Le Guardie Forestali Siciliane e il decadente Turismo Italiano

Proprio questa mattina riascoltando un podcast radiofonico ho sentito il sempre interessante parere di Oscar Farinetti sulla situazione politica ed economica Italiana. L’ideatore di Eataly si dimostra come sempre lucido nelle sue analisi e commenti e fonte di riflessioni.

Quello che mi ha scosso sono alcuni numeri legati al turismo Italiano che Farinetti ha utilizzato per dimostrare il controsenso del nostro paese.

Farinetti ha semplicemente dato alcuni valori di paragone fra il Turismo nelle isole Spagnole e quelle Italiane.

Farinetti dice di aver letto i seguenti valori:

  • Canarie: 78 Milioni di notti di Turisti
  • Baleari: 55Milioni di notti di Turisti
  • Sicilia: 6 Milioni di notti di Turisti (-90%)

Il pensiero di Farinetti paragona correttamente questi valori al numero di Guardie Forestali:

  • Guardie Forestali alle Canarie: 99
  • Guardie Forestali in Sicilia: 26.000 (+99.6%)

In questi pochi numeri la fotografia di un paese in declino che non é nemmeno in grado di valorizzare le proprie importanti risorse turistiche ma preferisce distribuire (sprecare) risorse pubbliche per i propri scopi elettorali di breve periodo.

Incuriosito da questi numeri sono andato a fare alcune rapide verifiche. Non ho trovato esattamente i valori citati da Farinetti ma quelli relativi all’anno 2010. É proprio il Governo Italiano  a fornirmi queste cifre. Le potete trovare in un fantastico report a firma della Presidenza del Consiglio dei Ministri e datato 18 gennaio 2013. In questo report pieno di utili e drammatici numeri il Governo non fa che descrivere il declino del Turismo Italiano.

Declino? Nel paese che per Km di costa, Arte, Cultura e Storia non ha eguali?

Viene espressamente dichiarato nel report: “L’Italia ha ancora un ruolo rilevante nel turismo internazionale, ma stenta a tenere il passo della crescita del settore e tende a perdere quota di mercato nei confronti dei suoi tradizionali concorrenti europei, evidenziando una notevole perdita di competitività.

Era l’inizio del 2013 oggi é il 31 luglio 2014, qualcuno ha visto qualche accelerazione nei cambiamenti?

Ebbene sí nemmeno riusciamo a gestire le nostre risorse Turistiche. In un periodo infatti in cui il Turismo é cresciuto ovunque l’Italia perde posizioni:

Turisti outbound

Questa la crescita nel numero di Turisti in uscita dai vari continenti. La crescita impressionante del turismo asiatico che raddoppia dal 1995 al 2010.

E l’Italia?

Come sempre seduta ad aspettare che qualcosa arrivi in automatico. Nessun tipo di sforzo fatto per investire nel settore… perché “noi siamo il bel paese”perché “l’Italia la amano tutti”. Tutto vero ma ci sono paesi Europei che sono riusciti a guadagnarselo questo amore mentre noi riusciamo solo a degradarlo grazie ad un pessimo servizio.

Sono l’unico che spesso si trova in altri paesi Europei che (a mio modo di vedere) hanno molto meno da offrire ma riescono a valorizzare anche la piú piccola risorsa presente sul loro territorio? Mi capita spessissimo sopratutto in Francia e in Germania.

Mi chiedo spesso :”ma se loro riescono a gestire un rudimentale Borgo medioevale e il turismo attorno cosa dovremmo fare noi con il Colosseo?“. Se tanto mi da tanto direi almeno una pista di atterraggio su Via dei Fori Imperiali.

Sempre rimanendo sul report del Governo , l’Italia nonostante l’immane patrimonio naturale, artistico e storico riesce a fare peggio della Francia. Adesso non ne voglio fare una battaglia su chi ha piú risorse turistiche perché non ho i numeri ma fra Impero Romano e Rinascimento mi viene il dubbio che forse possiamo competere per il primato. La Gioconda é pur sempre l’opera d’arte piú visitata al Louvre ma il vero problema é che se non fosse stata rubata starebbe molto probabilmente nel magazzino degli uffizzi? O nel migliore dei casi visibile al pubblico dal Lunedí al Venerdí dalle 11:00 alle 17:00 e weekend e festivi dalle 14:00 alle 17:00, Chiuso festivitá?  Questo é il vero problema.

Questo Grafico infatti dimostra che siamo il paese con piú patrimonio turistico ma con le peggiori condizioni per il turismo.

Patrimonio Turistico a confronto

L’Italia non riesce a trarre benfici dai suoi tesori. L’Italia riesce ad avere meno tursimo sul PIL rispetto alla Francia e ad occupare meno persone nel settore.

Impatti sul PIL e occupazione

Il Governo lo sa e dichiara: ” Inoltre, negli ultimi anni il settore turistico italiano ha perso quota di mercato a livello”mondiale: dalla prima posizione occupata a livello europeo all’inizio degli anni Ottanta e ancora verso la metà degli anni Novanta, oggi è soltanto terzo (dietro a Spagna e Francia).

..e quindi? Fare qualcosa?

Ma assolutamente no… Turismo Italiano -3,7% dal 1982 al 2010. Gran bel risultato.

Trend Tursimo inbound paesi europei

Ma ecco apparire nel report le grosse differenze Spagna Italia citate da Farinetti (non sono gli stessi valori ma le differenze rimangono della stessa entitá):

Presenze Baleari Sicilia

La Sicilia ha 90% di Turisti in meno (misurati in Milioni di notti) rispetto alle Baleari. Il motivo, dai su diciamocelo: ma quanta arte, Storia e Cultura si é sviluppata fra Palma di Mallorca e Ibiza rispetto alla povera storia della nostra Sicilia?

I turisti ovviamente non ci vengono in canotto nell’Italico stivale ma hanno bisogno di qualcosa chiamato Aereoplano e se ad un prezzo ragionevole pure meglio.

Ed eccoci subito pronti. -50% di Voli Low cost Germania- Italia e un grandissimo -93% di voli low cost Germania-Sicilia.

Voli Low cost

In un articolo del Sole 24 ore del 21 Agosto 2013 il Governatore della Sicilia Rosario Crocetta vagheggia di affidare all’Ast, l’azienda siciliana trasporti che gestisce con i suoi pullman i collegamenti tra le città isolane, la creazione di una nuova compagnia aerea.

Questa signori miei é la vera follia Italiana. La tua regione (caro Crocetta) ha il 99.6% in piú di personale pubblico (nello specifico Guardie Forestali) rispetto alle Canarie ma ben il 90% in meno di turismo e ti permetti di promuovere una soluzione pubblica in un mercato privato come quello dei trasporti aerei?

Questo il grosso controsenso di fondo: Lo Stato che accusa lo Stato (Alitalia) di creare monopoli e propone come soluzione che un’altra parte dello Stato (la Regione Sicilia e la sua efficienza) di fare concorrenza per liberalizzare il mercato. Ma siamo impazziti?

Saró un semplicista ma secondo me basta far entrare seriamente (e non serve molto):

Vedrete la differenza. Cosa era l’aereoporto di Bergamo prima di Ryanair? Credo non piú che una pista di decollo e atterraggio per deltaplani.

