La via verso l’Ultra Broadband Italiano a pessima guida pubblica.

Italian slow broadband  Partiamo da questi semplici numeri.

Banda media e di picco dell’accesso ad Internet con incrementi annuali

AvgPeakBWQ42014

Percentuali di utenti con accessi ad Internet sopra i 10Mbps.

BW10-4MbpsQ42014

Percentule di utenti con accesso oltre i 15 Mbps

15MbpsQ42014

I dati sono contenuti nel report “State of the Internet” (4o quadrimestre 2014) di Akamai.

Aggiungo anche il mio centesimo ai numeri. Il mio paese a 30km da Torino (non in cima all’ Everest quindi) ha esaurito gli accessi ADSL disponibili e quindi mi devo accontentare di un dongle 3G con relativa connettivitá “fluttuante” considerata la distanza dalla cella. Chi é riuscito ad avere il servizio si connette comunque a 640Kbps. Siamo nel 2015 ma i miei concittadini non se ne sono ancora accorti.

Cosa possiamo dedurre da questi numeri Italiani sul Broadband?

Semplicemente che la situazione Italiana per la “connettivitá Broadband” é disastrosa su tutti i fronti. Siamo all’ultimo posto in Europa e mal posizionati nel mondo.

Qui sotto la copertura NGN (Next generation Network) in Europa.

NGN EU

Le cause sono molte ma fra tutte la solita mancanza di competizione di mercato e inesistenti piani pubblici sono fra le prime che hanno portato a questa vergognosa situazione.

Il Governo Renzi ha messo il Broadband o meglio l’Ultra Broadband nelle sue proritá di programma e recentemente ha definito il suo piano.

Praticamente in 5 anni l’Italia secondo il Governo Renzi dovrebbe passare dal nulla ai vertici Europei. Si passerebbe dalle ridicole velocitá di accesso addirittura all’Ultra Broadband. In pratica oggi gli utenti Italiani navigano con una FIAT 500 mentre nel 2020 quasi tutti avranno una Ferrari: Un programma alquanto sfidante per essere educati.

La ragione di questa accelerazione é semplicemente dovuta all’agenda elettronica Europea che prevede per il 2020 il 50% della popolazione raggiunta da una velocitá di 100Mbps. Tutto qui, obiettivi definiti da qualcun altro da raggiungere senza riflessioni. L’importanza economica del Broadband é indubbia ma il voler a tutti i costi mantenere programmi altrui senza considerare le attuali condizioni puzza piú di  politica che di strategia industriale. Come scritto in questo condivisibile articolo di Leoni Blog, “Perché dobbiamo a tutti i costi dare 100Mbps al 50% della popolazione invece di dare 80Mbps al 75%?”.

Semplicemente perché il legislatore assente per un ventennio sull’argomento adesso vuole imporre senza se e senza ma il programma Europeo agli operatori fissi. Certo la situazione odierna é anche responsabilitá degli operatori stessi ma sicuramente il legislatore non ha mai cercato di migliorare la situazione.

Quello che fa riflettere sono le parole di Raffaele Tiscar, vice segretario generale di Palazzo Chigi e influente consigliere di Renzi nell’ambito del Broadband. La sua posizione si puó riassumere nei seguenti punti:

  • Il Governo vuole definire il piano industriale degli operatori. Tiscar dichiara  “è il piano industriale del governo che orienta quelli degli operatori, e non viceversa”. [non commento questa affermazione sconvolgente in un (quasi) libero mercato].
  • Gli operatori di telecomunicazioni devono essere degli attori che applicano le regole imposte dal regolatore senza tenere in considerazione le proprie possibilitá di investimento.
  • Non esiste nessuna relazione fra consumi, bisogni, benefici e costi.
  • Non esiste nessuna analisi sul prezzo di un possibile servizio (100Mbps) e la sua vendibilitá nel mercato Italiano. (Quale dovrebbe essere il suo prezzo e quanti utenti sarebbero disposti a pagarlo?).
  • I fondi pubblici sarebbero il metodo dirigistico per equilibrare un mercato.
  • Le reti di TLC dovrebbero essere gestite dallo Stato secondo Tiscar.

Come sempre in Italia la concorrenza va limitata per decreto.

Insomma il libero mercato e le sue regole sembrano non essere un elemento da tenere in considerazione. Esiste un obiettivo Europeo che deve essere raggiunto indipendentemente dalle condizioni economiche dell’Italia e degli operatori di Telecomunicazioni.

Questo atteggiamento del legislatore Italiano non é nuovo ed é forse uno dei grossi responsabili dei vari ritardi Italiani non solo nell’ambito delle TLC.

Quello che stupisce é il fatto che tecnicamente esistono delle possibilitá alternative alla fibra per fornire servizi a bande rilevanti (60Mbps, 70Mbps, 80 Mbps) appoggiandosi all’esistente infrastruttura in rame. Esistono poi ulteriori sviluppi dei servizi stessi che prevedono l’utilizzo ibrido di fibra e rame che possono raggiungere velocitá anche piú alte dei famosi 100Mbps. Il rame a differenza della fibra soffre la distanza quindi per poter raggiungere velocitá elevate necessita di un allungamento della tratta in fibra fino al cabinet stradale per poi usare il rame nell’ultima tratta verso l’utente (piú corta). Queste tecnologie ovviamente permettono agli operatori investimenti piú ragionevoli come spiegato qui da Alberto Calcagno Amministratore Delegato di Fastweb. Queste tecniche vanno sotto la denominazione di FTTC (Fiber To The Cabinet) o FTTS (Fiber To The Street). Wikipedia riassume cosí le varie tecnologie FTTx.

Alberto Calcagno dichiara che gli investimenti per il FTTH sarebbero di 15 Miliardi con tempi di realizzazione di 20 anni rispetto ai 3,5 Miliardi in 5 anni per il FTTC. Se questi numeri sono confermati dimostrerebbero che le affermazioni di Tiscar non sono basate su nessun piano tecnico-economico ma forse solo sulla fretta (politica) di raggiungere gli obiettivi Europei.

Paesi come Inghilterra, Svizzera, Germania hanno giá implementato questa tipologia di servizi ibridi. “I progetti di copertura in Fiber to the cabinet prevedono un 75% in Uk, un 50% in Germania al 50% e un 70% in Svizzera” dichiara nello stesso articolo Mario Mella (direttore IT di Fastweb).

In questo grafico le velocitá raggiungibili con relative tecnologie su rame.

Broadband Over Copper

Il Governo invece vuole andare verso il cosiddetto FTTH (Fiber To The Home) ovvero portare la fibra direttamente a casa degli utenti. Tiscar dichiara “A chi poi ci chiede perché la nostra scelta ricada sull’Ftth, rispondiamo che l’Fttc non consente di raggiungere gli obiettivi dell’agenda digitale Europea, e che se vogliamo portare a casa il risultato bisogna andare oltre il cabinet. Nelle aree urbane non ha senso fare l’Fttc, per poi superarlo e fare l’Ftth spendendo di più”.

Le tecnologie ibride rame/Fibra inoltre non escludono un evoluzione FTTH. Tutti gli apparati di comunicazioni che garantiscono l’accesso ad Internet sono tutti modulari e quindi un semplice aggiornamento delle schede (a volte nemmeno quello) trasformerebbe un FTTC in FTTH nel momento in cui la fibra fosse disponibile a casa dell’utente.

Quale sarebbe quindi il limite tecnologico nel partire con l’FTTC?

É necessario puntualizzare per corretteza tecnica che per raggiungere velocitá superiori ai 100Mbps attraverso tecnologie in rame é necessario utilizzare le tecnologie denominate vectoring. L’utilizzo di queste tecnologie richiederebbe peró una forte regolamentazione del cosiddetto ultimo miglio attualmente inesistente. Il motivo é da ricercarsi nei limiti fisici del segnale che impongono un’utilizzo aggregato delle risorse in rame. In pratica il cavo che contiene tutti i doppini telefonici deve essere collegato allo stesso apparato (o almeno appartenente allo stesso fornitore) e quindi allo stesso operatore. Questo limite  impatta direttamente le scelte tecnologiche degli operatori ma sopratutto elimina la possibilitá del cosiddetto Unbundling ovvero la possibilitá per gli operatori alternativi di affittare il doppino telefonico da Telecom Italia. In generale queste tecnologie su rame imporrebbero al regolatore la definizione delle regole sulla gestione dell’ultimo miglio. Queste scelte sono giá state prese in paesi come la Germania dove lo stato non ha escluso a priori la tecnologia FTTC per i suoi obiettivi broadband.

