Non so cosa fumino in Google ma di certo é roba buona: Il progetto Titan

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Lo so che il titolo non é propriamente il migliore per un post che tratta di aspetti tecnologici ma oggi é la prima cosa che mi é saltata in testa guardando la presentazione del Senior Vice President dei prodotti Google al Mobile World Congress che si sta tenendo in questi giorni a Barcellona.

A questo link potete trovare i 13 minuti della presentazione.

Nonostante sia un Fan dei prodotti marchiati Google (qui i miei apprezzamenti sul Chromecast) e possessore di uno Smartphone Nexus che reputo il miglior Android sul mercato, continuo ad essere peró molto scettico sulla visione di Google del futuro.

Google a mio modo di vedere non é un’azienda che innova piú di tanto ma é semplicemente un monopolista con un budget quasi illimitato da investire in una enorme mole di progetti di ricerca. Tanti sono i progetti iniziati da Google e poi terminati perché non avevano un riscontro nel mercato. Anche il famoso Gmail é iniziato cosí ma per ovvi motivi di utilizzo del servizio mail non é mai stato chiuso. Penso invece a progetti come i Google Glasses che nonostante facciano parte di tecnologie “indossabili” molto in voga, non credo avranno vita lunga. Il mercato per il momento ha preferito fermarsi agli orologi o qualche misuratore da polso. Qui qualche mio commento piú dettagliato dei glasses scritto in tempi non sospetti.

Adesso al Mobile World Congress Google promuove un suo progetto per coprire zone del globo difficilmente cablabili utilizzando palloni aereostatici o piccoli droni alimentati ad energia solare. Il concetto é quello di creare una copertura dall’alto di segnali 3G o LTE in posti dove é difficile installare antenne.

In questo video la Bloomberg richiama l’annuncio

Il progetto sembra lodevole per poter portare copertura in paesi dove gli investimenti sono bassi ma il dubbio sulla sua applicabilitá e sopratutto sulla sua redditivitá rimane alto.

Redditivitá?

Eccolo qui il capitalista come potrebbero pensare gli amanti “del vogliamoce tutti bene” e “del mondo vive anche senza capitali”.

Ebbene Sí, redditivitá poiché come qualcuno forse sa i soldi non si creano dal nulla ma crescono se si investono. Certo si possono stampare ma con il grosso problema che poi se sono troppi si svalutano.

Quindi come in ogniddove accade in questo mondo per ogni investimento c’é sempre un capitale che deve rientrare con una rendita altrimenti nessuno lo farebbe. Nessuno va in perdita, anche un contadino che pianta pomodori, patate, zucchine lo fa investendo il suo tempo e i suoi soldi per poi rivendere il frutto del suo lavoro ad un prezzo che copra i costi e gli dia una rendita. Magia.

E quindi Google?

Google invece non segue queste regole ma ha semplicemente una quantitá di soldi che si puó permettere di “sprecare”. Eh sí perché Google ha un cosiddetto “Business model” tutt’altro che innovativo ma vecchio di almeno 40 anni. La pubblicitá, con la grossa differenza che ha praticamente il 90% del mercato On-Line. Avete idea di quanti dollari incassa Google ogni giorno per promuovere i suoi clienti su Internet? Quanti “click” vengono fatti ogni giorno su annunci gestiti da Google? Tanti vi assicuro… tanti.

Google investe in tanti progetti senza avere bene in mente dove sta il rientro economico, almeno mi danno quest’impressione. Voi etici dell’ultimo minuto direte: “Avanti cosí, innovazione senza capitalismo?” Invece no, é semplicemente una condizione fortunata (e monopolista) ma non standard. Gli altri lottano sul mercato mentre Google domina essendo quasi l’unico. Ti piace giocare facile, vero?

