Il programma di Grillo: Tanto cuore ma poca testa

Il Movimento 5 Stelle (M5S) é un fenomeno che si avvia ad essere uno dei maggiori protagonisti delle prossime Elezioni politiche. Il movimento é incentrato sulla figura di Bepper Grillo che é alla base dell’iniziativa e senza di lui il movimento e le varie singolaritá non avrebbero né visibilitá né successo.

Il valore aggiunto del M5S é “l’effetto terremoto” che porterá nel mondo della politica considerando l’alta probabilitá di raggiungere percentuali non trascurabili in Parlamento. Molto probabilmente il suo effetto nel tempo si ridurrá fisiologicamente come sta avvenendo per movimenti simili in Europa dove la distanza tra le forti aspettative e i risultati concreti hanno inevitabilmente portato ad una delusione e la conseguente perdita di consensi.

Per un’analisi concreta delle idee del M5S é utile dare un’occhiata al NON-Programma disponibile e invariato da molti anni sul sito ufficiale di Beppe Grillo.

Il NON programma si divide in 7 sezioni: Stato e Cittadini, Energia, Informazione, Economia, Trasporti, Salute, Istruzione e per ognuna di esse vengono elencati i diversi punti.

Stato e Cittadini

Il grosso del programma é dedicato alla riduzione dei privilegi per le cariche pubbliche. E’ il manifesto “Anti-casta” che ha sempre contraddistinto il M5S e che ne fa il valore aggiunto primario. La questione dei privilegi é di fondamentale importanza per la ricostruzione della “moralitá politica” del paese. Un cambiamento drastico della politica é necessario nel nostro paese e il M5S é l’unica voce che costantemente lo richiama. L’impatto economico della riduzione dei privilegi invece non é cosí consistente sul debito pubblico come molti credono ma questo non viene mai esplicitato.

Alcune proposte della sezione come l’abolizione delle Province o l’accorpamento dei comuni  sono sicuramente positive ma bisogna dare qualche informazioni in piú sulle metodologie di applicazione. Tutti i Partiti hanno annunciato queste misure ma nessuno é stato in grado di applicarle.

La presenza di Internet e la partecipazione via Web dell’elettorato viene richiamata con insistenza ma non ha grossi vantaggi in termini democratici considerato lo scarso uso Italiano della rete e la copertura della banda larga.

Si chiede l’abolizione delle Authority senza capire che invece dovrebbero essere potenziate e de-politicizzate per combattere i monopoli e rendere il mercato piú competitivo. Il programma da un lato chiede di eliminare i monopoli dall’altro di cancellare l’arbitro, un controsenso.  Le Authority devono cambiare e separarsi dal controllo politico ma non é eliminandole che si migliora il mercato Italiano.

Energia

Il capitolo energetico sembra completamente e innegabilmente positivo. E’ molto forte infatti nel M5S l’attenzione per la cosiddetta Green Economy con una forte spinta verso il rinnovamento nella produzione di energia e il conseguente miglioramento della societá. Tutti principi corretti e condivisibili ma da una lettura piú attenta ci si accorge della presenza insistente della parola “Incentivazione”.  Il mercato delle energie rinnovabili ha giá dimostrato i suoi limiti in termini di costi per la collettivitá. Nel nuovo conto energia (versione 5.0) le incentivazioni arrivano a quasi 7 miliardi di Euro l’anno (tetto massimo annuo del Conto Energia). Questo meccanismo perverso di incentivazioni selvagge ha portato ad un incremento fortissimo e falsato del fotovoltaico e del numero di impianti istallati un pó ovunque (drogaggio di mercato) principalmente per convenienza economica.

Il risultato si é visto nel 2011 quando l’Italia (udite udite) ha superato la Germania in numero di istallazioni fotovoltaiche portandosi al primo posto a livello mondiale:

  1. Italia 6,9 GW
  2.  Germania 5,9 GW
  3. US 2,7 GW
  4. Cina 1,7 GW

Questa fantastica performance del popolo Italiano che non brilla per essere nativamente ecologista dimostra che c’é qualcosa di strano e che gli incentivi forse sono un pó troppo generosi.

Continuare a spingere sull’incentivazione di tutte le energie alternative non é la strada migliore perché:

  • Le risorse per le incentivazioni non fanno altro che gravare sulle imposte di tutta la collettivitá.
  • Il peso degli incentivi é alto. Basta considerare che la sola proposta di rimodulazione dell’IMU promessa da Bersani pesa 2 Miliardi all’anno mentre gli incentivi per il solo fotovoltaico sono 3 volte maggiori.
  • I risultati in termini di istallato previsti per il 2020 sono giá stati superati da molto tempo.
  • Se si considerano tutte le altre fonti rinnovabili a quanto puó salire il peso delle incentivazioni totali?
  • Gli incentivi drogano il mercato e lo distorgono con conseguenze sociali. Molte aziende italiane nel settore del fotovoltaico hanno investito molto negli anni del boom e adesso, con un mercato che rallenta e torna a livelli “non drogati”, si ritrovano in crisi con rischio licenziamenti. L’incentivo ha creato purtroppo il danno e non puó essere un’eterna cassa integrazione.
  • Esistono energie rinnovabili come le biomasse che non possono economicamente (ed ecologicamente) sopravvivere salvo rari casi. In quasi tutti i progetti di impianti per Biomasse (Energia termica prodotta bruciando fondamentalemente legname) la fattibilitá é legata alla presenza di finanziamenti pubblici. Non é accettabile avere una fonte di energia anche pulita che necessita costantemente di soldi pubblici. Le Biomasse per esempio lavorano bene per impianti piccoli che coprono qualche abitazione. La visione di molti peró é di usarle come centrali per aree piú estese e a controllo pubblico con la scusa della valorizzazione del territorio. La conseguenza é di un costo per la collettivitá ed un controllo pubblico e politico del mercato energetico.

L’incentivo statale ha un senso per la promozione di una tecnologia ma deve essere limitato nel tempo e controllato. Quando invece un fenomeno é artificialmente tenuto in vita dai soli incentivi statali, che generano spesso anche speculazioni, sarebbe bene riflettere e muoversi con cautela.

