Italia: a Country for old men. Ecco perché gli immigrati ci servono per pagare le pensioni.

Gli sbarchi dell’ultimo periodo hanno riaperto in Italia e in Europa il solito dibattito sulla difesa dei propri confini „dall’invasione“ dei migranti. I partiti di destra in cerca di visibilitá fanno leva sull’insoddisfazione della popolazione per guadagnare consensi grazie ad una campagna elettorale tutta concentrata sulla lotta all’immigrazione.

Sull’argomento immigrazione ho giá scritto qui di quanto le reali cifre in ballo siano lontane dai discorsi propagandistici e di basso livello di questi partiti politici che stanno velocemente aumentando i loro consensi, Lega Nord di Matteo Salvini prima di tutti.

A differenza di quanto tutti credono l’immigrazione controllata e regolare porta piú benefici di quanto si creda. In un mio precedente post avevo giá scritto quanto le tasse pagate dagli immigrati ripagano tutte le spese destinate alla gestione dell’immigrazione stessa (incluse le spese per le operazioni di controllo e aiuto alle imbarcazioni provenineti dalla Libia). I numeri ci dicono infatti che l’Italia ha un surplus di 2 Miliardi di Euro rispetto alle spese e quindi NON é vero che i soldi per l’immigrazione sono in perdita ma come si sa agli Italiani i numeri non piacciono e preferiscono le teorie „da bar“.

Prendo spunto da un interessante report della Business Monitor International Ltd’s che raccoglie le previsioni socio economiche per l’Italia nel periodo 2014-2024. Nel report ho trovato molto interessante questo grafico.

Pensionable in Italy

Quello che semplicemente ci comunica questo grafico é che nonostante le riforme fatte sul sistema pensionistico Italiano il futuro della popolazione Italiana presenta una curva che causerá seri problemi ai conti pubblici. La popolazione Italiana infatti presenta una percentuale di persone oltre i 65 anni che passerá dal 20% nel 2010 al 23% nel 2020 e al 33% nel 2050. Questo vuol dire che il numero di persone a cui spetta una pensione sará estremamente piú alta rispetto alla popolazione giovane unica che paga le suddette pensioni.

In pratica avremo un numero in crescita di persone pensionabili e un numero in calo di lavoratori in grado di pagarle. Credo il problema economico dovrebbe essere abbastanza chiaro. La situazione non é ovviamente solo Italiana ma é pressoché la stessa in tutti i sistemi economici evoluti. Un campanello di allarme che ci fa capire quanto i sistemi pensionistici non abbiano un modello sostenibile nei modi che adesso conosciamo.

In tutto questo ragionamento la forza lavoro che l’immigrazione porta con sé non puó che aumentare la percentuale di lavoratori in grado di pagare le pensione agli anziani Italiani. Senza una nuova classe di lavoratori i soli Italiani non sarebbero in grado di gestire il sistema pensionistico con il risultato di un altro shock per i conti pubblici risolvibile solo con altre forti ristrutturazioni del sistema come quelle fatte dalla Fornero, ovvero tagli.

Se consideriamo inoltre che le Nazioni Unite prevedono una popolazione Italiana in calo e non in aumento il problema potrebbe essere ancora piú grave.

Non tutto peró é cosí lineare perché se l’Italia non cercherá di diminuire il proprio numero di lavoratori di basso livello innalzanado la loro professionalitá attraverso l’educazione pubblica l’immigrazione avrá sicuramente un aspetto anche negativo. Se l’Italia non innalzerá la professionalitá della propria popolazione le classi piú povere e meno educate pagheranno il costo dell’immigrazione che  diventerebbe un sostituto alle proprie mansioni. Questo ovviamente ha come immediato risvolto politico quello di rafforzare le fazioni della destra estrema che come sta accadendo adesso basano la loro campagna elettorale (solo) sugli argomenti anti-immigrazione.

Quindi se vogliamo mantenere un sistema pensionistico sostenibile é necessario considerare l’immigrazione una risorsa. In questo caso quindi é necessario gestirla al meglio con regole precise, severe ma di intralcio all’assunzione. L’Italia da questo punto di vista ha una legislazione difficile che non aiuta la regolarizzazione dei flussi creando sacche di lavoro nero ancora piú dannose al sistema poiché non generano tasse ma solo costi.

Invece di creare barriere é consigliabile costruire un sistema di regole chiare che consenta anche l’integrazione economica dei soggetti a meno che la destra Italiana non abbia come arma di riserva la riduzione selettiva della popolazione over 65.