Sí ma poi Alitalia chiude? Pace: La concorrenza aiuta i consumatori e Alitalia aumenta le tasse.

Signori miei non facciamo gli eroi risolutori della economica malattia mentre non riusciamo nemmeno a risolvere i problemi di casa.

Un ultimo numero mi fa riflettere. Riusciamo a farci battere da Francia Germania e Svizzera sul Turismo Cinese. So che la loro metodologia di scelta delle destinazioni e modo di fare turismo e alquanto discutibile ma a noi cosa importa se vogliono venire a spendere i propri soldi? Sembra un concetto troppo difficile.

Quote Mercato

I nostri Governi sono sempre stati bravissimi a descrivere i problemi e i disastrosi numeri ma chissa come mai non ho ricordo di qualcuno che abbia mai cercato di risolverli.

Forse sono le idee a mancare. Forse l’investimento in Guardie Forestali ha qualche motivo a me oscuro. In ogni caso mi sento di suggerire di chiedere ai migliori nel settore. Quelli che nel turismo hanno avuto notevoli miglioramenti nonostante i patrimoni limitati.

Turisti inbound Mediterraneo

Ma che dire… noi siamo il bel paese, da noi si mangia bene… eh sí, eh giá. L’avevo quasi dimenticato.

Dimenticavo, nel report ovviamente sono elencati anche gli obiettivi/soluzioni 2020 per il Turismo (7 anni).

Questi aumenti sono infatti ridicoli e distribuiti in ben 7 anni (eternitá economica). Abbinati oltretutto ad una classe politica che non riesce mediamente nei suoi obiettivi mi fa intuire che conosciamo la situazione ma non abbiamo imparato la lezione per risolverla.

Un aumento del 22% in 10 anni per un patrimonio turistico come il nostro é ridicolo e vergognoso ma tristemente essendo un documento di previsione non sará rispettato e si andrá come sempre al ribasso.

Buona Fortuna Bel Paese.

Firmato
Un Turista

Austerity? Spending Review? Ma mi faccia il piacere. Analisi della Spesa Pubblica Italiana 2007-2013 e confronto nei PIIGS.

Oct20-austerity-placardIn questi anni di crisi si é sentito parlare spesso di Austerity ovvero di una necessaria cura dimagrante degli Stati e dei loro costi. Il discorso ha interessato specialmente i paesi maggiormente colpiti dalla crisi ovvero quelli del Sud Europa denominati PIIGS( Maiali): Portogallo, Irlanda, Italia, Grecia e Spagna. Ma quanto effettivamente é stato fatto in questo periodo?

In un precedente post sono state analizzate le differenze di Spesa Pubblica dal 2007 al 2011 dei maggiori paesi europei.

É interessante capire peró cosa é successo dopo questo periodo ovvero durante la crisi che ancora sta affligendo l’Europa (del Sud). Durante la crisi infatti si é spesso sentito parlare di tagli, revisioni di spesa, ristrutturazione della macchina pubblica e vale la pena capire quale sia stato il magnitudo di queste ristrutturazioni.

Poiché poco mi interessa celebrare le “ammirevoli” (forse) gestioni pubbliche dei paesi Nordici ho preferito invece limitare l’analisi ai soli PIIGS ovvero i piú colpiti dalla crisi e teoricamente quelli piú soggetti alla cosiddetta Austerity.

Secondo la teoria questi paesi si sarebbero dovuti ridimensionare in spesa pubblica per minimizzare l’impatto delle riduzioni di entrate dovute al calo economico.

Non posso sapere quale fosse la discussione pubblica al di fuori dell’Italia ma nel mio paese ho spesso sentito parlare di tagli, spending review e ottimizzazione della spesa senza peró poi capire nel merito cosa fosse veramente successo.

Con l’aiuto di Eurostat é stato possibile ricostruire i flussi di spesa per questi paesi negli ultimi 6 anni (2007-2013). Ovviamente il 2014 non é ancora disponibile poiché in corso.

La prima impressione analizzando la spesa totale é che la parola Austerity sembra non aver avuto grosso effetto sulla spesa pubblica. Secondo i dati Eurostat raccolti nella seguente tabella si vede infatti che la riduzione di spesa non sia mai avvenuta in nessuno dei paesi in elenco ma invece TUTTE le spese pubbliche sono invece aumentate in valore assoluto.

  Spesa Totale periodo 2007-2013

Spesa Pubblica Totale 2007-2013

Da quanto ci dice la tabella nessuno dei paesi PIIGS ha ridotto la sua spesa pubblica. La migliori prestazioni sembrano averle avute Grecia e Irlanda che hanno di poco aumentato le loro spese mentre la Spagna le ha aumentate addirittura di quasi il 12%. L’Italia sembra anche lei non aver fatto un gran lavoro nella riduzione.

Considerando che il valore totale é costituito di molte voci é necessario capire quali parti della spesa sono effettivamente aumentate. Nella seguente tabella sono elencate le varie voci di spesa suddivise per i diversi paesi PIIGS negli anni 2007-2013 con le differenze percentuali.

Spesa Pubblica Diff 2007-2013 per voce

Le voci di spesa si riferiscono per alcuni capitoli ai costi di mantenimento di tutta l’infrastruttura pubblica (Consumi Intermedi, Stipendi del personale, e altre spese) mentre per altre si riferiscono ai costi finanziari o di sussidio alla popolazione (Interessi, Sussidi, Previdenza Sociale, Trasferimenti di Capitale e Investimenti). Queste ultime voci sono evidenziate in giallo ed escluse dalle mie considerazioni.

La parte finanziaria e di sussidi é ovviamente molto condizionata da fattori esterni dovuti alla crisi: Crescita degli interessi sui capitali dovuta allo spread, aumento dei sussidi per disoccupazione e non é stata quindi considerata ai fini dell’analisi.

Quello che interessa capire é quanto i vari paesi siano riusciti a tagliare i costi della macchina statale. L’esclusione serve per evitare che si dia la colpa degli aumenti solo alla crisi, allo spread o alla disoccupazione escludendo dalle responsabilitá la gestione politica. Una classe Politica non puó infatti controllare questi fattori ma puó solamente intervenire (giustamente) per attutire l’impatto della crollo economico con un aumento della spesa degli ammortizzatori sociali. Aumentare i sussidi alla disoccupazione non puó essere interpretato come un demerito della classe politica ma ridimensionare le proprie spese per cercare di gestire gli aumenti é invece doveroso.

Se eliminiamo le colonne gialle della tabella ricalcoliamo la differenza nello stesso periodo abbiamo i seguenti valori:

Spesa Pubblica Costi Stato 2007-2013

La tabella rappresenta la differenza di spesa fra l’anno 2007 e l’anno 2013 dovuta esclusivamente ai costi della macchina statale. Sono quindi esclusi pagamenti degli interessi sui capitali, indebitamento per investimenti, sussidi e Previdenza Sociale etc.

Da questa tabella l’Italia e la Spagna sono i paesi che si giocano il primato (negativo) di aumenti di spesa mentre Irlanda e Grecia sono invece quelli che hanno effettivamente applicato un forte ridimensionamento dei costi della macchina pubblica (purtroppo in alcuni casi con risultati distruttivi per il tessuto sociale).

