{"id":509,"date":"2013-06-19T08:37:02","date_gmt":"2013-06-19T08:37:02","guid":{"rendered":"http:\/\/itakablog.com\/?p=509"},"modified":"2013-06-19T16:12:05","modified_gmt":"2013-06-19T16:12:05","slug":"telecom-italia-la-nuova-alitalia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/itakablog.com\/?p=509","title":{"rendered":"Telecom Italia: la nuova Alitalia"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/itakablog.com\/?attachment_id=510\" rel=\"attachment wp-att-510\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Telecom-Italia-650x245\" src=\"http:\/\/itakablog.com\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/06\/Telecom-Italia-650x245-300x113.jpg\" width=\"300\" height=\"113\" \/><\/a>\u00a0 \u00a0 \u00a0Ed eccoci nuovamente di fronte ad un altro caso di intervento pubblico a \u201csostegno\u201d dell\u2019economia. Un altro esempio di come in Italia si continui a pensare che lo Stato possa e debba intervenire in ogni settore economico con le sue formule magiche. Adesso tocca allo scorporo di rete di Telecom Italia (TI).<\/p>\n<p>Come era successo per Alitalia lo Stato sembra voler intervenire per alleviare i debiti di un\u2019azienda \u201cdi interesse nazionale\u201d. In Alitalia si era creata la cosiddetta \u201cBad Company\u201d con i suoi debiti che veniva acquisita dallo Stato quindi con i nostri soldi pubblici. C\u2019era chi ai tempi si era opposto ad un\u2019acquisizione da parte di Air France per difendere la \u201ccompagnia di bandiera\u201d e la sua italianit\u00e1. Si cre\u00f3 un contorto meccanismo di scorporo che come risultato finale non fece altro che far pagare ai contribuenti il costo di una malagestione decennale. In Italia sfortunatamente esiste sempre questa leggenda tale per cui il mercato \u00e9 cattivo e quindi per arginare questa aggressione dall\u2019esterno (che in paesi evoluti si chiama Economia di libero mercato) si fa ricorso al contribuente.<\/p>\n<p>Adesso tocca a Telecom Italia (TI) che naviga a vista sommersa da debiti che sembrano toccare i 25 Miliardi, quasi pi\u00fa alti del suo valore di mercato. L\u2019idea approvata dal Consiglio di Amministrazione Telecom \u00e9 quella di vendere l\u2019infrastruttura di rete fissa (udite, udite) alla Cassa Depositi e Prestiti cio\u00e9 allo Stato, cio\u00e9 a noi. In pratica lo Stato acquista l\u2019infrastruttura di Telecom Italia per alleggerire l\u2019operatore dal suo disastroso bilancio. Ovviamente il problema non viene risolto ma dilazionato nel tempo perch\u00e9 solo una forte ristrutturazione dell\u2019azienda pu\u00f3 alleviare i suoi problemi. Ma si s\u00e1, in Italia non \u00e9 permesso alleggerire le aziende, molto meglio farle pagare a tutti.<\/p>\n<p>Analogia con Alitalia \u00e9 l\u2019interessamento dell\u2019operatore mobile Cinese H3G (conosciuto in Italia col nome di \u201c3\u201d) che sembrava voler investire ed acquisire parte dell\u2019operatore nazionale. Esiste una moderata convinzione che questo possa essere il motivo dietro a questa operazione \u201cAlitalia 2\u201d. Come il passato ci insegna quando investitori stranieri sono interessati ad aziende nazionali si cerca ogni soluzione per evitarlo a costo di mettere tutto sul conto di una popolazione stremata da crisi e rigore fiscale. Difficile da comprenderne quali siano i meccanismi che guidano queste scelte ma con molta probabilit\u00e1 basta guardare alla solita incapacit\u00e1 di una classe politica dirigente che come sempre distrugge la gi\u00e1 debole economia di un paese sofferente.<\/p>\n<p>L\u2019operazione scorporo di TI\u00a0 sembra avere un volume che oscilla fra gli 8 e i 14 Miliardi di Euro. Il Valore dell\u2019infrastruttura (e personale) venduta alla Cassa Depositi e Prestiti. Se si pensa che recentemente il nostro (incapace) Governo non riesce a trovare 2 Miliardi per evitare l\u2019aumento dell\u2019IVA di Luglio risulta curioso immaginare che ci siano nello stesso periodo acquisizioni Statali per valori 4-6 volte maggiori. Magia delle 3 carte.<\/p>\n<p>In pratica in un periodo di forte crisi di debito si decide di muovere un passivo privato entro un debito pubblico gi\u00e1 insostenibile il tutto per puri conteggi finanziari. Se il debito di Telecom Italia \u00e9 il risultato storico (come per Alitalia) di gestioni fallimentari invece di fare ricorso al mercato libero e trovare qualche nuovo investitore (privato) si preferisce mettere tutto a carico del contribuente.