Perché in Italia no? perché si pensa di risolvere tutto con forzature e distorsioni pubbliche del mercato o attraverso sovvenzioni non ben chiare ma comunque scorrelate dai piani industriali degli operatori? Perché la competizione di mercato non viene mai considerata come via per lo sviluppo?

Domande a cui é difficile rispondere ma che forse hanno una radice comune nell’ignoranza economica delle istituzioni che non riescono a vedere quanto queste mentalitá abbiano portato l’Italia ad essere in coda agli altri paesi europei.

Cosa aspettarsi nel prossimo futuro? Sicuramente un incremento della pressione dell’Esecutivo sugli operatori considerato che i fondi dedicati al Broadband sembra possano essere svincolati dal Fiscal Compact secondo il piano Junker. Questo potrebbe mettere lo Stato in una posizione di forza rispetto agli operatori. Molto probabilmente ancora una volta lo Stato tenterá di controllare il mercato invece di sostenerne la libera concorrenza fra le aziende che il mercato lo conoscono meglio e lo sostengono da anni. Il risultato prevedibilmente sará come sempre un peggioramento non miglioramento drastico dell’offerta che peserá sulle tasche dei cittadini.

Nonostante la Pubblica Amministrazione sia agli ultimi posti in Europa come informatizzazione dei propri servizi (elemento che aumenterebbe la domanda di servizi broadband) si permette di insegnare come fare tecnologia e business a chi nel mercato c’é giá da molti anni e forse andrebbe ascoltato con attenzione invece di essere criticato senza un ragionevole motivo.

Buona fortuna Internauti Italiani mentre nel resto del mondo si forniscono servizi streaming  Ultra-HD 4k i nostri illuminati legislatori discutono su come costruire una Ferrari dal telaio di una 500. La gara si preannuncia difficile, l’arrivo estremamente lontano e non abbiamo nessuno dietro di noi da guardare allo specchietto.

Letture per il weekend – 21 Marzo 2015

Un’ottima spiegazione sul braccio di ferro Grecia-Europa Germania.

EXPO 2015… 80% di cantieri in ritardo… come sempre a correre negli ultimi giorni. [link all’articolo]

Visto che al Mobile World Congress era uno degli argomenti piú in voga, vediamo i dispositivi per la realtá virtuale. [link all’articolo]

Tutto su Apple Watch. [link all’articolo]

Uno dei tanti annunci o twit di Renzi poi andato nel dimenticatoio. Come sempre da risolutore di tutti problemi a questione fuori moda. Ma quando arriverá qualcuno serio in Italia che saprá separare promesse fantascientifiche da modesti buoni propositi applicabili. Il tempo del “milione di posti di lavoro” non é mai finito. [link all’articolo]

Ma come vanno le reti LTE nel mondo? Un interessante grafico con le misure nei vari paesi. Vodafone la migliore rete in Italia, WIND la peggiore. [link all’articolo]

Un divertente articolo sui limiti di compatibilitá dell’iPhone 6. [link all’articolo]

É stato presentato il piano per la Banda Ultralarga. Meglio tardi che mai viste le condizioni in cui si trova l’Italia rispetto agli altri paesi Europei. Non vorrei essere troppo negativo ma mi sembra forse un pó troppo ambizioso in un paese in cui  a casa mia (30km da Torino) non ho copertura ADSL e chi ce l’ha va a 640Kbps in download. 640KBPS in download nel 2015. Bello parlare dei 100Mbps al 50% della popolazione ma l’esistente é veramente lontano. Parlando con gli operatori sembra difficile che questi 100Mbps possano effettivamente arrivare perché gli investimenti sono troppo alti e non sostenibili per gli operatori privati. Perché non provare una strada sostenibile che porti bande anche piú basse ma a tutti? Attualmente 30Mbps sarebbero piú che sufficienti per tantissime applicazioni incluso il video. Forse sono io che ho una visione vecchia ma la mia esperienza in TLC mi porta a dire che 30Mbps non sono poi cosí male. [link all’articolo]

Viva Tsipras? Scusate mi sono sbagliato.

Tsipras Varoufakis Game OverFino a qualche settimane fa ho quasi creduto al mito greco di Tsipras. Ho giá scritto qui cosa pensavo del nuovo Governo Greco. Pensavo fosse una risposta alla pessima gestione Tedesca dell’austerity, pensavo fosse una soluzione per ammorbidire i teutonici e renderli piú consapevoli che il soffocamento del rigore aveva raggiunto livelli inaccettabili e sopratutto non poteva essere la soluzione per una ripresa economica ma esattamente il contrario.

Dai primi giorni del governo Tsipras peró era chiaro che non c’era un reale piano Greco per convincere l’Europa che il paese stava cambiando passo. Non ho considerato le prime dichiarazioni del ministro dell’Economia greco Varoufakis pensando fosse solo un inizio di negoziazione in cui si alzava l’asticella delle richiesta per poter poi raggiungere un livello accettabile per la Grecia e per l’Europa. Ma non era cosí.

Pensavo che il Governo Greco stesse solo prendendo tempo per produrre un’interessante proposta. Qualcosa che facesse credere all’Europa che i tempi erano cambiati e la vecchia Grecia burocratica e sprecona fosse solo un lontano ricordo. Mi aspettavo un piano che eventualmente chiedesse dei fondi per applicare le riforme oppure una maggiore flessibilitá all’austerity. Le riforme costano e quelle a costo zero sono un sogno. Mi apettavo insomma una proposta seria, credibile e fattibile.

Quindi Viva Tsipras. Avanti cosí Grecia.

Tutte le mie aspettative e pensieri si sono peró schiantati sulla peggiore gestione che abbia mai visto in Europa. Mi lamento spesso (e a ragione) della scandalosa gestione pubblica Italiana e della grande inefficienza del nostro sistema nazionale ma non avevo mai visto nulla del genere.

Mi riferisco alla lettera scritta dal Ministro delle Finanze Greco Varoufakis alla commissione Europea dove presentava i 7 punti per riformare il sistema nazionale.

Nemmeno la mia immaginazione poteva lontanamente pensare al ridicolo che questa proposta portava dentro. Forse nemmeno un Calderoli qualunque avrebbe potuto fare meglio.

La lettera diventa a maggior ragione molto critica perché é l’unica proposta con cui il governo Greco intende rilanciare il suo paese. Non é un’introduzione ma é LA PROPOSTA Greca.

Ma vediamo da dove nasce il mio disgusto.

Lotta all’Evasione

Da Italiano sono cosciente del fatto che in paesi ad alta evasione é sempre difficile mettere in piedi dei sistemi che la riducano. In italia gli annunci sono stati molto ma i risultati sempre pessimi. La proposta Greca é riuscita peró a stupire anche uno spettatore del teatrino Italiano come me.

Il Governo infatti propone di far fare i controlli a casalinghe, studenti, turisti, insomma gente comune invece degli enti pubblici preposti. Le persone possono filmare o semplicemente testimoniare le attivitá commerciali che non registrano le transazioni. Quasi come se lo scontrino fosse il primo problema dell’evasione.

Ma il ridicolo non si ferma ai metodi ma si prolunga sul fatto che viene dichiarato praticamente che i controlli ufficiali non sono effettivi. Che quanto vengono pianificati sono spesso organizzati fra il controllore e il controllato. Praticamente il Governo dichiara che il sistema pubblico é inefficiente (e corrotto) e invece di cambiarlo preferisce usare gli studenti. Semplicemente ridicolo. Forse che il Governo Greco si aspetta veramente di convincere un tedesco con questi siano metodi alternativi? Crede forse che queste proposte possano essere considerate serie in un paese come la Germania dove (correttamente) le regole e il loro rispetto hanno un’importanza quasi religiosa?

Per quanto posso criticare le poca flessibilitá tedesca non posso che condividere i dubbi per una non-proposta come questa.

Proposta per la crescita.

Una vecchia storia sentita piú volte anche in Italia da pseudo rivoluzionari che vivono in un mondo parallelo. Sembra che anche il Governo Greco faccia parte della comunitá aliena che abita il nostro pianeta terra; infatti come proposta per la crescita pensa di vendere delle licenze e tassare i giochi on line. No comment.

Non esistono altre proposte.

Semplificazione della burocrazia.

Qui la proposta dimostra quanto Tsipras e Varoufakis siano lontani dalla realtá. Il Governo Greco conferma anche in questo caso la completa inefficienza del sistema pubblico ma come aggravante dichiara che non é curabile.

Ebbene Sí, il Governo Greco nel 2015 é in grado di dichiarare che la digitalizzazione del sistema pubblico non é attuabile poiché i dipendenti pubblici farebbero resistenza all’innovazione.

Non ho capito? Farebbero resistenza?

