{"id":263,"date":"2013-01-25T11:25:22","date_gmt":"2013-01-25T11:25:22","guid":{"rendered":"http:\/\/itakablog.com\/?p=263"},"modified":"2013-01-25T21:43:30","modified_gmt":"2013-01-25T21:43:30","slug":"il-programma-di-grillo-tanto-cuore-ma-poca-testa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/itakablog.com\/?p=263","title":{"rendered":"Il programma di Grillo: Tanto cuore ma poca testa"},"content":{"rendered":"<p>Il Movimento 5 Stelle (M5S) \u00e9 un fenomeno che si avvia ad essere uno dei maggiori protagonisti delle prossime Elezioni politiche. Il movimento \u00e9 incentrato sulla figura di Bepper Grillo che \u00e9 alla base dell\u2019iniziativa e senza di lui il movimento e le varie singolarit\u00e1 non avrebbero n\u00e9 visibilit\u00e1 n\u00e9 successo.<\/p>\n<p>Il valore aggiunto del M5S \u00e9 \u201cl\u2019effetto terremoto\u201d che porter\u00e1 nel mondo della politica considerando l\u2019alta probabilit\u00e1 di raggiungere percentuali non trascurabili in Parlamento. Molto probabilmente il suo effetto nel tempo si ridurr\u00e1 fisiologicamente come sta avvenendo per\u00a0<a href=\"http:\/\/www.piratenpartei.de\/\">movimenti simili<\/a>\u00a0in Europa dove\u00a0la distanza tra le forti aspettative e i risultati concreti hanno inevitabilmente portato ad una delusione e la conseguente perdita di consensi.<\/p>\n<p>Per un\u2019analisi concreta delle idee del M5S \u00e9 utile dare un\u2019occhiata al <a href=\"http:\/\/www.beppegrillo.it\/iniziative\/movimentocinquestelle\/Programma-Movimento-5-Stelle.pdf\">NON-Programma<\/a>\u00a0disponibile e invariato da molti anni sul sito ufficiale di Beppe Grillo.<\/p>\n<p>Il NON programma si divide in 7 sezioni: Stato e Cittadini, Energia, Informazione, Economia, Trasporti, Salute, Istruzione e per ognuna di esse vengono elencati i diversi punti.<\/p>\n<p><strong>Stato e Cittadini<\/strong><\/p>\n<p>Il grosso del programma \u00e9 dedicato alla riduzione dei privilegi per le cariche pubbliche. E\u2019 il manifesto \u201cAnti-casta\u201d che ha sempre contraddistinto il M5S e che ne fa il valore aggiunto primario. La questione dei privilegi \u00e9 di fondamentale importanza per la ricostruzione della \u201cmoralit\u00e1 politica\u201d del paese. Un cambiamento drastico della politica \u00e9 necessario nel nostro paese e il M5S \u00e9 l\u2019unica voce che costantemente lo richiama. L\u2019impatto economico della riduzione dei privilegi invece non \u00e9 cos\u00ed consistente sul debito pubblico come molti credono ma questo non viene mai esplicitato.<\/p>\n<p>Alcune proposte della sezione come l\u2019abolizione delle Province o l\u2019accorpamento dei comuni \u00a0sono sicuramente positive ma bisogna dare qualche informazioni in pi\u00fa sulle metodologie di applicazione. Tutti i Partiti hanno annunciato queste misure ma nessuno \u00e9 stato in grado di applicarle.<\/p>\n<p>La presenza di Internet e la partecipazione via Web dell\u2019elettorato viene richiamata con insistenza ma non ha grossi vantaggi in termini democratici considerato lo scarso uso Italiano della rete e la copertura della banda larga.<\/p>\n<p>Si chiede l\u2019abolizione delle Authority senza capire che invece dovrebbero essere potenziate e de-politicizzate per combattere i monopoli e rendere il mercato pi\u00fa competitivo. Il programma da un lato chiede di eliminare i monopoli dall\u2019altro di cancellare l\u2019arbitro, un controsenso.\u00a0 Le Authority devono cambiare e separarsi dal controllo politico ma non \u00e9 eliminandole che si migliora il mercato Italiano.<\/p>\n<p><strong>Energia <\/strong><\/p>\n<p>Il capitolo energetico sembra completamente e innegabilmente positivo. E\u2019 molto forte infatti nel M5S l\u2019attenzione per la cosiddetta <strong>Green Economy<\/strong> con una forte spinta verso il rinnovamento nella produzione di energia e il conseguente miglioramento della societ\u00e1. Tutti principi corretti e condivisibili ma da una lettura pi\u00fa attenta ci si accorge della presenza insistente della parola \u201c<strong>Incentivazione<\/strong>\u201d.