{"id":1921,"date":"2018-01-12T14:48:01","date_gmt":"2018-01-12T13:48:01","guid":{"rendered":"http:\/\/itakablog.com\/?p=1921"},"modified":"2018-01-12T15:50:57","modified_gmt":"2018-01-12T14:50:57","slug":"elezioni-2018-fra-fantasia-delle-promesse-e-realta-dei-numeri","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/itakablog.com\/?p=1921","title":{"rendered":"<!--:it-->Elezioni 2018: fra fantasia delle promesse e realt\u00e1 dei numeri. <!--:-->"},"content":{"rendered":"<p><!--:it--><a href=\"http:\/\/itakablog.com\/?attachment_id=1935\" rel=\"attachment wp-att-1935\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-1935\" src=\"http:\/\/itakablog.com\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/Dito_Luna.jpg\" alt=\"\" width=\"440\" height=\"330\" srcset=\"https:\/\/itakablog.com\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/Dito_Luna.jpg 440w, https:\/\/itakablog.com\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/Dito_Luna-300x225.jpg 300w, https:\/\/itakablog.com\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/Dito_Luna-400x300.jpg 400w\" sizes=\"(max-width: 440px) 100vw, 440px\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>GUARDATE SEMPRE ALLA LUNA E NON AL DITO<\/strong><\/p>\n<p>Primo appuntamento con i commenti alla campagna elettorale 2018 che ci porter\u00e1 dritti verso il fatidico 4 Marzo giorno in cui gli Italiani dopo tanti anni saranno chiamati a votare per il nuovo Parlamento.<\/p>\n<p>Come tutte le Campagne elettorali la distanza fra promesse e realt\u00e1 \u00e9 sempre consistente ma nel caso di queste politiche ho l&#8217;impressione che stiamo toccando il fondo della politica Italiana.<\/p>\n<p>Ad oggi (Gennaio) nessuno schieramento politico ha seriamente proposto un programma di governo ma tutti si limitano alla trovata del giorno. Fra abrogazione di tasse e sovvenzioni varie come sempre \u00e9 una campagna elettorale all&#8217;insegna della spesa pubblica. Come se quella che abbiamo gi\u00e1 non bastasse.<\/p>\n<p>In questo primo post dedicato alle promesse elettorali cerco di mettere in fila le proposte dei vari schieramenti (ad oggi) cercando a grandi linee di valorizzare i costi delle diverse proposte.<\/p>\n<p>Il costo \u00e9 il primo parametro che pu\u00f3 aiutare a capire quanto fattibile pu\u00f3 essere una proposta elettorale rispetto ad un&#8217;altra, in questo particolare momento che vede i conti Italiani in rosso senza grossa flessibilit\u00e1 di spesa.<\/p>\n<p>Prima di iniziare la lista delle proposte finora avanzate dai diversi schieramenti \u00e9 il caso\u00a0 di mettere qualche numero di partenza del sistema Italia, giusto per aiutare la comprensione delle proposte descritte di seguito:<\/p>\n<ul>\n<li><strong>Prodotto Interno Lordo (PIL): 1600 Miliardi di Euro nel 2017.<\/strong><\/li>\n<li><strong>Debito Pubblico: 2200 Miliardi di Euro nel 2017 <\/strong><\/li>\n<li><strong>Debito Pubblico\/PIL: 133% del PIL nel 2017<\/strong><\/li>\n<li><strong>Spesa Pubblica: 830 Miliardi nel 2017<\/strong><\/li>\n<li><strong>Deficit\/PIL: 2.1% nel 2017 ovvero 34 Miliardi circa<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p>L&#8217;ultimo parametro <em>Deficit sul PIL<\/em> \u00e9 molto importante perch\u00e9 fissa la possibilit\u00e1 di spesa rispetto alle entrate (PIL) di uno stato. Per il cosiddetto <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Patto_di_stabilit%C3%A0_e_crescita\">Patto di Stabilit\u00e1<\/a> della commissione Europea ogni stato non pu\u00f3 avere un Deficit maggiore del 3% quindi possiamo calcolare quanti miliardi di spesa una manovra economica pu\u00f3 avere come limite massimo.<\/p>\n<p>Se consideriamo i 1600 Miliardi di PIL il 3% vuol dire circa 48 Miliardi massimi di deficit. Ricordiamo che sul deficit intervengono sia la classica Spesa pubblica che la Spesa per Interessi ovvero quello che l&#8217;Italia deve pagare di interessi sui propri titoli di Stato che usiamo per finanziarci.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 specifico questo parametro?