Letture per il weekend – 11 Aprile 2015

I primi test pubblici sulle performance delle reti LTE in UK. [link all’articolo]

Un Impeccabile (come sempre) Boldrin e la sua descrizione sulle cause del declino Italiano e come mai l’Italia é piú simile a paesi oligarchi di stampo medioevale che al Nord d’Europa. [link all’articolo]

Tutto quello che puoi fare con l’Apple Watch. [link all’articolo]

Le nuove Apps di Facebook. [link all’articolo]

Anche Vodafone aggiunge i pagamenti via smartphone nei sui servizi. [link all’articolo]

Quello che l’amministratore delegato di British Telecom afferma a proposito del Broadband. Certo, si deve investire nella fibra ma ci sono spesso dei calcoli economici che non la rendono efficace. Visto che i governi pensano sempre troppo avanti senza considerare che gli operatori non vivono di sovvenzioni pubbliche. Sí puó fornire fibra a tutti ma poi chi paga un abbonamento di 70-100E al mese quando puó contare su 30E su rame? [link all’articolo]

 

Letture per il weekend – 21 Marzo 2015

Un’ottima spiegazione sul braccio di ferro Grecia-Europa Germania.

EXPO 2015… 80% di cantieri in ritardo… come sempre a correre negli ultimi giorni. [link all’articolo]

Visto che al Mobile World Congress era uno degli argomenti piú in voga, vediamo i dispositivi per la realtá virtuale. [link all’articolo]

Tutto su Apple Watch. [link all’articolo]

Uno dei tanti annunci o twit di Renzi poi andato nel dimenticatoio. Come sempre da risolutore di tutti problemi a questione fuori moda. Ma quando arriverá qualcuno serio in Italia che saprá separare promesse fantascientifiche da modesti buoni propositi applicabili. Il tempo del “milione di posti di lavoro” non é mai finito. [link all’articolo]

Ma come vanno le reti LTE nel mondo? Un interessante grafico con le misure nei vari paesi. Vodafone la migliore rete in Italia, WIND la peggiore. [link all’articolo]

Un divertente articolo sui limiti di compatibilitá dell’iPhone 6. [link all’articolo]

É stato presentato il piano per la Banda Ultralarga. Meglio tardi che mai viste le condizioni in cui si trova l’Italia rispetto agli altri paesi Europei. Non vorrei essere troppo negativo ma mi sembra forse un pó troppo ambizioso in un paese in cui  a casa mia (30km da Torino) non ho copertura ADSL e chi ce l’ha va a 640Kbps in download. 640KBPS in download nel 2015. Bello parlare dei 100Mbps al 50% della popolazione ma l’esistente é veramente lontano. Parlando con gli operatori sembra difficile che questi 100Mbps possano effettivamente arrivare perché gli investimenti sono troppo alti e non sostenibili per gli operatori privati. Perché non provare una strada sostenibile che porti bande anche piú basse ma a tutti? Attualmente 30Mbps sarebbero piú che sufficienti per tantissime applicazioni incluso il video. Forse sono io che ho una visione vecchia ma la mia esperienza in TLC mi porta a dire che 30Mbps non sono poi cosí male. [link all’articolo]

Non so cosa fumino in Google ma di certo é roba buona: Il progetto Titan

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Lo so che il titolo non é propriamente il migliore per un post che tratta di aspetti tecnologici ma oggi é la prima cosa che mi é saltata in testa guardando la presentazione del Senior Vice President dei prodotti Google al Mobile World Congress che si sta tenendo in questi giorni a Barcellona.

A questo link potete trovare i 13 minuti della presentazione.

Nonostante sia un Fan dei prodotti marchiati Google (qui i miei apprezzamenti sul Chromecast) e possessore di uno Smartphone Nexus che reputo il miglior Android sul mercato, continuo ad essere peró molto scettico sulla visione di Google del futuro.

