La sco-Reggia di Caserta

Reggia caserta

Esiste un luogo meraviglioso dove tutti rimangono a bocca aperta alla sola vista come spesso accade in Italia. Un luogo patrimonio dell’Unesco e simbolo della grandezza Borbonica di un tempo. Un Palazzo reale incantevole che nulla ha da invidiare ad una Versailles Francese. Un luogo fantastico dove i turisti fanno code di quasi 3 ore per riunioni sindacali, dove politici in aria di camorra usano i suoi meravigliosi giardini per il loro jogging quotidiano oppure dove esistono 12 famiglie che vivono all’interno dei suoi meravigliosi giardine per affitti che vanno da 5 ai 15 Euro al mese. Un Palazzo reale del 1700 dove ovviamente deve esistere al suo interno una Scuola Sottouffciali dell’ Aereonautica e vicino ai suoi gioielli storici perché non parcheggiarvi anche uno storico F104 oppure un Tornado?

Reggia di Caserta e Scuola sottoufficiali

Insomma un altro fiore all’occhiello Italiano che meglio rappresenta lo stupro del patrimonio culturale perpetrato alle nostre infinite ereditá di un passato ormai sempre piú remoto.

Negli ultimi giorni la Reggia di Caserta é stata palcoscenico di un’attivissima lotta sindacale indirizzata alla difesa di privilegi intoccabili come sempre accade.  La Reggia é sempre stata protagonista in negativo nella sua gestione un pó approssimata. Le solite ristrutturazioni tropppo lunghe e con costi che si moltiplicano, la mala gestione turistica del bene e la solita fatica a monetizzare turisticamente il patrimonio etc.

Questa volta i sindacati pubblici sono peró andati un pó troppo oltre arrivando anche a stuzzicare il Presidente del Consiglio e a stimolare ovviamente le critiche anche delle proprie gerarchie sindacali.

Ma cosa ha scatenato tutta questa lotta sindacale? L’arrivo del nuovo Direttore generale Mauro Felicori, un bolognese assegnato direttamente dal ministero e probabilmente fuori dal “controllo locale”. Il nuovo direttore é in carica da circa 5 mesi e in questo breve periodo é riuscito a scatenare la rabbia dei sindacati che a mio modo di vedere rappresenta solo una cosa.

Ma cosa avrá mai fatto questo direttore in 5 mesi? un Breve elenco:

Risultati operativi:

  • +16% dei visitatori nel 2015 rispetto al 2014
  • +20% degli incassi nel 2015 rispetto al 2014
  • Visite a Febbraio 2016 +70% e incassi raddoppiati rispetto allo stesso mese del 2015

Ristrutturazioni organizzative

  • Vietato l’utilizzo di auto proprie da parte dei 150 addetti alla vigilanza che potranno spostarsi solo con mezzi della Reggia
  • Spostamento di mansione per alcuni dei 230 dipendenti
  • Abolizione del giorno di chiusura

….Sembra addirittura voglia ristrutturare il servizio per migliorarlo.

Dopo questo elenco é ovvio che i sindacati pubblici si siano ribellati, no? La richiesta é evidente … lavorare la risposta é ancora piú ovvia, no.

Cosí le organizzazioni sindacali hanno scritto direttamente al ministero dei beni culturali per denunciare l’operato del nuovo direttore accusandolo di:

  • Non seguire le regole di sicurezza della struttura
  •  Di aver spostato personale di vigilanza a compiti amministrativi senza una “contrattazione”
  • Di aver organizzato eventi nei locali della Reggia utilizzando del personale oltre l’orario di lavoro e senza aver prima comunicato il tutto alle organizzazioni sindacali
  • Di non aver ancora adeguato il sistema di rilevamento delle timbrature giornaliere come rischiesto.

Il comunicato si dispiace infine di rilevare che alla fine dei 5 mesi di attivitá del nuovo direttore:

  • Si insiste nel NON rispettare le regole
  • C’é una completa anarchia del personale di accoglienza e vigilanza
  • Il direttore permane nella struttura fino a tarda ora, senza che nessuno abbia comunicato e predisposto il servizio per tale permanenza. Tale comportamento mette a rischio l’intera struttura museale
  •  Gli orari degli uffici Amministrativi sono stati estesi dalle 7:00 alle 18:30 e questa ampia fascia oraria non garantisce la normale gestione dell’utenza

Qui trovate il testo originale.

Insomma mai provare a cambiare, mai provare a chiedere qualche sforzo aggiuntiv

Tutti i giornali hanno riempito ovviamenti le loro pagine di commenti negativi sulla vicenda e persino Susanna Camusso ha criticato la lettera. Il Premier Renzi ha ovviamente sfruttato la situazione per esporsi mediaticamente contro “i fannulloni”.

L’evento non puó che far riflettere: Se un dirigente statale si permette di stare in ufficio piú a lungo perché deve esistere un sindacato che lo accusa di mettere in pericolo tutta la sicurezza dell’intera struttura? Se un dirigente pubblico cerca di cambiare (immagino per ottimizzare) la sua struttura perché deve esistere un’organizzazione sindacale che si permette di radiografare qualunque cambiamento?

Non ho numeri, né documenti, né testimoni per dimostrare che si difendano privilegi o condizioni lavorative favorevoli ma ammetto che tutto mi fa pensare in questa direzione.

Come ha scritto giustamente l’Huffington Post: Perché nessuno ha mai scritto una lettera in cui si evidenziavano i rischi di sicurezza della struttura quando l’allora esponente politico Nicola Cosentino possedeva le chiavi del parco nel quale poteva accedere liberamente per fare jogging? La sicurezza forse non era un problema per un politico che attualmente é rinchiuso nel carcere di Terni per la sua lunga lista di accuse di corruzione, riciclaggio di rifiuti tossici e collusioni varie con la camorra? Perché nessun rappresentante sindacale ha mai scritto qualcosa a riguardo?

Ripeto: Non ho prove ma sicuramente un dubbio immenso che nessuno mi toglierá mai. Mai chiedere di lavorare a chi non é capace, mai cambiare quello che non funziona, il non funzionamento é parte del piano.

A riprova dei miei dubbi ho le prove di aver ragione.

reggia manifesto

Chiedetevi perché nessuno investe in Italia?

La crescita Italiana non c’é ma in ogni caso ringraziate Marchionne che ci ha salvato i conti

Il 1mo Marzo 2016 l’ISTAT ha rilasciato i dati sulla crescita del PIL Italiano del 2015. Non c’é molto da dire il valore di crescita (2015 su 2014) dello 0,8% é piú basso rispetto alle roboanti dichiarazioni di chi vede un nuovo miracolo Italiano.

Il miracolo penso sia chiaro ancora non é arrivato e siamo ben lontani dai valori storici e  sopratutto lontani dagli altri paesi Europei che giá non brillano.

Ascoltando la puntata del 5 di Marzo dei Conti della Belva su Radio 24 é emerso un dato molto interessante su questa Non-crescita Italiana. Il contributo arriva dal sempre attento Mario Seminerio che ci evidenzia lo spaccato del contributo a questo valore dell’0,8%.

Il valore di crescita finale é stato poi corretto ad un ancora peggiore 0,6% poiché nel 2015 si sono lavorati 3 giorni in piú e la normalizzazione dei valori ha portato quindi ad un dato peggiorativo ma non é questo il soggetto del post. Rimanendo comunque sullo 0,8% lordo (dato che comunque viene considerato in sede Eurostat) é interessante vedere le componenti che hanno contribuito maggiormente a questo valore.

Qui sotto la tabella riassuntiva del report di ISTAT.

Controbuti alla crescita del PIL

Tutto il valore della crescita é composto da una domanda nazionale del 0,5% e da un’aumento delle scorte dello 0,5%. La domanda estera riduce di una componente dello 0,3% e per arrotondamenti si arriva al fantomatico 0,8%.

Senza entrare nel merito dei tecnicismi ma facendo alcune considerazioni la crescita Italiana ha una componente dello 0,6% composto da investimenti e scorte (beni prodotti e non ancora venduti). Lo 0,6% pesa per il 75% del totale della crescita ovvero un valore non trascurabile.

L’ISTAT rilascia una nota in merito:

“La crescita in volume degli investimenti fissi lordi (0,8% nel 2015) ha segnato un’inversione rispetto agli scorsi anni (-3,4% nel 2014). Si sono registrati aumenti per gli investimenti in mezzi di trasporto e in macchinari e attrezzature, rispettivamente, del 19,7% e dell’1,1% mentre hanno segnato diminuzioni la componente delle costruzioni (-0,5%) e quella dei prodotti della proprietà intellettuale (-0,4%).”

Praticamente l’ISTAT ci dice che il mercato automobilistico (in tutta la sua filiera) ha contribuito per quasi un 20% agli investimenti.

Ma chi produce automobili in Italia? Non conoscendo molti produttori Italiani al dí fuori di FCA credo sia il caso di rivedere l’opinione che molti hanno del gruppo e del suo rappresentante in capo Marchionne. Io personalmente non ho mai avuto dubbi sulle capacitá di Marchionne e sopratutto sul contributo (costantemente sottovalutato) che ha dato a FIAT e indirettamente all’Italia.

Certo é difficile fare lo scorporo di questi numeri e capire quanto effettivamente é merito del gruppo FCA ma se tanto mi da tanto occuperá un valore proporzionale alle sue dimensioni. Questi valori di crescita sono lontani da una condizione di ripresa ma é certo che il contributo del mondo Automobilistico ha contato per un valore impressionante.

Non vogliamo attribuire questo 75% tutto a Marchionne? Bene non facciamolo ma almeno cerchiamo di essere imparziali quando si guardano i numeri, quelli senza colore e senza politica. Cerchiamo di tenerle a mente queste cifre quando si commentano socialmente i risultati di manager milionari che solo per Status sociale sono colpevoli. Le capacitá nel nostro paese non vanno pagate nemmeno di fronte ai risultati. Alla prova dei fatti anche un Manager Multi milionario ha dato di piú di tanti politici da quattro soldi che dei propri numeri non devono mai rispondere nemmeno quando rappresentano le nostre tasche e il nostro futuro.

