Apple SIM: La nuova sorpresa della mela morsicata e probabile rivoluzione per gli operatori mobili

silver-apple-logoE ancora una volta la Apple ci stupisce di nuovo. Questa volta il passo é di nuovo molto ampio, non tanto per la tecnologia ma per l’impatto sul mercato della telefonia mobile.

Ieri 16 ottobre é stato presentato il nuovo modello dell’iPad Air 2. L’evento poteva passare tranquillamente alla memoria storica della tecnologia ma questa volta qualcosa di nuovo é stato introdotto. Non ha fatto direttamente parte della presentazione ufficiale ma é comunque parte della nuova offerta di Apple. Sto parlando della AppleSIM.

Non si tratta di una novitá tecnologica in senso stretto, personalmente non conosco nemmeno quali differenze qualitative questo nuovo iPad puó avere con quelli precedenti, immagino: Il piú sottile al mondo, il piú potente e blablabla. La vera e grossa novitá é invece relativa al rapporto con gli operatori mobili. Apple ha infatti introdotto l’Apple SIM ovvero quello che viene anche chiamata Software SIM.

Con la software SIM il dispositivo non ha piú bisogno di alloggiare fisicamente una SIM di un operatore specifico ma le sue funzionalitá sono nel dispositivo stesso che puó lavorare con differenti operatori semplicemente agendo su modifiche software.

Questa novitá é sicuramente qualcosa che puó radicalmente cambiare il mercato e in qualche senso far preoccupare gli operatori mobili. In questo caso il fornitore del dispositivo (Apple) é in grado con il suo marchio di attirare clientela e gestire le relazioni con gli operatori con un certo potere di negoziazione per  prezzi e tariffe. In pratica l’utente appartiene ad Apple e non all’operatore mobile.

Con la software SIM un utente puó spostarsi in un paese estero e invece di dover pagare alti costi di roaming (spesso anche non disponibili per tariffe dati) puó semplicemente acquistare pacchetti di accesso agli operatori che offrono compatibilitá con l’Apple SIM nel paese estero. Durante un viaggio negli Stati Uniti puoi comprare per esempio un pacchetto da 2Gb di traffico da AT&T scegliendolo semplicemente dal display del tuo iPad.

Pochi operatori hanno stretto un accordo con Apple al momento: negli US AT&T, Sprint and T-Mobile mentre in Europa solo EE in UK.

Attualmente gli operatori offrono i prodotti Apple facendo leva sulla durata obbligata del contratto di 18-24 mesi. In questo modo possono offrire un pagamento dilazionato ai clienti, offrire il marchio Apple e mantenere piú a lungo i clienti. Questo tipo di contratto non sará piú possibile perché con la Apple SIM é l’utente che decide liberamente di spostarsi da un operatore all’altro a seconda dei suoi gusti, interessi particolari o qualitá dei servizi offerti.

Insomma vedremo in quale tipo di contratto prenderá forma questa nuova interazione con gli operatori. Facile aspettarsi importanti cambiamenti nel rapporto con i clienti e un potere crescente per i fornitori di hardware con  marchi forti come Apple.

La Apple SIM non sembra peró essere disponibile per iPhone. Molto probabilmente sarebbe stato troppo distruttiva e controproducente per tutti o semplicemente il mercato dei Pad, piú ridotto in volumi, é quello che piú ha bisogno di nuove tipologie di contratti flessibile per migliorare la mobilitá e rilanciare le vendite.

Google Chromecast: Non é una rivoluzione ma é senza dubbio un ottimo acquisto

 

chromecast-4_0L’ho comprato e mi sembra giusto condividere un pó di informazioni su questo  dispositivo non famoso ma abbastanza utile per svariati utilizzi domestici.

Sto parlando del device di Google chiamato ChromeCast.

Chromecast é un piccolo dispositivo che si collega alla TV attraverso la porta HDMI e alla rete Wifi di casa.

In pratica trasforma la vostra televisione in un sistema multimediale che puó accedere a contenuti su Internet. In pratica la vostra televisione diventa una Internet TV a tutti gli effetti ad esclusione ovviamente del touch screen.