L’Italia invece fra il 2007 e il 2013 nonostante i continui annunci di revisione di spesa (o per fare gli internazionali “Spending Review”) ha al contrario:

–        Aumentato le spese correnti per 7 Miliardi di Euro  (+7%)
–        Non ha ridotto il personale pubblico nonostante sia il paese europeo con piú dipendenti pubblici (e grosse anomalie).
–        Ha aumentato le altre spese correnti per ben 3 Miliardi (+4%)
–        In valore assoluto l’Italia spende nel 2013 10 Miliardi di piú all’anno per i soli costi vivi della macchina Statale

Viene da dire: ”Meno male che abbiamo applicato la Spending Review perché altrimenti..”

I valori assoluti non sono sicuramente i dati migliori per i paragoni fra paesi cosí diversi in termini di Prodotto Interno Lordo ma spesso evidenziano chi ha fatto molti sforzi e chi non ci ha nemmeno provato.

Grecia e Irlanda hanno in proporzione applicato sforzi enormi per ridimensionarsi. Mentre l’Italia ha bellamente accresciuto la sua spesa di 10 Miliardi, la Grecia si riduceva di ben 11 Miliardi. Se si considera che la spesa totale Greca é 8 volte minore di quella Italiana lo sforzo é estremamente grande.

Spagna e Italia hanno quindi in questi anni continuato ad aumentare i costi del sistema pubblico senza nessuna particolare ragione poiché questi costi non hanno correlazione con la crisi. Il perimetro pubblico si é semplicemente allargato in un periodo in cui si sarebbe dovuto restringere.

Oltre a voler aumentare il controllo del sistema economico privato lo Stato Italiano continua a pesare in termini di costi senza portare nessun tipo di beneficio o servizio.

Quello che piú infastidisce é il continuo declino economico dell’Italia accompagnato da un sempre piú forte e soffocante sistema fiscale. Mentre negli ultimi anni il carico fiscale sui cittadini é aumentato togliendo risorse a famiglie e aziende la spensierata gestione pubblica ha invece deciso di non ridimensionarsi, anzi.

Se non avessero almeno aumentato le spese avremmo 10 Miliardi in piú in tasca che sarebbero risultati preziosi in questo periodo. Nulla, l’incapacitá é stata totale e distribuita. C’é chi a mio modo di vedere ci ha provato (Monti) ma al quale é stata data l’autorizzazine politica al solo aumento delle tasse. Peccato un’occasione persa nella migliore tradizione politica Italiana.

La lotta agli sprechi si é limitata ad annunci roboanti che comunque non andavano piú in lá di qualche inutile costo della politica che come ho giá spiegato non conta nulla sul totale della spesa.

Stipendi dei parlamentari, Finanziamento ai partiti, auto blu e Caccia Militari continuano a non essere le voci piú distruttive per il bilancio statale ma questo sembra non entrare nelle menti nemmeno dei piú decisi contestatori. Le loro proteste e il loro rumore di sottofondo non puó che generare solo qualche piccola reazione di chi governa per cercare di tranquillizare l’opinione pubblica ma nulla di piú.

Mi aspetto una spesa Pubblica in continua e costante crescita per molti anni ancora ma nel frattempo aumenteranno le auto blu vendute su E-bay per buona pace di molti.

 

La crisi Italiana: il peggio deve ancora venire

Confindustria ha rilasciato un interessante ma preoccupante studio sul quadro economico Italiano.

Le previsioni di crescita del nostro attuale Governo sono ridotte. Nonostante il Governo si affida ad un misero 0,8%, il documento del Centro Studi di Confindustria abbassa questo valore a 0,2%.

La situazione dell’Italia é preoccupante. Siamo tornati indietro di troppi anni.

  • Il PIL é tornato indietro di 15 anni
  • Il PIL pro capite di quasi 20 anni
  • La produzione industriale di quasi 30 anni (trenta)
  • I posti di lavoro di 15 anni
  • + 93% di persone senza lavoro
  • +122% di persone povere

Differenze dei livelli pre-crisi

Questi sono i valori da recuperare e con la crescita prevista non possiamo credere di recuperare in fretta quanto abbiamo perso.

Secondo lo 0,8% di crescita stimato dal Governo servirebbero ben 11 anni per recuperare la perdita. 11 Anni in cui forse l’impoverimento puó crescere ulteriormente ponendo l’Italia di fronte forse a grossi problemi sociali.

Confindustria analizza il problema Italiano dal punto di vista delle aziende e non puó che evidenziare l’eccessivo costo del lavoro e il relativo abbassamento del margine per le aziende.

Causa Austherity le tasse sono cresciute per tutti negli ultimi anni. Dai lavoratori alle aziende senza sconti per nessuno. Sono ovviamente le aziende le uniche che possono generare il lavoro e il loro indebolimento non é sicuramente un fattore positivo. Le aziende si indeboliscono sul mercato e lo Stato non sa far altro che aumentare la loro pressione fiscale.

In questo grafico l’andamento del costo del lavoro, sempre crescente negli ultimi anni, non ha fatto altro che abbassare i margini delle aziende e relativo impoverimento del settore produttivo.

Margini ai minimi

In queste condizioni ovviamente le nostre aziende risultano indebolite rispetto al resto dell’Europa.

Redditivitá delle aziende Italiane confornto con EU

Amara conseguenza di tutti questi fattori é il costante aumento della disoccupazione.

Disoccupazione

Quella di lungo periodo é in pericoloso aumento segno che il paese non riesce ad uscire dalla spirale recessiva. Interessante notare come la Germania sia invece l’unico paese in cui la crisi non ha quasi mai avuto impatti e la crescita é continuata a ritmi ancora piú elevati. Certo i tedeschi hanno il merito di essere riusciti a riformare il loro sistema in tempi in cui era possibile ma é anche ovvio che questa crisi ha spostato la bilancia economica a favore della Germania come si vede chiaramente qui sotto. La differenza é troppa gli squilibri non normali. Ristabilire la situazione vorrebbe dire di chiedere ai Tedeschi di decrescere a favore del resto dell’Europa… ci credete?

PIL Germania vs Europa

L’Italia perde anche la sfida con i paesi a lei piú vicini economicamente .. i cosiddetti paesi “maiali”, in Inglese PIGS Portogallo Irlanda Grecia e Spagna raggruppati sotto questo elegante nome secondo il tradizionale ed educato stile nordica.

Italia e PIGS

Gli Italiani continuano a impoverirsi

Tasso di Risparmio Famiglie

Tenendo in considerazione l’esistente, il Centro Studi di Confindustria non puó che abbassare la stima di crescita rispetto a quella prevista dal Governo Renzi (0,8%) ad un misero 0,2% per il 2014 e ad un 1% per il 2015. Un ritmo dello 0,2% vuol dire che il -9% del PIL puó essere recuperato in (soli) 45 anni.

Conclusioni

La crisi non sembra quindi esaurita. La crescita arriva ma con valori cosí bassi che non potrá cambiare le condizioni del paese velocemente. Nel frattempo sempre piú persone rimangono senza lavoro aggravando la situazione sociale che puó facilmente generare tensioni.

L’attuale Governo Renzi sembra al lavoro ma non cambia stile rispetto ai precedenti cercando di difendere le proprie previsioni e mantenendo una calma che non aiuta. La situazione é grave non servono solo le dichiarazioni ma serve agire in fretta. Abbiamo perso 20 anni economicamente ed é da vent’anni che la classe politica é incapace di trovare soluzioni… non abbiamo piú tempo da perdere..