Certo, perché secondo il Governo Greco non é possibile forzare i dipendenti pubblici a modernizzarsi ma bisogna rimanere al livello documentale cartaceo con tutta la complessitá e i limiti esistenti. Tutto questo per non “turbare” i dipendenti pubblici? Stiamo scherzando? Nel 2015 invece di insegnare ad usare excel si preferisce non disturbare dei fancazzisti inefficienti e retrogradi?

Purtroppo non é uno scherzo ma é la dura ammissione di una lettera che sembra una brutta favola. l’Europa dovrebbe accettare queste proposte o anche solo considerarle per una discussione iniziale?

Ragionevolmente direi di no e non é cattiveria ve lo assicuro.

Controllo dei conti pubblici

Varoufakis propone di attivare il Fiscal Council ovvero un ente dedicato alla verifica degli impatti sulle finanze pubbliche delle leggi finanziarie.

Giusto? In teoria sí, in pratica é dal 2012 che é stato promesso e mai messo in pratica. Adesso diventa una proposta?

Fatemi capire, lo avete promesso dal 2012, non lo avete mai applicato e adesso diventa un punto fondamentale? Ci prendete per i fondelli?

Recupero delle tasse inevase

Sembra una proposta Tremontiana che faceva pagare una cifra ridicola a chi non aveva pagato le tasse. I cosiddetti condoni che in praticano non fanno che giustificare l’evasione. Voglio pensare che forse in Grecia il problema sia diverso ma é utile ricordare che:

  • I greci dal 2009-2014 non hanno pagato tasse per 76 Miliardi di Euro.
  • Annualmente la Grecia raccoglie 65 Miliardi in tasse. Ció vuol dire che in un arco di 5 anni é come se per un anno e qualche mese nessun Greco avesse mai pagato una singola tassa.

Tutto normale? Crisi o non crisi a me sembra che qui qualcuno fotta. Lo dico anche da Italiano dove comunque sia la tassazione che il numero di furbi siano alte ma non per questo non abbiamo smesso di pagare.

Evito di commentare oltre ma ho come l’impressione che se da un lato é giusto aiutare chi non ha POTUTO pagare le tasse, dall’atro sarebbe anche utile fare qualche sforzo per differenziarli da chi non ha VOLUTO pagarle.

Aiuti per la crisi umanitaria.

Su questo punto difficilmente si puó essere contrari. Le condizioni di vita in Grecia sono diventati particolarmente difficili negli ultimi anni e ne ho giá scritto qui. Tutti gli aiuti economici per venire incontro alle famiglie bisognose sono sempre benvenuti. Corretto che il Governo si preoccupi degli ultimi e sopratutto le richieste in termini economici sono veramente basse se paragonate ai costi dell’Europa nel suo totale.

Unica critica é che Varoufakis riesce ad essere molto preciso su questi budget ma meno sulle altre questioni forse piú importanti perché legate al futuro del paese.

Ovviamente questo punto é quello che porta piú voti ma in questo caso evito troppe polemiche.

Conclusioni

La delusione é alta, le mie speranze che il governo Greco poteva in qualche modo rendere piú morbida la gestione tedesca dell’Europa sono andate in fumo in qualche riga di inglese. Con questo livello di preparazione é facile capire come le fantasiose idee di “un mondo diverso” si scontrano contro la realtá. Le favole sono belle per la propaganda ma rimangono tali. Quando il gioco si fa serio le favole devono ridimensinarsi per trasformarsi in una concreta e fattibile proposta. Questo in Grecia non é successo. Tutto é rimasto una brutta favola, tanto brutta se si considera che la situazione Greca é al limite e la responsabilitá di un Governo é quello di salvare la sua popolazione non buttarla dentro un pozzo senza fondo.

La spiegazione é semplice, le capacitá del Governo Greco sono estremamente basse o quasi inesistenti. Tsipras é stato bravo a prendere i voti da un popolo disperato ma la sua tattica si é fermata alla pura propaganda. Ha venduto dei sogni impraticabili e non li ha mai ridimensionati alla realtá Greca e ai suoi veri problemi. Il ministro Varoufakis si é dimostrato un accademico con scarsa esperienza pratica e nemmeno bravo nella negoziazione politica.

Mi spiace notare quanto triste sia il fatto che in Italia per alcuni Varoufakis sia giá diventato un eroe nazionale. Ancora una volta dimostriamo quanto poca preparazione economica abbiamo a tutti i livelli. Si puó chiudere un occhio per il bar del paese ma non per il giornalista o la rappresentanza politica di praticamente ogni colore. Nessuno escluso. Ho sentito parole di solidarietá persino da esponenti della destra che fondamentalmente non avrebbero nemmeno il giustificativo politico. Ma si sa che l’ignoranza non ha colore.

Insomma non so proprio come fare ancora il tifo per la Grecia. Posso solo augurarle il meglio ma penso peró che sia arrivato il momento di crescere e di uscire dal limbo dei miti. É tempo di trovare delle soluzioni serie, fino a quel momento torno a tifare con molta amarezza Germania ma ogni tanto bisogna essere razionali e lasciare le favole ai bambini. Sorry.

Letture per il weekend – 7 Febbraio 2015

Qualche chiarimento sulla questione Greca. [link all’articolo]

La scelta politica di Draghi verso la Grecia e l’Europa. [link all’articolo]

Il Lego diventa digitale. [link all’articolo]

Ed ecco che anche Google si lancia nei pagamenti digitali. Adesso si potranno inviare soldi via gmail. [link all’articolo]

Voi continuate pure a pensare che tutti i problemi siano fuori confine… [link all’articolo]

Il mercato auto sembra in ripresa. [link all’articolo]

Mi tocca tifare per Tsipras sperando in una Germania diversa

alexis tsipras redNon sono mai stato un grande difensore della Grecia dall’inizio della crisi. Non ho mai sopportato i sistemi pubblici gestiti da classi politiche scadenti capaci solo di guadagnare consensi con regali elettorali economicamente non sostenibili. Questo é il caso della Grecia che aveva addirittura falsificato i bilanci pubblici per rientrare nei limiti della comunitá Europea. Questo é il caso dell’Italia che senza falsificare i conti pubblici non si é mai decisa a fare riforme per cambiare un sistema pubblico inefficiente e pesante per le tasche degli Italiani.

La Grecia aveva dimostrato di essersi cacciata nei guai da sola senza nessuna colpa esterna come invece molti volevano far credere. La Germania cattiva certo non aveva colpa nella pessima gestione ellenica.

Dopo 4 anni di dura austherity le mie convinzioni non sono cambiate ma non posso certo dire che la cura abbia fatto bene alla Grecia e sopratutto alla popolazione Greca che ha pagato troppo caro il prezzo delle colpe della sua classe politica.

Quello che non condivido é il protrarsi per cosí tanto tempo di questa cura dei tagli esasperati ad un paziente che aveva giá grossi problemi di salute. Era come mettere a dieta un paziente malato e pretendere che si riprenda. All’inizio sembrava una cura temporanea ma dopo 4 anni i danni sono stati troppo alti per giustificarne la scelta.

Adesso la Grecia si ritrova comunque un debito impossibile da pagare (270 Miliardi di euro) senza peró avere un economia in grado di rimborsarlo.

Se la Germania non aveva colpe sulla situazione che la Grecia si era costruita in piena autonomia ne ha invece molte sull’Austherity. Il continuare a forzare sulla cura dimagrante é stata una scelta tutta Tedesca.

Quale poteva essere l’alternativa? Semplicemente all’inizio della crisi decidere di colmare i debiti Greci (che ai tempi non erano cosí grandi) e poi mettere la Grecia sotto stretto controllo. Perché invece non é mai stato fatto? Semplicemente perché la Germania non é diversa dagli altri paesi e c’erano le elezioni con unico obiettivo il raccogliere consensi “Whatever it takes”. Sentire adesso i politici tedeschi affermare che il peso della Grecia in Europa é basso e potrebbe anche uscire dall’Euro mi fa innervosire. Ma se adesso non conta perché non é stato risolto il problema quando i soldi da mettere erano pochi? (meno dell’1% del PIL Europeo).

Vivendo qui in Germania é facile capire qual’é il punto di vista dei tedeschi sulla Grecia e di tutta l’Europa del Sud: “Noi siamo gli unici che pagano le tasse. Altrove regalano le pensioni senza lavorare, perché dovremmo pagare solo noi Tedeschi?”.