Ci sono nel marcato scelte di internazionalizzazione che per forza non vogliono sempre dire che il lavoro scompare verso altre parti. Se esistono delle opportunitá al di fuori del mercato nazionale (che sicuramente non ha salvato FIAT) perché non cercare di prenderle? Prima o poi le strategie ripagano perché una persona non é pagato qualche milione all’anno per scaldare una poltrona come il resto dei suoi critici. Nessuno é santo e gli errori ci sono sempre ma la direzione é ben diversa rispetto alle previsioni critiche che negli anni gli sono state rivolte. Una sconfitta per la politica populista e per quelle “lotte di categoria” che primeggiano nel loro ruolo solo nelle disavventure perché di meriti in questi successi proprio non ne hanno lasciato segno.

In bocca al lupo FCA.

Le Unioni civili fra marsupiali e coerenza democratica cinquestelle che non c’é.

canguro cirinnaLa lunga marcia del DDL Cirinná sulle Unioni civili sembra non avere mai fine. In questi giorni che sembravano gli ultimi la situazione si é nuovamente incagliata. Ho letto molto e discusso abbastanza sulla materia perché ritengo che ci sia stato un comportamento poco logico e molto politico del M5S ma questa non sembra essere un’opinione condivisa. Senza considerare i fans del movimento anche le persone che spesso sono molto critiche verso il M5S si trovano d’accordo nell’addossare le colpe della situazione al PD stesso. Molti giornalisti che seguo e che non si possono sicuramente definire simpatizzanti dei pentastellati vedono il PD come unico responsabile della situazione.

Le motivazioni principali di queste posizioni sono sostanzialmente:

  • Il PD comunque non ha i numeri al suo interno é inutile accusare il M5S del fallimento.
  • Nel gioco politico ci stanno i comportamenti ostruzionistici delle minoranze. La maggioranza deve riuscire a legiferare senza appoggiarsi a nessun altro.
  • Il M5S é coerente poiché non accetta “il canguro” ovvero l’eliminazione di emendamenti per velocizzare il processo. La democrazia vuole che si discuta in aula. Nella discussione in aula il M5S é pronto a votare tutta la legge.
  • La votazione normale sarebbe comunque una questione di pochi giorni che non giustifica la scelta del “canguro”.

 I numeri del PD al Senato

Tutto vero! Il PD per le sue divisioni interne non puó farcela da solo. Sono 26 i senatori contrari che portano il numero dei voti del PD a 86 (su 112). Renzi puó contare peró su 12 Senatori di Verdini su 17 (ALA), 4 di GAl, 14 del Gruppo Misto e 5 di Forza Italia. Totale 121 e ne mancherebbero  ancora 40 per raggiungere la soglia del 161 necessaria per la maggioranza assoluta a Palazzo Madama. Il M5S ha solo 35 Senatori e anche con il suo supporto non si raggiungerebbe la maggioranza per una manciata di Senatori. Alcune teorie dicono che Renzi sapendo di questa mancanza voglia riversare tutta la colpa sul M5S che non accetta il canguro mascherando i suoi problemi interni.

Ma allora perché il M5S non vota il Canguro e tutta la legge giusto per evitare le possibili accuse? Sarebbe la via piú semplice per evitare questo ipotetico tranello di Renzi, no?

I numeri sono comunque noti e il PD sa che anche con il M5S la strada é in salita. Far fare una brutta figura al M5S? Perché mi chiedo? Se in gioco c’é la sopravvivenza stessa del Governo non vedo quale differenza faccia cadere accusando il M5S, le prossime elezioni? Discutibile… L’unico problema di Renzi é quello di non cadere.

Deve farcela la maggioranza da sola

Questa considerazione esclusivamente politica puó essere vera nel momento in cui si persegue un obiettivo economico, fiscale etc. Ma in questo caso l’argomento é legato ai diritti di una parte ben definita della popolazione che attualmente é invisibile e non riconosciuta. Non entro nel merito perché ne ho giá scritto qui ma sicuramente le unioni civili non dovrebbe essere un indirizzo politico ma un soggetto che per sua natura puó essere trasversale e avere opinioni differenti all’interno di tutte le forze politiche. Perché ci si stupisce se il PD al suo interno ha dei parlamentari contrari alla Legge Cirinná? Quale sarebbe la stranezza?  La materia é forse parificabile ad una finanziaria di stampo politico? … o forse sí?

Proprio cosí, molto probabilmente alcuni esponenti del PD usano la Cirinná per combattere Renzi dall’interno anche se sono fondamentalmente d’accordo? Puó essere? Molto probabile anzi.

E questo il M5S lo sa? Molto bene direi…

La coerenza del M5S a non accettare il “canguro”? 

Allora é vero che sono beghe interne del PD? Sí é vero.

Questo il M5S lo sa bene e lo dichiara apertamente in questo video su il Fatto Quotidiano TV dove Di Battista spiega a suo modo la situazione.

I numeri sono giusti anche se la destra viene descritta come Lega e una piccola Forza Italia mentre la Lega conta per 12 Senatori e Forza Italia per 40. Ma é un dettaglio, a tutti piace portare l’acqua al proprio mulino, anche ai puristi.

Di Battista descrive la situazione in cui il PD non accetta la discussione degli emendamenti per evitare di dimostrare al paese le sue rotture interne. Non mi sembra che stiamo rivelando un segreto di Fatima né tantomeno che ci sia qualcosa di completamente anomalo nelle preoccupazioni di Renzi. Penso sia piú che naturale che il Primo Ministro voglia evitare la caduta per continuare a lavorare o no? E di cosa ci dovremmo stupire?

Quindi il M5S dovrebbe fare un regalo a Renzi?

Questo il punto: No di certo e perché mai, tant’evvero che nel video Di Battista dice che Renzi se vuole accelerare dovrebbe metterci la fiducia?

La fiducia?…. LA FIDUCIA?

Come scritto sopra i voti a favore sono mal contati 156, non sufficienti per far passare la legge e in questa situazione ci dovrebbe mettere la fiducia? Diciamo un Renzi con una spirito da aviatore Giapponese della seconda guerra mondiale e una bella fascia col sol levante sulla fronte? Questa sarebbe la soluzione piú naturale per Di Battista? La caduta sicura del Governo con la fiducia?

Interessante prospettiva, mi sembra strano che Renzi non la segua no?

Nella realtá Renzi potrebbe trovare 5 senatori da qualche parte senza dover votare gli emendamenti per alto rischio di insuccesso. Il voto dell’Articolo 5 sulla Stepchild adoption (di cui tutti i contrari vorrebbero la cancellazione) sarebbe richiesto a scrutinio segreto aprendo la strada a possibili cancellazioni che renderebbero una legge giá non completa ancora meno efficace, mancando di un suo pezzo fondamentale e necessario per i diritti dei bambini (a differenza di quanto invece tanti dichiarano).

Questo dovrebbe interessare a chi é d’accordo con la legge, non la testa mozzata di Renzi da mostrare a tutta la popolazione.

Ma i sani principi del M5S per cui si dovrebbe votare una legge nel merito dove sono andati a finire? Di Battista ci informa che ci sono comunque perché “nessun emendamento é stato presentato dal M5S” e la legge verrebbe votata da tutti i membri del M5S ma… senza canguro secondo i principi della democrazia. Gli stessi principi cosí democratici da mettere a rischio la legge (ma chi se ne frega) e il futuro di Renzi (e vai!!).

Nessun regalo al nemico …nel merito.

La Democrazia é la discussione degli emendamenti?

Non conosco esattamente quali emendamenti sono stati ritirati ma alla fine sappiamo che di quasi 5000 ne sono rimasti 500 e secondo il M5S andrebbero votati e discussi per coerenza con la democrazia.

Esistono casi in cui una povera democrazia puó diventare il mezzo con cui si fa un forte ostruzionismo. In questo specifico caso non é certo il M5S a fare ostruzionismo esplicito nella discussione parlamentare perché NESSUN emendamento é stato presentato. Non voler evitare la discussione di inutili emendamenti ostruzionistici peró mi suona un pó come un aiutino indiretto al rallentamento. É solo una mia personale impressione?

A questo link del senato potete leggere tutti gli emendamenti della legge Cirinná, forse alcuni sono giá stati ritirati ma in linea di massima ci si puó fare un’idea di quale sia il livello della discussione.

Sono ripetizioni a volte anche generate da software automatici che servono solamente a ritardare i lavori del parlamento senza portare valore aggiunto alla discussione.

Di seguito un esempio del livello di questi emendamenti.

«Due persone omosessuali (purché non sposati ovvero accompagnati, nemmeno all’estero o per alto ordinamento riconosciuto dall’ONU) costituiscono un gruppo omogeneo quando dichiarano di voler fondare tale unione di fronte all’Ufficiale in stato civile».

«Due persone omosessuali (purché non sposati, ovvero accompagnati, nemmeno. all’estero o per altro ordinamento riconosciuto dall’ONU) costituiscono un ‘unione civile quando dichiarano di voler fondare tale unione di fronte ad un dottore commercialista».

«Due persone ,dello stesso sesso (purché non sposati ovvero accompagnati, nemmeno all’estero o per altro ordinamento riconosciuto dall’ONU) costituiscono una comunità d’amore quando dichiarano di voler fondare tale unione di fronte all’Ufficiale di stato civile».

Uno la ripetizione dell’altro senza un obiettivo preciso.

Nessuno mi convincerá mai del fatto che votare o discutere anche solo 2 secondi di queste “linee di testo” si chiama democrazia?

Nel momento in cui inoltre una forza politica non presenta emendamenti dichiara implicitamente di accettare per intero la legge per come scritta, né condivide le idee e i contenuti e forse potrebbe anche acconsentire una scappatoia per raggiungere l’obiettivo. No? Non sono democratico?

Il Senatore Airola dichiara: “Ci assumiamo una pesantissima responsabilità. Dio solo sa quanto teniamo alle legge sulle unioni civili – ha proseguito -. Davanti ad un artificio costituzionale come il canguro, dico però ai colleghi del Pd, io ci penserei”

Meglio la “democrazia” sulla discussione del nulla rispetto ai risultati, meglio gli emendamenti di Giovanardi che l’obiettivo finale “..che Dio solo sa quanto ci teniamo” . Come sempre in Italia le regole si fanno rispettare per i nemici ma in ogni caso in Italia Dio é contrario… appunto.

Servono pochi giorni per la discussione in aula?

