{"id":363,"date":"2013-04-16T15:27:42","date_gmt":"2013-04-16T15:27:42","guid":{"rendered":"http:\/\/itakablog.com\/?p=363"},"modified":"2013-04-16T15:41:19","modified_gmt":"2013-04-16T15:41:19","slug":"p363","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/itakablog.com\/?p=363","title":{"rendered":"Quanto costa l&#8217;Italia? Analisi della Spesa Pubblica 2007-2011 e confronto con gli altri paesi Europei"},"content":{"rendered":"<p>I numeri e le statistiche non sono mai un dettaglio ma un modo efficacie per analizzare e confrontare concretamente diversi fenomeni. In Italia purtroppo i numeri non hanno cittadinanza e\u00a0latitano soprattutto nel dibattito economico\/politico.<\/p>\n<p>Il soggetto SPESA PUBBLICA \u00e9 diventato recentemente una materia molto dibattuta sopratutto nel merito dei cosidetti \u201cSprechi\u201d. La Spesa Pubblica \u00e9 un elemento molto importante per capire come viene gestito un paese nelle sue diverse componenti interne ma \u00e9 frequentemente utilizzato per scopi propagandistici. Nei vari dibattiti politici (e non) la spesa pubblica viene analizzata a comparti stagni senza mai trasmettere una visione di insieme dando cos\u00ed la possibilit\u00e1 ad un gruppo\/partito di utilizzarla per puro consenso elettorale. In Italia la discussione sulla Spesa Pubblica non \u00e9 utilizzata per informare ma per giustificare la teoria di turno e convincere il proprio pubblico.<\/p>\n<p>Questo documento specifica quali sono le grandezze in gioco nella Spesa Pubblica Italiana dando sia una visione di insieme che confrontando i diversi macro gruppi di spesa per agevolare la comprensione delle differenze.<\/p>\n<p>I dati raccolti sono relativi al periodo 2007-2011 per un riscontro delle spese in aumento o in riduzione. I valori sono inoltre confrontati con i principali paesi Europei (Belgio, Germania, Grecia, Spagna, Francia, Italia, Inghilterra) per capire dove si posizione l&#8217;Italia nel panorama Europeo.<\/p>\n<p>I dati utilizzati sono quelli\u00a0<a href=\"http:\/\/unstats.un.org\/unsd\/cr\/registry\/regcst.asp?Cl=4\">Eurostat<\/a>\u00a0e classificati secondo il formato COFOG \u00a0(Classification Of the Functions Of Government) cio\u00e9 la definizione internazionale delle varie voci di spesa.<\/p>\n<p><strong>LA SPESA TOTALE<\/strong><\/p>\n<p>La Spesa Pubblica dei diversi paesi \u00e9 suddivisa nei seguenti macro gruppi del formato COFOG:<\/p>\n<ul>\n<li>SERVIZI GENERALI DELLE PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI (Costi delle amministrazioni, Servizi pubblici etc.)<\/li>\n<li>DIFESA<\/li>\n<li>ORDINE PUBBLICO E SICUREZZA<\/li>\n<li>AFFARI ECONOMICI<\/li>\n<li>PROTEZIONE DELL&#8217;AMBIENTE<\/li>\n<li>ABITAZIONI E ASSETTO TERRITORIALE<\/li>\n<li>SANITA\u2019<\/li>\n<li>ATTIVITA&#8217; RICREATIVE, CULTURALI E DI CULTO<\/li>\n<li>ISTRUZIONE<\/li>\n<li>PROTEZIONE SOCIALE (Ammortizzatori Sociali)<\/li>\n<\/ul>\n<p>I dati Eurostat utilizzati per l&#8217;analisi sono relativi alla spesa relativa al gruppo \u201cGeneral Government\u201d che raccoglie il totale delle spese pubbliche.<\/p>\n<p>Il gruppo General Government si divide inoltre nei seguenti sotto-gruppi che non sono per\u00f3 materia del presente documento:<\/p>\n<ul>\n<li>Central Government (Ente Governativo Centrale)<\/li>\n<li>State Government (Ente Governativo Nazionale)<\/li>\n<li>Local Government (Ente Locale)<\/li>\n<\/ul>\n<p>In questo <a href=\"http:\/\/epp.eurostat.ec.europa.eu\/cache\/ITY_OFFPUB\/KS-RA-07-022\/EN\/KS-RA-07-022-EN.PDF\">documento<\/a>\u00a0la definizione dei diversi gruppi secondo il formato COFOG.<\/p>\n<p>Come si osserva nel seguente grafico la maggior parte della spesa \u00e9 concentrata in quattro gruppi:<\/p>\n<ul>\n<li>Ammortizzatori Sociali (Protezione Sociale) 41%<\/li>\n<li>Servizi Pubblici Generali 17%<\/li>\n<li>Sanit\u00e1 15%<\/li>\n<li>Istruzione 8,5%<\/li>\n<\/ul>\n<p>Tutto il resto (Difesa, Ordine Pubblico, Protezione Ambiente e Attivit\u00e1 ricreative\/religiose) conta per un 18% cio\u00e9 poco di pi\u00fa dei Servizi Pubblici generali.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"http:\/\/itakablog.com\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/Spesa-Pubblica-Graph.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-364 aligncenter\" alt=\"Spesa Pubblica Graph\" src=\"http:\/\/itakablog.com\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/Spesa-Pubblica-Graph-300x274.jpg\" width=\"300\" height=\"274\" srcset=\"https:\/\/itakablog.com\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/Spesa-Pubblica-Graph-300x274.jpg 300w, https:\/\/itakablog.com\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/Spesa-Pubblica-Graph-328x300.jpg 328w, https:\/\/itakablog.com\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/Spesa-Pubblica-Graph.jpg 556w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>La distribuzione delle spese nei vari paesi europei mantiene in media la proporzione Italiane. Non esiste un paese Europeo che si contraddistingue per grosse variazioni nella distribuzione. Di seguito i valori.<\/p>\n<figure id=\"attachment_382\" aria-describedby=\"caption-attachment-382\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/itakablog.com\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/Spesa-Pubblica-Ripartizione-Voci.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-382 \" alt=\"Spesa Pubblica Ripartizione Voci\" src=\"http:\/\/itakablog.com\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/Spesa-Pubblica-Ripartizione-Voci-300x83.jpg\" width=\"300\" height=\"83\" srcset=\"https:\/\/itakablog.com\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/Spesa-Pubblica-Ripartizione-Voci-300x83.jpg 300w, https:\/\/itakablog.com\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/Spesa-Pubblica-Ripartizione-Voci-500x139.jpg 500w, https:\/\/itakablog.com\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/Spesa-Pubblica-Ripartizione-Voci.jpg 680w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-382\" class=\"wp-caption-text\">Tabella 1<\/figcaption><\/figure>\n<p>Nell\u2019ultima colonna \u00e9 indicata l\u2019incidenza della spesa sul Prodotto Interno Lordo (PIL) , indice economico criticato per la sua distanza dalla realt\u00e1 ma che fornisce comunque un confronto attendibile fra i diversi paesi. Questo rapporto ci dice genericamente quanto ogni paese spende in relazione a quanto produce.<\/p>\n<p>L\u2019Italia a differenza di quanto si potrebbe pensare non \u00e9 il paese Europeo con la spesa pubblica pi\u00fa alta. La Francia \u00e9 la prima con il 56% del PIL. Nelle singole voci inoltre l\u2019Italia non si distingue per valori estremamente alti nonostante non brilli per risparmio.