Google a mio modo di vedere non é un’azienda che innova piú di tanto ma é semplicemente un monopolista con un budget quasi illimitato da investire in una enorme mole di progetti di ricerca. Tanti sono i progetti iniziati da Google e poi terminati perché non avevano un riscontro nel mercato. Anche il famoso Gmail é iniziato cosí ma per ovvi motivi di utilizzo del servizio mail non é mai stato chiuso. Penso invece a progetti come i Google Glasses che nonostante facciano parte di tecnologie “indossabili” molto in voga, non credo avranno vita lunga. Il mercato per il momento ha preferito fermarsi agli orologi o qualche misuratore da polso. Qui qualche mio commento piú dettagliato dei glasses scritto in tempi non sospetti.

Adesso al Mobile World Congress Google promuove un suo progetto per coprire zone del globo difficilmente cablabili utilizzando palloni aereostatici o piccoli droni alimentati ad energia solare. Il concetto é quello di creare una copertura dall’alto di segnali 3G o LTE in posti dove é difficile installare antenne.

In questo video la Bloomberg richiama l’annuncio

Il progetto sembra lodevole per poter portare copertura in paesi dove gli investimenti sono bassi ma il dubbio sulla sua applicabilitá e sopratutto sulla sua redditivitá rimane alto.

Redditivitá?

Eccolo qui il capitalista come potrebbero pensare gli amanti “del vogliamoce tutti bene” e “del mondo vive anche senza capitali”.

Ebbene Sí, redditivitá poiché come qualcuno forse sa i soldi non si creano dal nulla ma crescono se si investono. Certo si possono stampare ma con il grosso problema che poi se sono troppi si svalutano.

Quindi come in ogniddove accade in questo mondo per ogni investimento c’é sempre un capitale che deve rientrare con una rendita altrimenti nessuno lo farebbe. Nessuno va in perdita, anche un contadino che pianta pomodori, patate, zucchine lo fa investendo il suo tempo e i suoi soldi per poi rivendere il frutto del suo lavoro ad un prezzo che copra i costi e gli dia una rendita. Magia.

E quindi Google?

Google invece non segue queste regole ma ha semplicemente una quantitá di soldi che si puó permettere di “sprecare”. Eh sí perché Google ha un cosiddetto “Business model” tutt’altro che innovativo ma vecchio di almeno 40 anni. La pubblicitá, con la grossa differenza che ha praticamente il 90% del mercato On-Line. Avete idea di quanti dollari incassa Google ogni giorno per promuovere i suoi clienti su Internet? Quanti “click” vengono fatti ogni giorno su annunci gestiti da Google? Tanti vi assicuro… tanti.

Google investe in tanti progetti senza avere bene in mente dove sta il rientro economico, almeno mi danno quest’impressione. Voi etici dell’ultimo minuto direte: “Avanti cosí, innovazione senza capitalismo?” Invece no, é semplicemente una condizione fortunata (e monopolista) ma non standard. Gli altri lottano sul mercato mentre Google domina essendo quasi l’unico. Ti piace giocare facile, vero?

Ma torniamo agli “stupefacenti acquisti” del team di Google come da titolo. Il Senior Vice President elenca tutti i vantaggi del “cloud” di Google o del Sistema Operativo Android. Sono tutte veritá ma il concetto di investimento/rendita non torna. Android é nato dopo il boom di Apple su Smartphone. Apple ha rivoluzionato le telecomunicazioni inventando lo smartphone. Apple ha creato l’iPhone con una ben precisa idea di business e Google ha poi successivamente realizzato che le reti mobili avevano un grande potenziale. Chi é il vero innovatore? Quello che ha inventato qualcosa e con le rendite della sua innovazione ha continuato ad investire (e fare soldi: Il cattivone). Una strada un pó diversa rispetto a Google.