Il programma del M5S considera probabilmente risorse monetarie illimitate e gioca sul fatto che nessuno si permette di criticare un’energia rinnovabile semplicemente per ignoranza diffusa sui reali costi.

L’efficienza energetica degli edifici é un altro punto condivisibile del programma energetico. La trasformazione peró non puó essere fatta da un giorno all’altro perché avrebbe un impatto troppo alto sulle finanze dei singoli cittadini e dello stato.  In Italia dovremmo prima di tutto imparare a gestire i fondi giá a disposizione evitando pessime figure. Pretendere una cosí forte gestione pubblica (incentivazioni) dopo questi esempi di inefficienza non ha un senso pratico e logico.

La politica selvaggia di incentivazione vá fermata in questa forma e controllata in ogni sua voce. Servono numeri e progetti reali altrimenti si parla come sempre senza avere in testa le soluzioni vere.

L’attuale mancanza di risorse pubbliche non rende possibile il finanziamento di molti punti e quindi alcune promesse rimarrebbero scritte solo sulla carta o pubblicate sul Web (con conseguente consumo energetico dei server).

Informazione

Questo capitolo ha un punto molto importante e condivisibile: la cancellazione dei finanziamenti alle testate giornalistiche. La scarsa qualitá del giornalismo Italiano é il risultato del controllo totale da parte della politica. Nessuno si permette di criticare il proprio datore di lavoro e questo non puó che influire sulla libertá di informazione. In Italia non c’é un problema di libertá di stampa come molti credono ma un grosso problema di libertá di INFORMAZIONE. L’idea di finanziare tutti come segno di libertá di espressione é fondamentalmente sbagliata. Gli unici finanziatori della Stampa devono essere i suoi lettori e non tutti i cittadini Italiani attraverso le tasse.

La parte relativa all’informazione televisiva (divieto di possedere un certo numero di televisioni etc.) va in una direzione esplicitamente antiberlusconiana che potrebbe peró rivelarsi nociva per la libertá di mercato. Il tutto andrebbe calibrato e specificato. La rinegoziazione delle frequenze é corretta ma 5 anni sono un arco temporale corto per un ritorno degli investimenti e quindi solo pochi (e grandi) potrebbero permetterselo.

Un argomento molto caro al M5S é la rete. Molti dei suoi punti peró sono concettualmente sbagliati e non applicabili:

Internet gratis per tutti e copertura ADSL di tutto il territorio: La realtá é che dietro a questi due punti c’é qualcosa che si chiama “mercato delle telecomunicazioni” ed esistono dei soggetti chiamati “Operatori fissi” i quali vendono i loro servizi di accesso alla rete e non possono essere trascurati. Promettere Internet gratis per tutti vuol dire semplicemente che:

  • la connessione é pagata dallo Stato notoriamente non molto ricco e con i bilanci negativi
  • La concorrenza e gli operatori stessi sparirebbero insieme al mercato delle telecomunicazioni che verrebbe controllato al 100% dallo Stato con consistenti e inevitabili esuberi di personale (il mercato delle TLC ha una dimensione non trascurabile).

Stesso discorso per la copertura ADSL di tutto il territorio. Chi lavora nel settore sa benissimo che questi investimenti non sono piccoli, basta considerare che portare una fibra in cima ad una montagna non é a costo zero. Gli operatori non coprono tutte le aree per un problema di recupero degli investimenti. Il Ritorno degli investimenti (o profitto) non é una bestemmia ma la base del ciclo economico, senza questa “piccola” variabile si ferma tutto. Se un’azienda é costretta a fare investimenti senza recuperarli soffrirá di un conseguente aumento dei costi interni che in qualche modo dovrá essere riequilibrato. Se non si vuole invece far leva sui bilanci delle aziende allora gli investimenti dovrá farli lo Stato e si torna al solito discorso delle sovvenzioni quindi, abbiamo disponibilitá? NO.

Statalizzazione della rete di Telecom Italia e l’impegno da parte dello Stato di fornire gli stessi servizi a prezzi competitivi ad ogni operatore telefonico: E’ necessario considerare che tutto quello che passa allo Stato diventa automaticamente un costo dei cittadini. Sinceramente non credo che oltre al canone ci sia l’interesse di pagare nuovamente l’infrastruttura di rete Telecom Italia (perché se passa allo stato si pagherá 2 volte). L’attuale mercato delle telecomunicazioni obbliga giá adesso Telecom Italia a vendere a prezzo di costo (concetto non facilmente quantificabile) l’accesso alla sua rete. Questo serve per garantire la stessa possibilitá di copertura nazionale ad ogni operatore. Il  meccanismo é controllato dall’Authority e sfocia nell’offerta Telecom Italia chiamata Wholesale (vendita all’ingrosso). E’ il caso di gestire tutto pubblicamente sopratutto considerata la scarsa efficienza del nostro Stato? Come giá detto precedentemente é meglio migliorare le regole per la competizione di mercato attraverso un potenziamento delle Authority?

 Introduzione dei ripetitori Wimax per l’accesso mobile e diffuso alla Rete:  Come giá spiegato in un altro post la tecnologia LTE é la strada per l’accesso mobile. La tecnologia WiMax sembra aver preso un binario morto. A parte il discorso tecnologico chi dovrebbe pagare i “ripetitori”? sempre il solito Stato? Il grosso problema Italiano degli accessi Wireless non sono i ripetitori che sono investimenti infrastrutturali dell’operatore ma é la disponibilitá di frequenze. Liberalizzare le frequenze wireless ad oggi bloccate (almeno per il Wifi) é la strada per il miglioramento del mercato prima di istallare le antenne pubbliche. Ognuno faccia il suo mestiere, lo Stato faccia lo Stato e non l’operatore di rete.

Allineamento delle tariffe di connessione a Internet e telefoniche a quelle europee: La superficialitá di questo punto é disarmante. Le tariffe non cadono dal cielo o sono decise sulla base di scelte “tiranniche”ma rispondono a leggi di mercato che considerano costi, ricavi e competizione di mercato. I vari paesi Europei per condizioni di mercato diverso hanno ovviamente tariffe diverse. Chiedere un allineamento delle tariffe senza avere le stesse regole di mercato é impraticabile. Il mercato Italiano a differenza di altri paesi non aiuta la concorrenza ma preferisce organizzarla attraverso il controllo pubblico. Il risultato é che in Italia le tariffe non seguono regole di concorrenza vere ma regole di connivenza.

