{"id":1034,"date":"2014-11-07T16:35:32","date_gmt":"2014-11-07T15:35:32","guid":{"rendered":"http:\/\/itakablog.com\/?p=1034"},"modified":"2014-11-07T16:35:32","modified_gmt":"2014-11-07T15:35:32","slug":"il-sindacalista-dalla-pensione-doro-ma-tutto-tace","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/itakablog.com\/?p=1034","title":{"rendered":"Il Sindacalista dalla pensione d&#8217;oro ma tutto tace.."},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-thumbnail wp-image-1035\" src=\"http:\/\/itakablog.com\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/Bonanni-150x150.jpg\" alt=\"Bonanni\" width=\"150\" height=\"150\" \/>\u00a0La classe dei sindacalisti non \u00e9\u00a0propriamente una\u00a0categoria\u00a0che a mio modo di vedere porta grosso valore aggiunto al mondo del lavoro. Il loro ruolo e la loro presenza sono importanti ma mi sembra che le loro azioni siano sempre pi\u00fa indirizzate ad una autodeterminazione piuttosto che al loro ruolo originale. La mia personale esperienza lavorativa, per fortuna, non ha mai avuto nessun tipo di contatto con il mondo sindacale. La fortuna sta nel fatto che non mi sono mai trovato in situazioni lavorative critiche in cui era richiesto l\u2019intervento di qualche tipo di rappresentanza sindacale. Forse sono semplicemente un fortunato ma i sindacati in se mi hanno sempre trasmesso una certa tristezza. Quando sento alti dirigenti esprimersi su questioni importanti dalle loro parole passa sempre e comunque il concetto di \u201ccontrapposizione\u201d. Da una parte il \u201cPadrone\u201d (sempre in errore) e dall\u2019altra i lavoratori (sempre con ragione). Chi oltretutto usa la parola \u201cPadrone\u201d o diciamo, che crede che esistano ancora i \u201cPadroni\u201d mi fa molta tristezza. Una visione del mondo del lavoro anacrononistica, vecchia, non applicabile ai nostri tempi. Non esistono pi\u00fa (almeno nella nostra parte del mondo) gli sfruttatori che obbligano i lavoratori ad estenuanti sforzi lavorativi al limite della sicurezza personale. Vedo piuttosto un mondo del lavoro con molti problemi ma non relativi alle tutele. Sinceramente per tanto che si dica non conosco imprenditore che abbia come obiettivo lo sfruttamento dei lavoratori perch\u00e9 i lavoratori sono la sua unica risorsa per il successo. Vedo piuttosto imprenditori con obiettivi \u00a0di profitto (ovvi e condivisibili) che si scontrano con un mercato sempre pi\u00fa difficile e con una competizione estera molto agguerrita. Vivo in Germania e la favole del paese ipertutelante verso i lavoratori \u00e9 semplicemente un falso. In Germania si licenzia senza grosse motivazioni e le rappresentanze sindacali esistono solo per una minoranza di aziende. Il tedesco ha un approccio al lavoro molto serio. Fa le sue ore ma quelle ore le fa nel modo migliore perch\u00e9 sa che gli errori si pagano cari. Posso dire di aver visto esempi esattamente opposti in Italia, purtroppo. Sono convinto \u00a0che in Italia le tutele siano alte e il licenziamento \u00e9 (troppo) difficile. Basti pensare che recentemente alcuni operai di Malpensa colti in fragrante a rubare nei bagagli (prove filmate) sono stati riammessi al posto di lavoro dal giudice del lavoro. Questo non potrebbe mai accadere in Germania e questo \u00e9 un problema non una tutela.<\/p>\n<p>L\u2019Italia ha sicuramente un grosso problema lavorativo ma non \u00e9 dovuto alle tutele mancanti ma ad un mondo produttivo che sta scomparendo e si sta traferendo altrove. L\u2019Italia non \u00e9 competitiva e pochi hanno voglia di investirci. Molti preferiscono spostarsi in altri paesi non tanto per il basso costo della mano d\u2019opera ma per sistemi pi\u00fa flessibili e meno rigidi. Parte della colpa \u00e9 anche delle troppe di tutele di qualcuno (in cui i sindacati hanno ruolo importante) e le pochissime tutele di altri (in cui i\u00a0sindacati non esistono e invece dovrebbero esserci).