Adesso gli stupefacenti palloni in aria che garantirebbero una connettivitá universale mi sembrano una altro bel giochetto che suona Cool ma che vedo di difficile applicabilitá. Lavoro nelle TLC da quasi 20 anni, probabilmente sono invecchiato con loro ma ancora credo (e vedo) che la connettivitá la offrono solo gli operatori mobili e fissi non Google. Spero di sbagliarmi e nel prossimo futuro le reti saranno gestite dai Google baloon ma ho quanche dubbio sulla loro fattibilitá. Le aree mondiali non coperte sono spesso anche ambientalmente difficili e probabilmente hanno anche una densitá di popolazione che non garantisce un rientro degli investimenti. Anche spedendo in aria questi palloni aereostatici o droidi ad energia solare come posso garantire il servizio? Capisco che le aree possano essere un pó “sfigate” ma come posso dire ai clienti: “Scusate oggi non c’é connettivitá perché il vento era troppo forte”. Se proprio una connettivitá deve scendere dall’alto é piú probabile che capiti con tecnologie attualmente giá esistenti come i satelliti ma attraverso dei palloni gonfiati proprio non riesco a concepirla. Sará la vecchiaia che fossilizza i miei neuroni.

Aspetteró questo fantomatico futuro per capire chi ha ragione ma ho l’idea che se Google perderá parte del suo monopolio forse le cose cambieranno. I soldi da investire buttare in questi giochetti saranno drasticamente ridotti e forse capiremo qual’é la differenza fra investimenti per ricchi e la dura realtá del vero mercato delle telecomunicazioni, quello reale e non quello “campato in aria”.

Cina: la quantitá che fa la differenza

Lavorando per un’azienda Cinese si percepisce immediatamente che la tigre asiatica ha molto del suo potere nei numeri della sua popolazione.

Ogni giorno si realizza quanto un’azienda cinese riesce ad esprimere la sua forza di mercato nella spinta di gruppo. Questa spinta si appoggia sui numeri ovvero sulla mole di lavoro (quantitá) piuttosto che sulla precisione (qualitá). Le risorse sembrano illimitate e questo da un grande vantaggio all’intero business della Cina.

Di seguito mi spiego con un esempio grafico.

Centrare l'obiettivo

La sensazione che ho dall’interno di un’azienda cinese é che c’é un grande differenza in termini di “proiettili a disposizione”. Le risorse interne quasi illimitate permettono ad un’azienda cinese di avere piú possibilitá per centrare l’obiettivo.

Mentre un’azienda occidentale deve per forza rendersi efficiente (precisione nel colpo) perché le risorse costano molto e non sono illimitate, un’azienda cinese puó contare su una grande quantitá di risorse maggiore. La spinta “di gruppo” permette di raggiungere gli stessi obiettivi anche se la “precisione” dei singoli é piú bassa.

Il fenomeno numerico Cinese non si limita a mio modo di vedere ai soli vantaggi per le aziende cinesi nel mercato globale ma anche alle distorsioni che la Cina puó provocare nel mercato stesso, ovvero quando i cinesi sono clienti.

I  numeri possono cambiare gli equilibri in settori consolidati nel mondo occidentale semplicemente perché nel momento in cui la Cina si presenta in un mercato riesce a muovere numeri non riproducibili in nessun altro paese.

Questo impatto é forse la vera arma Cinese con la quale é in grado di deviare e controllare grosse fette di mercato. Dall’alto dei suoi quasi 2 Miliardi di abitanti (ufficiali in patria) la Cina ha una forza devastante.

Sotto un esempio per capire l’impatto cinese. Il grafico si riferisce ai software di messaggistica mobile nel mercato mondiale. Nel primo grafico c’é la classifica per numero di utenti attivi su base mensile mentre nel secondo i paesi in cui sono piú diffusi.

Monthly active messaging usermessagers-countries

Stiamo parlando di un semplice messenger per smartphone ma puó rendere l’idea di cosa é veramente la Cina.

Dopo aver guardato il grafico la prima domanda é :”Cos’é QQ?”

Quanti ne hanno sentito parlare? nessuno credo, eppure fa piú traffico di Facebook e Skype. Solo Whatsapp lo batte ma con una grossa differenza: Whatsapp é presente a livello globale mentre QQ solo in Cina. SOLO FRA CINESI.

Un paese solo al mondo usa QQ ma questo é sufficiente per farlo entrare fra i primi al mondo. Qui scrivevo di Alibabá, un altro esempio in cui i numeri cinesi aiutano un’azienda a competere nei volumi con leader mondiali presenti sul mercato da decenni.