\u00a0 Il mercato delle energie rinnovabili ha gi\u00e1 dimostrato i suoi limiti in termini di costi per la collettivit\u00e1. Nel nuovo conto energia (versione 5.0) le incentivazioni arrivano a <a href=\"http:\/\/www.ilpuntocoldiretti.it\/attualita\/Pagine\/Fotovoltaico,ilcontoenergiaharaggiuntoi646miliardi.aspx\">quasi 7 miliardi di Euro l&#8217;anno<\/a>\u00a0(tetto massimo annuo del Conto Energia). Questo meccanismo perverso di incentivazioni selvagge ha portato ad un incremento fortissimo e falsato del fotovoltaico e del numero di impianti istallati un p\u00f3 ovunque (drogaggio di mercato) principalmente per convenienza economica.<\/p>\n<p>Il risultato si \u00e9 visto nel 2011 quando l\u2019Italia (udite udite) <a href=\"http:\/\/www.chicago-blog.it\/2012\/01\/20\/sorpassi-solari-e-sbandate-tradizionali\/\">ha superato la Germania<\/a>\u00a0in numero di istallazioni fotovoltaiche portandosi al primo posto a livello mondiale:<\/p>\n<ol>\n<li>Italia 6,9 GW<\/li>\n<li>\u00a0Germania 5,9 GW<\/li>\n<li>US 2,7 GW<\/li>\n<li>Cina 1,7 GW<\/li>\n<\/ol>\n<p>Questa fantastica performance del popolo Italiano che non brilla per essere nativamente ecologista dimostra che c\u2019\u00e9 qualcosa di strano e che gli incentivi forse sono un p\u00f3 troppo generosi.<\/p>\n<p>Continuare a spingere sull\u2019incentivazione di tutte le energie alternative non \u00e9 la strada migliore perch\u00e9:<\/p>\n<ul>\n<li>Le risorse per le incentivazioni non fanno altro che gravare sulle imposte di tutta la collettivit\u00e1.<\/li>\n<li>Il peso degli incentivi \u00e9 alto. Basta considerare che la sola proposta di <a title=\"rimodulazione dell'IMU promessa da Bersani\" href=\"http:\/\/itakablog.com\/?p=248\">rimodulazione dell\u2019IMU promessa da Bersani <\/a>pesa 2 Miliardi all\u2019anno mentre gli incentivi per il solo fotovoltaico sono 3 volte maggiori.<\/li>\n<li>I risultati in termini di istallato previsti per il 2020 sono gi\u00e1 stati superati da molto tempo.<\/li>\n<li>Se si considerano tutte le altre fonti rinnovabili a quanto pu\u00f3 salire il peso delle incentivazioni totali?<\/li>\n<li>Gli incentivi drogano il mercato e lo distorgono con conseguenze sociali. Molte aziende italiane nel settore del fotovoltaico hanno investito molto negli anni del boom e adesso, con un mercato che rallenta e torna a livelli \u201cnon drogati\u201d, si ritrovano in crisi con rischio licenziamenti. L\u2019incentivo ha creato purtroppo il danno e non pu\u00f3 essere un\u2019eterna cassa integrazione.<\/li>\n<li>Esistono energie rinnovabili come le biomasse che non possono economicamente (ed ecologicamente) sopravvivere salvo rari casi. In quasi tutti i progetti di impianti per Biomasse (Energia termica prodotta bruciando fondamentalemente legname) la fattibilit\u00e1 \u00e9 legata alla presenza di finanziamenti pubblici. Non \u00e9 accettabile avere una fonte di energia anche pulita che necessita costantemente di soldi pubblici. Le Biomasse per esempio lavorano bene per impianti piccoli che coprono qualche abitazione. La visione di molti per\u00f3 \u00e9 di usarle come centrali per aree pi\u00fa estese e a controllo pubblico con la scusa della valorizzazione del territorio. La conseguenza \u00e9 di un costo per la collettivit\u00e1 ed un controllo pubblico e politico del mercato energetico.<\/li>\n<\/ul>\n<p>L\u2019incentivo statale ha un senso per la promozione di una tecnologia ma deve essere limitato nel tempo e controllato. Quando invece un fenomeno \u00e9 artificialmente tenuto in vita dai soli incentivi statali, che generano spesso anche speculazioni, sarebbe bene riflettere e muoversi con cautela.<\/p>\n<p>Il programma del M5S considera probabilmente risorse monetarie illimitate e gioca sul fatto che nessuno si permette di criticare un\u2019energia rinnovabile semplicemente per ignoranza diffusa sui reali costi.