odierna NON-spending review [link all’articolo]

La mappa del benessere in Italia ai tempi della crisi [link all’articolo]

Interessante quadro che spiega bene la geografia di Gaza e fornisce qualche dettaglio interessante [link all’articolo]

E mentre a casa mia non c’é nemmeno l’ADSL @ 640K a Singapore lanciano (insieme alla mia azienda) il primo servizio commerciale mobile a 300 MEGABITPERSECONDO. Ma noi rimaniamo sempre un paese di grandi artisti, poeti e filosofi… eh sí. [link all’articolo]

I Cinesi nella nostra rete elettrica. Buona Fortuna. [link all’articolo]

Perché ci sono paesi in cui anche due concorrenti possono fare accordi per estendere e migliorare l’accesso ad Internet mentre da noi si litiga peggiorando il tutto? [link ll’articolo]

L’Italia e la battaglia contro la “privacy” di Google. La cosa che mi fa sorridere é che un paese cosí nemico della rete come l’Italia possa chiedere a Google anche di mettere le informazioni degli utenti in server Europei. Questo dimostra quando ignoranti siano i legislatori e quando poco capiscono delle nuove tecnologie. [link all’articolo]

Le 10 cittá piú care al mondo. Le sorprese ai primi posti sono sempre per Angola e Ciad. [link all’articolo]

Una cronostoria del conflitto Israelo-Palestinese. [link all’articolo]

Qualche suggerimento per sconfiggere il Jet Leg. [link all’articolo]

Problemi per le Crocs. [link all’articolo]

 

La crisi Italiana: il peggio deve ancora venire

Confindustria ha rilasciato un interessante ma preoccupante studio sul quadro economico Italiano.

Le previsioni di crescita del nostro attuale Governo sono ridotte. Nonostante il Governo si affida ad un misero 0,8%, il documento del Centro Studi di Confindustria abbassa questo valore a 0,2%.

La situazione dell’Italia é preoccupante. Siamo tornati indietro di troppi anni.

  • Il PIL é tornato indietro di 15 anni
  • Il PIL pro capite di quasi 20 anni
  • La produzione industriale di quasi 30 anni (trenta)
  • I posti di lavoro di 15 anni
  • + 93% di persone senza lavoro
  • +122% di persone povere

Differenze dei livelli pre-crisi

Questi sono i valori da recuperare e con la crescita prevista non possiamo credere di recuperare in fretta quanto abbiamo perso.

Secondo lo 0,8% di crescita stimato dal Governo servirebbero ben 11 anni per recuperare la perdita. 11 Anni in cui forse l’impoverimento puó crescere ulteriormente ponendo l’Italia di fronte forse a grossi problemi sociali.

Confindustria analizza il problema Italiano dal punto di vista delle aziende e non puó che evidenziare l’eccessivo costo del lavoro e il relativo abbassamento del margine per le aziende.

Causa Austherity le tasse sono cresciute per tutti negli ultimi anni. Dai lavoratori alle aziende senza sconti per nessuno. Sono ovviamente le aziende le uniche che possono generare il lavoro e il loro indebolimento non é sicuramente un fattore positivo. Le aziende si indeboliscono sul mercato e lo Stato non sa far altro che aumentare la loro pressione fiscale.

In questo grafico l’andamento del costo del lavoro, sempre crescente negli ultimi anni, non ha fatto altro che abbassare i margini delle aziende e relativo impoverimento del settore produttivo.

Margini ai minimi

In queste condizioni ovviamente le nostre aziende risultano indebolite rispetto al resto dell’Europa.

Redditivitá delle aziende Italiane confornto con EU

Amara conseguenza di tutti questi fattori é il costante aumento della disoccupazione.

