Letture per il weekend – 24 Gennaio 2015

Sembra che la digitalizzazione del mercato automotive sia una delle maggiori innovazioni presentate al CES 2015. [link all’articolo]

Gli scenari futuri dell’Europa relativi alla situazione Greca e alle sue elezioni del 25 di Gennaio. [link all’articolo]

Un articolo che condivido solo parzialmente a riguardo delle non strategie di Fiat e Marchionne. Ne ho scritto in maniera piú estesa la scorsa settimana. [link all’articolo]

Chiara spiegazione di cos’é il famoso Quantitave Easing di Draghi ovvero il tentativo di stampare moneta per alzare l’inflazione. [link all’articolo]

Ma cosa ha fatto Draghi ieri? [link all’articolo]

In Inghilterra versa la Net Neutrality. [link all’articolo]

Non sono disfattista ma questo non é cioccolato

In Italia si ha la tendenza a ragionare molto di pancia senza tenere in considerazioni i reali fatti. Si preferisce prendere un esempio ed immolarlo come regola generale senza verificarne la veridicitá o il suo vero valore in una visione piú ampia. Ci fermiamo davanti al singolo esempio che spesso diventa la giustificazione ad una teoria molto piú ampia.

Questo tipo di approccio ai problemi ha portato in passato a vedere rieletti per piú volte alla guida del notro paese personaggi come Silvio Berlusconi che, commenti personali a parte, non si puó proprio dire che in molti anni di Governo abbia portato qualche sostanziale riforma del paese. Ma di casi come lui ne esistono tanti se non fosse che la sua durata governativa é stata lunga e quindi la probabilitá di cambiamento (in teoria) doveva essere piú alta.

Gli Italiani nonostante non ci fossero risultati misurabili si fermavano alla solo propaganda dei nuovi posti di lavoro,delle meno tasse, dei ristoranti pieni, del non c’é crisi senza accorgersi che non aumentava l’occupazione, la tassazione non diminuiva, c’era un calo del mercato della ristorazione e sulla crisi penso non ci sia (adesso) altro da dire.

Personalmente mi ricordo di molte persone che nel 2008-2009 negavano il fatto che ci fosse un problema e riproponevano le stesse giustificazioni sentite alla Televisione ottimista. Erano convincenti e probabilmente per ottimismo si preferiva vedere il mondo cosí.

Perché dico tutto questo? La scorsa settimana dopo un mio post sulla classifica mondiale della corruzione ho ricevuto commenti che mi accusavano di essere negativo e disfattista, che in Italia siamo solo capaci a criticare e che invece le cose non sono cosí brutte come si dipingono. La critica era basata sul fatto che non tutto é cosí negativo ma esistono sono delle positivitá da esaltare. A tal proposito spuntava l’esempio basato sulla “matematica di mio cugino” ovvero come scrivevo prima il prendere un singolo esempio come media di analisi generale. Io non escludo le eccellenze e so che esistono perché l’Italia é piena di persone valide ma il sistema in media é in degrado. Posso dirlo?

Lo ammetto: per me un Pessimista é un Ottimista con esperienza quindi non mi posso sicuramente mettere fra le persone che vede la vita sempre in discesa ma invece di definirmi pessimista in senso stretto preferisco semplicemente descrivere (con i dati) quella cosa marrone che ho di fronte: Se so che non é cioccolato é inutile fingere. Inutile nascondere sotto la sabbia i problemi perché questo non aiuta e l’andamento dell’Italia ne é la prova.

Nonostante per molti aspetti le cose in Italia non vanno bene ma quando si critica si diventa “gufo”. Nessuno (intendo la classe politica di ogni colore) fa qualcosa per dare una sterzata. I motivi non li conosco ma quello che é sicuro é che in un periodo critico come questo invece di essere consapevoli dei propri problemi si preferisce cercare un nemico all’esterno che va dall’Euro all’Europa passando per la Merkel a Junker, la massoneria e le strisce chimiche degli aerei.

Quello che forse non é chiaro in quello che scrivo é che non ho un calo di orgoglio nell’essere Italiano. Io amo la mia Italianitá e apprezzo l’Italiano per le sue qualitá che pochi altri hanno in Europa. Sono invece fondamentalmente nauseato di quanto il nostro sistema pubblico sia cosí indietro non soltanto rispetto all’Europa ma anche rispetto a paesi ben lontani dai nostri standard.

Da Italiano emigrato non giudico gli Italiani perché sono il primo che tornerebbe domani. Sono il primo che non ama il paese in cui vive adesso (la Germania) ma che riconosce l’immenso divario della sua macchina pubblica rispetto a quella Italiana. E il grosso divario fra gli Italiani e i Tedeschi questa volta a favore nostro.

Ma tutti questi bei ragionamenti di cuore nulla spostamento i numeri Africani del nostro Sistema Pubblico. Io sono incazzato per un sistema che sta piano piano sprofondando nel nulla portandosi dietro tutti gli sforzi fatti dagli Italiani negli ultimi 60 anni.

Facciamo per esempio un elenco di quanto c’é di positivo in Italia:

  • L’Italia fino a prova contraria é la 3a/4a economia Europea
  • L’Italia é un paese fatto di piccoli imprenditori dinamici e coraggiosi
  • L’Italia é fatta di lavoratori che ogni giorno mettono nella loro attivitá piú energia di quanto farebbe per esempio un omologo tedesco.
  • L’Italia é un paese dove le persone sono abituate a ragionare e a trovare sempre una via alternativa di fronte ad un ostacolo.

In Sintesi: L’Italia é un sistema imperfetto dove peró lo sforzo dei singoli riesce a compensare molte delle lacune e questo é il piú grande pregio degli Italiani. Ovviamente é piú difficile essere bravi in un sistema imperfetto che in uno perfetto e questo non puó che essere che una qualitá degli Italiani e del loro approccio alla vita ma purtroppo non é positivo dover lottare ogni giorno contro le inefficienze del proprio Stato.

Quindi sono piú che conscio delle nostre qualitá ed é proprio questo il punto e la causa del mio “disfattismo”. Tutte queste qualitá sono ogni giorno messe alla prova da un sistema paese che sembra non in grado di aiutare i propri cittadini a stare meglio. La nostra Macchina Pubblica é il vero cancro che sta distruggendo tutto.