Come riportato dal sempre presente Phastidio.

Per ora siamo fiduciosi sulla nostra previsione di crescita del Pil” dello 0,8% nel 2014. Così il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Graziano Delrio, interpellato a margine del seminario previsionale del Centro studi di Confindustria. “Siamo convinti – ha spiegato – che le riforme messe in campo procureranno uno shock positivo, vedremo l’effetto degli 80 euro e delle riforme della giustizia, del lavoro, della pubblica amministrazione e della spending review” (Radiocor, 26 giugno 2014)

É giusto chiedersi se davvero si crede che 80 Euro possano veramente muovere qualcosa. Renzi, i voti li ha presi e adesso serve lavorare e in fretta.

In Italia la descrescita Felice é a portata di mano almeno economicamente. Rimane solo piú da trovare la tanto sospirata felicitá che sembra tradare insieme alla ripresa.

Renzi a (non é) la RAI – Il caso RAI Way

É protagonista degli ultimi giorni lo scontro fra Renzi e la dirigenza RAI per i fantomatici 150 milioni di tagli richiesti all’emittenbte pubblico.

Da straordinario stratega politico che é, Renzi sta cercando di usare l’argomento RAI per far brillare la sua immagine non avendo al momento altri punti a suo favore. Ricordo che Renzi é indiscutibilmente diventato un venditore di pentole migliore del buon Silvio e questi trucchi scenici ne sono la prova. La scorsa settimana ha giocato la carta Boschi-Bambini congolesi e adesso cerca di mantenere alti i consensi con un classico argomento della campagna elettorale di Grillo. I tagli alla RAI. Renzi attacca sugli stessi argomenti che hanno caratterizzato la battaglia di Grillo tanto da costringere il Presidente pentastellato del consiglio di vigilanza RAI Roberto Fico a dichiarare di essere d’accordo con lo sciopero indetto da tutti i sindacati RAI e duramente attaccato da Renzi. Nonostante la sbandierata coerenza e quindi essere fondamentalmente contro la RAI, il M5S non potendo minimamente essere d’accordo con Renzi prende posizioni in netto contrasto con quanto detto precedentemente. Una questione di principio, botta e risposta, e Fico da acerrimo nemico della RAI diventa il suo primo difensore. Chissa come mai?

Ma veniamo al punto principale, Renzi dice che la RAI puó tranquillamente vendere parte di RAI WAY che vale circa 170 Milioni. Valore secondo Renzi comunque piú alto  della cifra di tagli richiesta di 150 Milioni.

La mia mente ha subito dato ragione a Renzi perché il discorso non faceva una piega. Periodo di tagli e anche la RAI deve contribuire, oltretutto sembra una cifra tranquillamente raggiungibile.

 

Se poi consideriamo i numeri RAI rispetto alla sua competizione forse si puó trovare spazio per qualche ridimensionamento perché i tempi dell’allegro spendere pubblico sembrano essere finiti o almeno non sono piú materialmente possibili.

La RAI infatti (dati 2011) ha un numero di dipendenti totale pari a 11.378 lavoratori rispetto ai 6.126 di Mediaset (-47%) , i 3.995 di Sky Italia (-65%) e i 709 di Ti Media (LA7) (-94%). La somma di tutti i dipendenti della concorrenza non raggiunge il numero di quelli RAI.

Il numero di dipendenti certo non é una variabile in assoluto negativa. Quello che conta é la loro redditivitá o quanto in totale contano sul fatturato. É proprio qui che iniziano i veri dolori perché come in ogni ente pubblico Italiano il personale é sempre in qualche modo esente da ogni regola di mercato. Nel pubblico in Italia il personale é sempre piú che abbondante con un’efficienza e qualitá dei servizi che non ne risentono positivamente.

Mentre in Mediaset il costo del personale pesa per un 13,4%, in Sky per un 7,3% in RAI il costo del lavoro é di oltre il 35%. In un mondo reale quindi ci si aspetterebbe quindi un servizio 3 volte migliore rispetto a Mediaset e 5 volte migliore rispetto a SKY. Vi torna? A me poco.

I dati sui ricavi dicono esattamente il contrario e la RAi nel 2011 ha raggiunto i 2,89 miliardi di euro di ricavi ben lontani dai 4,2 miliardi di Mediaset e poco sopra i 2,8 miliardi di Sky Italia. L’azienda RAI ha un ricavo poco superiore ad un’azienda (SKY) che ha un numero di dipendenti 5 volte minore. Lo so che forse il paragone con SKY é troppo semplicistico ma in ogni caso sempre di TV si parla e i conti non tornano (ma sempre nel mondo reale in quello pubblico forse sí).

Tornando al tema principale: Renzi chiede dei tagli consigliando la vendita di RAI WAY. Benissimo mi sono detto… ma cos’é RAI WAY?

Ricerca rapida e scopro che é tutta l’infrastruttura fissa e radio per la diffusione nazionale del segnale RAI su tutto il territorio.

Fermi tutti. Si propone di vendere tutta l’infrastruttura di rete? Fermi tutti.

Letti i dati di targa della rete (chiamata Waynet) scopro che nonostante non abbia una grossa capacitá comparata con gli operatori di rete tradizionali dispone peró di un consistente numero di fibre ottiche per il rilegamento dei sui punti trasmissivi e un ancora piú consistente numero di ponti radio.

La copertura della popolazione é pari al 99%. Nessuna rete puó vantare questi numeri. Proprio il fatto che sia parte del servizio pubblico puó essere la ragione di questa copertura cosí ampia poiché aveva come scopo principale quello di portare il segnale a tutti indipendentemente dalla redditivitá. Ci puó stare per una rete pubblica non per una rete privata.

Le tecnologie utilizzate (SDH) non sono le migliori per l’utilizzo ottimizzato della fibra ottica o meglio al giorno d’oggi é possibile alzare di molto la capacitá della fibra stessa (trasmettendo con altre tecnologie). Waynet sembra avere capacitá di 1x155Mbps (Mega bit per second) per link a 3x155Mbps per link. Sufficienti per mandare il segnale video ma molto basse a confronto delle tecnologie oggi disponibili che arrivano alle decine di Tera (Bit per second) x Fibra.

Nota: Ricordo che 1 Terabit equivale a 1 Milione di Megabit quindi c’é molto spazio per un netto miglioramento (1 milione di volte).  

Qui sotto lo schema semplificato delle maggiori direttrici della rete Waynet. Queste direttrici collegano tutta la parte di distribuzione radio, i 4 centri di produzione Nazionali di Roma, Milano, Napoli, Torino e tutte le 20 sedi provinciali per un totale di 60 diversi punti in cui é possibile introdurre i contributi.  A questa rete di backbone bisogna aggiungere tutta la capillaritá dei ripetitori e dei collegamenti in ponte radio che ne allargano le capacitá.

Waynet topo

Topologia Backbone Way Net

Indiscutibile che una rete del genere sia nel merito una fantastica potenzialitá per gli sviluppi futuri. Avere fibra vuole automaticamente dire che con un cambio di tecnologia é possibile aumentare a dismisura la capacitá e i relativi servizi offerti. Si puó pensare di continuare a fornire i servizi Video broadcasting + servizi Mobili + servizi di accesso ad Internet etc. I costi di un’evoluzione di queste dimensione sono comunque alti ma nulla é paragonabile ai costi di posa della fibra. Avere quindi questa infrastruttura in piedi vuole dire assicurarsi potenzialitá quasi illimitate per i prossimi decenni.