Disoccupazione

Quella di lungo periodo é in pericoloso aumento segno che il paese non riesce ad uscire dalla spirale recessiva. Interessante notare come la Germania sia invece l’unico paese in cui la crisi non ha quasi mai avuto impatti e la crescita é continuata a ritmi ancora piú elevati. Certo i tedeschi hanno il merito di essere riusciti a riformare il loro sistema in tempi in cui era possibile ma é anche ovvio che questa crisi ha spostato la bilancia economica a favore della Germania come si vede chiaramente qui sotto. La differenza é troppa gli squilibri non normali. Ristabilire la situazione vorrebbe dire di chiedere ai Tedeschi di decrescere a favore del resto dell’Europa… ci credete?

PIL Germania vs Europa

L’Italia perde anche la sfida con i paesi a lei piú vicini economicamente .. i cosiddetti paesi “maiali”, in Inglese PIGS Portogallo Irlanda Grecia e Spagna raggruppati sotto questo elegante nome secondo il tradizionale ed educato stile nordica.

Italia e PIGS

Gli Italiani continuano a impoverirsi

Tasso di Risparmio Famiglie

Tenendo in considerazione l’esistente, il Centro Studi di Confindustria non puó che abbassare la stima di crescita rispetto a quella prevista dal Governo Renzi (0,8%) ad un misero 0,2% per il 2014 e ad un 1% per il 2015. Un ritmo dello 0,2% vuol dire che il -9% del PIL puó essere recuperato in (soli) 45 anni.

Conclusioni

La crisi non sembra quindi esaurita. La crescita arriva ma con valori cosí bassi che non potrá cambiare le condizioni del paese velocemente. Nel frattempo sempre piú persone rimangono senza lavoro aggravando la situazione sociale che puó facilmente generare tensioni.

L’attuale Governo Renzi sembra al lavoro ma non cambia stile rispetto ai precedenti cercando di difendere le proprie previsioni e mantenendo una calma che non aiuta. La situazione é grave non servono solo le dichiarazioni ma serve agire in fretta. Abbiamo perso 20 anni economicamente ed é da vent’anni che la classe politica é incapace di trovare soluzioni… non abbiamo piú tempo da perdere..

Come riportato dal sempre presente Phastidio.

Per ora siamo fiduciosi sulla nostra previsione di crescita del Pil” dello 0,8% nel 2014. Così il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Graziano Delrio, interpellato a margine del seminario previsionale del Centro studi di Confindustria. “Siamo convinti – ha spiegato – che le riforme messe in campo procureranno uno shock positivo, vedremo l’effetto degli 80 euro e delle riforme della giustizia, del lavoro, della pubblica amministrazione e della spending review” (Radiocor, 26 giugno 2014)

É giusto chiedersi se davvero si crede che 80 Euro possano veramente muovere qualcosa. Renzi, i voti li ha presi e adesso serve lavorare e in fretta.

In Italia la descrescita Felice é a portata di mano almeno economicamente. Rimane solo piú da trovare la tanto sospirata felicitá che sembra tradare insieme alla ripresa.

Lo shopping Cinese in Grecia

La Grecia sembra essere diventata la meta preferita per lo shopping statale Cinese. La notizia é che la Cina sta iniziando pesantemente ad acquistare infrastrutture Greche come porti, ferrovie, aereoporti etc. Dovrebbero essere degli investimenti ma sembrano piuttosto dei saldi Greci forzati.

Liberamente tradotto.

La Cina ha firmato 19 accordi economici con la Grecia per circa 6.5 Miliardi di Dollari la scorsa settimana. Il Presidente Cinese Li Keqiang e il suo omologo Greco Antonis Samaras hanno visitato la sede del colosso commerciale marittimo cinese Cosco nel Porto del Pireo per iniziare la collaborazione fra la compagnia Cinese e la societá ferroviaria Greca Trainose (che attualmente si occupa del trasporto del materiale destinato all’Europa Centrale dell’azienda cinese di telecomunicazioni Huawei). Il Primo Ministro Cinese si é congratulato con Atene per il succeso nella vendita dei Titoli di Stato dello scorso maggio e ha confermato che Pechino é pronto a comprare Titoli di Stato Greci come responsabile investitore di lungo periodo.