Quello che scrivo é quello che succede:

  • Tassazione troppo elevata sempre in continuo aumento
  • Burocrazia lenta e complessa che non aiuta privati e aziende ma diventa un freno per ogni cosa
  • Giustizia lenta e imprevedibile che non rende certa la pena. É proprio di oggi per esempio la notizia che nel caso Garlasco Alberto Stasi é stato condannato a 16 anni dopo due sentenze di innocenza. Non sono un giurista ma qualcosa forse non funziona, se questa sentenza é corretta le altre due? o viceversa. La giustizia é fondamentale diritto dei cittadini e nel nostro paese si vedono cose che da nessun’altra parte accadono. A voler garantire troppo alla fine non si garantisce nulla.
  • Assenza totale di meritocrazia a molti livelli e relativa incompetenza diffusa nell’ambito pubblico.
  • Spesa Pubblica inefficiente e in continua crescita
  • Il tutto contornato da uno Stato che nonostante la sua totale inefficienza vuole controllare ogni aspetto del mondo privato rovinandolo inesorabilmente o nel migliore dei caso diventando un costo inutile.

Il tutto é stato ben riassunto qui come prova che tutti i fattori esterni come Euro e Europa non hanno colpe sui nostri problemi interni.

Questo non é disfattismo questo é semplicemente indicare chi sono i responsabili con delle prove inconfutabili e spurie da ogni discussione da bar o da Salvini (che poi é la stessa cosa).

Perché mi incazzo?

Peché di tutta la lista di veri problemi che affligge l’Italia la nostra classe politica sembra immobile da decenni. Indipendentemente dal colore politico, in Italia sembra impossibile fare riforme che in altri paesi sono state fatte in pochi mesi. Perché? Perché da noi l’unico approccio rivoluzionario é guidato da un comico e da un banda di visionari lontani dalla realtá che non propongono soluzioni ma aumentano solo il rumore di sottofondo senza valore aggiunto? Perché da noi nessuno é capace di cambiare il finto cioccolato?

Credo che gli Italiani si meritino un sistema migliore che gli aiuti a risolvere i propri problemi non ad aggravarli. In Germania il sistema pubblico (nonostante sia criticato anche qui per inefficienza) lavora per i cittadini ed é anni luce lontano da quello Italiano. Qui non si aspettano anni per una condanna, qui non si aspettano anni per un permesso, qui per il primo problema serio si va dal giudice e la situazione si risolve in tempi stretti. Da noi ci si butta in cause inutili ma la giustizia non puó essere utilizzata per difendersi quando serve veramente. Chi si butta in una causa civile che sa che costerá molto durerá moltissimo e i possibili benefici si avrebbero troppo tardi rispetto alle reali necessitá?

Spesso come dicevo la voglia di controllo del sistema pubblico determina anche perdita di competitivitá in settori privati. Proprio ieri mi é capitato di fare un’analisi della velocitá di accesso ad Internet fra alcuni paesi Europei.

Qui sotto i due grafici che rappresentano la percentuale di utenti nelle 2 bande di accesso 2Mbps-10Mbps e 10Mbps-30Mbps. Ho tralasciato per rispetto le velocitá 30Mbps-100Mbps ma se fossi veramente disfattista le avrei messe.

EU Accesso Internet 10-30MEU Accesso Internet 2-10M

A parte la mia negativitá qualcuno mi spiega perché siamo fra i paesi in Europa dove la velocitá di accesso Broadband é piú bassa e gli investimenti nulli? Nel 2014 abbiamo ancora l’80% della popolazione con una velocitá media di accesso secondo Akamai di 5.2Mbps, mentre nemmeno il 20% va oltre i 10Mbps (lasciatemi pensare che sono i clienti di Fastweb). A casa mia in provincia di Torino non ho disponibilitá di ADSL perché sono esauriti i pochi accessi a 600Kbps di download (600 KILOBITPERSECONDO ovvero 0.6 MEGABITPERSECONDO). Nel 2014? Sono almeno 8 anni che sono esauriti e Telecom Italia non ha mai fatto un investimento. Sono disfattista?

Questo é il tipico esempio di impatto dell’inefficienza pubblica nel settore privato. Il settore pubblico deve ovviamente investire nel Broadband poiché é servizio chiave ma nel nostro paese fra investimenti inesistenti, Authority che non liberalizzano e Telecom Italia a stampo pubblico e controllo politico: Questo é il risultato finale. Se non fosse per Fastweb forse la banda media sarebbe ancora piú bassa.

Sempre un disfattista? A Voi sembra cioccolato?

Esistono delle ragioni per cui tutti gli altri paesi sono migliorati e noi no. Ma senza guardare alla solita Germania guardiamo a Polonia, Spagna, Ungaria. Come mai loro ce l’hanno fatta? Sempre l’Euro, l’Europa e la Merkel? Ho qualche dubbio.

Sulla base di tutti questi problemi (da disfattista), si muove forse qualcuno a risolverli?

A me sembra che si parli di Italicum o mattarellum come fondamentali acceleratori di crescita? O il falso problema dell’immigrazione? Sono queste le prioritá di un paese in crollo? Posso incazzarmi per Lady Like? Sono forse disfattista?

No! Mi sono stufato di vedere ancora degli spettatori presi ad ascoltare l’orchestra del Titanic. (Ops ho detto Titanic: Disfattista).

Non pretendo di avere ragione ma se le cose scritte sono lontane dalla realtá allora fatemi capire cosa serve a questo paese e quali sono i suoi veri problemi. Solo una cosa vi chiedo per favore, con tutto il rispetto per vostro cugino, lasciatelo fuori dalla discussione.

 

Forse prima dell’Euro e della Merkel abbiamo altri problemi ovvero fare azienda in Italia: Mission Impossible

Euro TedescoMi é capitato spesso nell’ultimo periodo di avere qualche discussione sul solito argomento Euro sí, Euro no. I vari post sull’argomento (quiquiqui e qui) non lasciano spazio a interpretazioni su quali siano le mie posizioni in merito. Convinzioni maturate non su base emozionale (la pancia) ma dopo letture, analisi e qualche studio di ben piú noti e titolati economisti che in materia hanno dedicato molto piú tempo rispetto a questo semplice blog. In Itaka non si trovano saggi economici o teorie autodeterminate ma semplicemente vengono diffusi punti di vista di persone ben piú esperte in materia rispetto a chi scrive in questo blog.

I rapidi scambi di pareri sulla materia Euro mi hanno fatto capire che molte persone sono invece molto piú certe delle loro convinzioni per pancia senza aver fatto un minimo ragionamento logico sulla base di dati certi.

Nel dibattito Euro-No Euro io sto dalla parte dell’Euro perché credo che l’uscita abbia conseguenze troppo grosse per  il paese che non riusucirebbe a recuperare se non in qualche decina di anni. Tanti dicono di no (fra questi anche importanti professori di Economia) e non posso per limiti personali escluderla a priori ma i dubbi rimangono quando si guardano alcuni numeri del sistema Italia.