Il discorso per alcuni versi non fa una grinza ma é il SOLO NOI TEDESCHI che stride un pó con la realtá. La Grecia l’hanno pagata un pó tutti e non solo i Tedeschi. Anche l’Italia ci ha messo dei soldi (43 Mld per la precisione e qui il dettaglio) ma non ho mai sentito nessun Premier Italiano lamentarsi. Per noi é normale che ci si debba (diciamo) aiutare anche perché l’Europa é un continente fatto da paesi completamente diversi fra di loro. Aspettarsi che la Grecia diventi la Germania, l’Italia o la Francia é semplicemente un’illusione. É normale che si debba pensare a dei trasferimenti perché se esistono aree meno industrializzate o si investe o si paga. Ovviamente é necessario anche fare delle regole e dei controlli in grado di evitare quello che la classe politica Greca ha fatto.

La Germania questo non l’ha mai voluto fare. Era piú semplice l’Austeritá che avrebbe soddisfatto meglio l’elettorato tedesco. Tutto posso dire tranne che i tedeschi siano un popolo generoso. Qui non si dá nulla per nulla. Il concetto di “aiuo a fondo perduto” é molto raro. Fondamentalmente i Tedechi sono un popolo molto egoista a differenza di quello che si pensa all’esterno. Sulla questione Europea é ovvio che non accetteranno mai le condizioni che servono per riequilibrare il continente. Queste regole sarebbero solo negative per la loro economia perché essendo i piú “ricchi” dovrebbero rinunciare a qualcosa per poter aiutare gli altri.

Recentemente ho letto un interessante articolo (del 2013) che descrive esattamente quanto anche la Germania non rispetti anch’essa alcune regole nonostante sia cosí intransigente. La fissazione del rispetto del 3% di soglia del Deficit pubblico impedisce  qualunque tipo di investimento nei paesi ad alto debito come l’Italia. Non é mia intenzione difendere la classe politica Italiana ma é un dato di fatto. Se l’economia decresce le tasse diminuiscono, i conti rimangono (per tanto che si tagli) e c’é bisogno di piú flessibilitá non piú rigore.

In questo articolo si evidenzia quanto la Germania continui a sforare i limiti superiori cioé a guadagnare “troppo”. Sembra un controsenso ma in Europa per poter ridistribuire l’economia i paesi dovrebbero rimanere sotto un limite massimo di differenza Export-Import (partite correnti). Questo limite fissato al 6% non é mai stato rispettato dalla Germania che dal 2005 é costantemente oltre questa soglia. Se da un lato non si dimostra flessibilitá con il 3% del Deficit dall’altro non sembra cosí importante seguire le proprie di soglie. Molto probabilmente questa regola é meno forte rispetto a quella del Deficit ma in ogni caso sono una dimostrazione del principio “prima Io poi gli altri”.

Tornando al nostro nuovo “eroe greco” Tsipras ieri é riuscito a vincere le elezioni con una maggioranza schiacciante. Non ha raggiunto la maggiornaza assoluta per fare un Governo in piena autonomia ma sembra avere giá un accordo con un partitio indipendente di destra. Quindi estrema sinistra insieme alla destra per combattere l’Austeritá Europea altro che patto Renzi-Berlusconi. Una rivoluzione in questo nuovo accordo Greco? quello Italiano tutto é un inciucio? No, le regole sono sempre le stesse se vuoi governare e non hai la maggioranza assoluta ti devi accordare oppure stai fuori dal gioco. Questo non tutti lo capiscono anzi qualcuno in Italia pensa di governare solo con il 51%.

Non condivido il programma di Tsipras perché ha fatto troppe promesse al popolo greco che non potranno essere rispettate. Le solite favole sullo Stato che riporterá lavoro, pensioni e soldi per tutti. L’economia non lo permette e questo Tsipras lo sa (almeno mi auguro) ma per avere consenso ha cavalcato l’onda della propaganda populista terreno molto noto anche in Italia. La sua battaglia era inizialmente anti Euro ma anche questo punto sará presto smentito essendo non percorribile. Del programma di Tsipras quindi condivido quasi nulla ma un motivo che mi spinge a fare il tifo per lui esiste: La speranza che riesca a rinegoziare il debito e portare il paese fuori da questo austeritá a guida Tedesca. Che riesca a far capire ai tedeschi che questa Europa va guidata non solo fatta dimagrire. I Tedeschi non possono dettare ordini senza prendersi le proprie responsabilitá. Se vuoi dettare le regole lo devi fare fino in fondo andando verso una vera unione Europea forzando le regole comuni per tutti i paesi. Ma questo i tedeschi non lo faranno mai perché compromette i loro interessi e forse i paesi come la Grecia non lo accetteranno perché lede l’autonomia nazionale. Un controsenso diffuso considerando che se si vuole l’Europa questo é il prezzo da pagare, regole uguali per tutti.

Non penso che la Grecia e Tsipras ce la faranno a far cambiare idea ai Tedeschi e scommetterei di piú su un collasso politico interno greco. I tedeschi non cambiano idea né tantomeno opinione a meno che questo cambiamento non sia di loro vantaggio. Lo so che é duro come commento ma é quello che vedo tutti i giorni. I Tedeschi sulla questione Greca, Italiana, Francese o sul resto del mondo semplicemente pensano che tutto quello che non é Germania non va bene. Loro hanno in testa l’idea che stiano finanziando l’Europa metre gli altri non lavorano, non pagano le tasse e stanno meglio. Mi capita spesso di innervosirmi perché nonostante tutto il brutto che l’Italia pubblica si porta dietro non credo che noi Italiani ci meritiamo certi commenti. Il fatto di vivere in un paese che funziona meglio non autorizza nessuno a sentirsi sempre il migliore.

Noi Italiani abbiamo certo tanti difetti ma una cosa é sicura non avremmo obbligato la Grecia al tracollo solo per un’elezione regionale.

Amazon, Moncler e quelle inchieste di Report che mi infastidiscono

report Ho letto in un post su facebook di una puntata di Report che si occupava del mercato on-line e nello specifico del colosso americano Amazon.

La questione alla base sta, secondo report, nel fatto che l’azienda nonostante la sua posizione di leader mondiale nel mercato on line, non fornisce i dati sui volumi di vendita. Nello specifico l’indagine di Report evidenzia il fatto che i volumi relativi ai singoli paesi non fossero disponibili ma Amazon fornisce l’aggregato Europeo. L’azienda infatti é sotto il mirino di molti paesi poiché dichiara tutti i suoi ricavi in Lussemburgo appoggiandosi ad un trattamento fiscale migliore.

Le persone di Amazon intervistate durante il servizio non fornivano nessun tipo di numero relativo ai volumi, ricavi, vendite dei prodotti venduti da Amazon Italia nonostante l’incalzare dell’intervistatrice. In aggiunta viene preso l’esempio inglese dove Amazon era giá stata sotto processo per non aver correttamente dichiarato le proprie vendite sul territorio Inglese. Stesso discorso in Francia dove indagini pubbliche avevano portato alla richiesta di svariati Milioni di Euro di tasse non pagate (probabilmente mai pagati perché tutto legale).

La questione quindi non fa che arenarsi sul solito e ripetuto discorso “La multinazionale cattiva” che fa quello che vuole e non paga le tasse (ammetto di essere passato anche io per questa fase della vita poi sono guarito).

Amazon Italia nata nel 2010 conta circa 800 dipendenti e un possibile call center con 500 persone nel prossimo futuro. Ha un solo magazzino in Emilia dal quale distribuisce la sua merce.

Per fare un paragone, in Inghilterra Amazon conta circa 15.000 dipendenti numero che fa ben sperare per una possibile espansione anche nel nostro paese. Almeno io lo spero ma non sembra che Report abbia la mia stessa speranza.

Il volume occupazionale sembra infatti un dettaglio e viene messo in un angolo per una piú motivata (?) lotta all’evasione fiscale (che poi evasione non é).

In Germania il discorso Amazon ha seguito un po’ lo stesso binario delle tasse ma in aggiunta l’azienda era accusata anche di applicare politiche di prezzo troppo stringenti ai propri fornitori. Questo discorso é stato solo sfiorato dalla Gabanelli ma potrebbe essere fondamentalmente piú rilevante delle tasse. In sostanza un margine basso per un fornitore potrebbe essere un problema per un’altra azienda Italiana e quindi per altri lavoratori. Amazon Italia ha infatti dichiarato che la quasi la totalitá dei fornitori sono Italiani e potrebbe essere anche questa una buona notizia considerando le potenzialitá del mercato On-line ma anche qui sembra solo un mio parere.

