{"id":231,"date":"2013-01-15T16:10:06","date_gmt":"2013-01-15T16:10:06","guid":{"rendered":"http:\/\/itakablog.com\/?p=231"},"modified":"2013-02-01T09:54:58","modified_gmt":"2013-02-01T09:54:58","slug":"231","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/itakablog.com\/?p=231","title":{"rendered":"Il Comunismo che chiede aiuto al Capitalismo"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: left;\"><a href=\"http:\/\/itakablog.com\/?attachment_id=232\" rel=\"attachment wp-att-232\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-232\" alt=\"Communist Party\" src=\"http:\/\/itakablog.com\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/Communist-Party-300x200.gif\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/itakablog.com\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/Communist-Party-300x200.gif 300w, https:\/\/itakablog.com\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/Communist-Party-448x300.gif 448w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>\u00a0\u00a0Ho sempre simpatizzato e quasi sempre votato a sinistra ma ammetto che certi concetti di base dell\u2019ideologia sinistrorsa ancora vivi ai giorni nostri, mi lasciano perplesso e (negativamente) stupito.<\/p>\n<p>Votare a Sinistra o averne simpatia non vuol dire necessariamente essere un comunista in senso stretto perch\u00e9 \u00e9 provato dalla storia che questa dottrina economica non pu\u00f3 funzionare per mancanza di un modello economico aperto. I vari tentativi storici di applicare un sistema Comunista (o diciamo un Socialismo reale) hanno avuto dei seri problemi di fattibilit\u00e1 e non hanno portato dei vantaggi al proletariato che tanto avrebbe dovuto avantaggiarsene.<\/p>\n<p>L\u2019attuale propaganda elettorale di alcuni gruppi di Sinistra pi\u00fa tradizionali (<a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Sinistra_Ecologia_Libert%C3%A0\">SEL<\/a>\u00a0per esempio) mi lascia esterefatto. Uno pu\u00f3 essere un convinto idealista ma ad un certo punto dovr\u00e1 pur iniziare a guardare in faccia la realt\u00e1 e il mondo con la sua storia e i suoi numeri. Sentire nel 2013 qualcuno che trova nell\u2019economia di mercato la causa di tutti i mali, il nemico da combattere, mi sconvolge; come se il nostro mondo fosse cresciuto per grazia del solo sistema pubblico.<\/p>\n<p>La prima domanda che mi piacerebbe fare ad un Nichi Vendola di turno \u00e9 di spiegarmi quale \u00e9 il motivo del successo dei Comunisti Cinesi nell\u2019attuale economia mondiale. L\u2019esempio della Cina, a me vicina per motivi lavorativi, \u00e9 secondo me significativo per dimostrare che nel nostro mondo (diciamo negli ultimo secoli) l\u2019economia di mercato \u00e9 stata il solo motore per il miglioramento delle nostre condizioni di vita.<\/p>\n<p>In Cina nel momento in cui si applicarono i principi della rivoluzione culturale proletaria venne cancellato tutto quello che aveva a che fare con la libert\u00e1 privata, culturale e di mercato e l\u2019economia passava sotto il completo controllo dello stato. I risultati di questa economia pianificata si sono visti chiaramente e i numeri della povert\u00e1 cinese ne sono la prova. Una macchina pubblica non pu\u00f3 gestire in efficienza un\u2019economia e come conseguenza senza un\u2019economia solida anche i proletari non ne traggono vantaggio.<\/p>\n<p>Dopo la morte di Mao l\u2019economia cinese ha subito delle modifiche strutturali che si possono suddividere nelle seguenti fasi:<\/p>\n<p><strong>Prima fase 1978-1989: <\/strong><\/p>\n<p>Lo stato pesava per un 80% della capacit\u00e1 produttiva del paese, l\u201980% della popolazione (1 miliardo) era in gran parte occupata presso fattorie gestite in comunit\u00e1.<\/p>\n<p>Nel 1978 Deng Xiaoping and\u00f3 al potere cercando di modificare per la prima volta l\u2019ideologia che guidava il paese e che aveva portato a 29 anni di impoverimento dovuto a una pianificazione economica centralizzata e inefficiente gestita completamente dallo stato.<\/p>\n<p>In questi 29 anni tutti i risultati economici, principalmente derivanti dall\u2019agricoltura vennero utilizzati per investimenti nell\u2019industria ma per inefficienza delle varie pianificazioni statali crearono solo costi e vennero quindi sprecati per strada.