Quello in cui sono fermamente convinto é che a parte la questione Euro-No Euro i problemi del nostro paese siano ben lontani da una semplice gabbia valutaria oppure da un controllo Tedesco della gestione Europea e la conseguente negativa Austerity.

L’Italia con o senza Euro ha dei problemi sistemici e non valutari. Una nuova Lira libera di essere svalutata a piacere non risolverebbe questi problemi. Prima tocca rimettere in sesto la macchina indipendentemente dalla valuta o dalla Frau Merkel.

I Tedeschi hanno i loro evidenti limiti nella gestione dell’Europa ma non possiamo colpevolizzarli per problemi esclusivamente nostrani.

In una classifica dei nostri problemi ci metto:

  • Giustizia lenta
  • Burocrazia Complessa
  • Spesa pubblica inefficiente
  • Tassazione asfissiante

In ognuno di questi 4 punti non riesco a trovare nessun tipo di legame né con l’Euro né con la Signora Merkel ma li vedo come i veri generatori del 90% dei nostri problemi. Forse la tassazione potrebbe essere vista come conseguenza dell’Austerity Tedesca ma é certo che l’Europa dá obiettivi economico finanziari ma non guida le scelte politiche per raggiungerli. Non obbliga cioé ad aumentare la tassazione al posto della spending review.

Se qualcuno pensa che l’economia deve essere gestita dallo Stato allora forse potrebbe dissentire dalle prioritá sulla cura per l’Italia ma considerato che l’economia é principalmente generata dalle aziende stesse lo Stato (se non efficiente) non puó che fare da freno invece che da volano. Ed ecco secondo me dove l’Italia si trova in questo momento, nonostante i vari annunci markettari nessuno ha mai cercato di risolvere I primi 3 punti ma solo di peggiorare l’ultimo.

Quello che mi sembra evidente é che prima dell’Euro é necessario risolvere altre questioni e non il contrario come molti dicono. Se le aziende sono oppresse dallo Stato e dall’inefficienza dei sui servizi non é sicuramente una nuova valuta che puó cambiare le cose. Il valore aggiunto di uno Stato alla sua economia nel caso dell’Italia puó essere definito solo “un peso”.

Mi riferisco ai dati riportati dal World Bank Group relativi al suo studio sulle capacitá di fare business nei vari paesi OECD.

In questa classifica sono analizzati i vari paesi nei diversi comparti che impattano l’attivitá imprenditoriale. Viene fatta una classifica dei vari paesi a seconda delle capacitá di fare azienda (Doing Business). Lo studio si traduce quindi in una classifica di paesi in cui é piú facile investire, quindi occupare piú persone e di conseguenza migliorare le condizioni di vita.

La base di analisi riguarda i seguenti aspetti che incidono nell’apertura di un’attivitá imprenditoriale:

  • Aprire un’attivitá (Starting Business)
  • Permessi di costruzione (Dealing with construction permission)
  • Allaccio Energia (Getting electricity)
  • Registrazione di una proprietá (Registering property)
  • Accesso al credito (Getting Credit)
  • Protezione degli investitori minoritari (Protecting minority investors)
  • Pagamento delle tasse (Paying taxes)
  • Commercio con l’estero (Trading across border)
  • Rispetto dei contratti (Enforcing contracts)
  • Risoluzione della bancarotta (Risolving Insolvency)

Per ognuno di questi punti sono stati presi in considerazione tempi, procedure e difficoltá nei diversi paesi. In questo link potete trovare i parametri e le metodologie di misura adottate per stilare la classifica finale.

Dove si trova l’Italia?

Bisogna cercare “a fondo” nella classifica generale ed esattamente dopo l’Ungheria e la Turchia e appena prima della Biolorussia e della Jamaica. (Jamaica? Sí Sí proprio la Jamaica). Al 56mo posto. Non male per la terza economia Europea e per un paese del G7 (ancora per qualche anno).

Where is Italy-- Cliccare sulla tabella per ingrandire

I commenti mi sembrano inutili ma é interessante (e tragico) riscontrare come invece questa posizione in classifica sia una media e quindi per alcuni aspetti siamo riusciti a fare anche peggio:

– Permessi di costruzione: Ci posizioniamo al 116mo posto dopo Congo, Laos, Mexico, Capo Verde Timor Leste e Ghana giusto per mettere alcuni paesi che nella nostra (povera) immaginazione dovrebbero essere molto lontani. In Italia servono ben 233 giorni per avere un permesso rispetto ai 96 della Germania, i 105 della Gran Bretagna e i 183 della Francia.

Allacciamento elettrico: Fanno meglio di noi: Kazakhstan, Sri Lanka, Nicaragua e Haiti per fare qualche nome. Nella classifica globale gli altri principali paesi europei non vanno oltre la 90ma posizione. In Italia ci vogliono 4 mesi per l’allacciamento elettrico con un costo 5 volte piú alto di Germania e Francia. Solo la Gran Bretagna ci impiega lo stesso tempo ma con costi piú bassi del 60%. La Spagna é anch’essa un paese caro ma i tempi di allacciamento sono la metá.

Pagare le tasse in Italia: Sappiamo bene che questo é l’unico metodo conosciuto da tutti i Governi per rimettere in sesto le casse statali sotto stress da crescente spesa pubblica. Il metodo non é mai cambiato negli anni e non sembra cambiare oggi. Il risultato é che siamo al 65% di pressione fiscale totale sotto solo alla Francia con 66%. Nella classifica mondiale l’Italia é 141ma preceduta da Sierra Leone, Albania, Yemen, Sudan e Burundi. La Francia uno dei peggiori é in 95ma posizione la Germania al 68mo e la Gran Bretagna al 16mo posto. Se consideriamo il livello dei servizi pubblici Italiani direi che questa tassazione non ha proprio nessun tipo di giustificazione se non la completa incapacitá della gestione pubblica.

Rispetto dei contratti (Giustizia): Questa é la vera tragedia Italiana. Siamo al 147mo posto dopo Kenya, Nigeria, Iraq, Senegal, Guatemala e Madagascar giusto per fare alcuni nomi di paesi nell’intorno del nostro punteggio (ma non confinanti). Qui la cosa si fa serie poiché la garanzia di giustizia é bene primario per ognuno non solo per l’aspetto puramente di Business. La giustizia in Italia é lunga, contorta ma sopratutto non certa e questo é uno dei motivi principali dei bassi investimenti esteri in Italia. In Italia una causa ha un tempo medio (MEDIO) secondo la ricerca di ben 1185 giorni ovvero 3 anni e 3 mesi mentre Germania, Francia e Gra Bretagna viaggiano attorno all’anno mentre Spagna e Portogallo attorno all’anno e 4 mesi. Solo la Grecia fa peggio di noi ma non é un motivo di orgoglio.