<\/p>\n<p>Nella spesa pubblica generale (Servizi pubblici e costi della Pubblica Amministrazione) l\u2019Italia \u00e9 la seconda dopo la Grecia e lontana almeno un 4% dagli altri paesi. Questo valore ovviamente fa capire come nel nostro paese non abbiamo un problema di eccessivi investimenti pubblici ma di efficacia ed efficienza degli stessi. La Germania che spende il 4% in meno (sul totale delle spese) fornisce, per esperienza personale,\u00a0servizi pubblici qualitativamente migliori.<\/p>\n<p>Le spese sulle attivit\u00e1 ricreative e culturali si distinguono invece per valori pi\u00fa bassi nonostante l&#8217;Italia \u00e9 considerata \u201cla culla della cultura\u201d.<\/p>\n<p>Questi i valori assoluti delle spese pubbliche nei diversi paesi europei:<\/p>\n<figure id=\"attachment_383\" aria-describedby=\"caption-attachment-383\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/itakablog.com\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/Totale-Spesa.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-383 \" alt=\"Totale Spesa\" src=\"http:\/\/itakablog.com\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/Totale-Spesa-300x141.jpg\" width=\"300\" height=\"141\" srcset=\"https:\/\/itakablog.com\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/Totale-Spesa-300x141.jpg 300w, https:\/\/itakablog.com\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/Totale-Spesa-500x236.jpg 500w, https:\/\/itakablog.com\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/Totale-Spesa.jpg 562w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-383\" class=\"wp-caption-text\">Tabella 2<\/figcaption><\/figure>\n<p>Nel periodo 2007-2011 l\u2019Italia non si distingue per aumenti pi\u00fa alti rispetto alla media europea (9% circa) e si mantiene attorno ad un 6%. Purtroppo per effetto della crisi e relativa riduzione del volume totale economico (PIL) il peso della spesa pubblica \u00e9 aumentato rispetto al valore decrescente del PIL. E\u2019 importante osservare come l\u2019Italia si colloca comunque dopo la Germania (4%) come aumento della spesa rispetto al PIL nell\u2019arco temporale in esame.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>I SERVIZI DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE e I COSTI DELLA POLITICA <\/strong><\/p>\n<p>La voce Servizi Generali delle Pubbliche Amministrazioni (PA) raccoglie tutti i costi degli enti pubblici Nazionali, Regionali, Provinciali e Comunali. In questa voce rientrano tutte le voci di spesa riguardanti gli organi esecutivi (governo) e legislativi (Parlamento) cio\u00e9 quello che genericamente viene denominato <b>\u201cCosto della Politica\u201d<\/b>. Dalla tabella 3 si nota come i costi della PA in Italia sono aumentati molto meno rispetto alla media Europea. Il Paese che li ha aumentati meno \u00e9 la Francia con un 1,23% ma la sua spesa \u00e9 in ogni caso una delle pi\u00fa alte rispetto al PIL (12,8%). Confrontandoci con la Germania vediamo come l\u2019Italia ha aumentato i costi della PA di un 2,4% mente la Germania ha misurato un aumento del 12% circa. E\u2019 pur sempre vero che l\u2019Italia ha un costo della PA molto alto (8,6% sul PIL) se paragonato con il resto dell\u2019Europa (ad esclusione della Francia).<\/p>\n<figure id=\"attachment_381\" aria-describedby=\"caption-attachment-381\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/itakablog.com\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/Servizi-Generali.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-381 \" alt=\"Servizi Generali\" src=\"http:\/\/itakablog.com\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/Servizi-Generali-300x127.jpg\" width=\"300\" height=\"127\" srcset=\"https:\/\/itakablog.com\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/Servizi-Generali-300x127.jpg 300w, https:\/\/itakablog.com\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/Servizi-Generali-500x212.jpg 500w, https:\/\/itakablog.com\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/Servizi-Generali.jpg 591w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-381\" class=\"wp-caption-text\">Tabella 3<\/figcaption><\/figure>\n<p>Nella tabella 4 sono invece raccolti i costi della PA riferiti ai soli <em>\u201cCosti della Politica\u201d\u00a0<\/em>ovvero di tutti gli organi Esecutivi e Legislativi a livello nazionale e locale. L\u2019Italia spende circa <strong>40 Miliardi all\u2019anno<\/strong> per il mantenimento di questi enti che rappresenta circa il 30% dei costi totali della PA. L\u2019Italia si distingue in negativo come il paese in cui questi costi pesano per un 2,5% sul PIL, valore pi\u00fa alto fra tutti i paesi Europei. I costi della politica sono aumentati fra il 2007 e il 2011 di circa un 8,5% mentre in molti altri paesi si sono ridotti drasticamente per i tagli anti-crisi. La Grecia li ha ridotti drasticamente di un 31% ma anche in Francia hanno subito una cura dimagrante del 20% in termini assoluti. La Germania che spesso viene indicata come modello Europeo \u00e9 invece la peggiore in termini assoluti avendo aumentato i costi della politica per quasi un 15% nello stesso periodo. Diciamo che si stanno Italianizzando.<\/p>\n<figure id=\"attachment_380\" aria-describedby=\"caption-attachment-380\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/itakablog.com\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/Servizi-Generali-Costi-Politica.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-380 \" alt=\"Servizi Generali-Costi Politica\" src=\"http:\/\/itakablog.com\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/Servizi-Generali-Costi-Politica-300x153.jpg\" width=\"300\" height=\"153\" srcset=\"https:\/\/itakablog.com\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/Servizi-Generali-Costi-Politica-300x153.jpg 300w, https:\/\/itakablog.com\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/Servizi-Generali-Costi-Politica-500x256.jpg 500w, https:\/\/itakablog.com\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/Servizi-Generali-Costi-Politica.jpg 572w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-380\" class=\"wp-caption-text\">Tabella 4<\/figcaption><\/figure>\n<p><strong>I Finanziamenti ai partiti e i costi della Politica<\/strong><\/p>\n<p>Recentemente \u00e9 molto in voga l\u2019attacco (giustificato) ai costi della politica che come abbiamo visto prima risultano essere effettivamente alti se confrontati con gli altri paesi Europei. Nonostante l\u2019argomento \u00e9 pi\u00fa che mai importante viene per\u00f3 spesso associato ai soli <em>finanziamenti ai partiti<\/em> oppure ai costi degli organi centrali come il Parlamento, dimenticandosi invece di importi ben pi\u00fa importanti.