Nota: Quindi se mi vendi le tue infrastrutture ti finanzio la spesa pubblica.

Li ha dichiarato che la Cina vuole fare della Grecia la porta di ingresso per  l’Europa. Gli accordi con la Cina sono vitali per la Grecia che sta uscendo da 6 anni di (forte) recessione. La Grecia conta molto sul proprio Turismo ma ha bisogno di trovare altre strade per accelerare la crescita. Considerando che la Cina trasporta l’80% dei suoi prodotti verso l’Europa via mare, la Grecia é il paese ideale e Li vuole trasformare il Porto commerciale del Pireo in uno dei piú competitivi al mondo.

A parte il porto del Pireo, i Cinesi vedono ulteriori opportunitá anche nel porto di Thessaloniki nel nord del paese, nella societá ferroviaria Trainose, nell’aereoporto di Atene e nei 37 regionali fra i quali il piú importante quello di Creta. Da anni é prevista la costruzione di un Hub privato a Creta e il Primo Ministro Li é stato aggiornato sugli sviluppi del progetto. La sua costruzione dovrebbe costare intorno agli 800 Milioni di Euro.

Conclusioni e riflessioni

Gli investimenti esteri sono sempre importanti e possono sicuramente rinvigorire l’economia interna di un paese. I dubbi rimangono perché viene messo l’acquisto di Titoli di Stato come contropartita per gli investimenti stessi. Suona ovviamente piú come un guinzaglio per poter “migliorare” la negoziazione del prezzo piuttosto che una reale volontá di aiutare il paese. Auguro alla Grecia di riuscire a portare a casa condizioni favorevoli che aiutino tutto il paese e la sua economia senza essere intrappolati in una nuova gabbia finanziaria. Le infrastrutture sono molto importanti e solo il tempo ci dirá se questa é l’unica strada per renderle competitive.  Credo negli investimenti esteri (che l’Italia non ha) ma continuo ad avere dei dubbi su queste azioni finanziarie che nella mia testa suonano tanto come la nuova colonizzazione da Est. Parola di un lavoratore Cinese

Spero di sbagliarmi.

Alcuni link di approfondimento in Italiano e Inglese

Un sistema Universitario scadente ovvero: Mi iscrivo a “Scienze per la Pace” e odio la precarietá

La mia curiositá é nata ascoltando una radio che commentava gli scontri avvenuti a Roma durante il corteo del 12 di Aprile. Il Corteo dei Movimenti contro precarietá e Austerity che come sappiamo non é finito nel migliore dei modi. Gli scontri e i feriti sono stati molti ma forse era giá nelle previsioni sia dei manifestanti che delle Forze dell‘ordine.

Non voglio entrare nel merito su chi sono i buoni e chi i cattivi ma una cosa mi ha colpito fra le notizie che ho sentito, un particolare che nulla c’entra con la manifestazione.

La 22enne Deborah Angrisani passata alle cronache per essere stata calpestata da un poliziotto mentre un suo amico faceva da scudo umano sul suo corpo (foto sotto).Calpestata

Ovviamente le solite posizioni contrapposte fra chi vede la violenza nella devastazione di alcuni manifestanti e chi invece vede la violenza nelle reazioni della Polizia. Non mi interessa entrare nel merito di queste inutili discussioni che si ripetono ad ogni manifestazione.

Il mio problema é un altro e ben peggiore a mio modo di vedere degli scontri. Potrebbe sembrare una banalitá ma la radio affermava che Deborah la 22enne era iscritta al Corso di Laurea in Scienze per la Pace. Scienze per la Pace? Ho pensato fosse uno scherzo ma poi purtroppo é bastato un click su Google per togliere ogni dubbio… esiste veramente. Lo si puó trovare nel sito dell’Universitá di Pisa con relativa descrizione degli esami.