<\/p>\n<p>L\u2019efficienza energetica degli edifici \u00e9 un altro punto condivisibile del programma energetico. La trasformazione per\u00f3 non pu\u00f3 essere fatta da un giorno all\u2019altro perch\u00e9 avrebbe un impatto troppo alto sulle finanze dei singoli cittadini e dello stato. \u00a0In Italia dovremmo prima di tutto imparare a gestire i fondi gi\u00e1 a disposizione evitando <a href=\"http:\/\/www.linkiesta.it\/corte-dei-conti-ue-efficienza-energetica\">pessime figure<\/a>. Pretendere una cos\u00ed forte gestione pubblica (incentivazioni) dopo questi esempi di inefficienza non ha un senso pratico e logico.<\/p>\n<p>La politica selvaggia di incentivazione v\u00e1 fermata in questa forma e controllata in ogni sua voce. Servono numeri e progetti reali altrimenti si parla come sempre senza avere in testa le soluzioni vere.<\/p>\n<p>L\u2019attuale mancanza di risorse pubbliche non rende possibile il finanziamento di molti punti e quindi alcune promesse rimarrebbero scritte solo sulla carta o pubblicate sul Web (con conseguente consumo energetico dei server).<\/p>\n<p><strong>Informazione<\/strong><\/p>\n<p>Questo capitolo ha un punto molto importante e condivisibile<b>: <\/b><strong>la cancellazione dei finanziamenti alle testate giornalistiche<\/strong>. La scarsa qualit\u00e1 del giornalismo Italiano \u00e9 il risultato del controllo totale da parte della politica. Nessuno si permette di criticare il proprio datore di lavoro e questo non pu\u00f3 che influire sulla libert\u00e1 di informazione. In Italia non c\u2019\u00e9 un problema di libert\u00e1 di stampa come molti credono ma un grosso problema di libert\u00e1 di INFORMAZIONE. L\u2019idea di finanziare tutti come segno di libert\u00e1 di espressione \u00e9 fondamentalmente sbagliata. Gli unici finanziatori della Stampa devono essere i suoi lettori e non tutti i cittadini Italiani attraverso le tasse.<\/p>\n<p>La parte relativa all\u2019<strong>informazione televisiva <\/strong>(divieto di possedere un certo numero di televisioni etc.) va in una direzione esplicitamente antiberlusconiana che potrebbe per\u00f3 rivelarsi nociva per la libert\u00e1 di mercato. Il tutto andrebbe calibrato e specificato. La <strong>rinegoziazione delle frequenze<\/strong> \u00e9 corretta ma 5 anni sono un arco temporale corto per un ritorno degli investimenti e quindi solo pochi (e grandi) potrebbero permetterselo.<\/p>\n<p>Un argomento molto caro al M5S \u00e9 la rete. Molti dei suoi punti per\u00f3 sono concettualmente sbagliati e non applicabili:<\/p>\n<p><strong>Internet gratis per tutti e copertura ADSL di tutto il territorio:\u00a0<\/strong>La realt\u00e1 \u00e9\u00a0che dietro a questi due punti c\u2019\u00e9 qualcosa che si chiama \u201cmercato delle telecomunicazioni\u201d ed esistono dei soggetti chiamati \u201cOperatori fissi\u201d i quali vendono i loro servizi di accesso alla rete e non possono essere trascurati. Promettere Internet gratis per tutti vuol dire semplicemente che:<\/p>\n<ul>\n<li>la connessione \u00e9 pagata dallo Stato notoriamente non molto ricco e con i bilanci negativi<\/li>\n<li>La concorrenza e gli operatori stessi sparirebbero insieme al mercato delle telecomunicazioni che verrebbe controllato al 100% dallo Stato con consistenti e inevitabili esuberi di personale (il mercato delle TLC ha una dimensione non trascurabile).<\/li>\n<\/ul>\n<p>Stesso discorso per la copertura ADSL di tutto il territorio. Chi lavora nel settore sa benissimo che questi investimenti non sono piccoli, basta considerare che portare una fibra in cima ad una montagna non \u00e9 a costo zero. Gli operatori non coprono tutte le aree per un problema di recupero degli investimenti. Il Ritorno degli investimenti (o profitto) non \u00e9 una bestemmia ma la base del ciclo economico, senza questa \u201cpiccola\u201d variabile si ferma tutto. Se un\u2019azienda \u00e9 costretta a fare investimenti senza recuperarli soffrir\u00e1 di un conseguente aumento dei costi interni che in qualche modo dovr\u00e1 essere riequilibrato. Se non si vuole invece far leva sui bilanci delle aziende allora gli investimenti dovr\u00e1 farli lo Stato e si torna al solito discorso delle sovvenzioni quindi, abbiamo disponibilit\u00e1? NO.