Il Comunismo che chiede aiuto al Capitalismo

Communist Party  Ho sempre simpatizzato e quasi sempre votato a sinistra ma ammetto che certi concetti di base dell’ideologia sinistrorsa ancora vivi ai giorni nostri, mi lasciano perplesso e (negativamente) stupito.

Votare a Sinistra o averne simpatia non vuol dire necessariamente essere un comunista in senso stretto perché é provato dalla storia che questa dottrina economica non puó funzionare per mancanza di un modello economico aperto. I vari tentativi storici di applicare un sistema Comunista (o diciamo un Socialismo reale) hanno avuto dei seri problemi di fattibilitá e non hanno portato dei vantaggi al proletariato che tanto avrebbe dovuto avantaggiarsene.

L’attuale propaganda elettorale di alcuni gruppi di Sinistra piú tradizionali (SEL per esempio) mi lascia esterefatto. Uno puó essere un convinto idealista ma ad un certo punto dovrá pur iniziare a guardare in faccia la realtá e il mondo con la sua storia e i suoi numeri. Sentire nel 2013 qualcuno che trova nell’economia di mercato la causa di tutti i mali, il nemico da combattere, mi sconvolge; come se il nostro mondo fosse cresciuto per grazia del solo sistema pubblico.

La prima domanda che mi piacerebbe fare ad un Nichi Vendola di turno é di spiegarmi quale é il motivo del successo dei Comunisti Cinesi nell’attuale economia mondiale. L’esempio della Cina, a me vicina per motivi lavorativi, é secondo me significativo per dimostrare che nel nostro mondo (diciamo negli ultimo secoli) l’economia di mercato é stata il solo motore per il miglioramento delle nostre condizioni di vita.

In Cina nel momento in cui si applicarono i principi della rivoluzione culturale proletaria venne cancellato tutto quello che aveva a che fare con la libertá privata, culturale e di mercato e l’economia passava sotto il completo controllo dello stato. I risultati di questa economia pianificata si sono visti chiaramente e i numeri della povertá cinese ne sono la prova. Una macchina pubblica non puó gestire in efficienza un’economia e come conseguenza senza un’economia solida anche i proletari non ne traggono vantaggio.

Dopo la morte di Mao l’economia cinese ha subito delle modifiche strutturali che si possono suddividere nelle seguenti fasi:

Prima fase 1978-1989:

Lo stato pesava per un 80% della capacitá produttiva del paese, l’80% della popolazione (1 miliardo) era in gran parte occupata presso fattorie gestite in comunitá.

Nel 1978 Deng Xiaoping andó al potere cercando di modificare per la prima volta l’ideologia che guidava il paese e che aveva portato a 29 anni di impoverimento dovuto a una pianificazione economica centralizzata e inefficiente gestita completamente dallo stato.

In questi 29 anni tutti i risultati economici, principalmente derivanti dall’agricoltura vennero utilizzati per investimenti nell’industria ma per inefficienza delle varie pianificazioni statali crearono solo costi e vennero quindi sprecati per strada.

Deng Xiaoping portó delle regole nuove che sarebbero state definite eretiche sotto Mao:

  • Libertá per gli agricoltori di coltivare cosa volevano
  • Lo stato pagava direttamente i prodotti agli agricoltori

L’agricoltura rimaneva il combustibile per l’industria ma le regole di mercato venivano allentate, si introduceva un pó di libero mercato, risultati:

  • In 10 anni la produzione Agricola raddoppió nonostante molta gente emigró verso le cittá
  • Anche l’industrializzazione crebbe di conseguenza e quindi si ridusse la disoccupazione.

Dopo queste scelte Deng Xiaoping prese delle decisioni ancora piú drastiche rispetto al passat (il nocciolo dell’articolo): Cercó di attirare capitali esteri per gli investimenti. Praticamente chiese aiuto al capitalismo per far crescere il paese perché la pratica dell’ideologia aveva fallito.

Creó delle zone franche a tasse e burocrazia ridotta per attrarre aziende estere che arrivarono in fretta. Nel 1984 erano 14 le cittá a zona franca. Questi investimenti ebbero un rallentamento nel 1989 quando le repressioni di piazza Tiananmen aveva fatto ripensare gli investitori esteri.

Seconda fase 1990-2008:

Dopo la fase di rallentamento gli investimenti continuarono ad arrivare accelerando negli anni 90. Nel 1990 gli investimenti esteri erano di 5 Mrd $ e crebbero fino a 38 Mrd $ nel 1995. Per chiudere a 100 Mrd$ all’inizio del 2000.

Le aziende continuavano ad investire nella speranza di vendere in quel mercato e la Cina faceva di tutto per attrarle ed acquisire le capacitá manageriali e tecnologiche che la rivoluzione culturale aveva cancellato.

Alle aziende estere erano offerte tasse basse, possibilitá di acquistare terre con l’unico intento di accelerare il processo di assunzione dei cinesi nell’industria.