A questo punto le mie convinzioni hanno iniziato a cedere. Vale la pena vendere un asset del genere? I dubbi sollevati da Fico all’annuncio della vendita di Ray Way erano chiari:

–        No perché é un asset strategico

–        No perché si svenderebbe

–        No perché deve rimanere sotto il controllo pubblico

Effettivamente il discorso é corretto e non conosco le ragioni dietro alla proposta Renziana della vendita. Non vede il strategico asset? ha altre idee per renderlo piú produttivo? Non ho risposta a tutto questo ma dubito fortemente che Renzi possa avere una visione cosí a lungo raggio per il futuro. Se ci fosse un piano irresistibile perché non dirlo subito? Ho come l’impressione che ci sia solo la necessitá di fare cassa e quindi le parole di Fico sono da condividere.

Dopo questa riflessione peró la mia mente cambia di nuovo direzione per un motivo ben preciso. E’ vero, le potenzialitá di questa rete sono infinite. Puó risolvere il problema del digital divide in fretta,  puó evolvere verso le nuove tecnologie IP, verso le nuove tecnologie LTE (di cui ho giá scritto qui) oppure estendere il segnale Wifi sui propri ripetitori. Insomma le possibilitá elencate (parzialmente e superficialmente) da Fico, sono infinite.

E quindi? la vendiamo?

Parzialmente direi di Sí.. perché?

Perché nelle mani dello Stato tutto marcisce. Spiace dirlo ma se tutti gli investimenti elencati da Fico sono veri é altrettanto vero che non potranno sicuramente arrivare da un’azienda in crisi con cali di fatturato. Sicuramente non possono arrivare da uno Stato spendaccione che vede nei bandi pubblici solo la possibilitá di distribuire favori e tangenti.E questo il M5S lo sa bene e lo critica tutti i giorni.

E quindi? Ne vendiamo una parte. Lo Stato rimane l’azionista di maggioranza ma facciamo partecipare qualche privato che con i loro investimenti possono far veramente evolvere la rete. Inutile sperare che questa evoluzione possa arrivare dal pubblico.

In questo link ufficiale di Ray Way é elencato l’evoluzione della rete dalla sua creazione nel 2003 ad oggi. Ora siamo nel 2014, giá nel 2004 si parlava di evoluzione verso le nuove tecnologie come l’IP ma nulla é stato fatto. Come faccio ad aspettarmi che una rivoluzione arrivi proprio adesso senza fondi disponibili?

Ha ragione Fico sulle potenzialitá della rete. Non credo conosca le evoluzioni delle reti di telecomunicazioni ma i servizi video si stanno pesantemente spostando nella rete IP (Internet) come mezzo di distribuzione. Le persone cambiano inoltre le loro abitudini e vogliono interazione e Video on Demand (a richiesta) rispetto alla tradizionale programmazione.

Nuovi dispositivi stanno cambiando le regole delle comunicazioni: La mobilitá la fa da padrone, serve connettivitá ovunque e chi meglio di una rete come WayNet potrebbe fornire servizi del genere?

Il traffico video nelle reti mobili sará il 70% del totale per il 2018 come Cisco (leader delle reti IP) scrive in questo suo report.

Mobile Traffic 2018

Trend di crescita del traffico mobile per servizio

E’chiaro che il video é il futuro delle reti Internet e quindi il mercato della RAI cambierá sede, bisogna essere pronti. Per questa ragione condivido il pensiero tecnologico di Figo ma non la sua mossa politica. Dubito fortemente che se RayWay rimane nelle mani (bucate) dello stato ci si possa aspettare una grossa evoluzione in questa direzione. Fico rimane un nostalgico del pubblico ovunque come lo é tutto il programma (di spesa) del M5S. Solo l’apertura al mercato puó attirare investimenti per migliorare l’infrastruttura. Da sola la Rai non ce la puó fare se le perdite annue sono di qualche centinaio di Milioni.

Ovvio che qualcun altro oltre alla RAI userá la rete ma con le dovute evoluzioni ci sará banda per tutti e si potrá persino venderla ad altri operatori.

Insomma: Una grande opportunitá ma solo una mente coraggiosa puó andare verso questa liberalizzazione.

Non sono affatto convinto che questa stia nella mente di Renzi. Nella sua furbizia politica sa benissimo che vendere infrastruttura é meglio che tagliare l’unica vera spesa inefficiente della RAI, il personale. Se lo facesse perderebbe consenso e questa é l’unica ragione dietro alla proposta di vendita di RaiWay ma non sicuramente la liberalizzazione (giusta) della rete per i motivi sopra elencati.

Forse raggiungerá un ottimo risultato comunque e sará fortunato ma una cosa é certa: Piedi di piombo considerando le potenzialitá e quindi il prezzo di una rete del genere bisogna vendere e non svendere.

Le Elezioni Europee fra 80E, Stampanti in 3D e dentiere per tutti

Non sono riuscito a scrivere molto su queste elezioni Europee 2014. Mi sarebbe piaciuto fare una bella lista di impresentabili ma non ci sono riuscito, peccato. Non mi resta che buttare giú qualche pensiero alla rinfusa.

Da quassú l’impressione sulla campagna elettorale é molto negativa. Vedo solo sproloqui ovunque. Parole  e parole. Parolai da tutte le parti. Parolai che accusano gli altri parolai di essere solo parolai. Incantatori di folle che accusano gli altri incantatori di folle di essere solo incantatori di folle.

Dove stá la ragione, dove stá la veritá dove stanno i candidati e i programmi? Difficile capirlo. Come sempre vince l’urlo.

Tutti parlano di tutto tranne che del motivo principale delle elezioni ovvero l’Europa. Non si é sentito nulla di concreto, nessuna idea nessuna proposta al di fuori dello scontro Europa si Europa no.

La sensazione principale é di disgusto e delusione perché nulla sembra voler cambiare in Italia. Le rivoluzioni annunciate sono quasi peggio del passato. Le idee sono confuse, sciocche, inutili, per qualche aspetto pericolose ma soprattutto sono impraticabili come sempre.

Pensieri a caso sui protagonisti maggiori:

Renzi e il PD: Il PD é cambiato. Per alcuni aspetti in meglio per altri in peggio. Sicuramente sembra piú moderno e adatto ai tempi rispetto al passato. Piú flessibile e piú adatto ad un mondo che é diverso dagli anni delle lotte sindacali. Le lotte continuano a servire ma i modi e gli obiettivi devono cambiare. Il nuovo PD é peggiore invece perché si appoggia troppo su annunci eclatanti senza peró descrivere con sufficienza come si raggiungono tali obiettivi. Il peggio di questo PD é che assomiglia troppo alla televendita Berlusconiana dove tutto é possibile. Berlusconi é stato sempre pronto a promettere la Luna senza peró muovere il culo degli Italiani dalla tazza del cesso su cui erano seduti da anni. Renzi ci assomiglia per certi versi nonostante dimostri almeno una migliore presentabilitá. Ho personalmente creduto in Renzi e continuo a credere che quello che ha fatto non é un doppio gioco. Non ha “tradito” Letta. Dal mio punto di vista si é messo in gioco. Sinceramente il Governo Letta era nella palude dell’immobilismo. Sotto il controllo di un improbabile Alfano. Renzi almeno si é imposto. Mi sono detto:”che grinta” adesso vediamo. Bé il tempo passato é poco ma le scadenze che si era dato sono giá passate senza risultati palpabili. Che dire … I dubbi della farsa iniziano a concretizzarsi. Gli 80Euro sono stati una mossa puramente propagandistica poiché non garantiti per gli anni successivi e quindi NON-strutturali, come si dice. Sí é comprato un voto. Non sto a discutere se servano o meno 80E discuto sul fatto che sono solo un elemosina temporale ma non un abbassamento delle tasse.