É simile ad altri oggetti sul mercato come Apple TV o il device Fire-TV di Amazon ma per le sue dimensioni e prezzo é estremamente interessante. 35E per 7cm di lunghezza.

Come si collega

Chromecast si collega alla porta HDMI del vostro televisore e alla rete Internet attraverso l’accesso Wifi (only) del vostro router.

In aggiunta ha bisogno di un’alimentazione elettrica che prende da una porta USB. Se esista una porta USB sul televisore Chromecast puó essere collegato direttamente per l’alimentazione. Invece se non disponibile come nel mio caso si dovrá collegare ad un adattatore USB/presa elettrica.

Configurazione

La cosa stupefacente é la facilitá di configurazione.

Chromecast puó essere controllato da: Smartphone, Pad o PC tramite il Browser di Google (Chrome), nel mio caso da Smartphone. E’ bastato istallare l’applicazione Chromecast e seguire i semplici passi per la configurazione in cui si inseriscono le informazioni di cui Chromcast ha bisogno per configurarsi:

  • Password della rete Wifi
  • Profilo di Google (indirizzo gmail)

In 5 minuti Chromecast era giá in grado di farmi vedere sul televisore qualunque video da Youtube. Aveva giá scaricato da Internet la nuova versione del suo sistema operativo ed era pronto per l’utilizzo.

Cosa si puó fare con Chromecast?

I motivi che mi hanno spinto a comprare questo dispositivo sono :

  • Poter utilizzare materiale multimediale di YouTube per mia figlia senza per forza dover vederli sul monitor del PC o sul piccolo schermo dello smartphone.
  • Poter avere un dispositivo economico in grado di trasformare il mio televisore in un media center con un prezzo ragionevole (Anche in caso di limitazioni nell’utilizzo 35E erano comunque un ottimo prezzo rispetto a ció che offre il mercato).
  • Ovviamente sapere che Google sviluppava il dispositivo mi tranquillizzava sul suo utilizzo almeno per la parte relativa ai servizi di Google stessa (YouTube e Photos principalmente).

Ho letto un pó di recensioni prima di acquistare ChromeCast e devo dire che i limiti di utilizzo sembravano molti. Troppe poche applicazioni che utilizzano Chromecast, limitazione ai soli servizi di Google etc.

A rigurado devo dire che in 1 anno di rilascio il numero di applicazioni per Chromecast si sono moltiplicate segno del suo flessibile utilizzo. YouTube é per me al momento l’utilizzo principale e sono molto soddisfatto. Accedo ai contenuti di YouTube dal mio Smartphone e li ridirigo su Chromecast. In pratica il mio Smartphone diventa il telecomando dove posso controllare play,pause, rewind e volume mentre il video é in riproduzione sullo schermo della TV. É Chromcast stesso a scaricare il video da Internet mentre pensavo erroneamente che fosse il mio Smartphone a trasmetterlo al Chromecast via Wifi.

L’unico caso in cui vengono inviate le informazioni direttamente al Chromecast é quando si vuole remotizzare il browser Chrome sul televisore oppure lo schermo del proprio smartphone..

Con Chromcast posso anche visulizzare tutte le mie photo memorizzate sul profilo di Google Photo oppure semplicemente usarle come screensaver quando il Chromecast non é utilizzato attivamente. Tutto é facilmente configurabile e gestibile da Smartphone.   Le applicazioni attualmente adattate al Chromecast iniziano ad essere molte e per svariati usi. Ovviamente il video é l’applicazione principale:  C’é le RedBull TV per gli amanti degli sport estremi, contenuti della BBC, TV tedesche, Disney e tutti i piú grandi fornitori di contenuti cinematografici come Netflix, Plex etc.

Il mio prossimo tentativo sará di affittare un film On-line su Google Play e provare il servizio. Diciamo un esperimento da 3E si puó fare.

Un’altra cosa che mi convince sempre di piú di aver fatto un ottimo acquisto é la possibilitá di trasmettere in streaming qualunque video dal mio PC direttamente a Chromecast. Ovviamente serve il browser di Google ed é necessario istallare un’applicazione chiamata Videostream.

videostream

Una volta istallata si seleziona il video locale da inviare via Wifi alla TV. In aggiunta esiste un’applicazione sullo smartphone che serve da telecomando per controllare la riproduzione. Personalmente é stata una rivoluzione perché mi evita di usare Hard disk multimediali vari (purtroppo soldi giá spesi), oppure spostare il PC vicino alla TV e collegarlo via HDMI.