Ma torniamo agli “stupefacenti acquisti” del team di Google come da titolo. Il Senior Vice President elenca tutti i vantaggi del “cloud” di Google o del Sistema Operativo Android. Sono tutte veritá ma il concetto di investimento/rendita non torna. Android é nato dopo il boom di Apple su Smartphone. Apple ha rivoluzionato le telecomunicazioni inventando lo smartphone. Apple ha creato l’iPhone con una ben precisa idea di business e Google ha poi successivamente realizzato che le reti mobili avevano un grande potenziale. Chi é il vero innovatore? Quello che ha inventato qualcosa e con le rendite della sua innovazione ha continuato ad investire (e fare soldi: Il cattivone). Una strada un pó diversa rispetto a Google.

Adesso gli stupefacenti palloni in aria che garantirebbero una connettivitá universale mi sembrano una altro bel giochetto che suona Cool ma che vedo di difficile applicabilitá. Lavoro nelle TLC da quasi 20 anni, probabilmente sono invecchiato con loro ma ancora credo (e vedo) che la connettivitá la offrono solo gli operatori mobili e fissi non Google. Spero di sbagliarmi e nel prossimo futuro le reti saranno gestite dai Google baloon ma ho quanche dubbio sulla loro fattibilitá. Le aree mondiali non coperte sono spesso anche ambientalmente difficili e probabilmente hanno anche una densitá di popolazione che non garantisce un rientro degli investimenti. Anche spedendo in aria questi palloni aereostatici o droidi ad energia solare come posso garantire il servizio? Capisco che le aree possano essere un pó “sfigate” ma come posso dire ai clienti: “Scusate oggi non c’é connettivitá perché il vento era troppo forte”. Se proprio una connettivitá deve scendere dall’alto é piú probabile che capiti con tecnologie attualmente giá esistenti come i satelliti ma attraverso dei palloni gonfiati proprio non riesco a concepirla. Sará la vecchiaia che fossilizza i miei neuroni.

Aspetteró questo fantomatico futuro per capire chi ha ragione ma ho l’idea che se Google perderá parte del suo monopolio forse le cose cambieranno. I soldi da investire buttare in questi giochetti saranno drasticamente ridotti e forse capiremo qual’é la differenza fra investimenti per ricchi e la dura realtá del vero mercato delle telecomunicazioni, quello reale e non quello “campato in aria”.

Letture per il weekend – 31 Gennaio 2015

La presentazione del nuovo Windows 10.

 

Google sembra aver intenzione di diventare operatore mobile negli Stati Uniti. [link all’articolo]

Il Super computer Inglese. [link all’articolo]

Grosso fermento nelle aggregazioni delle aziende Telco in UK. Tre UK ha comprato l’operatore mobile O2 che apprteneva a Telefonica. [link all’articolo]

Dalla scorsa settimana WhatsApp é anche disponibile su PC ma non sembra una gran cosa. Lo Smartphone deve comunque essere collegato e sembra aumenti il consumo della batteria. [link all’articolo]

Sempre su WhatsApp qualche consiglio per gestire la propria privacy. [link all’articolo]

High Tech sempre piú Cinese. I produttori di Smartphone Cinesi si piazzano in 6 posizioni su 10 nella classifica mondiale. [link all’articolo]

La visione dell’Internet del futuro secondo Eric Schmidt fondatore di Google. [link all’articolo]

 

Letture per il weekend – 17 Gennaio 2015

Giusto per non essere l’unico a pensar male del 2015. [link all’articolo]

Video, meme e musica ecco cosa mette sotto prova una rete LTE dichiara l’operatore britannico EE (Everything Everywhere). [link all’articolo]

Le prime 10 storie di Cyber crimini del 2014. [link all’articolo]

Nel 2015 ci saranno piú di 1 miliardo di utenti con Tablet. [link all’articolo]

Il video prende sempre piú piede nei motori social che nei tradizionali fornitori di contenuti. Sará Facebook contro Youtube? [link all’articolo]

I consigli del New York Time per gli Americani in visita a Milano. [link all’articolo]

La Storia di Windows in 11 tappe. [link all’articolo]

Il tanto acclamato Italicum. Una guida rapida sui cambiamenti. [link all’articolo]

Considerati gli ultimi eventi di Parigi qualche numero sui Mussulmani. A prima vista tutto mi sembra tranne che un’invasione. Soprattutto in Italia ma a sentire i soliti (idioti) sembrerebbe il contrario. [link all’articolo]