L’esperienza Lega Nord degli ultimi 20 anni ci insegna che il divario fra parole e fatti é molto ampia, da una parte si raccolgono voti con argomentazioni discutibili e dall’altra si governa con una chiara incapacitá a gestire il fenomeno neppure nei fondamentali. Abbiamo giá perso troppo tempo non ne abbiamo molto e sarebbe auspicabile un utilizzo piú efficiente di quel poco disponibile, speriamo che gli Italiani lo capiscano.

Letture per il weekend – 18 Ottobre 2014

Primi commenti a caldo e caldi sull’improbabile manovra Renzi. [link all’articolo]

Un bell’articolo sulle disavventure di Grillo a Genova. [link all’articolo]

E dopo G+ un nuovo tentativo di copiare Facebook. [link all’articolo]

La gara degli operatori sull’LTE. Swisscom vede i 300Mbps di download su LTE avanzato alla fine del 2015. Mah… serviranno veramente? [link all’articolo]

Stanno arrivando le batterie a carica rapida? [link all’articolo]

Aboliamo il Liceo Classico. Non posso che condividere tutti I contenuti. Il liceo Classico rappresenta la fotografia dell’Italia. Un paese guidato da un Elite in ritardo con i tempi perché istruita in una scuola che insegna un mondo valido secoli fa ma non piú attuabile oggi. Condivido con Boldrin il fatto che la filosofia, il Latino e il Greco non sono inutili ma sono beni di lusso che non si possono inserire nel percorso formativo dei giovani. I giovani hanno bisogno di Inglese, Informatica, economia. Questi non sono lussi ma necessitá che il nostro mondo attualmente ci chiede. [link all’articolo]

Perché la mamma degli stupidi é sempre in cinta. [link all’articolo]

Torna la serie di Twin Peaks. [link all’articolo]

L’Istruzione Italiana: Il solito paese a due marce, i risultati PISA 2012

Dedicato a Nelson “L’istruzione e la formazione sono le armi più potenti che si possono utilizzare per cambiare il mondo”

Il 3 di Dicembre é stato rilasciato il report con i risultati 2012 del test P.I.S.A (Programme for International Student Assessment) il programma internazionale promosso dall’OECD (meglio conosciuta in Italia come OCSE). Il Programma PISA nasce con lo scopo di valutare con cadenza triennale il livello di istruzione degli adolescenti dei principali paesi industrializzati e viene misurato fra studenti di 15 anni.

E’ovviamente di interesse capire come l’Italia si colloca nell’ambito della formazione scolastica essendo l’istruzione un sintomo della buona salute di un paese e delle sue capacitá future.

Il test si divide in tre parti principali e per ogni parte lo studente deve eseguire dei test che potete trovare qui:

  • Matematica
  • Scienze
  • Lettura

La prima cosa che salta agli occhi nella classifica é l’assoluto dominio dei paesi asiatici. Cina (Shangai) al primo posto in tutte e tre le discipline seguita da Hong Kong, Corea del Sud, Taiwan, Giappone, Macau che si spartiscono le successive posizioni in tutte le prove. I soliti paesi di punta europei Finlandia, Svizzera, Olanda, Belgio, Germania e una straordinaria Polonia seguono a ruota insieme ad Australia, Canada e Nuova Zelanda. Stupiscono gli Stati Uniti che risultano in posizioni non proprio di rilievo.

E l’Italia?

La delusione é come sempre presente. Ci posizioniamo sotto la media OCSE in tutte e tre le prove ed esattamente:

  • Matematica Italia: 32mo posto con punteggio 485 – Media OCSE 494
  • Scienze Italia: 32mo posto con punteggio 494 – Media OCSE 501
  • Lettura Italia: 28mo posto con punteggio 490 – Media OCSE 496

I risultati nazionali non sono proprio adeguati per il paese della cultura ma forse é solo piú un’ereditá storica e non un dato di fatto.

Di seguito le classifiche ufficiali delle varie discipline:

MATEMATICA PISA-Mathematics

Chi é piú bravo di noi in Matematica in Europa: 8- Liechtenstein, 9  Switzerland, 10 Netherlands, 11 Estonia, 12 Finland, 14 Poland, 15 Belgium, 16 Germany, 18 Austria, 20 Ireland, 21 Slovenia, 22 Denmark, 24 Czech Republic, 25 France, 26 United Kingdom, 27 Iceland, 28 Latvia, 29 Luxembourg, 30 Norway, 31 Portugal.

Direi tutti ma possiamo ancora tirarcela con gli Spagnoli.