Cosa mi infastidisce di questo servizio? Sostanzialmente la superficialitá con cui é stato fatto e per il modo con cui ci si ferma alla sola e noiosa accusa alla Multinazionale senza cercare minimamente di capire perché l’azienda puó permettersi di fare questi giochetti fiscali. Pensare che l’unico problema é Amazon o la multinazionale di turno é riduttivo, banale quanto oggettivamente sbagliato. L’anomalia non é Amazon ma il Lussemburgo e l’ho giá scritto qui. La questione delle tasse in Lussemburgo é il vero e unico problema ed é inutile cercare lo scandalo in tutte le aziende che ne sfruttano i vantaggi fiscali. La lista é lunga e Amazon é in ottima compagnia ma purtroppo il problema é il sistema Europeo che permette queste differenze fiscali fra i diversi stati membri. Forse sarebbe piú utile se Report andasse a trovare Juncker e capire come mai (legalmente) queste aziende possono decidere dove dichiarare le tasse.

Perché fare un servizio su Amazon per una ben piú grave lacuna fiscale tutta Europea? Mi sembra alquanto inutile anche perché (udite udite) queste aziende operano nella legalitá piú totale. Non é evasione, é legale. Il problema non é Amazon, Vodafone, Google ma il Lussemburgo, l’Olanda, l’Irlanda cioé quei paesi che fanno accordi fiscali vantaggiosi per attrare le aziende.

Abbiamo un’Europa con un sistema fiscale non unificato. Bruxelles non si é mai preoccupata di fissare delle regole e qualcuno fa indagini su Amazon. Direi che é il colpevole sbagliato. Se vi dessero la possibilitá di pagare o il 40% o il 2% di tasse cosa scegliereste? Ho qualche idea sulla vostra risposta senza peró pensare che non abbiate etica ma solamente perché spesso il lato economico mette in coda anche le migliori intenzioni.

Questo per me é la grande superficialitá. Andare ad indagare sulla questione sbagliata. Non é un problema solo di Report. Qui in Germania il grosso scandalo sulla gestione dei fornitori é altrettanto inutile o meglio, non é Amazon il problema.

Nessuno si chiede per esempio come le grandi catene di distribuzione spremano i propri fornitori fissando loro i prezzi. Ho abbastanza prove in famiglia (mia moglie vende alla grande distribuzione) per confermare che anche se si é produttore e fornitore diretto di una grande catena di distribuzione il margine sui propri prodotti non va oltre il 2% (nei migliori dei casi in altri si va sotto costo). Questo peró chissá come mai non interessa alle inchieste televisive. A dirla sarebbe invece molto utile perché molto legato a mio avviso al fatto che 2/3 del cibo mondiale viene sprecato ogni giorno. Forse ci sarebbe abbastanza materiale per un bel servizio che aiuta anche le persone ad essere piú coscienti.

Amazon se proprio la vogliamo dire tutta, aiuta a ridurre l’inquinamento riducendo e ottimizzando i trasporti di merci ma questo sembra un altro dettaglio inutile.

Rimanendo in argomento di servizi inutili qualche mese fa Report aveva fatto un altro servizio discutibile sulla Moncler e anche a quei tempi ho notato per qualche giorno una serie di post di protesta classica della rete: “vergogna”, “Non ho mai comprato un Moncler e mai lo compreró”, e banalitá simili.

Insomma il solito nulla che peró il giorno dopo aveva addirittura fatto crollare il titolo in borsa. Tutto lo scandalo era dovuto ai metodi con cui venivano spennate le oche e i soliti maltrattamenti degli animali (come se in passato le nonne facevano l’anestesia alle oche prima di spennarle). Certo che non é piacevole ma a questo punto voglio un servizio sulla catena alimentare delle oche in Francia e il bando del Fois Gras su tutte le tavole. Questo peró non va bene perché non combina bene con l’azienda Multinazionale cattiva e quindi Foi Gras per tutti e delle oche chissenefrega.

In aggiunta la superficialitá si era anche spostata sul discorso costo/prezzo. Il servizio infatti oltre al maltrattamento delle oche indicava dei costi di produzione di qualche decina di Euro per un prezzo di vendita di qualche migliaio. La cifra sembra in ogni caso estremamente bassa ma anche ipotizzando che fosse vera dove stá il problema?  Report é una trasmissione economica in grado di fare i conti in tasca ad un’azienda? o vuole forse accusarla di truffare i propri clienti?

Ritengo giusto specificare che il prezzo di un bene non ha relazione con il suo costo. Eh sí magia magia: Non c’é relazione. Certo che per esigenze di fattibilitá economica il prezzo non puó essere piú basso del costo ma all’alto fondamentalmente non c’é limite. Solo la disponibilitá di clienti ad acquistare il bene ad un certo prezzo ne fa il valore di mercato. I motivi per cui uno compra il Moncler sono semplicemente che reputa l’acquisto congruo con il prezzo. Non é tutta questione di qualitá ma di brand, di moda e di motivi anche personali. La scelta di comprare un Moncler a quei prezzi non ha nessun motivo di essere sminuita perché é una scelta personale non una colpa dell’azienda. Se un’azienda é brava a rendere il proprio marchio forte e convincente non é una colpa ma una qualitá e un meccanismo economico ben noto. Una persona é libera di decidere di spendere i suoi soldi per un Moncler oppure opterá per altri prodotti. Dov’é il  problema? La povertá nel mondo? l’etica? Siamo seri.

Se si parla di prezzi di beni allora perché nessuno parla dei molto piú comuni Smartphone che tutti comprano? Dal piú caro iPhone ai cinesi piú economici sono tutti dispositivi construiti con metodi alquanto discutibili. Dall’Assemblaggio al recupero delle materie prime.

Per darvi un esempio di come dovrebbe essere fatto un vero servizio giornalistico andiamo in Francia. La trasmissione si chiama Cash Investigation del canale France TV. Il 4 Novembre 2014 é stato trasmesso un servizio sugli Smartphone (qui sotto lo trovate nella piú comoda versione Youtube) che mette in luce tutta la catena di produzione dei dispositivi mobili dall’acquisto delle materie prime all’assemblaggio.

Il servizio é in francese ma é abbastanza comprensibile. L’indagine é fatta molto bene nello stesso stile di Report (mi chiedo chi sia nato prima)  e mette sotto accusa un pó tutti i marchi produttori. La trasmissione é lunga ma in piú di un’ora riesce a svelare molte cose nascoste dietro ai dispositivi che usiamo tutti i giorni. Un’indagine che va dalla Cina al Congo e che forse fá molto piú riflettere delle oche Ungheresi a mio modo di vedere.

La questione di fondo é che prendersela con marchi piú costosi mi fa dubitare che si voglia sempre e solo mettere nel mirino prodotti diciamo elitari mentre spesso ci si dimentica che anche oggetti economici e di uso comune sono (e quasi sempre sono) piú sporchi di tanti altri.

Quindi cara Gabanelli, la tua trasmissione mi piace ma non dimenticarti che uno smartphone fa piú danni di un Moncler.

Non sono disfattista ma questo non é cioccolato

In Italia si ha la tendenza a ragionare molto di pancia senza tenere in considerazioni i reali fatti. Si preferisce prendere un esempio ed immolarlo come regola generale senza verificarne la veridicitá o il suo vero valore in una visione piú ampia. Ci fermiamo davanti al singolo esempio che spesso diventa la giustificazione ad una teoria molto piú ampia.

Questo tipo di approccio ai problemi ha portato in passato a vedere rieletti per piú volte alla guida del notro paese personaggi come Silvio Berlusconi che, commenti personali a parte, non si puó proprio dire che in molti anni di Governo abbia portato qualche sostanziale riforma del paese. Ma di casi come lui ne esistono tanti se non fosse che la sua durata governativa é stata lunga e quindi la probabilitá di cambiamento (in teoria) doveva essere piú alta.

Gli Italiani nonostante non ci fossero risultati misurabili si fermavano alla solo propaganda dei nuovi posti di lavoro,delle meno tasse, dei ristoranti pieni, del non c’é crisi senza accorgersi che non aumentava l’occupazione, la tassazione non diminuiva, c’era un calo del mercato della ristorazione e sulla crisi penso non ci sia (adesso) altro da dire.

Personalmente mi ricordo di molte persone che nel 2008-2009 negavano il fatto che ci fosse un problema e riproponevano le stesse giustificazioni sentite alla Televisione ottimista. Erano convincenti e probabilmente per ottimismo si preferiva vedere il mondo cosí.

Perché dico tutto questo? La scorsa settimana dopo un mio post sulla classifica mondiale della corruzione ho ricevuto commenti che mi accusavano di essere negativo e disfattista, che in Italia siamo solo capaci a criticare e che invece le cose non sono cosí brutte come si dipingono. La critica era basata sul fatto che non tutto é cosí negativo ma esistono sono delle positivitá da esaltare. A tal proposito spuntava l’esempio basato sulla “matematica di mio cugino” ovvero come scrivevo prima il prendere un singolo esempio come media di analisi generale. Io non escludo le eccellenze e so che esistono perché l’Italia é piena di persone valide ma il sistema in media é in degrado. Posso dirlo?