Secondo Di Battista e non solo, se si lavora duramente e durante il weekend si finisce entro lunedí. Ovviamente il gioco del “non vogliono lavorare nel weekend” mi sembra il rafforzativo per convincere le menti infeltrite: La via c’é secondo il M5S, lavorare come fanno tutti gli Italiani ma in Senato purtroppo non vogliono lavorare essendo i soliti pigri, ladri e privilegiati.

A parte queste colorate quanto inutili soluzioni che riempiono le pance degli Italioti, leggo molti numeri a riguardo delle tempistiche. Non ho avuto modo di verificarne la veridicitá ma nutro forti dubbi che il tutto si possa chiudere in pochi giorni. Sembrerebbe infatti che il DDL Cirinná non permetta limiti temporali e quindi ogni gruppo parlamentare ha 10 minuti di discussione per ogni emendamento. I gruppi contrari sono 7 e quindi servirebbero 10 min x 7 x 500… diciamo qualche mese. Ma anche ipotizzando che non siano questi i minuti necessari, considerando che il parlamento lavori 8 ore al giorno, in 4 giorni si avrebbero 4 minuti per emendamento circa. Realistico? non credo perché:

  • Ci sono tempi morti fra un emendamento e l’altro che non garantirebbero questi tempi stretti.
  • Se un gruppo vuole fare ostruzione perché non dovrebbe prendersi tutto il tempo a disposizione per legge?
  • Se in ogni caso si limitassero i tempi delle discussioni si rientrerebbe nuovamente nella categoria della lesione alla democrazia sulla discussione? Giusto?

2/4 giorni é una bella favola inventata dal M5S ma nella realtá dubito fortemente che possa essere una previsione realistica ma alquanto improbabile e usata impropriamente per nascondere il vero obiettivo peraltro confermato da Di Battista nel suo video:

Far andare sotto il Governo in alcune votazioni e sperare anche in una sua caduta causa Cirinná.

Isomma:

Vecchi trucchetti di una politica che il M5S dichiarava come morta e ormai passata ma che probabilmente continua a piacere nei metodi. In Italia come sempre gli interessi politici hanno la precedenza su qualunque altro aspetto anche fra i puri di spirito. Certo non sará colpa del M5S per i possibili fallimenti del DDL Cirinná ma sicuramente come era giá noto da tempo il valore aggiunto portato al paese dal movimento é nullo. Mentre i puri litigano sulla democrazia marsupiale una grossa parte di cittadini Italiani continua a rimanere invisibile e nella completa indifferenza per giochi di poteri.

Era una bella occasione per uscire dal medioevo ma avete preferito continuare a fare le crociate poveri ignoranti.

Il Family day e la legge Cirinná, fra finzione e realtá rimane solo l’omofobia

In questi giorni sono stato impegnato su piú fronti a discutere un pó del famoso Family Day e delle sue motivazioni. Certo facebook non é il terreno migliore per discutere ma ogni tanto riesce a creare alcuni spunti di riflessione. Si discute con chi é fortemente contrariato dall’evento e con chi lo difende a spada tratta.Per il gruppo dei contrariati non ho grossi punti di disaccordo se non fosse che é necessario essere aperti ad ogni tipo di manifestazione anche se diametralmente opposta alle nostre idee. Io rientro fra le persone che non condividono le motivazioni del Family Day ma non per questo lo ritengo una manifestazione vergognosa. Ognuno ha il diritto di manifestare entro i limiti di legge le proprie idee. Folkloristicamente parlando anche il Gay pride non mi piace particolarmente anche se peró non é un movimento di protesta contro nessun disegno di legge e quindi forse il paragone barcolla un pó.

Ma andiamo oltre, faccio una piccola introduzione sui motivi del Family Day. Non vorrei generalizzare ma principalmente la manifestazione era di protesta nel confronto della legge che introdurrebbe la cosiddette Unioni Civili generalmente chiamata Legge Cirinná. Il mio pensiero di partenza é che a differenza di quanto tutti tanti dicono, ovvero che “La famiglia é in pericolo” la realtá é nettamente diversa. Il concetto della “difesa dei diritti della famiglia” é semplicemente una sciocchezza che non fa che dimostrare la scarsa informazione della gente ma sopratutto la deriva a guida cattolica che il nostro paese ha sempre dimostrato.

Forse sono un pó duro ma nelle varie discussioni una cosa era chiara, di tutte le critiche possibili al DDL Cirinná l’unico comune denominatore era “l’omosessualitá”. Alla fine l’origine di tutte le critiche sono semplicemente dovute al fatto che si cerca in qualche modo di riconoscere un nucleo famigliare omosessuale.

E dove sta il problema chiedevo io? Perché questo non é possibile, perché la famiglia sarebbe sotto attacco? La risposta mediamente andava sempre nella direzione della “famiglia tradizionale” ovvero quel concetto che ha senso solo nel pensiero ortodosso cattolico ma non nell’ordinamento di uno Stato quasi laico come l’Italia.

La famiglia tradizionale

Questo concetto ribadito ormai da tutti i contrariati dal DDL Cirinná si basa sul fatto che la Famiglia ha come radice indiscutibile la coppia eterosessuale. In molti si spingono anche a dichiarare che lo sancisce la Costituzione stessa mentre questo é palesemente falso:

l’Art. 29, comma 1, Cost., sancisce che <<la Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio>>.

Un interessante articolo su diritto.it dá una breve ma importante descrizione della definizione di famiglia. In sostanza il termine naturale e matrimonio sono in palese contraddizione fra di loro poiché naturale sancisce un’unione spontanea mentre matrimonio risulta un’istituzione giuridica artificiale e quindi non naturale. L’articolo ci spiega che la forzatura societá naturale non era frutto della parte cattolica dell’Assemblea Costituente ma bensí di un ben noto Palmiro Togliatti esponente della Sinistra. La parte Cattolica aveva fatto molte pressioni sull’espressione “societá naturale” pensando di togliere spazio ad intepretazioni nocive al concetto di famiglia. In realtá ci rivela l’articolo : ” Nell’intento dei Costituenti, l’art. 29 Cost. non aveva una portata giusnaturalistica: la disposizione, infatti – per riprendere il pensiero di Nilde Iotti -, mirava ad evitare la pratica, diffusa nel precedente periodo fascista, dell’ingerenza dello Stato nell’autonomia della famiglia, palesata, ad esempio, nell’obbligo di improntare l’educazione familiare al sentimento nazionale fascista, nel divieto per gli ebrei di sposarsi in terra italiana o nel divieto di matrimoni tra italiani ed ebrei per non contaminare la razza..”

In pratica non si difendeva il concetto di famiglia come uomo e donna ma la si difendeva da divieti di origine razzista. Persino Aldo Moro ci confermava il significato della definizione “naturale”

“… come affermato da Aldo moro – che l’art. 29 Cost. non è una definizione che ammette solo la famiglia legittima fondata sul matrimonio, ma è una determinazione di limiti all’ingerenza dello Stato, possibile solo in determinati casi eccezionali, come l’assicurare l’uguaglianza tra i coniugi o l’educazione della prole. In tal senso “naturale” significa “razionale”: la conformazione interna della famiglia, pertanto, non si deve esaurire fatalmente nel matrimonio, ma è rimessa alla razionalità dello sviluppo storico. …”

Quindi a parte il fatto che la definizione di famiglia “tradizionale” non é presente nella Costituzione Italiana, anche il suo malinteso sinonimo di “naturale” ha un significato ben diverso da quello che i promotori del Family Day descrivono. Aggiungo che la definizione di naturale significa un’unione che avviene liberamente fra due individui senza nessuna forzatura ma anche senza nessuna definizione del sesso fra i due contraenti.

L’anomalia dell’omosessualitá

Il problema di fondo nell’insistere sulla “famiglia tradizionale” (concetto come dimostrato sopra che risiede nelle menti delle persone ma non fortunatamente nei fondamenti della Costituzione Italiana) ha tristemente solo un motivo di fondo: la negazione dell’omosessualitá come parte integrante della nostra societá. Facile riempirsi la bocca di parole del tipo “sono d’accordo con i diritti delle coppie gay peró no al matrimonio e all’adozione…. “. Questo é il solo e unico problema di fondo, l’omosessualitá é un’anomalia della societá che va trattata come tale evitando di parificarla o almeno di garantire un minimo di diritti per le sue unioni. Oltre ad una grande ignoranza di fondo c’é anche molto egoismo alla base di queste teorie. L’omosessualitá é prima di tutto parte della natura come l’eterosessualitá e quindi per definizione religiosa anche gli omosessuali dovrebbero essere figli di Dio. O forse no?  In realtá l’ignoranza che ci circonda la tratta come anomalia nei casi migliori e come malattia nei casi estremi spingendo qualcuno anche a considerare cure alternative per guarirla.

Senza entrare nel merito religioso, naturale e biologico quello che conta é che esiste una parte della societá che é minoritaria e che ha delle “naturali” tendenze alla vita di coppia ma non é riconosciuta dallo Stato come unione famigliare. Lo Stato deve garantire i diritti a tutti i suoi cittadini incluse le minoranze. Perché non alle coppie omosessuali? Quale é il fondamento di questo limite? Nessuno, nemmeno la costituzione.  Non esiste e non deve essere un ordine spirituale superiore alternativo che puó guidare uno Stato laico, eventualmente puó esserci un punto di vista come tanti altri.

Il merito legislativo apre comunque un altro aspetto ovvero che in Europa l’Italia é uno dei pochi paesi a non avere ancora fatto nulla in materia e ad avere una lacuna legislativa. Inutile negare questo fatto, l’Italia di fatto non ha ancora nessuna regolamentazione in merito e i tanti tentativi del passato sono tristemente falliti per gli stessi motivi che non sono legali ma mentali e purtroppo spesso “spirituali”.

  Un DDL SOLO per gli omosessuali ?

Questo un altro tema su cui molti insistono senza aver mai preso in mano il DDL. La proposta Cirinná infatti NON é dedicata esclusivamente alle coppie omosessuali ma si occupa anche delle convivenze fra coppie omo e etero cercando di allargare diritti e doveri anche ad un unione che non sono stati “artificialmente” autenticati dal matrimonio.