<\/p>\n<p><strong>Statalizzazione della rete di Telecom Italia e l\u2019impegno da parte dello Stato di fornire gli stessi servizi a prezzi competitivi ad ogni operatore telefonico:<\/strong> E\u2019 necessario considerare che tutto quello che passa allo Stato diventa automaticamente un costo dei cittadini. Sinceramente non credo che oltre al canone ci sia l\u2019interesse di pagare nuovamente l\u2019infrastruttura di rete Telecom Italia (perch\u00e9 se passa allo stato si pagher\u00e1 2 volte). L\u2019attuale mercato delle telecomunicazioni obbliga gi\u00e1 adesso Telecom Italia a vendere a prezzo di costo (concetto non facilmente quantificabile) l\u2019accesso alla sua rete. Questo serve per garantire la stessa possibilit\u00e1 di copertura nazionale ad ogni operatore. Il \u00a0meccanismo \u00e9 controllato dall\u2019Authority e sfocia nell\u2019offerta Telecom Italia chiamata <a href=\"http:\/\/www.wholesale-telecomitalia.it\/cgi-bin\/wholesale.dll\/wholesale\/TI_WS_GuestLogin.jsp\">Wholesale<\/a>\u00a0(vendita all\u2019ingrosso). E\u2019 il caso di gestire tutto pubblicamente sopratutto considerata la scarsa efficienza del nostro Stato? Come gi\u00e1 detto precedentemente \u00e9 meglio migliorare le regole per la competizione di mercato attraverso un potenziamento delle Authority?<\/p>\n<p><b>\u00a0<\/b><strong>Introduzione dei ripetitori Wimax per l\u2019accesso mobile e diffuso alla Rete:<\/strong><b> \u00a0<\/b>Come gi\u00e1 spiegato in un altro <a title=\"post\" href=\"http:\/\/itakablog.com\/?p=86\">post <\/a>la tecnologia LTE \u00e9 la strada per l\u2019accesso mobile. La tecnologia WiMax sembra aver preso un binario morto. A parte il discorso tecnologico chi dovrebbe pagare i \u201cripetitori\u201d? sempre il solito Stato? Il grosso problema Italiano degli accessi Wireless non sono i ripetitori che sono investimenti infrastrutturali dell\u2019operatore ma \u00e9 la disponibilit\u00e1 di frequenze. Liberalizzare le frequenze wireless ad oggi bloccate (almeno per il Wifi) \u00e9 la strada per il miglioramento del mercato prima di istallare le antenne pubbliche. Ognuno faccia il suo mestiere, lo Stato faccia lo Stato e non l\u2019operatore di rete.<\/p>\n<p><strong>Allineamento delle tariffe di connessione a Internet e telefoniche a quelle europee:<\/strong> La superficialit\u00e1 di questo punto \u00e9 disarmante. Le tariffe non cadono dal cielo o sono decise sulla base di scelte \u201ctiranniche\u201dma rispondono a leggi di mercato che considerano costi, ricavi e competizione di mercato. I vari paesi Europei per condizioni di mercato diverso hanno ovviamente tariffe diverse. Chiedere un allineamento delle tariffe senza avere le stesse regole di mercato \u00e9 impraticabile. Il mercato Italiano a differenza di altri paesi non aiuta la concorrenza ma preferisce organizzarla attraverso il controllo pubblico. Il risultato \u00e9 che in Italia le tariffe non seguono regole di concorrenza vere ma regole di connivenza.<\/p>\n<p>La strada non \u00e9 allineare le tariffe ma allineare la libert\u00e1 di mercato grazie al rafforzamento delle varie Authority. Le Authority servono anche per la diffusione della rete perch\u00e9 se ben fatte migliorano la competizione e quindi la possibilit\u00e1 di investimenti differenziati (pi\u00fa operatori anche locali) al posto di un controllo centralizzato (e politicizzato) di pochi.<\/p>\n<p>Ad \u00a0esempio nel gruppo Vodafone, l\u2019Italia \u00e9 il paese che ha il <a href=\"http:\/\/www.vodafone.com\/content\/annualreport\/annual_report11\/performance\/operating-results.html\">margine operativo pi\u00fa alto<\/a>\u00a0\u00a0cio\u00e9 fa pi\u00fa profitto rispetto agli altri paesi. I costi Italiani delle reti non sono pi\u00fa elevati e allora come mai le tariffe sono pi\u00fa alte nonostante i profitti abbondanti? Semplicemente manca la competizione vera. In Italia si preferiscono gli accordi fra i diversi operatori alla reale competizione in modo da mantenere profitti pi\u00fa alti per tutti. Un Authority vera e forte \u00e9 l\u2019unica alternativa per abbattere questo vizio tipicamente Italiano e il mercato libero e la competizione sono gli unici metodi per abbattere le tariffe.