Lo ammetto: per me un Pessimista é un Ottimista con esperienza quindi non mi posso sicuramente mettere fra le persone che vede la vita sempre in discesa ma invece di definirmi pessimista in senso stretto preferisco semplicemente descrivere (con i dati) quella cosa marrone che ho di fronte: Se so che non é cioccolato é inutile fingere. Inutile nascondere sotto la sabbia i problemi perché questo non aiuta e l’andamento dell’Italia ne é la prova.

Nonostante per molti aspetti le cose in Italia non vanno bene ma quando si critica si diventa “gufo”. Nessuno (intendo la classe politica di ogni colore) fa qualcosa per dare una sterzata. I motivi non li conosco ma quello che é sicuro é che in un periodo critico come questo invece di essere consapevoli dei propri problemi si preferisce cercare un nemico all’esterno che va dall’Euro all’Europa passando per la Merkel a Junker, la massoneria e le strisce chimiche degli aerei.

Quello che forse non é chiaro in quello che scrivo é che non ho un calo di orgoglio nell’essere Italiano. Io amo la mia Italianitá e apprezzo l’Italiano per le sue qualitá che pochi altri hanno in Europa. Sono invece fondamentalmente nauseato di quanto il nostro sistema pubblico sia cosí indietro non soltanto rispetto all’Europa ma anche rispetto a paesi ben lontani dai nostri standard.

Da Italiano emigrato non giudico gli Italiani perché sono il primo che tornerebbe domani. Sono il primo che non ama il paese in cui vive adesso (la Germania) ma che riconosce l’immenso divario della sua macchina pubblica rispetto a quella Italiana. E il grosso divario fra gli Italiani e i Tedeschi questa volta a favore nostro.

Ma tutti questi bei ragionamenti di cuore nulla spostamento i numeri Africani del nostro Sistema Pubblico. Io sono incazzato per un sistema che sta piano piano sprofondando nel nulla portandosi dietro tutti gli sforzi fatti dagli Italiani negli ultimi 60 anni.

Facciamo per esempio un elenco di quanto c’é di positivo in Italia:

  • L’Italia fino a prova contraria é la 3a/4a economia Europea
  • L’Italia é un paese fatto di piccoli imprenditori dinamici e coraggiosi
  • L’Italia é fatta di lavoratori che ogni giorno mettono nella loro attivitá piú energia di quanto farebbe per esempio un omologo tedesco.
  • L’Italia é un paese dove le persone sono abituate a ragionare e a trovare sempre una via alternativa di fronte ad un ostacolo.

In Sintesi: L’Italia é un sistema imperfetto dove peró lo sforzo dei singoli riesce a compensare molte delle lacune e questo é il piú grande pregio degli Italiani. Ovviamente é piú difficile essere bravi in un sistema imperfetto che in uno perfetto e questo non puó che essere che una qualitá degli Italiani e del loro approccio alla vita ma purtroppo non é positivo dover lottare ogni giorno contro le inefficienze del proprio Stato.

Quindi sono piú che conscio delle nostre qualitá ed é proprio questo il punto e la causa del mio “disfattismo”. Tutte queste qualitá sono ogni giorno messe alla prova da un sistema paese che sembra non in grado di aiutare i propri cittadini a stare meglio. La nostra Macchina Pubblica é il vero cancro che sta distruggendo tutto.

Quello che scrivo é quello che succede:

  • Tassazione troppo elevata sempre in continuo aumento
  • Burocrazia lenta e complessa che non aiuta privati e aziende ma diventa un freno per ogni cosa
  • Giustizia lenta e imprevedibile che non rende certa la pena. É proprio di oggi per esempio la notizia che nel caso Garlasco Alberto Stasi é stato condannato a 16 anni dopo due sentenze di innocenza. Non sono un giurista ma qualcosa forse non funziona, se questa sentenza é corretta le altre due? o viceversa. La giustizia é fondamentale diritto dei cittadini e nel nostro paese si vedono cose che da nessun’altra parte accadono. A voler garantire troppo alla fine non si garantisce nulla.
  • Assenza totale di meritocrazia a molti livelli e relativa incompetenza diffusa nell’ambito pubblico.
  • Spesa Pubblica inefficiente e in continua crescita
  • Il tutto contornato da uno Stato che nonostante la sua totale inefficienza vuole controllare ogni aspetto del mondo privato rovinandolo inesorabilmente o nel migliore dei caso diventando un costo inutile.

Il tutto é stato ben riassunto qui come prova che tutti i fattori esterni come Euro e Europa non hanno colpe sui nostri problemi interni.

Questo non é disfattismo questo é semplicemente indicare chi sono i responsabili con delle prove inconfutabili e spurie da ogni discussione da bar o da Salvini (che poi é la stessa cosa).

Perché mi incazzo?

Peché di tutta la lista di veri problemi che affligge l’Italia la nostra classe politica sembra immobile da decenni. Indipendentemente dal colore politico, in Italia sembra impossibile fare riforme che in altri paesi sono state fatte in pochi mesi. Perché? Perché da noi l’unico approccio rivoluzionario é guidato da un comico e da un banda di visionari lontani dalla realtá che non propongono soluzioni ma aumentano solo il rumore di sottofondo senza valore aggiunto? Perché da noi nessuno é capace di cambiare il finto cioccolato?

Credo che gli Italiani si meritino un sistema migliore che gli aiuti a risolvere i propri problemi non ad aggravarli. In Germania il sistema pubblico (nonostante sia criticato anche qui per inefficienza) lavora per i cittadini ed é anni luce lontano da quello Italiano. Qui non si aspettano anni per una condanna, qui non si aspettano anni per un permesso, qui per il primo problema serio si va dal giudice e la situazione si risolve in tempi stretti. Da noi ci si butta in cause inutili ma la giustizia non puó essere utilizzata per difendersi quando serve veramente. Chi si butta in una causa civile che sa che costerá molto durerá moltissimo e i possibili benefici si avrebbero troppo tardi rispetto alle reali necessitá?

Spesso come dicevo la voglia di controllo del sistema pubblico determina anche perdita di competitivitá in settori privati. Proprio ieri mi é capitato di fare un’analisi della velocitá di accesso ad Internet fra alcuni paesi Europei.

Qui sotto i due grafici che rappresentano la percentuale di utenti nelle 2 bande di accesso 2Mbps-10Mbps e 10Mbps-30Mbps. Ho tralasciato per rispetto le velocitá 30Mbps-100Mbps ma se fossi veramente disfattista le avrei messe.

EU Accesso Internet 10-30MEU Accesso Internet 2-10M

A parte la mia negativitá qualcuno mi spiega perché siamo fra i paesi in Europa dove la velocitá di accesso Broadband é piú bassa e gli investimenti nulli? Nel 2014 abbiamo ancora l’80% della popolazione con una velocitá media di accesso secondo Akamai di 5.2Mbps, mentre nemmeno il 20% va oltre i 10Mbps (lasciatemi pensare che sono i clienti di Fastweb). A casa mia in provincia di Torino non ho disponibilitá di ADSL perché sono esauriti i pochi accessi a 600Kbps di download (600 KILOBITPERSECONDO ovvero 0.6 MEGABITPERSECONDO). Nel 2014? Sono almeno 8 anni che sono esauriti e Telecom Italia non ha mai fatto un investimento. Sono disfattista?

Questo é il tipico esempio di impatto dell’inefficienza pubblica nel settore privato. Il settore pubblico deve ovviamente investire nel Broadband poiché é servizio chiave ma nel nostro paese fra investimenti inesistenti, Authority che non liberalizzano e Telecom Italia a stampo pubblico e controllo politico: Questo é il risultato finale. Se non fosse per Fastweb forse la banda media sarebbe ancora piú bassa.

Sempre un disfattista? A Voi sembra cioccolato?

Esistono delle ragioni per cui tutti gli altri paesi sono migliorati e noi no. Ma senza guardare alla solita Germania guardiamo a Polonia, Spagna, Ungaria. Come mai loro ce l’hanno fatta? Sempre l’Euro, l’Europa e la Merkel? Ho qualche dubbio.

Sulla base di tutti questi problemi (da disfattista), si muove forse qualcuno a risolverli?

A me sembra che si parli di Italicum o mattarellum come fondamentali acceleratori di crescita? O il falso problema dell’immigrazione? Sono queste le prioritá di un paese in crollo? Posso incazzarmi per Lady Like? Sono forse disfattista?

