L’In-Giustizia Italiana ha trovato un (unico) colpevole per il Sisma dell’Aquila, Il Rettore. Dove siete difensori dei piú deboli?

Si chiama Livio Bearzi, 58 anni, sposato, tre figli a carico. Era il Preside del convitto Domenico Cotugno, l’istituto aquilano che dirigeva la notte del sisma.

E’ stato condannato in via definitiva a 4 anni che sta giá scontando nel carcere di Udine. Il suo reato? OMICIDIO COLPOSO di tre studenti e lesioni ad altri due.

La sua colpa? non aver chiuso il convitto e fatto uscire gli studenti (minorenni) in strada che come si sá non é propriamente la scelta migliore durante un terremoto. L’istituto dopo 200 anni di trascurata manutenzione é venuto giú come un castello di sabbia come ci racconta il Corriere.

Questa era la lista degli indagati nell’inchiesta che riguarda i crolli dell’Aquila per i filoni che riguardano la casa dello studente ed il convitto nazionale:

Questi i nomi degli indagati per la Casa dello studente:

  • Claudio Botta (Ingegnere progettista)
  • Giorgio Gaudiano (collaudatore per l’acquisto dello stabile dal consiglio di amministrazione dell’opera universitaria dell’Aquila, 1977)
  • Walter Navarra (ingegnere incaricato dal consiglio di amministrazione dell’Opera universitaria)
  • Berardino Pace (progettista e direttore dei lavori di ristrutturazione dello stabile)
  • Carlo Giovani (direttore dei lavori per conto Regione Abruzzo)
  • Pietro Centofanti (progettista e direttore lavori di restauro dello stabile)
  • Tancredi Rossicone (progettista e direttore dei lavori dello stabile)
  • Massimiliano Andreassi (progettista e direttore dei lavori di restauro incaricato dei controlli non eseguiti)
  • Pietro Sebastiani (responsabile dell’area tecnica dell’Azienda per il diritto allo studio universitario, presidente della Commissione di collaudo dei lavori di ristrutturazione)
  • Luca Valente (direttore dell’Adsu)
  • Luca D’Innocenzo (presidente dimissionario dell’Adsu e attuale assessore alla Promozione sociale del Comune dell’Aquila).

Per i convitto nazionale erano indagati:

  • Livio Bearzi ( rettore del Convitto nazionale)
  • Vincenzo Mazzotta ( dirigente del settore edilizia e pubblica istruzione della Provincia dell’Aquila).

Non che voglia altre persone in carcere invece del Dottor Bearzi ma che un rettore sia l’unico colpevole di questa tragedia fa di tutta questa inchiesta (a mio parere) un altro grande errore della nostra giustizia. Una giustizia che non garantisce, quella che non colpisce chi dovrebbe, quella che trova giustificazioni per alcuni e colpe per altri.

Non ho letto i capi di accusa ma se un edificio crolla dopo 200 anni e uccide 3 giovani l’unico responsabile é il rettore? E le norme di sicurezza in un’area sismica? E i vari permessi che sempre si rilasciano? E la Protezione Civile che deve costantemente controllare.

Per mia curiositá personale sono andato a cercare nel web i varie articoli critici contro il sistema scritti in quel periodo. Mi riferisco per motivi di coerenza al Blog di Beppe Grillo che sostiene di difendere i sopprusi verso i piú deboli. Non é il blog una fonte di informazione ufficiale ma sicuramente fá della critica alla stampa ufficiale un suo cavallo di battaglia. Cosí il sempre Polemico Beppe Grillo accusava un sistema che aveva fallito da un punto di vista civile non applicando le regole di sicurezza (giustissimo). Poi si scagliava contro i vari esperti che non avevano dato l’allarme adeguato e riferiva del solito sconosciuto eroe che non era stato ascoltato e che le morti si potevano evitare. Come sempre “il senno di poi…”.

E poi il silenzio dal 2009.