I positivi diranno…

…che rispetto agli ultimi anni la posizione dell’Italia é migliorata di 15 posizioni.

Tutto vero ma siccome ogni tanto anche altri paesi fanno male il nostro miglioramento é solo dovuto al peggioramento di altri.

I realisti diranno…

VariazioniItalia

..che guardando la tabella nonostante la nostra posizione in classifica sia aumentata di 15 posizioni, ogni singola voce non ha avuto nessun miglioramento ma solamento valori negativi cioé abbiamo fatto peggio di prima.

Quindi si va male e si va peggio, non si vede nessun tipo di impegno da parte della classe politica di provare a migliorare la situazione pubblica (Tassazione, Giustizia, Burocrazia) ma siamo in costante peggioramento in un momento in cui servirebbe una svolta decisa.

Ma non ci dimentichiamo del punto di partenza: L’Euro e la Germania cattiva. Possibile che impattino cosí tanto su tutti questi fattori? Sono stranamente convinto di no e credo invece sia tutta farina del nostro sacco.

Quindi se giunti alla fine del post vi siete dimenticati che si stava discutendo di Euro e Liretta forse é un buon segno per capire che i primi problemi sono a casa nostra e non fuori confine.

Letture per il weekend – 29 Novembre 2014

Le cabine telefoniche del futuro? [Link all’articolo]

Il futuro dei voli low cost. [Link all’articolo]

I numeri della disoccupazione Italiana nelle solite note di Phastidio. [Link all’articolo]

Alcuni charimenti aggiuntivi di Boldrin dopo il meeting del Professor Bagnai sul tema “Uscire dall’Euro”. Ne avevo giá scritto qui. [Link all’articolo]

Il sassolino economico di Boldrin alle critiche e teorie come sempre fantasiose di un certo Claudio Borghi. [Link all’articolo]

 

Euro – no Euro: Un interessantissimo dibattito sul tema

Per chi é interessato all’argomento uscita dall’Euro e possibili conseguenze vi propongo questo interessante dibattito fra Alberto Bagnai e Michele Boldrin. (lo trovate a fondo pagina)

Entrambi economisti e Accademici, il primo organizzatore dell’evento (L’Italia puó farcela? )  e il secondo venuto recentemente alla ribalta poiché ideatore e poi leader del movimento “Fare” (per fermare il Declino), avventura politica (purtroppo) miseramente fallita.

Il video si riferisce all’evento organizzato dall’associazione “Asimmetrie”  fortemente indirizzata a dare una base teorica per l’uscita dall’Euro. L’associazione creata dallo stesso professor Bagnai che con un suo lavoro accademico cerca di spiegare tutti i vantaggi ma sopratutto cerca di demolire la negativitá di chi vede nell’uscita dell’Euro un vero e proprio salto nel piú profondo buio economico.

Il materiale e i pensieri del professore Bagnai sono tutti disponibili nel suo blog  e recentemente le sue apparizioni televisive si sono fatte sempre piú frequenti.

Michele Boldrin insieme ad altri economisti emigranti (Lui insegna negli Stati Uniti) gestiscono anch’essi un altro blog chiamato noisefromamerika e da cui Itakablog si ispira liberamente.

Proprio per questo i miei commenti al video sono piuttosto di parte essendo io stesso un profondo stimatore del rude Michele Boldrin, un assiduo lettore di Noisefromamerika e un suo (ex) elettore di Fare.

Insomma se avete un pó di tempo da spendere vi consiglio caldamente la visione. Le parole di Boldrin (forse ancora scottato per il suo tentativo di portare qualcosa di nuovo in Italia) sono crude ma indiscutibili.

Bagnai invece cerca con un certo insuccesso di controbattere alle accuse di Boldrin sul Sistema Italia, il professore di Washington non ha peli sulla lingua e spara a zero su un sistema malato che non ha bisogno di essere difeso per le proprie colpe interne.

Il dibattito fondamentalmente é riassunto da queste due posizioni:

  • Boldrin che esclude qualunque colpa del sistema Europa e dell’Euro ai mali dell’Italia. Il declino Italiano ha radici ben piú lontane dell’Euro ed é costante da 20 anni. Tutte le scelte di politica interna non sono in alcun modo dettate da pressioni esterne Europee ma solo da una completa incapacitá della classe politica Italiana.
  • Bagnai d’altra parte cerca di difendere la sua posizione mettendo comunque l’Euro come un responsabile del declino e sopratutto la pessima guida Europea di stampo tedesco, paese che secondo Bagnai é uno dei maggiori responsabili del degrado Europeo. Bagnai nonostante i suoi tentativi non riesce comunque ad obiettare nulla sulle responsabilitá della classe politica nostrana e quindi su questi punti concorda a pieno con Boldrin.

Quello che mi é parso abbastanza chiaro é il differente spessore fra i due accademici. Boldrin viene comunque da un esperienza piú vasta che gli permette di portare sul tavolo molti piú dati e confronti mentre Bagnai cerca di difendersi dietro il suo modello economico per l’uscita dell’Euro che sembra peró non convincere Boldrin. “Bagnai, ti faccio un modello che fa volare gli elefanti se vuoi”.

Boldrin a mio modo di vedere (ovviamente sono di parte) smentisce molti dei punti elencati e all’inizio del dibattito riesce anche a far fare una pessima figura al molto titolato (televisivamente parlando ma non accademicamente) Claudio Borghi. Responsabile economico della Lega Nord e personaggio di cui nutro una scarsa fiducia per le sue argomentazioni… ma come ho detto sono di parte. In ogni caso qui un commento piú esteso ed elaborato di Boldrin verso le teorie di Borghi.

Il dibattito é interessante e lo consiglio a chi vuole sentire qualche discorso ragionato, non di stomaco e senza nessun legame con la politica. Le tasse Italiane non sono una scelta dell’Europa né tantomeno dell’Euro. La Burocrazia complessa o la Giustizia lenta e inefficiente non sono certo invenzioni della Merkel e dell’Europa.

Un ultima nota:

A questo evento hanno partecipato lato politica: Giorgia Meloni, Gianni Alemanno, Fausto Bertinotti, Matteo Salvini. Non ho visto i loro interventi ma secondo me rientrano in quella categoria di politici di scarso spessore che hanno bisogno di cause esterne per giustificare l’ingiustificabile. Questo mi fa pensare che le teorie (e i modelli economici) del Professor Bagnai servono sopratutto per costruire una base teorica con scopi politici e propagandistici. L’argomento attualmente é molto di moda ma sopratutto fa breccia nella gente che crede facilmente al nemico esterno senza accorgersi di tutte quelle colpe interne di decenni di malapolitica.