<\/p>\n<p>Spesso i sindacalisti e le loro alte cariche dirigenziali si riempiono la bocca di diritti mancati,\u00a0 di tagli\u00a0 ingiusti in un mondo di ipotetici sprechi del management di un\u2019azienda. Accusano i manager privati di prendere stipendi troppo alti, accusano le aziende di avere piani finanziari sbagliati come se fossero degli esperti industriali. I Sindacati si spingono troppo in l\u00e1 oltre\u00a0loro ruolo naturale non facendo altro che peggiorare la situazione. Creando tensioni inutili e rallentando spesso molti processi di ristrutturazione aziendale. L\u2019effetto finale \u00e9 che perdono credibilit\u00e1 anche quando hanno invece piena ragione per le loro proteste.<\/p>\n<p>Spesso il soggetto \u201cStipendi dei grandi Manager\u201c o in generale la ricchezza da un lato (imprenditori) e la \u201epovert\u00e1\u201c dall\u2019altro (operai che non arrivano a fine mese) viene sempre sbandierato come giustificativo per ogni richiesta e per convincere l\u2019opinione pubblica delle loro ragioni.<\/p>\n<p>Proprio su questo argomento ho trovato interessante quanto scandaloso sapere che anche gli alti \u201cmanager\u201d sindacali sembrano gestirsi a piacere i loro stipendi e trattamenti di fine rapporto nonch\u00e9 quelli pensionistici. Se personalmente non mi scandalizzo dagli stipendi dei manager privati perch\u00e9 pagati dalle aziende con i\u00a0propri soldi, sono invece sempre molto innervosito quando la stessa cosa avviene in ambito pubblico. Un Manager privato avr\u00e1 pur fatto qualcosa per convincere la sua azienda del proprio stipendio o bonus? Immagino di s\u00ed.<\/p>\n<p>Non ho invece la stessa impressione di quando trattamenti economici rilevanti sono \u00a0presenti in\u00a0ambito pubblico perch\u00e9 per come il nostro paese si distingue pubblicamente tutto posso dire tranne che le capacit\u00e1 siano alte. Tantomeno credo che chi prende pi\u00fa soldi sia effettivamente quello che se li merita perch\u00e9 ho come l\u2019impressione che la meritocrazia non sia contemplata in ambito pubblico.<\/p>\n<p>Se qualcuno ha evidenza del contrario \u2026 please let me know<\/p>\n<p>Ma veniamo al nostro caso:<\/p>\n<p><strong>Raffaele Bonanno<\/strong> \u00e9 stato il segretario generale della CISL dal 2006 al 2014 anno in cui si dimette.<\/p>\n<p>La strana ascesa del sindacalista risulta alquanto curiosa: negli anni della sua segreteria il suo stipendio annuo passa da 80.000 Euro nel 2006 (nello stesso anno un salto a 118.000) ad un valore di 336.000 Euro nel 2014. Un bel <strong>420% di aumento<\/strong> in 8 anni, direi non male come salto rispetto alla categoria che difendeva. Il suo stipendio di 336.000 Euro gli perme di essere pi\u00fa pagato del Presidente del Consiglio (115.000 Euro) e di un meglio noto Barack Obama (275.000 Euro).<\/p>\n<p>Ma cosa potr\u00e1 mai fare un sindacalista per meritarsi questa cifra? Non sono ancora riuscito a trovare una risposta al mio dubbio e credo che mai riuscir\u00f3 un p\u00f3 per sfiducia nel ruolo, nelle sue responsabilit\u00e1 e sopratutto nei suoi risultati. Va considerato inoltre che il regolamento della CISL dice che quando sia arriva alla carica di segretario si ha un aumento del 30%, ragionevole ma lontano da quello di Bonanni.<\/p>\n<p>La <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Raffaele_Bonanni\" target=\"_blank\">pagina di wikipedia dedicata a Raffaele Bonanni<\/a> descrive bene questa ascesa scoperta dal <a href=\"http:\/\/www.ilfattoquotidiano.it\/2014\/10\/30\/cisl-raffaele-bonanni-segretario-sindacale-336mila-euro-lanno\/1181430\/\" target=\"_blank\">Fatto Quotidiano<\/a>:<\/p>\n<p><em>L\u2019ex segretario della Cisl, che oggi percepisce una\u00a0<strong>pensione<\/strong>\u00a0lorda di 8.593 euro mensili, \u00e8 stato protagonista di un\u2019ascesa strepitosa nel sindacato, almeno in termini di salario. Dal 2006 al settembre 2010, mese delle sue improvvise dimissioni, lo stipendio di Bonanni \u00e8 passato da \u201csoli\u201d 118.186 euro, a 336 mila, superando anche il tetto dei super manager, di 240mila euro.