Dal DDL

Il Capo I introduce ex novo nel nostro or-dinamento l’istituto dell’unione civile tra persone dello stesso sesso quale specifica formazione sociale, ai sensi dell’articolo 2 della Costituzione. Il Capo II reca invece una disciplina della convivenza di fatto, sia eterosessuale che omosessuale, orientata essenzialmente a re-cepire nell’ordinamento legislativo le evolu-zioni giurisprudenziali già consolidate nel-l’ambito dei diritti e dei doveri delle coppie conviventi. In particolare, l’articolo 1 declina le fina-lità generali delle disposizioni del Capo I, indicandole nell’istituzione dell’unione civile tra persone dello stesso sesso quale specifica formazione sociale.

Nel passato sono sempre stato dubbioso sul fatto che servisse un ulteriore legame diverso dal matrimonio per le coppie eterossessuali mentre ero pienamente d’accordo alla definizione di legame omosessuale poiché mancante. Pensavo che una coppia eterosessuale avesse nel matrimonio la possibilitá di unirsi e tutto il resto fosse solo una scelta di comodo. Non perché convivente con figli ma con gli anni ho cambiato il mio pensiero ritenendo il matrimonio una forzatura legislativa che non deve essere l’unica strada per essere identificati come nucleo famigliare.

In ogni caso il DDL Cirinná a differenza di quanto tanti dicono si occupa di tutti i legami al di fuori del matrimonio introducendo diritti e doveri anche alle unioni eterosessuali non sancite dal matrimonio. Nel 2016 diventa infatti difficile pensare che il solo Matrimonio sia l’unica garanzia di stabilitá famigliare mentre tutto il resto é a rischio. L’articolo di diritto.it chiarisce inoltre che … La lacuna normativa viene, tuttavia, giustificata affermando che la disciplina positiva aumenterebbe il numero di queste forme di unione; la tesi non considera, però, che l’intervento normativo non crea situazioni nuove, bensì regola quelle già presenti nel tessuto sociale. 

I costi economici

Non spendo molto tempo su questo punto abbastanza inutile ma c’é chi racconta che queste Unioni Civili porteranno ad un aumento dei costi dello Stato poiché permettono il riconoscimento della pensione al coniuge omosessuale/convivente. A meno che il DDL non lasci aperte delle possibilitá di Unioni Civili “anomale” che potrebbero essere utilizzate da malintenzionati per trasferirsi pensioni statali, il problema non sussiste. Leggendo il DDL mi permetto di escludere il rischio ma in ogni caso ogni criticitá economica vá presentata con numeri. Come sempre accade in Italia peró é sempre meglio spaventare la gente a prescindere dalla realtá. Questo non vuol dire che escludo il problema alla radice ma non avendo numeri a supporto tendo a pensare che considerato il numero minoritario degli omosessuali nella societá anche i costi aggiuntivi sarebbero comunque sostenibili.

Le adozioni omosessuali

Questo il grande scoglio del DDL e secondo me l’unico vero motivo di tante proteste, l’adozione dei figli. Non nascondo che anche io in passato nutrivo qualche dubbio sull’adozione omosessuale. Lo stereotipo del padre e della madre aveva in qualche modo colpito anche me. Col tempo mi sono accorto semplicemente guardando la societá che non é l’eterosessualitá a garantire sicurezza ai bambini. Gli errori famigliari nel crescere i figli non sono dovuti alle tendenze sessuali ma alle persone stesse. Esistono nella societá pessimi papá e pessime mamme nonostante la loro omosessualitá. Nessuna statistica legge naturale ci dice che un bambino non puó essere cresciuto da una coppia omosessuale. Il mio appoggio alle adozioni omosessuali é quindi massimo perché credo che se l’alternativa all’orfanotrofio é una coppia omosessuale ben venga. Sono stato criticato molto su questo punto perché non abbastanza dentro al mondo delle adozioni e degli affidamenti. Questo é forse vero, la mia visione puó essere semplicistica e superficiale ma immagino in linea su base conoscenza della materia con il 99% della popolazione. Non credo che tutti i sostenitori del Family Day siano piú coscenti di quanto lo possa essere io. Il problema per me é che nessuno é ancora riuscito a spiegarmi quali differenti garanzie ha una coppia eterosessuale rispetto ad una omosessuale. Se le pratiche di adozioni sono lunghe, complesse e difficili da applicare alle coppie eterossessuali non vedo perché ci potrebbero essere problemi con quelle omosessuali. Gli stessi processi di controllo sull’adeguatezza di una coppia verrebbero applicati in egual misura ad una coppia omosessuale garantendo l’eventuale scelta. Non chiedo ovviamente di facilitare le adozioni ma credo che la severitá del processo di accertamento della coppia sia una garanzia ad eventuali errori. Non credo che la mancanza di una madre o di un padre possa in qualche modo deviare la crescita di un bambino nel momento in cui vive in un ambiente sereno. Mi piacerebbe approfondire di piú questo argomento specialmente per capire le fobie da parte di persone che nonostante non condividano lo spirito del Family Day rimangono comunque in completo disaccordo sulle adozioni.

Tutta questa lunga introduzione per dire peró che sono fobie infondate poiché “nel DDL Cirinná NON SONO AMMESSE LE ADOZIONI PER COPPIE OMOSESSUALI”.  Questo piccolo ma importante punto per la discussione é vergognosamente tralasciato dai sostenitori del Family Day. Sono stato accusato (giustamente) di non aver letto il DDL ed é questo il motivo che mi ha spinto a scrivere questo post. Non potevo parlare di quello che non conoscevo, ma una volta letto e analizzato devo dire che gli accusatori erano piú ignoranti di me in materia.

Sulle adozioni in particolare il DDL Cirinná diventa solo un compromesso politico non permettendolo l’adozione alle coppie civili se non per i figli del coniuge concepiti naturalmente. Dalle prime versioni (il DDL é in discussione dal 2013) le modifiche sono state molte e purtroppo le adozioni sono state escluse.

C’é chi comunque non si accontenta e mi indica un articolo per altro vecchio come il problema. Questa la vecchia versione del DDL Cirinná datata 2013 a cui i miei accusatori facevano ingiustamente riferimento.

Art. 14.
(Diritti dei figli e concorso all’adozione o all’affidamento)
1. I figli delle parti dell’unione civile, nati in costanza dell’unione civile, o che si presumano concepiti in costanza di essa secondo i criteri di cui all’articolo 232 del codice civile, hanno i medesimi diritti DDL S. 14 – Senato della Repubblica XVII Legislatura 1.2.1. Testo DDL 14 Senato della Repubblica Pag. 7 spettanti ai figli nati in costanza di matrimonio.
2. Le parti dell’unione civile possono chiedere l’adozione o l’affidamento di minori ai sensi delle leggi vigenti, a parità di condizioni con le coppie di coniugi.
3. In caso di separazione delle parti dell’unione civile, si applicano con riguardo ai figli le disposizioni dettate dall’articolo 155 del codice civile. 

Questa parte é stata cancellata facendo posto al minimale articolo 5.

Art. 5.
(Modifiche alla legge 4 maggio 1983,n. 184)
1. All’articolo 44, comma 1, lettera b), della legge 4 maggio 1983, n. 184, dopo la parola: «coniuge» sono inserite le seguenti: «o dalla parte dell’unione civile tra persone dello stesso sesso» e dopo le parole: «e del-l’altro coniuge» sono aggiunte le seguenti: «o dell’altra parte dell’unione civile tra per-sone dello stesso sesso».

Cosa regolamenta questo articolo? Semplicemente il fatto che il partner di un’Unione Civile puó adottare il figlio naturale dell’altra parte. Quella che viene definita Stepchild adoption ovvero che in caso di convivenza anche omosessuale é possibile adottare il figlio concepito naturalmente dal proprio partner.

Partendo dal fatto che questa casistica sará minimale rispetto alla totalitá dei casi delle Unioni Civili e quindi non genera distorsioni. Quello che spesso si ribadisce sui “diritti dei figli” é in questo caso piú che garantito perché permette al bambino di continuare ad essere cresciuto nel nucleo famigliare a cui apparteneva precedentemente. Per spiegarlo in termini pratici se un omosessuale é stato parte di una “famiglia tradizionale” e ha avuto prole, poi causa della sua omosessualitá si é separato guadagnando la tutela del proprio figlio/a/i. Nel caso il figlio stesso cresca nel nuovo nucleo famigliare (omosessuale) in caso di morte del padre/madre naturale puó continuare ad essere riconosciuto come appartenente al nucleo famigliare in cui é cresciuto. Si garantisce in questo caso che il bambino continui a vivere con le persone con cui é sempre vissuto. Tutto ma non mi sembra una limitazione dei diritti.

In ogni caso nessun altro tipo di adozione é consentita alle Unioni civili omosessuali. Un peccato ma sicuramente non esiste nessun fondato motivo di ribellarsi anche a questo naturale diritto del bambino.

L’utero in affitto

Questa é la piú grande delle falsitá propagandate dai sostenitori del Family Day, ovvero la paura che il DDL apra il campo a questo tipo di procreazione. La critica é completamente fuori luogo perché la legislazione Italiana non la permette e il DDL cirinná non la introduce. La cosiddetta maternitá surrogata ovvero quella tecnica per cui una donna puó portare a termine una gravidanza di un ovulo di un’altra coppia impegnandosi a consegnare il nascituro é assolutamente vietata in Italia.

Io ho una posizione abbastanza ferma in merito: sono fortemente contrario. Le mie motivazioni sono prettamente anturali e si basano su quel rapporto madre neonato che é qualcosa in piú di un allattamento. La simbiosi fra la donna che ha portato in grembo il nascituro e il bambino/a stesso/a é troppo forte per essere rotto giá dai primi giorni. Non per una semplice questione di allattamento ma per il fatto che quella creatura é cresciuta e appartiene al corpo che l’ha cresciuta e questo legame non puó a mio modo di vedere essere spezzato. Questo secondo me non ha legame con le tendenze sessuali dei genitori nel senso che non lo concepisco nemmeno per coppie sterili eterosessuali. L’unica alternativa é l’adozione ma non la rottura di questa simbiosi. A lato poi esiste tutta una serie di effetti collaterali di sfruttamento del fenomeno nei paesi in via di sviluppo ma questo comunque non é contrastabile con un divieto nazionale.