<\/p>\n<p>Deng Xiaoping port\u00f3 delle regole nuove che sarebbero state definite eretiche sotto Mao:<\/p>\n<ul>\n<li>Libert\u00e1 per gli agricoltori di coltivare cosa volevano<\/li>\n<li>Lo stato pagava direttamente i prodotti agli agricoltori<\/li>\n<\/ul>\n<p>L\u2019agricoltura rimaneva il combustibile per l\u2019industria ma le regole di mercato venivano allentate, si introduceva un p\u00f3 di<strong> libero mercato<\/strong>, risultati:<\/p>\n<ul>\n<li>In 10 anni la produzione Agricola raddoppi\u00f3 nonostante molta gente emigr\u00f3 verso le citt\u00e1<\/li>\n<li>Anche l\u2019industrializzazione crebbe di conseguenza e quindi si ridusse la disoccupazione.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Dopo queste scelte Deng Xiaoping prese delle decisioni ancora pi\u00fa drastiche rispetto al passat (il nocciolo dell\u2019articolo): Cerc\u00f3 di attirare capitali esteri per gli investimenti. Praticamente chiese aiuto al capitalismo per far crescere il paese perch\u00e9 la pratica dell\u2019ideologia aveva fallito.<\/p>\n<p>Cre\u00f3 delle zone franche a tasse e burocrazia ridotta per attrarre aziende estere che arrivarono in fretta. Nel 1984 erano 14 le citt\u00e1 a zona franca. Questi investimenti ebbero un rallentamento nel 1989 quando le repressioni di piazza Tiananmen aveva fatto ripensare gli investitori esteri.<\/p>\n<p><strong>Seconda fase 1990-2008: <\/strong><\/p>\n<p>Dopo la fase di rallentamento gli investimenti continuarono ad arrivare accelerando negli anni 90. Nel 1990 gli investimenti esteri erano di 5 Mrd $ e crebbero fino a 38 Mrd $ nel 1995. Per chiudere a 100 Mrd$ all\u2019inizio del 2000.<\/p>\n<p>Le aziende continuavano ad investire nella speranza di vendere in quel mercato e la Cina faceva di tutto per attrarle ed acquisire le capacit\u00e1 manageriali e tecnologiche che la rivoluzione culturale aveva cancellato.<\/p>\n<p>Alle aziende estere erano offerte tasse basse, possibilit\u00e1 di acquistare terre con l\u2019unico intento di accelerare il processo di assunzione dei cinesi nell\u2019industria.<\/p>\n<p>Il Capitalismo era la chiave della crescita per Deng Xiaoping che aveva comunque mantenuto un apparato statale Socialista per il controllo. Il suo piano nel lungo periodo ha dato ragione alle sue idee.<\/p>\n<p>In 30 anni la Cina ha portato fuori dalla povert\u00e1 600 Milioni di persone. Ripeto: 600Milioni di persone (l\u2019Europa ha 500 Milioni di abitanti).<\/p>\n<p>Dal 1980 al 2008 il potere di acquisto pro-capita dei cinesi \u00e9 aumentato per un fattore moltiplicativo pari a 11. Ripeto: moltiplicato 11 volte. (Come se in Italia uno stipendio di 2milioni di Lire nel 1980 diventasse circa 11000 Euro nel 2012)<\/p>\n<p><b>\u00a0Ma perch\u00e9 il mercato \u00e9 cattivo e lo Stato \u00e9 buono?<\/b><\/p>\n<p>Questo articolo non vuole essere un manifesto contro la Sinistra perch\u00e9 anche a Destra (forse anche in maniera pi\u00fa accentuate sotto alcuni aspetti) c\u2019\u00e9 la persistente difensiva della macchina statale. Cosa deve rimanere in mente dopo questa piccolo parentesi cinese? L\u2019idea che un controllo pubblico del mercato non pu\u00f3 essere n\u00e9 efficiente n\u00e9 positivo per i lavoratori e per tutti i cittadini. L\u2019Italia ne \u00e9 (purtroppo) un esempio perfetto:<\/p>\n<ul>\n<li>La Burocrazia Italiana \u00e9 inefficiente e troppo complessa<\/li>\n<li>La macchina statale \u00e9 troppo costosa (tasse) e impatta negativamente sul mondo economico produttivo.<\/li>\n<li>Lo Stato cerca di controllare molte delle attivit\u00e1 economiche impedendo che si realizzi un libero mercato quindi competizione quindi pi\u00fa lavoro.<\/li>\n<li>Molti dei servizi Statali che potrebbero essere gestiti privatamente vengono mantenuti all\u2019interno del confine pubblico per puro interesse di controllo e come risultato portano all\u2019inefficienza dei servizi stessi. Un esempio \u00e9 la gestione delle energie alternative a controllo pubblico.