Non é un’accusa alla Cina perché suonerebbe irrispettosa per una persona come me che lavora nel sistema cinese, ma la questione dei numeri é molto importante. Io rispetto il libero mercato e la competizione ma bisogna tenere in considerazione questo fattore numerico. Quando si muovono i cinesi la lotta é dura e l’occidente dei piccoli paesi é un topolino che lotta contro un elefante o almeno questa é la mia sensazione vivendolo dall’interno.

Letture per il weekend – 31 Gennaio 2015

La presentazione del nuovo Windows 10.

 

Google sembra aver intenzione di diventare operatore mobile negli Stati Uniti. [link all’articolo]

Il Super computer Inglese. [link all’articolo]

Grosso fermento nelle aggregazioni delle aziende Telco in UK. Tre UK ha comprato l’operatore mobile O2 che apprteneva a Telefonica. [link all’articolo]

Dalla scorsa settimana WhatsApp é anche disponibile su PC ma non sembra una gran cosa. Lo Smartphone deve comunque essere collegato e sembra aumenti il consumo della batteria. [link all’articolo]

Sempre su WhatsApp qualche consiglio per gestire la propria privacy. [link all’articolo]

High Tech sempre piú Cinese. I produttori di Smartphone Cinesi si piazzano in 6 posizioni su 10 nella classifica mondiale. [link all’articolo]

La visione dell’Internet del futuro secondo Eric Schmidt fondatore di Google. [link all’articolo]

 

Il Presidente della Repubblica e i soliti controsensi del M5S

Le elezioni del Presidente della Repubblica sono in questo periodo l’argomento che catalizza di piú il dibattito politico. Candidati di qui, candidati di lá, no al candidato di Sinistra, no a quello di destra, é tutto un inciucio e via dicendo. Insomma abbastanza monotono e in certi aspetti anche ridicolo.

L’argomento per principio mi interessa poco perché non lo reputo importante per il paese nonostante sará molto importante per gli equilibri politici che in Italia purtroppo contano piú dele reali necessitá dei cittadini.

Oggi mi é capitato di leggere l’articolo sul Blog di Beppe Grillo sulle elezioni in streaming del candidato a Presidente della Repubblica del M5S. Questa volta cambia la modalitá, prima c’erano le votazioni sul web adesso la riunione in streaming per i candidati. Non entro nel merito ma mi sembra che non ci sia ancora una metodologia certa per gestire gli elettori del movimento. Prima la rete, poi lo streaming, poi le piattaforme ad hoc mai sviluppate. Insomma questa volta una web cam collegata al solito canale “La cosa” che trasmette in streaming gli eventi del movimento.

Nell’articolo in questione c’era l’accusa al PD per non aver condiviso i nomi dei candidati con il M5S. Ad ogni Parlamentare del PD per primo Matteo Renzi era stata inviata una lettera in cui Beppe Grillo e Roberto Casaleggio chiedevano chi fossero i candidati per la Presidenza della Repubblica. Il motivo era la trasparenza perché tutti i cittadini devono sapere quali sono i candidati e li possono scegliere liberamente.

Solo 4 Parlamentari hanno risposto, uno ha insultato Beppe Grillo (vai a zappare) e l’unico nome uscito era Romano Prodi.

Riflettiamo

– Il Presidente della Repubblica fino a prova contraria non lo vota il “Popolo” ma il Parlamento e da nessuna parte c’é scritto che il “Popolo” lo deve votare. Nelle Repubbliche Presidenziali lo vota il popolo ma é un sistema diverso. In ogni caso come ho giá scritto qui il numero molto limitato dei votanti web alle precedenti “Quirinarie del M5S” non permettono di definirlo “Popolo” e di conseguenza non é democrazia.

– La lettera inviata ai Parlamentari del PD era firmata da Grillo e Casaleggio. Non capisco quale legame ci sia fra questa scelta e il “Popolo”. Io personalmente che non simpatizzo per il M5S non mi sento rappresentato dagli inventori del movimento ma penso di far parte comunque del “Popolo Italiano”. Se l’avesse scritta qualche rappresentante del M5S invece che i suoi proprietari sarebbe stato a mio modo di vedere un segno di democrazia.