Forse la mia mente da Ingegnere fa fatica ad individuare una logica dietro a questo corso o forse sto semplicemente invecchiando. Certo é che capire quale sia l’utilitá di questo corso é cosa ardua. Cerco nella sessione dedicata agli Sbocchi Professionali della stessa pagina descrittiva e trovo l’elenco dei possibili ruoli a cui gli studenti possono accedere:

– Mediazione e conciliazione di pace: ruoli di composizione amichevole di situazioni conflittuali, compiti di mediazione culturale, funzioni di collaboratore del difensore civico.
– Cooperazione internazionale: diversi ruoli richiesti nei progetti di cooperazione internazionale gestiti da organismi nazionali, internazionali o sovranazionali, e dalle organizzazioni non governative (ONG).
– Soluzione pacifica dei conflitti: figure che operino negli organismi nazionali e internazionali, fornendo apporti ad azioni nonviolente per la soluzione di controversie, per la trasformazione dei conflitti, nella gestione delle fasi che seguono conflitti armati. Ad esempio: monitoraggio elettorale, controllo dei diritti umani, facilitazione dei processi di democratizzazione.
– Terzo Settore: figure che dispongano di competenze interdisciplinari relative al funzionamento di organismi del Terzo Settore ed alla loro amministrazione, con particolare attenzione alle capacità gestionali e progettuali.
– Formazione: figure capaci di intervenire nell’ambito dei progetti di formazione e di educazione alla pace, alla nonviolenza ed allo sviluppo umano.

Direi di bene in meglio.

Ma poi scopro anche la ciliegina sulla torta: il link Percentuale di impiego nei neolaureati un bel foglio pdf con le statistiche di impiego degli studenti laureati nell’anno 2011.

In PAX o Scienze per la Pace si sono impiegati BEN il 35% degli studenti (dopo 1 anno). PAX si piazza al terz’ultimo posto dopo “INFORMAZIONE SCIENTIFICA SUL FARMACO” (28%) e  “LETTERATURE EUROPEE PER L’EDITORIA E LA PRODUZIONE CULTURALE” (18%).

Riassumendo 1 studente su 3 riesce a trovare lavoro con questa Laurea. Come si dice “Uomo avvertito..”

Ovviamente i difensori del nulla possono accusare la crisi di questa scarsa occupazione per il corso di Laurea ma chissa perché io sono convinto che invece la crisi c’entri poco o nulla in questa percentuale.

Il problema di fondo é che questi ruoli nella societá sono praticamente inutili o comunque legati ad ambienti esclusivamente pubblici. Il numero di persone impiegate in questi settori é fondamentalmente bassa ma sopratutto proporzionata alla domanda (scarsa).

La cosa che mi sconvolge é che il sistema Universitario Italiano possa permettersi di presentare un tale corso di Laurea. Insieme a tanti altri viene creata una nebulosa di percorsi Universitari di utilitá discutibile che peró diversifica l’offerta per attirare piú studenti.

Signori miei questo é puro Marketing Universitario nulla di piú.

Vorrei un’Universitá piú seria, piú organizzata con una scelta di corsi meno variegata ma piú indirizzata al mondo del lavoro. Non bisogna cercare “iscritti”ma formare le persone per il mondo del lavoro. PAX forma le persone per un mondo che non esiste o che non ha i numeri per mantenerli. Non serve un corso per questi tipi di ruoli, basterebbe formare un personale pubblico selezionato (tanto da lí arrivano i fondi delle ONG). Qualche mese di formazione é sufficiente senza dover necessariamente creare un corso di Laurea. Ovvio che con il secondo metodo si possono chiedere i soldi mentre col primo si deve investire.

Solo un ultimo particolare. Il ruolo é internazionale e quindi ci sono dei moduli linguistici OPZIONALI fra Inglese, Francese, Spagnolo e Tedesco. I moduli linguistici sono unici ovvero lo studente studierá la lingua per al massimo 6 mesi (io credo 3 mesi). A questo punto una formazione del genere non é sufficiente per imparare una lingua o almeno raggiungere un buon livello. Il valore didattico é quindi nullo. A questo punto mi aspettavo che nei test di ammissione ci fosse una selezione su base linguistica con prove che servissero ad ammettere solo persone con una buona comprensione di una delle 4 lingue.