<\/li>\n<li>Lo stato Italiano spreca. http:\/\/www.linkiesta.it\/corte-dei-conti-ue-efficienza-energetica<\/li>\n<\/ul>\n<p>Il motivo per cui le condizioni di mercato in Italia peggiorano \u00e9 anche dovuto al fatto che nessuno si sogna, per \u00a0motivi sopra elencati di investire e creare lavoro in Italia, se ci viene \u00e9 solo per ferie ma nemmeno pi\u00fa tanto.<\/p>\n<p>In queste condizioni mi chiedo come ci possano essere ancora politici (ma anche elettori) che cercano di convincere che \u00e9 il mercato libero la causa di tutti i mali mentre la gestione pubblica \u00e9 la soluzione. L\u2019Italia \u00e9 la prova che siamo esattamente nella situazione opposta: uno Stato inefficiente grava sull\u2019economia e non ne aiuta la crescita.<\/p>\n<p>Ho preso Nichi Vendola come esempio perch\u00e9 ha spesso la brutta abitudine di additare<a href=\"http:\/\/phastidio.net\/2013\/01\/14\/vendola-o-dellignoranza-sterco-del-demonio\/\">la ricchezza come un nemico da stanare<\/a>. Se un imprenditore che nella vita ha investito i suoi soldi e fatto lavorare gente \u00e9 per definizione \u201cda spellare di tasse\u201d solamente perch\u00e9 possiede pi\u00fa della media. Essere ricchi (se non lo si \u00e9 per malavita) non \u00e9 una colpa, \u00e9 una fortuna e spesso anche una qualit\u00e1 (tutti possono essere lavoratori ma non tutti possono avere le capacit\u00e1 di imprenditori). In Italia abbiamo una classe politica che vive sulle nostre spalle con stipendi eccessivi e multipli rispetto ad alti manager privati e la stessa classe politica si permette di accusare chi ha soldi? Non mi pare una atteggiamento corretto, il nemico non \u00e9 il privato ma il pubblico.<\/p>\n<p>Non voglio fermarmi al solo Nichi povero, non \u00e9 l\u2019unico. Da Destra a Sinistra \u00e9 pieno di politici che difendono la macchina statale e la sua esistenza; la spacciano come garanzia per il cittadino ma \u00e9 solo una garanzia per loro e un furto autorizzato per noi.<\/p>\n<p>MENO STATO, PIU\u2019 MERCATO, PIU\u2019LAVORO.<\/p>\n<p>Usciamo dalla nostra \u201cRivoluzione Culturale\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00a0\u00a0Ho sempre simpatizzato e quasi sempre votato a sinistra ma ammetto che certi concetti di base dell\u2019ideologia sinistrorsa ancora vivi ai giorni nostri, mi lasciano perplesso e (negativamente) stupito. Votare a Sinistra o averne simpatia non vuol dire necessariamente essere un comunista in senso stretto perch\u00e9 \u00e9 provato dalla storia che questa dottrina economica non &hellip; <\/p>\n<p class=\"link-more\"><a href=\"https:\/\/itakablog.com\/?p=231\" class=\"more-link\">Continue reading<span class=\"screen-reader-text\"> &#8220;Il Comunismo che chiede aiuto al Capitalismo&#8221;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":179,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"gallery","meta":{"om_disable_all_campaigns":false,"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"_uf_show_specific_survey":0,"_uf_disable_surveys":false,"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[3,22,28,29],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/itakablog.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/231"}],"collection":[{"href":"https:\/\/itakablog.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/itakablog.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/itakablog.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/itakablog.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=231"}],"version-history":[{"count":8,"href":"https:\/\/itakablog.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/231\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":290,"href":"https:\/\/itakablog.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/231\/revisions\/290"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/itakablog.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/179"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/itakablog.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=231"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/itakablog.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=231"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/itakablog.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=231"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}