– Perché il PD dovrebbe condividere i candidati con il M5S? I nomi sarebbero messi immediatamente alla gogna dal cosiddetto web e poi distrutti piano piano. Sommersi da critiche qualunque siano i nomi perché in ogni caso sarebbero come le proposte della casta, dei massoni, degli inciuci. Perché il PD dovrebbe essere cosí stupido? In nome della democrazia o della libertá? “Fare i nomi è un esercizio di democrazia!” NO! Mi spiace é un esercizio utile solo alle povere menti degli sprovveduti ma non é un esercizio contemplato dalla costituzione Italiana. il Popolo fino a prova contraria a quella deve riferirsi a meno che non la si voglia cambiare.

Ma riflettiamo ancora di piú

 “A quel punto, non ritenendo più Renzi un interlocutore affidabile, ci siamo rivolti ai parlamentari del PD, molti dei quali alla prima legislatura.”

“Abbiamo aspettato diversi giorni nel cercare di dialogare con un partito chiuso a riccio  in cui il loro segretario ha deciso di votarsi il Presidente della Repubblica insieme a Berlusconi al quarto scrutinio.”

Renzi un interlocutore non affidabile? Anche se Matteo Renzi non é piú nella lista del mio gradimento politico mi chiedo quando mai é stato un interlocutore per il M5S. L’ebetino o come lo chiamano Grillo e i suoi fans é sempre stato fortemente criticato e con lui mai si é cercato un dialogo. Cosa si pretende adesso? Un interlocutore?

Un partito chiuso a riccio? Il PD? Mi tornano in mente le precedenti votazioni per il Presidente della Repubblica o le discussioni in diretta streaming con Renzi incaricato di formare un Governo. Mi sembra ci sia stato sempre un partito politico che per coerenza (e va bene la coerenza) ha deciso che non sarebbe mai sceso a compromessi (chiamati anche accordi politici) con chi rappresenta tutta la classe politica ovvero quello che il M5S vuole cancellare. Benissimo coerenza fino in fondo, nessun problema ma allora adesso cosa volete? Se adesso nessuno vi ascolta é contro la democrazia? Il M5S rappresentava un importante 20% del popolo e per il fatto che si sia chiuso in se stesso senza nessun tipo di dialogo ha cancellato la parola di quel 20%. É questa la democrazia?

Potete pure continuare a cercare il vostro 51% dei voti o a costruire muri intorno a voi stessi ma davanti ad uno specchio guardate bene chi é il riccio? Ricordatevi sempre che rappresentate qualche milione di cittadini non solo quegli 80.000 fedeli che votano sul Web.

E adesso aspettiamo i vostri candidati sperando che si differenzino per qualitá da quello che la voce della democrazia dal basso ha suggerito la scorsa volta.

Aggiornamento

Sono usciti i nomi decisi dal “Popolo”.

É stato messo Romano Prodi perché “… riteniamo di dover onorare l’impegno preso con i parlamentari del PD attraverso l’email inviatagli.” 

se questo é un tentativo per dimostrare trasparenza e apertura direi che é giá fallito in partenza.

Da questo post del blog sembra che alla lettera di Grillo e Casaleggio abbiano risposto in 6 (su 400) e di questi 6 Parlamentari due hanno espresso un parere personale menzionando Romano Prodi.

Prendere un nome che arriva da 2 soli commenti mi sembra altamente incorretto e non ha nulla a che vedere con la democrazia, l’apertura o la trasparenza:

– Chi sono questi 2 parlamentari per decidere un nome? uno vale uno, allora perché questi 2 valgono 400?

– Questa scelta non ha nulla a che vedere con il PD ma semplicemente un parere personale di due persone ma viene giá usata come dimostrazione del “noi siamo aperti voi no”.

Vedo che si continua a peggiorare e quando invece si vogliono fare i giochi da grandi si fallisce miseramente.