Buona visione

Letture per il weekend – 22 Novembre 2014

Impietoso paragone rispetto ai primi della classe in Europa in termini di raccolta differenziata. Ció che non va nelle discariche. Impressionante livello di Germania, Austria, Olanda, belgio e Svezia. Sí certo l’Italia é nella media Europea ma non é un dato su cui festeggiare. Le differenze nazionali come sempre evidenziano la solita Italia a 2 marce ma questa volta i piú virtuosi del Nord Ovest sono comunque ben lontani dai primi della classe Europei. [link all’articolo]

Qualche commento sulle teorie di uscita dall’Euro di Bagnai. [link all’articolo]

Attenzione Attenzione… che Itaka c’abbia azzeccato in pieno? [link all’articolo]

Interessantissimo link sui motivi che potrebbero indurre Google a chiudere Gmail. [link all’articolo]

Quando il popolo si ribella a chi pensa di essere il loro unico rappresentante in parlamento. Il M5S respinto dai (veri) cittadini. Il Movimento farebbe bene a rendersi conto che farsi chiamare “cittadino” non cambia il fatto di essere una carica politica e come tale non sempre ben vista da chi protesta. [link all’articolo]

Facebook work? Come linkedin? Vedremo. Per il momento l’unica brutta notizia é  invece che proprio Linkedin é diventato come Facebook e questo non é positivo per la professionalitá nel network. [link all’articolo]

Letture per il weekend – 25 Ottobre 2014

L’ultima grossa falla di sicurezza di Internet. [link all’articolo]

Una bella mappa multimediale sul contributo di ogni paese all’inquinamento negli anni. [link all’articolo]

Avanguardia sul credito. [link all’articolo]

Alcuni dati in sostegno della tesi “Non é colpa dell’Euro. [link all’articolo]

Il capo dell’Europol reclama controlli piú profondi On-Line per garantire la sicurezza. Plausibile: Come fa la Polizia a garantire sicurezza senza controlli dettagliati? La libertá in rete funziona se siamo tutti onesti ma non sembra proprio essere cosí se si considera le dimensioni del mercato della sicurezza di rete. [link all’articolo]

Una visita all’edificio residenziale piú alto al mondo (almeno il mondo occidentale). Si trova a New York con attici a 400mt di altezza. Bella vista direi. [link all’articolo]

Scozia – UK: Come logicamente doveva andare

Scotland-UKE alla fine la Scozia é rimasta nel Regno Unito. Vi aspettavate qualcosa di diverso? Un altro complotto organizzato dalle forze intestellari che vogliono ribaltare il mondo e le sue regole?

Lo dico perché nei giorni scorsi i pro-sí erano fondamentalmente gli anti-europa mentre i pro-no si identificano bene nei cosiddetti Europeisti.

La cosa é abbastanza buffa e strana. L’anti-Europeista vedeva nell’indipendenza della Scozia la ribellione di un popolo ad un’unione che non era nella sua natura ma qualcosa scelto dall’alto. Associava il Regno Unito all’Europa e faceva dello sforzo scozzese la bandiera per ogni popolo Europeo di autonomia verso la tecnocrazia che ci governa da Bruxelles. (mah)

L’Europeista invece volendo mantenere viva l’unione comunitaria vedeva nel NO della Scozia lo stesso sforzo di tenere unita l’Europa. Punti di vista ovviamente ma la realtá é forse un pó diversa.

La cosa che ha fatto forse cambiare idea agli Scozzesi é il fatto che mai si era discusso o pianificato il futuro monetario in caso di uscita dal Regno Unito. Tutti convinti che la Scozia avrebbe mantenuto la Sterlina fino a che (giustamente) Cameron ha detto chiaramente che se la Scozia fosse uscita sarebbe uscita totalmente, sterlina inclusa. Cari Scozzesi vi volete tenere tutto il petrolio a questo punto vi scordate la Sterlina.

Nessuno aveva mai pensato al piano di uscita monetaria e dopo l’esempio Europeo forse gli Scozzesi hanno capito che poteva essere un grosso problema.

Se la Scozia fosse uscita avrebbe perso la sterlina e tutte le sicurezze di valuta che questo comportava. Avrebbe potuto iniziare a stampare una propria moneta con le pericolose conseguenze di non essere adeguatamente valutata oppure avrebbe potuto entrare nell’Euro. Escludo la seconda opzione visto la recente storia dell’unione e i vari problemi della valuta comune.

L’Europa ha fatto capire quanto un’unione solo monetaria di paesi con regole diverse (specialmente quelle fiscali) provoca gli sbilanciamenti che tutti conosciamo.

Se la Scozia si fosse separata mantenendo la Sterlina avrebbe creato la stessa anomalia Europea ed é questo il motivo per cui l’Inghilterra si é fermamente opposta alla separazione governativa (e relative regole) senza una reale separazione monetaria. Si sarebbe creata una piccola Europa con i suoi scompensi.

A mio modo di vedere quindi il NO cioé il Regno Unito é il corrispondente di autonomia e sicurezza monetaria (certa e nota da anni) mentre separarsi voleva dire diventare simil-Europei. Mi fa sorridere quindi sentire i leghisti supportare cosí fortemente la separazione perché il SÍ altro non rappresenta che il trasformarsi in una Europa 2. Capisco che “Autonomia” é l’unico termine preso in considerazione ma ogni tanto qualche riflessione economica in piú non farebbe male. Poi peró uno pensa a Salvini e comprende le ragioni di questo filo logico mancante.

Letture per il weekend – 13 Settembre 2014

weekend-readingL’evento della settimana: la presentazione di iPhone6 e Apple watch. Nessuna particolare novitá ad esclusione di ApplePay che potrebbe fare una nuova rivoluzione. Qui anche i commenti di itakablog. [link all’articolo]

E nel giro di pochi anni EE é riuscito a coprire il 75% della popolazione Britannica con il suo servizio LTE. [Link all’articolo]

…e sempre restando nel mondo LTE… in Spagna Vodafone passa giá alla nuova generazione di servizi LTE (LTE-Advanced). [Link all’articolo]

Livorno a 5 Stelle. Intervista al sindaco. Personalmente auguro tutto il meglio per poter portare a termine il suo programma cosí sfidante. Solo alcune frasi dall’intervista: ” Questa dei meet up è una fandonia dei giornali. Io ho fornito gli identikit dei candidati e sono io che scelgo, alla fine.” (Giustissimo peró la rete?)…. “Quanto alla rete: non perdo tempo dietro ai blog, non li guardo nemmeno…” e meno male dico io. [Link all’articolo]

Cosa ha fatto Draghi questa settimana? Interessi allo 0,05%… chissá? Finora non ha mai funzionato perché dovrebbe adesso? In ogni caso, aveva alternative? Purtroppo no. [Link all’articolo]

Il nuovo quartier generale dell’Apple in costruzione. [Link all’articolo]

Sintesi del poco (o quasi nulla)  fatto in questi 6 mesi di Governo Renzi. [Link all’articolo]

La Germania da locomotiva a rimorchio? Ma siamo proprio sicuri?