Il Capitalismo era la chiave della crescita per Deng Xiaoping che aveva comunque mantenuto un apparato statale Socialista per il controllo. Il suo piano nel lungo periodo ha dato ragione alle sue idee.

In 30 anni la Cina ha portato fuori dalla povertá 600 Milioni di persone. Ripeto: 600Milioni di persone (l’Europa ha 500 Milioni di abitanti).

Dal 1980 al 2008 il potere di acquisto pro-capita dei cinesi é aumentato per un fattore moltiplicativo pari a 11. Ripeto: moltiplicato 11 volte. (Come se in Italia uno stipendio di 2milioni di Lire nel 1980 diventasse circa 11000 Euro nel 2012)

 Ma perché il mercato é cattivo e lo Stato é buono?

Questo articolo non vuole essere un manifesto contro la Sinistra perché anche a Destra (forse anche in maniera piú accentuate sotto alcuni aspetti) c’é la persistente difensiva della macchina statale. Cosa deve rimanere in mente dopo questa piccolo parentesi cinese? L’idea che un controllo pubblico del mercato non puó essere né efficiente né positivo per i lavoratori e per tutti i cittadini. L’Italia ne é (purtroppo) un esempio perfetto:

  • La Burocrazia Italiana é inefficiente e troppo complessa
  • La macchina statale é troppo costosa (tasse) e impatta negativamente sul mondo economico produttivo.
  • Lo Stato cerca di controllare molte delle attivitá economiche impedendo che si realizzi un libero mercato quindi competizione quindi piú lavoro.
  • Molti dei servizi Statali che potrebbero essere gestiti privatamente vengono mantenuti all’interno del confine pubblico per puro interesse di controllo e come risultato portano all’inefficienza dei servizi stessi. Un esempio é la gestione delle energie alternative a controllo pubblico.
  • Lo stato Italiano spreca. http://www.linkiesta.it/corte-dei-conti-ue-efficienza-energetica

Il motivo per cui le condizioni di mercato in Italia peggiorano é anche dovuto al fatto che nessuno si sogna, per  motivi sopra elencati di investire e creare lavoro in Italia, se ci viene é solo per ferie ma nemmeno piú tanto.

In queste condizioni mi chiedo come ci possano essere ancora politici (ma anche elettori) che cercano di convincere che é il mercato libero la causa di tutti i mali mentre la gestione pubblica é la soluzione. L’Italia é la prova che siamo esattamente nella situazione opposta: uno Stato inefficiente grava sull’economia e non ne aiuta la crescita.

Ho preso Nichi Vendola come esempio perché ha spesso la brutta abitudine di additarela ricchezza come un nemico da stanare. Se un imprenditore che nella vita ha investito i suoi soldi e fatto lavorare gente é per definizione “da spellare di tasse” solamente perché possiede piú della media. Essere ricchi (se non lo si é per malavita) non é una colpa, é una fortuna e spesso anche una qualitá (tutti possono essere lavoratori ma non tutti possono avere le capacitá di imprenditori). In Italia abbiamo una classe politica che vive sulle nostre spalle con stipendi eccessivi e multipli rispetto ad alti manager privati e la stessa classe politica si permette di accusare chi ha soldi? Non mi pare una atteggiamento corretto, il nemico non é il privato ma il pubblico.

Non voglio fermarmi al solo Nichi povero, non é l’unico. Da Destra a Sinistra é pieno di politici che difendono la macchina statale e la sua esistenza; la spacciano come garanzia per il cittadino ma é solo una garanzia per loro e un furto autorizzato per noi.

MENO STATO, PIU’ MERCATO, PIU’LAVORO.

Usciamo dalla nostra “Rivoluzione Culturale”.

Ma quale “Servizio Pubblico”?

La puntata di “Servizio Pubblico” con ospite il nostro caro ex premier é andata secondo programma. SB si é comportato da SB, Santoro da Santoro e Travaglio da Travaglio… nessuna novitá e quindi nulla di diverso e nulla di positivo.

Alla fine della puntata cosa puó averne tratto un elettore?

Chi ha guardato la puntata per il gusto della rissa é sicuramente uscito quasi soddisfatto anche se avrebbe voluto:”domande piú cattive” in modo da nascondere il suo primario obiettivo (vedere i Gladiatori feriti) con qualche piú onorevole motivazione. Chi invece voleva trarne qualche spunto é stato ovviamente deluso, ma come stupirsi?

Cosa ci si poteva aspettare nello scontro fra un pessimo giornalismo e un pessimo politico? Nulla ovviamente e cosí é andata.

Qualche domanda giusta c’é stata, qualche tentativo lieve di mettere SB di fronte alle sue responsabilitá di Governo ma purtroppo poca roba e mal preparata.

Dall’altra parte SB ha negato tutto, ogni responsabilitá, ogni evento, ogni decisione; é stata negata anche l’evidenza delle prove, tutto falso. Questa é sempre stata la povera ma efficace tecnica difensiva di SB che peró aveva un preciso obiettivo: convincere l’elettore distratto e disinformato, quello che non ha nessuna evidenza per non credere alle parole del Cavaliere.