La strada non é allineare le tariffe ma allineare la libertá di mercato grazie al rafforzamento delle varie Authority. Le Authority servono anche per la diffusione della rete perché se ben fatte migliorano la competizione e quindi la possibilitá di investimenti differenziati (piú operatori anche locali) al posto di un controllo centralizzato (e politicizzato) di pochi.

Ad  esempio nel gruppo Vodafone, l’Italia é il paese che ha il margine operativo piú alto  cioé fa piú profitto rispetto agli altri paesi. I costi Italiani delle reti non sono piú elevati e allora come mai le tariffe sono piú alte nonostante i profitti abbondanti? Semplicemente manca la competizione vera. In Italia si preferiscono gli accordi fra i diversi operatori alla reale competizione in modo da mantenere profitti piú alti per tutti. Un Authority vera e forte é l’unica alternativa per abbattere questo vizio tipicamente Italiano e il mercato libero e la competizione sono gli unici metodi per abbattere le tariffe.

Economia

Il paragafo é alquanto imbarazzante. In mezzo alla piú grande crisi del secolo si dimostra di non avere la reale comprensione della gravitá del momento. E’altrettanto vero che in nessun programma di partito si riscontra una conoscenza economica all’altezza della situazione ma considerato che il M5S si propone come il nuovo, allora ci si aspetta che sia diverso e migliore.

Il Grillo-pensiero economico non fa altro che inventare favole con orchi cattivi vestiti da banche che hanno il 100% delle responsabilitá e devono essere sconfitti. La differenza fra Grillo e Berlusconi é praticamente nulla, nel caso del Cavaliere gli orchi hanno semplicemente un uniforme tedesca ma sostanzialmente sono anch’essi parte di un fantomatico complotto globale.

Notizie degli ultimi giorni sembrano dare ragione a Grillo e alla sua propaganda anti banche ma purtroppo sono solo la dimostrazione che nel mercato servono regole chiare e non la nazionalizzazione delle banche. Nel caso di MPS infatti il controllo politico locale (e quindi pubblico) é forte come in tutte le altre banche italiane ma nonostante questo non si sono evitati gli schianti. Il problema quindi non é nazionalizzare ma fare regole vere e controlli severi. E’ lo Stato che mediante la politica controlla le banche e non il contrario come tutti pensano, incluso Grillo, e i risultati si vedono.

Utilizzare il termine “Scatole Cinesi” nel programma é un pó troppo generico e diventa difficile identificare aziende che rientrino in questa categoria. Non vengono indicati invece quali sono le nuove regole da introdurre per la loro eliminazione o controllo.

L’abolizione dei Monopoli ha sicuramente un impatto positivo sull’economia ma forse bisogna ricordare a Grillo che letteralmente significa liberalizzare cioé lasciare tutto in mano al mercato (cattivo). Sentendo i discorsi pubblici del comico non sembra peró che le liberalizzazioni siano una prioritá per il M5S.

Evitare che la stessa persona faccia parte di diversi consigli di Amministrazione (specialmente per aziende in competizione) e anch’esso un elemento di liberalizzazione e per questo condivisibile e importante.

Sul discorso Debito pubblico invece il programma é nullo e questo non fa onore considerati gli attuali problemi.

Riduzione del debito pubblico con forti interventi sui costi dello Stato con il taglio degli sprechi: Non é una risposta seria ma solo generica se non viene accompagnata da numeri a sostegno. Qual’é la differenza fra Grillo e il Pifferaio magico di Arcore con questo tipo di argomentazioni? Se si vuole dimostrare di essere un’alternativa seria bisogna differenziarsi con proposte credibili e concrete. Non si puó parlare di riduzione dei costi quando nel resto del programma si distribuiscono incentivi, si acquistano reti di Telecomunicazioni oppure “ripetitori WiMax” in nome di una presunta equitá.

Il ricorso alle casse dello stato (che in Italia non sono propriamente colme di denaro) é ben rappresentato dai seguenti punti:

  • Favorire le produzioni locali
  • Sostenere le società no profit
  • Sussidio di disoccupazione garantito

Il programma finanzia tutto, lo Stato paga anche chi sul mercato non fa Profit. E come si fa a criticare qualcosa chiamato “No Profit”? Il profitto é il “male” e il No-Profit é il bene assoluto, giusto? No, é solo beneficenza pura e se rientra in un programma di economia nazionale richiede delle regole precise ed eque per le distribuzione di questi fondi (non illimitati). Serve identificare i soggetti destinatari con chiarezza per evitare il rischio di clientelarismi. Questo aspetto peró non viene ovviamente considerato.

Le produzioni locali dovranno anche loro essere finanziate ma aspettiamo Grillo e qualche spiegazione/numero in merito.

Il Sussidio di disoccupazione é la perla del programma economico, quasi pari al “ milione di posti di lavoro”. Una societá seria deve pensare prima a creare le migliori condizioni per il lavoro e non al sussidio per chi il lavoro non ce l’ha piú. I sussidi sono socialmente necessari ma non illimitatamente disponibili e questo bisogna dirlo alla gente, é trasparenza e correttezza morale.

Incuriosisce inoltre come un programma di economia nazionale consideri anche settori industriali non particolarmente importanti come la produzione di distributori di acqua in bottiglia. Ma questo rimarrá uno dei misteri irrisolti.

L’economia conta attualmente piú di qualunque altro aspetto, quando scarseggia le persone si impoveriscono e lo Stato di conseguenza non ha le risorse per gli aiuti (che arrivano dalle tasse e quindi dal lavoro). Nel programma del M5S l’economia é invece sottovalutata in termini di proposte fattibili, é il segno di una chiara impreparazione ad argomentare soluzioni con il risultato che almeno un 80% del programma risulta impraticabile.