Conclusioni e riflessioni

Il DDl Cirinná per tanto che si dica é purtroppo molto diverso dalla sua forma iniziale. Molte parti (vedi adozioni) sono state cancellate per motivi politici e quindi come sempre risulta un compromesso politico piuttosto che una rivoluzione. Si poteva fare molto di piú ma é comunque un buon inizio nella direzione giusta. Non posso valutare se effettivamente il DDL é generico ma sicuramente cerca di compensare ad una lacuna dell’ordinamento Italiano e quindi non esiste nessun motivo pratico/legale/naturale per opporsi. Le false motivazioni economiche, sulle adozioni, sulle maternitá alternative sono tristi slogan poi smentiti dal testo stesso della legge. Motivazioni che nascondono solo un egoismo ortodosso religioso mescolato ad una pericolosa dose di ignoranza diffusa. Il tutto non fa che generare una miscela esplosiva che non aiuta il processo di maturitá di un paese civile e laico trasformandolo spesso nella brutta copia di alcuni regimi teocratici, quelli che per motivi religiosi sono criticati dagli stessi sostenitori di queste posizioni con una visione del mondo limitata e anacronistica.

Per chi volesse approfondire e leggere il DDL Cirinná  potete scaricare al seguente link l’ultima versione al netto delle eventuali future modifiche. cirinna bis-6 ottobre 2015

Terrorismo in Europa: gli anni ’70 e ’80 fanno dei giorni nostri solo un dettaglio

Torno velocemente sul soggetto del terrorismo perché proprio oggi mi é capitato un twit del professor Paul Kirby della London School of Economics che condivideva un bel grafico  con la serie storica delle vittime per terrorismo in Europa Occidentale raggruppate per nazionalitá.

Con il titolo “Terrorism in Europe. The horrors of the 1970s and 1980s put today’s problems into perspective.” il professore ci fa vedere come se mettiamo a confronto i numeri delle vittime negli anni 70 e 80 con i giorni nostri gli ultimi eventi che cosí impressionano sono quasi un dettaglio per intensitá. Va anche cosiderato che proprio in quegli anni il terrorismo non era di matrice Islamica ma tutto Europeo.

Non ho nulla da aggiungere né da puntualizzare, il grafico mi sembra giá abbastanza chiaro.

Un altro esempio di quanto la “percezione” sia sempre molto lontana dalla realtá. L’ho giá  scritto qui ma ogni tanto ripetersi non fa mai male.

Victims of terrorism since 70s

L’inutile reato di clandestinitá e la “percezione” di un popolo che vota

Il teatrino della politica continua a fare passi avanti verso una farsa nazionale di dimensioni ormai notevoli. La cosa era giá nota ai piú attenti ma mai come in questo periodo il marketing politico sta raggiungendo livelli che ci rimandano ai migliori anni dell’era Berlusconiana.

La questione é come sempre legata al solito soggetto dell’immigrazione che dopo gli ultimi eventi di Colonia é diventato nuovamente una prioritá. Mi riferisco al dibattito sullla cancellazione del reato di immigrazione clandestina introdotto nel 2009 dall’allora Ministro degli Interni il leghista Roberto Maroni.

In questi ultimi giorni abbiamo assistito ad una simpatica messa in scena di annunci e contro annunci al limite del ridicolo che rivelano il vero volto della politica Italiana incapace di risolvere problemi ma alla ricerca del solo consenso elettorale. Costi quel che costi.

Cerchiamo di dare qualche informazione aggiuntiva sul reato di Clandestinitá.

Nella puntata del 13/01/2016 di 24 Mattina – Attenti a noi 2 parla il Presidente dell’Unione nazionale giudici di pace Maria Flora Di Giovanni. Il giudice ci descrive l’attuale situazione del reato di clandestinitá che riassumo nei seguenti punti:

  • Quando il fascicolo arriva al Giudice di pace viene trattato come un normale processo occupando le procure.
  • Viene sentito l’agente che ha effettuato il fermo.
  • Mediamente si arriva alla condanna abbastanza in fretta con circa 2 udienze
  • La condanna non é una vera e propria condanna ma solo un’ammenda che in genere viene applicata al minimo di 5000 €.
  • Nella quasi totalitá dei casi nessuno paga l’ammenda.
  • Il reato non é un deterrente perché il clandestino non si presenta mai alle udienze e nemmeno pagherá mai l’ammenda.
  • Il reato non prevede il fermo perché necessita di una lunga identificazione del soggetto non essendo regolare e spesso senza nessun documento. Il risultato é che dopo il reato il clandestino diventa irrangiungibile e scompare.
  • L’applicazione secondo il giudice é una duplicazione del processo di espulsione e ne rallenta quindi l’applicazione. In ogni caso le due procedure non sono coordinate.
  • Il reato genera ovviamente dei costi oltre che occupare Giudici e personale amministrativo. Ad ogni udienza é infatti necessario un avvocato d’ufficio per il clandestino per un costo superiore ai 500€.
  • Dall’anno della sua introduzione la norma non ha portato nessun beneficio e nessuna accelerazione ai processi di espulsione come invece pubblicizzato dall’allora Ministro Leghista.

Quindi il punto sul reato di clandestinitá é il seguente

  • La norma non é efficace e duplica rallentandoli i processi di espulsione.
  • La norma comunque prevede solo un’ammenda che non verrá mai pagata.
  • La Norma introduce dei costi per la collettivitá e occupa inutilmente le procure  senza portare dei vantaggi per la sicurezza del paese.

A fronte di questi dati inconfutabili cosa é successo nella discussione politica?

L’opposizione capitanata da Salvini ha ovviamente difeso a spada tratta la norma dichiarando di voler fare un referendum se il governo decidesse di cancellarla come dichiarato da Matteo Renzi.

Fino a qui tutto normale, la Lega sfrutta il fattore paura della popolazione dicendo che l’eliminazione della norma provocherebbe ulteriori problemi e tensioni sociali. Inoltre la norma é stata scritta da un leghista e quindi va difesa in ogni suo punto nonostante sia chiaramente formulata male, in fretta ed é esclusivamente propaganda politica senza risultati pratici. Nulla di nuovo sotto il sole e né tantomeno ci si puó aspettare qualcosa di diverso dalla propaganda Salviniana. Non discuto queste posizioni.

Quello che mi fa riflettere é invece il comportamento e le dichiarazioni del Governo. Dopo che inizialmente e giustamente aveva dichiarato che la norma andava cancellata per i motivi elencati sopra dopo pochi giorni ha fatto marcia indietro per puro opportunismo politico.

Nel momento in cui Salvini dichiarava di voler indire un referendum nel caso di cancellazione e fiutando un certo rischio la linea di Matteo Renzi ha cambiato improvvisamente direzione. Se prima vedeva d’accordo Primo Ministro, Ministro della Giustizia e Ministro degli Interni sulla cancellazione dopo pochi giorni veniva dichiarato che la norma non sarebbe piú stata cancellata. É chiaro che in Italia avendo un problema sui tempi della giustizia é conveniente evitare di occupare le procure per reati inutili come quello di clandestinitá. Il reato potrebbe anche essere utile ma scritto cosí non porta nessun vantaggio alla lotta contro l’immigrazione clandestina e quindi o si cancella o la si riscrive correttamente.

Note:

  • Per chi afferma che all’estero questa norma esiste in tutti i paesi é doveroso chiarire che viene gestita in maniera piú snella per via amministrativa anziché penale.
  • Per chi afferma che il problema sono i giudici é utile sottolineare che se il sistema giudiziario Italiano é inefficente non é sicuramente aggiungendo reati inutili che lo si migliora.

La dichiarazione ufficiale del Governo é stata che nonostante la norma non abbia mai portato dei vantaggi e la sua cancellazione sarebbe utile esiste comunque in questo periodo una PERCEZIONE di pericolo della popolazione che non va sottovalutato.

Una percezione? Una atto utile all’ordinamento giuridico non viene applicato per non turbare la percezione della popolazione?

Questo che puó sembrare a prima vista un dettaglio di poco conto é invece un sintomo gravissimo che dimostra le seguenti cose:

  • In Italia chi Governa non si prende mai le responsabilitá delle proprie scelte spiegando alla popolazione le ragioni e i vantaggi di tali scelte. Si preferisce invece continuare a seguire la percezione della popolazione indipendemente che questa sia corretta o meno.
  • Si preferisce ingannare la gente con racconti di fantasia che hanno come risultato finale l’allontanamento dagli obiettivi di risanamento del paese per molto piú importanti obiettivi elettorali.
  • Dimostra che l’elettorato Italiano viene istruito e vota in “percezione” invece che sulla base di evidenze. Non é una cosa nuova purtroppo ma ormai una tradizione consolidata da decenni.

Il Governo Renzi dovrebbe semplicemente spiegare i motivi (piú che validi) sulla cancellazione di questa norma senza se e senza ma. Il problema é che l’influenza di Renzi sugli Italiani si stá indebolendo a causa degli scarsi risultati raggiunti finora  confrontati con le parole e le promesse fatte. Non che gli Italiani si siano mai messi ad analizzare l’operato di Renzi ma perché é facile capire quanto la situazione economica non si sia mai mossa dal basso. Non sono i gufi a dirlo ma i numeri.

Il Capodanno di Colonia visto dalla Germania

Si é letto e sentito molto nell’informazione Italiana a riguardo dei fatti avvenuti qui a Colonia la notte di Capodanno ma come sempre capita le varie notizie trasposizioni in salsa Italiana tendenti ad evidenziare quello che piú serve alla propria causa, qualunque essa sia. Colpa della Merkel, sono i rischi dell’immigrazione, é una questione di integrazione, fuori tutti etc.

Ma cosa si dice qui in Germania a riguardo? Ho letto (a fatica) un pó di articoli sui fatti di Colonia che per ragioni statistiche non possono essere presi come IL punto di vista unico tedesco ma solo come indicazione del livello di dibattito in Germania in questi giorni.

Partiamo da un documento ufficiale ovvero il report della notte di Capodanno redatto dal Ministro degli Interni della regione Nordrhein-Wesfalen a cui Colonia appartiene.