Proprio su questo punto ricadono le gravi colpe del pessimo giornalismo Italiano, non essere in grado di contrapporre nessun vero dato, una vera analisi e quindi un confronto reale sui contenuti. Un confronto del genere  sarebbe il vero “Servizio Pubblico” ma il giornalismo Italiano preferisce offrire al pubblico lo scontro Gossip-pato invece dell’informazione. Questo piace al pubblico ma non giustifica i giornalisti dall’astenersi a  scelte di informazione reali invece di inseguire l’audience.

Siamo nel mezzo della peggiore crisi economica del secolo e il giornalismo si dimostra impreparato nel trovare delle serie analisi sull’unico problema del momento, l’economia reale. Non ha alcun argomento solido da contrapporre ai suoi invitati specialmente quando sono loro i maggiori responsabili dell’inattivitá politica verso la crisi.

Oggi non esistono altri problemi al di fuori dell’economia e c’é chi ancora si ostina a mettere mignotte, processi e figuracce internazionali come la peggior colpa di SB. Ovvio che tutte queste cose sono verissime e hanno pesato per anni sulla credibilitá e serietá Italiana, ma a Febbraio non si vota sulla base dei processi di SB ma su chi ha una soluzione credibile nel gestire un paese in forte crisi  e nel rimettere in sesto i suoi conti pubblici. Questo é l’unico problema Italiano, tutto il resto é il NULLA e quindi non é accettabile di vedere proprio in questo periodo 2 ore di chiacchere da bar. Cercando di trovare una giustificazione al NULLA Giornalistico é peró deludente riscontrare quanto nemmeno le discussioni Gossipopolari sono state cosí micidiali per l’invitato SB. Il buon Travaglio non é riuscito nemmeno a ad essere incisivo e controbattere sul suo campo preferito, quello dei processi, e allora? Cosa significa giornalismo? fare domande o fare monologhi? Intervistare o fare teatro?

In un paese normale un politico come SB sarebbe stato eliminato giá da molto tempo perché una stampa seria e un elettorato cosciente gli avrebbe staccato la flebo molto prima. Peró viviamo in Italia e ci piace l’arte e il teatro, chissenefrega dei contenuti. Mi piacerebbe vedere un giornalismo che cerca di ridare una coscienza agli elettori e che riesce a distogliere la loro attenzione dal puro SHOW per rimettere la prioritá sui contenuti che devono essere chiari, semplici e utili alla nostra funzione di elettori. Purtroppo questo sembra non succedere in Italia e tutti preferiscono impoverirsi continuando a parlare del Bunga Bunga.

La favola dell’Euro cattivo

In questo periodo si sentono spesso discorsi sulla nostra moneta unica come la causa primaria della pessima situazione economica Italiana e sopratutto come un’uscita dalla stessa porterebbe grandi vantaggi. Sull’aspetto dell’uscita dall’Euro preferirei discuterne in un altro post mentre vorrei concentrarmi su alcune riflessioni a proposito dei presunti legami fra Euro e crisi economica.

E’sempre buona norma analizzare e riflettere sui dati statistici (In questo post EUROSTAT) perché fino a prova contraria i numeri non mentono e sono l’unico modo per capire quanto ci sia di causa effetto fra due variabili. I numeri oltretutto in teoria dovrebbero smascherare chi prospetta nuove teorie economiche o misteriose minacce di poteri oscuri o semplicemente chi indica nell’Euro le cause di ogni problema in modo da negare le proprie colpe.  In Italia purtroppo i numeri non hanno diritto di cittadinanza, a differenza delle idiozie.

Partiamo con ordine:

L’Euro é la causa della crisi Italiana e del pessimo andamaneto dell’economia.

Se questo fosse vero dovremmo ritrovarci storicamente economia crescente prima dell’Euro e un peggioramento dopo la sua introduzione. Prendiamo il generico PIL come statistica. Qui sotto l’andamento storico del PIL dei maggiori paesi della zona Euro.

pil-italia-etc1

La grande apocalisse dell’Euro non sembra cosí evidente, non si vedono infatti decrescite sia nel 1999 (anno di introduzione dell’Euro come cambio fisso) oppure nel 2002 (introduzione dell’Euro come moneta corrente). Il grafico fa indubbiamente comprendere che tutti i paesi Europei hanno beneficiato della moneta unica e dopo la sua introduzione la crescita economica é stata migliore che in passato. Non mi sembra inoltre che l’Italia abbia un andamento diverso rispetto ad altri paesi che ha detta di molti si sarebbero avantaggiati.

Qualcuno puó obiettare che il PIL non é una misura della ricchezza, vero, e quindi usiamo al suo post oil suo valore pro-capita ovvero calcolato per singolo abitante. Qui sotto il grafico con l’andamento del PIL per singolo abitante (pro-capita) comparato con altri 3 paesi Europei (uno Euro-debole e 2 Euro-forti).