Trasporti

Il capitolo dei trasporti segue ovviamente la linea “Green” indicando tutta una serie di azioni puntuali sull’incentivazione alla mobilitá ecologica. Tutto ragionevole nell’ottica di un “mondo piú sostenibile”. E’di sicuro effetto mettere le piste ciclabili come prioritá ma forse il loro sviluppo non si addice a programmi nazionali e le argomentazioni andrebbero discusse a livello regionale se non comunale.

La voce “corsie riservate per i mezzi pubblici” suona addirittura come un obbligo scritto sull’acqua. Immagino che molte aree urbane abbiano giá corsie riservate e il fatto che in alcune zone non esistano forse é legato piú a difficoltá costruttive/finanziarie piuttosto che ad un’anima “nera” delle amministrazioni locali.  Le infrastrutture hanno dei costi e in un momento di crisi sono difficili da applicare anche con la volontá.

Nei trasporti si ricorrere alle incentivazioni su quasi tutte le proposte. Ripeto: se si promette un servizio pubblico é necessario esplicitare il modo in cui si coprono i costi perché in un periodo di crisi potrebbe risultare impossibile rispettare la promessa. Il rischio é di parlare al vento con argomenti per greggi, non é il caso. La parola “deficit” fino a prova contraria ha ancora un significato nonostante alcune sconsiderate teorie monetarie , con cui Grillo simpatizza, lo considerino una via illimitata di sviluppo.

Il punto sulla TAV é esclusivamente politico. La TAV é condivisibile o meno a seconda delle proprie convinzioni sullo sviluppo di un paese. La materia é difficile da decodificare al 100% per il gran numero di interessi da entrambe le parti, NO-TAV e PRO.

La “Banda Larga” nei trasporti non é chiara, forse é legata alla voce “telelavoro” anche se é ovvio il legame fra le due cose. Il Telelavoro richiede secondo programma degli incentivi non ben definiti ma nella realtá ha bisogno solo di una regolamentazione e gli incentivi alle aziende arrivano direttamente dall’applicazione stessa del telelavoro senza bisogno di soldi pubblici.

Salute

Si promuove l’informazione sanitaria come mezzo di prevenzione. Tutto corretto se non fosse che non é un punto fondamentale della gestione sanitaria Italiana. Un cittadino Italiano non percepisce la carenza informativo-sanitaria come causa principale della “Mala-Sanitá”. Se l’informazione fosse l’unico problema sanitario Italiano saremmo giá ad un ottimo livello di servizio ma purtroppo le carenze sono altrove e ben piú importanti.

Nel programma Salute non compare invece alcun riferimento a problemi reali del sistema sanitario Nazionale e ogni singolo punto del programma si occupa di aspetti alquanto marginali. L’Introduzione di oppiacei per la cura del dolore per esempio non ha grossa influenza sul miglioramento generale della Sanitá Italiana. Sono elencati punti sicuramente condivisibili e utili ma ben lontani dal miglioramento dell’intero sistema, semplicemente opzioni secondarie di gestione.

La Sanitá Italiana come in tutti gli altri paesi Europei ha un peso molto forte sui costi generali dello Stato. Il problema Italiano é che questo grosso costo non viene percepito dai cittadini come servizio. Quello che serve é invece un programma per rendere le spese efficienti e liberare risorse per migliorare il servizio stesso. Ogni Ente sanitario non deve per esempio avere autonomia delle proprie forniture ma questo deve essere gestito centralmente in modo da ridurre i costi. In questo modo si evita di pagare una siringa in Sicilia il doppio di quello che si paga a Milano. E’ la teoria dei “Costi Standard”.

“Introduzione del reato di strage per danni sensibili e diffusi causati dalle politiche locali e nazionali“ non é sinonimo di serietá per un programma sanitario ma solo uno stimolo per forcaioli populisti in cerca di vendetta. Bisogna creare delle regole e dei controlli veri non aggiungere reati per giustiziare meglio i colpevoli.

Le discussioni reali non vengono affrontate dal M5S ma si preferisce elencare idee anche giuste ma che non hanno impatto nel miglioramento globale del sistema Sanitario Nazionale.

Istruzione

Due punti fra tutti importanti e condivisibili, l’abolizione del valore legale del titolo di studio e l’integrazione fra Aziende e Universitá anche se quest’ultima proposta andrebbe elaborata meglio.

Il continuo forzare su Internet e la rete é invece eccessivo. La rete non serve agli studenti per studiare ma l’informatizzazione dell’istruzione significa creare una rete di scuole su tutto il territorio in maniera piú efficiente di come viene fatto adesso (ottimizzare la spesa).

Internet non é il luogo dove risiede l’istruzione ma é solo un utile mezzo per recuperare rapidamente alcune informazioni. Internet non migliora l’istruzione é solo uno strumento alternativo di comunicazione.

I libri di testo elettronici possono essere un eventuale alternativa ma non capisco quale legame abbiano con la gratuitá. Il prezzo di un libro non é solamente carta e copertina ma anche diritti dell’autore. Credo che il lavoro per la scrittura di un libro debba essere riconosciuto con un prezzo oppure la sua diffusione gratuita una scelta dell’autore. Dire che é automatica con la diffusione in rete é solo un modo per giustificare la pirateria oppure per caricare lo Stato di costi aggiuntivi in caso debba pagare i libri.

Il sistema nazionale va riformato e reso piú efficiente, in generale deve essere valutato e valorizzato il lavoro di ogni singola scuola o Universitá. Ogni ente deve essere misurato (punto che esiste ma é blando) per i suoi risultati. I mezzi per misurare ci sono ed é possibile valutare interi istituti o singoli insegnanti. Le scuole devono essere in competizione fra di loro per accedere ai fondi statali e l’unico metro di misura sono i risultati didattici. Non é ammissibile far cadere dall’alto i finanziamenti senza distribuirli equamente sulla base di risultati. Bisogna premiare gli insegnanti e stimolarli a fare meglio creando strumenti di misura per la famosa meritocrazia.

Il programma M5S non contribuisce in tale senso ma decide solo di distribuire i soldi senza introdurre regole di valutazione.

