Euro – no Euro: Un interessantissimo dibattito sul tema

Per chi é interessato all’argomento uscita dall’Euro e possibili conseguenze vi propongo questo interessante dibattito fra Alberto Bagnai e Michele Boldrin. (lo trovate a fondo pagina)

Entrambi economisti e Accademici, il primo organizzatore dell’evento (L’Italia puó farcela? )  e il secondo venuto recentemente alla ribalta poiché ideatore e poi leader del movimento “Fare” (per fermare il Declino), avventura politica (purtroppo) miseramente fallita.

Il video si riferisce all’evento organizzato dall’associazione “Asimmetrie”  fortemente indirizzata a dare una base teorica per l’uscita dall’Euro. L’associazione creata dallo stesso professor Bagnai che con un suo lavoro accademico cerca di spiegare tutti i vantaggi ma sopratutto cerca di demolire la negativitá di chi vede nell’uscita dell’Euro un vero e proprio salto nel piú profondo buio economico.

Il materiale e i pensieri del professore Bagnai sono tutti disponibili nel suo blog  e recentemente le sue apparizioni televisive si sono fatte sempre piú frequenti.

Michele Boldrin insieme ad altri economisti emigranti (Lui insegna negli Stati Uniti) gestiscono anch’essi un altro blog chiamato noisefromamerika e da cui Itakablog si ispira liberamente.

Proprio per questo i miei commenti al video sono piuttosto di parte essendo io stesso un profondo stimatore del rude Michele Boldrin, un assiduo lettore di Noisefromamerika e un suo (ex) elettore di Fare.

Insomma se avete un pó di tempo da spendere vi consiglio caldamente la visione. Le parole di Boldrin (forse ancora scottato per il suo tentativo di portare qualcosa di nuovo in Italia) sono crude ma indiscutibili.

Bagnai invece cerca con un certo insuccesso di controbattere alle accuse di Boldrin sul Sistema Italia, il professore di Washington non ha peli sulla lingua e spara a zero su un sistema malato che non ha bisogno di essere difeso per le proprie colpe interne.

Il dibattito fondamentalmente é riassunto da queste due posizioni:

  • Boldrin che esclude qualunque colpa del sistema Europa e dell’Euro ai mali dell’Italia. Il declino Italiano ha radici ben piú lontane dell’Euro ed é costante da 20 anni. Tutte le scelte di politica interna non sono in alcun modo dettate da pressioni esterne Europee ma solo da una completa incapacitá della classe politica Italiana.
  • Bagnai d’altra parte cerca di difendere la sua posizione mettendo comunque l’Euro come un responsabile del declino e sopratutto la pessima guida Europea di stampo tedesco, paese che secondo Bagnai é uno dei maggiori responsabili del degrado Europeo. Bagnai nonostante i suoi tentativi non riesce comunque ad obiettare nulla sulle responsabilitá della classe politica nostrana e quindi su questi punti concorda a pieno con Boldrin.

Quello che mi é parso abbastanza chiaro é il differente spessore fra i due accademici. Boldrin viene comunque da un esperienza piú vasta che gli permette di portare sul tavolo molti piú dati e confronti mentre Bagnai cerca di difendersi dietro il suo modello economico per l’uscita dell’Euro che sembra peró non convincere Boldrin. “Bagnai, ti faccio un modello che fa volare gli elefanti se vuoi”.

Boldrin a mio modo di vedere (ovviamente sono di parte) smentisce molti dei punti elencati e all’inizio del dibattito riesce anche a far fare una pessima figura al molto titolato (televisivamente parlando ma non accademicamente) Claudio Borghi. Responsabile economico della Lega Nord e personaggio di cui nutro una scarsa fiducia per le sue argomentazioni… ma come ho detto sono di parte. In ogni caso qui un commento piú esteso ed elaborato di Boldrin verso le teorie di Borghi.

Il dibattito é interessante e lo consiglio a chi vuole sentire qualche discorso ragionato, non di stomaco e senza nessun legame con la politica. Le tasse Italiane non sono una scelta dell’Europa né tantomeno dell’Euro. La Burocrazia complessa o la Giustizia lenta e inefficiente non sono certo invenzioni della Merkel e dell’Europa.

Un ultima nota:

A questo evento hanno partecipato lato politica: Giorgia Meloni, Gianni Alemanno, Fausto Bertinotti, Matteo Salvini. Non ho visto i loro interventi ma secondo me rientrano in quella categoria di politici di scarso spessore che hanno bisogno di cause esterne per giustificare l’ingiustificabile. Questo mi fa pensare che le teorie (e i modelli economici) del Professor Bagnai servono sopratutto per costruire una base teorica con scopi politici e propagandistici. L’argomento attualmente é molto di moda ma sopratutto fa breccia nella gente che crede facilmente al nemico esterno senza accorgersi di tutte quelle colpe interne di decenni di malapolitica.

Buona visione

Alessandra Moretti… ed é tutto finito.

Mi sono sempre scandalizzato per showgirls varie che ricoprivano ruoli importanti nella Politica dell’era Berlusconi. Ho sempre reputato Mara Carfagna una persona non all’altezza del ruolo di Ministro che ha ricoperto. Un salto da showgirl a Ministro che non ho mai digerito. Mariastella Gelmini  anche lei a ricoprire un incarico troppo grande rispetto al suo curriculum.

Ho sempre pensato che questi tempi erano finiti e invece le cose sembrano peggiorare.

La video intervista del Corriere ad Alessandra Moretti mi ha fatto capire che forse é proprio tutto finito.

Una donna che ha un suo trascorso (piccolo) in politica e che potrebbe anche meritare la sua posizione ma nel momento che si ritrova a parlare di sé lo fa in un modo a mio parere inaccettabile.

“Sei brava intelligente e bella e ti attaccano ancora di piú” ma cosa c’entra la bellezza e perché autodefinirsi brava e intelligente? Lasciamo agli altri la valutazione di se stessa. L’unica cosa su cui posso essere d’accordo é la bellezza, non metto in discussione bravura e intelligenza ma il primo termine per esempio che associo ad Alessandra Moretti é “paracula”.

  • Prima portavoce di Bersani e nemica di Renzi
  • Poi candidata alle Europee per Renzi e adesso Europarlamentare
  • Forte sostenitrice dell’importanza dell’Europa tanto da tradire il suo mandato per candidarsi alle Regionali del Veneto. Per dimostrare quanto sia importante l’Europa.

Ma sopratutto molto umile:

“Si dice che sono l’unica che puó mettere in difficoltá Zaia,non posso tirarmi indietro”“Perché quando devi vincere una sfida calcistica importante nella nazionale schieri i migliori”. E se questo é il meglio…

L’intervista continua con dettagli della sfera privata che nulla hanno a che vedere con la professione politica. Cosa importa se vai dall’Estetista una volta alla settimana? Non é un male, penso sia anche normale ma mi chiedo che motivo c’é di dirlo e sopratutto di far capire che ci si fa anche depilare la zona pubica…

“Il nostro stile é Ladylike” ... Ladylike? LADYLIKE? .. e qui il buio.

Cioé …dobbiamo anche piacere

…da quando in Politica? 

In Italia si fa molta pubblicitá che fa leva sulla bellezza femminile ma ammetterne la norma anche in Politica mi sembra un segno di degrado. Profondo degrado.

L’apice dell’intervista si raggiunge quando la nostra Ladylike inizia anche ad offendere la Rosy Bindi dicendo che “…mortificava la bellezza”. Onestamente nemmeno il piú basso commento a sfondo sessista puó essere peggiore di questo.

Non sono un fan della Rosy Bindi perché la reputo una rappresentante di un mondo politico vecchio ma non posso accettare questi paragoni. Fondamentalmente un politico deve dimostrare le sue capacitá dai risultati non dal numero di cerette che si fa alla settimana ma sembra che i parametri meritocratici cambieranno nei prossimi anni.

Una cosa peró é certa: La Rosy Bindi sicuramente non ha mai ricevuto nella sua carriera politica nessun favoritismo in base alla sua bellezza. Tutto quello che ha raggiunto é sicuramente solo merito del suo lavoro. Certo non si puó dire la stessa cosa della Moretti e questa intervista non fa che dimostrarlo.

Questo é quello che abbiamo, la fase finale di un lungo declino da avanspettacolo di cui stiamo pagando un prezzo troppo alto.

Quote Rosa? Sento la Moretti e cambio idea. Mi spiace donne o non siete rappresentate o lo siete male… troppo male.

É tutto finito. Forse lo sapevamo giá ma Ladylike ci ha dato la conferma definitiva.

 

Un paese immobile sul baratro: Uno, due, Troika

troika  Nulla da fare questo paese non riesce proprio a rimettersi in sesto in nessun modo. I dati trasmessi ieri dall’ISTAT ieri mostrano un paese che nemmeno ha provato a prendere la strada della ripresa ma é ancora immerso nel suo comatoso stato vegetativo. Rumoreggia, fa annunci ma nella realtá é solo teatro.

Questa l’ultima triste istantanea scattata ieri sull’allegra combricola.

PIL2014Q2

Non resta che aspettare l’intervento dell’Europa perché  molto probabilmente il prossimo anno (o forse anche prima) gli scagnotti della Troika potrebbero scendere per controllare quello che noi non siamo stati in grado di fare da soli.

Inutile spendere troppe parole per commentare quello che abbiamo visto in questi anni di crisi. Prima un vecchio in declino é stato convinto a lasciare il comando perché incapace di fare la benché minima riforma insieme al suo ragioniere di fiducia Tremonti. Poi é arrivato un valido Professore che ha evitato il crack in maniera veloce ma purtroppo senza riuscire a ristrutturare nulla. A seguire un Governo fantasma gestito da un molliccio Letta e poi Matteo la superstar che raccogliendo consensi indiretti si é preso la guida del paese promettendo un rapido cambio di marcia per il paese.

Ma cosa é stato veramente fatto da tutti questi Governi per cambiare strutturalmente il paese? La risposta é semplice e diretta: Nulla.

Assolutamente nulla, nemmeno un tentativo. Ci ha provato Monti ma la politica lo ha bloccato lasciando solo le tasse come unico strumento per risanare i conti. Peccato é stato la piú grande occasione persa nonostante le critiche. Nei numeri é quello che ha fatto di piú e poteva fare ancora meglio.

A contorno di questa incapacitá é anche nata una nuova forma di rappresentanza/protesta che va sotto il nome di Movimento a 5 Stelle ma per propri limiti é riuscita a smuovere le coscienze solo su argomenti di poco conto e non fondamentali per il paese. Gli sprechi della Politica sono eticamente da eliminare ma non sono (purtroppo) il primo motivo del declino Italiano.

Al nulla Governativo si sono quindi accompagnati inutili cori su sprechi (corretti ma non findamentali), urla contro un ipotetico colpo di stato di un certo Re Giorgio e una bella maciata di complotti massonici qua e lá per condire l’insalatona tricolore.

Ed eccoci ad assistere nuovamente alla commedia dell’arte invece che ad una prova di serietá per l’intero paese. Effettivamente era piú indicato avere Dario Fó come Presidente della Repubblica cosí almeno il gruppo dei commedianti si sarebbe finalmente completato con il meglio che il mercato teatrale poteva proporre. Se ci sono attori e comparse come Gasparri o Brunetta perché Dario Fó no?

Ovviamente colpevolizzare la nuova opposizione sui risultati operativi di un paese é ingiusto e sbagliato ma credo che ci sia stata una parte di incapacitá politica e pratica a spingere i Governi in carica a concentrarsi sulle reali necessitá del paese. Ci si é concentrati sulle inutili riforme del senato, sulla legge elettorale e le dimensioni delle circoscrizioni urlando alla tirannia che governa questo paese mentre i veri problemi erano sempre lá a guardarci, immutati.