<\/p>\n<p><strong>Economia<\/strong><\/p>\n<p>Il paragafo \u00e9 alquanto imbarazzante. In mezzo alla pi\u00fa grande crisi del secolo si dimostra di non avere la reale comprensione della gravit\u00e1 del momento. E\u2019altrettanto vero che in nessun programma di partito si riscontra una conoscenza economica all\u2019altezza della situazione ma considerato che il M5S si propone come il nuovo, allora ci si aspetta che sia diverso e migliore.<\/p>\n<p>Il Grillo-pensiero economico non fa altro che inventare favole con orchi cattivi vestiti da banche che hanno il 100% delle responsabilit\u00e1 e devono essere sconfitti. La differenza fra Grillo e Berlusconi \u00e9 praticamente nulla, nel caso del Cavaliere gli orchi hanno semplicemente un uniforme tedesca ma sostanzialmente sono anch\u2019essi parte di un fantomatico\u00a0<a href=\"http:\/\/phastidio.net\/2012\/12\/12\/le-gambe-cortissime-di-una-propaganda-disperata\/\">complotto globale<\/a>.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.linkiesta.it\/mps-la-punta-dell-iceberg-un-sistema-fuori-controllo\">Notizie degli ultimi giorni<\/a>\u00a0sembrano dare ragione a Grillo e alla sua propaganda anti banche ma purtroppo sono solo la dimostrazione che nel mercato servono regole chiare e non la nazionalizzazione delle banche. Nel caso di MPS infatti il controllo politico locale (e quindi pubblico) \u00e9 forte come in tutte le altre banche italiane ma nonostante questo non si sono evitati gli schianti. Il problema quindi non \u00e9 nazionalizzare ma fare regole vere e controlli severi. E\u2019 lo Stato che mediante la politica <a href=\"http:\/\/epistemes.org\/2006\/11\/10\/restituire-le-banche-al-mercato\/\">controlla le banche<\/a>\u00a0e non il contrario come tutti pensano, incluso Grillo, e i risultati si vedono.<\/p>\n<p>Utilizzare il termine \u201c<strong>Scatole Cinesi<\/strong>\u201d nel programma \u00e9 un p\u00f3 troppo generico e diventa difficile identificare aziende che rientrino in questa categoria. Non vengono indicati invece quali sono le nuove regole da introdurre per la loro eliminazione o controllo.<\/p>\n<p><b>L\u2019<\/b><strong>abolizione dei Monopoli<\/strong> ha sicuramente un impatto positivo sull\u2019economia ma forse bisogna ricordare a Grillo che letteralmente significa liberalizzare cio\u00e9 lasciare tutto in mano al mercato (cattivo). Sentendo i discorsi pubblici del comico non sembra per\u00f3 che le liberalizzazioni siano una priorit\u00e1 per il M5S.<\/p>\n<p>Evitare che la stessa persona faccia parte di diversi consigli di Amministrazione (specialmente per aziende in competizione) e anch\u2019esso un elemento di liberalizzazione e per questo condivisibile e importante.<\/p>\n<p>Sul discorso <strong>Debito pubblico<\/strong> invece il programma \u00e9 nullo e questo non fa onore considerati gli attuali problemi.<\/p>\n<p><strong>Riduzione del debito pubblico con forti interventi sui costi dello Stato con il taglio degli sprechi:<\/strong> Non \u00e9 una risposta seria ma solo generica se non viene accompagnata da numeri a sostegno. Qual\u2019\u00e9 la differenza fra Grillo e il Pifferaio magico di Arcore con questo tipo di argomentazioni? Se si vuole dimostrare di essere un\u2019alternativa seria bisogna differenziarsi con proposte credibili e concrete. Non si pu\u00f3 parlare di riduzione dei costi quando nel resto del programma si distribuiscono incentivi, si acquistano reti di Telecomunicazioni oppure \u201cripetitori WiMax\u201d in nome di una presunta equit\u00e1.