Nelle Elezioni Europee si sono messe 5 donne capoliste. Perché? Quote Rosa? Se uno professa la meritocrazia non puó mettere la Moretti come capolista. Per brava che possa essere la ragazza deve ancora dimostrarlo. Per me rimane solo la figlia di un dirgente di partito che nella vita ha fatto solo attivitá politica. Se un Renzi professa una societá che necessita di meritocrazia, questa scelta non é sicuramente un esempio. Vorrei vedere un Renzi piú concreto e meno parolaio.

Grillo e il M5S: La storia del “portavoce”, come giá si era capito da tempo é una bufala del migliore web di 2a Classe. E’ ovvio, senza Grillo il M5S non raccoglierebbe consensi e voti. Sicuramente vá dato grande merito alla grinta con cui viene condotta la campagna elettorale ma il M5S rimane un invenzione e copyright di Grillo e quindi tutti i discorsi sull’uno vale uno sono ridicoli. A parte l’organizzazione interna quello che mi lascia perplesso sulla campagna elettorale di Grillo é il completo disallineamento dalla realtá. Quando sento i discorsi di piazza pieni di particolari tecnologici di improbabile applicabilitá mi chiedo come si faccia a prendere sul serio certi argomenti.  Almeno qualcuno avesse la capacitá di chiedersi “ma questo cosa c’entra con la gestione di un paese”. Vale per il solito discorso delle stampanti 3D , un esempio di quanto una persona sia distante dalla realtá. Non sono il nocciolo del programma di Grillo ma sicuramente un esempio di lontananza dai veri messaggi che un paese necessita. Anche il cosiddetto Guru del movimento Casaleggio nelle sue interviste mette in piedi ragionamenti e visioni vecchie di anni, giá in voga negli anni 70. Visioni di un futuro diverso che giá molte persone nel passato avevano avuto e che non si é mai realizzato. Dovrebbe essere la prova che forse c’é qualche distanza fra il pensiero e la realtá. La mia definizione di visione del futuro é diversa dall’avere delle visioni. Sarei preoccupato di avere un Ministro per l’Innovazione come lui considerate le sue dichiarazioni   sull’incarico gradito.

A parte questi particolari di forma poco importanti sono invece le idee e i programmi ad essere al 90% impraticabili (ne ho giá scritto qui). Grillo accusa per esempio Renzi di aver comprato il voto con 80E (vero) e che questi 80E sono una farsa senza copertura. La veritá é che la copertura c’é ma non é continua negli anni, le critiche agli 80E ci devono essere ma per altri aspetti. Quello che mi stupisce e dimostra la completa incongruenza fra parole, idee e soluzioni sta nel fatto che proprio il M5S continua a promuovere il reddito di Cittadinanza. La mia domanda é :”ma se 80E non hanno copertura, perché dovrebbe averlo il reddito di cittadinanza?”. Questa domanda é inutile perché la risposta stá nella pochezza teorica dietro al M5S ma il vero problema per me é come fa la gente a non accorgersi di questi basilari confronti? Questo problema della copertura é semmai dentro il programma di Grillo/M5S perché é composto per la maggioranza di uscite senza peró un adeguato livello di entrate o minor spese (ne ho scritto qui). Semplicemente il programma non ha nessun tipo di copertura economica. Se i Governi Letta e Renzi hanno fatto fatica a trovare qualche milione ci sará qualche problema di fondo o no? Sono d’accordo che da un lato c’é una certa incapacitá peggiorata da immobilismo politico ma dall’altra non credo invece che esista la bacchetta magica a 5 stelle in grado di trovare Miliardi dai piccoli tagli annunciati. Mi ricordano per certi aspetti le promesse di un certo SB.

Insomma l’incoerenza a mio modo di vedere viaggia parallela fra programmi e accuse verso gli avversari. Recentemente si é inoltre inserito il problema puramente morale. Il ripudio verso i media che fino a qualche tempo prima era una delle bandiere del M5S é stato in qualche modo sospeso. Il M5S ha iniziato come ogni altro partito (giustamente) ad utilizzare la televisione come mezzo di comunicazione agli elettori. Che ci sia accorti che forse qualche decine di migliaia di utenti in rete non fanno una nazione? Benvenuti nella realtá.

Non critico Grillo per l’utilizzo della Televisione come mezzo di propaganda, queste sono le regole di una campagna elettorale. Quello che invece critico é il cambio di direzione quando le idee non sono supportate dai fatti. Una prova che forse la veritá assoluta non sta proprio solo da una parte come i sostenitori vogliono farmi credere.

Il discorso Europa é un altro dei piloni portanti del programma e anche in questo caso il livello di fantasia mista ad ignoranza peggiora la situazione. Non basta scaldare la gente con dei Vaffanculo verso la Merkel e l’Europa. Non serve dire che semplicemente i debiti non si pagano perché “immorali”. Non funziona cosí. Il controsenso sta nel fatto che un eventuale default Italiano sarebbe per prima cosa un problema per gli Italiani stessi che hanno in mano una grossa fetta di questi debiti. L’attacco alle banche cattive ha come conseguenza il fatto che se si distruggerebbero i risparmi della gente, ma questo non sembra essere chiaro nella mente degli Italiani stimolati dai guru del Ueb. Chi é interessato puó informarsi per capire come é la situazione dell’Argentina a 15 anni dal default. Disastrosa, l’inflazione é al 20% e non esiste piú debito pubblico per interessi perché nessuno impresta piú i soldi all’Argentina. Se uno non paga una volta poi dopo non puó piú chiedere e la situazione non puó che peggiorare per i servizi pubblici e per l’economia. La Grecia ha fatto in pratica default, vi sembra la situazione stia andando bene?

Anche in queste idee c’é una elevata percentuale di ignoranza che a mio modo di vedere sfocia nel risultato finale di illudere la gente con cure alla Wanna Marchi. Vendersi la lira come una soluzione migliore all’Euro mi sembra alquanto ridicolo. Una moneta nazionale in mano alla classe politica ha giá fatto abbastanza danni in passato. É sempre stata un continuo svalutare. Questo non é positivo come si vuole far credere perché l’inflazione é fondamentalmente una tassa nascosta. Se il giorno dopo la svalutazione é del 10% vuol dire che in termini reali 100E adesso valgono solo piú 90E. Non mi sembra positivo per un cittadino, qual’é il grosso vantaggio? L’export?  il vantaggio competitivo per le esportazioni cosa c’entra? Non capisco cosa dovrebbe festeggiare un lavoratore di un azienda che non fa esport? Perde 10E e basta. Misteri della fede.