Conclusioni

Il M5S é effettivamente l’UNICO movimento schierato contro i privilegi della “Casta” e questo ne fa il grosso valore aggiunto. L’impatto che il M5S avrá sulla moralitá politica sará sicuramente importantissimo e con risvolti positivi. Senza una classe politica morale é impossibile fare riforme.

Il valore del M5S e del suo programma peró non va oltre la lotta alla Casta.

L’organizzazione e i contenuti sono confusi , si passa da macro (abolizione province) a micro argomenti (spazi condominiali per le biciclette) senza una logica e dimostrando una certa superficialitá.

Non ci sono voci relative all’occupazione ma solo interventi per garantire sussidi alla disoccupazione e non é positivo considerato il periodo.

Il ricorso costante a finanziamenti statali sotto forma di incentivazioni, fondi pubblici o semplici acquisizioni statali di infrastrutture private rendono il programma ad alto rischio di fallimento per la quasi totalitá dei punti. Non si indica chiaramente come recuperare i soldi necessari agli investimenti ed é quindi scontato il ricorso a nuove imposte che andrebbero a gravare sui cittadini giá sottoposti ad una tassazione troppo elevata. Il “taglio degli sprechi”é un argomento troppo blando per il recupero dei fondi pubblici e nella realtá non puó coprire l’elevato sforzo imposto dal programma.

Il ricorso continuo al controllo statale di parti del mercato non fa altro che trasformare monopoli privati in monopoli pubblici con relativo peggioramento di prezzi e servizi per i cittadini. Mentre da un lato si chiede l’abbattimento di monopoli di fatto dall’altro si promuove il controllo dello Stato ovvero il monopolio per definizione.

Nel programma non sono indicate le iniziative per l’applicazione dei diversi punti. Se ci si presenta come una forza nuova e rivoluzionaria bisogna dimostrare di esserlo veramente anche in termini di contenuti altrimenti non si notano le differenze con l’attuale offerta politica.

Il M5S sfocia spesso per bocca di Grillo in assurde teorie economiche poi condivise passivamente dalla massa. Esse non hanno un razionale e sono la dimostrazione dell’assenza di conoscenze in materia. Questo non é accettabile per una novitá importante come il M5S in un periodo come questo, bisogna andare oltre la sola caccia alle streghe. Non serve trovare nemici serve risolvere i problemi.

Il M5S forse ha solo un problema di giovinezza …o forse anche no.

Facciamo la Rivoluzione Civile? No grazie, preferisco Grillo

Stavo scrivendo un post con le mie riflessioni sul programma del M5S quando mi é apparsa davanti agli occhi una notizia sulla “Rivoluzione Civile” di Antonio Ingroia e mi sono fermato.

Mi sono chiesto perché non dare un’occhiata al sito di Ingroia e al suo programma invece di iniziare dal M5S? Giusto per curiositá, non conosco cosa propone Ingroia invece il M5S sí e anche se non lo amo, ha una storia piú conosciuta, lunga e lontana nel tempo rispetto a questo movimento della scorsa settimana. Posso non condividere il programma del M5S e volerlo commentare (e criticare), reputarlo insensato ma non posso che riconoscere al M5S uno sforzo e un lavoro dal basso molto intenso negli ultimi anni.

Allora sono andato sul loro sito .

Il caro Ingroia ha passato l’ultimo anno a dichiarare che non si sarebbe mai candidato per poi prendere l’aspettativa ed entrare in politica secondo tutte le previsioni, ma perché non dirlo prima? Forse perché avrebbe dato ragione a chi l’ha sempre accusato di essere politicizzato? Non entro nel merito del discorso ma sicuramente ammetto che ci sono delle zone d’ombra e moralmente dubbie anche per una persona come me difende l’operato dei magistrati e la loro autonomia.

Ognuno deve fare il suo lavoro nel merito delle sue competenze e un magistrato, se bravo, deve continuare a fare il suo lavoro oppure abbandonarlo se vuole entrare in politica, senza aspettativa peró.

Scopro dal sito che De Magistris partecipa al movimento. Ho apprezzato De Magistris nel momento in cui vinse a Napoli. Il mio entusiasmo era sostanzialmente perché con un plebiscito la destra era stata buttata fuori a calci. Vedevo in De Magistris una nuova Sinistra piú vicina al popolo. Ammetto che l’entusiasmo é morto e sepolto e penso che invece personaggi del calibro di De Magistris non siano un bene per l’Italia, anzi. Non entro nel merito delle sue capacitá giudiziarie che voglio pensare ottime, ma nelle sue capacitá politiche considerando che in politica si sta buttando pesantemente. Napoli cittá difficile é stata tradita e tutte le sue promesse sono state parole al vento. Quasi nulla é stato fatto specialmente sull’argomento principe: i rifiuti e la differenziata. E’ vero, i problemi sono tanti e grossi ma personalmente penso che le persone molto valide li risolvono, le persone valide li riducono, gli incompetenti li lasciano invariati. Non credo De Magistris possa rientrare nella seconda categoria ma lascio la decisione ai Napoletani.

La morte intellettuale di De Magistris per quanto mi riguarda, é avvenuta in una puntata di “Piazza Pulita”  in cui in un testa a testa con il professore Michele Boldrin (il mitico professore Boldrin) De Magistris si é lanciato in discorsi nell’ambito economico: le banche, la finanza speculative, le solite stronzate che hanno messo in luce la sua completa ignoranza in merito e l’utilizzo dei classici “luoghi comuni” lontani dalla realtá. La puntata la trovate integralmente qui e la parte a cui faccio riferimento dal minuto 2:14:40. Persino Fini é sembrato  al confronto, capirne di economia e penso avrebbe vinto anche uno Storace qualunque. In aggiunta ha iniziato ad usare quella dialettica qualunquista tanto amata dal nostro ex-ex-Premier SB. De Magistris aveva espresso la sua vicinanza a nuove politiche economiche per affrontare “la crisi del capitalismo” dicendo che bisogna imparare da realtá nuove in cui economie dal basso e nuovi modelli di democrazia erano stati positivamente introdotti come per esempio in Argentina.

“Scusa? Non ho capito, hai detto Argentina?”