<\/p>\n<p>Il ricorso alle casse dello stato (che in Italia non sono propriamente colme di denaro) \u00e9 ben rappresentato dai seguenti punti:<\/p>\n<ul>\n<li><strong>Favorire le produzioni locali<\/strong><\/li>\n<li><strong>Sostenere le societ\u00e0 no profit<\/strong><\/li>\n<li><strong>Sussidio di disoccupazione garantito<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p>Il programma finanzia tutto, lo Stato paga anche chi sul mercato non fa Profit. E come si fa a criticare qualcosa chiamato \u201cNo Profit\u201d? Il profitto \u00e9 il \u201cmale\u201d e il No-Profit \u00e9 il bene assoluto, giusto? No, \u00e9 solo beneficenza pura e se rientra in un programma di economia nazionale richiede delle regole precise ed eque per le distribuzione di questi fondi (non illimitati). Serve identificare i soggetti destinatari con chiarezza per evitare il rischio di clientelarismi. Questo aspetto per\u00f3 non viene ovviamente considerato.<\/p>\n<p>Le<strong> produzioni locali<\/strong> dovranno anche loro essere finanziate ma aspettiamo Grillo e qualche spiegazione\/numero in merito.<\/p>\n<p>Il <strong>Sussidio di disoccupazione<\/strong> \u00e9 la perla del programma economico, quasi pari al \u201c milione di posti di lavoro\u201d. Una societ\u00e1 seria deve pensare prima a creare le migliori condizioni per il lavoro e non al sussidio per chi il lavoro non ce l\u2019ha pi\u00fa. I sussidi sono socialmente necessari ma non illimitatamente disponibili e questo bisogna dirlo alla gente, \u00e9 trasparenza e correttezza morale.<\/p>\n<p>Incuriosisce inoltre come un programma di economia nazionale consideri anche settori industriali non particolarmente importanti come la <strong>produzione di distributori di acqua in bottiglia<\/strong>. Ma questo rimarr\u00e1 uno dei misteri irrisolti.<\/p>\n<p>L\u2019economia conta attualmente pi\u00fa di qualunque altro aspetto, quando scarseggia le persone si impoveriscono e lo Stato di conseguenza non ha le risorse per gli aiuti (che arrivano dalle tasse e quindi dal lavoro). Nel programma del M5S l&#8217;economia \u00e9 invece sottovalutata in termini di proposte fattibili, \u00e9 il segno di una chiara impreparazione ad argomentare soluzioni con il risultato che almeno un 80% del programma risulta impraticabile.<\/p>\n<p><strong>Trasporti<\/strong><\/p>\n<p>Il capitolo dei trasporti segue ovviamente la linea \u201cGreen\u201d indicando tutta una serie di azioni puntuali <strong>sull\u2019incentivazione<\/strong> alla mobilit\u00e1 ecologica. Tutto ragionevole nell\u2019ottica di un \u201cmondo pi\u00fa sostenibile\u201d. E\u2019di sicuro effetto mettere le <b>piste ciclabili<\/b> come priorit\u00e1 ma forse il loro sviluppo non si addice a programmi nazionali e le argomentazioni andrebbero discusse a livello regionale se non comunale.<\/p>\n<p>La voce \u201c<b>corsie riservate per i mezzi pubblici<\/b>\u201d suona addirittura come un obbligo scritto sull\u2019acqua. Immagino che molte aree urbane abbiano gi\u00e1 corsie riservate e il fatto che in alcune zone non esistano forse \u00e9 legato pi\u00fa a difficolt\u00e1 costruttive\/finanziarie piuttosto che ad un\u2019anima \u201cnera\u201d delle amministrazioni locali.\u00a0 Le infrastrutture hanno dei costi e in un momento di crisi sono difficili da applicare anche con la volont\u00e1.<\/p>\n<p>Nei trasporti si ricorrere alle incentivazioni su quasi tutte le proposte. Ripeto: se si promette un servizio pubblico \u00e9 necessario esplicitare il modo in cui si coprono i costi perch\u00e9 in un periodo di crisi potrebbe risultare impossibile rispettare la promessa. Il rischio \u00e9 di parlare al vento con argomenti per greggi, non \u00e9 il caso. La parola \u201cdeficit\u201d fino a prova contraria ha ancora un significato nonostante alcune <a href=\"http:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Modern_Monetary_Theory\">sconsiderate teorie monetarie<\/a>\u00a0,\u00a0con cui Grillo simpatizza, lo considerino una via illimitata di sviluppo.<\/p>\n<p>Il punto sulla TAV \u00e9 esclusivamente politico. La TAV \u00e9 condivisibile o meno a seconda delle proprie convinzioni sullo sviluppo di un paese. La materia \u00e9 difficile da decodificare al 100% per il gran numero di interessi da entrambe le parti, NO-TAV e PRO.