<\/em><\/p>\n<p><em>Nel 2006, il primo anno da segretario della Cisl, Bonanni guadagnava pi\u00f9 del presidente del Consiglio Matteo Renzi, il cui stipendio si ferma 114.796 euro. Nel 2014, il suo stipendio superava anche quello di Barack Obama (circa 275 mila euro).\u00a0La notizia \u00e8 stata diffusa dal\u00a0Fatto Quotidiano, in possesso di un \u201cdossier\u201d sull\u2019ex segretario della Cisl. Scrive FQ: Il sindacalista viene eletto segretario generale della Cisl nel 2006. Fino a quella data era segretario confederale e guadagnava meno di 80mila euro lordi all\u2019anno. 75.223 nel 2003, 77.349 nel 2004 e 79.054 nel 2005. Quando diventa segretario generale, secondo il regolamento interno alla Cisl, il suo stipendio viene incrementato del 30%.<\/em><\/p>\n<p><em>Quindi, secondo le regole interne, avrebbe dovuto guadagnare circa 100mila euro lordi annui. Nel 2006, la Cisl dichiara all\u2019Inps una retribuzione lorda, ai fini contributivi, di 118.186 euro. Un po\u2019 pi\u00f9 alta di quella prevista ma non molto. Le stranezze devono giungere con gli anni seguenti. Nel 2007, infatti, la retribuzione complessiva dichiarata all\u2019Inps \u00e8 di 171.652 euro lordi annui. Che aumenta ancora nel 2008: 201.681 annui. L\u2019evoluzione \u00e8 spettacolare, gli incrementi retributivi di Bonanni sono del 45% e poi del 17%. Ma la progressione continua: nel 2009, la retribuzione \u00e8 di 255.579 (+26%), nel 2010 sale \u201cdi poco\u201d a 267.436 (+4%) mentre nel 2011 schizza a 336.260 con un aumento del 25\u00a0In merito alla questione, Raffaele Bonanni ha preferito non rilasciare dichiarazione ai giornalisti del Fatto Quotidiano.<\/em><\/p>\n<p>Ad oggi non sono ancora state rilasciate delle dichiarazioni da Bonanni.<\/p>\n<p>Quello che salta immediatamente agli occhi \u00e9 l\u2019importo della pensione che Raffaele Bonanni si accinge a raggiungere per la sua brillante carriera. \u00a0<strong>8.600 Euro lordi (pi\u00fa di 5.000 Euro netti)<\/strong> per cosa?<\/p>\n<p>Con tutto il rispetto la cifra appare forse un p\u00f3 alta rispetto al ruolo ma sopratutto rispetto alle condizioni delle persone che il sindacato rappresenta. O \u00e9 solo una mia impressione?<\/p>\n<p>Se negli anni il ruolo dei sindacati \u00e9 a mio modo di vedere degradato per un utilizzo pi\u00fa politico che pratico, queste cifre non fanno che confermare i miei dubbi.<\/p>\n<p>La gente si scandalizza dei compensi che la FIAT paga a Marchionne mentre mette in Cassa Integrazione operai e non ha nessun tipo di reazione per questi trattamenti \u201cPubblici\u201d. Sicuramente Marchionne ha fatto di pi\u00fa per la sua azienda di quanto possa aver fatto Bonanni per i suoi rappresentati.<\/p>\n<p>Vorrei\u00a0vedere la stessa indignazione, almeno sul web luogo dove gli animi si scaldano in maniera virale. Invece no. Tutto nella norma.<\/p>\n<p>Si preferisce accusare un\u2019azienda come Moncler per un non chiaro servizio televisivo ma continuare a comprare beni prodotti in paesi dove lo sfruttamento \u00e9 regola produttiva. Che differenza fa la Moncler o la Apple? Forse che ci stanno a cuore pi\u00fa le oche dei cinesi?<\/p>\n<p>Lasciate stare la Moncler se leggete la notizia da un bell&#8217;IPhone prodotto a Shenzen o da qualunque smartphone sul mercato. Lasciate stare il milionario Marchionne e pensate pi\u00fa al quasi milionario Bonanni che invece pagate tutti voi senza che per\u00f3 nessuno vi abbia mai chiesto se eravate d&#8217;accordo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00a0La classe dei sindacalisti non \u00e9\u00a0propriamente una\u00a0categoria\u00a0che a mio modo di vedere porta grosso valore aggiunto al mondo del lavoro. Il loro ruolo e la loro presenza sono importanti ma mi sembra che le loro azioni siano sempre pi\u00fa indirizzate ad una autodeterminazione piuttosto che al loro ruolo originale. 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