Il professor Boldrin non ce l’ha fatta esplodendo in maniera forse non troppo diplomatica (e negativa in un talk show, ma che dire di fronte a tali stronzate) e io vedevo una persona (De Magistris) assolutamente slegata dalla realtá che utlizzava discorsi da nuovo politichese popolar-qualunquista-complottista che tanto piace ai nostri giorni. Sará sicuramente stato un ottimo magistrato ma si sta dimostrando un pessimo politico sopratutto perché ha utilizzato la cittá di Napoli come trampolino di lancio per una carriera tutta politica tradendo le aspettative della popolazione. Se sei il Sindaco di Napoli cosa ci fai a “Piazza Pulita”a discutere di questioni nazionali? Perché sei in lista con Ingoria?

Ma torniamo all’argomento principale. La lista Ingroia e il suo programma. Sono andato sul loro sito e ho cercato il loro programma per capire cosa proponevano. Non c’é un link chiamato “programma” ,non esiste. Solo questo chiamato Manifesto é l’unica traccia di qualcosa che assomiglia ad un programma. Pensavo che ogni candidato a governare (forse) dovrebbe scrivere qualcosa di concreto su cosa intende fare no? NO!

Questo movimento si presenta agli elettori ma non c’é un posto dove spiega cosa  vuole fare. That’s Italy baby! Qui le persone prendono voti con la pubblicitá mica con un programma per gli elettori.

Cosa dire, ci lamentiamo dell’inconsistenza del M5S? E questo cos’é?  Un  programma?

10 punti direi chiarissimi, intendo é chiaro che queste persone hanno bisogno di una sedia mica di risolverci i problemi.

Questo l’elenco dopo un copia&incolla:

1)     Vogliamo che la legalità e la solidarietà siano il cemento per la ricostruzione del Paese;

2)     Vogliamo uno Stato laico, che assuma i diritti della persona e la differenza di genere come un’occasione per crescere;

3)     Vogliamo una scuola pubblica che valorizzi gli insegnanti e gli studenti con l’università e la ricerca scientifica pubbliche non sottoposte al potere economico dei privati e una sanità pubblica con al centro il paziente, la prevenzione e il riconoscimento professionale del personale del settore;

4)     Vogliamo una politica antimafia nuova che abbia come obiettivo ultimo non solo il contenimento, ma l’eliminazione della mafia, e la colpisca nella sua struttura finanziaria e nelle sue relazioni con gli altri poteri, a cominciare dal potere politico;

5)     Vogliamo che lo sviluppo economico rispetti l’ambiente, la vita delle persone, i diritti dei lavoratori e la salute dei cittadini, e che la scelta della pace e del disarmo sia strumento politico dell’impegno dell’Italia nelle organizzazioni internazionali, per dare significato alla parola “futuro”. Vogliamo che la cultura sia il motore della rinascita del Paese;

6)     Vogliamo che gli imprenditori possano sviluppare progetti, ricerca e prodotti senza essere soffocati dalla finanza, dalla burocrazia e dalle tasse;

7)     Vogliamo la democrazia nei luoghi di lavoro, il ripristino del diritto al reintegro se una sentenza giudica illegittimo il licenziamento e la centralità della contrattazione collettiva nazionale;

8)     Vogliamo che i partiti escano da tutti i consigli di amministrazione, a partire dalla RAI e dagli enti pubblici, e che l’informazione non sia soggetta a bavagli;

9)     Vogliamo selezionare i candidati alle prossime elezioni con il criterio della competenza, del merito e del cambiamento;

10)  Vogliamo che la questione morale aperta in Italia diventi una pratica comune e non si limiti alla legalità formale, mentre ci vogliono regole per l’incandidabilità dei condannati e dei rinviati a giudizio per reati gravi. Vogliamo ripristinare il falso in bilancio e una vera legge contro il conflitto di interessi ed eliminare le leggi ad personam.

Un bel piatto di qualunquismo servito pure freddo. Non mi importa se Ingroia é un grande magistrato, ma questa é una presa per i fondelli per i cittadini. Nello specifico:

  • Tralascio I primi 2 punti perché non sono 2 punti
  • Nel punto 3 vediamo una netta propensione al tutto pubblico, private cattivo, come dargli torto a chi ha sempre e solo avuto uno stipendio pagato con le mie tasse
  •  Il punto 4 mi lascia perplesso poiché chiedere un’antimafia diversa dopo anni di magistratura antimafia é come dire che non si é fatto un gran lavoro.
  • Il punto 5 é l’apoteosi “Peace & Love”, ambiente, disarmo, pace come se in questo mondo fossimo tutti a volere piú inquinamento, la pistola per andare al supermercato e una Guerra civile ogni anno. Serietá e onestá intellettuale prima di tutto anche in Campagna Elettorale.
  • Punto 6. Non capisco come l’imprenditoria possa essere soffocata dalla “Finanza”? Non ne capisco il nesso, la Finanza alimenta l’Imprenditoria non la soffoca ma lasciamo parlare l’esperto di economia De Magistris. Sono d’accordo sul peso dello stato ma messo a fianco alla finanza é un no-sense.
  • Punto 7 inserito per conquistare I sindacalisti stupidi considerando che se é illegittimo ovviamente il lavoratore viene reintegrato.  Sono preoccupato sulla contrattazione collettiva e nazionale che é il vero problema del sistema lavorativo Italiano. Le regole e i contratti sindacali nazionali non sono un bene anzi, portano ad un sistema instabile. I contratti devono essere gestiti localmente e soprattutto devono essere aziendali in modo da essere piú flessibili e gestibili per il lavoratore e il datore di lavoro. Mi stupisce che persone del Sud non vedano proprio quello che sta succedendo proprio lí. Causa contratti nazionali alti rispetto al costo della vita le aziende del Sud si auto-inflazionano i salari. Pagano 1000E (regolari con contratto sindacale) e chiedono al lavoratore di restituirne 500E in contanti. Questo capita in Campania nella regione di De Magistris nonostante questi meravigliosi contratti nazionali siano attivi e tutelino il lavoratore. Ne siete sicuri?
  •    Punto 8 condivisibile, nessun controllo della politica nei consigli di amministrazione. Ingroia si preoccupa solo dell’Informazione RAI (perché solo RAI?)  io invece allargherei il recinto a tutti gli ambiti in cui lo Stato entra nel merito del controllo di molti mercati/aziende. L’Informazione  invece per essere libera deve evitare di essere pagata dalla politica. Cancellare i finanziamenti alla stampa, TUTTI. Ricordo che l’unico quitidiano che non riceve finanziamenti é il “Fatto Quotidiano” tutti gli altri sopravvivono (solo) grazie ai finanziamenti. E se uno sopravvive solo grazie ai finanziamenti puó permettersi di criticare il suo datore di lavoro? Un malato si stacca la flebo? Nell’informazione sono tutti Sallusti.
  • Punto 9 e la competenza dei suoi candidate. A questo punto non mi spiego Giovanni Favia. Che competenza ha? Di essere diventato un evento mediatico perché cacciato da Grillo? Un po’ di coerenza su ció che si scrive non farebbe male.
  • Punto 10 un altro “Peace &Love” ma in formato per anti Berlusconiani.