Letture per il weekend – 24 Gennaio 2015

Sembra che la digitalizzazione del mercato automotive sia una delle maggiori innovazioni presentate al CES 2015. [link all’articolo]

Gli scenari futuri dell’Europa relativi alla situazione Greca e alle sue elezioni del 25 di Gennaio. [link all’articolo]

Un articolo che condivido solo parzialmente a riguardo delle non strategie di Fiat e Marchionne. Ne ho scritto in maniera piú estesa la scorsa settimana. [link all’articolo]

Chiara spiegazione di cos’é il famoso Quantitave Easing di Draghi ovvero il tentativo di stampare moneta per alzare l’inflazione. [link all’articolo]

Ma cosa ha fatto Draghi ieri? [link all’articolo]

In Inghilterra versa la Net Neutrality. [link all’articolo]

Amazon, Moncler e quelle inchieste di Report che mi infastidiscono

report Ho letto in un post su facebook di una puntata di Report che si occupava del mercato on-line e nello specifico del colosso americano Amazon.

La questione alla base sta, secondo report, nel fatto che l’azienda nonostante la sua posizione di leader mondiale nel mercato on line, non fornisce i dati sui volumi di vendita. Nello specifico l’indagine di Report evidenzia il fatto che i volumi relativi ai singoli paesi non fossero disponibili ma Amazon fornisce l’aggregato Europeo. L’azienda infatti é sotto il mirino di molti paesi poiché dichiara tutti i suoi ricavi in Lussemburgo appoggiandosi ad un trattamento fiscale migliore.

Le persone di Amazon intervistate durante il servizio non fornivano nessun tipo di numero relativo ai volumi, ricavi, vendite dei prodotti venduti da Amazon Italia nonostante l’incalzare dell’intervistatrice. In aggiunta viene preso l’esempio inglese dove Amazon era giá stata sotto processo per non aver correttamente dichiarato le proprie vendite sul territorio Inglese. Stesso discorso in Francia dove indagini pubbliche avevano portato alla richiesta di svariati Milioni di Euro di tasse non pagate (probabilmente mai pagati perché tutto legale).

La questione quindi non fa che arenarsi sul solito e ripetuto discorso “La multinazionale cattiva” che fa quello che vuole e non paga le tasse (ammetto di essere passato anche io per questa fase della vita poi sono guarito).

Amazon Italia nata nel 2010 conta circa 800 dipendenti e un possibile call center con 500 persone nel prossimo futuro. Ha un solo magazzino in Emilia dal quale distribuisce la sua merce.

Per fare un paragone, in Inghilterra Amazon conta circa 15.000 dipendenti numero che fa ben sperare per una possibile espansione anche nel nostro paese. Almeno io lo spero ma non sembra che Report abbia la mia stessa speranza.

Il volume occupazionale sembra infatti un dettaglio e viene messo in un angolo per una piú motivata (?) lotta all’evasione fiscale (che poi evasione non é).

In Germania il discorso Amazon ha seguito un po’ lo stesso binario delle tasse ma in aggiunta l’azienda era accusata anche di applicare politiche di prezzo troppo stringenti ai propri fornitori. Questo discorso é stato solo sfiorato dalla Gabanelli ma potrebbe essere fondamentalmente piú rilevante delle tasse. In sostanza un margine basso per un fornitore potrebbe essere un problema per un’altra azienda Italiana e quindi per altri lavoratori. Amazon Italia ha infatti dichiarato che la quasi la totalitá dei fornitori sono Italiani e potrebbe essere anche questa una buona notizia considerando le potenzialitá del mercato On-line ma anche qui sembra solo un mio parere.

Cosa mi infastidisce di questo servizio? Sostanzialmente la superficialitá con cui é stato fatto e per il modo con cui ci si ferma alla sola e noiosa accusa alla Multinazionale senza cercare minimamente di capire perché l’azienda puó permettersi di fare questi giochetti fiscali. Pensare che l’unico problema é Amazon o la multinazionale di turno é riduttivo, banale quanto oggettivamente sbagliato. L’anomalia non é Amazon ma il Lussemburgo e l’ho giá scritto qui. La questione delle tasse in Lussemburgo é il vero e unico problema ed é inutile cercare lo scandalo in tutte le aziende che ne sfruttano i vantaggi fiscali. La lista é lunga e Amazon é in ottima compagnia ma purtroppo il problema é il sistema Europeo che permette queste differenze fiscali fra i diversi stati membri. Forse sarebbe piú utile se Report andasse a trovare Juncker e capire come mai (legalmente) queste aziende possono decidere dove dichiarare le tasse.