In generale il report riporta la cronostoria degli eventi ed evidenziando in modo non proprio velato alcune colpe della Polizia di Colonia. Il report contiene tutte informazioni giá note ovvero che nella sera di San Silvestro un gruppo molto folto di stranieri (si parla di 1000 persone) prevalentemente Arabi e Nordafricani si é radunato nella piazza della stazione centrale di Colonia e dalle 21:00 fino a notte inoltrata ha festeggiato in modo violento l’arrivo del nuovo anno. Persone di etá compresa fra i 15 e i 35 anni in evidente stato di ebrezza sono passati dal lancio di fuochi artificali sulla folla alle molestie sessuali e furti sulle donne che si trovavano nella piazza e nelle zone limitrofe.

Oltre 500 le denunce di cui un 45% per molestie sessuali. Donne che dichiarano di essere state aggredite da persone che le toccavano in modo violento nelle parti intime per poi rubare portafogli, smartphone, carte di credito come riportato dal quotidiano Stern e dettagliato dal Bild. Insomma un evento anomalo per la Germania ma per qualunque paese Europeo almeno a mia memoria.

La politica tedesca si rivela molto vicina a quella Italiana per addossare le colpe all’esterno. Il Land Nordrhein-Westfalen (NRW) é guidato dalla sinistra dell’SPD mentre la Germania dal Centrico CDU di Frau Merkel. Il ministro degli interni Ralf Jaeger che ha redatto il report (SPD) accusa la Polizia di Colonia di inefficienza mentre il il partito CDU accusa l’SPD che guida la regione NRW di completo fallimento. Insomma la solita guerra della politica che cerca di scaricare le colpe sulla fazione opposta.

Il Capo della Polizia di Colonia é stato messo in pre-pensionamento dopo gli eventi di Capodanno ma é ovvio che esistono molti dubbi sulle reali responsabilitá della Polizia. Viene riportato da molti quotidiani tedeschi un post facebook di un ex agente di Polizia che per 3 anni ha prestato servizio presso la stazione centrale di Colonia. L’Ex poliziotto ovviamente difende l’operato della Polizia dicendo che i suoi 3 anni in Stazione sono stati i piú difficili. Le difficoltá sono le stesse che abbiamo in Italia: criminalitá diffusa e impossibilitá per le forze dell’ordine di reprimere efficacemente. L’Ex Poliziotto infatti dice che la legge tedesca non aiuta la sicurezza del paese. Spesso le persone incriminate non possono essere espulse. Spesso le persone accusate di ruberie o piccoli crimini sono all’interno del processo di richiesta dell’Asilo politico e quindi non possono essere punite a dovere. Anche carcerazioni minori di 3 anni non influenzano il processo di richiesta asilo. Il risultato é che molti stranieri delinquono e rimangono impuniti e impunibili. Le colpe della Polizia sono quindi ridotte se la legge che li dovrebbe aiutare non é adeguata alla situazione, anche in Germania. Nel Post viene comunque chiarito il fatto che non bisogna per questo essere contro l’Asilo Politico perché ci sono popolazioni che necessitano aiuto ed é dovere darglielo. Il problema come sempre é distinguere chi lo sfrutta per delinquere e chi ne ha veramente necessitá.

Personalmente credo che la notte di San Silvestro sia stato un evento imprevedibile e di portata troppo grossa per essere gestito dalla polizia in servizio. Gli agenti erano comunque circa un 60% in piú rispetto all’anno precedente ma sempre 150 circa. Erano in campo anche i gruppi anti sommossa ma gestire in maniera imprevedibile 1000 persone violente e ubriache non é proprio cosa di tutti i giorni. Se si pensa che per le manifestazioni programmate della destra estrema il numero di Poliziotti é spesso maggiore dei manifestanti stessi il paragone é presto fatto. Oltretutto la resistenza a intervenire in modo duro é forse legata anche alla paura di possibili atti di terrorismo che non vanno mai esclusi a priori. L’anomalia non é il mancato intervento della Polizia ma il comportamento di questi gruppi di persone.

“Ma perché cosí tanti Nord Africani in Germania sono criminali?” é il titolo di un altro articolo che potrebbe ricordare i soliti Libero o Il Giornale ma che invece dimostra lo stile tedesco dell’informazione: a domanda (nel titolo) serve una risposta e non una teoria etnica dell’ultimo minuto per raccogliere consensi come invece capita nella stampa Italiana. L’articolo infatti presenta percentuali molto alte di criminalitá nelle comunitá Magrebine nel NRW ed in particolar modo a Duesseldorf e Colonia. Si parla di oltre il 40% di criminalitá nelle comunitá. Certo i numeri tedeschi dell’immigrazione dal Magreb sono molto minori rispetto a quelli Italiani poiché si parla di comunitá di qualche centinaio di persone. Nonostante i numeri assoluti i tedeschi si interrogano sul perché di queste alte percentuali e sembrano avere una spiegazione molto ragionevole. Vorrei leggere spesso analisi del genere ma il giornalismo filosofico e filopolitico Italiano purtroppo non lo permette.

Nell’articolo infatti si tende a mantenere il problema relegato alla comunitá magrebina (Marocco, Algeria e Tunisia) tenendo correttamente fuori dal radar le varie comunitá che vengono a chiedere Asilo Politico. Non fare di tutta l’erba un fascio é giá buona norma e un ottimo punto di partenza che noi ci sognamo in ItaGlia. L’articolo é comunque in qualche modo critico sul processo di Asilo Politico poiché lo denuncia come mezzo utilizzato dalle comunitá Magrebine per venire in Germania. Sembra facile infatti recuperare un passaporto falso Siriano, spesso molte persone cercano di imparare le inflessioni arabe della lingua Siriana per eludere i controlli e tutto questo per essere incanalate erroneamente nel processo di richiesta di Asilo. Per la Germania é ovvio che un immigrato Magrebino non ha diritto a nessun asilo politico e quindi per legge potrebbe essere espulso con una certa facilitá ma una volta incanalato nel processo ufficiale e prima di essere (forse) scoperto ha un certo tempo per raccogliere i soldi per la sua famiglia. L’articolo scrive infatti che nei paesi del Magreb spesso é il figlio maggiore che viene investito dell’incarico di raggiungere la Germania col trucco dell’Asilo politico. La procedura tedesca é lunga e faraginosa e spesso dura dai 2 ai 3 anni prima che il richiedente vada davanti alla corte per il giudizio finale. In questi 2-3 anni la persona risulta quasi intoccabile e la ricerca in breve tempo di denaro la porta ovviamente verso i metodi piú rapidi ovvero la criminalitá. In aggiunta il Marocco sembra non fare grosse opposizioni a questi metodi poiché i soldi riportati in patria servono anche al paese. Sembra infatti che l’ambasciata Marocchina non sia molto cooperativa nel rilasciare i nuovi passaporti per il rimpatrio e quindi i tempi si allungano ulteriormente.

Ma cosa pensano i tedeschi dell’accaduto?

Difficile fare una media ma sicuramente ci sono un pó tutte le reazioni. Chi accusa la Polizia di non aver protetto le persone, chi accusa l’immigrazione di portare questi problemi, chi dice che é un problema culturale e chi insiste sulla necessitá di integrare maggiormente le persone che arrivano in Germania.

In Germania come in Italia le frange estremiste hanno ovviamente utilizzato l’accaduto per accusare i rifugiati e il processo di accoglienza come origine di tutti i mali ma sappiamo bene che nonostante l’immirazione generi problemi non puó essere tutta definita come problema. Forse il problema come sempre é la capacitá di creare una legislazione in grado di gestirla in maniera corretta. L’Europa tutta ha dimostrato negli ultimi anni un’estrema incapacitá in merito.

La notte di San Silvestro é stata sicuramente un esempio di quante differenze culturali ci siano in alcune popolazioni. Purtroppo queste differenze si sono dimostrate molto forti sopratutto nel comportamento verso le donne. Molti sociologhi in Germania avevano giá previsto questo tipo di reazione da parte di alcuni gruppi etnici poiché tristemente sono presenti e radicati nei paesi di origine. Questo é ovvio agli occhi dei tedeschi che per questo non si nascondono dietro alla paura di essere definiti razzisti solo perché criticano un atteggiamento fortemente sbagliato di alcuni stranieri. Nello stesso tempo peró la razionalitá tedesca non esita a delimitare il problema per quello é ovvero 1000 persone sono percentualmente poche rispetto al numero totale di immigrati e quindi generalizzare non é (statisticamente) corretto. L’effetto mediatico é stato forte ma l’approccio pragmatico tedesco evita derive populiste.

Non che per questo i tedeschi a cui parlo siano contenti, come in ogni paese si sentono traditi dalle persone che accolgono e chiedono regole piú severe per punire i colpevoli e aiutare gli onesti. Nulla di sbagliato se la razionalitá nell’analisi ha il sopravvento sulla “percezione” distorta della popolazione.

Insomma i problemi tedeschi sembrano molto vicini a quelli Italiani, la politica tedesca lotta con le stesse armi di quella Italiana ma la grossa differenza sta nel fatto che si leggono/sentono commenti molto piú analitici di tutte le filoasservite teorie dei poco razionali Italiani. Vedremo come nei prossimi mesi i Tedeschi gestiranno il problema che é ancora aperto e in intensificazione viste le previsioni sugli arrivi.

Bastardi cattolici

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La teocrazia cattolica é ormai un cancro incurabile dell’Italia. Gli scandali degli ultimi anni sembravano solo dei casi sporadici ma ormai la loro costante presenza nelle testate nazionali non puó che dimostrare una cosa sola: Il legame fra male e chiesa cattolica é indissolubile. Le due cose si fondono assieme in modo quasi irriconoscibile.

I casi di alte cariche ecclesiastiche o piccoli parroci di paese che conducono vite al di fuori di quello che definiscono “dottrina” ormai si moltiplicano facendo trapelare la triste realtá: Non siamo di fronte a “Lupi Solitari” ma bensí ad un sistema marcio, dalle radici alle foglie che cadono ad una ad una sotto i colpi della veritá. Tesorieri Vaticani che spendono i soldi destinati alle missioni in lusso, droghe e sesso; piccoli e innocenti parroci che si rivelano soggetti socialmente pericolosi. Un albero ormai morto.

Nessuno puó essere escluso: Le comunitá parrocchiali che fanno da scudo a gravi reati, pastori e pecorelle tutti conniventi di un male ormai diffuso. Fidarsi ormai é solo piú un rischio, diffidare di tutti deve essere la regola: Siamo in pericolo, siamo sotto attacco. La contabilità delle vittime non è ancora nota, ma si parla di moltissime. Ma come sono potuti sfuggire ai controlli del Vaticano?