<\/p>\n<ul>\n<li>Attualmente alcuni Titoli di Stato hanno un interesse con valore negativo. Ci\u00f3 vuol dire che l&#8217;Italia non dovr\u00e1 pagare praticamente interessi per quei titoli ma ci ricordiamo come al tempo della crisi gli interessi erano schizzati a livelli altissimi impattando il Deficit e la possibilit\u00e1 di spesa dell&#8217;Italia.<\/li>\n<li>Attualmente gli interessi sui Titoli di Stato sono bassi non perch\u00e9 il mercato pensa che l&#8217;Italia sia un paese sicuro al pari della Germania ma perch\u00e9 siamo sotto il cosiddetto <a href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Quantitative_easing\">Quantitative Easing<\/a>\u00a0della Banca Centrale Europea. Siamo in un periodo di espansione monetaria che porta ad interessi bassi. In pratica quasi tutti i titoli di Stato Italiani sono acquistati dalla BCE che fa una spesa miliardaria ogni mese su tutti i paesi della comunit\u00e1 riducendone la quantit\u00e1 nel mercato e quindi i rischi di interessi troppo alti dovuti alla negoziazione libera. In pratica l&#8217;Italia \u00e9 sotto uno scudo di protezione della Banca Centrale che evita un alzarsi degli interessi dovute alle normali logiche di mercato che darebbero l&#8217;Italia come paese meno affidabile di altri.<\/li>\n<li>Il QE si fermar\u00e1 molto probabilmente nel 2018\/19 lasciando i Titoli di Stato al pieno controllo del mercato senza protezione della BCE. \u00c9 facile aspettarsi un aumento degli interessi, quindi della Spesa Pubblica, quindi il Deficit potrebbe salire solo per interessi senza nemmeno toccare le spese. Non cambiando il limite del 3% vorrebbe dire che si ridurrebbe la possibilit\u00e1 di spesa o si dovrebbero inevitabilmente aumentare le entrate ovvero le tasse.<\/li>\n<li>Queste considerazioni vanno tenute in mente quando le promesse sono troppo costose per gli attuali standard di spesa Italiani.<\/li>\n<li><strong>Nessuno degli schieramenti politici ha parlato n\u00e9 tantomeno parler\u00e1 del problema del debito pubblico che ormai \u00e9 al 133% del PIL. Nessuno vi dir\u00e1 mai cosa vuole fare per ridurlo essendo la sua riduzione un obiettivo d&#8217;obbligo. Tutti vi parleranno dei regali (costosi) che non ci potremmo permettere per i numeri sopra citati.<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p><strong>Costi delle Promesse<\/strong><\/p>\n<ul>\n<li><strong>Liberalizzazioni:<\/strong> Il costo delle liberalizzazioni \u00e9 quasi sempre pari a zero. Spesso si possono staccare pezzi di Sistema Pubblico e trasformarli in Privati con relativa riduzione della Spesa Pubblica. Nella prossima legislazione<strong> NON VEDRETE NESSUNA LIBERALIZZAZIONE. <\/strong>Ormai sotto le varie spinte populiste si andr\u00e1 verso un centralismo statalista che dovr\u00e1 per forza fare regali con soldi che non ha.<\/li>\n<li><strong>FlatTax:<\/strong>\u00a0Tassa fissa al 15-20%, sogno di ogni liberal ma che poi si scontra con la realt\u00e1 dei numeri. Sicuramente l&#8217;Italia ha bisogno di ridurre la tassazione per le aziende ma un salto cos\u00ed netto porterebbe degli scompensi nei conti pubblici non da poco. Il costo si aggiro attorno ai 40-50 miliardi di entrate fiscali in meno. Se si diminuiscono le entrate per non impattare in un&#8217;esplosione di deficit e debito bisogna ovviamente attuare dei tagli alla spesa di pari proporzioni ma nessuno \u00e9 ancora riuscito a dimostrare la copertura in tagli che con questi valori diventano immani. Nessuno ad oggi \u00e9 mai riuscito a tagliare la spesa\u00a0che invece grazie ad agevolazioni e regali elettorali \u00e9 sempre salita. Lasciatemi dubitare almeno per le percentuali flat.<\/li>\n<li><strong>Fornero:<\/strong> Se nel 2013 la parola d&#8217;ordine era IMU, adesso \u00e9 diventata la Fornero. Quasi tutti gli schieramenti dicono di volerla cambiare e qualcuno addirittura di volerla cancellare. Il prepensionamento <a href=\"http:\/\/www.ilpost.it\/2017\/05\/23\/come-funziona-la-ape-social\/\">APE Social<\/a>\u00a0introdotto dal PD che va a modificare la legge Fornero porter\u00e1 un aggravio dei costi di 7 Miliardi in 3 anni. Questo dimostra quanto un minimo intervento sulle pensioni provoca impatti sui conti pubblici molto elevati e per molti anni. Chi ne parla con leggerezza lo fa consapevolmente per motivi solo elettorali. <strong>Cancellare la Fornero vuol dire cancellare 1% di PIL ogni anno per 10 anni per un totale di circa 170Miliardi.