Insomma vado al PC lancio lo streaming e poi mi sposto in salotto e lo vedo alla TV. Nessun problema, nessun bug tutto é andato liscio sin dalla prima prova. In aggiunta é possibile anche inserire dei sottotitoli aprendo semplicemente il relativo file sempre tramite Videostream.

Per me é stato semplicemente rivoluzionario, una rivoluzione a casa mia intendo non tecnologica. Non c’é nulla di nuovo in queste condivisioni multimediali ma la rapiditá e facilitá di utilizzo non sono un dettaglio.

Esistono infatti dei sistemi e protocolli in grado di riprodurre un ambiente multimediale in casa e collegare dispositivi diversi. Per esempio il sistema DLNA ma ovviamente anche se non ho mai provato a sperimentarlo direttamente credo che ci possano essere un certo numero di problemi in termini di interoperabilitá fra i diversi dispositivi. Alla fine si raggiunge lo stesso risultato ma credo con qualche conoscenza tecnica e del tempo lo si debba investire.

Con Chromecast si ha lo stesso risultato senza dover fare nessun tipo di sforzo. Certo si é legati a Google ma meno di quanto si pensi perché il mercato delle Apps Android é molto open e composto da tanti attori diversi.

Insomma, lo consiglio a chi ha intenzione di collegare assieme dispositivi e vuole condividere contenuti anche con il tradizionale televisore. Chromecast é in assoluto la soluzione piú piccola, piú economica, piú semplice e intuitiva che il mercato offre.

Posso dire che é veramente una soluzione “Plug & Play” con un certo cambio di passo rispetto a quello che il passato ci aveva sempre prospettato con il piú tragico “Plug & Pray”.

Riflessioni: É chromecast il futuro?

Sicuramente é un dispositivo che fa capire molte cose agli operatori di telefonia. Fa capire che i contenuti e i dispositivi riescono a guidare i gusti e i comportamenti degli utenti (ne avevo giá scritto qui a proposito dell’iPhone). La rete di un operatore diventa con Chromecast un semplice tubo senza nessun valore aggiunto anzi puó solo peggiorare la situazione.

Se nel futuro gli operatori non investiranno in contenuti potranno perdere il controllo dell’utenza perché sará giá in mano ad aziende come Google. Quindi come giá scritto qui o gli operatori faranno degli accordi con i cosiddetti OTT (e Chromecast é un perfetto esempio di Over The Top) oppure perderanno la gara sui contenuti e non solo.

A mio parere Chromecast é un dispositivo che gli operatori dovrebbero offrire per poter riacquistare il controllo dell’utente e della sua attivitá casalinga.

Chromecast non é una novitá sul mercato perché come giá detto prima altri OTT come Amazon o la stessa Apple producono dispositivi simili. Chromecast peró é sicuramente il piú piccolo ed economico e usa una piattaforma open come Android.

Google é un’azienda con tanti soldi da spendere e si é in passato lanciata in molti esperimenti che poi non hanno avuto grandi risultati. Adesso si parla addirittura di chiudere G+ perché non regge la concorrenza con Facebook. Personalmente sono convinto che anche i Google Glass non siano una buona idea per il mercato.

Chromecast mi sembra un grosso investimento del quale non riesco a capirne la strategia. Ok che Google puó pensare di vendere il suo materiale multimediale via GooglePlay (film, videos etc) ma se nello stesso tempo apre a piattaforme come Netflix perde immediatamente la competizione prima di iniziarla. Google alla fine non é un’azienda innovativa in termini di business. Google guadagna solamente sulla pubblicitá e cioé con un metodo tutt’altro che innovativo. La grande differenza é che viene applicata al web e quindi con un magnitudo ben piú grande rispetto a quella in broadcasting o sulla carta. Io ho sempre pensato che ad esclusione del motore di ricerca Google non abbia mai azzeccato altri Business reali ma la mole di soldi raccolti con la pubblicitá gli ha sempre permesso di seprimentare di tutto anche a fondo perduto. Alla fine di sola pubblicitá vive Google e tutto il resto sono solo tentativi: Tecnologicamente molto affascinanti ma tentativi.