<\/p>\n<p>La \u201cBanda Larga\u201d nei trasporti non \u00e9 chiara, forse \u00e9 legata alla voce \u201ctelelavoro\u201d anche se \u00e9 ovvio il legame fra le due cose. Il Telelavoro richiede secondo programma degli incentivi non ben definiti ma nella realt\u00e1 ha bisogno solo di una regolamentazione e gli incentivi alle aziende arrivano direttamente dall\u2019applicazione stessa del telelavoro senza bisogno di soldi pubblici.<\/p>\n<p><strong>Salute<\/strong><\/p>\n<p>Si promuove l\u2019informazione sanitaria come mezzo di prevenzione. Tutto corretto se non fosse che non \u00e9 un punto fondamentale della gestione sanitaria Italiana. Un cittadino Italiano non percepisce la carenza informativo-sanitaria come causa principale della \u201cMala-Sanit\u00e1\u201d. Se l\u2019informazione fosse l\u2019unico problema sanitario Italiano saremmo gi\u00e1 ad un ottimo livello di servizio ma purtroppo le carenze sono altrove e ben pi\u00fa importanti.<\/p>\n<p>Nel programma Salute non compare invece alcun riferimento a problemi reali del sistema sanitario Nazionale e ogni singolo punto del programma si occupa di aspetti alquanto marginali. <strong>L\u2019Introduzione di oppiacei per la cura del dolore <\/strong>per esempio non ha grossa influenza sul miglioramento generale della Sanit\u00e1 Italiana. Sono elencati punti sicuramente condivisibili e utili ma ben lontani dal miglioramento dell&#8217;intero sistema, semplicemente opzioni secondarie di gestione.<\/p>\n<p>La Sanit\u00e1 Italiana come in tutti gli altri paesi Europei ha un peso molto forte sui costi generali dello Stato. Il problema Italiano \u00e9 che questo grosso costo non viene percepito dai cittadini come servizio. Quello che serve \u00e9 invece un programma per rendere le spese efficienti e liberare risorse per migliorare il servizio stesso. Ogni Ente sanitario non deve per esempio avere autonomia delle proprie forniture ma questo deve essere gestito centralmente in modo da ridurre i costi. In questo modo si evita di pagare una siringa in Sicilia il doppio di quello che si paga a Milano. E\u2019 la teoria dei \u201cCosti Standard\u201d.<\/p>\n<p><strong>\u201cIntroduzione del reato di strage per danni sensibili e diffusi causati dalle politiche locali e nazionali\u201c<\/strong> non \u00e9 sinonimo di seriet\u00e1 per un programma sanitario ma solo uno stimolo per forcaioli populisti in cerca di vendetta. Bisogna creare delle regole e dei controlli veri non aggiungere reati per giustiziare meglio i colpevoli.<\/p>\n<p>Le discussioni reali non vengono affrontate dal M5S ma si preferisce elencare idee anche giuste ma che non hanno impatto nel miglioramento globale del sistema Sanitario Nazionale.<\/p>\n<p><strong>Istruzione<\/strong><\/p>\n<p>Due punti fra tutti importanti e condivisibili, <strong>l\u2019abolizione del valore legale del titolo di studio e l\u2019integrazione fra Aziende e Universit\u00e1<\/strong> anche se quest\u2019ultima proposta andrebbe elaborata meglio.<\/p>\n<p>Il continuo forzare su Internet e la rete \u00e9 invece eccessivo. La rete non serve agli studenti per studiare ma l\u2019informatizzazione dell\u2019istruzione significa creare una rete di scuole su tutto il territorio in maniera pi\u00fa efficiente di come viene fatto adesso (ottimizzare la spesa).<\/p>\n<p>Internet non \u00e9 il luogo dove risiede l\u2019istruzione ma \u00e9 solo un utile mezzo per recuperare rapidamente alcune informazioni. Internet non migliora l\u2019istruzione \u00e9 solo uno strumento alternativo di comunicazione.<\/p>\n<p>I libri di testo elettronici possono essere un eventuale alternativa ma non capisco quale legame abbiano con la gratuit\u00e1. Il prezzo di un libro non \u00e9 solamente carta e copertina ma anche diritti dell\u2019autore. Credo che il lavoro per la scrittura di un libro debba essere riconosciuto con un prezzo oppure la sua diffusione gratuita una scelta dell\u2019autore. Dire che \u00e9 automatica con la diffusione in rete \u00e9 solo un modo per giustificare la pirateria oppure per caricare lo Stato di costi aggiuntivi in caso debba pagare i libri.