<\/strong>\u00a0Chi crede alla sua cancellazione deve solamente rinforzare la propria base matematica e tutto sembrer\u00e1 pi\u00fa chiaro e meno semplice. Ad oggi l&#8217;INPS pesa gi\u00e1 sulle entrate per 107 Miliardi difficile pensare che possa aumentare. In ogni caso l&#8217;aumento si pagherebbe per una gran parte in tasse.<\/li>\n<li><strong>Pensione minima a 1000Euro:<\/strong> Una vecchia canzoncina gi\u00e1 sentita pi\u00fa volte. Il suo costo per\u00f3 \u00e9 di 15 Miliardi all&#8217;anno che deve essere compensato. Risulta l&#8217;importo pi\u00fa basso ma gi\u00e1 un valore difficile da gestire. Se una manovra finanziaria media \u00e9 di 20-30 Miliardi capite bene quanto sia considerevole un valore di 15 Miliardi. Sorvolerei.<\/li>\n<li><strong>Redditi senza lavoro: <\/strong>Il reddito di cittadinanza e suoi simili \u00e9 ormai una proposta che dopo l&#8217;introduzione dei 5 Stelle \u00e9 presente un p\u00f3 in tutti gli schieramenti. Perch\u00e9 in Italia non importa la ragione, bisogna sempre urlare pi\u00fa dell&#8217;altro anche se l&#8217;altro dice fesserie. Dopo molte versioni sempre senza coperture serie, il M5S \u00e9 arrivato ad una cifra di costi per il suo Reddito di Cittadinanza di circa 18 Miliardi l&#8217;anno. Cifra che adesso sembra ragionevole rispetto all&#8217;ottantina delle prime versioni ma si sa che l&#8217;errore di valutazione \u00e9 sempre dietro l&#8217;angolo. Il candidato Premier del M5S ha detto di volerlo finanziarlo con un taglio della spesa di 50 Miliardi? 50 Miliardi? Esatto quello che non \u00e9 mai riuscito a nessuno per nemmeno un miliardo viene moltiplicato per 50. C&#8217;\u00e9 chi probabilmente ha la bacchetta magica o 4 in matematica. Consideriamo che Sanit\u00e1 + Scuola + Sicurezza (forze dell&#8217;ordine) ci costano 300 Miliardi all&#8217;anno. 50 miliardi equivalgono al 17% di questa spesa. Notevole come taglio cos\u00ed notevole da sembrare impossibile. Anche ipotizzando di riuscire ad applicarlo purtroppo i tagli di spesa ci possono mettere anni prima di diventare efficaci ma il reddito di Cittadinanza dovrebbe essere introdotto subito con relativa esplosione del debito e deficit che per non sforare i parametri Europei dovrebbe essere ovviamente compensato da un aumento delle tasse. Con 50 Miliardi da recuperare difficilmente si pu\u00f3 nascondere questo aumento e di conseguenza quale forza politica farebbe questo suicidio?<\/li>\n<\/ul>\n<p><strong>Conclusioni<\/strong><\/p>\n<p>Ad oggi nessuno degli schieramenti si \u00e9 fissato qualche obiettivo minimo rilevante ma ognuno\u00a0 propone di tutto. L&#8217;elettore Italiano \u00e9 attualmente considerato un essere senza ragione in grado di credere a tutte le promesse elettorali. Un livello del genere non si era mai visto nonostante ci sia sempre stata una grande distanza fra programmi elettorali e realt\u00e1. Ad oggi non ci sono pi\u00fa programmi ma una <em>Fast Democracy<\/em> che viaggia a velocit\u00e1 dei media ma non alla velocit\u00e1 della realt\u00e1.\u00a0 Nemmeno Trump nelle sue strampalate idee durante la campagna delle presidenziali era cos\u00ed impreciso. Il suo programma economico aveva principalmente due punti principali: una riforma fiscale e il cambiamento dell&#8217;Obama Care. Ormai in Italia abbiamo raggiunto un livello tale che persino il ciuffone biondo Americano sembra un gigante.<!--:--><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>GUARDATE SEMPRE ALLA LUNA E NON AL DITO Primo appuntamento con i commenti alla campagna elettorale 2018 che ci porter\u00e1 dritti verso il fatidico 4 Marzo giorno in cui gli Italiani dopo tanti anni saranno chiamati a votare per il nuovo Parlamento. 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