In ogni caso il M5S serve ad alzare la tensione in una classe politiche molto incapace. Serve parzialmente a tenere alta l’attenzione sul lavoro del Parlamento. Detto questo peró i contenuti dei programmi e gli urli del suo capo non mi possono far credere che ci possa essere qualcosa di concreto capace di condurre un paese fuori dai suoi problemi… anzi.

Sull’onesta e sulle buone intenzioni invece nulla da dire ma a me servono soluzioni veloci per un paese in decadenza rapida.

Un commento conclusivo vorrei farlo anche sui nuovi volti portati alla ribalta del M5S (un Di Battista per esempio). per me sono carichi di se ma vuoti di conoscenza e lontani dai veri problemi del paese. Il belloccio di turno per esempio sembra essere tanto bravo a parole quanto poco in lavoro Parlamentare. Mi sembra la nuova copia di una vecchia Politica con l’aggravante di non avere nemmeno un bagaglio culturale di un certo spessore. La sua dialettica ne fa un ottimo comunicatori ma i contenuti delle frasi un pessimo gestore pubblico.

Silvio Berlusconi e Forza Italia: non é mai scomparso, Il suo partito azienda non puó sopravvivere senza di lui. Forza italia é Berlusconi, senza di lui non esisterebbe come Grillo per il M5S. Berlusconi sta portando avanti tutta la campagna elettorale quasi da solo con un certo deterioramento nei contenuti e nelle proposte. Una lotta disperata per non perdere troppi voti. Un programma inesistente fatto di qualche dentiera regalata, qualche insulto alla Germania e pesanti critiche a Grillo. Poco rimane di una persona che mai é riuscita a portare in atto le sue fantasiose promesse. Una persona che é riuscita a distanza di 20 anni ad essere credibile agli occhi di almeno un 20% degli Italiani. Cifre impressionanti per il 2014. Un partito che ha perso molte persone al suo interno e conta solo pochi e discutibili personaggi al comando che non potrebbero avvicinarsi a nessun partito in qualunque paese civile del mondo. Credo manterrá qualche voto, i fedelissimi ci sono sempre ma sicuramente potrebbe essere l’ultima volta.

Lega Nord: Sta cercando di riprendere voti dopo la disastrosa esperienza di governo. Fra scandali e ruberie diventa difficile continuare ad urlare contro la classe politica corrotta. La lega con il nuovo presidente Salvini ha ripreso in mano le vecchie argomentazioni sull’immigrazione infarcendole adesso anche di nuovi pericoli biologici e nuove malattie. Al nemico immigrato oggi si somma anche il pericolo Europa infarcito da pseudo economisti che confermano la fattibilitá dell’uscita dall’Euro. Il programma della Lega ha sempre la stessa formula di giocare con la pancia degli Italiani (come Grillo) e cercare all’esterno i problemi di un paese che non é in grado di guardarsi invece all’interno. Immigrati, Rom e Merkel sono per la Lega il problema del declino Italiano. Come sempre questa propaganda non considera il fattore principale ovvero il “Made in Italy”.

NCD e Lista Tsipras: Non pervenuti. Il primo é solo l’improbabile contenitore dei fuori usciti dal PdL con il solo scopo di sopravvivere. I programmi sono un’alternativa. Il secondo un gran minestrone di estrema sinistra che porta avanti come tanti l’anti europeismo come programma principale. Un programma che fonda le accuse di Lega e M5S con i vecchi proclami di una sinistra un pó datati e non piú adeguati ai tempi. Una spruzzata di Radical chic ne fa anche una scelta un pó antipatica.

Conslusioni:

I proclami poco realizzabili sono sulla bocca di un pó tutti come nelle migliori tradizioni. Il problema principale é che risulta una campagna elettorale basata su problematiche domestiche e tutti sembrano essersi dimenticati che si vota per il Parlamento Europeo. Come sempre a nessuno frega dell’Europa ma tutti sanno che l’esito elettorale avrá un significato politico nazionale. Tutti puntano su questo, nessuno é escluso. Le dentiere di Berlusconi sono la piú ridicola conferma del tutto. Va bene credere ai parolai ma mica si puó credere alle dentiere Made in EU.

Renzi a mio modo di vedere é l’unico che effettivamente stimola l’interesse su questioni vere dei problemi Italiani: giustizia, burocrazia, tasse, lavoro. Il problema é che tanto vere sono queste problematiche quanto invece il lavoro svolto finora dimostra che c’é un grosso vuoto fra l‘individuazione dei veri problemi e le capacitá di risolverli. La Storia degli ultimi 20 anni sembra non averci insegnato molto a riguardo.

Come sempre i miei riferimenti continuano a portare avanti programmi e idee piú realistiche. Almeno serie. Parlo del solito Fare per fermare il declino guidato oggi da Michele Boldrin. Unito insieme ad altre forze nella lista di Scelta Europea.

SceltaEuropea

Il mio voto andrá lí anche se non so quanto questo potrá poi arrivare in europa ma che ci posso fare turarsi il naso non é piú cosa.

Buon voto a tutti

 

Letture per il Weekend – 10 Maggio 2014

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Il Guru non si smentisce mai con la sua visione incerta del futuro. “Fanno le case di cento metri quadri con le stampanti”. Grillo vive definitivamente in un mondo parallelo …. e considerato che le stampanti 3D porteranno via manodopera é arrivato lui a salvare il mondo… i commenti sono inutili. Mi ricorda i vari protezionismi quando si introducevano i telai automatizzati perché questi avrebbero distrutto la manodopera… era il 1800. Dai 23.000 impiegati nel settore del 1834, si passa ai 331.000 del 1851 (in Inghilterra)…. Dedicato a chi ci vede lungo. [link all’articolo]

Quando si parla di Big Data EBay sembra essere un esempio concreto. Da 50T (Terabyte) si generano 100PB (Petabyte) cioé una quantita 2 milioni di volte piú grande. Quando si dice effetto scala. [link all’articolo]

Il GigaWatt di Google alimentati con le rinnovabili. Forse i veri Green Data Center del futuro. Ma onestamente viste le dimensioni, ha Google il verde in testa o una grande necessitäa di ridurre i consumi? Il solito mal pensante. [link all’articolo]

Interessante recensione dei Google Glasses. Non dico quanto la mia ma interessante. 😉 [link all’articolo]

Renzi e la Jobs Act… tipiche confusioni all’Italiana causate da ignoranza diffusa. Nuovi personaggi ma vecchi vizi.[link all’articolo]

Il mio capo chiede se qualcuno é interessato a trasferirsi per 2-3 mesi in Cina (a gratis ovviamente)… in questo link uno dei motivi per cui la Cina puó stare lá e io qui… [link all’articolo]

La lotta degli Smartphone. Samsung dovrá pagare 120Milioni di dollari ad Apple per aver infranto dei brevetti. [link all’articolo]

Campagna Elettorale all’insegna delle buffonate, fra stampante 3D, 80 Euro al mese e pensioni minime a 800E viene giá la nausea. Trova le differenze fra il vecchio che ritorna, il nuovo che avanza.. [link all’articolo]

 

Letture per il Weekend – 19 Aprile 2014 e Buona Pasqua

weekend-readingLe quattro domande che il sito de La voce dedica al programma finanziario di Renzi [link all’articolo]

Per chi fosse interessato Il link ufficiale al DEF di Renzi. [link all’articolo]

Ottimo articolo sull’Euro del professore Alberto Bagnai. Anche se non condivido le sue idee non posso che complimentarmi con le sue spiegazioni. Capisco tutti i vantaggi della Germania ma non capisco quando tutti i problemi pubblici Italiani non sono nemmeno considerati. Mistero. [link all’articolo]

 Quattro risate con Makkox. #votasconi i consigli per una campagna elettorale fatta in casa. [link al video]

Buona Pasqua a tutti

Letture per il weekend – 12 Aprile 2014

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Il tesoro rende noti i numeri della dichiarazione dei redditi 2012. Direi che gli squilibri fra dipendenti e autonomi continuano ad esserci e soprattutto alcune categorie sono poco credibili.