SCIENZEPISA-Science

Chi é piú bravo di noi in Scienze in Europa: 5 Finland, 6 Estonia, 9 Poland, 10 Liechtenstein, 12 Germany, 14 Netherlands, 15 Ireland, 19 Switzerland, 20 Slovenia, 21 United Kingdom, 22 Czech Republic, 23 Austria, 24 Belgium, 25 Latvia, 26 France, 27 Denmark, 29 Spain, 30 Lithuania, 31 Norway.

Non ci rimane nemmeno piú la Spagna.

LETTURAPISA-Reading

Chi é piú bravo di noi in Lettura in Europa: 6 Finland, 9 Ireland, 10 Poland, 11 Liechtenstein, 12 Estonia, 15 Netherlands, 17 Switzerland, 18 Belgium, 19 Germany, 21 France, 22 Norway, 23 United Kingdom, 25 Denmark, 26 Czech Republic, 27 Austria.

Possiamo dire tranquillamente che le cose non vanno benissimo per l’istruzione in Italia.

Ci sono alcuni aspetti che secondo me vanno peró evidenziati.

Prima di tutto l’Italia é uno dei paesi che ha migliorato molto la sua posizione rispetto agli anni precedenti. Mentre quasi tutti gli altri paesi Europei perdono posizioni l’Italia é salita. Potrebbe sembrare una vittoria di Pirro ma considerata la situazione dell’istruzione pubblica italiana sempre sotto il bersaglio di tagli é comunque un buon risultato. Almeno a mio modesto parere é un premio agli insegnanti Italiani che nonostante le condizioni avverse di uno Stato che rema contro sono riusciti a mantenere e migliorare (anche se di poco) i risultati.

Questo il quadrante dei risultati 2012 rispetto a quelli precedenti del 2003 per la sola Matematica.

Differenze con il PISA 2003

Purtroppo peró é necessario fare anche altri ragionamenti che le evidenze dei risultati purtroppo dimostrano in maniera eclatante e sono relativi alle differenze fra le diverse aree geografiche Italiane.

L’Istruzione pubblica per principio dovrebbe essere uguale o simile ed avere lo stesso risultato in tutto il territorio Italiano ma cosí purtroppo non é.

Il documento dell’OCSE con il dettaglio dei risultati presenta anche le tabelle regionali per quei paesi in cui sono disponibili. L’Italia é uno di quelli.

I risultati sono sconcertanti. l’Italia come sempre va a due velocitá ben distinte in ogni settore e purtroppo anche in quello pubblico che dovrebbe essere omogeneo sul territorio nazionale. Il risultato finale é che l’Italia ha un Nord con ottimi risultati e un Centro Sud molto lontano.

Questi i risultati regionali per la Matematica.

I risultati regionali per scienze e lettura non sono disponibili ma non mi aspetto grosse differenze. Aggiorneró in caso di sorprese.

PISA regionale

Nella classifica regionale abbiamo un range di risultati molto ampio.

La regione di Trento raggiunge un risultato di 524 piazzandosi al 7mo posto dopo la Svizzera mentre la Calabria si colloca al 47mo posto dopo il Kazakhistan totalizzando un vergognoso 430. La forbice é alquanto preoccupante.

Sulla base di questa lista se si raggruppano e mediano i risultati per Nord, Centro e Sud si puó vedere come si ricollocano le tre aree Italiane nella classifica OECD.

Ovviamente questo é un puro esercizio matematico poiché é probabile che anche gli altri paesi abbiano differenze regionali. Paragonare le differenti aree Italiane alle medie degli altri paesi é formalmente errato ma fornisce comunque un’ottima fotografia delle grosse differenze che abbiamo internamente.

Queste le nuove medie calcolate per aree regionali:

  • Nord:   Media 508 (Liguria e Valle d’Aosta con risultati da Centro)
  • Centro: Media 487 (Abruzzo e Lazio con risultati da Sud)
  • Sud e Isole: Media 457
  • Italia: 32mo posto punteggio 485

Secondo questo raggruppamento il Nord Italia si collocherebbe al 17mo posto (+15 posizioni) vicino alla Germania (14mo), il Centro al 31mo posto  (+1 posizione) insieme al Portogallo mentre il Sud e Isole ad un vergognoso 42mo posto (-10 posizioni) fra Israele e la Grecia.

Difficile ma sopratutto inutile trovare delle giustificazioni a questa situazione. Ci si puó chudere nelle solite difensive e luoghi comuni ma i problemi e le differenze rimangono, profonde e inaccettabili. Tristemente nel 2013 in Italia un ragazzo studia in una scuola Tedesca o Greca senza dover nemmeno emigrare.

Perché si discute di finanziamento ai partiti o legge elettorale? Questi ragazzi sono il nostro vero futuro.

Per approfondimenti: analisi di Noisefromamerika   .