Cos’é Itaka?

Itaka é l’isola virtuale in cui scrivere i miei pensieri quasi casuali.

Non mi sento Ulisse nel suo eterno viaggio e nemmeno penso di avere molto in comune con le qualitá letterarie di Omero; Itaka rappresenta solo il mondo visto dai miei occhi e tradotto dalla mia testa. Più che un viaggiatore sono sempre stato un po’ nomade e nella mia vita ho visto cambiare spesso la geografia attorno a me. Itaka suona un po’ come la ricerca del luogo migliore in cui vivere, quel luogo che regala pace e serenità, quel luogo che ancora sto cercando.

Ma la K?

Ha un suo motivo ben preciso ed é forse il significato principale di ItaKa. Durante la Prima Guerra Mondiale la parola ItaKa era usata ,da parte degli Austriaci, per identificare gli Italiani; era l’abbreviazione di ITAlienischer KAmerad. Negli anni 70 in piena emigrazione verso la Germania il termine si è trasformato in una nuova versione con la quale i Tedeschi, in maniera non proprio positiva, chiamavano gli immigrati Italiani: Itaker, che in tedesco si pronuncia appunto Itak-a. Per trovare una similitudine, nel mio caro Piemonte,  esiste una parola simile usata per identificare in maniera non propriamente educata le persone di origini meridionali: Napuli. Un modo per raggruppare tutti gli emigranti del Sud in un Super gruppo proveniente da Napoli; cosí era ai tempi in cui molte persone dal Sud avevano lasciato le loro terre alla ricerca di un lavoro nel nord Industriale. Questo forse é un po’ il significato che aveva Itaker ai tempi degli immigrati Italiani negli anni 60 anche loro alla ricerca di fortuna in Germania e anche loro identificati nel Super gruppo degli Itaker. Adesso i termini hanno ovviamente perso di importanza nell’uso quotidiano non tanto per un’evoluzione positiva culturale delle persone ma perché l’immigrato arriva da luoghi diversi e non piú da Napuli e anche il vocabolario si é quindi aggiornato di conseguenza sia in Italia che in Germania.

Vivo ormai da un po’ di anni in Germania e Itaka rispecchia al meglio la mia  attuale condizione di immigrato e straniero; nessuno, sia ben chiaro, mi ha mai chiamato Itaker né mi ha mai rivolto espressioni negative ma nonostante questo é impossibile non considerare il mio status di straniero in questa terra; mi sento più Itaker che Italiano.

La Germania é la mia gabbia d’oro da cui non riesco ancora a scappare. Tutto perfetto, tutto organizzato, tutto da manuale ma il paese mi sta stretto, non mi calza; una sensazione da Itaker che nutre la speranza di rientrare prima o poi nella sua amata ITA-ca. (sperando in tempi meno sospetti di Ulisse).

Cosa si scrive su Itaka?

Di tutto un po’, un po’ del mondo visto dai miei occhi, giudizi e commenti su soggetti che ritengo vadano puntualizzati o anche solo diffusi. Un po’ di avventure dalla Krautonia e perché anche un pó di aneddoti sulla Cina e sui cinesi visto che dalle 9:00 alle 18:00 sono completamente immerso in questa realtá asiatica. Pensavo di andare a lavorare in Germania e invece mi ritrovo a Pechino dal Lunedí al Venerdí orario d’ufficio. Questo colorato mondo di Wurst,Kraut & Involtini primavera vale la pena di essere raccontato e condiviso.

Contacts: itakablog@gmail.com