 

Letture per il weekend – 10 Gennaio 2015

I Film in arrivo nel 2015 [link all’articolo]

..e otto grandi film del 2014 secondo Linkiesta [link all’articolo]

Un articolo sul decreto “salva Berlusconi” che in questi giorni é stato contestato [link all’articolo]

Un pó di oggetti tecnologici per il 2015 [link all’articolo]

Sempre sul Jobs Act [link all’articolo]

La crescita di Apple Pay [link all’articolo]

TIM allarga la sua copertura LTE Advanced in 120 cittá. Ogni tanto qualche bella notizia. [link all’articolo]

Letture per il weekend – 1 Novembre 2014

EE in Inghilterra é l’operatore con piú utenti LTE. [link all’articolo]

Piú della metá dei cittadini Inglesi é stata vittima di crimini On-line. [link all’articolo]

Le 30 mete scelte dalla Lonely Planet per il 2015. [link all’articolo]

Mastercard sta per offrire il free Wifi in Inghilterra ai suoi clienti. [link all’articolo]

Vodafone Italia estende la sua copertura LTE a 2400 comuni. [link all’articolo]

Gli incredibili numeri del monopolio del Porno On Line. [link all’articolo]

Apple SIM: La nuova sorpresa della mela morsicata e probabile rivoluzione per gli operatori mobili

silver-apple-logoE ancora una volta la Apple ci stupisce di nuovo. Questa volta il passo é di nuovo molto ampio, non tanto per la tecnologia ma per l’impatto sul mercato della telefonia mobile.

Ieri 16 ottobre é stato presentato il nuovo modello dell’iPad Air 2. L’evento poteva passare tranquillamente alla memoria storica della tecnologia ma questa volta qualcosa di nuovo é stato introdotto. Non ha fatto direttamente parte della presentazione ufficiale ma é comunque parte della nuova offerta di Apple. Sto parlando della AppleSIM.

Non si tratta di una novitá tecnologica in senso stretto, personalmente non conosco nemmeno quali differenze qualitative questo nuovo iPad puó avere con quelli precedenti, immagino: Il piú sottile al mondo, il piú potente e blablabla. La vera e grossa novitá é invece relativa al rapporto con gli operatori mobili. Apple ha infatti introdotto l’Apple SIM ovvero quello che viene anche chiamata Software SIM.

Con la software SIM il dispositivo non ha piú bisogno di alloggiare fisicamente una SIM di un operatore specifico ma le sue funzionalitá sono nel dispositivo stesso che puó lavorare con differenti operatori semplicemente agendo su modifiche software.

Questa novitá é sicuramente qualcosa che puó radicalmente cambiare il mercato e in qualche senso far preoccupare gli operatori mobili. In questo caso il fornitore del dispositivo (Apple) é in grado con il suo marchio di attirare clientela e gestire le relazioni con gli operatori con un certo potere di negoziazione per  prezzi e tariffe. In pratica l’utente appartiene ad Apple e non all’operatore mobile.

Con la software SIM un utente puó spostarsi in un paese estero e invece di dover pagare alti costi di roaming (spesso anche non disponibili per tariffe dati) puó semplicemente acquistare pacchetti di accesso agli operatori che offrono compatibilitá con l’Apple SIM nel paese estero. Durante un viaggio negli Stati Uniti puoi comprare per esempio un pacchetto da 2Gb di traffico da AT&T scegliendolo semplicemente dal display del tuo iPad.

Pochi operatori hanno stretto un accordo con Apple al momento: negli US AT&T, Sprint and T-Mobile mentre in Europa solo EE in UK.

Attualmente gli operatori offrono i prodotti Apple facendo leva sulla durata obbligata del contratto di 18-24 mesi. In questo modo possono offrire un pagamento dilazionato ai clienti, offrire il marchio Apple e mantenere piú a lungo i clienti. Questo tipo di contratto non sará piú possibile perché con la Apple SIM é l’utente che decide liberamente di spostarsi da un operatore all’altro a seconda dei suoi gusti, interessi particolari o qualitá dei servizi offerti.