Abbiamo, stiamo e perderemo tempo all’infinito su questioni che non spostano le criticitá del paese. Per caritá é giusto cambiare il senato, rifare la legge elettorale ma spendere tutto questo tempo é assurdo specialmente in periodo in cui il tempo non c’é. Non perché “ce lo dice l’Europa”, semplicemente perché non c’é tempo. Quando un’azienda sta andando male deve cercare di recuparare le perdite in fretta altrimenti il fallimento arriva inesorabile. Lo Stato Italiano invece aspetta.

Devo ammettere che all’inizio ho sperato anche io in qualche cambiamento con l’arrivo di Renzi. Qualche dubbio sul modo di rapportarsi ma una certa soddisfazione nel vedere che la persona non cercava scusanti ma metteva se stesso di fronte ai problemi. Sembra strano ma questo non é mai capitato in passato. Nel momento piú acuto della crisi c’era chi la negava dicendo che i ristoranti erano pieni e gli aerei difficili da prenotare.

Poi ci si rifugiava dietro la solita corsa ai nemici esterni invece di pensare alle vere colpe interne ovvero quelle ferite aperte ormai da decenni di cui tutti parlano ma poi nessuno ammette come proprie.

E quindi la colpa é sempre dei mercati cattivi, l’attacco all’euro. Tutti cattivi fuorché noi stessi…

Mi piacerebbe chiedere a Bersani e adesso? come spieghi che siamo rimasti solo noi a non aver fatto nemmeno una riforma? Sempre colpa dei mercati?

Rispetto al vecchio sistema Renzi mi dava una certa fiducia di poter in qualche modo prendersi in carico responsabilitá e decisionalitá che mai erano state prese nel passato. Un lungo passato ma la realtá invece é stata come sempre deludente.

Piú il tempo passa e piú devo dire che anche il buon Matteo mi sembra distaccato dalla realtá come tutti e nel concreto non é stato fatto di nuovo nulla. 80E sono una compravendita di voti ma in ogni caso ancora siamo alla ricerca di 10 Milioni di copertura. 10 MILIONI su una spesa totale di 800 MILIARDI ? Mi state prendendo in giro?

Sí, questa é la nostra classe politica: Immobile, incapace di fare anche il minimo cambiamento. Incapace di governare i conti, i numeri. Il vuoto.

L’alternativa Italiana qual’é ? Semplicemente non c’é. Chi si vanta di poter cambiare il mondo ha giá ampiamento dimostrato di non essere nemmeno capace di focalizzarsi sui reali problemi.

Certo solo l’economia puó aiutare questo paese ma la classe politica deve rimettere in sesto la parte di sua competenza. Nessuno viene piú ad investire in Italia da anni, ci sará un motivo?

Nulla funziona ammettiamolo: I servizi pubblici carenti, la burocrazia complessa e inefficiente, la tassazione asfissiante e il tutto condito con una giustizia che non riesce ad essere certa e veloce. Ma chi vuoi che venga ad investire qui?

Nulla é stato nemmeno tentato al di fuori delle presentazioni Power Point.

Siamo ormai in una situazione grave, imbarazzante e ridicola. Renzi in questi giorni é anche riuscito a far scappare una persona importante come Carlo Cottarelli . Tecnico incaricato della Spending Review (termine spesso abusato e mai applicato nel nostro paese) che non é mai riuscito a portare a termine il suo lavoro. Qualcuno dirá che era solo una sporca spia tecnica inviata dalla BCE ma il vero motivo é che ha gettato la spugna davanti ad una politica incapace a cambiare. Una politica che metteva risparmi presunti come copertura di aumenti di spesa come da lui dichiarato.

Sembra tutto fottutamente difficile in questo paese ma nessuno si muove per cambiarlo. Stiamo sorseggiando un aperitivo seduti su una bomba ma continuiamo a chiaccherare di quanto sono belle le stelle.

Siamo un paese di sognatori, viaggiatori (adesso anche emigranti) e poeti. Un paese pieno di risorse in grado di trovare i problemi ma nessuno in grado di risolverli.

Non ci resta che aspettare, molto probabilmente giá a Settembre qualcosa accadrá. Lentamente lasceremo il timone nelle mani dell’Europa che ci controllerá come ha giá fatto altrove. Alla fine non siamo stati capaci di fare nulla e non ci resta che chiedere a qualcun altro di farlo al posto nostro.

Finalmente avremo qualcuno a cui dare la colpa per poter salvare la coscienza dei nostri capitani coraggiosi. Qualcuno che ovviamente arriverá con l’accetta tagliando senza pensare ma guardando solamente i numeri. In altri posti é andata abbastanza male dopo il loro arrivo.

L’inevitabile arriverá perché la situazione attorno al nostro paese é tragica. Nessuno forse lo ha capito perché é difficile solo seguendo la nostra fantastica informazione televisiva o cartacea ma sta bruciando tutto attorno. L’incendio che causerá il Gas Ucraino potrebbe seriamente ustionare l’Europa e noi non abbiamo piú soldi per comprare tute protettive e medicamenti; saremo fortemente ustionati.

Tutto brucia attorno mentro noi combattiamo per un accordo sulla votazione del Senato, sulle soglie di sbarramento o sulle dimensioni delle circoscrizioni elettorali. Noi vogliamo eleggerlo il Senato perché altrimenti é anticostituzionale e anti democratico.

Continuate cosí quando sentirete caldo fate un cenno.

Che dire, tragico destino? Non direi abbiamo avuto abbastanza tempo per fare le cose da soli ma non siamo stati capaci e abbiamo continuato a parlare al bancone del bar. I fumi in cielo erano giá evidenti ma noi degli incendi non ce ne preoccupiamo perché siamo un paese forte (anche se i ristoranti stanno chiudendo) e come dice qualcuno: Perché finalmente il popolo si ribellerá ai poteri forti.

Fate un pó quello che vi pare tanto adesso é comunque troppo tardi. Non abbiamo piú munizioni da giocarci ma soprattutti siamo tutti cosí sbronzi dagli aperitivi al bancone che non riusciremmo comunque a vedere l’obiettivo, anzi forse non l’abbiamo mai visto l’obiettivo perché questo bar é aperto da troppi anni e nessuno aveva mai chiesto il conto.

Le Elezioni Europee fra 80E, Stampanti in 3D e dentiere per tutti

Non sono riuscito a scrivere molto su queste elezioni Europee 2014. Mi sarebbe piaciuto fare una bella lista di impresentabili ma non ci sono riuscito, peccato. Non mi resta che buttare giú qualche pensiero alla rinfusa.

Da quassú l’impressione sulla campagna elettorale é molto negativa. Vedo solo sproloqui ovunque. Parole  e parole. Parolai da tutte le parti. Parolai che accusano gli altri parolai di essere solo parolai. Incantatori di folle che accusano gli altri incantatori di folle di essere solo incantatori di folle.

Dove stá la ragione, dove stá la veritá dove stanno i candidati e i programmi? Difficile capirlo. Come sempre vince l’urlo.

Tutti parlano di tutto tranne che del motivo principale delle elezioni ovvero l’Europa. Non si é sentito nulla di concreto, nessuna idea nessuna proposta al di fuori dello scontro Europa si Europa no.

La sensazione principale é di disgusto e delusione perché nulla sembra voler cambiare in Italia. Le rivoluzioni annunciate sono quasi peggio del passato. Le idee sono confuse, sciocche, inutili, per qualche aspetto pericolose ma soprattutto sono impraticabili come sempre.

Pensieri a caso sui protagonisti maggiori:

Renzi e il PD: Il PD é cambiato. Per alcuni aspetti in meglio per altri in peggio. Sicuramente sembra piú moderno e adatto ai tempi rispetto al passato. Piú flessibile e piú adatto ad un mondo che é diverso dagli anni delle lotte sindacali. Le lotte continuano a servire ma i modi e gli obiettivi devono cambiare. Il nuovo PD é peggiore invece perché si appoggia troppo su annunci eclatanti senza peró descrivere con sufficienza come si raggiungono tali obiettivi. Il peggio di questo PD é che assomiglia troppo alla televendita Berlusconiana dove tutto é possibile. Berlusconi é stato sempre pronto a promettere la Luna senza peró muovere il culo degli Italiani dalla tazza del cesso su cui erano seduti da anni. Renzi ci assomiglia per certi versi nonostante dimostri almeno una migliore presentabilitá. Ho personalmente creduto in Renzi e continuo a credere che quello che ha fatto non é un doppio gioco. Non ha “tradito” Letta. Dal mio punto di vista si é messo in gioco. Sinceramente il Governo Letta era nella palude dell’immobilismo. Sotto il controllo di un improbabile Alfano. Renzi almeno si é imposto. Mi sono detto:”che grinta” adesso vediamo. Bé il tempo passato é poco ma le scadenze che si era dato sono giá passate senza risultati palpabili. Che dire … I dubbi della farsa iniziano a concretizzarsi. Gli 80Euro sono stati una mossa puramente propagandistica poiché non garantiti per gli anni successivi e quindi NON-strutturali, come si dice. Sí é comprato un voto. Non sto a discutere se servano o meno 80E discuto sul fatto che sono solo un elemosina temporale ma non un abbassamento delle tasse.

Nelle Elezioni Europee si sono messe 5 donne capoliste. Perché? Quote Rosa? Se uno professa la meritocrazia non puó mettere la Moretti come capolista. Per brava che possa essere la ragazza deve ancora dimostrarlo. Per me rimane solo la figlia di un dirgente di partito che nella vita ha fatto solo attivitá politica. Se un Renzi professa una societá che necessita di meritocrazia, questa scelta non é sicuramente un esempio. Vorrei vedere un Renzi piú concreto e meno parolaio.

Grillo e il M5S: La storia del “portavoce”, come giá si era capito da tempo é una bufala del migliore web di 2a Classe. E’ ovvio, senza Grillo il M5S non raccoglierebbe consensi e voti. Sicuramente vá dato grande merito alla grinta con cui viene condotta la campagna elettorale ma il M5S rimane un invenzione e copyright di Grillo e quindi tutti i discorsi sull’uno vale uno sono ridicoli. A parte l’organizzazione interna quello che mi lascia perplesso sulla campagna elettorale di Grillo é il completo disallineamento dalla realtá. Quando sento i discorsi di piazza pieni di particolari tecnologici di improbabile applicabilitá mi chiedo come si faccia a prendere sul serio certi argomenti.  Almeno qualcuno avesse la capacitá di chiedersi “ma questo cosa c’entra con la gestione di un paese”. Vale per il solito discorso delle stampanti 3D , un esempio di quanto una persona sia distante dalla realtá. Non sono il nocciolo del programma di Grillo ma sicuramente un esempio di lontananza dai veri messaggi che un paese necessita. Anche il cosiddetto Guru del movimento Casaleggio nelle sue interviste mette in piedi ragionamenti e visioni vecchie di anni, giá in voga negli anni 70. Visioni di un futuro diverso che giá molte persone nel passato avevano avuto e che non si é mai realizzato. Dovrebbe essere la prova che forse c’é qualche distanza fra il pensiero e la realtá. La mia definizione di visione del futuro é diversa dall’avere delle visioni. Sarei preoccupato di avere un Ministro per l’Innovazione come lui considerate le sue dichiarazioni   sull’incarico gradito.