Andamento GDP Procapita

 

Sembra che questa grossa discontinuitá nel momento dell’introduzione dell’Euro continui a latitare.

Qualcuno potrá ancora obiettare che i prezzi in Italia con l’introduzione dell’Euro hanno subito un forte aumento e quindi il costo della vita é di conseguenza aumentato rispetto alla crescita economica.  Questo fattore a detta di molti deve essere considerate per comprendere l’andamento della crescita.

Inseriamo quindi un ulterirore grafico con l’andamento del PIL pro-capita normalizzato , cioé a paritá di potere d’acquisto fra I diversi paesi. In questo caso é normalizzato con i prezzi dell’anno 2009.

Andamento GDP procapita normalizzato

Si intravede addirittura un accrescimento nel 1999 e un lievissimo calo nel 2002 giá presente precedentemente e poi un altro miglioramento. Il calo é presente anche in altri  paesi Euro dotati come la mitica Germania fonte di ogni male (e che avrebbe tratto un grosso vantaggio dall’Euro). Dopo questo “calo”, nel 2003 l’andamento torna a crescere per gli altri paesi (deboli e forti) mentre l’Italia rimane piú piatta e la crescita é minore. Nel grafico si vede inoltre che paesi euro-deboli come la Spagna hanno avuto una crescita piú forte rispetto ai paesi euro-forti. Viene da chiedersi come mai l’Italia, nonostante rientri fra i paesi Euro deboli non é riuscita a crescere? Quale congiuntura astrale ci ha costretti a non crescere? L’Euro o forse qualche responsabilitá al nostro interno?

L’Euro é la causa del nostro debito pubblico.

Il Grosso vantaggio dell’Euro é stato il drastico taglio del costo del denaro. Il Grafico qui sotto mostra  l’andamento storico del rapporto debito/PIL. E’facile notare come dopo l’ingresso nell’Euro il valore si é ridotto drasticamente perché l’Italia ha iniziato a pagare meno interessi sui suoi debiti  riducendo di molto l’indebitamento totale (che per grossa parte é fatto di interessi sui debiti).

Andamento Storico rapporto Debito PIL

Questo vuol dire che l’Italia ha avuto la grande opportunitá di investire a costi piú bassi del denaro ma qualcuno (forse la nostra classe politica?) ha deciso di mangiarsi tutto il vantaggio. La possibilitá c’era ed era grossa ma i nostri cari governanti hanno deciso di buttare tutto all’aria per i loro interessi  di bottega e di partito.

Accusare l’Euro vuol dire semplicemente scaricare le proprie (e uniche) colpe su eventi esterni INESISTENTI.

Senza euro avremmo uno Spread piú basso

Ultimamente c’é chi avanza anche delle interessanti teorie sul famoso Spread (differenziale fra il tasso di Interesse dei Buoni del Tesoro Italiani e quelli Tedeschi a 10 anni) come se anche questo fattore fosse stato in qualche modo pilotato (e peggiorato) dopo l’introduzione dell’Euro. Alcuni politici ci stanno oltretutto giocando tutta la campagna elettorale su questa teoria del complotto europeo.

Giusto per vedere effettivamente cosa é successo negli anni  di seguito c’é l’andamento del famoso Spread dal 1986 al 2011.

Andamento Storico Spread

Penso che ci sia bisogno di una visita oculistica se non si vede la grossa riduzione degli interessi dopo il 1999. E’ indiscutibile il vantaggio dell’Euro, ha appiattito il costo del denaro, cioé noi Italiani potevamo accedere a tassi di interessi uguali a quelli Tedeschi (paesi piú affidabile) nonostante non fossimo mai diventati la Germania. Questo ha voluto dire mutui a tassi piú bassi, inflazione piú bassa e lo Stato avrebbe potuto fare investimenti con costi ridotti rispetto al passato. Avete forse visto questa esplosione degli investimenti? chessó nelle infrastrutture? Io no.

Il valore dello Spread precedente all’introduzione dell’Euro era inoltre piú alto di quello che stiamo pagando oggi (2012-2013) quindi ancora mi chiedo quali stati questi grossi vantaggi che aveva la nostra liretta.

Se esisteva qualcuno che poteva lamentarsi dell’Euro potevano forse essere i paesi euro-forti che non avevano piú vantaggio in termini di costo del denaro rispetto agli Euro-deboli come invece accadeva prima. La vera anomalia era il fatto che l’Italia, la Spagna, la Grecia pagavano interessi uguali alla Germania ma questa anomalia era a tutto vantaggio dei paesi deboli.

Euro occasione persa

L’Euro é stata un’occasione persa e non un danno. I vantaggi erano misurabili ma la nostra Classe Politica ha buttato via l’opportunitá per migliorare il livello dei servizi pubblici e magari fare delle riforme importanti.

La favola dell’Euro cattivo continuerá ad essere un richiamo per le masse, pochi faranno esercizi (semplici) per (almeno) verificare la teoria ma accetteranno passivamente ogni nota del pifferaio magico di turno.