Borghetto Santo Spirito, Savona, Liguria. Zona dove ho passato tante e felici vacanze estive ignaro del male che la dominava. Il Parroco del santuario di Sant’Antonio da Padova di Borghetto e vice direttore della Caritas diocesana Don Francesco Zappella é stato sospeso dal suo incarico per un caso di violenza sessuale avvenuta nel 2005. Caso che era stato archiviato per prescrizione e per mancanza di denuncia da parte della vittima. Il vescovo di Albenga Guglielmo Borghetti ha acquisito gli atti d’indagine di un’altra indagine sempre legato a  Zappella. Eh sí perché il nostro parroco nel 1991 era giá stato condannato a 14 mesi dal tribunale di Pinerolo (Piemonte) per atti di libidine violenta su due ragazzini sotto i 14 anni. Una carriera segnata dalla “malattia” della pedofilia che nell’agosto del 1989 lo ha portato ad interrompere il noviziato nei Salesiani a Monte Oliveto (Pinerolo).

Ma come é possibile che una persona del genere sia potuta entrare nel seminario di Albenga dopo una condanna per pedofilia? Il sistema non ha controlli o forse insabbia per non curare?

La cosa che fa piú riflettere é avvenuta proprio qualche giorno fa quando il consigliere comunale Pier Paolo Villa (Lega Nord) ha scritto una lettera aperta in cui chiedeva al vescovo, Guglielmo Borghetti, che don Francesco Zappella resti parroco della cittadina…. per il bene dei fedeli.

Questo il testo della lettera:”Vi chiediamo di lasciare don Zappella al suo posto per il bene della parrocchia e di tutti i fedeli (n.d.a. Ma cos’é il bene secondo Villa?). Mi sono permesso di scrivervi perché ho un peso sul cuore che devo liberare. Lo faccio a nome di decine e decine di parrocchiani che hanno conosciuto in questi 6 anni una persona che, nonostante le sue precarie condizioni di salute, ha saputo avere la forza di dare nuova Vita alla comunità coinvolgendo anziani, adulti, ragazzi, bambini, famiglie. Anche Voi, durante le visite in occasione di diverse ricorrenze, avete sottolineato quello che noi, comunque, già conoscevamo. Avete scelto don Francesco come Vostro collaboratore, e avete chiesto ai suoi parrocchiani di tenerlo stretto. E tenerlo stretto è proprio quello che vogliamo fare. Noi non abbiamo diritto di giudicare, però possiamo parlare fermamente per ciò che abbiamo visto e apprezzato grazie a lui. E i fatti parlano di un uomo forte ed umile, che ha dedicato pienamente la sua acciaccata vita al servizio di chi ha bisogno, come parroco e come volontario nella locale pubblica assistenza, senza mai tirarsi indietro. Vi chiediamo di lasciarlo al suo posto, per il bene della parrocchia e di tutti i fedeli. Ve lo chiediamo con il massimo rispetto, ma con la convinzione di chi sente di perdere qualcosa di essenziale”

Il problema come si puó intuire é ormai fuori controllo. Le regole per cercare di contenerlo sembrano non esistere e quando esistono si muove qualcuno per difendere l’indifendibile. Bisogna agire e anche in fretta prima che il male si diffonda anche fuori dei confini religiosi. In questo periodo di discussioni sulla difesa delle tradizioni cattoliche forse é il caso di fermarsi a riflettere se é meglio difendere le tradizioni oppure i cittadini stessi. Salvini mi aspetto un’azione di forza verso il tuo uomo di partito che con forza cerca di salvare quello che invece va estirpato alla radice.

Considerazioni, ringraziamenti e spiegazioni

  • Certo il titolo non brilla per originalitá ma era l’obiettivo. Questo post vuole ovviamente essere una provocazione a determinati modi di pensare e classificare le persone, le religioni i diversi credi. Il post peró descrive una storia purtroppo vera accaduta veramente in Liguria.
  • Si puó scrivere in tanti modi, si puó provocare, si puó criticare ma bisogna sempre riflettere sui termini che si utilizzano. Non si deve giocare sulla sensibilitá delle persone per creare fenomeni che non esistono. La penna rimane tale verso i nemici ma ci si accorge che puó essere una spada quando la sua lama punta questa volta al proprio viso. Vi posso ovviamente rassicurare sul fatto che nonostante gli scandali non penso che la Chiesa sia tutta marcia. Non sono Bastardi i Cattolici ma certo come in tutte le famiglie esistono delle pecore nere che semplicemente vanno allontanate senza discussioni. Come non esiste un attacco Islamico non esiste una chiesa incancrenita (ma che sicuramente ha dei problemi gravi). Come una ristrettissima minoranza di Islamici sono terroristi anche una ristrettissima minoranza di ecclesiali é pedofila ma non per questo si ‘;e autorizzati a generalizzare. Il rispetto va dato prima di tutto a chi crede e a qualunque religione essi credano. I problemi vanno risolti non amplificati con slogan propagandistici.
  • Le notizie riportate dal post non sono inventate ma riprendono le notizia riportate dal Secolo XIX e precisamente dai seguenti articoli:

    Borghetto, lettera al vescovo: non allontanate il prete pedofilo , Albenga, bufera sulla Diocesi: da don Zappella «ripetuti atti di pedofilia»

  • Ringrazio come sempre la Zanzare di Radio 24 per fare da cassa di risonanza a casi che non vanno nel mainstream mediatico e che rimangono spesso sconosciuti ai piú. Siamo al Top come sempre. Qui la registrazione della puntata dove al minuto 44:45 viene chiamato Il consigliere comunale Villa di Borghetto Santo Spirito che si irrita, non risponde alle domande e dice semplicemente ” ho scritto in nome dei fedeli.. mi sono fatto potavoce”… “questo uomo ha tirato su questa parrocchia e mi dispiace se va via”. É un pedofilo signor Villa, condannato e recidivo. Per il bene dei fedeli cosa? Salvini voglio veramente vedere una seria presa di posizione a riguardo, voglio una scomunica leghista. Grazie.

L’In-Giustizia Italiana ha trovato un (unico) colpevole per il Sisma dell’Aquila, Il Rettore. Dove siete difensori dei piú deboli?

Si chiama Livio Bearzi, 58 anni, sposato, tre figli a carico. Era il Preside del convitto Domenico Cotugno, l’istituto aquilano che dirigeva la notte del sisma.

E’ stato condannato in via definitiva a 4 anni che sta giá scontando nel carcere di Udine. Il suo reato? OMICIDIO COLPOSO di tre studenti e lesioni ad altri due.

La sua colpa? non aver chiuso il convitto e fatto uscire gli studenti (minorenni) in strada che come si sá non é propriamente la scelta migliore durante un terremoto. L’istituto dopo 200 anni di trascurata manutenzione é venuto giú come un castello di sabbia come ci racconta il Corriere.

Questa era la lista degli indagati nell’inchiesta che riguarda i crolli dell’Aquila per i filoni che riguardano la casa dello studente ed il convitto nazionale:

Questi i nomi degli indagati per la Casa dello studente:

  • Claudio Botta (Ingegnere progettista)
  • Giorgio Gaudiano (collaudatore per l’acquisto dello stabile dal consiglio di amministrazione dell’opera universitaria dell’Aquila, 1977)
  • Walter Navarra (ingegnere incaricato dal consiglio di amministrazione dell’Opera universitaria)
  • Berardino Pace (progettista e direttore dei lavori di ristrutturazione dello stabile)
  • Carlo Giovani (direttore dei lavori per conto Regione Abruzzo)
  • Pietro Centofanti (progettista e direttore lavori di restauro dello stabile)
  • Tancredi Rossicone (progettista e direttore dei lavori dello stabile)
  • Massimiliano Andreassi (progettista e direttore dei lavori di restauro incaricato dei controlli non eseguiti)
  • Pietro Sebastiani (responsabile dell’area tecnica dell’Azienda per il diritto allo studio universitario, presidente della Commissione di collaudo dei lavori di ristrutturazione)
  • Luca Valente (direttore dell’Adsu)
  • Luca D’Innocenzo (presidente dimissionario dell’Adsu e attuale assessore alla Promozione sociale del Comune dell’Aquila).

Per i convitto nazionale erano indagati:

  • Livio Bearzi ( rettore del Convitto nazionale)
  • Vincenzo Mazzotta ( dirigente del settore edilizia e pubblica istruzione della Provincia dell’Aquila).

Non che voglia altre persone in carcere invece del Dottor Bearzi ma che un rettore sia l’unico colpevole di questa tragedia fa di tutta questa inchiesta (a mio parere) un altro grande errore della nostra giustizia. Una giustizia che non garantisce, quella che non colpisce chi dovrebbe, quella che trova giustificazioni per alcuni e colpe per altri.

Non ho letto i capi di accusa ma se un edificio crolla dopo 200 anni e uccide 3 giovani l’unico responsabile é il rettore? E le norme di sicurezza in un’area sismica? E i vari permessi che sempre si rilasciano? E la Protezione Civile che deve costantemente controllare.

Per mia curiositá personale sono andato a cercare nel web i varie articoli critici contro il sistema scritti in quel periodo. Mi riferisco per motivi di coerenza al Blog di Beppe Grillo che sostiene di difendere i sopprusi verso i piú deboli. Non é il blog una fonte di informazione ufficiale ma sicuramente fá della critica alla stampa ufficiale un suo cavallo di battaglia. Cosí il sempre Polemico Beppe Grillo accusava un sistema che aveva fallito da un punto di vista civile non applicando le regole di sicurezza (giustissimo). Poi si scagliava contro i vari esperti che non avevano dato l’allarme adeguato e riferiva del solito sconosciuto eroe che non era stato ascoltato e che le morti si potevano evitare. Come sempre “il senno di poi…”.

E poi il silenzio dal 2009.

Si era detto che si sarebbe seguita da vicino la sentenza ma come poi capita spesso le promesse sono facili ma i fatti meno. Nessuno si é poi preoccupato di denunciare questa vergogna o meglio non ho trovato nessun altro articolo che denunciasse questa vergogna se non il Corriere della Sera ovvero la Stampa ufficiale.