Android é rivoluzionario, é installato in un grandissimo numero di dispositivi al mondo. Ha permesso ad altre aziende di entrare nel mercato Smartphone senza dover inventarsi un simil Apple OS (unica vera rivoluzione degli ultimi 10 anni). Google peró non ci guadagna nulla con Android. Nemmeno raccoglie informazioni per i suoi scopi pubblicitari. Quando Android é personalizzato da altre aziende come Samsung, Huawei, HTC etc ovviamente non é piú sotto il controllo di Google.

Insomma grande idea ma poco orientata al Business. Esattamente tutto all’opposto di una mente come Steve Jobs che aveva un bel preciso obiettivo di Business.

Google Wave, per esempio, é stata una fantasiosa piattaforma di comunicazione su web che permetteva di condividere documenti, chattare, scrivere mail. Era molto rivoluzionaria ma portava delle importanti funzioni aziendali sul web “pubblico”. Gli utenti tardizionali non avevano bisogno di tutta questa interazione e le aziende non avrebbero accettato una piattaforma cloud pubblica per le comunicazioni aziendali.

Nel caso di Chromecast Google sembra aver svilluppato un prodotto tecnologicamente avanzato, o meglio: Ha integrato funzionalitá avanzate in un piccolo dispositivo. A vedere i componenti interni il giocattolo non é propriamente semplice e quindi avrá un certo costo di produzione.

I 35E a cui é venduto mi sembrano non dico al limite ma un prezzo abbastanza basso se lo si rapporta all’hardware e alle funzionalitá. Si paga quasi lo stesso prezzo per avere una chiavetta mobile ma le funzionalitá di Chromecast sono enormemente piú complesse. Non sembra che Google voglia guadagnare molto dalla sua vendita, e quindi?

Il mio dubbio sui vantaggi per Google rimangono. Ha speso molto per una piattaforma open venduta ad un prezzo di 35E che qualunque OTT o azienda nel web puó utilizzare per i propri scopi e sopratutto Business. Tutto questo é bellissimo per me utente ma credo che solo un’azienda come Google se lo puó permettere perché guadagna da altro. Se i contenuti fossero invece il suo unico business allora credo che Chromecast non sarebbe cosí “Open” e forse sarebbe bloccato come gli altri dispositivi di Amazon, Apple e gli altri.

Nonostante i dubbi sui vantaggi per Google, Chromecast soddisfa molte delle mie esigenze. Mi ha rivoluzionato il modo di accedere ai miei contenuti multimediali e considerando che Youtube é un serbatoio immenso di materiale giá da solo mi fa apprezzare il giocattolino.

Cosa aggiungere: ACQUISTO CONSIGLIATO

Letture per il weekend – 11 Ottobre 2014

weekend-readingUna recensione divertenete dell’iPhone 6 Plus. Un tipico esempio di “filosofia tecnologica” Italiana dove spesso si pensa troppo e non si guarda poco al semplice oggetto. É tecnologia non sociologia. [link all’articolo]

A chi dice che le banche non fanno credito. Questo é quello che sta capitando, la nuova bolla del debito che non verrá mai pagato. Tutto privato. [link all’articolo]

Facebook ha chiuso la sua acquisizione di whatsapp per 22 Miliardi. [link all’articolo]

La pericolosa, inutile e sopratutto generica proposta per il TFR in busta paga. [link all’articolo]

La solita fantasia Italiana del nulla politico-economico. [link all’articolo]

Letture per il weekend – 27 Settembre 2014

weekend-readingPerché usare Apple nelle aziende. [link all’articolo]

Quanto guadagnano gli Amercani? Interessante grafico che evidenzia la distribuzione del denaro negli US in percentuale della popolazione. [link all’articolo]

Cyber attacco militare negli Stati Uniti con impronta Cinese. [link all’articolo]

Un racconto sulle code per l’iPhone 6 e la mafia cinese. [link all’articolo]

Qulche dettaglio in piú sull’iWatch. [link all’articolo]