Perché fare un servizio su Amazon per una ben piú grave lacuna fiscale tutta Europea? Mi sembra alquanto inutile anche perché (udite udite) queste aziende operano nella legalitá piú totale. Non é evasione, é legale. Il problema non é Amazon, Vodafone, Google ma il Lussemburgo, l’Olanda, l’Irlanda cioé quei paesi che fanno accordi fiscali vantaggiosi per attrare le aziende.

Abbiamo un’Europa con un sistema fiscale non unificato. Bruxelles non si é mai preoccupata di fissare delle regole e qualcuno fa indagini su Amazon. Direi che é il colpevole sbagliato. Se vi dessero la possibilitá di pagare o il 40% o il 2% di tasse cosa scegliereste? Ho qualche idea sulla vostra risposta senza peró pensare che non abbiate etica ma solamente perché spesso il lato economico mette in coda anche le migliori intenzioni.

Questo per me é la grande superficialitá. Andare ad indagare sulla questione sbagliata. Non é un problema solo di Report. Qui in Germania il grosso scandalo sulla gestione dei fornitori é altrettanto inutile o meglio, non é Amazon il problema.

Nessuno si chiede per esempio come le grandi catene di distribuzione spremano i propri fornitori fissando loro i prezzi. Ho abbastanza prove in famiglia (mia moglie vende alla grande distribuzione) per confermare che anche se si é produttore e fornitore diretto di una grande catena di distribuzione il margine sui propri prodotti non va oltre il 2% (nei migliori dei casi in altri si va sotto costo). Questo peró chissá come mai non interessa alle inchieste televisive. A dirla sarebbe invece molto utile perché molto legato a mio avviso al fatto che 2/3 del cibo mondiale viene sprecato ogni giorno. Forse ci sarebbe abbastanza materiale per un bel servizio che aiuta anche le persone ad essere piú coscienti.

Amazon se proprio la vogliamo dire tutta, aiuta a ridurre l’inquinamento riducendo e ottimizzando i trasporti di merci ma questo sembra un altro dettaglio inutile.

Rimanendo in argomento di servizi inutili qualche mese fa Report aveva fatto un altro servizio discutibile sulla Moncler e anche a quei tempi ho notato per qualche giorno una serie di post di protesta classica della rete: “vergogna”, “Non ho mai comprato un Moncler e mai lo compreró”, e banalitá simili.

Insomma il solito nulla che peró il giorno dopo aveva addirittura fatto crollare il titolo in borsa. Tutto lo scandalo era dovuto ai metodi con cui venivano spennate le oche e i soliti maltrattamenti degli animali (come se in passato le nonne facevano l’anestesia alle oche prima di spennarle). Certo che non é piacevole ma a questo punto voglio un servizio sulla catena alimentare delle oche in Francia e il bando del Fois Gras su tutte le tavole. Questo peró non va bene perché non combina bene con l’azienda Multinazionale cattiva e quindi Foi Gras per tutti e delle oche chissenefrega.

In aggiunta la superficialitá si era anche spostata sul discorso costo/prezzo. Il servizio infatti oltre al maltrattamento delle oche indicava dei costi di produzione di qualche decina di Euro per un prezzo di vendita di qualche migliaio. La cifra sembra in ogni caso estremamente bassa ma anche ipotizzando che fosse vera dove stá il problema?  Report é una trasmissione economica in grado di fare i conti in tasca ad un’azienda? o vuole forse accusarla di truffare i propri clienti?