<\/p>\n<p>In questo caso il progetto appare ancora pi\u00fa ridicolo per i seguenti motivi:<\/p>\n<ul>\n<li>Gli investimenti che Telecom Italia ha fatto sulla sua rete sono stati ovviamente gi\u00e1 ammortizzati negli anni e quindi questo ipotetico prezzo di mercato non \u00e9 il reale valore della rete. Ma mica si possono fare le pulci sui prezzi, tanto sono solo soldi pubblici.<\/li>\n<li>Telecom Italia \u00e9 nata come operatore a controllo Statale e quindi la rete nazionale \u00e9 stata costruita (e pagata) grazie alla tassazione sugli Italiani. Acquistarla nuovamente con una nuova generazione di contribuenti \u00e9 alquanto ridicolo.<\/li>\n<li>Possiamo dire che i nostri nonni hanno pagato questa infrastruttura poich\u00e9 costruita con i loro soldi (e qualche investimento straniero). I nostri genitori l\u2019hanno continuata a pagare con i vari canoni e traffico telefonico. La nostra generazione la ricompra nuovamente con un prezzo a \u201ckilometri zero\u201c e i nostri figli come sempre si pagheranno i debiti futuri che questa operazione generer\u00e1. Il cittadino sempre al primo posto \u2026 come sovvenzionatore.<\/li>\n<\/ul>\n<p>L\u2019amara realt\u00e1 italiana \u00e9 che gi\u00e1 si sentono commenti in cui si difende l\u2019operazione come investimento per il futuro delle telecomunicazione. Affermazioni che non fanno altro che aumentare il disappunto e la rabbia sull\u2019operazione.<\/p>\n<p>L\u2019Italia \u00e9 il paese pi\u00fa \u201cliberista\u201d fra quelli \u201csocialisti\u201d. Lo dico perch\u00e9 spesso queste operazioni vengono quasi sempre promosse come liberalizzazioni (statali e socialiste) del mercato. Un contro senso \u00a0tipico Italiano dove operazioni di puro intervento statale vengono spesso rivendute come rivoluzioni liberali. Siamo sempre alla ricerca della liberalizzazione ma invano riusciamo ad immaginare quale beneficio alla competizione questo scorporo possa portare come invece i suoi ideatori vogliono farci credere.<\/p>\n<p>Quello che molti annunciano come rivoluzione \u00e9 il fatto che questa nuova rete (indipendente da TI?) sar\u00e1 a disposizione di tutti gli operatori di telecomunicazione fissa e mobile che la potranno utilizzare per fornire nuovi servizi con prezzi pi\u00fa competitivi e aumentando la loro copertura.<\/p>\n<p>Peccato che sull&#8217;argomento siano stati spesi gi\u00e1 molti anni in tentativi di accordo fra i vari operatori per costruire una rete condivisa. Sembra che proprio Telecom Italia per mantenere il proprio ruolo di operatore dominante (in termini di infrastruttura) non abbia mai cercato attivamente di concludere questo accordo. Difficile aspettarsi che adesso ci sia stato un ripensamento cos\u00ed repentino. Una prova a favore di questa tesi sta nel fatto che recentemente Wind, Vodafone e Fastweb hanno unito i loro sforzi sugli investimenti in infrastruttura creando un consorzio insieme a Metroweb (fornitore nazionale di connettivit\u00e1 in fibra ottica). Questo il risultato dopo anni di discussioni aperte con TI e le auorit\u00e1 garanti delle Comunicazioni (AgiCom) mai concretizzata in un\u2019infrastruttura condivisa ma sfociata in un accordo privato fra gli operatori alternativi. Potrebbe essere forse la prova che questo scorporo non avr\u00e1 la destinazione che tutti profetizzano?<\/p>\n<p>\u00c9 facile aspettarsi che questa nuova azienda di infrastruttura non sar\u00e1 a disposizione di tutti gli operatori sul mercato ma manterr\u00e1 un forte legame con TI. Molto probabilmente TI ne manterr\u00e1 il controllo senza per\u00f3 averne a bilancio i costi e i debiti. Le solite scatole cinesi pubbliche, un altro pessimo esempio di finanza creativa pubblica a carico dei cittadini. (ma non erano i mercati quelli subdoli e cattivi?)<\/p>\n<p>Molto probabilmente interverranno anche i soliti sindacati che difenderanno l\u2019operazione come un salvataggio dei lavoratori di TI. Un\u2019altra presa in giro poich\u00e9 non sono le flebo pubbliche che mantengono in vita i cadaveri. Se un\u2019azienda \u00e9 sovradimensionata per il suo mercato non sono le sovvenzioni a carico di tutti che cambiano la situazione. Oltretutto il denaro dedicato al salvataggio di TI \u00e9 automaticamente sottratto ad investimenti su altri mercati che forse potevano essere pi\u00fa produttivi. Come sempre l\u2019idea Italiana di salvare posti di lavoro che non hanno pi\u00fa un lavoro non fa altro che distruggere indirettamente risorse in altri settori.