A parte questi particolari di forma poco importanti sono invece le idee e i programmi ad essere al 90% impraticabili (ne ho giá scritto qui). Grillo accusa per esempio Renzi di aver comprato il voto con 80E (vero) e che questi 80E sono una farsa senza copertura. La veritá é che la copertura c’é ma non é continua negli anni, le critiche agli 80E ci devono essere ma per altri aspetti. Quello che mi stupisce e dimostra la completa incongruenza fra parole, idee e soluzioni sta nel fatto che proprio il M5S continua a promuovere il reddito di Cittadinanza. La mia domanda é :”ma se 80E non hanno copertura, perché dovrebbe averlo il reddito di cittadinanza?”. Questa domanda é inutile perché la risposta stá nella pochezza teorica dietro al M5S ma il vero problema per me é come fa la gente a non accorgersi di questi basilari confronti? Questo problema della copertura é semmai dentro il programma di Grillo/M5S perché é composto per la maggioranza di uscite senza peró un adeguato livello di entrate o minor spese (ne ho scritto qui). Semplicemente il programma non ha nessun tipo di copertura economica. Se i Governi Letta e Renzi hanno fatto fatica a trovare qualche milione ci sará qualche problema di fondo o no? Sono d’accordo che da un lato c’é una certa incapacitá peggiorata da immobilismo politico ma dall’altra non credo invece che esista la bacchetta magica a 5 stelle in grado di trovare Miliardi dai piccoli tagli annunciati. Mi ricordano per certi aspetti le promesse di un certo SB.

Insomma l’incoerenza a mio modo di vedere viaggia parallela fra programmi e accuse verso gli avversari. Recentemente si é inoltre inserito il problema puramente morale. Il ripudio verso i media che fino a qualche tempo prima era una delle bandiere del M5S é stato in qualche modo sospeso. Il M5S ha iniziato come ogni altro partito (giustamente) ad utilizzare la televisione come mezzo di comunicazione agli elettori. Che ci sia accorti che forse qualche decine di migliaia di utenti in rete non fanno una nazione? Benvenuti nella realtá.

Non critico Grillo per l’utilizzo della Televisione come mezzo di propaganda, queste sono le regole di una campagna elettorale. Quello che invece critico é il cambio di direzione quando le idee non sono supportate dai fatti. Una prova che forse la veritá assoluta non sta proprio solo da una parte come i sostenitori vogliono farmi credere.

Il discorso Europa é un altro dei piloni portanti del programma e anche in questo caso il livello di fantasia mista ad ignoranza peggiora la situazione. Non basta scaldare la gente con dei Vaffanculo verso la Merkel e l’Europa. Non serve dire che semplicemente i debiti non si pagano perché “immorali”. Non funziona cosí. Il controsenso sta nel fatto che un eventuale default Italiano sarebbe per prima cosa un problema per gli Italiani stessi che hanno in mano una grossa fetta di questi debiti. L’attacco alle banche cattive ha come conseguenza il fatto che se si distruggerebbero i risparmi della gente, ma questo non sembra essere chiaro nella mente degli Italiani stimolati dai guru del Ueb. Chi é interessato puó informarsi per capire come é la situazione dell’Argentina a 15 anni dal default. Disastrosa, l’inflazione é al 20% e non esiste piú debito pubblico per interessi perché nessuno impresta piú i soldi all’Argentina. Se uno non paga una volta poi dopo non puó piú chiedere e la situazione non puó che peggiorare per i servizi pubblici e per l’economia. La Grecia ha fatto in pratica default, vi sembra la situazione stia andando bene?

Anche in queste idee c’é una elevata percentuale di ignoranza che a mio modo di vedere sfocia nel risultato finale di illudere la gente con cure alla Wanna Marchi. Vendersi la lira come una soluzione migliore all’Euro mi sembra alquanto ridicolo. Una moneta nazionale in mano alla classe politica ha giá fatto abbastanza danni in passato. É sempre stata un continuo svalutare. Questo non é positivo come si vuole far credere perché l’inflazione é fondamentalmente una tassa nascosta. Se il giorno dopo la svalutazione é del 10% vuol dire che in termini reali 100E adesso valgono solo piú 90E. Non mi sembra positivo per un cittadino, qual’é il grosso vantaggio? L’export?  il vantaggio competitivo per le esportazioni cosa c’entra? Non capisco cosa dovrebbe festeggiare un lavoratore di un azienda che non fa esport? Perde 10E e basta. Misteri della fede.

In ogni caso il M5S serve ad alzare la tensione in una classe politiche molto incapace. Serve parzialmente a tenere alta l’attenzione sul lavoro del Parlamento. Detto questo peró i contenuti dei programmi e gli urli del suo capo non mi possono far credere che ci possa essere qualcosa di concreto capace di condurre un paese fuori dai suoi problemi… anzi.

Sull’onesta e sulle buone intenzioni invece nulla da dire ma a me servono soluzioni veloci per un paese in decadenza rapida.

Un commento conclusivo vorrei farlo anche sui nuovi volti portati alla ribalta del M5S (un Di Battista per esempio). per me sono carichi di se ma vuoti di conoscenza e lontani dai veri problemi del paese. Il belloccio di turno per esempio sembra essere tanto bravo a parole quanto poco in lavoro Parlamentare. Mi sembra la nuova copia di una vecchia Politica con l’aggravante di non avere nemmeno un bagaglio culturale di un certo spessore. La sua dialettica ne fa un ottimo comunicatori ma i contenuti delle frasi un pessimo gestore pubblico.

Silvio Berlusconi e Forza Italia: non é mai scomparso, Il suo partito azienda non puó sopravvivere senza di lui. Forza italia é Berlusconi, senza di lui non esisterebbe come Grillo per il M5S. Berlusconi sta portando avanti tutta la campagna elettorale quasi da solo con un certo deterioramento nei contenuti e nelle proposte. Una lotta disperata per non perdere troppi voti. Un programma inesistente fatto di qualche dentiera regalata, qualche insulto alla Germania e pesanti critiche a Grillo. Poco rimane di una persona che mai é riuscita a portare in atto le sue fantasiose promesse. Una persona che é riuscita a distanza di 20 anni ad essere credibile agli occhi di almeno un 20% degli Italiani. Cifre impressionanti per il 2014. Un partito che ha perso molte persone al suo interno e conta solo pochi e discutibili personaggi al comando che non potrebbero avvicinarsi a nessun partito in qualunque paese civile del mondo. Credo manterrá qualche voto, i fedelissimi ci sono sempre ma sicuramente potrebbe essere l’ultima volta.

Lega Nord: Sta cercando di riprendere voti dopo la disastrosa esperienza di governo. Fra scandali e ruberie diventa difficile continuare ad urlare contro la classe politica corrotta. La lega con il nuovo presidente Salvini ha ripreso in mano le vecchie argomentazioni sull’immigrazione infarcendole adesso anche di nuovi pericoli biologici e nuove malattie. Al nemico immigrato oggi si somma anche il pericolo Europa infarcito da pseudo economisti che confermano la fattibilitá dell’uscita dall’Euro. Il programma della Lega ha sempre la stessa formula di giocare con la pancia degli Italiani (come Grillo) e cercare all’esterno i problemi di un paese che non é in grado di guardarsi invece all’interno. Immigrati, Rom e Merkel sono per la Lega il problema del declino Italiano. Come sempre questa propaganda non considera il fattore principale ovvero il “Made in Italy”.

NCD e Lista Tsipras: Non pervenuti. Il primo é solo l’improbabile contenitore dei fuori usciti dal PdL con il solo scopo di sopravvivere. I programmi sono un’alternativa. Il secondo un gran minestrone di estrema sinistra che porta avanti come tanti l’anti europeismo come programma principale. Un programma che fonda le accuse di Lega e M5S con i vecchi proclami di una sinistra un pó datati e non piú adeguati ai tempi. Una spruzzata di Radical chic ne fa anche una scelta un pó antipatica.

Conslusioni:

I proclami poco realizzabili sono sulla bocca di un pó tutti come nelle migliori tradizioni. Il problema principale é che risulta una campagna elettorale basata su problematiche domestiche e tutti sembrano essersi dimenticati che si vota per il Parlamento Europeo. Come sempre a nessuno frega dell’Europa ma tutti sanno che l’esito elettorale avrá un significato politico nazionale. Tutti puntano su questo, nessuno é escluso. Le dentiere di Berlusconi sono la piú ridicola conferma del tutto. Va bene credere ai parolai ma mica si puó credere alle dentiere Made in EU.

Renzi a mio modo di vedere é l’unico che effettivamente stimola l’interesse su questioni vere dei problemi Italiani: giustizia, burocrazia, tasse, lavoro. Il problema é che tanto vere sono queste problematiche quanto invece il lavoro svolto finora dimostra che c’é un grosso vuoto fra l‘individuazione dei veri problemi e le capacitá di risolverli. La Storia degli ultimi 20 anni sembra non averci insegnato molto a riguardo.

Come sempre i miei riferimenti continuano a portare avanti programmi e idee piú realistiche. Almeno serie. Parlo del solito Fare per fermare il declino guidato oggi da Michele Boldrin. Unito insieme ad altre forze nella lista di Scelta Europea.

SceltaEuropea

Il mio voto andrá lí anche se non so quanto questo potrá poi arrivare in europa ma che ci posso fare turarsi il naso non é piú cosa.

Buon voto a tutti

 

I nostri Parlamentari Europei, qualche numero sul parcheggio della Politica Nazionale.

In attesa delle imminenti Elezioni gli articoli sul Parlamento Europeo si sprecano un pó ovunque. C’é chi ha scritto sul suo seguitissimo blog che “L’Euro Parlamento è come un Grand Hotel in cui si alloggia fino alla prima opportunità elettorale in Italia, come successe per D’Alema, o un sontuoso cimitero degli elefanti di politici trombati e di seconde file”.

Parole che non stupiscono e probabilmente sono molto vicine alla realtá. Curioso sono andato a raccogliere un pó di informazioni e numeri sui nostri Parlamentari Europei.

I NUMERI DEI NOSTRI DEPUTATI EUROPEI

  • Numero Totale: 73 Deputati di cui donne 23% e uomini 77%
  • Provenienza Geografica: Nord 37%, Centro 23%, Sud 40%
  • Etá Media: 57.8 (Media Europea 55)
  • Il piú vecchio: Ciriaco DE MITA (DC) 86 Anni
  • La piú giovane: Lara COMI (PdL) 31 Anni
  • Frequenza Media alle votazioni: 74.8 (terz’ultima in Europa)
  • Il migliore: Franco BONANINI (PD) 98,18%
  • Il peggiore: Gino TREMATERRA (DC) 35%

Di seguito la classifica generale

Deputati Europei-Presenze

Frequenza Italiana ed Europea:

Nel seguente grafico le presenze 2013 dei Deputati alle votazioni per i diversi paesi Europei. Siamo terz’ultimi su 28, i piú pagati e i meno presenti. Pessimo risultato.

Deputati Europei-Presenza media paesi 2013

 

L’EUROPA E LA CARRIERA POLITICA

Il Grand Hotel

Questa definizione é molto vicina alla realtá. Oltre il 70% dei Deputati Europeo é alla prima esperienza. Questo fa effettivamente pensare ad un parcheggio provvisorio, un’area di attesa per chi sta avanzando in carriera o per chi non ha raggunto i suoi obiettivi nazionali e aspetta la prossima occasione.

Dato abbastanza comune e scontato é che  l’82% dei deputati ha ricoperto in passato incarichi politici o all’interno dei partiti stessi o in Enti Locali/Nazionali. Fra i deputati con Pedigree politico il 63%  proviene da esperienze locali (Comuni/Province/Regioni). In questo caso il ruolo Europeo é probabilmente il parcheggio di carriera in attesa della disponibilitá futura per un ruolo Nazionale.