Questo Manifesto/programma o come si puó chiamare, dimostra in maniera chiara che questo movimento é di fatto il modo con cui alcuni dirigenti statali possono fare un salto in carriera ovvero passare in politica. Nulla di piú. Ingroia é al picco della sua carriera da Magistrato non c’é nulla al di sopra, solo la politica. Non esistono idee concrete per spiegare cosa si vuole fare o come si vuole procedere, ma solo un elenco del nulla filosofico che tanto piace ad una parte dell’Italia. Questo é la prova che non ci si propone per un bene comune ma per un bene proprio, la carriera.

Una volta ancora sul palco elettorale per il 2013 vediamo apparire personaggi dubbi che tengono le distanze dalla politica anche se ne sono immersi piú di altri. Come dare torto al M5S che prende le distanze da tutti.

Ormai é ogni giorno uno spettacolo diverso perché come sempre:  chissenefrega dei contenuti vogliamo il teatro, chissenefrega dei numeri vogliamo filosofia, chissenefrega della gente devo salire.

E quindi facciamo la Rivoluzione Civile? No grazie preferisco Grillo.

I Tre Moschettieri, il Grillo parlante e le elezioni di Carnevale

La campagna elettorale italiana é iniziata e giá si sta assistendo al solito pessimo spettacolo teatrale al limite della comicitá ma che ben si intona al periodo di Carnevale. I toni si sono accesi e i discorsi di pura propaganda si stanno diffondendo sempre piú insistentemente via etere e come purtroppo spesso accade in Italia i contenuti sono il grande assente. Tutti a fare proclami ma nessuno che punti a chiarirli in termini di fattibilitá (sempre che esista).

A conti fatti i 4 protagonisti del futuro Italiano saranno:

–        Un Centro Sinistra con Pierluigi Bersani (PB)

–        Un Centro Destra con Silvio Berlusconi (SB)

–        La Lista di Mario Monti (MM)

–         Il Movimento 5 stelle (M5S)

Alcune riflessioni

Bersani:

PB é un pó in ombra nel dibattito politico rispetto al palco mediatico che si stanno costruendo Monti e Berlusconi, forse in casa PD si sente giá la vittoria in tasca ma qualche sforzo in piú sarebbe piú costruttivo per consolidare quello che solido non é. Il PD ha fatto recentemente campagna acquisti per le sue liste schierando al proprio interno candidate di estrazione molto diversa. Se é sempre vero che Fassina é la mente economica del partito (buona fortuna) mi chiedo come mai PB si é portato al suo interno Ex Dirigenti di Confindustria. Immagino che il PD voglia in questo modo allargare di molto il suo bacino di voti e attingere da elettori non tradizionali. Ci sono persone che possono portare innovazione senza dover cercare all’esterno (vedi per esempio Pietro Ichino) ma queste persone non sono molto considerate all’interno del PD. Se invece ci si voleva assicurare un’ampia vittoria bastava candidare Renzi e si sarebbe evitato elementi estranei ai principi guida del PD. In ogni caso le mosse del PD sono esclusivamente indirizzate all’allargamento della sua base elettorale ma si latita in termini di programmi. Mi chiedo come il pensiero di Fassina possa incontrare quello di confindunstria oppure dei sindacati. Mi immagino che come sempre alla fine per accontentare tutti non si fará nulla.

Berlusconi:

Nulla é cambiato, sempre le stesse storie, sempre le stesse promesse e sempre lo stesso complotto comunista colpevole di non averlo lasciato lavorare (nel complotto oggi rientra anche il compagno Fini). La sua presenza televisiva é assillante, sa come gestire il mezzo di comunicazione e purtroppo il giornalismo gli da spazio solo per motivi di puro audience piuttosto che per contraddittori veri. Nega tutte le sue responsabilitá di governo perché sa che l’Italiano non ha memoria storica e si fa convicere; basta essere decisi, dire :“non é vero” e inventarsi una scusa inesistente. L’elettore medio non andrá a controllare ed é lui quello da convincere perché decide i risultati elettorali. Chi legge i numeri e capisce la situazione giá da tempo ha negato il voto a SB ma purtroppo conta per una percentuale minima tutto il resto si puó forse convincere. SB non ha un programma e continua a togliere tasse che egli stesso ha messo senza peró dire come le copre finanziariamente (considerando la situazione corrente dei conti pubblici Italiani non é proprio un dettaglio di fattibilitá). Tanti elettori possono essere ancora convinti con un semplice:“tolgo l’IMU” senza poi considerare che non essendoci copertura finanziaria l’IMU riapparirá frazionata in migliaia di piccolo tasse poco visibili (ma tutti contenti perché non si chiama piú IMU).

SB continua ad attaccare l’Europa e trova nella Germania la colpa della sua caduta come se una banca Tedesca potesse decidere l’andamento dello spread ma sopratutto come se la Germania puntasse a distruggere l’Europa senza considerare le ripercussioni che avrebbe su se stessa. Ma chi andrá mai a controllare che Deutsch Bank non si é mai liberate di titoli del Tesoro italiani ma ha aumentato la sua posizione assicurativa  con i CDS. Nessuno ovviamente andrá ad informarsi e la storiella suonerá accettabile. SB fino a prova contraria ha sempre dimostrato la sua credibilitá, specialmente quando aiutó la nipote di Mubarak.