Insomma vedremo in quale tipo di contratto prenderá forma questa nuova interazione con gli operatori. Facile aspettarsi importanti cambiamenti nel rapporto con i clienti e un potere crescente per i fornitori di hardware con  marchi forti come Apple.

La Apple SIM non sembra peró essere disponibile per iPhone. Molto probabilmente sarebbe stato troppo distruttiva e controproducente per tutti o semplicemente il mercato dei Pad, piú ridotto in volumi, é quello che piú ha bisogno di nuove tipologie di contratti flessibile per migliorare la mobilitá e rilanciare le vendite.

Letture per il weekend – 13 Settembre 2014

weekend-readingL’evento della settimana: la presentazione di iPhone6 e Apple watch. Nessuna particolare novitá ad esclusione di ApplePay che potrebbe fare una nuova rivoluzione. Qui anche i commenti di itakablog. [link all’articolo]

E nel giro di pochi anni EE é riuscito a coprire il 75% della popolazione Britannica con il suo servizio LTE. [Link all’articolo]

…e sempre restando nel mondo LTE… in Spagna Vodafone passa giá alla nuova generazione di servizi LTE (LTE-Advanced). [Link all’articolo]

Livorno a 5 Stelle. Intervista al sindaco. Personalmente auguro tutto il meglio per poter portare a termine il suo programma cosí sfidante. Solo alcune frasi dall’intervista: ” Questa dei meet up è una fandonia dei giornali. Io ho fornito gli identikit dei candidati e sono io che scelgo, alla fine.” (Giustissimo peró la rete?)…. “Quanto alla rete: non perdo tempo dietro ai blog, non li guardo nemmeno…” e meno male dico io. [Link all’articolo]

Cosa ha fatto Draghi questa settimana? Interessi allo 0,05%… chissá? Finora non ha mai funzionato perché dovrebbe adesso? In ogni caso, aveva alternative? Purtroppo no. [Link all’articolo]

Il nuovo quartier generale dell’Apple in costruzione. [Link all’articolo]

Sintesi del poco (o quasi nulla)  fatto in questi 6 mesi di Governo Renzi. [Link all’articolo]

I bambini e il Wifi: Qualche precauzione

Vivo di tecnologia, nel senso che la tecnologia mi mantiene, mi paga le spese mensili e le vacanze ma spesso nonostante il mio legame ombelicale mantengo tutta una serie di forti dubbi sulle possibili conseguenze negative di alcune tecnologie.

Le prime in lista sono ovviamente quelle “On the Air” ovvero le tecnologie wireless, senza fili. Come molti non addetti al settore anche io sono abbastanza preoccupato delle conseguenze di esposizioni alle radiazioni elettromagnetiche. Sí, perché sempre di radiazioni si tratta anche se trasportano le vostre foto di Facebook.

A cosa mi riferisco nello specifico: alle tecnologie mobili come GSM (2G), UMTS (3G), LTE (4G), Wifi.

Esistono molti studi in merito agli effetti dell’esposizione continua a queste radiazioni ma nessuno che dimostra con certezza le possibili conseguenze.

Di cosa parliamo? Di onde elettromagnetiche a frequenze diverse e potenze diverse. Il problema é che quando l’energia (potenza) del segnale attraversa il corpo puó danneggiare o provocare reazioni nell’organismo. L’estremo esempio di onde elettromagnetiche particolarmente pericolose sono quelle generate da un’esplosione nucleare. La loro mortalitá sta nel fatto che hanno un’energia elevatissima insieme ad una frequenza altissima (raggi gamma) in grado di attraversare il corpo umano. Le radiazioni nucleari come la storia purtroppo ci racconta hanno effettivamente conseguenze nocive sulle persone esposte.

Non voglio avvicinare un’esplosione nucleare ad una rete cellulare o Wifi ma entrambe si riferiscono ad onde elettromagnetiche solo che nel primo caso hanno valori di potenza e frequenza in grado di polverizzare tutto quello che incontrano.