<\/p>\n<p>Se si guarda al valore totale di 40 Miliardi (nel 2011) i costi dei <em>finanziamenti ai partiti<\/em> hanno un valore che <b>NON incide significativamente<\/b> nella spesa totale. Nel 2008 (ultime elezioni di cui abbiamo a disposizioni i\u00a0<a href=\"http:\/\/www.senato.it\/documenti\/repository\/dossier\/studi\/2012\/Dossier_364.pdf\">valori<\/a>\u00a0i cosiddetti Finanziamenti ai partiti ammontavano a:<\/p>\n<ul>\n<li>110 Milioni di rimborsi elettorali (0,27% del totale)<\/li>\n<li>500 Milioni di contributi statali (1,25% del totale)<\/li>\n<\/ul>\n<p>I finanziamenti ai partiti sono un tipico argomento utilizzato da alcuni schieramenti per denunciare l\u2019asfissiante pesantore dei costi politici sul nostro paese ma che come si pu\u00f3 facilmente notare il loro peso non \u00e9 cos\u00ed alto in rapporto ai costi totali della macchina statale. Senza entrare nel merito della loro legittimit\u00e1 o utilit\u00e1 il valore di 600 Milioni nell\u2019anno 2008 pesa per un 0,44% se calcolato rispetto alla spesa totale della PA (2011). Se lo stesso valore \u00e9 confrontato con la spesa pubblica totale (788 Miliardi nel 2011) il suo peso si riduce ad un 0,076%.<\/p>\n<p>Questa considerazione non vuole giustificare o meno i finanziamenti pubblici (che a mio parere potrebbero essere eliminati) ma vuole semplicemente dimostrare quanto questa voce purtroppo non sposta minimamente i conti totali del sistema pubblico. <b>Uno 0,076% \u00e9 come risparmiare 1 Euro su una spesa totale di 1300 Euro<\/b>. Quell\u2019euro \u00e9 anche \u201ceticamente\u201d importante ma se ho bisogno di risparmiare veramente forse intervengo su voci con un peso specifico maggiore.<\/p>\n<p>Il concentrarsi troppo su voci non particolarmente significative pu\u00f3 essere controproducente nel momento in cui un paese come il nostro affronta problemi di ben pi\u00fa grande intensit\u00e1. Si distoglie l\u2019opinione pubblica dai reali problemi e si devia su discussioni anche corrette ma che non rappresentano il \u201cda farsi\u201d in termini di priorit\u00e1.<\/p>\n<p>Non viene infatti mai suggerito di ridurre tutte quelle spese della politica estera e dei miliardi spesi ogni anno per mantenere una rete consolare pesante, inefficiente e vecchia (posso testimoniare per esperienza diretta) mai aggiornata con tecnologie che non esistevano quando \u00e9 stata disegnata.<\/p>\n<p><strong>SALUTE<\/strong><\/p>\n<p>La spesa sanitaria Italiana pesa per un 15% della spesa totale. A differenza di quanto si dice la spesa sanitaria nazionale \u00e9 aumentata di circa 10 Miliardi dal 2007 al 2011 (+7%). Questo incremento \u00e9 comunque pi\u00fa basso rispetto a quello misurato negli altri paesi europei ad esclusione dell\u2019Inghilterra (causa forti tagli per consolidamento di spesa) e la Grecia (causa l\u2019austerit\u00e1 per accedere agli aiuti finanziari). Il peso sul PIL della spesa sanitaria in Italia \u00e9 pari al 7,4% in aumento rispetto al 6,8% del 2007.<\/p>\n<p>Qui sotto la tabella con i valori assoluti e le differenze percentuali dei diversi paesi.<\/p>\n<figure id=\"attachment_370\" aria-describedby=\"caption-attachment-370\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/itakablog.com\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/Salute.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-370 \" alt=\"Salute\" src=\"http:\/\/itakablog.com\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/Salute-300x132.jpg\" width=\"300\" height=\"132\" srcset=\"https:\/\/itakablog.com\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/Salute-300x132.jpg 300w, https:\/\/itakablog.com\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/Salute-500x220.jpg 500w, https:\/\/itakablog.com\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/Salute.jpg 593w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-370\" class=\"wp-caption-text\">Tabella 5<\/figcaption><\/figure>\n<p>La spesa sanitaria Italiana \u00e9 quindi aumentata nonostante si continui a ripetere che sono stati fatti dei tagli epocali. Quello che invece sarebbe necessario come sempre controllare \u00e9 la qualit\u00e1 del servizio calcolata rispetto ai soldi spesi.<\/p>\n<p>Sono difficili da calcolare le differenze rispetto alla spesa sanitaria Tedesca in quanto gli stipendi dei medici non sono inclusi. La Germania ha un sistema pubblico\/privato sanitario e quindi parte dei costi sono esclusi da questa voce di spesa.<\/p>\n<p><strong>ISTRUZIONE<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019Italia non si distingue in positivo sulla gestione dei fondi dedicati all\u2019Istruzione. Nemmeno la martoriata Grecia che taglia su tutti i fronti ha ridotto cos\u00ed tanto la spesa dedicata all\u2019Istruzione. L\u2019Italia quindi risulta la peggiore dopo l\u2019Inghilterra con un -6% delle spese (un -10% sul PIL). L\u2019Inghilterra che ha ridotto le spese di un -11% mantiene per\u00f3 una spesa per l\u2019educazione molto alta sulle spese totali (14%) mentre noi siamo fermi ad un misero 8,5%.<\/p>\n<figure id=\"attachment_367\" aria-describedby=\"caption-attachment-367\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/itakablog.com\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/Istruzione.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-367 \" alt=\"Istruzione\" src=\"http:\/\/itakablog.com\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/Istruzione-300x127.jpg\" width=\"300\" height=\"127\" srcset=\"https:\/\/itakablog.com\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/Istruzione-300x127.jpg 300w, https:\/\/itakablog.com\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/Istruzione-500x212.jpg 500w, https:\/\/itakablog.com\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/Istruzione.jpg 614w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-367\" class=\"wp-caption-text\">Tabella 6<\/figcaption><\/figure>\n<p>Il confronto con la Germania \u00e9 pesantemente negativo, riusciamo a spendere in assoluto il 20% in meno (il 19% in meno sul PIL). Se nel 2007 spendevamo pi\u00fa risorse sull\u2019educazione rispetto alla Germania (calcolata sul PIL) nel 2011 siamo invece retrocessi e solo la Grecia fa peggio di noi.<\/p>\n<p>Vedendo questi numeri si capisce come in Italia non viene data la giusta importanza all\u2019istruzione come elemento di aiuto alla crescita sul lungo periodo. Tutti questi tagli non hanno un effetto immediato ma sicuramente pagheremo queste pessime scelte in futuro.