Letture per il weekend – 13 Settembre 2014

weekend-readingL’evento della settimana: la presentazione di iPhone6 e Apple watch. Nessuna particolare novitá ad esclusione di ApplePay che potrebbe fare una nuova rivoluzione. Qui anche i commenti di itakablog. [link all’articolo]

E nel giro di pochi anni EE é riuscito a coprire il 75% della popolazione Britannica con il suo servizio LTE. [Link all’articolo]

…e sempre restando nel mondo LTE… in Spagna Vodafone passa giá alla nuova generazione di servizi LTE (LTE-Advanced). [Link all’articolo]

Livorno a 5 Stelle. Intervista al sindaco. Personalmente auguro tutto il meglio per poter portare a termine il suo programma cosí sfidante. Solo alcune frasi dall’intervista: ” Questa dei meet up è una fandonia dei giornali. Io ho fornito gli identikit dei candidati e sono io che scelgo, alla fine.” (Giustissimo peró la rete?)…. “Quanto alla rete: non perdo tempo dietro ai blog, non li guardo nemmeno…” e meno male dico io. [Link all’articolo]

Cosa ha fatto Draghi questa settimana? Interessi allo 0,05%… chissá? Finora non ha mai funzionato perché dovrebbe adesso? In ogni caso, aveva alternative? Purtroppo no. [Link all’articolo]

Il nuovo quartier generale dell’Apple in costruzione. [Link all’articolo]

Sintesi del poco (o quasi nulla)  fatto in questi 6 mesi di Governo Renzi. [Link all’articolo]

Le novitá di ieri della mela morsicata: Apple Watch and Apple Pay

Ieri la Apple ha annunciato le sue ultime novitá:

  • iPhone 6
  • Apple Pay
  • Apple watch

(a fine articolo il video completo dell’evento)

Non spendo molte parole sul nuovo iPhone che non aggiunge molto rispetto alle vecchie versioni se non migliorare la qualitá dei suoi componenti interni come processori, sensori fotografici, lenti fotografiche e video ad alta qualitá.

L’obiettivo é mantenere la qualitá dell’iPhone al di sopra della moltitudine di Smartphone che ormai occupano il mercato e riuscire a differenziarsi dalla forte competizione asiatica che peró pecca in qualitá. Android ha dato la possibilitá a molti produttori di dispositivi mobili di avere un sistema operativo universale che peró se non personalizzato a dovere puó risultare non cosí brillante. Personalmente come cliente Google credo che il Nexus sia l’unica alternativa seria all’iPhone mentre tutto il resto non supera la media (incluso Samsung).

La presentazione dell’iPhone, a parte il nuovo modello Plus piú grande (era ora) e al nuovo design sempre ricercato non porta grosse novitá. Esiste peró un’aspetto del nuovo iPhone 6 che non é da sottovalutare per l’impatto nel business di Apple. Apple non ha guadagnato infatti solo per i dispositivi in se ma anche per i servizi che il dispositivo portava con se. Nel passato abbiamo giá visto come Apple abbia rivoluzionato il mercato della musica con il suo iTunes shop e creato un nuovo modello di vendita on-line legata sia al dispositivo che ai contenuti. In questo nuovo capitolo Apple ci prova con le transazioni monetarie:

Apple Pay

Apple pay é un nuovo metodo di pagamento attraverso il proprio dispositivo iPhone. In accordo con le maggiori banche e circuiti di credito quali Visa, Mastercard o Maestro Apple cerca di creare un eco-sistema per legare le transazioni finanziarie ai propri dispositivi.

Non si conoscono i termini economici dell’accordo ma ovviamente quando al mondo ogni giorno ci sono transazioni per 12 trillioni di dollari (1 milione di milioni) c’é abbastanza spazio per guadagnare. Apple non ha mai lanciato un dispositivo senza un disegno commerciale piú grande alle spalle e questa é stata la doppia genialitá di Steve jobs.

In questo caso Apple entra nell’immenso mercato delle transazioni monetarie che promette un consistente volume di affari.

Un altro aspetto importante é quello di ceracre di essere il primo produttore hardware che prova a sostituirsi alle carte di credito. In questo caso Apple Pay vuole essere solo un intermediario della transazione ma la strada é segnata per un futuro in cui le semplici (e vecchie) carte di credito diventeranno obsolete e sostituite da sistemi sw “portabili” sui propri dispositivi.