La nostra generazione é perennemente sottoposta a onde elettromagnetiche che arrivano dalla moltitudine di sorgenti “senza fili” che ci circonda giornalmente: Antenne della rete cellulare, Smartphone, router Wifi, Computers Wifi etc. Ovviamente non vuol dire che tutti questi segnali danneggiano inevitabilmente l’organismo perché va prima considerata la potenza del segnale che é il fattore determinante.

Le leggi che regolano l’elettromagnetismo dimostrano che un’onda elettromagnetica perde la sua potenza in aria per attrito con l’aria. Per poter raggiungere quindi lunghe distanze bisogna aumentare la potenza del segnale alla sorgente. Questo implica ovviamente che piú vicini siamo alla sorgente del segnale piú alta é la potenza.

Ecco da qui la preoccupazione per il piccolo segnale del nostro smartphone, Tablet, PC wifi poiché la distanza con il nostro corpo é minima. Lo smartphone durante una chiamata é a qualche millimetro dal cervello oppure a contatto con le mani. In aggiunta questi dispositivi sono spesso una triplice sorgente radio: Wifi, UMTS e Bluetooth, giusto per non farci mancare nessuna frequenza.

Tutta questa premessa per introdurre un articolo che mi é capitato fra le mani in questi giorni. L’Articolo ovviamente indicava come la quantitá di segnali a radio frequenza usati per la comunicazione wireless sono in continuo aumento giá da inizio del secolo.  Negli anni 2000 sono stati introdotti anche i segnali WiFi per la trasmissione di reti LAN Ethernet senza fili. Questi sono fondamentalmente i segnali oggetto dell’articolo poiché sembrano essere i piú dannosi.

In generale quello che tecnicamente manca al Wifi é una certa regolazione della potenza che invece esiste nelle reti mobili. In pratica mentre il vostro Smartphone aumenta o riduce la sua potenza di trasmissione a seconda di quanto lontano si trova dall’antenna della rete mobile (cella), il wifi non ha particolari controlli della potenza e quindi quando siamo vicini alla sorgente potrebbe avere un’intensitá non pericolosa ma che per lunghe esposizioni potrebbe danneggiare.

L’articolo focalizzava l’allarme sull’esposizione dei bambini e nel merito indica questo articolo accademico come riferimento. L’articolo si intitola “Perché I bambini assorbono piú onde elettromagnetiche degli adulti- Le conseguenze”.

Da Padre ovviamente leggo l’articolo con interesse poiché in ogni caso confermava paure e dubbi che avevo giá senza averne mai avuto la prova.

L’articolo mette in correlazione l’esposizione continuata ad una sorgente radio ad effetti cancerogeni: Il legame fra tumore al seno e il tenere il cellulare sempre nella tasca della giacca, danni alla feritilitá maschile dovuti al portare sempre il cellulare in tasca etc.

Se siete curiosi potete leggere tutto l’articolo e le correlazioni indicate fra aumento dei tumori e l’esposizione alle onde elettromagnetiche generate da dispositivi wireless.

Ma l’articolo non vuole dimostrare che i segnali wireless sono in assoluto cancerogeni ma mette l’attenzione sulla lunga esposizione alle relazioni. Il soggetto principale dell’articolo é l’assorbimento maggiore di radiazioni da parte dei bambini che rende piú problematica questa esposizione. I tessuti infatti di bambini sono piú facilmente penetrabili da queste onde elettromagnetiche. Le onde possono andare piú a fondo rispetto ad un corpo adulto perché i tessuti sono giovani e meno spessi.

Il concetto principale é che esistono delle correlazione fra l’esposizione continuata alle radiazioni elettromagnetiche dei dispositivi wireless e gli effetti cancerogeni e che queste sono ancora piú riuschiose nei bambini. Se le onde penetrano piú a fondo vuol dire fondamentalemente che nei bambini un tempo di esposizione minore puó portare alle stesse conseguenze. Questo non viene esplicitamente scritto ma é ovvio implicito nell’analisi.

Difficile dimostrarlo con certezza specialmente perché la latenza fra esposizione e evidenza del tumore é spesso molto lunga, anche di molti anni ma é difficile non considerare i possibili rischi specialmente verso i propri figli.