<\/p>\n<p>Ai gestori pubblici questo per\u00f3 non interessa, n\u00e9 ai cari sindacati che di economia hanno sempre avuto una visione alquanto contorta ma tristemente condivisa dall\u2019opinione pubblica. Nulla verr\u00e1 salvato se un mercato si \u00e9 ridotto in volumi rispetto al passato, prima o poi richieder\u00e1 alle sue aziende di ridursi.<\/p>\n<p>Nonostante questa verit\u00e1, esiste in Italia una credenza condivisa in questo \u201cLiberismo Socialista\u201d che viene promosso da tutte le forze politiche DX, SX e Movimenti vari. Ognuno con la propria formula ma tutti con la stessa sostanza: Stato ovunque.<\/p>\n<p>Straordinario \u00e9 cercare di comprendere come nessuno riesca a capire che ogni euro pubblico \u00e9 generato da una tassazione privata. Ogni Euro investito in pseudo operazioni di Finanza Pubblica non \u00e9\u00a0 altro che una risorsa estorta alla collettivit\u00e1. L\u2019Italia \u00e9 il paese in cui si urla ai costi della politica ma si crede in queste operazioni. Perch\u00e9 ci scandalizziamo dei finanziamenti alla politica ma non battiamo ciglio di fronte a questi finanziamenti ad aziende private a controllo pubblico?<\/p>\n<p>Perch\u00e9 privatizzare \u00e9 sempre male mentre acquisire pubblicamente debiti privati \u00e9 sempre positivo?<\/p>\n<p>Perch\u00e9 Marchionne ha sempre rubato i nostri soldi con le sovvenzioni mentre Telecom \u00e9 un bene pubblico?<\/p>\n<p>Mi manca il collegamento logico che unisce questi elementi ma penso che prima di tutto manchi uno stabile collegamento fra il cervello e la bocca. Un problema alla radice.<\/p>\n<p>In ogni caso buon Internet per tutti. Per il momento solo una cosa \u00e9 certa: si paga la connessione anche senza avercela.<\/p>\n<p><em><strong>Aggiornamento Alitalia<\/strong><\/em>: La questione non \u00e9 stata risolta, anzi. L&#8217;azienda non \u00e9 mai stata risanata (nemmeno la &#8220;good company&#8221;). Proprio oggi <a href=\"http:\/\/phastidio.net\/2013\/06\/19\/la-bara-di-sistema\/#more-9302\">leggo<\/a>\u00a0(@ Phastidio.net)\u00a0la liberista notizia che forse interverranno le Ferrovie di Stato per risanare nuovamente Alitalia.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00a0 \u00a0 \u00a0Ed eccoci nuovamente di fronte ad un altro caso di intervento pubblico a \u201csostegno\u201d dell\u2019economia. Un altro esempio di come in Italia si continui a pensare che lo Stato possa e debba intervenire in ogni settore economico con le sue formule magiche. Adesso tocca allo scorporo di rete di Telecom Italia (TI). Come &hellip; <\/p>\n<p class=\"link-more\"><a href=\"https:\/\/itakablog.com\/?p=509\" class=\"more-link\">Continue reading<span class=\"screen-reader-text\"> &#8220;Telecom Italia: la nuova Alitalia&#8221;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"gallery","meta":{"om_disable_all_campaigns":false,"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"_uf_show_specific_survey":0,"_uf_disable_surveys":false,"footnotes":""},"categories":[6,11],"tags":[39,41],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/itakablog.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/509"}],"collection":[{"href":"https:\/\/itakablog.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/itakablog.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/itakablog.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/itakablog.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=509"}],"version-history":[{"count":6,"href":"https:\/\/itakablog.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/509\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":515,"href":"https:\/\/itakablog.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/509\/revisions\/515"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/itakablog.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=509"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/itakablog.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=509"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/itakablog.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=509"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}