In poche parole con Apple Pay viene fornito un sistema di pagamento sicuro in cui non é piú fisicamente richiesto di avere la propria carta di credito fisicamente in tasca. Essa é immessa in un sistema Apple certificato e portata virtualmente sul proprio iPhone. In questo caso l’utente va in un negozio convenzionato e per pagare non fa altro che avvicinare il proprio iPhone ad un lettore NFC (Near Field Communication: un protocollo Wifi per le comunicazione fra oggetti vicini) appoggiare il proprio dito sul sensore di impronte digitali dell’iPhone e la transazione é immediata. Senza firme, senza controlli di codici o di documenti di identitá.

Fondamentalmente senza la propria carta di credito con se non c’é bisogno di mostrare il proprio nome o codice a nessuno e la transazione diventa in assoluto piú sicura.

Nella presentazione viene ovviamente dato molto peso alla sicurezza e alla privacy del nuovo metodo di pagamento. Apple ci tiene a far sapere che nulla viene registrato all’interno dei server di Apple: Né la transazione, né l’articolo comprato, né il negozio in cui viene acquistato etc. Con questa affermazione Apple vuole diversificarsi (giustamente) da altre aziende del settore che invece vivono di dati sulla privacy e cercano in ogni modo di profilare i propri utenti (Google, Facebook per fare qualche nome) spesso con metodi non propriamente trasparenti.

Apple é semplicemente interessata a quei 12 Billioni al giorno di soldi che si spostano fregandosene di cosa fanno gli utenti. La transazione rimane una cosa fra venditore, societá di credito e banca.

Questo ovviamente é un settore di mercato molto importante e solo il fatto che Apple ci si stia buttando pesantemente fa capire quali siano le dimensioni e le possibilitá di guadagni.

Apple Watch

Il secondo protagonista della giornata é il tanto atteso orologio della Apple che giá per il nome si vuole differenziare dalla moltitudine di dispositivi giá presenti sul mercato. Non é il tanto conclamato iWatch che per motivi di marketing ha giá cambiato nome prima del suo lancio.

Apple non ha sorpreso con questo dispositivo perché le voci sul suo rilascio erano giá note da tempo ma ha voluto differenziarsi dalla moltitudine di plasticacce asiatiche giá presenti nel mercato.

Il suo watch si distingue infatti per la qualitá dei suoi componenti: Materiali per la cassa , il cristallo dello schermo, la precisione dell’orologio stesso (dichiarata di +- 15 ms). Insomma Apple gioca sulla forza del suo brand e va in quella zona di qualitá in cui l’Asia per ragioni di costo non riesce a competere, poca gente infatti é disponibile a spendere molti soldi per un dispositivo Samsung (per esempio). Il marchio Apple é pur sempre il piú forte e spesso qualitativamente migliore.

apple-watchL’A-watch é un dispositivo che Apple ha cercato di disegnare come sempre in modo unico avendo particolare cura dei dettagli. É prima di tutto un dispositivo di design piuttosto che di rivoluzione tecnologica.

Personalizzabile nel suo aspetto esterno: Braccialetti diversi ad aggancio facile,  classici oppure nuove chiusure magnetiche, 6 diverse casse di metalli differenti con un modello di oro rosa a 18 carati. Insomma un design indubbiamente accattivante ma che riflette l’obiettivo di Apple di giocare sul proprio marchio e creare un nuovo dispositivo cult… or cool.

Il suo utilizzo sembra ben studiato e oltre ad essere ovviamente touch screen viene data particolare importanza alla vecchia rotella che in questo caso diventa il pulsante Home quando premuta oppure un controllo per i vari menú/zoom quando ruotata. In questo Apple si differenzia sempre per avere una certa attenzione nell’usabilitá dei propri dispositivi.