L’articolo non conferma nulla ma ovviamente vuole aiutare le persone ad essere piú consapevoli sui possibili rischi. Ció non vuol dire che camminando per strada si é esposti a rischi di contaminazione elettromagnetica ma che bisogna fare attenzione alle sorgenti wireless vicine dove i rischi possono aumentare. Certo é difficile scrivere lontano dalla tastiera del proprio PC portatile collegato via Wifi ma sí puó sicuramente usare auricolari per parlare al telefono cellulare.

I Bambini e il WiFi – conclusioni

Conoscendo i possibili rischi é quindi opportuno evitare il piú possible ai nostri piccoli il contatto ravvicinato con le sorgenti radio. Questo non vuol dire che dobbiamo spegnere il router WLAN di casa ma forse:

  • Usare per un tempo limitato amplificatori/ripetitori/repeater/extender di segnale Wifi (sotto in foto), solo quando ci servono. Specialmente quando ci sono bambini nella casa.

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  • Evitare di far giocare i propri bambini con dispositivi mobili specialmente quando connessi in Wifi.
  • Evitare alcuni giocattoli multimediali che non hanno nessuno valore aggiunto se non offendere l’intelligenza dei genitori. I nostri figli non hanno ancora cosí bisogno di essere connessi e se invece serve distrarli facciamoli giocare noi non l’iPad. In ogni caso qui sotto alcuni esempi di articoli da evitare per rispetto della salute dei figli e della vostra intelligenza.

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La tecnologia puó aiutare a renderli interattivi ma ogni tanto possiamo fare qualche sforzo in piú come genitori piuttosto che chiedere ad un iPad di sostituirci temporaneamente.

I colori ogni tanto possono essere ancora stimolanti.

..e per noi “adulti” non dimentichiamoci che…

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… forse nessuno ha pensato alle conseguenze anche se per il momento continuo a sostenere che non sará una rivoluzione.

Letture per il weekend – 30 Agosto 2014

weekend-readingLe tristi immagini di quello che resta degli impianti olimpici abbandonati ad Atene. [link all’articolo]

Un veloce calcolo di quanto ci costa l’embargo Russo. [link all’articolo]

I Soldi che non hanno mai risparmiato: Ovvero le false affermazioni di un Parlamento che non é nemmeno in grado di tagliare qualche milione di spesa. [link all’articolo]

Paypal e il nuovo sistema di pagamento per smartphone. [link all’articolo]

Italia: Un paese a prova di Banda Larga. [link all’articolo]

Gli operatori di telecomunicazioni Americani non scherzano con le rinnovabili mentre noi chiaccheriamo e sovvenzioniamo. [link all’articolo]

C’é chi deve ancora lanciare l’LTE e chi invece giá pensa al roaming Internazionale LTE. [link all’articolo]

Il futuro della “Smart Home” ovvero 14 Dispositivi per la casa che potrebbero cambiare la tua vita

The Internet of ThingsNegli scorsi giorni ho trovato questo interessante  elenco di prodotti per la casa legati alla cosiddetta “Internet of Things” (Internet delle cose)  ovvero un futuro non cosí remoto in cui la rete Internet é utilizzata non solo per la comuncazione fra persone o Server ma anche fra dispositivi. Il termine Internet of things (IOT) fa riferimento ai servizi che in gergo tecnico vanno sotto al nome di Machine-to-Machine (M2M)  ovvero la comunicazione fra dispositivi come per esempio sensori di allarme, Contatori elettrici, Automobili etc.

La grossa problematica delle reti future sará l’enorme mole di “elementi” comunicanti. Gli utenti infatti non saranno solo piú gli smartphone ma si aggiungerá un folto numero di dispositivi vari spesso dedicati alla sensoristica/automazione. Si prevede che nel 2020 ci saranno un numero impressionante di oggetti connessi che va oltre i 200  miliardi.

L’elenco di seguito si riferisce appunto a dispositivi che potrebbero in qualche modo diventare di uso quotidiano ed entrare a far parte della sterminata famiglia dell’Internet delle cose.