I numeri danno poco spazio alla fantasia e sono difficili da smentire; i numeri vanno oltre il tifo politico o anti-politico.

Tutto questo non vuol dire che l’Euro e l’Europa siano perfetti, anzi, c’é molto da lavorare per rimetterli in sesto e correggere gli errori di definizione. Un’unione solo monetaria non porta da nessuna parte senza una vera comunitá Europa con regole e intenti veramente comuni. La strada per il futuro non puó passare per la sua eliminazione ma solo per il suo potenziamento.

Riferimenti

http://noisefromamerika.org/articolo/andamento-pil-italiano-negli-anni-1995-2009

http://noisefromamerika.org/articolo/euro-non-c-entra

Dall’IPhone all’LTE, la rivoluzione mobile

Negli ultimi 5 anni il mondo della comunicazione mobile é in frenetica evoluzione. La comunicazione sta evolvendo da quella fra soli utenti e contenuti ad una nuova fatta anche di “cose”, siamo in una fase che chiamano “The Internet of Things” ovvero “l’Internet delle cose” e non solo piú degli utenti. Le persone sono connesse alla rete non piú con l’uso esclusivo del PC di casa ma con nuovi dispositivi portatili che richiedono una maggiore mobilitá (smartphone, tablet, phablet, mini laptop, etc). In futuro si utilizzeranno sempre di piú dispositivi mobili connessi anche senza utenti, basti pensare a tutto quel mondo di sensori che comunicheranno via Internet senza richiedere nessun cablaggio particolare. Una stima dice che nel 2020 avremo circa 16 Miliardi di dispositivi On-Line che vuol dire piú o meno 2 volte l’intera popolazione del pianeta.

Questa rivoluzione mobile ha il 29 Giugno 2007 come uno dei suoi giorni piú significativi.

Un uomo con gli occhiali e il solito maglioncino nero saliva su un palco annunciando una rivoluzione.

“This is a day I’ve been looking forward for 2 and an half years, every once in a while revolutionary products come along that changes everything…. Today Apple is going to re-invent the Phone” e cosí é stato.

Parlava di 3 dispositivi, un nuovo lettore mp3 touch screen, un rivoluzionario telefono cellulare e un nuovo comunicatore Internet; aveva ragione tutto é cambiato queste tre funzionalitá erano in un unico dispositivo che non esisteva prima: L’iPhone.

Quell’uomo aveva visto lungo, aveva capito l’esigenza della mobilitá ma soprattutto di fondere assieme  divertimento (iPod), comunicazione voce e comunicazione dati  (internet) il tutto mediante un dispositivo semplice e immediato da usare grazie ad una perfetta interfaccia utente intuitiva e touch, semplicemente per le masse, per tutti.

Quell’uomo ci stave giá lavorando da 2 anni. Nel 2013 tutti gli smartphone sono disegnati come l’iPhone pensato nel 2005 se non era visionario Steve Jobs chi puó esserlo?

Nessuna delle diverse tecnologie introdotte era nuova ma l’assemblare il tutto dentro ad un hardware affidabile e un software immediato (che ha sempre contraddistinto Apple) era l’intuizione. Steve Jobs ovviamente non era solo un visionario ma principalmente un uomo di Business e aveva considerato le grosse potenzialitá e spazi disponibili nel mercato dei dispositivi mobili, i risultati sono andati ben oltre le sue aspettative.

Non intenzione di questo post pubblicizzare l’iPhone, oggi esistono tanti prodotti che forse lo superano tecnologicamente ma nel 2007 era in assoluto la piú grande rivoluzione per la comunicazione mobile.

Da quel momento é stato un boom di vendite che hanno reso la comunicazione mobile dati (accesso ad Internet) disponibile non solo per gli addetti al settore ma per tutto il grande pubblico.

In 1 anno l’iPhone ha raggiunto il 20% del mercato e l’anno successive il 50%, un incremento mai realizzato prima considerando che la Apple era nuova la mercato degli smartphone.

Android.iPhone.share

Le conseguenze sono state importanti per gli opearatori mobili, nel giro di qualche mese hanno visto il loro traffico Internet esplodere. Le reti allora disegnate principalmente per la comunicazione voce, sono state prese d’assalto da utenti che usavano i servizi Internet dello smartphone molto piú frequentemente poiché adesso accessibili grazie all’idea del guru di Cupertino.

In una corsa frenetica tutti i produttori si sono buttati nel mercato smartphone (touch screen) tutti a fare una copia dell’iPhone per vendere come Apple che ormai aveva raggiunto quote altissime di mercato. Nei primi anni la maggior parte del traffico Internet degli operatori era prodotto da utenti iPhone. Nel 2009 ben il 69% di tutto il traffico Internet su rete mobile in US proveniva dal 48% di dispositivi Apple che é indubbiamente la prova che gli utenti iPhone usavano di piú i servizi Internet rispetto agli altri utenti mobili. L’iPhone aveva rotto la barriera dell’usabilitá dei servizi Internet su dispositivo mobile, era un nuovo e potente comunicatore mobile.

iPhone-Traffic share

Da allora molto é cambiato, le reti degli operatori hanno cercato di fornire sempre piú alte velocitá di accesso per i servizi a pacchetto (Servizi dati per accesso ad Intenet). I costi delle tariffe dati mobili sono crollate, prima dell’iPhone solo le aziende potevano permettersi di avere servizi dati adesso invece la possibilitá é per tutti, il mercato é spesso piú democratico di quanto si crede.