Questi sono gli schemi di carriera piú comuni fra i Deputati Europei :

  • Il Carrierista in avanzamento: Carriera politica in crescita presso Enti Locali (Comuni, Province, Regioni)  e poi passaggio in Europa in attesa di spazio alle politiche nazionali. 52% del Totale.
  • Il Politico in attesa: Carriera politica lunga sia in enti locali che nazionali ma al momento in Europa probabilmente per mancanza di ruoli disponibili in Italia.  30% del Totale.
  • Il trombato: Carriera Politica in Enti Locali e Nazionali ma con un fallimento nell’ultimo tentativo. In attesa di collocamento 15% del Totale.

 

Il Cimitero degli Elefanti.

Ci sono alcuni deputati che hanno ricoperto per molti anni ruoli politici rilevanti nel panorama nazionale e che adesso si ritrovano nel parlamento Europeo. Sará un riconoscimento alla carriera, un parcheggio temporaneo o l’unica soluzione per rimanere nel circuito della politica. Senza conferme sul motivo questa la lista:

  • Luigi BERLINGUER (PD) 82 Anni. Politico di lungo corso ed Ex Ministro dell’Istruzione.
  • Mario BORGHEZIO (Lega Nord) 67 Anni. In parcheggio Europeo prolungato.
  • Luigi Ciriaco DE MITA (DC) 86 Anni. Nome ben noto nel panorama politico Italiano. Forse c’é chi pensava si fosse giá ritirato ma l’Italia non é un paese per giovani (sopratutto in Politica).
  • Clemente MASTELLA (UDEUR) 67 Anni. Non escluderei un suo rientro in ambito Nazionale non appena le acque degli scandali che lo hanno coinvolto si placheranno. I suoi elettori sono sempre pronti a votarlo nuovamente.
  • Francesco Enrico SPERONI (Lega Nord) 68 Anni. Vista la lunga permanenza in Europa forse il parcheggio é definitivo.
  • Sergio Gaetano COFFERATI (PD) 66 Anni . Ex Sindacalista e Sindaco di Bologna. Molto probabilmente in attesa di ruolo nazionale.
  • Paolo DE CASTRO (PD) 56 Anni. Ex Ministro delle Politiche agricole. Molto probabilmente in attesa di ruolo nazionale.
  • Patrizia TOIA (PD) 64 Anni. Ex Ministro senza portafogli dei Governi Amato e D’Alema. In Europa giá dal 2004 e quindi molto probabilmente sembrerebbe un ruolo stabile.

 

L’isola dei famosi

In Europa c’é anche un folto gruppo di volti noti o cognomi famosi:

  • Barbara MATERA (PdL): Carriera da soubrette e attrice in fiction televisive. Nel 2008 rifiutó la candidatura alla camera propostale da Berlusconi proprio nel periodo in cui le critiche sulle candidature rosa del Pdl decise dal Sultano erano diffuse. Chissá. In ogni caso l’anno successivo é candidata al Parlamento Europeo.Presentando la sua candidatura, Berlusconi commenta:
    « Barbara Ma­tera è laureata in scienze politi­che, me l’ha consigliata Gianni Letta, è la fidanzata del figlio di un prefetto suo amico. Ecco, ha fatto una parte in Carabinie­ri 7 su Canale 5, ma mai la veli­na. »
  • Iva ZANICCHI (PdL): La Tigre di Cremona. Cantante, conduttrice Televisiva e attrice.
  • Elisabetta GARDINI (PdL): Attrice e conduttrice televisiva. Volto noto della RAI. In politica dal 2005 con Forza Italia. In Europa dal 2008.
  • David-Maria SASSOLI (PD) : Giornalista e volto noto del TG1. Lunga carriera in RAI e salto in Politica. Molto probabilmente l’Europa é il parcheggio prima di avere alcune posizioni disponibili in ambito Nazionale.
  • Rita BORSELLINO (PD): Sorella del piú famoso Magistrato assassinato da Cosa Nostra. Forse rientra nella categoria dei “Trombati”. Perde le regionali, non viene eletta alle politiche e poi va in Europa.
  • Vittorio PRODI (PD): Professore Associato e fratello del piú famoso Romano. In Europa dal 2004.

 

I PROBLEMI CON LA GIUSTIZIA

Il Vizio di avere dei politici con precedenti penali non scompare nemmeno in Europa. Il Parlamento Europeo sembra invece il posto dove nascondersi senza perdere i benefici politici nonostante qualche incidente di percorso (non trascurabile in altri paesi).

Il numero di deputati con problemi di giustizia é l’11% di cui il 50% con una condanna definitiva. La domanda é sempre la solita: ”Come é possibile che un condannato in via definitiva faccia parte del Parlamento Europeo o comunque possa presentarsi alle elezioni?”

I condannati definitivi:

Antonello ANTINORO (UDC): Voto di Scambio con Cosa Nostra. Il 16 dicembre 2011 i giudici del Tribunale di Palermo condannano Antinoro a due anni e mezzo di carcere, alla sospensione dal diritto elettorale per 5 anni e al risarcimento di 30 mila euro in favore della Presidenza della Regione Siciliana, costituitasi parte civile. La condanna in primo grado è per voto di scambio semplice, ed esclude quindi l’aggravante mafiosa a carico dell’eurodeputato.  Il 5 luglio 2013 la Corte d’Appello ha riportato il capo d’imputazione alla formulazione originaria, con l’aggravante dell’agevolazione di Cosa nostra, condannando Antinoro a sei anni di carcere.

Vito BONSIGNORE (UDC): Uno dei migliori per CV Giudiziario.

Nel 1992 Alberto Mario Zamorani, amministratore delegato di Metropolis, società di gestione del patrimonio immobiliare delle Ferrovie dello Stato, arrestato l’8 giugno 1992, ha raccontato alla procura di Torino, di una mazzetta di un centinaio di milioni pagata allora al sottosegretario andreottiano Vito Bonsignore: consegnate sulle scale di Palazzo Montecitorio.

Nel 2005 rimane coinvolto nello scandalo della Banca Antonveneta (bancopoli). Vito Bonsignore è accusato, nel suo ruolo di imprenditore, di concorso in aggiotaggio in quanto una sua società ha ricevuto finanziamenti dell’allora chiamata Banca Popolare Italiana (PBI) per titoli Antonveneta poi rivenduti al finanziere Emilio Gnutti realizzando una notevole plusvalenza.

Bonsignore fu condannato a 2 anni di reclusione, per corruzione, abuso e turbativa d’ asta, per l’appalto dell’ospedale di Asti. Condanna confermata in appello e in Cassazione.

Nel 2008 è risultato intestatario di un conto corrente con 5,5 milioni di euro in Liechtenstein, dopo che la lista di Italiani con conti correnti nel paradiso fiscale era stata acquisita dall’Agenzia delle Entrate. Vito Bonsignore è iscritto nel registro degli indagati della procura di Napoli per la vicenda dei conti bancari in Liechtenstein. L’ipotesi di reato formulata dal pm Vincenzo Piscitelli, della sezione criminalità economica della procura partenopea, è di riciclaggio.

Nel 2011 venne condannato a tre anni e mezzo di reclusione e multa da 900.000 euro, insieme al finanziere Emilio Gnutti e gli industriali Ettore Lonati e Tiberio Lonati, oltre all’interdizione dai pubblici uffici per 5 anni e dalla professione per 2 anni. Stessa pena per Stefano Ricucci, Giovanni Leoni, Giuseppe Statuto, Danilo Coppola, per la scalata UNIPOL.

Aldo PATRICIELLO (PdL): Condannato definitivamente in Cassazione a quattro mesi per un finanziamento illecito: all’inizio degli anni novanta diede 16 milioni di lire a un politico amico.

Indagato nel 2004 per l’inchiesta “Piedi d’argilla” e accusato di truffa e legami con l’ndrangheta Calabrese. Assolto con formula piena nel 2012.

Nel gennaio del 2008 indagato nel processo per la Fondazione Paola Pavone. Nell’indagine Patriciello è stato rinviato a giudizio per truffa aggravata in concorso, abuso d’ufficio e malversazione ai danni dello Stato. Il 27 maggio 2011 la Corte di Appello di Campobasso ha assolto con formula piena Aldo Patriciello.

Gli indagati:

Francesca BARRACCIU (PD):  Indagata nell’inchiesta sulle “spese pazze” dei fondi ai gruppi regionali della Regione Sicilia.

Sergio BERLATO (PdL): indagato per le firme false delle tessere Pdl.

Fabrizio BERTOT (PdL):  Sindaco di Rivarolo (TO) fino al 2012 quando il comune é stato commissariato per presunti contatti con la ndrangheta.

Franco BONANINI (PD): Primo Presidente del Parco Nazionale 5 Terre, Franco Bonanini, è rimasto in carica fino al 29 settembre 2010, quando si è dimesso a seguito dell’arresto con l’accusa di aver falsificato dei documenti del parco e del Comune di Riomaggiore per appropriarsi di quasi un milione di euro di fondi europei. Le accuse includono: truffa aggravata ai danni dello Stato, associazione a delinquere, falso materiale e ideologico, tentata concussione, violenza privata e calunnia. Per la sua gestione del Parco delle Cinque Terre è stato appellato come il “faraone”. Forse l’Europa é un premio.. in ogni caso é il piú presente alle sedute del Parlamento Europeo ma certo non puó essere una scusante.

Licia RONZULLI (PdL): Coinvolta nei presunti scandali legati a Silvio Berlusconi. Accusata da alcune ragazze coinvolte nell’inchiesta di essere l’organizzatrice logistica dei viaggi delle ragazze di Tarantino e della loro permanenza a Villa Certosa.

Patrizia TOIA (PD): Coinvolta nel 1995 in un’inchiesta sulla spartizione politica delle ASL lombarde, fu prosciolta per l’intervenuta abolizione del reato di abuso d’ufficio non patrimoniale.

 

RIFLESSIONI

L’Europa sembra effettivamente un parcheggio politico di lusso piuttosto che il luogo in cui vengono prese decisioni per l’intera unione. Mentre in Italia ci si lamenta di Europa a Bruxelles si continua a mandare persone in dolce attesa di sistemazione.

Inutile lamentarsi se poi non si presta attenzione a chi si vota. Il Porcellum qui non ha colpe. Riflettete elettori innocenti.

Fonti dei dati:

Basta con la Kyenge

cecile-kyenge-4 Ogni giorno durante la mia rapida occhiata al sito del Corriere della Sera leggo ormai costantemente una notizia sul Ministro Kyenge. Un giorno l’ignorante leghista che la insulta, l’altro l’ignorante Leghista si assenta dal consiglio comunale per protesta contro l’invito al Ministro, l’altro gli lancia banane. La signora Cecilie Kyenge é costantemente presente nelle pagine dei principali quotidiani per notizie a sfondo razzista e nulla di piú. Mi spiace molto per la Signora Kyenge, mi spiace che si trovi di fronte a queste imbarazzanti e vergognose situazioni per colpe non sue ma bensí a causa di un assurdo Marketing politico.

La mia rabbia sale non solo per tutti i commenti razzisti che riceve ma ancora di piú per il fatto che Cecilie Kyenge é Ministro. Mi spiego. E’ piú che ovvio che l’incarico che ricopre é solo frutto del fatto che Cecilie Kyenge é di colore. Non metto in dubbio le sue capacitá ma mi chiedo perché proprio lei e perché proprio adesso? La risposta é abbastanza scontata, l’attuale governo (sempre che cosí si possa chiamare) non é fatto per governare ma per cercare di tenere piú o meno tutti tranquilli. La scelta della Kyenge é una modo per accontentare uno specifico (e diffuso) elettorato di Sinistra a cui non importano i fatti ma bastano le scelte ornamentali. Sono pronto a scommettere che alla fine del suo mandato si conteranno ben pochi interventi sull’argomento immigrazione, non tanto per limiti del Ministro Kyenge ma perché sono 20 anni che si parla del “problema immigrazione” ma nulla é mai stato fatto, né con un Governo di centro destra né con uno di centro sinistra. Non mi aspetto quindi nessun miglioramento a maggior ragione da un Governo di facciata come questo. Comunque vada a finire anche se nemmeno questa volta non si fará nulla, avere un Ministro nero é giá piú che soddisfacente per un certo elettorato (di pecore).