La presa di corrente Intelligente della Belkin WeMO

Il sistema di automazione della Belkin potrá controllare interruttori e prese elettriche intelligenti, luci a led, sensori di movimento e ogni dispositivo luce. Tutto questo attraverso il proprio browser o applicazione su smartphone. La Belkin fornisce sia dispositivi che il sistema remoto di controllo (in cloud).

Ogni dispositivo potrá essere inoltre legato ad account gmail per le notifiche. La Belkin prevede anche lo sviluppo di piccoli dispositivi come Mr Coffee o Crock Pot slow cookers con i quali sará possibile far partire a distanza determinati dispositivi della cucina. Arrivare a casa con il caffé pronto.

Belkin WeMO

Canary

Un dispositivo „tutto in uno“ per la sicurezza della casa. Include: Video camera HD, sensori per la qualitá dell’aria, del movimento, del suono, temperatura e vibrazioni tutto in una singola unitá.

l sistema impara cosa costituisce la normale attivitá di casa e invia all’utente degli allarmi in caso qualcosa fosse cambiato. Il fatto di imparare le normali condizioni della casa permette secondo il costruttore di evitare falsi allarmi.

Gli allarmi possono ovviamente essere mandati a utenti multipli.

Canary

Connected by TCP

TCP Home lighting automation é un sistema per il controllo delle luci. Include un gateway che va collegato al router della connessione di rete, un telecomando wireless, App per lo smartphone e 2 Luci a LED intelligenti. Il sistema puó gestire fino a 250 Luci singolarmente o per gruppi definibili.

L’App permette di controllare le luci da remoto; accenderle spegnerle, programmare la loro attivitá creare profili pre-programmati come  „fuori casa“o „in casa“.

Per il momento il sistema controlla solo le proprie Lampadine intelligenti ma in futura avrá a disposizione dei connettori per poter essere applicato a qualunque lampadina.

Connected by TCP

Technology Neurio controllo energetico

Il dispositivo Neurio individua la „firma enegetica“di singoli diapositivi collegati alla rete di casa. Neurio abilita un sensore Wifi all’interno del proprio pannello eletrico. Il sistema monitora il consumo energetico e ne rileva l’attivitá interpretando l’attivitá energetica normale e avvisando quando si presentano eventi anomali come per esempio viene lasciato il forno acceso.

Il sistema puó anche inviare messaggi attraverso un’App dedicata che permette inoltre di controllare tutta una serie di dispositivi intelligenti. Il sistema Neurio impara il conportamento elettrico della casa capendo quando l’utente va a letto oppure lascia la casa.

Tecnology Neurio

Grid Connect ConnectSense

Grid Connect é un fornitore affermato nel mercato dei sensori e fornisce il prodotto ConnectSense per la sicurezza della casa. Il sistema lavora con il Wifi di casa e fornisce sensori di movimento, controllo luci, temperatura, umiditá, acqua e sensori per porte e finestre. Alcuni sensori possono funzionare con batterie per facilitare l’istallazione in posti non coperti dalla rete elettrica.

I sensori comunicano peró via Wifi che richiede comunque piú energia rispetto agli altri sistemi di allarmistica con protocolli dedicati. ConnectSense fornisce allarmistiva via chiamate voce, SMS, mail, tweet. Tutto il software (App e software Cloud) é gratuito.

Grid Connect ConnectSense

 Honeywell Total Connect remote Services

Combina un sistema professionale di sicurezza con un sistema di automazione della casa permettendo all’utente di controllare qualunque dispositivo, dalle video camere di sicurezza ai sensori di allarme, dall’illuminazione della casa alle tapparelle per le finestre. Il sistema puó essere controllato da un’App mobile,  via Browser o attrraverso una console a muro.

Deve essere istallato da personale certificato da Honeywell e lavora con soli dispositivi che gestiscono il protocollo Z-Wave. Honeywall fornisce comunque anche parte della sensoristica.

Honeywall Total Connect

iControl Network Piper

Questo sistema di automazione e sicurezza per la casa é sviluppato anch’esso via Wifi. Include una video camera HD con visione a 180 gradi e audio in entrambe le direzioni. Sensori per: movimento, temperatura, umiditá, luce e suono. Il rilevatore di suoni puó riconoscere gli eventi sonori e notificare diversamente tali eventi (campanello o allarme per fumo, etc).