La tecnologia mobile era passata da reti di 2a generazione (GSM/2G) con scarsa propensione ai servizi dati alla 3a generazione (UMTS/3G) che aveva cercato di fornire piú banda disponibile per il traffico dati ma che comunque non era giá piú sufficiente per reggere l’esplosione del traffico e la richiesta di mobilitá degli utenti.

Di fronte a questa rivoluzione mobile nuove tecnologie erano necessarie per attutire l’impatto e L’LTE (Long Term Evolution,  chiamato anche 4G) era una delle possibili risposte.

    Quali sono I vantaggi dell’LTE?

Il BIT costa meno

Il grosso vantaggio della tecnologia LTE é principalmente per l’operatore. Nonostante I grossi investimenti in termini di infrastruttura di rete (Antenne, connessioni in fibra etc.) l’LTE utilizza meglio le frequenze a disposizione (bene prezioso e costoso), liberalizzate a fatica dai diversi Stati, e ne ottimizza l’utilizzo.

Semplificando l’operatore riesce a trasmettere piú bit a paritá di frequenza, ad aumentare di conseguenza la capacitá di banda e gestire piú utenti (aumentando il rendimento economico del servizio). l’LTE abbassa il costo per bit nello stesso spettro di frequenza (larghezza di banda) nel quale possono essere trasmessi piú bit rispetto alle vecchie tecnologie.

La banda di accesso é piú alta

L’utente dell’LTE ha teoricamente a disposizione velocitá di accesso ai servizi piú alte rispetto al passato per l’accesso ai servizi dati: dai 50 ai 100Mbps (Megabitpersecondo). Ovviamente questi valori sono teorici e dipendono dall’offerta commerciale che i diversi operatori vogliono offrire.

Attualmente Vodafone Germania offre l’LTE fino a 50Mbps.

LTE é Always on

Considerando le bande in gioco nell’LTE gli operatori offrono il servizio LTE come alternative mobile  ai servizi di accesso fissi come ADSL/Fibra piuttosto che come servizio di accesso per smartphone. Il grosso degli utilizzatori dei servizi LTE saranno utenti PC provvisti di chiavetta LTE (Dongle) principalmente per due motivi: Non sono tanti i modelli di smartphone attualmente disponibili per LTE e perché 50Mbps per uno smartphone hanno attualmente poche applicazioni.

L’accesso LTE é quindi paragonabile ad un accesso ADSL/Fibra dove l’utente é sempre connesso alla rete dati, cosa che non accadeva con le precedenti tecnologie  UMTS/HSDPA. Nelle reti 3G la connessione dati é continuamente messa in pausa principalmente per risparmiare bit in rete ma soprattutto per risparmiare batteria dello smartphone. Nell’LTE questo tipo di meccanismo non é necessario e l’utente risulta sempre connesso con un vantaggio in termini di ritardo e prestazioni (la connessione non deve essere ri-attivata dopo la pausa).

Il motivo principale di questa architettura é che la rete LTE é piú simile (semplificazione) alla rete Internet che alle vecchie reti mobile. Tecnicamente la rete LTE nasce a pacchetto (Protocollo IP) come il modello funzionale della rete Internet, semplificato rispetto alle reti 3G/2G.

  Gli svantaggi ha l’LTE?

Investimenti e Fibra

Per l’operatore ogni nuova tecnologia impatta sempre in termini di costi per l’investimento. Tutte le antenne devono essere modificate e aggiornate per l’LTE, le bande in gioco impongono di avere capacitá nella tratta via terra (dopo la cella), di qualche Giga bit per secondo (1 miliardo di bit al secondo) raggiungibili esclusivamente con la tecnologia in fibra ottica che ha costi di messa in opera elevati.

La tecnologia LTE non potrá essere usata completamente dove non vi sia disponibilitá di fibra.