In questi giorni mi sono imbattuto in qualche lettura anti-Euro. Il punto di partenza é il bel Blog del Professor Alberto Bagnai che nel suo sito  Goofynomics descrive in maniera dettagliata e analitica la situazione Macroeconomica Europea. Lui é uno dei piú agguerriti Economisti Anti-Euro, ha scritto anche un libro sulla fine dell’Euro  e personalmente credo che sia uno dei pochi che invece dei soliti concetti astratti preferisce giustamente portare i numeri per argomentare le sue analisi. Nonostante io sia piú dalla parte degli economisti pro Euro credo sia sempre importante leggere fonti con pensieri diversi sopratutto quando le fonti sono affidabili.

Ovviamente io non sono nessuno per argomentare o mettere in discussione analisi del professore Bagnai ma spesso mi sembra che nonostante i dati utilizzati siano indiscutibili,ci sia una certa dose di dietrologia nei suoi ragionamenti e un certo astio verso la Germania (mi pare). Lo scrivo perché anche io condivido questo astio vivendoci ormai da 5 anni. Il loro atteggiamento ostile e diffidente verso chiunque, nascosto dietro una velata educazione di comportamenti mi irrita paricolarmente. Per dirla in breve non mi piace né la Germania né i tedeschi ma come spesso mi piace dire “li rispetto”. Vivere qui o in Italia é diverso (banalitá) ma proprio questa diversitá fatta spesso di piccole cose ti fa capire che anche se non simpatici spesso i tedeschi si dimostrano migliori in molti aspetti.

Il problema di fondo é che se ti trovi in mezzo fra un tedesco e il suo obiettivo, togliti in fretta perché non c’é speranza che il tedesco si fermi. Ti urterá e calpesterá quanto necessario per raggiungere il proprio obiettivo,costi quello che costi. Nessuna compassione. La Storia insegna.

Nelle analisi economiche del professor Bagnai mi sembra di cogliere questo tipo di critica verso i tedeschi. Critica su un approccio che posso tranquillamente confermare nella vita di ogni giorno.

Il fatto é che nonostante questo atteggiamento , ai tedeschi non possiamo dare troppe colpe. Sono fatti cosí, sono determinati e la determinazione non é una colpa. Spesso capita che ognuno ha il suo modo di procedere ma alla fine sono i risultati che contano e su questo i tedeschi sono nettamente piú bravi di noi Italiani indipendemente dal loro approccio meno generoso.

Vado al dunque, mi é capitato fra le mani un commento di un follower di Bagnai che in un commento ad un articolo indicava questo suo link come un sunto delle idee del professore ed una cronostoria dell’Europa. Considerando il commento positivo di Bagnai che riconosceva il valore del post sono andato a leggermelo per poter raccogliere i punti salienti.

Il titolo giá mi prepara ad una buona e interessante lettura:

“LA GERMANIA NON E’ MAI STATA LA LOCOMOTIVA DELL’EUROPA, MA IL RIMORCHIO”

Ripeto non sono un economista e sacrivere su Itaka é solo un hobby ma ammetto che il titolo in qualche modo giá mi stimolava qualche reazione. Tutto, dico tutto mi potete dire per criticare i Tedeschi: Dai calzini bianchi con i sandali, ai discutibili gusti nel vestiario o alla non cosí elevata simpatia… accetto tutto ma che si parta criticando la loro potenza economica e definirli quasi come fossero dei parassiti, beh signori miei il titolo aveva tutte le premesse per catturare il mio interesse.

L’articolo lo potete trovate qui ma per evitarvi la lettura completa di seguito ne faccio un sunto dei concetti fondamentali:

  • La Germania per tanto che si dica non é mai stata la locomotiva dell’Europa ma il rimorchio. La Germania é cresciuta sulle spalle degli altri paesi.
  • La Germania ha usato l’EURO per poter avere una moneta piú debole del Marco.
  • La Germania ha usato l’EURO per evitare che i paesi canaglia come Italia e Spagna potessero svalutare. Gli altri paesi Europei per “beghe interne” sono stati costretti ad accettare.
  • La Germania accelera il processo di unificazione per poter trarne vantaggio nello smaltire i costi dell’unificazione Tedesca.
  • I Paesi piú stabili economicamente non sono entrati nell’Euro (UK, Svezia, Norvegia) segno della negativitá della moneta unica e segno che prima o poi la Germania avrebbe prevalso.
  • I Tedeschi hanno fatto una svalutazione interna giocando sporco e liberalizzando sfrenatamente il mercato

Risultati dei precedenti punti e critiche al sistema “Rimorchio Tedesco”

  • I prodotti Tedeschi diventano piú competitivi e la Germania aumenta il suo export
  • I prodotti dei paesi del Sud diventano piú cari e quindi diminuiscono l’Export
  • La Germania si arricchisce mentre i paesi limitrofi si indeboliscono
  • Le Banche Tedesche piene di soldi investono nei paesi limitrofi aumentando l’indebitamento privato

C’é anche Piccola parentesi complottista con la Germania che “obbliga” la Grecia a comprare le armi tedesche. Storia giá sentita, di poco valore economico ma ovviamente di sicuro effetto scenico. Nota: Sí é vero la Grecia é il paese Europeo che Storicamente ha sempre speso di piú in percentuale del PIL nell’esercito. Il motivo? Un mio collega Greco mi dice che la cultura militare é molto forte in Grecia. Nonostante l’esercito non sia utilizzato spesso la Grecia si deve sentire sempre pronta per la minaccia Turca. Chissá? Complotto o mentalitá bellica?

Ma torniamo a noi:

  • Le squilibrio fra Germania/Francia e resto dell’Europa aumenta
  • Non é vero che la Germania é creciuta grazie ai paesi emergenti e specialmente la Cina. Il suo surplus é cresciuto maggiormente in Europa perché dai paesi emergenti é cresciuto parallelamente l’Import (azzerando il contributo sul PIL). In pratica la Germania esportava in Europa ma non importa piú dall’Europa ma dai paesi emergenti. La Germania ci vende i suoi prodotti ma compra piú i nostri (perché non piú convenienti come prezzo).