La Kyenge non é peró la sola operazione di marketing del Governo Letta, anche il suo Ministero é stato creato solo per basse motivazioni di propaganda senza nessuna utilitá pratica. A cosa serve un “Ministero dell’Integrazione”? Perché dobbiamo creare una inutile e  costosa struttura Ministeriale senza portafoglio e quindi senza potere attuativo? L’Integrazione? Perché l’integrazione? l’Italia é un paese con forti problemi di regole per l’immigrazione, l’integrazione c’entra poco o nulla. Serve invece della regolamentazione vera per gli immigrati in modo che possano avere una vita dignitosa, trovare lavoro (forse) e non dover sempre vivere ai limiti della legalitá. Questo serve. Altro che l’integrazione, regole vere e poche parole ma non mi aspetto che possano arrivare dalla Kyenge.

In un periodo delicato come questo creare un Ministero dedicato a minoranze della popolazione puó essere visto dalle maggioranze come uno spreco di soldi e impegno o comunque come non prioritario. Ed infatti é cosí. Il problema immigrazione é importante ma risolvibile attraverso altri enti senza bisogno di questa pubblicitá inutile. Se proprio si voleva veramente fare qualcosa bastava attivare il Ministero degli Interni o il Parlamento per cambiare le regole senza grosso sforzo, basta volerlo. Questo il grosso problema… basta volerlo. Noi no, noi facciamo il teatrino con un Ministro di colore cosí i brontoloni perbenisti di sinistra sono tutti contenti anche se nulla cambia mentre gli ignoranti Leghisti contenti anche loro di poter aizzare le loro folle (fortunatamente in forte ridimensionamento) contro chi li “invade”. Nessun perdente ma sicuramente l’immigrato come al solito non vince.

Finora il Ministro Kyenge é servita solo a stimolare banali discussioni. I suoi interventi pubblici hanno dato luogo a reazioni non giustificabili ma evitabili. Perché nominare la Ius Soli (inutile) quando é ben diverso dalle proposta di legge da lei stessa firmata? (mi auguro). Perché parlare di cancellazione del “reato di immigrazione clandestina” quando é sacrosanto che esista come esiste in svariati paese? Tutti questi argomenti provocano non solo reazioni delle frange piú estreme ma anche della gente comune che forse non ama sentirsi definire “Meticcia”.

Sono mortificato che nel mio paese il Vicepresidente del Senato dia dell’Orango ad un Ministro di colore e mi vergogno che qualche connazionale possa persino tirarle delle banane.

Una cosa peró mi piacerebbe vedere prima o poi: un pó piú di serietá nelle scelte e meno trucchi di prestigio della politica. Non giochiamo solo coi colori per sentirci piú tranquilli con la coscienza; proviamo ad affrontare i problemi almeno per una volta.

Nani, ballerine e rivoluzionari di un paese sul baratro

E si parla solo di IMU come se fosse il punto G dello stimolo economico. L’inizio della ricrescita, l’aspetto chiave di tutta la discussione politica, l’inizio della nuova era. Chi racconta che senza IMU ci sará un immediato rilancio dei consumi come se 200/300 Euro in piú all’anno facciano la differenza.

In Italia funziona cosí, si raccontano le storielle e tutti stanno ad ascoltare annuendo. Come nelle migliori favole la gente inizia ad immaginare nani benefattori ovunque e la veritá si perde di vista. In questi giorni c’é anche chi racconta di nuovo le storielle del proprio padrone-burattinaio. Le agevolazioni fiscali per i giovani e l’azzeramento della tassazione dei contratti di apprendistato. Anzi esageriamo, il burattinaio stesso propone addirittura di detassare per 5 anni i contratti a tempo indeterminato… wow ma queste sí che sono idee rivoluzionarie. Si legalizza il lavoro nero e tutto riparte, geniale. Ci servono solamente 80 Miliardi di copertura e via per la ripresa. Cosa volete che siano 80 Miliardi? si trovano, ci sono, da qualche parte esistono. La soluzione dei soliti geni che hanno piegato il paese negli ultimi 20 anni é sorprendente: “diminuire la spesa pubblica”. Ecco vedi , la soluzione c’é… La soluzione é lí a portata di mano ed é cosí semplice… ma perché non ci ha mai pensato nessuno prima? cosa volete che siano 80 miliardi di euro? qualche taglio qua e qualche taglio lá. Semplice no?

Il vizio delle balle non é finito nonostante gli Italiani abbiano chiaramente espresso un voto di protesta alle urne. 20 anni senza decidere né governare ma promettendo luna e stelle non hanno insegnato nulla. Nonostante la drammatica situazione del paese si continua a parlare del nulla e a vendere promesse incompatibili con l’attuale situazione dei conti pubblici.

Forse non é ben chiaro ma i soldi SONO FINITI.

Le entrate si sono drammaticamente ridotte causa crisi e l’Italia fatica a recuperare risorse per pagare stipendi/pensioni/costi vivi del servizio pubblico. Il debito aumenta in rapporto al PIL e i tagli sono giá stati fatti in maniera abbondante. La spesa pubblica Italiana non é poi cosí elevata ma é semplicemente e drammaticamente inefficiente. Non spendiamo di piú degli altri paesi ma spendiamo male. In ogni caso lo spazio per i tagli non c’é piú, si fa fatica a trovare fondi per pagare stipendi pubblici e pensioni dove si recuperano 80 Miliardi, dalla Sanitá forse?

Ma se da un lato abbiamo le marionette di Arcore, dall’altro i nuovi rivoluzionari Italiani sono cosí attenti alle questioni pubbliche che pensano invece ai soli tagli alla politica come unica soluzione ai problemi. Il cancellamento del Parlamento Italiano. Costoso e pieno di delinquenti. Via tutto, inizio della rinascita.

Care marionette, burattinai e rivoluzionari dell’ultima ora, proviamo a fare due conti:

Ma cosa rappresentano 80 Miliardi? Qui di seguito qualche paragone con la Spesa Pubblica.

80 Miliardi sono:

  • Il 12% in PIÚ di tutta la Spesa Pubblica per l’Istruzione (70 Miliardi). Tagliamo l’Istruzione? Mancano ancora 10 Miliardi.
  • L’85% in PIÚ di tutta la Spesa Pubblica per disoccupazione (13Miliardi). Togliamo la disoccupazione? Mancano ancora 70 Miliardi.
  • Il 25% in meno di TUTTA la Spesa Sanitaria Nazionale (100Miliardi) Tagliamo la Sanitá? Trovati ma chiudiamo 2 Ospedali su 3.
  • 4 volte TUTTA la Spesa Pubblica per la Difesa (20 Miliardi). Via l’esercito (cattivo) e ci mancano ancora 60 Miliardi.

Di cosa stiamo parlando?

E se cancellassimo TUTTA la politica?

  • Costo di TUTTO il Parlamento Italiano (infrastruttura + Servizi + Personale + Stipendi Deputati &Senatori) = 1,6 Miliardi.
  •  Costo della Politica (finanziamento ai Partiti – Valore 2011) = 600 Milioni
  • Ci mancano ancora 78 Miliardi circa.

Care marionette, burattinai e rivoluzionari, studiate (un pó) e fate due conti prima di aprire bocca, la decenza come obiettivo prima di tutto.

In tutto questo universo di parolai ignoranti fortunatamente c’é chi ancora ha le idee chiare sui numeri e riconosce il problema (anche se purtroppo non parla di soluzioni).

Dobbiamo avere chiaro che la dimensione del problema è tale che non può essere risolta attraverso la sola defiscalizzazione o decontribuzione». Anche perché «le risorse necessarie, in questo caso, sarebbero incompatibili con i vincoli di bilancio

Questa é l’unica veritá e ce la ricorda  il Ministro del Lavoro Enrico Giovannini che nonostante faccia parte del Governo “inciucio” é la dimostrazione che qualche pensante fortunatamente esiste ancora.

Il vero problema é che mentre si dibatte di IMU e tagli alla politica l’Italia deve trovare 2Miliardi per evitare a Luglio l’aumento dell’IVA.

Avete capito? IVA dal 21% al 22% da Luglio altro che IMU.

Se nessuno ha idea dove reperire 2 Miliardi pensate che forse possano cancellare l’IMU senza poi ripresentarvela sotto falso nome da qualche altra parte? Oppure addirittura trovare 80Miliardi di disincentivi fiscali? Saró anche il peggior ottimista ma se non ho idea di come trovare 2 Miliardi ne riesco forse a recuperare 80?

Il tempo delle fiction TV é terminato, il budget della produzione é finito.

Se avessimo forze politiche (e non cast) in grado di ragionare e risolvere i problemi invece di riempire giornali e TV di idiozie da perenne campagna elettorale forse  le risorse potrebbero anche essere trovate senza tassare anche le vostre mutande di cotone.

Se anche l’alternativa alla politica e a questo Governo riesce solo a presentare scontrini minimalisti di spesa come unica prova di moralitá e capacitá politica bé allora la strada del risparmio per trovare 2 Miliardi é molto lunga.

Questo Governo che molti chiamano “di inciucio” io lo chiamo “unica alternativa” (purtroppo). Perché se c’é chi non sa chiedere accordi c’é chi invece gli accordi non li accetta in nessuna forma. Per caritá, tutto coerente con la campagna elettorale ma se per cambiare il paese hai bisogno deI 51% dei voti allora buona fortuna. Nel frattempo Io devo sentire le mostruositá di Capezzone e Alfano che hanno ancora il megafono acceso nonostante le elezioni perse.

Nessuno é unico colpevole ma non ci sono innocenti. Il Circo delle mostruositá peró non ha ancora chiuso ma il biglietto adesso é troppo caro e non vale lo spettacolo.

Un link per approfondimenti

Ma chi voteremo? Un Confronto delle liste di FARE, M5S, PD e PdL per Piemonte e Sicilia

Tempo fa sono stato criticato dai soliti tifosi del M5S poiché avevo scritto in un post che le persone non capiscono che il Movimento di Giannino (FARE per fermare il Declino) é un alternativa credibile e di qualitá al Movimento 5 Stelle (M5S). Il mio post era un modo per dire che FARE era la giusta alternativa al M5S a chi non si sentiva rappresentato dai partiti tradizionali. Il voto a FARE rappresenta una scelta migliore in termini di qualitá di candidati e di contenuti nei programmi rispetto al M5S.

La prima critica che ho ricevuto era corredata con questo link con il seguente video dove il Professor Peracchi, candidato di FARE nel Lazio,  fa un’affermazione simile alla mia:“La differenza fra M5S e Fare é la qualitá delle liste”. Roberto Berritta, condidato estero del M5S, rispondeva a tono facendo una lunga lista di Laureati di successo della propria lista come trascritto nel link del blog.

La cosa mi ha piuttosto incuriosito poiché non ero al corrente di questa alta e diffusa qualitá nelle liste del M5S e ho voluto verificare. Il confronto non si é poi ridotto ai soli due movimenti ma ho pensato di inserire anche i due pachidermi politici delle prossime Elezioni: il Partito Democratico (PD) e il Popolo delle Libertá (PdL).

Il risultato é un’analisi sulla composizione delle liste di FARE, M5S, PD e PdL in due regioni Italiane per Senato e Camera.