Copertura ridotta

Le bande di lavoro disponibili per LTE sono ad alta frequenza e quindi, per colpa della fisica, le onde elettromagnetiche si propagano a distanze minori. Questo impone all’LTE di aumentare il numero di antenne (investimenti) rispetto alle vecchie tecnologie e quindi le celle sono sostanzialmente piú piccole. Il primo impatto é che certe aree rurali avranno forse i soliti ritardi di attivazione del servizio

Il futuro con l’LTE

La tecnologia LTE é effettivamente una svolta rispetto alle precedenti e porterá sicuramente ad un nuovo modo di comunicare e di sviluppare servizi mobili. In termini di connettivitá la tecnologia LTE potrá offrire, per sua natura,  connessioni piú simili al Wifi che alle vecchie tecnologie 3G/2G; questo permetterá lo sviluppo di nuove applicazioni per utenti (o oggetti) sempre On Line in un mondo in cui la connettivitá ad Internet sta diventando un servizio equiparabile a quello energetico o idrico, una commodity.Negli ultimo 5 anni il mondo della comunicazione mobile é in frenetica evoluzione. La comunicazione sta evolvendo da quella fra soli utenti e contenuti ad una nuova fatta anche di “cose”, siamo in una fase che chiamano “The Internet of Things” ovvero “l’Internet delle cose” e non solo piú degli utenti. Le persone sono connesse alla rete non piú con l’uso esclusivo del PC di casa ma con nuovi dispositivi portatili che richiedono una maggiore mobilitá (smartphone, tablet, phablet, mini laptop, etc). In futuro si utilizzeranno sempre di piú dispositivi mobili connessi anche senza utenti, basti pensare a tutto quel mondo di sensori che comunicheranno via Internet senza richiedere nessun cablaggio particolare. Una stima dice che nel 2020 avremo circa 16 Miliardi di dispositivi On-Line che vuol dire piú o meno 2 volte l’intera popolazione del pianeta.

Questa rivoluzione mobile ha il 29 Giugno 2007 come uno dei suoi giorni piú significativi.

Un uomo con gli occhiali e il solito maglioncino nero saliva su un palco annunciando una rivoluzione.

“This is a day I’ve been looking forward for 2 and an half years, every once in a while revolutionary products come along that changes everything…. Today Apple is going to re-invent the Phone” e cosí é stato.

Parlava di 3 dispositivi, un nuovo lettore mp3 touch screen, un rivoluzionario telefono cellulare e un nuovo comunicatore Internet; aveva ragione tutto é cambiato queste tre funzionalitá erano in un unico dispositivo che non esisteva prima: L’iPhone.

Quell’uomo aveva visto lungo, aveva capito l’esigenza della mobilitá ma soprattutto di fondere assieme  divertimento (iPod), comunicazione voce e comunicazione dati  (internet) il tutto mediante un dispositivo semplice e immediato da usare grazie ad una perfetta interfaccia utente intuitiva e touch, semplicemente per le masse, per tutti.

Quell’uomo ci stave giá lavorando da 2 anni. Nel 2013 tutti gli smartphone sono disegnati come l’iPhone pensato nel 2005 se non era visionario Steve Jobs chi puó esserlo?

Nessuna delle diverse tecnologie introdotte era nuova ma l’assemblare il tutto dentro ad un hardware affidabile e un software immediato (che ha sempre contraddistinto Apple) era l’intuizione. Steve Jobs ovviamente non era solo un visionario ma principalmente un uomo di Business e aveva considerato le grosse potenzialitá e spazi disponibili nel mercato dei dispositivi mobili, i risultati sono andati ben oltre le sue aspettative.

Non intenzione di questo post pubblicizzare l’iPhone, oggi esistono tanti prodotti che forse lo superano tecnologicamente ma nel 2007 era in assoluto la piú grande rivoluzione per la comunicazione mobile.

Da quel momento é stato un boom di vendite che hanno reso la comunicazione mobile dati (accesso ad Internet) disponibile non solo per gli addetti al settore ma per tutto il grande pubblico.

In 1 anno l’iPhone ha raggiunto il 20% del mercato e l’anno successive il 50%, un incremento mai realizzato prima considerando che la Apple era nuova la mercato degli smartphone.

Android.iPhone.share

Le conseguenze sono state importanti per gli opearatori mobili, nel giro di qualche mese hanno visto il loro traffico Internet esplodere. Le reti allora disegnate principalmente per la comunicazione voce, sono state prese d’assalto da utenti che usavano i servizi Internet dello smartphone molto piú frequentemente poiché adesso accessibili grazie all’idea del guru di Cupertino.

In una corsa frenetica tutti i produttori si sono buttati nel mercato smartphone (touch screen) tutti a fare una copia dell’iPhone per vendere come Apple che ormai aveva raggiunto quote altissime di mercato. Nei primi anni la maggior parte del traffico Internet degli operatori era prodotto da utenti iPhone. Nel 2009 ben il 69% di tutto il traffico Internet su rete mobile in US proveniva dal 48% di dispositivi Apple che é indubbiamente la prova che gli utenti iPhone usavano di piú i servizi Internet rispetto agli altri utenti mobili. L’iPhone aveva rotto la barriera dell’usabilitá dei servizi Internet su dispositivo mobile, era un nuovo e potente comunicatore mobile.

iPhone-Traffic share

Da allora molto é cambiato, le reti degli operatori hanno cercato di fornire sempre piú alte velocitá di accesso per i servizi a pacchetto (Servizi dati per accesso ad Intenet). I costi delle tariffe dati mobili sono crollate, prima dell’iPhone solo le aziende potevano permettersi di avere servizi dati adesso invece la possibilitá é per tutti, il mercato é spesso piú democratico di quanto si crede.