Si era detto che si sarebbe seguita da vicino la sentenza ma come poi capita spesso le promesse sono facili ma i fatti meno. Nessuno si é poi preoccupato di denunciare questa vergogna o meglio non ho trovato nessun altro articolo che denunciasse questa vergogna se non il Corriere della Sera ovvero la Stampa ufficiale.

Come mai? Non é forse il rettore Bearzi un simbolo di un sistema che fallisce nella garanzia piú importante, la Giustizia per i cittadini?

Certo non é Grillo il mio riferimento né il problema di questa triste vicenda ma chi si professa Paladino della Giustizia dal basso non dovrebbe applicarla per ogni caso? Questo é sfuggito?

Sono sicuramente un soggetto di parte che non apprezza le battaglie portate avanti dal M5S e per questo spesso mi scaglio contro le loro idee. Non é per partito preso ma per coerenza mancata. Quella sempre professata ma applicata solo dove serve alla propria causa; né piú né meno quello che fá la stampa ufficiale e spesso servile.

Inoltre i presunti colpevoli secondo i il “tribunale popolare” erano i vari esperti, quelli che fortunatamente sono stati assolti:

  • La Giustizia ha assolto i vari esperti che non avevano “previsto adeguatamente” il sisma. Mi riferisco al Professor Boschi che in Cassazione é stato assolto perché “Il fatto non sussite”. Boschi era del gruppo di esperti ormai sulla graticola della Giustizia Popolare Populista che dopo qualche giorno giá conosceva tutte le responsabilitá. Quella che pensa che tutto é prevedibile e tutto é facile da gestire.
  • L’assoluzione arriva peró dopo le condanne in primo e secondo grado per Boschi a 6 anni e 10-12 Milioni di rimborso. “Per non aver previsto”. La stessa giustizia che poi alla fine cancella tutto e dimostra che i problemi sono profondi e gravi. Un conto é cambiare una pena un conto e camcellarla con “Il fatto non sussiste”.

Non desidero la pena per il Professor Boschi perché sono contento della sua assoluzione. Trovo  tremendamente grave che in Italia si possa accusare qualcuno di non aver “previsto” adeguatamente un evento catastrofico mentre invece non esiste la possibilitá di identificare i responsabili di mala gestione, manutenzione, sicurezza pubblica. Le responsabilitá per regole mai applicate sono sempre impossibili da dimostrare in un sistema contorto, burocratico che non garantisce nulla al cittadino. Trovo tremendamente grave il fatto che il povero populino abbia bisogno della vittima sacrificale, che si agiti quando bisogna trovare i colpevoli ma non si indigni quando il colpevole é obiettivamente quello sbagliato.

Alla fine a pagare é il povero professor Bearzi, responsabile di colpe che non ha e che insieme al pesante fardello di aver perso 3 ragazzi sotto la sua responsabilitá si ritrova anche unico condannato di un’altra vergognosa vicenda giudiziaria Italiana.

Aspetto che i paladini della giustizia popolare si attivino in suo favore anche se nutro il forte dubbio che il soggetto sia troppo poco complottista per gli affezzionati del solito bar del nulla cerebrale.

Je suis Luttazzi: La vittoria della satira. Per non dimenticare dopo 14 anni

Je Suis Luttazzi

I giudici della Cassazione hanno chiuso il capitolo Luttazzi, Travaglio, Berlusconi.

Ci hanno messo come sempre un pó troppo tempo perché la causa é iniziata nel marzo del 2001 e ci sono voluti ben 14 anni per assolvere Marco Travaglio e Daniele Luttazzi dall’accusa di diffamazione nei confronti di Silvio Berlusconi.

Silvio Berlusconi aveva infatti chiesto un risarcimento di ben 20 Miliardi delle vecchie lire per un’intervista che Luttazzi aveva fatto a Travaglio durante la sua trasmissione  “Satyricon“. In questa intervista Marco Travaglio presentó il suo libro “L’odore dei soldi” e parló di Silvio Berlusconi, Marcello dell’Utri il mafioso Mangano e i possibili legami fra la carriera di Berlusconi e la mafia.