 

QUINDI DA LOCOMOTIVA A RIMORCHIO.

LA Germania non é la Cina Europea perché la Germania soffoca i paesi limitrofi invece la Cina li aiuta a crescere.

La Germania sapeva dei conti sporchi pubblici della Grecia ma ha lasciato correre perché interessava il suo indebitamento.

I tedeschi non seguono le regole ma solo I loro interessi.

 

..e con questa sintesi spero di aver colto il messaggio  ma invito comunque i piú curiosi a leggere l’articolo per intero poiché molto interessante e scritto bene.

I miei commenti

Non ho nessuna intenzione di dubitare dei numeri o di volerli rigirare a mio favore poiché le persone che li hanno raccolti e descritti sono sicuramente piú esperti di me in materia. Mi permetto peró di esprimere alcuni dubbi da semplice lettore e curioso. Esistono infatti dei “piccoli” fattori che non sono stati considerati e mi piacerebbe capire come mai.

In generale la mia piú grossa critica é sulla completa assenza di una benché minima analisi/critica su quello che invece non é mai stato fatto nel nostro paese. In generale sembra che la Germania abbia in qualche modo previsto tutto mentre tutti gli altri paesi abbiano avuto un ruolo passivo senza nemmeno la possibilitá di reagire.

Cosí a caldo mi viene quasi da pensare (conoscendo i tedeschi) che qualcuno ha pianificato bene mentre altri sono sopravvissuti con piani di sviluppo economico al massimo di qualche mese. Ma veniamo ai miei dubbi sul ragionamento:

  • La Germania rimorchio (mia esperienza personale): La Germania é un paese in cui si é sempre investito sull’industria di eccellenza. L’approccio al lavoro dei tedeschi é molto organizzato e pianificato rispetto all’Italia. Noi siamo allergici alle pianificazioni e preferiamo risolvere i problemi anziché evitarli a monte. É vero, siamo fantasiosi nel risolverli ma perché perdere tutte quelle energie sempre al last minute. In Generale l’organizzazione del lavoro tedesca anche se meno fantasiosa é piú efficiente. Il lavoratore tedesco “rende” di piú e alle 18:00 lascia l’ufficio mentre l’Italiano alle 20:00 é ancora lí a risolvere i suoi fatasiosi problemi. Questo non é un dato economico ma un complimento verso i Tedeschi che tutto sembrano che parassiti o rimorchi economici.
  • La Germania ha usato l’EURO per svalutare il Marco: Ebbene sí credo proprio che alla fine sia stato un gran bell’obiettivo raggiunto. C’é chi lo vede come una colpa Io invece credo semplicemente che i Tedeschi si siano comportati da tedeschi e non hanno lasciato nessuna variabile libera. Hanno esattamente calcolato le conseguenze che l’Euro avrebbe portato. Siccome sono come tutti gli altri hanno pensato al proprio vantaggio personale. Noi in Italia? Abbiamo invece pensato a cosa? Al vantaggio del Lussemburgo? O forse (mi viene il dubbio)  semplicemente non abbiamo pensato a nulla. Non abbiamo previsto nulla e non abbiamo calcolato i possibili fattori negativi. Puó essere? Un tedesco ci direbbe “non é mica colpa mia se non avete calcolato le conseguenze”, sbaglia forse?
  • La Germania ha “obbligato” i peasi limitrofi ad aderire all’EURO: Obbligare é una parola forte. Non ricordo e ammetto di non sapere quali sia la pistola utilizzata dalla Germania per obbligarci ad aderire, personalmente credo che grossa parte delle colpe (se ci sono) sono da ricercare al nostro interno. Se una classe politica non é capace di capire le pericolositá di un sistema non credo che questa possa essere una colpa scaricabile all’esterno.
  • La Germania ha bloccato la svalutazione dei paesi limitrofi: Eccola qui, siamo tornati alla cara “Svalutazione competitiva”. La famosa arma segreta della competitivitá economica Italiana. Puó essere vero che ai Tedeschi non piacesse il nostro gioco della svalutazione, anzi ne sono convinto. Per loro semplicemente rappresenta uno stratagemma; quando non si possono migliorare i costi di produzione, costi del lavoro etc. si svaluta. Non so chi ha ragione,  noi ovviamente eravamo liberi di fare quello che volevamo. Il mio grande stupore peró stá in questa sfrenata malinconia verso l’inflazione come cura di ogni male. L’inflazione é un metodo per generare flussi in un sistema fermo. Ma per quello che capisco leggendo di qua e di lá il sistema utilizzato in Italia era semplicemente utile a coprire le inefficienze del sistema Italiano e a diminuire gli impatti della spesa pubblica. Purtroppo alla fine della fiera l’inflazione é un male necessario ma quando applicata é in pratica una tassa indiretta su tutti i cittadini. Se prima avevo 100, adesso  mi ritrovo 90 senza che nessuno mi abbia sottratto nulla. Magia. Questo ha fatto il sistema Italia e non sicuramente pensando all’economia ma alla sopravvivenza del suo ventre molle e inefficiente Pubblico ovvero il vero male Italiano. Eh sí perché se invece la classe politica fosse stata veramente interessata all’economia perché mai nulla é stato riformato? L’inflazione é l’unico metodo per risollevare l’economia? Rendere un sistema piú efficiente no? Perché guardare all’inflazione come unico strumento di ripresa invece di chiedere ai nostri politici di riformare un sistema che é chiaramente malato?
  • La svalutazione interna “Sporca” dei Tedeschi. Quindi i tedeschi una volta entrati hanno capito da subito che l’Euro non poteva svalutarsi e quindi serviva altro. Se non si puó creare inflazione (svalutare) bisogna agire sui propri costi interni per essere piú competitivi sul mercato. L’Articolo accusa la Germania di:
  • Aver ridotto le tasse sul lavoro per agevolare le aziende tedesche
  • Aver liberalizzato I contratti di lavoro per la riduzione dei salari

Io mi chiedo: ma é forse questa una colpa? Non é forse questo quello che si chiede adesso al sistema Italia? A me sembra che di questi temi abbiamo iniziato a parlarne in Italia dall’inizio della crisi. Ci siamo accorti solo nel 2010 che bisognava riformare il sistema. I tedeschi questo processo di riforma l’hanno inziato nel 1997. 1997. 13 anni prima che noi iniziassimo a pensarci.   Ma di chi é la colpa dei tedeschi? Ma perché dobbiamo per forza fare i sindacalisti dei lavoratori tedeschi dicendo che le tutele sindacali in Germania si sono “barbaramente” ridotte. É vero ma é proprio questa é stata la forza della Germania. Ha capito dove doveva agire se voleva sopravvivere in un mondo in cui i nuovi paesi emergenti stavano pesantemente entrando. O cosí o fuori. Se l’Italia ha invece scelto di stare fuori per poi svegliarsi troppo tardi mi diventa difficile accusare i Tedeschi. In ogni caso al posto di preferire sempre la via sindacalista per un nuovo futuro inviterei le persone a fare un salto qui. Vi posso assicurare che vedo piú lavoratori felici in Germania rispetto all’Italia. Che forse le scelte Tedesche non fossero cosí sbagliate?