<\/p>\n<p>All\u2019interno dei costi dell\u2019Educazione l&#8217;Italia \u00e9 il paese in Europa che dedica meno risorse alle Universit\u00e1 (dato non presente in tabella) e questa \u00e9 un\u2019aggravante alla distribuzione delle spese per l\u2019Istruzione.<\/p>\n<p>Ricordo che questi dati non si possono imputare alla manovra Monti poich\u00e9 si riferiscono al solo periodo 2007-2011.<\/p>\n<p><strong>PROTEZIONE SOCIALE <\/strong><\/p>\n<p>Il Walfare \u00e9 la voce pi\u00fa consistente in tutte le spese pubbliche Europee e pesa mediamente per un 40% sulla spesa totale (In Italia <strong>323 Miliardi nel 2011<\/strong>). Questo alto peso fa capire come mai il Welfare in caso di riduzione della Spesa Pubblica, \u00e9 uno dei primi posti dove vengono applicati i tagli pi\u00fa consistenti. Il motivo (oltre alla convinzione popolare sulla cattiveria del sistema politico) \u00e9 che un taglio al Welfare ha un impatto importante sui conti pubblici. Questo il motivo della riforma Fornero che nonostante gli errori materiali sugli esodati ha contribuito al riequilibrio dei conti nel lungo periodo (la riforma non rientra in questa tabella essendo riferita al 2011).<\/p>\n<p>Il problema non sono i tagli al sistema pensionistico come valore ma il fatto che sono stati fatti in un momento di forte crisi e non negli anni precedenti quando l\u2019impatto poteva essere meno rovinoso.<\/p>\n<figure id=\"attachment_369\" aria-describedby=\"caption-attachment-369\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/itakablog.com\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/Protezione-Sociale.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-369  \" alt=\"Protezione Sociale\" src=\"http:\/\/itakablog.com\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/Protezione-Sociale-300x137.jpg\" width=\"300\" height=\"137\" srcset=\"https:\/\/itakablog.com\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/Protezione-Sociale-300x137.jpg 300w, https:\/\/itakablog.com\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/Protezione-Sociale-500x229.jpg 500w, https:\/\/itakablog.com\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/Protezione-Sociale.jpg 585w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-369\" class=\"wp-caption-text\">Tabella 7<\/figcaption><\/figure>\n<p>Le grandezze in ballo quando si parla di Welfare sono molto alte. In Italia valeva nel 2011 323 Miliardi\u00a0 mentre in Germania 508 Miliardi entrambi in costante crescita per l\u2019aumento dei pensionati (e in Italia anche della Cassa Integrazione).<\/p>\n<p>Come puro esercizio di confronto delle spese anche in questo caso se consideriamo i soliti criticati <em><b>\u201cfinanziamenti ai partiti\u201d<\/b><\/em> \u00e9 facilmente intuibile perch\u00e9 alcuni capitoli di spesa non sono stati toccati (I finanziamenti) non tanto per chiss\u00e1 quali complotti o convenienze ma perch\u00e9 il loro impatto sul totale \u00e9 da considerarsi nullo. I 600 Milioni di Costi di finanziamenti dell\u2019anno 2008\u00a0 rappresentano solo il 0,18% del Welfare per cui anche se corretti eticamente sono ininfuenti matematicamente. Se si aggiunge una certa urgenza temporale dei provvedimenti (1 anno per Monti) capiamo perch\u00e9 si \u00e9 preferito agire su capitoli di spesa diversi e pi\u00fa consistenti.<\/p>\n<p>Per fare un esempio pratico: siamo una famiglia con spese mensili di 1000E e per qualche strana catastrofe economica la rata variabile del mutuo per la casa aumenta di 270E (+27%). Supponiamo che per ridurre le spese il Padre decide come prima cosa di fumare 2 sigarette in meno al mese (50 cents ovvero lo 0,18% di 270E). \u00c9 indiscutibilmente positiva la riduzione del consumo di sigarette e nessuno pu\u00f3 negarlo ma 2 sigarette al mese non spostano il problema economico famigliare. Molto probabilmente la scelta nobile del Padre dovr\u00e1 essere rivista nell\u2019ottica di ridurre spese pi\u00fa consistenti ed efficaci.<\/p>\n<p>Questa non \u00e9 una difesa ai tagli al Welfare ma semplicemente il motivo principale per cui alcune voci rappresentano veri tagli mentre altre no ma solo aria fritta da talk o web show.<\/p>\n<p><strong>Disoccupazione<\/strong><\/p>\n<p>Una voce che fa parte della protezione sociale sono i fondi dedicati alla disoccupazione. In questa voce \u00e9 particolarmente interessante notare le differenze rispetto agli altri paesi Europei.<\/p>\n<figure id=\"attachment_368\" aria-describedby=\"caption-attachment-368\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/itakablog.com\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/Protezione-Sociale-Disoccupazione.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-368 \" alt=\"Protezione Sociale-Disoccupazione\" src=\"http:\/\/itakablog.com\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/Protezione-Sociale-Disoccupazione-300x134.jpg\" width=\"300\" height=\"134\" srcset=\"https:\/\/itakablog.com\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/Protezione-Sociale-Disoccupazione-300x134.jpg 300w, https:\/\/itakablog.com\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/Protezione-Sociale-Disoccupazione-500x224.jpg 500w, https:\/\/itakablog.com\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/Protezione-Sociale-Disoccupazione.jpg 582w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-368\" class=\"wp-caption-text\">Tabella 8<\/figcaption><\/figure>\n<p>L\u2019Italia causa crisi ha ovviamente aumentato i soldi spesi per la disoccupazione nel periodo 2007\/2011 dove sono aumentati per quasi il 50% mentre in paesi come la Germania sono diminuiti per le cause esattamente opposte. Ad esclusione dell\u2019Inghilterra dove parte del sistema assistenziale \u00e9 privato, l\u2019Italia \u00e9 il paese che dedica meno risorse dedicate al sostegno della disoccupazione (1,7% rispetto al PIL). Il confronto con la Germania \u00e9 particolarmente impressionante considerando che in valore assoluto <strong>la Germania spende quasi 6 volte di pi\u00fa per i fondi alla disoccupazione<\/strong> (63 Miliardi rispetto ai nostri 13 MIliardi).<\/p>\n<p>Chiamatelo come volete anche \u201cReddito di cittadinanza\u201d ma in ogni caso qualche supporto in pi\u00fa alla disoccupazione va dato. In periodi di crisi acuta come questo pu\u00f3 essere un valido strumento per calmare possibili sommosse sociali.