Sicuramente qualche novitá tecnologica come il rilevatore ad infrarossi del battito cardiaco e altri sensori per il movimento che monitorano tutti i movimenti della giornata. Quando ci sediamo, quando e quanto stiamo in piedi, quanto camminiamo o corriamo etc. Con questo sensore ovviamente Apple ha costruito un ambiente software che permette all’utente di registrare i propri movimenti e costruire programmi di fitness o in generale di controllare le calorie giornalmente consumate. Ovviamente questo ambiente per la “salute” é parte dell’Apple watch. Nulla di molto diverso da Applicazioni giá esistenti per smartphone ma in questo caso diventa parte integrante del dispositivo e prendendo una fetta di mercato di altri costruttori di “fitness-watch”.

Apple presenta un innovativo metodo di ricarica delle batteria ad induzione. Il cavo di alimentazione viene magneticamente collegato nella parte inferiore dell’Apple watch senza nessun tipo di connettore. Abbastanza rivoluzionario ma non ne fá un motivo di acquisto: Puro design di alto livello.

Per il resto l’Apple watch non é solamente un estensione dell’iPhone come invece sono la maggior parte di dispositivi rilasciati da altri costruttori dove l’orologio é solo l’estensione del telefono. Apple watch ha infatti parte dell’intelligenza locale anche se per la maggior parte é utilizzato come “telecomando” per l’iPhone. Apple dichiara comunque che parte dei dati come musica possono essere anche salvati localmente sull’orologio in questo caso possono essere ascoltati tramite gli speaker dell’Apple watch stesso. Dubito sulla qualitá di un ascolto del genere ma nessuna cuffia é stata presentata.

Apple watch avrá inoltre un suo ambiente di programmazione per il rilascio di applicazioni dedicate lasciando alla fantasia dei softweristi il compito di creare qualcosa di nuovo.

Viene evidenziato l’utilizzo del riconoscitore vocale per poter controllare il dispositivo che ovviamente non ha una tastiera. Interessante é anche il nuovo sistema di messaggistica “grafica” (Digital touch) in cui é possibile disegnare sul display semplici figure da inviare ai propri contatti. Un nuovo e divertente modo di comunicare con codici grafici. Chissa se funzionerá ma é sicuramente bello vedere come Apple ha sviluppato la grafica di questa comunicazione.

L’Apple watch puó essere ovviamente anche usato come navigatore che riesce a guidare l’utente con piccole vibrazioni sul polso. Differenti segnali (vibrazioni) per le diverse direzioni e indicazioni. Le vibrazioni stesse sono anche usate per le varie notifiche (Sms, mail, messaggi etc). Interessante ma non rivoluzionaria.

In generale con l’Apple watch si punta principalmente sul design e tutto il resto é software. Sicuramente non é un dispositivo rivoluzionario come lo é stato l’iPhone ma puó comuqnue fare breccia nel mercato e aprire nuove possibilitá di guadagni per Apple (Apple pay é anche disponibile ovviamente).

Insomma nessuna rivoluzione ma sicuramente qualcosa che sembra disegnato bene. La sensazione é che sia in fase di conclusione l’innovazione Apple in termini di dispositivi. Lo dimostra il fatto che l’80% della presentazione é piú incentrata sull’ambiente software e sulle applicazioni piuttosto che al dispositivo stesso.

Vedremo come reagirá il mercato, dimenticavo il giochetto costa ben 349$ (ops).

Personalmente non credo potró essere un cliente Apple per il watch (magari per un Mac) ma credo che il mercato acquisterá con piacere questo nuovo dispositivo mentre il bacino di guadagni per Apple Pay é molto promettente e abbastanza rivoluzionario.

L’unico dubbio tecnologico é il fatto di avere un misuratore della mia salute che trasmette 24h al giorno frequenze Bluetooth a 2,4 GHz a contatto col mio polso. Dopo aver sacritto questo articolo sono ovviamente un pó preoccupato di un generatore di microonde al mio polso anche se giá in ufficio la mia mano é a contatto per 8 ore con l’antenna Wifi del mio laptop e non credo sia tanto meglio.

Qui sotto il Keynote completo.

Un anota a contorno: Lo stile, il ritmo e l’intensitá sono ovviamente lontanissimi dai tempi di Steve Jobs. Un uomo che oltre ad innovare sapeva spiegare benissimo le proprie idee e i propri concetti creando aspettativa. Lo stile del Keynote é sempre Jobs ma é evidente che si tratta di una (brutta) copia.