La tecnologia mobile era passata da reti di 2a generazione (GSM/2G) con scarsa propensione ai servizi dati alla 3a generazione (UMTS/3G) che aveva cercato di fornire piú banda disponibile per il traffico dati ma che comunque non era giá piú sufficiente per reggere l’esplosione del traffico e la richiesta di mobilitá degli utenti.

Di fronte a questa rivoluzione mobile nuove tecnologie erano necessarie per attutire l’impatto e L’LTE (Long Term Evolution,  chiamato anche 4G) era una delle possibili risposte.

    Quali sono I vantaggi dell’LTE?

Il BIT costa meno

Il grosso vantaggio della tecnologia LTE é principalmente per l’operatore. Nonostante I grossi investimenti in termini di infrastruttura di rete (Antenne, connessioni in fibra etc.) l’LTE utilizza meglio le frequenze a disposizione (bene prezioso e costoso), liberalizzate a fatica dai diversi Stati, e ne ottimizza l’utilizzo.

Semplificando l’operatore riesce a trasmettere piú bit a paritá di frequenza, ad aumentare di conseguenza la capacitá di banda e gestire piú utenti (aumentando il rendimento economico del servizio). l’LTE abbassa il costo per bit nello stesso spettro di frequenza (larghezza di banda) nel quale possono essere trasmessi piú bit rispetto alle vecchie tecnologie.

La banda di accesso é piú alta

L’utente dell’LTE ha teoricamente a disposizione velocitá di accesso ai servizi piú alte rispetto al passato per l’accesso ai servizi dati: dai 50 ai 100Mbps (Megabitpersecondo). Ovviamente questi valori sono teorici e dipendono dall’offerta commerciale che i diversi operatori vogliono offrire.

Attualmente Vodafone Germania offre l’LTE fino a 50Mbps.

LTE é Always on

Considerando le bande in gioco nell’LTE gli operatori offrono il servizio LTE come alternative mobile  ai servizi di accesso fissi come ADSL/Fibra piuttosto che come servizio di accesso per smartphone. Il grosso degli utilizzatori dei servizi LTE saranno utenti PC provvisti di chiavetta LTE (Dongle) principalmente per due motivi: Non sono tanti i modelli di smartphone attualmente disponibili per LTE e perché 50Mbps per uno smartphone hanno attualmente poche applicazioni.

L’accesso LTE é quindi paragonabile ad un accesso ADSL/Fibra dove l’utente é sempre connesso alla rete dati, cosa che non accadeva con le precedenti tecnologie  UMTS/HSDPA. Nelle reti 3G la connessione dati é continuamente messa in pausa principalmente per risparmiare bit in rete ma soprattutto per risparmiare batteria dello smartphone. Nell’LTE questo tipo di meccanismo non é necessario e l’utente risulta sempre connesso con un vantaggio in termini di ritardo e prestazioni (la connessione non deve essere ri-attivata dopo la pausa).

Il motivo principale di questa architettura é che la rete LTE é piú simile (semplificazione) alla rete Internet che alle vecchie reti mobile. Tecnicamente la rete LTE nasce a pacchetto (Protocollo IP) come il modello funzionale della rete Internet, semplificato rispetto alle reti 3G/2G.

  Gli svantaggi ha l’LTE?

Investimenti e Fibra

Per l’operatore ogni nuova tecnologia impatta sempre in termini di costi per l’investimento. Tutte le antenne devono essere modificate e aggiornate per l’LTE, le bande in gioco impongono di avere capacitá nella tratta via terra (dopo la cella), di qualche Giga bit per secondo (1 miliardo di bit al secondo) raggiungibili esclusivamente con la tecnologia in fibra ottica che ha costi di messa in opera elevati.

La tecnologia LTE non potrá essere usata completamente dove non vi sia disponibilitá di fibra.

Copertura ridotta

Le bande di lavoro disponibili per LTE sono ad alta frequenza e quindi, per colpa della fisica, le onde elettromagnetiche si propagano a distanze minori. Questo impone all’LTE di aumentare il numero di antenne (investimenti) rispetto alle vecchie tecnologie e quindi le celle sono sostanzialmente piú piccole. Il primo impatto é che certe aree rurali avranno forse i soliti ritardi di attivazione del servizio

Il futuro con l’LTE

La tecnologia LTE é effettivamente una svolta rispetto alle precedenti e porterá sicuramente ad un nuovo modo di comunicare e di sviluppare servizi mobili. In termini di connettivitá la tecnologia LTE potrá offrire, per sua natura,  connessioni piú simili al Wifi che alle vecchie tecnologie 3G/2G; questo permetterá lo sviluppo di nuove applicazioni per utenti (o oggetti) sempre On Line in un mondo in cui la connettivitá ad Internet sta diventando un servizio equiparabile a quello energetico o idrico, una commodity.