<\/p>\n<p><strong>DIFESA<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019Italia si distingue purtroppo in Europa per il paese che ha incrementato maggiormente la spese per la Difesa (+14% in 4 anni). Il contributo maggiore \u00e9 dovuto principalmente alle spese per il comparto militare. Il grosso della spesa \u00e9 da attribuire ai costi vivi delle Forze Armate (Esclusa la pubblica sicurezza) considerando che le missioni estere pesano per soli 170 Milioni (0,7% del totale). Rispetto all\u2019Europa, nonostante l\u2019aumento, l\u2019Italia si \u00e9 comportata meglio rispetto alla Germania che ha incrementato invece le sue spese militari per un 14,65%. Vittoria di Pirro per\u00f3 considerando che la Germania ha 20 Milioni in pi\u00fa di abitanti e quindi la spesa aggiuntiva pro capite risulta minore. Le Spese militari italiane rispetto al PIL risultano minori rispetto a paesi come Gran Bretagna, Francia e Grecia che per\u00f3 sono storicamente propensi alle spese militari.<\/p>\n<p>In questa voce si potrebbero trovare fondi da ridistribuire ad altre funzioni almeno in questo periodo di crisi. \u00c9 da notare comunque che gli importi delle retribuzioni del personale militare sono parificabili a quello sanitario e un 25% pi\u00fa alte di quelle destinate all\u2019Istruzione (Universit\u00e1 escluse).<\/p>\n<figure id=\"attachment_379\" aria-describedby=\"caption-attachment-379\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/itakablog.com\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/Difesa.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-379 \" alt=\"Difesa\" src=\"http:\/\/itakablog.com\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/Difesa-300x136.jpg\" width=\"300\" height=\"136\" srcset=\"https:\/\/itakablog.com\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/Difesa-300x136.jpg 300w, https:\/\/itakablog.com\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/Difesa-500x227.jpg 500w, https:\/\/itakablog.com\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/Difesa.jpg 574w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-379\" class=\"wp-caption-text\">Tabella 9<\/figcaption><\/figure>\n<p><strong>PUBBLICA SICUREZZA<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019Italia destina alla Pubblica Sicurezza pi\u00fa di 30 miliardi annui (2011) e rientra nella media europea sia come valore assoluto che in rapporto al PIL. Dal 2007 al 2011 abbiamo aumentato le spese di Pubblica Sicurezza sul totale della spesa pubblica per un 8,5%. Quasi tutti gli altri paesi Europei hanno invece aumentato questa spesa in percentuali maggiori. L\u2019aumento calcolato rispetto al PIL ci posiziona dopo a Spagna e Inghilterra.<\/p>\n<figure id=\"attachment_378\" aria-describedby=\"caption-attachment-378\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/itakablog.com\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/Ordine-Pubblico-Sicurezza.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-378 \" alt=\"Ordine Pubblico Sicurezza\" src=\"http:\/\/itakablog.com\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/Ordine-Pubblico-Sicurezza-300x127.jpg\" width=\"300\" height=\"127\" srcset=\"https:\/\/itakablog.com\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/Ordine-Pubblico-Sicurezza-300x127.jpg 300w, https:\/\/itakablog.com\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/Ordine-Pubblico-Sicurezza-500x212.jpg 500w, https:\/\/itakablog.com\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/Ordine-Pubblico-Sicurezza.jpg 614w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-378\" class=\"wp-caption-text\">Tabella 10<\/figcaption><\/figure>\n<p>La sicurezza pubblica \u00e9 cosa importante ma se si considera l\u2019aumento dei crimini nel nostro paese possiamo dire che l\u00e1umento non ha avuto un grosso impatto. La presenza delle forze di Polizia in paesi come la Germania \u00e9 molto pi\u00fa forte nonostante spendano di meno rispetto al loro PIL (1,6%). Un sistema come il nostro che conta ben 6 Forze di Polizia (Carabinieri, Finanza, Polizia Penitenziaria, Polizia Locale, Polizia Forestale e Polizia) pu\u00f3 ovviamente perdere in efficienza e avere anche sovrapposizione di funzioni.<\/p>\n<p><strong>AFFARI ECONOMICI<\/strong><\/p>\n<p>Nella categoria delle attivit\u00e1 economica rientrano gli investimenti per industria, agricoltura, infrastrutture, energia e comunicazione.\u00a0 Gli investimenti a favore dell\u2019Economia sono forse la grossa colpa della nostra classe politica. Il confronto con le altre economie europee come Germania e Francia sono alquanto imbarazzanti. L\u2019Italia in un periodo storico di forte crisi riesce a ridurre gli stimoli\/incentivi\/aiuti all\u2019Economia di un <b>-11,5%<\/b> dal 2007 al 2011 mentre Germania e Francia li hanno aumentati rispettivamente del 14% e del 12%.<\/p>\n<figure id=\"attachment_377\" aria-describedby=\"caption-attachment-377\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/itakablog.com\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/Affari-Economici.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-377 \" alt=\"Affari Economici\" src=\"http:\/\/itakablog.com\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/Affari-Economici-300x121.jpg\" width=\"300\" height=\"121\" srcset=\"https:\/\/itakablog.com\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/Affari-Economici-300x121.jpg 300w, https:\/\/itakablog.com\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/Affari-Economici-500x202.jpg 500w, https:\/\/itakablog.com\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/Affari-Economici.jpg 643w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-377\" class=\"wp-caption-text\">Tabella 11<\/figcaption><\/figure>\n<p>Solo Grecia e Inghilterra hanno fatto peggio di noi ma ovviamente la Grecia non pu\u00f3 essere considerata un buon paragone visti i tagli imposti dall\u2019Europa. Sul totale delle spese l\u2019Italia rimane comunque vicina alla Germania e pi\u00fa alta della Francia ma molto probabilmente questi incentivi non sono andati a segno con la dovuta efficacia.<\/p>\n<p><strong>Agricoltura<\/strong><\/p>\n<p>In Italia \u00e9 abbastanza comune la critica secondo cui non si investe abbastanza nell\u2019Agricoltura. Questo non \u00e9 per\u00f3\u00a0dimostrato dai numeri in quanto l\u2019Italia \u00e9 uno dei paesi che spende di pi\u00fa nell&#8217;Agricoltura sul totale della spesa. Il motivo \u00e9 dovuto al potere delle varie Coldiretti e degli aiuti mirati a determinate aziende (amiche?) e non a tutto il sistema agricolo.