Dati utilizzati

Sono state utilizzate le liste di Camera e Senato per il Piemonte e per la Sicilia. La scelta del Piemonte é naturalmente dovuta alla mia appartenenza geografica e la Sicilia per avere un confronto geografico fra Nord e Sud.

Statisticamente il campione di due sole Regioni potrebbe non essere sufficiente per un’analisi dettagliata ma sicuramente é significativo per capire alcune differenze fra i diversi schieramenti.

Parametri di confronto

Sono stati considerati i seguenti dati:

  • Etá anagrafica
  • Titolo di Studio: Laurea, Diploma, Altro. “Altro” intende Scuola media inferiore  o elementare.
  • Occupazione. Sono stati individuati I seguenti gruppi:
  1. Lavoratore dipendente privato
  2. Lavoratore dipendente pubblico
  3. Libero professionista
  4. Carica Pubblica: La carica pubblica puó essere occupata anche da persone con una delle precedenti occupazioni.
  5. Altro: Disoccupato, Precario, Studente
  • Cariche Politiche: Traccia l’eventuale carica politica in Enti amministrativi nazionali (Parlamento, Amministrazione Partito) o locali (Regioni, Province, Comuni, Comunitá montane, etc.) dei diversi candidati al momento del voto.

Accesso alle informazioni e copertura percentuale dei campioni

Le informazioni sono state raccolte su Internet ma in modalitá diverse a seconda della disponibilitá del Movimento/partito. La copertura percentuale dei campioni indica il numero dei candidati analizzati (recupero informazioni) sul totale dei candidati stessi.

Di seguito le diverse modalitá di recupero delle informazioni per i diversi schieramenti.

FARE per fermare il Declino

Le informazioni sono state raccolte sul sito ufficiale per il Piemonte mentre per la Regione Sicilia su Facebook e Linkedin. Nonostante FARE sia un movimento di recente nascita ci si aspettava un’organizzazione migliore per le informazioni relative ai candidati.

Essendo i candidati di FARE genericamente professionisti nei loro settori é stato possibile comunque recuperare le loro informazioni sui profili pubblici delle reti professionali come linkedin.

Copertura FARE:

  • Copertura Camera Piemonte:  100%
  • Copertura Senato Piemonte: 100%
  • Copertura Camera Sicilia: 100%
  • Copertura Senato Sicilia: 71%

Movimento 5 Stelle

Tutte le informazioni sono reperibili sul Blog di Beppe Grillo nella sezione dedicata al M5S a questo link.

E’sicuramente il movimento piú trasparente a livello di informazioni sui candidati. Ognuno di essi ha infatti raccolto tutte le proprie informazioni in uno spazio dedicato. Per molti candidati lo spazio personale é corredato anche da un video di presentazione che in molti casi non aggiunge grosse informazioni ma caratterizza solo il candidato.

E’ curioso riscontrare che non é stato  facile arrivare a questo link poiché non é immediatamente raggiungibile dalla Home page del Blog di Beppe Grillo. Nessun simpatizzante del M5S é riuscito a darmi l’indirizzo ufficiale nonostante “nel sito trovi tutto quello che vuoi, ci mancherebbe”. Questo dimostra ( e mi stupisce) che tutte queste persone non hanno mai analizzato i propri candidati e molto probabilmente si limiteranno a votare per fiducia o tifo nella piú profonda tradizione Italiana. Quindi: Movimento nuovo ma elettori vecchi.

Copertura M5S:

  • Copertura Camera Piemonte:  100%
  • Copertura Senato Piemonte: 100%
  • Copertura Camera Sicilia: 100%
  • Copertura Senato Sicilia: 100%

 Partito Democratico

Le informazioni relative ai candidati Piemontesi sono state raccolte dal sito ufficiale del Piemonte  attraverso la ricerca dei singoli nomi in lista. Sono invece nulle le informazioni delle liste per la Sicilia dove il sito ufficiale é particolarmente carente. Le informazioni sono state recuperate in rete senza peró raggiungere un 100% di copertura dei campioni.

Copertura PD:

  • Copertura Camera Piemonte:  100%
  • Copertura Senato Piemonte: 100%
  • Copertura Camera Sicilia: 75%
  • Copertura Senato Sicilia: 72%

Popolo delle Libertá

Le informazioni sui candidati non sono presenti nel sito ufficiale che fornisce le liste con i soli nomi senza nemmeno le informazioni anagrafiche. Non esiste una motore di ricerca nel sito. Tutto é “blindato” con i contenuti che vengono scelti dai gestori ma l’utente non ha libertá di navigazione se non nei link presentati dalla Home page. É un sito web che ha un funzionamento piú simile ad una televisione che a qualcosa di Multimediale.

E’ vergognoso che un partito nazionale non dia la possibilitá di poter capire chi sono i propri candidati alle Elezioni. Molto probabilmente non é nemmeno interesse del suo elettorato saperlo.

Tutte le informazioni sono state quindi recuperate con una certa dificoltá grazie a varie ricerche su web.

Copertura PdL:

  • Copertura Camera Piemonte:  82%
  • Copertura Senato Piemonte: 93%
  • Copertura Camera Sicilia: 80%
  • Copertura Senato Sicilia: 36%

Totale Candidati per schieramento

Qui sotto il totale dei candidati per i diversi schieramenti nelle due regioni in analisi.

Totale candidati-SenatoTotale candidati-Camera

Etá dei candidati

Un dato disponbile in tutti i siti é l’etá anagrafica del candidato poiché presentata insieme alle liste elettorali. Unico partito a non fornire nemmeno questa informazione sul proprio sito istituzionale é il PdL ma considerando la scarsa qualitá complessiva del sito non é una sorpresa.

Di seguito i grafici con la media dell’etá per i candidati di Camera e Senato per Piemonte e Sicilia.

Eta media-Senato Eta media-Camera

Il M5S é la formazione con l’etá media piú bassa in entrambe le camere. Il movimento FARE la mantiene bassa solo alla Camera dei Deputati con valori paragonabili al M5S. I partiti tradizionali dimostrano invece di voler mantenere la vecchia gestione e i suoi protagonisti. Il PdL é chiaramente il partito piú vecchio in termini di etá media.

Di seguito le etá massime e minime presenti nelle liste di Piemonte e Sicilia.

Eta MinMAx Sicilia Eta MinMAx Piemonte

E’ interessante notare come l’etá minima é pressoché uguale per tutte le forze in campo compresi i partiti tradizionali. Si sono infatti sentiti molti annunci a riguardo del cambio generazionale da parte dei vecchi partiti ma questo nella realtá non ha riscontro nelle liste. Ci sono effettivamente candidati in lista estremamente giovani (26/27 anni) ma il loro numero non sposta la media nei partiti tradizionali. Questo matematicamente implica che il loro numero é ridotto rispetto al totale dei candidati e quindi ad uso esclusivo della propaganda elettorale. La media bassa é invece mantenuta per i movimenti FARE e M5S che l’hanno applicata realmente nelle loro liste. I partiti tradizionali con una singola eccezione nel PD, hanno assegnato a questi giovani le ultime posizioni di lista con alta probabilitá quindi di non venire eletti grazie all’attuale struttura della legge elettorale. Nei primi posti delle liste ci sono infatti (in maniera piú marcata nel PdL) gli attuali Deputati a prova che una nuova generazione non é ancora gradita ai banchi della politica.

Titoli di Studio dei candidati

La distribuzione dei titoli di Studio non segue esattamente quello che Grillo afferma nel Blog ma dá ragione a quello che il Professor Peracchi affermava. Il M5S é infatti fra tutti gli schieramenti quello che conta il numero minore di laureati. Non é mia intenzione entrare nel merito di quanto sia determinante il titolo di studio nella gestione pubblica ma a mio modo di vedere rimane un fattore da tenere in considerazione per la valutazione di un candidato.

FARE per fermare il Declino é il partito con piú Laureati (oltre il 70%) seguito dal PD. M5S e PdL seguono in coda con percentuali simili. Il PdL come il M5S presentano al loro interno anche persone che non hanno raggiunto la Licenza di Scuola Media Superiore e nel caso del PdL le stesse persone occupano posizioni rilevanti nell’Amministrazione pubblica (Dirigenti, Deputati, Aministratori Locali). Questo evidenzia come alcune persone abbiano raggiunto posizioni di particolare importanza grazie ad una carriera esclusivamente politica.

Il M5S presenta invece un certo numero di Laureati che non ricoprono ruoli adeguati al loro titolo di studio (Disoccupati, Precari etc.). Questo é la prova che il Movimento raccoglie molto del malumore presente nel paese e i suoi candidati ne sono spesso una rappresentanza concreta.

Titolo di Studio Sicilia Titlo di Studio Piemonte

Situazione lavorativa dei candidati

E’ interessante analizzare la distribuizione dei diversi candidati nel mondo del lavoro. La rappresentanza politica si fa carico delle richieste provenienti da diverse categorie lavorative  e le deve quindi rappresentarle in modo piú o meno equilibrato.

Sono state considerate le seguenti categorie:

  • Dipendenti Privati
  • Lavoratori Autonomi (Liberi Professionisti, Imprenditori, Artigiani, Commercianti)
  • Dipendenti Pubblici
  • Altro (Disoccupati, Pensionati, Precari)

Di seguito i grafici per le due Regioni. Le percentuali si riferiscono alla totalitá dei candidati di Camera e Senato.

Occupazione Sicilia Occupazione Piemonte

FARE

Elevata rappresentanza di lavoratori autonomi. FARE é nato da un gruppo di liberi professionisti ed é quindi nella sua natura avere molti professionisti o imprenditori che conducono attivitá in proprio. FARE conta nelle sue file un alto numero di Imprenditori o di persone che ricoprono incarichi di responsabilitá nelle aziende (Dirigenti, Amministratori delegati, Amministratori Finanziari). Questa caratteristica é mantenuta anche nella categoria dei Dipendenti Pubblici dove nella maggior dei casi ci si riferisce a Dirigenti Pubblici o a Professori Universitari. Nella regione Sicilia c’é invece una piú alta rappresentanza di lavoratori dipendenti rispetto agli autonomi e questo é comprensibile data la situazione di mercato del Sud. Rimane comunque alta la percentuale di lavoratori autonomi che arriva al 20%.

La categoria “Altro” nel movimento di FARE é rappresentata da Pensionati.

In  Generale l’ossatura di FARE tende a rappresentare in maniera equilibrata le diverse categorie con maggiore attenzione verso i lavoratori NON pubblici. Geograficamente FARE rappresenta la situazione attuale Italiana dove un forte numero di risorse imprenditoriali sono piú spesso concentrate al Nord e una piú larga fascia di lavoratori dipendenti é presente al Sud.

  M5S

Il M5S in maniera speculare a FARE, é il partito che piú rappresenta i lavoratori dipendenti in Piemonte mentre ha una percentuale piú alta di lavoratori autonomi in Sicilia. Le categorie piú rappresentate in Piemonte sono gli Operai e gli Impiegati e questo é un segno forte di come il M5S vada ad erodere la base elettorale che tradizionalmente vota a Sinistra.

Il M5S ha al suo interno anche un certo numero di persone senza occupazione o con occupazione precaria sintomo del malumore popolare. Non credo che questo tipo di rappresentanza possa essere in qualche modo incisiva a livello Parlamentare perché rischiano di essere candidati piú facilmente controllabili. E’corretto avere una ripartizione equa dei candidati ma a mio modo di vedere non servono i disoccupati per risolvere i problemi di disoccupazione ma bensí serve gente preparata in materia lavorativa.

Il M5S ha al suo interno un numero pari di Lavoratori Autonomi e Dipendenti Pubblici.