Poco si puó dire sulle idee programmatiche di SB ma tanto si deve dire sul giornalismo che non cerca di metterlo di fronte agli errori (non marginali) della sua inesistente politica ma continua a rinvigorirlo parlando di Bunga Bunga e processi invece di ricordare che é stato l’unico governo al mondo fatto cadere per evitare il crollo dell’Europa intera.

Mario Monti:

Persona seria e competente che nell’ultimo anno ha fatto recuperare credibilitá all’Italia a livello Internazionale ma sopratutto a livello finanziario. Il suo operato in un anno é stato sí  duro per gli Italiani ma nella sua prima fase inevitabile. Mario Monti ha fatto riforme che nessuno si era mai sognato di fare negli ultimo 20 anni e le ha fatte in breve periodo di tempo:  questo é un dato di fatto. La riforma delle pensioni ha corretto una situazione finanziaria che avrebbe portato ad un grave deficit futuro. Conviene ricordare che tutto il rigore del governo Monti non é stato che la conseguenza degli accordi firmati da Berlusconi e Tremonti prima del loro ritiro forzato: la BCE aveva consegnato i compiti a casa ad un governo che dimostrava tutta la sua incompetenza a gestire una crisi cosí grande. Ridicolo oggi sentire Berlusconi lamentarsi del governo Monti quando proprio lui con la sua firma , aveva legato mani e piedi al futuro governo e diretto il paese verso il rigore che proprio lui lamenta.

Monti poteva sicuramente spingere di piú su  riforme oltre che sul rigore; liberalizzare in primis un mercato, come quello Italiano, in mano alla politica e ai monopoli. Avrebbe dovuto negoziare in europa qualche allentamento gli accordi di bilancio ed evitare un livello cosí alto di rigore. L’Europa avrebbe in qualche modo capito poiché in ogni caso l’Italia, per tanto che si dica rimane la 3a economia Europea e quindi avrebbe avuto voce in capitolo.

Il Monti elettorale non sembra invece particolarmente ispirato ma sopratutto si sta spingendo un pó  troppo nel campo della politica e del politichese. Il suo programma-agenda é molto oscuro, corretto sul piano dei contenuti ma generico sul piano delle spiegazioni. MM ha in questi giorni raggiunto un accordo con Casini e Fini per la creazione del (Grande?) centro e questo prova che la sua credibilitá politica sta prendendo una brutta piega. Allearsi con chi non ha mai fatto nulla per il paese se non stare seduto in poltrona con il suo 6% non é un bel modo di presentarsi agli elettori, c’é un limite a tutto soprattutto alla vergogna. Questo secondo me é la prova che la carta Monti non potrá che essere solo politica di chiacchere ma ben lontana dalla figura del professore della Bocconi che abbiamo conosciuto.

Il Movimento 5 Stelle:

Per il M5S come per Berlusconi é difficile trovare argomenti consistenti per descrivere il programma. Il suo non-programma é sempre lo stesso, generico, impreciso e per certi aspetti infattibile o fantascientifico. Tante parole per convincere gli incazzati d’Italia (quelli che: “bisogna spaccare tutto”) che c’é un complotto gestito dalle banche e un mondo migliore raggiungibile solo attraverso la distruzione dell’attuale. In un paese come l’Italia dove le banche sono controllate dallo Stato mi é difficile immaginare questo grande complotto della grande finanza ma forse un giorno qualcuno mi spiegherá tutto. I cambiamenti sono sí necessari ma se si cambia attraverso una distruzione brusca dell’esistente, in un paese in equilibrio instabile come il nostro, le conseguenze sarebbero molto gravi per la popolazione specialmente per le categorie piú deboli. Attenzione quando si vuole spaccare un sistema.

L’effetto  M5S spero sará comunque una spallata all’attuale sistema politico che effettivamente ha bisogno di una riorganizzazione (e di un bello spavento). Sono convinto anche io che serva una sterzata alla politica Italiana ma sono dubbioso che per cambiare politica é necessario mandare al governo casalinghe, impiegati ed esperti informatici. Siamo nel mezzo di una crisi economica senza paragoni, la situazione é tragica, I conti pubblici sono all’osso, un minimo errore puó compromettere il futuro del paese. Non serve il popolo per governare, serve gente capace perché le sfide sono difficili. Spesso si afferma che l’attuale sistema politico e le persone scelte dai partiti politici non sono poi cosí meglio della gente comune e se si guarda ai vari Fiorito di turno questo é assolutamente vero. Non dimentichiamoci che esiste tutta una serie di persone (nelle varie scuderie di Partito) che non sono inutili solo perché di Partito ma hanno invece una profonda esperienza della macchina burocratica e sanno dove mettere le mani, cosa che un semplice cittadino non ha e non si puó costruire cercando su Wikipedia. Se una forza politica é principalmente composta da persone con poche capacitá specifiche mi chiedo, chi prenderá le decisioni? “La rete”? Risposta bella ma infattibile o che comunque non porterebbe a grossi risultati (vedasi i Pirati tedeschi) e quindi il tutto si risolverebbe (come giá adesso avviene) nella scelta di due sole persone… alla faccia della democrazia dal basso.

Lo scenario dopo febbraio 

Dopo le elezioni febbraio mi aspetto una situazione di grave instabilitá politica senza una maggioranza solida e quindi mi aspetto altri anni di immobilismo. La situazione economica non lascia comunque spazio di manovra a nessun partito poiché non ci sono soldi da spendere e quindi é inutile propagandare Welfare o investimenti. Lo spazio di manovra é minimo e proprio perché minimo ha bisogno di chirurghi non di macellai. Attualmente non vedo nessun protagonista di rilievo in grado di trovare una via d’uscita dal labirinto. Ci sono Movimenti con idee chiare su dove agire e come trovare i finanziamenti ma il loro impatto in termini elettorale non sará cosí forte, per il resto pop corn ogni sera e buona campagna elettorale.