No! Mi sono stufato di vedere ancora degli spettatori presi ad ascoltare l’orchestra del Titanic. (Ops ho detto Titanic: Disfattista).

Non pretendo di avere ragione ma se le cose scritte sono lontane dalla realtá allora fatemi capire cosa serve a questo paese e quali sono i suoi veri problemi. Solo una cosa vi chiedo per favore, con tutto il rispetto per vostro cugino, lasciatelo fuori dalla discussione.

 

Finalmente l’Italia prima in classifica: L’indice di corruzione 2014

cg8jan4yyt_corruption_1 In questo periodo (ma non solo) la corruzione sembra andare sempre piú di moda. Dopo gli ultimi scandali questo post non sposterá di molto le vostre convinzioni ma molto probabilmente confermerá quello che giá sapevate.

L’Italia ha grossi problemi ma sono convinto che il problema non siamo noi Italiani ma il nostro sistema pubblico che é la rovina e il cancro del paese. Le sue dimensioni hanno ormai raggiunto un livello tale per cui i suoi costi (in costante aumento) sono insostenibili mentre i suoi servizi sono in precipitoso peggioramento. In aggiunta a questo negli ultimi anni sembra che la corruzione del sistema sia incrementata rispetto al passato. Mi ero illuso che tangentopoli fosse il picco di comportamenti politici sbagliati invece tristemente mi sono accorto che era solo l’inizio.

L’Amministrazione pubblica é alla deriva piú completa. Non riesce a controllare le sue spese perché non ha mai investito in sistemi informatici in grado di raccogliere i dati delle varie amministrazioni pubbliche nazionali, regionali e locali. Non si investe in controlli incrociati perché semplicemente non si vuole. Se devo pensare male direi che senza controlli incrociati sulle spese diventa facile mettere in atto sistemi consolidati di corruzione come quelli visti a Roma.

Il bel lavoro della nostra Amministrazione Pubblica ha quindi portato l’Italia a brillare finalmente in una classifica mondiale, quella della corruzione. Qui di seguito la classifica completa dell’indice di corruzione 2014 stilata da Transparency International, un’organizzazione indipendente presente in piú di 100 paesi che si occupa delle problematiche relative alla corruzione.

Da questa classifica ho estratto la classifica relativa alla sola Europa:

Corruption Index 2014 EU

Eccoci lí al penultimo posto a contenderci il primato Europeo della corruzione insieme a Romania, Grecia e Bulgaria. Non male per la 3/4 economia Europea.

A livello mondiale siamo al 69o posto con un differenziale di:

  • 57 posizioni rispetto alla Germania (12a)
  • 55 rispetto all’Inghilterra (14a)
  • 43 rispetto alla Francia (26a)
  • 32 rispetto al Portogall (31o)
  • 37 rispetto alla Spagna (37a)

La nostra posizione oltretutto é peggiorata rispetto al 2012 segno che il degrado non cenna a fermarsi.

I commenti sono superflui ma vorrei solo puntualizzare un’altra cosa a costo di ripetermi:

Sempre colpa dell’Euro o di Frau Merkel? Siamo proprio sicuri?

 

 

 

Forse prima dell’Euro e della Merkel abbiamo altri problemi ovvero fare azienda in Italia: Mission Impossible

Euro TedescoMi é capitato spesso nell’ultimo periodo di avere qualche discussione sul solito argomento Euro sí, Euro no. I vari post sull’argomento (quiquiqui e qui) non lasciano spazio a interpretazioni su quali siano le mie posizioni in merito. Convinzioni maturate non su base emozionale (la pancia) ma dopo letture, analisi e qualche studio di ben piú noti e titolati economisti che in materia hanno dedicato molto piú tempo rispetto a questo semplice blog. In Itaka non si trovano saggi economici o teorie autodeterminate ma semplicemente vengono diffusi punti di vista di persone ben piú esperte in materia rispetto a chi scrive in questo blog.

I rapidi scambi di pareri sulla materia Euro mi hanno fatto capire che molte persone sono invece molto piú certe delle loro convinzioni per pancia senza aver fatto un minimo ragionamento logico sulla base di dati certi.

Nel dibattito Euro-No Euro io sto dalla parte dell’Euro perché credo che l’uscita abbia conseguenze troppo grosse per  il paese che non riusucirebbe a recuperare se non in qualche decina di anni. Tanti dicono di no (fra questi anche importanti professori di Economia) e non posso per limiti personali escluderla a priori ma i dubbi rimangono quando si guardano alcuni numeri del sistema Italia.

Quello in cui sono fermamente convinto é che a parte la questione Euro-No Euro i problemi del nostro paese siano ben lontani da una semplice gabbia valutaria oppure da un controllo Tedesco della gestione Europea e la conseguente negativa Austerity.

L’Italia con o senza Euro ha dei problemi sistemici e non valutari. Una nuova Lira libera di essere svalutata a piacere non risolverebbe questi problemi. Prima tocca rimettere in sesto la macchina indipendentemente dalla valuta o dalla Frau Merkel.

I Tedeschi hanno i loro evidenti limiti nella gestione dell’Europa ma non possiamo colpevolizzarli per problemi esclusivamente nostrani.

In una classifica dei nostri problemi ci metto:

  • Giustizia lenta
  • Burocrazia Complessa
  • Spesa pubblica inefficiente
  • Tassazione asfissiante

In ognuno di questi 4 punti non riesco a trovare nessun tipo di legame né con l’Euro né con la Signora Merkel ma li vedo come i veri generatori del 90% dei nostri problemi. Forse la tassazione potrebbe essere vista come conseguenza dell’Austerity Tedesca ma é certo che l’Europa dá obiettivi economico finanziari ma non guida le scelte politiche per raggiungerli. Non obbliga cioé ad aumentare la tassazione al posto della spending review.

Se qualcuno pensa che l’economia deve essere gestita dallo Stato allora forse potrebbe dissentire dalle prioritá sulla cura per l’Italia ma considerato che l’economia é principalmente generata dalle aziende stesse lo Stato (se non efficiente) non puó che fare da freno invece che da volano. Ed ecco secondo me dove l’Italia si trova in questo momento, nonostante i vari annunci markettari nessuno ha mai cercato di risolvere I primi 3 punti ma solo di peggiorare l’ultimo.

Quello che mi sembra evidente é che prima dell’Euro é necessario risolvere altre questioni e non il contrario come molti dicono. Se le aziende sono oppresse dallo Stato e dall’inefficienza dei sui servizi non é sicuramente una nuova valuta che puó cambiare le cose. Il valore aggiunto di uno Stato alla sua economia nel caso dell’Italia puó essere definito solo “un peso”.

Mi riferisco ai dati riportati dal World Bank Group relativi al suo studio sulle capacitá di fare business nei vari paesi OECD.

In questa classifica sono analizzati i vari paesi nei diversi comparti che impattano l’attivitá imprenditoriale. Viene fatta una classifica dei vari paesi a seconda delle capacitá di fare azienda (Doing Business). Lo studio si traduce quindi in una classifica di paesi in cui é piú facile investire, quindi occupare piú persone e di conseguenza migliorare le condizioni di vita.

La base di analisi riguarda i seguenti aspetti che incidono nell’apertura di un’attivitá imprenditoriale:

  • Aprire un’attivitá (Starting Business)
  • Permessi di costruzione (Dealing with construction permission)
  • Allaccio Energia (Getting electricity)
  • Registrazione di una proprietá (Registering property)
  • Accesso al credito (Getting Credit)
  • Protezione degli investitori minoritari (Protecting minority investors)
  • Pagamento delle tasse (Paying taxes)
  • Commercio con l’estero (Trading across border)
  • Rispetto dei contratti (Enforcing contracts)
  • Risoluzione della bancarotta (Risolving Insolvency)

Per ognuno di questi punti sono stati presi in considerazione tempi, procedure e difficoltá nei diversi paesi. In questo link potete trovare i parametri e le metodologie di misura adottate per stilare la classifica finale.

Dove si trova l’Italia?

Bisogna cercare “a fondo” nella classifica generale ed esattamente dopo l’Ungheria e la Turchia e appena prima della Biolorussia e della Jamaica. (Jamaica? Sí Sí proprio la Jamaica). Al 56mo posto. Non male per la terza economia Europea e per un paese del G7 (ancora per qualche anno).