PD

Il Partito Democratico ha una distribuzione dei candidati che sorprendentemente si discosta da quello che dovrebbe essere il suo elettorato di riferimento ovvero i Lavoratori Dipendenti (Privati). In maniera sorprendente questa categoria é rappresentata per un solo 5% in Sicilia e per un 20% in Piemonte mentre risulta sorprendentemente alto il numero di candidati nelle categorie Autonome. In Piemonte i lavoratori autonomi in lista hanno valori paragonabili a quelli dipendenti mentre in Sicilia hanno una percentuale alta pari al 25%.

Il grosso dei candidati del PD proviene dalle categorie pubbliche con percentuali piú alte sia in Piemonte (30%) che in Sicilia (21%).

Questa grossa presenza di “Pubblico” nel PD é il segno di come i grossi partiti (e lo si vedrá meglio nel PdL) siano per la maggior parte composti da lavoratori pubblici. Molto spesso questa presenza pubblica é il risultato di incarichi politici piuttosto che a tradizionali impieghi pubblici.

PdL

Il PdL é il partito che rappresenta meno le diverse categorie avendo un numero molto basso di rappresentanti. In Sicilia il PdL non ha nemmeno un Lavoratore Dipendente. Al Nord ha un numero maggiore di Lavoratori Autonomi mentre al Sud un numero maggiore di dipendenti pubblici ma il numero totale é basso rispetto agli altri schieramenti.

La giustificazione a percentuali cosí basse é la fortissima connotazione Pubblico-Politica del PdL. Tutto quello che non rientra nelle categorie lavorative rientra infatti nella categoria “Politica” come descritto successivamente.

In sintesi il PdL é il partito che meno rappresenta in termini di candidati le diverse categorie lavorative ma é per la maggior parte costituito da politici di professione.

La Politica nelle liste

L’aspetto politico nei candidati é il forte differenziatore fra i Movimenti di FARE e M5S rispetto ai partiti tradizionali. I Movimenti infatti per dimostrare la loro completa estraneitá al mondo della politica ribadiscono che all’interno delle loro liste non ci sono persone che ricoprono incarichi politici. Questa estraneitá é confermata nelle liste per Camera e Senato dove sia FARE che il M5S hanno una presenza politica nulla fra i loro candidati.

Qui sotto la distribuzione di incarichi pubblici nelle quattro diverse liste. La distinzione fra Piemonte e Sicilia serve per evitare i soliti luoghi comuni che portano a pensare ad una connotazione politica dovuta essenzialmente ad una deriva meridionale che come si vede non esiste.

Incarichi Pubblici Sicilia Incarichi Pubblici Piemonte

La connotazione politico-pubblica non ha quindi una radice geografica e anche il Nord é estremamente controllato dai rappresentanti stessi del sistema pubblico nelle stesse percentuali della Sicilia.

Il fattore “No politica” di FARE e M5S potrebbe comunque essere un punto debole in quanto non é sempre un vantaggio non saper gestire politicamente un processo.

Quello che appare anomalo é che i due partiti tradizionali hanno percentuali di rapresentanza politica altissima all’interno delle loro liste. Nei grafici é considerata la totalitá degli incarichi politici nazionali (Parlamento) e locali (Comuni, Province, Regioni, Enti Locali diversi). Grossa parte dei candidati oltre ad essere impegnato in politica é  anche titolare di una differente occupazione lavorativa mentre Il resto é costituito da persone che come si dice sono “Politici di Professione”.

Incarichi Politici e Lavoro

In Sicilia é molto piú alta la percentuale di politici di professione ma il dato che in assoluto deve far riflettere é la grossa differenza fra i due partiti. Lo schieramento di centro destra infatti presenta un elevatissima percentuale di politici di professione (79%) e in generale un altissimo numero di partecipanti alla vita politica del paese (oltre il 90% dei candidati).

Nonostante le percentuali altissime di entrambi gli schieramenti, il PdL arriva a valori che non sono concepibili per una concreta rappresentanza della popolazione reale e sono un sintomo di una difesa di interessi particolari rispetto a quelli dei cittadini. Se il 93% dei candidati appartiene alla classe politica é difficile immaginare come il partito possa essere incisivo nelle misure anti-privilegi politici.

Di seguito vengono individuati i diversi ruoli politici con particolare attenzione alla loro distribuzione fra cariche Nazionali (Parlamentari) e Locali (Assessori, Consiglieri, Sindaci).

Amm Loc e centrali

Al Nord sia il PD che il PdL attingono dalla politica locale cercando di ripercorrere il  successo della Lega negli anni scorsi con una forte presenza sul territorio. Non reputo la presenza locale un requisito essenziale poiché anche se pur vero che esistono esigenze locali esse vanno gestite con federalismo locale piuttosto che con “Rappresentanti Federali” nel governo centrale. Le esigenze strettamente locali non devono rientrare nelle discussioni nazionali per ovvie disparitá di interessi geiografiche. Ai giorni nostri é forte il richiamo alla rappresentanza locale ma non é altro che il sintomo di una nuova categoria politica locale in carriera piuttosto che a reali necessitá territoriali.

Conclusioni

Qualitá delle liste

La qualitá del movimento FARE rispetto agli altri schieramenti é confermata dai dati di queste due regioni. Il campione non é sufficiente per una statistica nazionale ma é significativo. Il movimento FARE si differenzia non solo in termini di percorso di studio (numero di lauree) ma sulla concretizzazione stessa del titolo nella vita professionale. Le persone di FARE ricoprono per la maggior parte incarichi di responsabilitá in diverse aziende pubbliche, Private o come liberi professionisti di successo. Rappresentano in sintesi quella parte della societá che ha in qualche modo avuto professionalmente un successo e la loro estraneitá alla politica fa pensare che il loro successo sia merito di capacitá personali piuttosto che di favori di casta.

I partiti tradizionali sono alternativamente al secondo posto, PD in Piemonte e PdL in Sicilia, come numero di Laureati.

Il M5S si colloca in coda con il numero piú basso di Laureati sia in Piemonte che in Sicilia. Il M5S rappresenta per la maggior parte Diplomati e titoli di studio piú bassi.

Il confronto iniziato dalla frase del Professor Peracchi é quindi confermato mentre le accuse di Grillo e dei suoi tifosi non trovano un riscontro nell’analisi.

E’  ovvio che il curriculum non é l’unico elemento di valorizzazione della qualitá di una persona ma in mancanza di precedenti incarichi pubblici é un ottimo inizio.

Etá delle Liste

I movimenti di FARE e M5S hanno candidati marcatamente piú giovani rispetto ai partiti tradizionali che invece promettono ringiovanimenti non mantenuto nella realtá delle liste.

Situazione Lavorativa dei candidati

Stupisce la composizione delle liste del PD che non é caratterizzato da lavoratori dipendenti come sarebbe facile aspettarsi. La grossa componente del PD é caratterizzata da liberi professionisti e persone legate a cariche pubbliche. Difficile pensare che si possano fare grossi  passi in avanti nell’ottimizzazione della struttura pubblica se l’inefficienza che la caratterizza é rappresentata nelle liste stesse.

La politica 

I movimenti M5S e FARE sono estranei alla politica e nelle loro liste non presentano candidati che ricoprono incarichi politici. Ovviamente questo non é un dato significativo essendo le prime Elezioni politiche a cui partecipano entrambi i movimenti.

E’ importante invece notare che i partiti tradizionali come PD e PdL hanno al loro interno percentuali altissime di cariche Politiche. Il PdL é sopra il 90% in entrambe le regioni mentre il PD mantiene una media notevolmente piú bassa attorno al 65% ma pur sempre rilevante per capire le logiche interne di partito.

In queste altissime percentuali di incarichi politici é altrettanto forte la presenza di chi fa della politica la sua professione unica. Nelle liste si raggiunge l’80% nel PdL e il 60% nel PD di persone che fanno “i politici di professione”. Il PdL é in assoluto il partito con la piú forte connotazione politica con la quasi totalitá dei suoi candidati. Parole come “rinnovamento” e “nuove generazioni” non si addicono molto agli schieramenti tradizionali.

In questa situazione é impossibile aspettarsi che siano proprio questi partiti a rimettere in ordine il comparto pubblico e ridimensionarlo con una cura dimagrante pesante. Un partito composto per la maggior parte da candidati pubblico-politici difficilmente applicherá tagli ai suoi stessi componenti.

Nel PD e nel PdL é forte la componente di cariche politiche in amministrazioni locali come strategia per la raccolta dei voti. Nello specifico il PdL per queste elezioni ha scelto di candidare molte persone provenienti dalle amministrazioni comunali (Sindaci, Consiglieri). La scelta implica che in futuro tutte queste persone avranno un doppio incarico pubblico o nel migliore dei casi imporranno un cambio di gestione nelle Amministrazioni stesse in caso di rinuncia. E’doveroso sottolineare che i cittadini che avevano espresso un voto locale per questi candidati si vedranno cancellare la loro scelta amministrativa.

Qualunque sia la scelta nei partiti tradizionali é SOLO una questione di strategia, le liste sono create in termini di bacini di voti e non di merito dei candidati.

Il PD con le sue primarie é l’unico partito che presenta liste decise direttamente dai cittadini grazie alle primarie. Questo non é un dettaglio considerato che con l’attuale legge elettorale i partiti decidono in autonomia le liste e il voto di preferenza non ha effetto.

Il M5S ha aperto una sessione di voto simile alle primarie del PD e completamente ON-Line. Questa metodologia di voto cosí tanto pubblicizzata come democrazia diretta del futuro completamente gratuita (il PD chiedeva 2 Euro per coprire le spese) non puó peró essere paragonata alle primarie del PD in quanto:

  • Era aperta ai soli iscritti al sito/Movimento
  • Era limitata a chi disponeva di una connessione Internet (e per tanto che ci si illuda non tutti ce l’hanno)
  • La base elettorale era di circa 90000 votanti rispetto ai quasi 3 milioni del PD

Queste differenze non permettono statisticamente di far rientrare le primarie del M5S ad un voto universalmente disponbile ed aperto. Ecco perché il PD é l’unico partito ad aver effettivamente dato disponibilitá a tutta la popolazione Italiana di decidere sui propri candidati per le elezioni nonostante il Porcellum.

Bravo PD, non sufficiente ma bravo comunque.

Liste Pulite

Durante la raccolta dei dati sono state rilevate alcune situazioni anomale in cui i candidati non rispettano alcuni standard che ci si aspetta dai rappresentanti Parlamentari. Esistono infatti alcuni casi sia di condanna che di indagati nelle liste presentate.

L’UNICO schieramento che ha al suo interno questi candidati é il PdL che seguendo la propria tradizione presenta persone dubbie ma probabilmente con un notevole bacino di elettori da offrire. Le epurazioni di Cosentino, Dell’Utri e Milanese come giá scritto in un altro post non erano altro che propaganda e la vera pulizia non é mai stata fatta. L’importante é raccogliere voti chissenefrega dell’onestá.

Questa la lista dei casi dubbi riscontrate nelle sole liste di Piemonte e Sicilia:

Antonio D’ALÍ candidato PDL numero 6 al Senato in Sicilia: Attualmente indagato per concorso esterno in associazione mafiosa.

Giuseppe RUVOLO candidato PDL numero 7 al Senato in Sicilia:  All’indomani della conferma della condanna, da parte della Cassazione, a 7 anni di reclusione per favoreggiamento aggravato a Cosa Nostra e rivelazione di segreto istruttorio nei confronti di Salvatore Cuffaro

 Bruno MANCUSO candidato PDL numero 10 al Senato in Sicilia:  Indagato per voto di scambio.

Considerate le alte posizioni in lista queste persone molto probabilmente siederanno in Parlamento.

Di Seguito altre anomalie ma che comunque non possono essere ricondotte a condannati.