Ritengo giusto specificare che il prezzo di un bene non ha relazione con il suo costo. Eh sí magia magia: Non c’é relazione. Certo che per esigenze di fattibilitá economica il prezzo non puó essere piú basso del costo ma all’alto fondamentalmente non c’é limite. Solo la disponibilitá di clienti ad acquistare il bene ad un certo prezzo ne fa il valore di mercato. I motivi per cui uno compra il Moncler sono semplicemente che reputa l’acquisto congruo con il prezzo. Non é tutta questione di qualitá ma di brand, di moda e di motivi anche personali. La scelta di comprare un Moncler a quei prezzi non ha nessun motivo di essere sminuita perché é una scelta personale non una colpa dell’azienda. Se un’azienda é brava a rendere il proprio marchio forte e convincente non é una colpa ma una qualitá e un meccanismo economico ben noto. Una persona é libera di decidere di spendere i suoi soldi per un Moncler oppure opterá per altri prodotti. Dov’é il  problema? La povertá nel mondo? l’etica? Siamo seri.

Se si parla di prezzi di beni allora perché nessuno parla dei molto piú comuni Smartphone che tutti comprano? Dal piú caro iPhone ai cinesi piú economici sono tutti dispositivi construiti con metodi alquanto discutibili. Dall’Assemblaggio al recupero delle materie prime.

Per darvi un esempio di come dovrebbe essere fatto un vero servizio giornalistico andiamo in Francia. La trasmissione si chiama Cash Investigation del canale France TV. Il 4 Novembre 2014 é stato trasmesso un servizio sugli Smartphone (qui sotto lo trovate nella piú comoda versione Youtube) che mette in luce tutta la catena di produzione dei dispositivi mobili dall’acquisto delle materie prime all’assemblaggio.

Il servizio é in francese ma é abbastanza comprensibile. L’indagine é fatta molto bene nello stesso stile di Report (mi chiedo chi sia nato prima)  e mette sotto accusa un pó tutti i marchi produttori. La trasmissione é lunga ma in piú di un’ora riesce a svelare molte cose nascoste dietro ai dispositivi che usiamo tutti i giorni. Un’indagine che va dalla Cina al Congo e che forse fá molto piú riflettere delle oche Ungheresi a mio modo di vedere.

La questione di fondo é che prendersela con marchi piú costosi mi fa dubitare che si voglia sempre e solo mettere nel mirino prodotti diciamo elitari mentre spesso ci si dimentica che anche oggetti economici e di uso comune sono (e quasi sempre sono) piú sporchi di tanti altri.

Quindi cara Gabanelli, la tua trasmissione mi piace ma non dimenticarti che uno smartphone fa piú danni di un Moncler.

Letture per il weekend – 27 Dicembre 2014 – e Buon Anno da Itaka

Il 2014 visto da Google. [link all’articolo]

Le migliori foto del National Geography 2014. [link all’articolo]

Classifica dei paesi per maggiori incidenti stradali… pensavo peggio. [link all’articolo]

Considerato che recentemente le piccole menti della politica Italiana (Salvini, Berlusconi in primis) stanno facendo propaganda sul singolo scaglione di tassazione meglio far capire quali sarebbero le conseguenze. [link all’articolo]

La fusione di fine anno in UK. BT compra EE. [link all’articolo]

L’espansione della mafia alle aziende del Nord. [link all’articolo]

Letture per il weekend – 20 Dicembre 2014 – e Buon Natale da Itaka

Dopo il crollo Russo il valore di mercato della APPLE vale quanto tutto il mercato della borsa Russa. Che botto. [link all’articolo]

Un altro brutto esempio di quanto i legislatori non abbiano ancora capito cos’é la rete… [link all’articolo]

I nuovi arrivi tecnologici del 2015 secondo il Corriere [link all’articolo]

I cinque pilastri su come sará il lavoro nell’IT e non solo nel prossimo futuro [link all’articolo]

L’attacco Hacker alla rete della PlayStation Sony [link all’articolo]

I nuovi dubbi sulla sicurezza mobile dopo lo spionaggio “statale” dell’NSA [link all’articolo]

Le statistiche di Spotify per il 2013. Pensavo peggio per l’Italia ma vedere I Daft Punk al primo posto mi fa pensare che ci capiamo ancora qualcosa in fatto di musica… [link all’articolo]

Il portale di Google che segue le avventure di Babbo Natale [link all’articolo]