<\/p>\n<figure id=\"attachment_376\" aria-describedby=\"caption-attachment-376\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/itakablog.com\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/Affari-Economici-Agricoltura.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-376 \" alt=\"Affari Economici-Agricoltura\" src=\"http:\/\/itakablog.com\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/Affari-Economici-Agricoltura-300x135.jpg\" width=\"300\" height=\"135\" srcset=\"https:\/\/itakablog.com\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/Affari-Economici-Agricoltura-300x135.jpg 300w, https:\/\/itakablog.com\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/Affari-Economici-Agricoltura-500x225.jpg 500w, https:\/\/itakablog.com\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/Affari-Economici-Agricoltura.jpg 596w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-376\" class=\"wp-caption-text\">Tabella 12<\/figcaption><\/figure>\n<p><strong>Trasporti<\/strong><\/p>\n<p>Il capitolo dei trasporti occupa un peso significativo e consistente sul totale della Spesa Pubblica (4%) e degli Affari Economici (57%).<\/p>\n<figure id=\"attachment_375\" aria-describedby=\"caption-attachment-375\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/itakablog.com\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/Affari-Economici-Trasporti.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-375 \" alt=\"Affari Economici-Trasporti\" src=\"http:\/\/itakablog.com\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/Affari-Economici-Trasporti-300x132.jpg\" width=\"300\" height=\"132\" srcset=\"https:\/\/itakablog.com\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/Affari-Economici-Trasporti-300x132.jpg 300w, https:\/\/itakablog.com\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/Affari-Economici-Trasporti-500x220.jpg 500w, https:\/\/itakablog.com\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/Affari-Economici-Trasporti.jpg 598w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-375\" class=\"wp-caption-text\">Tabella 13<\/figcaption><\/figure>\n<p>I tagli fra 2007 e 2011 hanno raggiunto un quasi -8% ma il peso sul totale della spesa rimane comunque pi\u00fa alta rispetto agli altri paesi.<strong> In Italia si spende per i trasporti il doppio rispetto alla Germania<\/strong> e in generale di pi\u00fa rispetto tutti i maggiori paesi europei ad esclusione della Spagna.<\/p>\n<p>Non brilliamo sicuramente per efficienza dei trasporti pubblici e quindi questo capitolo di spesa andrebbe rivisto. Esistono molti investimenti costosi (la TAV per esempio?) ma si spendono troppe risorse per sovvenzionare i costi dei biglietti e questo impatta sul valore totale e sulla qualit\u00e1 del servizio. Nel nostro paese si preferisce sovvenzionare il biglietto piuttosto che cercare di migliorare il servizio con investimenti mirati. Il risultato finale \u00e9 che le infrastrutture non sono paragonabili con quelle degli altri paesi Europei ma il loro costo risulta pi\u00fa alto e il servizio non all\u2019altezza dei soldi spesi. Ridurre i costi dei biglietti grazie a sovvenzioni sposta solo il costo del biglietto nelle tasse ma agli occhi degli osservatori poco attenti potrebbe quasi risultare come un favore del \u201cgovernatore\u201d di turno.<\/p>\n<p><strong>PROTEZIONE DELL\u2019AMBIENTE<\/strong><\/p>\n<p>L&#8217;Italia a detta di molti \u00e9 un paese poco attento all\u2019ambiente e alla natura. I meno attenti ai numeri potrebbe pensare che sia tutto vero invece l\u2019Italia spende pi\u00fa di altri paesi che vengono comunemente considerati dei modelli nella difesa ambientale (Germania per esempio).<\/p>\n<figure id=\"attachment_374\" aria-describedby=\"caption-attachment-374\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/itakablog.com\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/Protezione-Ambiente.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-374 \" alt=\"Protezione Ambiente\" src=\"http:\/\/itakablog.com\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/Protezione-Ambiente-300x135.jpg\" width=\"300\" height=\"135\" srcset=\"https:\/\/itakablog.com\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/Protezione-Ambiente-300x135.jpg 300w, https:\/\/itakablog.com\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/Protezione-Ambiente-500x225.jpg 500w, https:\/\/itakablog.com\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/Protezione-Ambiente.jpg 589w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-374\" class=\"wp-caption-text\">Tabella 14<\/figcaption><\/figure>\n<p>L\u2019Italia ha aumentato fra il 2007 e il 2011 le spese per l\u2019Ambiente di ben un 11% e risulta seconda dopo la Francia per una spesa totale sul PIL del 0,9%. Questo pu\u00f3 suonare alquanto comico considerando che l\u2019Italia non sembra dimostrare invece nella pratica questa attenzione ambientale.<\/p>\n<p><strong>La gestione dei rifiuti <\/strong><\/p>\n<p>Nell\u2019ambito della protezione ambientale rientra anche la gestione dei rifiuti e degli impianti per la fornitura dell\u2019acqua. Entrambe le voci stupiscono in negativo in quanto come si vede dalle tabelle 16 e 17 l\u2019Italia spende molti pi\u00fa soldi per entrambe le voci rispetto, per esempio, alla Germania.<\/p>\n<figure id=\"attachment_373\" aria-describedby=\"caption-attachment-373\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/itakablog.com\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/Protezione-Ambiente-Rifiuti.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-373 \" alt=\"Protezione Ambiente-Rifiuti\" src=\"http:\/\/itakablog.com\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/Protezione-Ambiente-Rifiuti-300x134.jpg\" width=\"300\" height=\"134\" srcset=\"https:\/\/itakablog.com\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/Protezione-Ambiente-Rifiuti-300x134.jpg 300w, https:\/\/itakablog.com\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/Protezione-Ambiente-Rifiuti-500x224.jpg 500w, https:\/\/itakablog.com\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/Protezione-Ambiente-Rifiuti.jpg 582w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-373\" class=\"wp-caption-text\">Tabella 15<\/figcaption><\/figure>\n<p>Dopo aver dimostrato la nostra efficienza nella gestione, raccolta e smaltimento dei rifiuti in realt\u00e1 ad esempio come Napoli, ci scopriamo a spendere ben 2 Miliardi in pi\u00fa all&#8217;anno rispetto alla Germania. Abbiamo aumentato le nostre spese nello smaltimento dei rifiuti di un +26% dal 2007 al 2011 e un +40% se calcolate sul PIL. Questi valori suonano tristemente comici considerando i risultati finali della gestione dei rifiuti in Italia.