Ovviamente questo non esiste perché é meglio far passare tutti e raccogliere i soldi piuttosto che pensare a formare bene la gente.

Il risultato é quindi creare laureati per ruoli fondamentalemnte internazionali senza essere preparati linguisticamente. Ha un senso? No come d’altronde il corso stesso.

CONCLUSIONE

Ma cosa vai a protestare contro la precarietá se poi ti iscrivi a “Scienze per la Pace”?

Lascia alla Marvel il compito di creare Supereroi contro il male.

 

Morire di Troika: Gli agghiaccianti Numeri della Sanitá Greca

Io sono sempre stato critico sulle responsabilitá della gestione politica Greca quanto lo sono per quella Italiana. La Grecia come l’Italia é un paese che nel periodo d’oro dell’Euro non ha saputo approfittare dell’opportunitá per investire sui propri cittadini . La Grecia ha buttato al vento una grossa opportunitá per crescere preferendo continuare a regalare soldi a categorie di privilegiati per soli scopi elettorali. I politici Greci hanno continuato a regalare pensioni a persone che non le meritavano ritrovandosi poi nel momento di crisi ad avere un deficit galoppante.

Questo aspetto della gestione politica Greca é stato il motivo per il quale non ho mai digerito le critiche all’Europa tiranna, alla Germania etc.

Purtroppo peró nonostante ci siano grosse responsabilitá nel sistema politico Greco siamo arrivati ad un punto in cui la popolazione Greca sta pagando un prezzo troppo alto che non é giustificato da nessuna mala-politica.

Oggi mi sono imbattuto in uno sconvolgente documento di una delle piú antiche riviste Mediche: The Lancet e dedicato agli effetti dell’Austerity Europea sulla salute dei cittadini Greci.

Capisco che i tagli imposti dalla Troika fossero dovuto ma esistono metodi diversi per distribuirli sulla spesa pubblica senza per forza impattare i diritti dei cittadini. Quando si vanno ad eliminare diritti universali come l’assistenza sanitaria il taglio non ha piú nessun senso e nessuna giustificazione.

La popolazione greca non puó pagare con la vita le colpe della sua classe politica.

I numeri elencati dal documento del Lancet (che potete scaricare qui TheLancet-Greece’s health crisis from austerity to denialism) sono impressionanti.

La troika ha imposto alla Grecia dei tagli lineari alla sanitá per una percentuale del 6% del PIL. Come se in Italia si tagliassero quasi 100 Miliardi alla sanitá. Una cifra mastodontica considerato un servizio essenziale come la sanitá.

Se la Grecia giá non aveva uno dei migliori sistemi sanitari, dopo l’Austerity il sistema sará quasi azzerato. Attualmente la spesa sanitaria Greca ha giá raggiunto il valore piú basso fra tutti i paesi Europei prima del 2004.

Qui di seguito una sconvolgente sintesi dell’impatto dei tagli sui cittadini:

Accesso ai servizi: I tagli al personale hanno portato inevitabilmente a lunghe liste di attesa che colpiscono fortemente l’accesso ai servizi per la fascia piú anziana della popolazione.

Le zone rurali hanno iniziato a soffrire la scarsitá di medicinali.

Tutti i costi sono stati spostati dallo Stato ai cittadini. Sono stati introsotti dei costi per le visite mediche con il risultato che molti pazienti non hanno piú potuto accedere ai controlli.

HIV e Tubercolosi: Il taglio delle siringhe e dei profilattici per I tossicodipendenti ha portato ad un aumento nel 2012 pari a 32 volte  dei casi di HIV fra i tossicodipendenti. Sono raddoppiati i casi di tubercolosi.