Come mai? Non é forse il rettore Bearzi un simbolo di un sistema che fallisce nella garanzia piú importante, la Giustizia per i cittadini?

Certo non é Grillo il mio riferimento né il problema di questa triste vicenda ma chi si professa Paladino della Giustizia dal basso non dovrebbe applicarla per ogni caso? Questo é sfuggito?

Sono sicuramente un soggetto di parte che non apprezza le battaglie portate avanti dal M5S e per questo spesso mi scaglio contro le loro idee. Non é per partito preso ma per coerenza mancata. Quella sempre professata ma applicata solo dove serve alla propria causa; né piú né meno quello che fá la stampa ufficiale e spesso servile.

Inoltre i presunti colpevoli secondo i il “tribunale popolare” erano i vari esperti, quelli che fortunatamente sono stati assolti:

  • La Giustizia ha assolto i vari esperti che non avevano “previsto adeguatamente” il sisma. Mi riferisco al Professor Boschi che in Cassazione é stato assolto perché “Il fatto non sussite”. Boschi era del gruppo di esperti ormai sulla graticola della Giustizia Popolare Populista che dopo qualche giorno giá conosceva tutte le responsabilitá. Quella che pensa che tutto é prevedibile e tutto é facile da gestire.
  • L’assoluzione arriva peró dopo le condanne in primo e secondo grado per Boschi a 6 anni e 10-12 Milioni di rimborso. “Per non aver previsto”. La stessa giustizia che poi alla fine cancella tutto e dimostra che i problemi sono profondi e gravi. Un conto é cambiare una pena un conto e camcellarla con “Il fatto non sussiste”.

Non desidero la pena per il Professor Boschi perché sono contento della sua assoluzione. Trovo  tremendamente grave che in Italia si possa accusare qualcuno di non aver “previsto” adeguatamente un evento catastrofico mentre invece non esiste la possibilitá di identificare i responsabili di mala gestione, manutenzione, sicurezza pubblica. Le responsabilitá per regole mai applicate sono sempre impossibili da dimostrare in un sistema contorto, burocratico che non garantisce nulla al cittadino. Trovo tremendamente grave il fatto che il povero populino abbia bisogno della vittima sacrificale, che si agiti quando bisogna trovare i colpevoli ma non si indigni quando il colpevole é obiettivamente quello sbagliato.

Alla fine a pagare é il povero professor Bearzi, responsabile di colpe che non ha e che insieme al pesante fardello di aver perso 3 ragazzi sotto la sua responsabilitá si ritrova anche unico condannato di un’altra vergognosa vicenda giudiziaria Italiana.

Aspetto che i paladini della giustizia popolare si attivino in suo favore anche se nutro il forte dubbio che il soggetto sia troppo poco complottista per gli affezzionati del solito bar del nulla cerebrale.

Comprare voti con la spesa pubblica: Renzi e il “bonus cultura”

Buono Regalo 500E     L’Italia si sa é uno dei paesi con la peggiore efficienza pubblica, la sua spesa é alta e i risultati della gestione deludenti. Si pagano tasse elevate e si ricevono in cambio servizi scadenti e come spesso si dice:”Tasse Svedesi per servizi Turchi”.

Rendere efficiente il sistema pubblico dovrebbe essere uno degli obiettivi principali di ogni Governo Italiano ma questo purtroppo non é mai capitato e si é sempre preferito elargire mance con i soldi dei cittadini per i propri obiettivi elettorali.

Il Governo Renzi ha attualmente aggiunto un nuovo tassello al suo programma elettorale a carico della collettivitá: “Il bonus Cultura”. Dopo aver regalato 80E ai meno abbienti, dopo aver annunciato l’eliminazione della tassa sulla prima casa adesso Renzi pensa a rafforzare la propria influenza sull’elettorato dei neo 18enni regalando 500E da spendere in non ben definiti obiettivi culturali (sembra libri, musei, cinema etc.) Tutte queste misure non portando vantaggi all’economia reale non possono che essere letti come regali elettorali.  Considerando inoltre che l’unico schieramento politico in grado di infastidire Renzi alle prossime elezioni é il M5S, tutti questi “regali” non fanno altro che cercare di allargare il consenso elettorale. Chi legge questo blog conosce bene la mia posizione sul M5S: non avendo né idee chiare (e spesso negative per il bilancio statale) né programmi consistenti, il M5S é a mio modo di vedere un passo indietro e pericoloso per il paese. Detto questo peró combattere elettoralmente il M5S con dei regali di stato a carico della collettivitá mi sembra in parole povere una vera e propria “porcheria”. Poi perché mai il M5S non dovrebbe andare al Governo? Sarebbe l’occasione di dimostrare cosa é veramente in grado di fare (nulla) e forse cambierebbe il suo consenso da parte dei cittadini. A parlare dal dí fuori siamo tutti capaci ma mettere a posto il paese é cosa ben piú difficile e non lo si fa sicuramente con il pochismo pentastellato. In ogni caso accettare “la porcheria” del Bonus diciottenni come unica arma contro Grillo é come accettare l’idea che in Italia il buon Governo non serva a nulla e che il consenso si prende solo grazie a regali di Stato.

Certo questa é una visione molto negativa del provvedimento ma non penso che sia cosí lontana dalla realtá. A mio modo di vedere é un decreto per comprare voti o peggio ancora un decreto del Re che regala bocconi di pane ai propri sudditi (disperati) per guadagnare il loro consenso. Da dove nasce questa mia convinzione?

  • La fascia di etá dei 18enni é statisticamente piú vicina al M5S
  • Il M5S non ha diminuito il suo consenso e rimane l’unica forza politica che puó infastidire Renzi
  • La prossima primavera ci saranno le elezioni amministrative
  • Il legame fra diffusione della cultura e giovani non trova una ragionevole conferma in questo provvedimento perché:
    • I giovani non sono solo i 18enni (del 2016) ma un gruppo piú allargato che puó partire anche da etá minori. Questi peró non voteranno il prossimo anno.
    • Il mondo della cultura ha grossissimi problemi in Italia a partire dalle condizioni delle scuole, dei musei, dei siti archeologici.
    • Un provvedimento ad personam non risolve un problema sistemico.
  • L’Italia in rapporto agli altri paesi Ocse é uno di quelli che spende di meno in cultura e sopratutto in istruzione. Una dimostrazione che non c’é nessuna reale intenzione di migliorare il sistema ma solo di guadagnare consensi. Nonostante i rumorosi annunci sulla “Buona Scuola” la situazione Italiana non mostra un paese interessato a migliorare il sistema dell’Istruzione. Anche i provvedimenti del Governo Renzi sono stati alquanto limitati e insufficienti, c’é molto da fare ma non sicuramente nella direzione dei bonus selettivi su base elettorale.

Quali sono gli aspetti estremamente negativi di questo provvedimento:

  • Annuncia che la copertura per il Bonus viene dallo slittamento al 2017 del taglio IRES. Come ho giá fatto notare nel post sul taglio IMU, Matteo Renzi nei suoi annunci molto spesso mente spudoratamente rispetto ai numeri dei documenti ufficiali del Governo. In questo caso il taglio dell’IRES era giá previsto per il 2017 e quindi non esiste nessuno slittamente. In questa presentazione ufficiale del Governo sulla Legge di Stabilitá 2016 mi sembra non ci siano dubbi su quanto detto sopra (pagina 11 della presentazione). Senza ulteriori chiarimenti da parte del Governo, dobbiamo intendere il Bonus come un aggravio aggiuntivo alla spesa pubblica oppure in carico ai cittadini con nuove imposte.
  •  Il provvedimento non fa nessuna differenza di merito per chi riceve il bonus ma viene dato “a pioggia” a tutti i 18enni. Credo esistano in Italia 18enni per i quali un aiuto puó servire ed altri no, anche escludendo il merito direi che le condizioni economiche delle famiglie potrebbero essere un buon metodo selettivo per distribuire il bonus. Questo peró é giusto nella logica di una distribuzione equa ma non nella logica di raccogliere i voti.
  • Se si vuole aiutare la cultura bisogna investire sulla cultura stessa e sulle sue infrastrutture.
  • Se si vogliono avvicinare i giovani (tutti) alla cultura bisogna forse cercare di generare sconti per l’accesso a mostre, musei ma ovviamente la tessera fisica per il 18enne é un bene tangibile che fa il suo lavoro quando lo stesso sará nella cabina elettorale prendendo la mira per la sua X.
  • Tutto fa cultura ma forse é necessario fare delle diversificazioni che invece non sembrano previste. Non tutti i film sono culturali, non tutti i libri veicolano cultura… anzi.
  • In questo interessantissimo articolo: “A cosa serve la paghetta di Stato, se le università fanno schifo?“ viene chiaramente elencata quel’é la reale situazione Italiana a riguardo dell’istruzione. Forse i soldi andrebbero spesi in questa direzione invece di essere sprecati per pura propaganda elettorale.
  • Questo ulteriore costo per la collettivitá viene aggiunto ad una finanziaria che genera tagli in settori importanti come l’informatizzazione della pubblica amministrazione che per il 2016 scende di ben il 50%. Ma non si doveva digitalizzare il paese?

Il Governo Renzi con il passare dei mesi ha dimostrato che i suoi slogan erano solo tali e attualmente la velocitá riformatrice sí é drasticamente ridotta (giá non era quella che mi sarei aspettato) e si é trasformata in una propaganda degna del peggiore signorotto medioevale. Rinnovo PA inesistente, spending review che cancella costi utili e non sprechi, riforme mai aggressive e regali inutili in carico alla spesa pubblica. L’informazione giornalistica (come sempre) non sembra reagire a dovere come avrebbe fatto se le stesse decisioni fossero state prese da un certo Berlusconi. Ammettiamolo, nonostante la mia allergia al personaggio ho ancora della un barlume di onestá intellettuale per ammetterlo. Non voglio giustificare l’operato del nonno di Arcore ma é indubbio che con lui la stampa avrebbe preso posizioni molto piú critiche. Adesso tutti zitti, tutti in silenzio, tutti allineati e coperti verso un destino che sembra non voler cambiare. L’incapacitá politica é ormai uno standard de facto e le alternative delle opzioni tossiche. Il buon governo non é piú un obiettivo comune ma si preferisce convincere la gente con regali elettorali che non hanno futuro ma solo una fastidiosa puzza di un passato che credevamo lontano.