  • Gli altri paesi forti non sono entrati nell’Euro: Che dire, molto probabilmente anche loro hanno fatto 2 calcoli come i tedeschi. Un’altra colpa?
  • Import ed Export: Tutti i numeri presentati sono piú che condivisibili. La Germania ha guadagnato dove altri paesi perdevano. Ebbene sí, un’altra colpa o forse un merito (come forse  direbbe un tedesco). “E’ un mondo difficile” direbbe Carotone. É vero dico io, vince il migliore. Noi invece pensiamo sempre vinca il piú “sporco”, proprio noi che spesso facciamo dei trucchetti un’arte per arrangiarsi in mezzo alla confusione. Ebbene sí la Germania ha inziato a vendere di piú per tutte le “colpe” elencate prima. Missione compiuta direbbe un tedesco. Quello che numericamente mi piacerebbe verificare (al momento non ho i numeri per farlo) é capire se veramente il nostro export mancante é dovuto alla Germania che si é messa a produrre i nostri beni oppure qualcun’altro che magari arriva dal lontano oriente ha preso il nostro posto?  Ma non é che forse é porprio la Cina che si é rubata il nostro Export e la Germania ha semplicemente iniziato a richiedere alla Cina i prodotti che prima producevamo noi? La Germania si é sempre appoggiata all’Italia per i semilavorati e l’Italia (grazie alla sua fantastica Lira) era la Cina Europea. A me viene il dubbio che forse la Germania ha semplicemente cambiato fornitore preferendo la vera Cina e non la brutta copia di “Spaghetti cantonesi”. La brutta copia senza svalutazione non era piú capace di produrre a prezzi ragionevoli. Ma veramente crediamo che la Germania abbia iniziato a rubarci mercato? Non é che forse con il nostro mercato di prodotti non di alta qualitá eravamo geneticamente nel mirino delle produzioni cinesi. Mi riservo di verificare questi numeri in futuro ma sono fortemente convinto che l’Italia non é stata capace di difendersi e utilizzare l’avanzata asiatica a suo beneficio come invece ha fatto la Germania che usa “pianificare”.
  •  La Cina ti aiuta la Germania ti affonda: Lavoro per i Cinesi e a tutto puntano tranne che aiutarci. Il loro obiettivo é semplice: Occupare piú spazio possibile in qualunque mercato e a qualunque costo. Loro hanno affondato il nostro mercato perché ci hanno sostituiti senza giocare sporco ma offrendosi come alternativa. La Germania questa cosa l’ha fiutata giá da molti anni e ha cercato da un lato di rimanere competitiva e dall’altro di sfruttare il volano Cinese (unico paese in crescita). Cattivi questi tedeschi? No semplicemente astuti, intelligenti e che guardano oltre il proprio naso. L’Italia purtroppo ha queste capacitá ma solo nell’ambito privato mentre sono praticamente assenti in quello pubblico dove si preferisce discutere di sistemi elettorali. Certo, i Tedeschi non sono al mondo per aiutare l’Europa e la Cina tantomeno. I Tedeschi vanno per la loro strada e si aspettano che anche gli altri lo facciano. Noi aspettiamo e poi cerchiamo colpevoli all’esterno che giustifichino i nostri ritardi.   

Concludendo

Certo la Germania ha avuto dei vantaggi nell’Euro ma é forse questa una colpa? “il piano distruttivo della Germania” a mio modo di vedere é semplicemente una visione a lungo termini che pochi hanno avuto. Il successo della Germania sta tutto lí, nella capacitá di guardare al futuro. La Germania é stata distrutta ed é rinata, ha unificato un ventre molle come la sua DDR. Perché tutto questo deve necessariamente essere visto come una colpa invece che un merito?

Abbiamo avuto anche noi i nostri vantaggi dall’Euro ma li abbiamo usati solo per creare spesa pubblica inutile senza investire. Non mi risultano grosse nuove infrastrutture durante gli anni dell’Euro. La Spagna sí é indebitata é vero ma almeno il paese é in grado di offrire infrastrutture di livello. Magari hanno speso troppo ma  si vede dove sono andati a finire i finanziamenti. Basta spendere qualche giorno a Madrid per accorgersi della differenza rispetto alla nostra capitale con le sue due fantastiche linee di Metró.

La Germania non é né la causa né la cura

Dopo le spiacevoli conseguenze della cura troika per l’Austerity é difficile dire che la Germania abbia fatto un bel lavoro per cercare di recuperare la situazione. Se proprio vogliamo trovare delle colpe vanno ricercate proprio qui, nel testardo meccanismo innescato dai controllori a guida Tedesca che altro non hanno fatto che peggiorare la situazione. In questo caso é vero che il tipico carattere Tedesco ha prevalso. Non ne hanno voluto sapere di lasciare qualche spazio ma hanno perseguito la loro strada da buoni tedeschi egoisti che non pensavano alle condizioni altrui. Loro volevano far tornare a correre i paesi periferici ma con uno strano allenamento per cui faccio fare esercizi al corridore senza peró dargli nulla da mangiare. Difficile immaginare un minimo successo. Dall’altro lato é una Germania che vede dall’inizio della crisi paesi come l’Italia che non hanno fatto il minimo sforzo per cambiare marcia. Diventa difficile dare fiducia a qualcuno che ha continuato a promettere senza poi mantenere. La Grecia stesso discorso, difficile dare fiducia a qualcuno che ha anche truccato i conti per sembrare piú bello. Forse erano tutti al corrente (come dice il post) ma erano periodi diversi con molti meno problemi.

Io personalmente non amo né la Germania né i Tedeschi ma sarei poco corretto a non riconoscere i loro meriti. Criticare il mio paese non vuol dire essere esterofili ma semplicemente essere costantemente innervositi da un sistema inefficiente che crea problemi invece di risolverli. L’Italia ha grosse potenzialitá non sfruttate ma non per questo devo necessariamente incolpare i Tedeschi. Ognuno segue la sua strada solo che qualcuno é in grado di asfaltarla e qualcuno invece preferisce coprire le buche alla meglio.