Where is Italy-- Cliccare sulla tabella per ingrandire

I commenti mi sembrano inutili ma é interessante (e tragico) riscontrare come invece questa posizione in classifica sia una media e quindi per alcuni aspetti siamo riusciti a fare anche peggio:

– Permessi di costruzione: Ci posizioniamo al 116mo posto dopo Congo, Laos, Mexico, Capo Verde Timor Leste e Ghana giusto per mettere alcuni paesi che nella nostra (povera) immaginazione dovrebbero essere molto lontani. In Italia servono ben 233 giorni per avere un permesso rispetto ai 96 della Germania, i 105 della Gran Bretagna e i 183 della Francia.

Allacciamento elettrico: Fanno meglio di noi: Kazakhstan, Sri Lanka, Nicaragua e Haiti per fare qualche nome. Nella classifica globale gli altri principali paesi europei non vanno oltre la 90ma posizione. In Italia ci vogliono 4 mesi per l’allacciamento elettrico con un costo 5 volte piú alto di Germania e Francia. Solo la Gran Bretagna ci impiega lo stesso tempo ma con costi piú bassi del 60%. La Spagna é anch’essa un paese caro ma i tempi di allacciamento sono la metá.

Pagare le tasse in Italia: Sappiamo bene che questo é l’unico metodo conosciuto da tutti i Governi per rimettere in sesto le casse statali sotto stress da crescente spesa pubblica. Il metodo non é mai cambiato negli anni e non sembra cambiare oggi. Il risultato é che siamo al 65% di pressione fiscale totale sotto solo alla Francia con 66%. Nella classifica mondiale l’Italia é 141ma preceduta da Sierra Leone, Albania, Yemen, Sudan e Burundi. La Francia uno dei peggiori é in 95ma posizione la Germania al 68mo e la Gran Bretagna al 16mo posto. Se consideriamo il livello dei servizi pubblici Italiani direi che questa tassazione non ha proprio nessun tipo di giustificazione se non la completa incapacitá della gestione pubblica.

Rispetto dei contratti (Giustizia): Questa é la vera tragedia Italiana. Siamo al 147mo posto dopo Kenya, Nigeria, Iraq, Senegal, Guatemala e Madagascar giusto per fare alcuni nomi di paesi nell’intorno del nostro punteggio (ma non confinanti). Qui la cosa si fa serie poiché la garanzia di giustizia é bene primario per ognuno non solo per l’aspetto puramente di Business. La giustizia in Italia é lunga, contorta ma sopratutto non certa e questo é uno dei motivi principali dei bassi investimenti esteri in Italia. In Italia una causa ha un tempo medio (MEDIO) secondo la ricerca di ben 1185 giorni ovvero 3 anni e 3 mesi mentre Germania, Francia e Gra Bretagna viaggiano attorno all’anno mentre Spagna e Portogallo attorno all’anno e 4 mesi. Solo la Grecia fa peggio di noi ma non é un motivo di orgoglio.

I positivi diranno…

…che rispetto agli ultimi anni la posizione dell’Italia é migliorata di 15 posizioni.

Tutto vero ma siccome ogni tanto anche altri paesi fanno male il nostro miglioramento é solo dovuto al peggioramento di altri.

I realisti diranno…

VariazioniItalia

..che guardando la tabella nonostante la nostra posizione in classifica sia aumentata di 15 posizioni, ogni singola voce non ha avuto nessun miglioramento ma solamento valori negativi cioé abbiamo fatto peggio di prima.

Quindi si va male e si va peggio, non si vede nessun tipo di impegno da parte della classe politica di provare a migliorare la situazione pubblica (Tassazione, Giustizia, Burocrazia) ma siamo in costante peggioramento in un momento in cui servirebbe una svolta decisa.

Ma non ci dimentichiamo del punto di partenza: L’Euro e la Germania cattiva. Possibile che impattino cosí tanto su tutti questi fattori? Sono stranamente convinto di no e credo invece sia tutta farina del nostro sacco.

Quindi se giunti alla fine del post vi siete dimenticati che si stava discutendo di Euro e Liretta forse é un buon segno per capire che i primi problemi sono a casa nostra e non fuori confine.

Euro – no Euro: Un interessantissimo dibattito sul tema

Per chi é interessato all’argomento uscita dall’Euro e possibili conseguenze vi propongo questo interessante dibattito fra Alberto Bagnai e Michele Boldrin. (lo trovate a fondo pagina)

Entrambi economisti e Accademici, il primo organizzatore dell’evento (L’Italia puó farcela? )  e il secondo venuto recentemente alla ribalta poiché ideatore e poi leader del movimento “Fare” (per fermare il Declino), avventura politica (purtroppo) miseramente fallita.

Il video si riferisce all’evento organizzato dall’associazione “Asimmetrie”  fortemente indirizzata a dare una base teorica per l’uscita dall’Euro. L’associazione creata dallo stesso professor Bagnai che con un suo lavoro accademico cerca di spiegare tutti i vantaggi ma sopratutto cerca di demolire la negativitá di chi vede nell’uscita dell’Euro un vero e proprio salto nel piú profondo buio economico.

Il materiale e i pensieri del professore Bagnai sono tutti disponibili nel suo blog  e recentemente le sue apparizioni televisive si sono fatte sempre piú frequenti.

Michele Boldrin insieme ad altri economisti emigranti (Lui insegna negli Stati Uniti) gestiscono anch’essi un altro blog chiamato noisefromamerika e da cui Itakablog si ispira liberamente.

Proprio per questo i miei commenti al video sono piuttosto di parte essendo io stesso un profondo stimatore del rude Michele Boldrin, un assiduo lettore di Noisefromamerika e un suo (ex) elettore di Fare.

Insomma se avete un pó di tempo da spendere vi consiglio caldamente la visione. Le parole di Boldrin (forse ancora scottato per il suo tentativo di portare qualcosa di nuovo in Italia) sono crude ma indiscutibili.

Bagnai invece cerca con un certo insuccesso di controbattere alle accuse di Boldrin sul Sistema Italia, il professore di Washington non ha peli sulla lingua e spara a zero su un sistema malato che non ha bisogno di essere difeso per le proprie colpe interne.

Il dibattito fondamentalmente é riassunto da queste due posizioni:

  • Boldrin che esclude qualunque colpa del sistema Europa e dell’Euro ai mali dell’Italia. Il declino Italiano ha radici ben piú lontane dell’Euro ed é costante da 20 anni. Tutte le scelte di politica interna non sono in alcun modo dettate da pressioni esterne Europee ma solo da una completa incapacitá della classe politica Italiana.
  • Bagnai d’altra parte cerca di difendere la sua posizione mettendo comunque l’Euro come un responsabile del declino e sopratutto la pessima guida Europea di stampo tedesco, paese che secondo Bagnai é uno dei maggiori responsabili del degrado Europeo. Bagnai nonostante i suoi tentativi non riesce comunque ad obiettare nulla sulle responsabilitá della classe politica nostrana e quindi su questi punti concorda a pieno con Boldrin.

Quello che mi é parso abbastanza chiaro é il differente spessore fra i due accademici. Boldrin viene comunque da un esperienza piú vasta che gli permette di portare sul tavolo molti piú dati e confronti mentre Bagnai cerca di difendersi dietro il suo modello economico per l’uscita dell’Euro che sembra peró non convincere Boldrin. “Bagnai, ti faccio un modello che fa volare gli elefanti se vuoi”.

Boldrin a mio modo di vedere (ovviamente sono di parte) smentisce molti dei punti elencati e all’inizio del dibattito riesce anche a far fare una pessima figura al molto titolato (televisivamente parlando ma non accademicamente) Claudio Borghi. Responsabile economico della Lega Nord e personaggio di cui nutro una scarsa fiducia per le sue argomentazioni… ma come ho detto sono di parte. In ogni caso qui un commento piú esteso ed elaborato di Boldrin verso le teorie di Borghi.

Il dibattito é interessante e lo consiglio a chi vuole sentire qualche discorso ragionato, non di stomaco e senza nessun legame con la politica. Le tasse Italiane non sono una scelta dell’Europa né tantomeno dell’Euro. La Burocrazia complessa o la Giustizia lenta e inefficiente non sono certo invenzioni della Merkel e dell’Europa.

Un ultima nota:

A questo evento hanno partecipato lato politica: Giorgia Meloni, Gianni Alemanno, Fausto Bertinotti, Matteo Salvini. Non ho visto i loro interventi ma secondo me rientrano in quella categoria di politici di scarso spessore che hanno bisogno di cause esterne per giustificare l’ingiustificabile. Questo mi fa pensare che le teorie (e i modelli economici) del Professor Bagnai servono sopratutto per costruire una base teorica con scopi politici e propagandistici. L’argomento attualmente é molto di moda ma sopratutto fa breccia nella gente che crede facilmente al nemico esterno senza accorgersi di tutte quelle colpe interne di decenni di malapolitica.

Buona visione