Malaria: I tagli alle municipalitá hanno cancellato i programmi di trattamento delle zanzare con il risultato che sono riapparsi casi di malaria (nel 2014 in Europa).

Medicinali: Il taglio della spesa per l’acquisto dei farmaci é stato di 4.88 Mld nel 2010, di 2.88 Mld nel 2012 e di 2 mld nel 2014. Molti farmaci sono diventati introvabili e i pazienti hanno dovuto pagare di tasca propria. A causa della forte disoccupazione il 70% di loro non ha abbastanza risorse per gli acquisti. In aggiunta le aziende farmaceutiche hanno ridotto le forniture per l’ammontare dei debiti del paese.

Cittadini senza assistenza sanitaria: Il sistema sanitario Greco prevede una copertura per soli 2 anni di disoccupazione. Considerando il prolungato periodo di crisi molte persone si sono ritrovate senza nessun tipo di copertura sanitaria. Si stima che il numero di persone escluse dalle cure mediche siano circa 800000. Una cifra vergognosa per un paese Europeo.

Cure psichiche: In un periodo di crisi economica sono oltretutto aumentati del 120% le richieste di assistenza psichica. La risposta sanotaria é stata di tagli nel 2012 del 55% sugli stessi servizi. Sono quindi aumentati di quasi 5 volte i casi di depressione, del 36% i tentativi di suicidi e purtroppo del 45% le morti causate da suicidio.

L’aspetto piú agghiacciante: Anziani e Bambini

I tagli imposti dalla Troika hanno colpito purtroppo le categorie piú deboli. Proprio le categorie che hanno piú necessitá di assistenza sanitaria: gli anziani e i bambini.

Molte delle persone escluse dalle cure mediche sono purtroppo anziani che per motivi economici non possono piú permettersi controlli e medicinali oppure nelle zone rurali non hanno i mezzi per raggiungere gli ospedali (nel 2014).

I numeri relativi ai bambini Greci sono agghiaccianti e meritano una riflessione. Forse la Troika per prima dovrebbe meditare sugli effetti dei tagli imposti perché quando si colpiscono dei bambini innocenti non esiste piú giustificazione a nessun tipo di Austerity.

Le critiche condizioni economiche delle famiglie Greche hanno immediatamente avuto un impatto negativo sulla salute dei bambini.

Si stima che nel 2007 il 29% dei bambini vivesse sotto la soglia di povertá raggiungendo un vergognoso 31% nel 2011. L’Effetto principale é la denutrizione dei piccoli e le loro pessime condizioni di vita.

Un report delle Nazioni Unite del 2012 evidenzia che in Grecia non tutti bambini hanno accesso ai servizi sanitari. (I bambini). Le ultime misurazioni riportano un incremento del 20% di nascite sottopeso fra il 2008 e il 2010.

Il quasi azzeramento per una grossa fetta delle donne delle cure prenatali ha portato ad un tremendo incremento del 30% di perdita del feto.

Ma il dato che piú fa tremare é relativo alla mortalitá infantile che ha misurato un incremento del 45% dal 2008 al 2010. Mortalitá sia Neonatale per scarsitá di cure durante il parto che post-neonatale per le pessime condizioni economiche.

Numeri che fanno rabbrividire e da padre, piangere.

Riflessioni

I tagli della Troika hanno un senso per ristabilire le spese di un paese ma la dimensione degli stessi ha portato a questi sconvolgenti risultati. I tagli sono in qualche maniera comprensibili ma non possono in nessun modo ledere i diritti universali dei cittadini.

La salute é uno di questi diritti e va garantito ad ogni costo. Questo purtroppo non é successo in Grecia.

I cittadini Greci non meritano questo trattamento.

The people of Greece deserve better.

 Nota: Nel momento in cui il report é stato scritto la delegazione della Troika era tristemente in Grecia per discutere sui successivi 2.66Mld di tagli al sistema sanitario.