<\/p>\n<p>Il sistema nazionale va riformato e reso pi\u00fa efficiente, in generale deve essere valutato e valorizzato il lavoro di ogni singola scuola o Universit\u00e1. Ogni ente deve essere misurato (punto che esiste ma \u00e9 blando) per i suoi risultati. I mezzi per misurare ci sono ed \u00e9 possibile valutare interi istituti o singoli insegnanti. Le scuole devono essere in competizione fra di loro per accedere ai fondi statali e l\u2019unico metro di misura sono i risultati didattici. Non \u00e9 ammissibile far cadere dall\u2019alto i finanziamenti senza distribuirli equamente sulla base di risultati. Bisogna premiare gli insegnanti e stimolarli a fare meglio creando strumenti di misura per la famosa meritocrazia.<\/p>\n<p>Il programma M5S non contribuisce in tale senso ma decide solo di distribuire i soldi senza introdurre regole di valutazione.<\/p>\n<p><strong>Conclusioni<\/strong><\/p>\n<p>Il M5S \u00e9 effettivamente l\u2019UNICO movimento schierato contro i privilegi della \u201cCasta\u201d e questo ne fa il grosso valore aggiunto. L\u2019impatto che il M5S avr\u00e1 sulla <strong>moralit\u00e1 politica\u00a0<\/strong>sar\u00e1 sicuramente importantissimo e con risvolti positivi. <a title=\"Senza una classe politica morale\" href=\"http:\/\/itakablog.com\/?p=261\">Senza una classe politica morale<\/a> \u00e9 impossibile fare riforme.<\/p>\n<p>Il valore del M5S e del suo programma per\u00f3 non va oltre la lotta alla Casta.<\/p>\n<p>L\u2019organizzazione e i contenuti sono confusi , si passa da macro (abolizione province) a micro argomenti (spazi condominiali per le biciclette) senza una logica e dimostrando una certa superficialit\u00e1.<\/p>\n<p><strong>Non ci sono voci relative all\u2019occupazione<\/strong> ma solo interventi per garantire sussidi alla disoccupazione e non \u00e9 positivo considerato il periodo.<\/p>\n<p>Il <b>ricorso costante a finanziamenti<\/b> <b>statali<\/b> sotto forma di incentivazioni, fondi pubblici o semplici acquisizioni statali di infrastrutture private rendono il programma ad alto rischio di fallimento per la quasi totalit\u00e1 dei punti. Non si indica chiaramente come recuperare i soldi necessari agli investimenti ed \u00e9 quindi scontato il ricorso a <b>nuove imposte<\/b> che andrebbero a gravare sui cittadini gi\u00e1 sottoposti ad una tassazione troppo elevata. Il \u201ctaglio degli sprechi\u201d\u00e9 un argomento troppo blando per il recupero dei fondi pubblici e nella realt\u00e1 non pu\u00f3 coprire l\u2019elevato sforzo imposto dal programma.<\/p>\n<p>Il ricorso continuo al controllo statale di parti del mercato non fa altro che trasformare monopoli privati in monopoli pubblici con relativo peggioramento di prezzi e servizi per i cittadini. Mentre da un lato si chiede l\u2019abbattimento di monopoli di fatto dall\u2019altro si promuove il controllo dello Stato ovvero il monopolio per definizione.<\/p>\n<p>Nel programma non sono indicate le iniziative per l\u2019applicazione dei diversi punti. Se ci si presenta come una forza nuova e rivoluzionaria bisogna dimostrare di esserlo veramente anche in termini di contenuti altrimenti non si notano le differenze con l\u2019attuale offerta politica.<\/p>\n<p>Il M5S sfocia spesso per bocca di Grillo in assurde teorie economiche poi condivise passivamente dalla massa. Esse non hanno un razionale e sono la dimostrazione dell\u2019assenza di conoscenze in materia. Questo non \u00e9 accettabile per una novit\u00e1 importante come il M5S in un periodo come questo, bisogna andare oltre la sola caccia alle streghe. Non serve trovare nemici serve risolvere i problemi.<\/p>\n<p>Il M5S forse ha solo un problema di giovinezza &#8230;o forse anche no.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il Movimento 5 Stelle (M5S) \u00e9 un fenomeno che si avvia ad essere uno dei maggiori protagonisti delle prossime Elezioni politiche. Il movimento \u00e9 incentrato sulla figura di Bepper Grillo che \u00e9 alla base dell\u2019iniziativa e senza di lui il movimento e le varie singolarit\u00e1 non avrebbero n\u00e9 visibilit\u00e1 n\u00e9 successo. 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