Al Berlusconi dei tempi in pieno potere politico queste critiche non piacqueró per aver “gravemente leso il suo onore, la sua reputazione, l’immagine di uomo politico e la sua stessa identità personale” e denunció Luttazzi, Travaglio e l’allora direttore di Rai2 Carlo Freccero. Insomma nulla di nuovo per l’Ex Primo Ministro che negli anni ha dimostrato di non amare nessun tipo di critica giornalistica, satira di alcun tipo e nemmeno i contraddittori televisivi.

Questa é la famosa intervista di Luttazzi al giovane Travaglio.

La trasmissione Satyricon nonostante i grandi ascolti non é piú stata rinnovata e Luttazzi é poi lentamente scomparso dalla Televisione. In Italia la meritocrazia non é mai utilizzata per premiare le persone benché mai nel mondo Televisivo dove lo zerbinismo ha sempre portato migliori e piú soddisfacenti risultati.

L’amore aveva vinto sull’odio ma oggi “l’odio” e la veritá si sono presi una piccola rivincita.

Riflessioni

  • Indipendentemente dal gradimento di Luttazzi e Travaglio chiunque deve avere la possibilitá di esporre le proprie idee. Questo in Italia troppo spesso non é stato e non é vero. La Classifica sulla libertá di stampa nel mondo lo conferma posizionandoci al 49mo posto. Certo siamo migliorati dai tempi di Berlusconi ma non ancora abbastanza da sentirci Charlie.

Libertá di Stampa

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Fonte Reporters Without Borders organization.

  • Je Suis Charlie? Il piacere di scandalizzarsi per l’attacco di Parigi alla libertá di stampa solo perché condotto dai “nemici” Islamici, stranieri, immigrati, neri non vi  giustifica dall’ignorare che questo tentativo di Silvio Berlusconi non si differenzia nella sostanza. Le differenze sono che Berlusconi non é né terrorista né mussulmano né straniero né immigrato né nero ma purtroppo era Primo Ministro. Potete anche fare appello alle Toghe Rosse ma forse nel 2014 credo sia venuto il tempo finalmente di tacere e riflettere.
  • L’Italia non é Charlie. Ai tempi quasi tutti si erano scagliati contro Luttazzi, da destra a sinistra dimenticando che la libertá di stampa che oggi si difende forse ai tempi non era cosí importante. E i fatti successivi hanno dimostrato che effettivamente in Italia era (ed é) purtroppo un dettaglio di comodo.
  • 14 anni sono un tempo sufficiente per dimostrare che forse il sistema ha qualche problema. Come scrivevo giá qui i problemi Italiani sono lontani dai luoghi comuni della protesta popolare. I tempi della giustizia sono uno di questi. In 14 anni abbiamo perso tempo e soldi preziosi per una causa inutile che ha peró impegnato il personale giudiziario in 3 diversi gradi di giudizio. Garantismo o inefficienza?
  • 20 Miliardi ma se perdi la causa? Una cosa che non ho ancora capito della giustizia Italiana é il fatto che una persona puó fare denuncia/querela per un determinato importo ma in caso di perdita la stessa cifra non é usata come rimborso della controparte vincente. In questo caso Berlusconi chiedeva 20 Miliardi (10 Milioni di Euro) nel 2001 e si ritrova oggi a dover rimborsare solo 10.000 Euro di spese giudiziarie alla RAI. Non mi sembra equo perché non resposabilizza l’accusatore a chiedere cifre realistiche. Credo ci debba essere un certo rischio per cui quello che chiedo potrebbe essere usato come importo contro di me in caso di perdita. Almeno si ridurrebbero (forse) il numero di queste stupide cause che spesso sono utilizzate in maniera eccessiva nel nostro paese.
  • Marcello Dell’Utri adesso é in carcere con una pena confermata anche in Cassazione di 7 anni per associazione mafiosa.

Che dire quindi: Viva la libertá di stampa, di pensiero, di religione, di sessualitá e viva Charlie.