<\/p>\n<p><strong>l\u2019Acqua bene comune<\/strong><\/p>\n<p>I sostenitori del referendum 2011 usavano questo motto per la difesa della gestione pubblica del sistema idrico. Molto probabilmente perch\u00e9 erano soddisfatti del livello di servizio offerto da un sistema idrico che perde circa il 30% delle acque dalle sue tubature. A detta di molti era da difendere a spada tratta.<\/p>\n<p>I valori di spesa della seguente tabella ci fanno capire che forse la gestione pubblica non \u00e9 probabilmente la migliore (se comparata con la media Europea) in termini di risparmio.<\/p>\n<figure id=\"attachment_371\" aria-describedby=\"caption-attachment-371\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/itakablog.com\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/Protezione-Ambiente-Rete-Idrica.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-371 \" alt=\"Protezione Ambiente-Rete Idrica\" src=\"http:\/\/itakablog.com\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/Protezione-Ambiente-Rete-Idrica-300x135.jpg\" width=\"300\" height=\"135\" srcset=\"https:\/\/itakablog.com\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/Protezione-Ambiente-Rete-Idrica-300x135.jpg 300w, https:\/\/itakablog.com\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/Protezione-Ambiente-Rete-Idrica-500x225.jpg 500w, https:\/\/itakablog.com\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/Protezione-Ambiente-Rete-Idrica.jpg 579w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-371\" class=\"wp-caption-text\">Tabella 16<\/figcaption><\/figure>\n<p>L\u2019Italia spende ben <b>800 Milioni<\/b> in pi\u00fa rispetto alla Germania per un sistema idrico che <strong>perde ben 2,61 miliardi di metri cubi l\u2019anno<\/strong>. Inoltre la popolazione Italiana \u00e9 minore per un 35% rispetto a quella Tedesca e questo fattore non pu\u00f3 che peggiorare il paragone sul lato delle spese. Se la Germania spende 10E per ogni cittadino, l\u2019Italia riesce invece a spenderne ben 44E. Quindi abbiamo una rete di distribuzione idrica che costa 4 volte di pi\u00fa nonostante sia il 30% meno efficiente. Un buon risultato direi.<\/p>\n<p>Interessante anche lo spaccato sul <strong>trattamento delle acque reflue<\/strong> ovvero il trattamento delle acque di scarto urbane e industriali per rimuovere le componenti contaminanti organiche e inorganiche. Il trattamento delle acque reflue serve per evitare le contaminazioni da inquinamento di terreni, fiumi, mari, laghi.<\/p>\n<figure id=\"attachment_372\" aria-describedby=\"caption-attachment-372\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/itakablog.com\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/Protezione-Ambiente-Acque-reflue.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-372 \" alt=\"Protezione Ambiente-Acque reflue\" src=\"http:\/\/itakablog.com\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/Protezione-Ambiente-Acque-reflue-300x137.jpg\" width=\"300\" height=\"137\" srcset=\"https:\/\/itakablog.com\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/Protezione-Ambiente-Acque-reflue-300x137.jpg 300w, https:\/\/itakablog.com\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/Protezione-Ambiente-Acque-reflue-500x229.jpg 500w, https:\/\/itakablog.com\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/Protezione-Ambiente-Acque-reflue.jpg 587w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-372\" class=\"wp-caption-text\">Tabella 17<\/figcaption><\/figure>\n<p><strong>L\u2019Italia riesce a spendere ben 4 Miliardi in meno rispetto alla Germania<\/strong> per il trattamento delle acque reflue. Molto probabilmente nel nostro paese non si inquina pi\u00fa e le cosiddette acque grigie sono forse persino potabili.<\/p>\n<p>Questo \u00e9 il risultato della \u201cgestione Pubblica\u201d\u2026 Acqua bene comune, se \u00e9 un bene cos\u00ed importante perch\u00e9 sprecarlo o gestirlo in questo modo? ma sopratutto perch\u00e9 le persone nonostante la rovinosa gestione pubblica continuano ad inneggiare al suo successo? Probabilmente \u00e9 conveniente farlo rientrare fra i misteri della fede.<\/p>\n<p>Certo \u00e9 difficile privatizzare un bene come l\u2019acqua che per sua natura non pu\u00f3 essere a libero mercato ma chiedere un p\u00f3 pi\u00fa di cura da parte del Servizio Pubblico non sarebbe male. I referendum dimostrano di non cambiare nulla anzi, insabbiano i veri problemi.<\/p>\n<p><strong>\u00a0CULTURA <\/strong><\/p>\n<p>Nonostante l\u2019Italia sia una meta tradizionale del turismo culturale la nostra spesa pubblica non sembra voler valorizzare le caratteristiche intrinseche del nostro paese. Gi\u00e1 nel 2007 non eravamo fra i primi paesi ad investire nella cultura. Con la crisi e la cura dimagrante di <b>Tremonti<\/b> dal 2007 al 2011 le spese dedicate alle attivit\u00e1 ricreative si sono ridotte di ben il 54% facendo classificare l\u2019Italia come la peggiore in Europa. Se si considera il peso del turismo culturale in Italia si pu\u00f3 tranquillamente affermare che forse il taglio non fosse dei pi\u00fa ragionati ma un puro conteggio da ragioniere quale \u00e9 Giulio Tremonti.<\/p>\n<figure id=\"attachment_366\" aria-describedby=\"caption-attachment-366\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/itakablog.com\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/Attivit\u00e1-ricreative-e-di-culto.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-366 \" alt=\"Attivit\u00e1 ricreative e di culto\" src=\"http:\/\/itakablog.com\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/Attivit\u00e1-ricreative-e-di-culto-300x127.jpg\" width=\"300\" height=\"127\" srcset=\"https:\/\/itakablog.com\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/Attivit\u00e1-ricreative-e-di-culto-300x127.jpg 300w, https:\/\/itakablog.com\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/Attivit\u00e1-ricreative-e-di-culto-500x212.jpg 500w, https:\/\/itakablog.com\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/Attivit\u00e1-ricreative-e-di-culto.jpg 614w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-366\" class=\"wp-caption-text\">Tabella 18<\/figcaption><\/figure>\n<p><strong>Che Dio ci benedica (tanto) \u2013 Le Spese Religiose <\/strong><\/p>\n<p>Nel capitolo di spesa delle attivit\u00e1 ricreative rientrano anche i servizi religiosi. E\u2019 curioso vedere quanto l\u2019Italia si distingua in questo capitolo e quanto i forti tagli alla spesa non abbiano minimamente sfiorato le spese religiose. Queste spese sono invece aumentate in un periodo di forte crisi.