Francesco Saverio ROMANO candidato PDL numero 27 Lista Sicilia 1 Camera:  nel 2003, è stato indagato dalla Procura di Palermo per concorso esterno in associazione mafiosa e corruzione. Indagine chiusa e poi riaperta fino ad arrivare al famoso caso delle intercettazioni nel 2011 con cui il Parlamento si era espresso in maniera positiva sull’uso delle intercettazioni (mentre I partiti sostenitori di Romano si erano espressi negativamente). Nel luglio 2012 la Procura di Palermo condanna Romano a otto anni di reclusione per concorso esterno in associazione di tipo mafioso. Per la Procura la sua candidatura alla Camera dei deputati avrebbe rappresentato l’espressione degli interessi mafiosi. Il 17 luglio 2012 il Giudice dell’udienza preliminare del Tribunale di Palermo, al termine del processo svoltosi con rito abbreviato, assolve l’ex Ministro Romano dall’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa “perché il fatto non sussiste” (assoluzione poiché la prova manca, è incerta o contraddittoria).

Bruno ARCHI Numero 25 Lista Piemonte 2 Camera: Testimone a favore di Silvio Berlusconi al processo Ruby. Non risulta indagato ma diciamo che la sua presenza in lista é molto probabilmente un favore.

 

 

La Competitivitá lavorativa Italiana e i deliri di Fassina

Nella campagna elettorale del 2013 si sentono molte ricette per guarire l’economia ormai agonizzante del nostro paese. Nell’ambito economico/occupazionale di seguito un estratto dei diversi rimedi proposti dai vari pretendenti al trono:

  • PD: Rimanere sull’austeritá fiscale mantenendo gli impegni Europei. Piú giustizia nel lavoro per combattere la disoccupazione (?). Una piú equilibrata distribuzione delle imposte per alleggerire il carico ai meno abbienti. Innalzamento delle tasse per patrimoni molto alti e lotta all’evasione. Paghiamo tutti paghiamo meno.
  • PDL: Riorganizzare l’Europa riducendo il controllo tedesco fonte di ogni male Italico. Riduzione delle tasse per la prima casa (?). Un’uscita dell’Euro potrebbe non essere un grosso problema anche se non é la prima soluzione.
  • M5S: Lotta alla Casta Politica, statalizzazione di tutte le banche essendo il sistema finanziario la causa della crisi. Uscita dall’Euro per riprendere possesso della propria sovranitá monetaria con relativa possibilitá di stampare denaro.
  • Lista Monti: Italia al centro dell’Europa, rinnovamento della giustizia, lotta all’evasione, riorganizzazione del lavoro. Recentemente il professore sembra promettere un piccolo allentamento della morsa fiscale (ma siamo in campagna elettorale e vale tutto).
  • Rivoluzione Civile: Non pervenuta. Forse Giustizialismo e tasse alte per i grandi patrimoni. In generaleidee molto confuse.

Non commento le proposte di Fare per fermare il declino perché sono di parte. Le potete visionare qui.

Le ricette presentate sembrano tutte lontane dai reali motivi dell’attuale crisi occupazionale dell’Italia perché:

Austeritá fiscale: La tassazione ha raggiunto percentuali incredibilmente elevate sia per i privati che per le aziende. Il tessuto produttivo é danneggiato con relativo crollo delle entrate fiscali. L’innalzamento delle tasse di Monti é stato necessario per risolvere una situazione tragica ma non puó essere mantenuto causa soffocamento dell’economia stessa.

Lotta all’evasione: Sbandierata come la soluzione di tutti i mali ma non si sono mai misurati dei risultati reali, solo titoli altisonanti sui giornali. La questione é piú difficile di quanto sembra e sarebbe meglio evitare propaganda inutile. La giustizia fiscale senza uno sforzo nel ridurre il peso dello Stato non ha senso.

Aumento delle tasse per i grandi patrimoni: Il concetto produce particolare eccitazione in personaggi del calibro di Vendola, Ingroia e tanti altri vendicatori mascherati per i quali ricco é male, senza poi considerare che gli stessi sono ricchi con i soldi pubblici. Spiace per la platea dei Robin Hood ma la famosa rimodulazione non sposta i conti pubblici. Le modifiche dell’IMU proposte da Bersani, per esempio, non sono semplicemente applicabili . Alzare la tassazione sui grandi capitali non giova a nessuno, le aziende scappano in paesi con tassazioni piú favorevoli e le risorse per investire si riducono ulteriormente. Nonostante le credenze popolari sono i capitali che permettono gli investimenti e quindi la creazione di lavoro. Questo é spesso trattato peró come un dettaglio. Alzare le tasse oltre il milione di euro non porterebbe nelle casse statali nessun grande vantaggio nonostante qualcuno continui a ripetere il contrario.

Contrattazione sindacali : Bandiera sventolata dal PD che continua attraverso il suo portavoce economico a difendere contrattazioni sindacali fonti di gabbie regolatorie e causa di innalzamento del costo del lavoro. Le parole di Fassina ammettono implicitamente il problema del costo del lavoro tanto da proporre la “riduzione dei salari” come soluzione. LA RIDUZIONE DEI SALARI attraverso accordi sindacali. Il limite di personaggi come Fassina (e mi auguro non di tutto il PD) é che piuttosto di proporre alleggerimenti della macchina statale/burocratica preferiscono infliggere cure letali ai lavoratori facendole passare per salvifici accordi sindacali.

Via dall’Euro: L’impatto economico sarebbe forte. Aumento degli interessi che il nostro paese pagherebbe in termini di costo del denaro a sfavore di aziende e cittadini (prestiti, mutui, investimenti). Molte delle importazioni crescerebbero di costo danneggiando la bilancia economica.

Stampiamo moneta: La competitivitá presunta della svalutazione é una favola. Quando esisteva la lira la svalutazione era lo strumento con cui la classe politica poteva continuare a “spendere allegramente”. Come ci ricorda Wikipedia :“Per decenni le banche centrali hanno operato seguendo le direttive dei rispettivi governi, che hanno promosso la creazione di moneta per finanziare l’eccedenza di spesa pubblica che non poteva essere coperta dall’imposizione fiscale. L’obbligo di sottoscrivere i titoli non collocati ha gravato fino al 1981 sulla Banca d’Italia. Gli aumenti della base monetaria sono stati all’origine di forti aumenti dei prezzi. Il tasso di inflazione ha raggiunto, tra la fine degli anni settanta e l’inizio degli anni ottanta, anche livelli del 20-25% annuo.”  La conseguente inflazione da svalutazione non é altro che una tassa aggiuntiva per il mantenimento di uno stato inefficiente. Se dopo una svalutazione vediamo il pane aumentare del 20% che differenza c’é rispetto ad un aumento di IVA? ma qualcuno preferisce chiamarla “svalutazione competitiva”. Nelle teorie monetarie esistono effettivamente delle tecniche di svalutazione che servono per periodi brevi come stimoli economici ma in Italia, esclusi rari casi, la svalutazione era sistematica e veniva usata come velo per l’incapacitá a governare.

Ridimensionamento della Casta: Il costo della nostra classe politica é sicuramente vergognoso se paragonato con altri paesi Europei. La sua riduzione é prima di tutto una prioritá morale prima che economica. Il costo totale del Parlamento Italiano vale uno 0,075% del Debito pubblico. Questo non vuol dire che non debba essere ritoccato al ribasso ma che non é la causa dei nostri problemi economici né tanto meno la prima voce dei costi pubblici.

Le diverse cure proposte sono quindi sostanzialmente lontane dall’obiettivo che si prefiggono. In maniera trasversale a tutte le forze politiche (escluso il M5S) c’é la spiccata propensione all’autoassoluzione politica. Tutte le cause sono sempre esterne allo Stato e gli sforzi pesano sempre sul carico fiscale di cittadini e aziende.

L’unico problema dell’occupazione Italiana

L’Italia ha invece un UNICO grande problema che grava come un macigno sull’occupazione: la COMPETITIVITÁ. Il lavoro e i lavoratori in Italia non sono competitivi perché ci sono semplicemente troppi costi dovuti ad imposizioni pubbliche di vario genere. L’unica arma é la detassazione del lavoro. Le aziende pagano troppo per lavoratore e quindi non investono e non assumono. I lavoratori pagano troppe tasse e il loro potere di acquisto diminuisce.

Sentire rappresentanti economici come Fassina che promuovono un rafforzamento della contrattazione sindacale come via per la competitivitá é semplicemente abominevole. Fassina afferma che un congelamento dei salari mediante contratti sindacali é la via per liberare investimenti. Aggiunge inoltre che le aziende Italiane in questi anni hanno investito poco (e quindi é colpa loro). Questa mentalitá é dannosa per il paese e andrebbe sradicata da una forza politica importante come il PD.

L’Italia é un paese dove gli stipendi sono tutt’altro che elevati ma nonostante questo le aziende non investono e sopratutto quelle straniere non vengono in Italia per produrre.

Fassina non si chiede dov’é il problema e pensa basti congelare gli stipendi giá abbondantemente fermi. Non é forse che la macchina Stato+Sindacati ha un costo troppo elevato sul lavoro?

Per evitare discorsi retorici e ideologici é necessario come sempre considerare le statistiche e i numeri. Fonti Eurostat e OCSE.

unit labor costs

L’Italia é la terza potenza economica dell’Europa ma é l’ultima (ULTIMA) come “Costo del lavoro per singolo lavoratore”, dietro a tutti gli altri paesi Europei compresi Grecia, Irlanda, Portogallo etc.

Nessuno é peggio di noi nemmeno la fallita Grecia. Chiediamoci come mai i tedeschi hanno un costo per lavoratore piú basso del nostro nonostante abbiano gli stipendi piú alti? Che abbiano regole del lavoro fatte per favorire aziende e lavoratori e non lo Stato? Sicuramente hanno meno persone che la pensano come Fassina.

Il costo del lavoro non é l’unico fattore in cui l’Italia si distingue, ci sono anche altri ambiti strettamente collegati come la produttivitá:

productivity II

Anche in questo caso manteniamo la prima posizione partendo dal basso con una Grecia che ci ha superato nel 2012.

Oltre il danno la beffa.

Il grafico che segue elenca le ore lavorate medie nei principali paesi Europei.

Countries Working Hours

L’Italia é al settimo posto ben lontana da paesi con economie paragonabili come Francia e Germania dove i lavoratori dedicano all’anno un bel 20% in meno di ore.

Quindi il lavoratore Italiano:

  • Lavora di piú
  • Viene pagato di meno
  • Paga piú tasse

Tutti questi indici negativi non sono altro che il risultato di politiche del lavoro perdenti fatte negli anni passati. Non si é mai cercato di ridurre il peso dello Stato sul trattamento dei lavoratori. La conseguenza é stata quella di una riduzione dei salari da parte delle aziende , una sorta di inflazione interna per combattere i costi alti dovuti alle imposte. In questa situazione non é accettabile continuare ad inneggiare all’austeritá, alle tasse per ricchi o alla caccia all’evasore se prima non si riduce l’enorme costo delle imposte sul lavoro. Non é accettabile che un sistema cosí costoso e poco efficiente continui a gravare sul lavoro e sull’economia.

Quando si sentono propagande raccontare un’Italia dove le contrattazioni sindacali collettive sono un requisito fondamentale del lavoro e che l’aumento delle tasse é necessario per cause contingenti, sarebbe forse il caso di sventolare davanti questi grafici. Se il lavoro non viene libera delle zavorre di Stato siamo destinati a posizionarci stabilmente in una nuova economica di “decrescita infelice”.

 

Nota: nella pagina web delle statistiche OCSE é possibile analizzare, filtrare o semplicemente scaricare molti dati economici.