L’App mobile permette di controllare remotamente la video camera e configurare le regole per le notifiche via messaggi, chiamate, mail. I video sono automaticamente salvati nel Piper Store gratuitamente e visionati quando si vuole. L’unitá puó essere programmata per suonare una sirena di allarme e puó anche controllare sensori o controlli di terze parti che supportino il protocollo Z-Wave.

iControl Network Piper

Interactive Voice ivee Sleek

Puó sembrare una semplice e comune sveglia ma permette il controllo vocale con i sistemi Smart Home della casa.

L’unitá puó anche fornire previsioni del tempo in streaming e altre informazioni dalla rete. La Interactive ha inoltre annunciato il piano di sviluppo della piattaforma per il controllo vocale di molti fornitori di sistemi di sicurezza o smart home.

Interactive Voice ivee Sleek

Lowe’s iris

Il sistema di monitoring e controllo smart home della Lowe supporta uno svariato range di Sensoristica intelligente e dispositivi, dai sensori di sicurezza al sistema intelligente di irrigazione del giardino. Per 179 $ si possono acquistare differenti kit come lo Secure Start up oppure il sistema base per il controllo della casa oppure gli smart kit per 299$ che includono anche l’amplificatore del segnale Wifi.

Il servizio base é gratuito ma esiste una versione premium per 9.99$/mese con cui é possibile scrivere le regole, registrare video e inviare allarmi ad altre persone.

Lowe’s iris

Revolv

Revolv vuole essere il controllore universale (smart Hub) per il monitoraggio di ogni tipo di sensore senza limiti di marchio, tipo di prodotto o protocollo di comunicazione usato.

Il sistema include l’Hub centrale capace di gestire ben 7 diverse frequenze radio e un’App IOS che supporta i piú comuni controlli e allarmi da una vasta serie di dispositivi inclusi quelli Sonos per il controllo dei sistemi Home Theater e Hi-Fi. L’App per Android é in uscita.

Revolv

Securifi Almond+

E‘ un sistema wireless router/extender che puó essere utilizzato anche come sistema di controllo e monitoring della casa. Supporta dispositivi e sensori che utilizzano protocolli quali Zigbee, Z-Wave e Wifi.

In aggiunta all’App mobile il sistema Almond+ include un piccolo touch screen a colori LCD che puó essere utilizzato come master console e istallato a muro.

Securifi Almond

Sen.se Mother

Il sistema include un controllore centrale (hub) “Mamma” (mother) e i sensori “Biscotto” (“Cookies” sensori wireless) che possono essere attaccati agli oggetti o alle persone dei quali si vuole monitorare e analizzare movimenti, temperatura e posizione.

I sensori “biscotti” possono essere applicati ovunque: dalla porta per rilevare intrusioni oppure allo spazzolino per capire se il bambino/a si spazzola regolarmente. L’attivitá é tracciata on line e puó essere configurata per inviare allarmi. Il sistema funziona solo con i propri sensori ma i sensori cooky „general Purpose“ programmabili possono essere usati su qualunque dispositivo a casa.

Sen.se Mother

SmartThings

Il sistema di automazione domestica include un Hub di comunicazione Zigbee e Z-Wave o dispositivi ad accesso IP. Supporta un vasto portafoglio di smart device o sistemi come Sonos Sound System e permette il controllo via Smartphone.

SmartThings offre uno Starter Kit con sensori per permettere la rilevazione di movimento, temperatura e vibrazioni. SmartThings non é solo un prodotto ma una piattaforma Open per abilitare terze parti a sviluppare software e hardware. Al momento circa 5000 sviluppatori e produttori di dispositivi hanno siglato accordi con il vendor.

SmartThings

Staples Connected Home

Monitora e controlla una lista selezionata di serrature intelligenti, sensori del fumo, termostati, luci, tapparelle per piú di una decina di marchi.  L’azienda non fornisce per il momento nessun servizio cloud o dispositivo. Staples offre anche servizi professionali di istallazione.

Staples Connected Home