<\/p>\n<figure id=\"attachment_365\" aria-describedby=\"caption-attachment-365\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/itakablog.com\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/Attivit\u00e1-ricreative-e-di-culto-Servizi-religiosi.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-365 \" alt=\"Attivit\u00e1 ricreative e di culto-Servizi religiosi\" src=\"http:\/\/itakablog.com\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/Attivit\u00e1-ricreative-e-di-culto-Servizi-religiosi-300x136.jpg\" width=\"300\" height=\"136\" srcset=\"https:\/\/itakablog.com\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/Attivit\u00e1-ricreative-e-di-culto-Servizi-religiosi-300x136.jpg 300w, https:\/\/itakablog.com\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/Attivit\u00e1-ricreative-e-di-culto-Servizi-religiosi-500x227.jpg 500w, https:\/\/itakablog.com\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/Attivit\u00e1-ricreative-e-di-culto-Servizi-religiosi.jpg 574w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-365\" class=\"wp-caption-text\">Tabella 19<\/figcaption><\/figure>\n<p>Nella tabella si pu\u00f3 vedere come l\u2019Italia \u00e9 il paese che spende il maggior numero di soldi per la Chiesa Cattolica (sarebbe ingiusto parlare di spesa per tutte le religioni). Spendiamo 4 volte di pi\u00fa delle Germania e fa riflettere che su un totale di 8 Miliardi di spesa per le attivit\u00e1 ricreative e culturali ben 2 Miliardi (25%) sono destinati alla religione.<\/p>\n<p>Mentre la maggior parte delle spese per la cultura \u00e9 diminuito del 56% \u00e9 in qualche modo strano (e ingiusto)\u00a0 vedere le spese religiose aumentare dello 0,6% partendo comunque da cifre molto alte in confronto agli altri paesi Europei.<\/p>\n<p><strong>CONCLUSIONI<\/strong><\/p>\n<ul>\n<li>La Spesa pubblica Italiana non si distingue negativamente in nessuna delle sue voci se paragonata agli altri paesi Europei. Spesso le negativit\u00e1 si rivelano quando comparate con il PIL del paese.<\/li>\n<li>L\u2019Italia non \u00e9 il paese Europeo peggiore in termini di Spesa Pubblica totale<\/li>\n<li>I Costi dell\u2019apparato esecutivo pubblico sono i pi\u00fa alti d\u2019Europa se considerati rispetto al PIL (2,5%). In termini assoluti solo la Germania spende di pi\u00fa ma va considerato anche la differenza in termini di popolazione.<\/li>\n<li>I tanto criticati \u201cFinanziamenti ai partiti\u201d o i costi degli organi quali Parlamento non sono rilevanti se paragonati ai costi totali della politica. I finanziamenti anche se discutibili non spostano la spesa pubblica se non per un misero 0,076%.<\/li>\n<li>I tanto acclamati tagli alla salute non hanno riscontro pratico nei numeri. La spesa sanitaria \u00e9 aumentata. E\u2019 pi\u00fa utile rivedere la sua efficienza piuttosto che il suo costo totale.<\/li>\n<li>I tagli all\u2019Istruzione sono stati molto forti dal 2007 al 2011 degradando un sistema che invece aveva bisogno di rinforzi in un periodo di crisi. Nemmeno la Grecia ha tagliato come noi sull&#8217;Istruzione.<\/li>\n<li>Il Welfare \u00e9 il capitolo di spesa che copre oltre il 40% del totale ecco perch\u00e9 \u00e9 la ragione per cui \u00e9 stato ritoccato prima di altri<\/li>\n<li>Le Spese militari sono aumentate di ben il 14% senza forse un grosso giustificativo in questo periodo di crisi.<\/li>\n<li>L\u2019Italia ha drammaticamento tagliato gli investimenti economici proprio nel periodo in cui servivono di pi\u00fa.<\/li>\n<li>L\u2019Italia riesce a spendere in proporzione di pi\u00fa della Germania nei trasporti pubblici.<\/li>\n<li>L\u2019Italia \u00e9 uno dei paesi che spende di pi\u00fa nella protezione dell\u2019ambiente nonostante non si vedano i risultati che giustificano lo sforzo economico.<\/li>\n<li>L\u2019Italia riesce a spendere 2 Miliardi in pi\u00fa per la gestione dei rifiuti. Pensiamo a Napoli e facciamoci un&#8217;amara risata.<\/li>\n<li>\u201cL\u2019acqua bene comune\u201d rimane solo un bel motto promozionale ma non \u00e9 dimostrato dai fatti. L\u2019Italia riesce a sprecare il 30% delle acque potabili spendendo 4 volte quello che spende la Germania.<\/li>\n<li>I dati non includono la manovra Monti<\/li>\n<li>L&#8217;idea del post \u00e9 tratta dal seguente <a href=\"http:\/\/noisefromamerika.org\/articolo\/come-dove-ridurre-spesa-pubblica-esercizio-benchmarking\">articolo<\/a>.<\/li>\n<\/ul>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I numeri e le statistiche non sono mai un dettaglio ma un modo efficacie per analizzare e confrontare concretamente diversi fenomeni. In Italia purtroppo i numeri non hanno cittadinanza e\u00a0latitano soprattutto nel dibattito economico\/politico. Il soggetto SPESA PUBBLICA \u00e9 diventato recentemente una materia molto dibattuta sopratutto nel merito dei cosidetti \u201cSprechi\u201d. La Spesa Pubblica \u00e9 &hellip; <\/p>\n<p class=\"link-more\"><a href=\"https:\/\/itakablog.com\/?p=363\" class=\"more-link\">Continue reading<span class=\"screen-reader-text\"> &#8220;Quanto costa l&#8217;Italia? Analisi della Spesa Pubblica 2007-2011 e confronto con gli altri paesi Europei&#8221;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"gallery","meta":{"om_disable_all_campaigns":false,"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"_uf_show_specific_survey":0,"_uf_disable_surveys":false,"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[39],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/itakablog.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/363"}],"collection":[{"href":"https:\/\/itakablog.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/itakablog.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/itakablog.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/itakablog.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=363"}],"version-history":[{"count":7,"href":"https:\/\/itakablog.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/363\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":390,"href":"https:\/\/itakablog.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/363\/revisions\/390"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/itakablog.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=363"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/itakablog.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=363"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/itakablog.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=363"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}