La Fiat impacchetta le auto di marca straniera dei suoi dipendenti come azione di marketing interno… mah.

Stranamente la bocciatura avviene proprio in questo periodo. Mi chiedo ma a cosa serva il TAR?

Il solito sobrio commento di Seminerio sul DEF di Renzi. La rivoluzione che non c’é. Sono d’accordo, d’altronde che rivoluzione puoi fare senza soldi? Le rivoluzioni costano… sempre.

Il pessimo giornalismo. Se vi siete mai imbattuti in questo articolo sappiate che la fantasia di chi scrive é molto forte. La realtá dietro a questo spot pubblicitario é ben diversa. Sta arrivando un Itakapost specifico sull’argomento. Per il momento confermo che l’Italia si é effettivamente classificata nei primissimi posti ma per “Creative Problem Solving”… che traduco in “L’arte di arrabattarsi in maniera creativa”. Nulla a che vedere con matematica e letteratura né tantomeno con l’educazione scolastica. I test a cui si riferisce il brillante articolo sono per esempio: Usare per la prima volta un lettore Mp3 o comprare un biglietto urbano da una macchinetta automatica senza errori. Che dire, ma dove stanno letteratura e matematica? Lo sa solo il Corriere. Unica certezza é che i ragazzi Italiani sanno “arrabattarsi” e questo non dovrebbe stupirci considerato il paese ma forse non é poi cosí positivo.

Letture per il weekend – 5 Aprile 2014

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Sembra che gli 80 Euro al mese di Renzi non siano cosí semplici da raggiungere. Cosí almeno afferma l’autorevole blog di noisefromamerika. [Link all’articolo]

L’abolizione del roaming Internazionale forse é alle porte. Speriamo.[Link all’articolo]

Da una ricerca dell’azienda Nominum sembra che quasi 24 Milioni di router domestici possono essere usati per attacchi distribuiti usando il DNS. [Link all’articolo]

L’ammontare dei soldi nel risparmio gestito é ai massimi. C’é un clima di euforia borsistico ingiustificato considerato il periodo di crisi e le scelte non prese politicamente. [Link all’articolo]

Perdere il posto di lavoro perché contro ai matrimoni Gay. É successo all’Amministratore Delegato di Mozilla (Azienda che produce il browser Firefox). [Link all’articolo] Nonostante Io sia a favore delle nozze gay sono anche a favore della libertá di opinione e quindi una persona deve avere il diritto di essere contrario senza per questo perdere il posto di lavoro.

 

Le Donne hanno le palle altro che quote rosa

Le donne hanno le palle, questo é un dato di fatto. Gestiscono famiglia, figli e lavoro con risultati migliori di noi uomini. Probabilmente essendo nel mio primo anno da Padre sono ancora affascinato dalla donna polipo che cucina piú veloce di me con un solo arto superiore a disposizione. Forse la mia visone é di parte ma se faccio una lista di persone con “le palle” nelle prime 5 posizioni ho piú donne che uomini. Scommetto di non essere l’unico.

A parte la mia stima per le donne mi chiedo perché in questi giorni sono trattate come una razza in via di estinzione, come una Foche Monache? Perché dobbiamo fingerci protettivi e pro-donne con provvedimenti alquanto stupidi che non fanno altro che sminuire le reali qualitá delle donne?

Mi riferisco al recente specchietto per le allodole del circo politico Italiano chiamato Le quote Rosa.

Un concetto che dovrebbe difendere le donne dalle ingiustizie del sistema ma che non fa altro che trattarle come una categoria protetta. Fossi donna sarei offesa per un trattamento da minoranza sociale … come una Foca Monaca o un Panda in via di estinzione.

Perché dobbiamo mettere una percentuale per legge alla rappresentanza femminile nelle istituzioni? Quali sono i problemi? Esistono barriere all’accesso in politica? Forse le questioni femminili possono essere risolte solo se nelle istituzioni ci sono donne? Una questione che riguarda il mondo femminile non puó essere legiferata da istituzioni con uomini in maggioranza?

Semplicemente stronzate che muovono solo aria nelle bocche di pseudo-femministi-filosofi.

Ma quale rispetto per le donne? Dover obbligare per legge ad avere donne nelle istituzioni vuol dire che si devono creare corsie preferenziali perché senza queste le donne non sarebbero in grado di accedere alla politica? E’ forse questa la realtá? Non mi sembra. Le donne in politica ricoprono degne posizioni senza bisogno di particolari aiuti? O forse mi sbaglio? Che il numero ridotto sia solo frutto di un minore interesse verso la politica?

Come solito in Italia si discute del nulla e si fa del nulla una questione di principio. Con la discussione sulle Quote Rosa si perde due volte tempo: primo per discutere di questioni inutili e secondo non si migliora il ruolo della donna nella societá ma si vota un aiuto di legge come per una categoria di “disabili sociali”.

Rispetto? Punti di vista.

Ridicoli tutti e per prime le parlamentari che lo propongono. Avere inoltre come principale rappresentante dell’iniziativa l’On. Boldrini é una prova indiscutibile dell’inutilitá dell’esercizio e il livello della discussione: nullo come puó essere nulla una persona che ritiene che anche la satira é “sessista”. Nel 2014?

Da domani allora anche quote gay, quote lesbo e quote trans. Perché no On. Boldrini?

Le donne hanno le palle e non hanno bisogno di “Quote Rosa” per dimostrarlo. Ogni giorno ce ne danno prova a differenza dell’On. Boldrini.

Nota Rosa: Una parentesi su un altro argomento “Rosa” usato a sproposito nel dibattito politico Italiano: il Femminicidio. Una recente ricerca elaborata dall’Agenzia Europea sui diritti  fondamentali (EUROPEAN UNION AGENCY FOR FUNDAMENTAL RIGHTS) si é occupato delle Violenze sulle donne in Europa. Purtroppo la situazione é critica ma nella sua criticitá l’Italia si posiziona molto meglio di paesi per antonomasia “piú civili”. Mi riferisco ai paesi nordici dove sembra che le violenze su donne dopo i 15 anni raggiungono percentuali sconcertanti oltre il 50%. Nella lista nera si posizionano Danimarca (52%), Finlandia (47%), Svezia (46%), Paesi Bassi (45%), UK (44%) mentre l’Italia é “fortunatamente” alla 19a posizione. Le percentuali rimangono tragicamente alte ma sicuramente dimostrano che molti discorsi fatti sul cosidetto “femminicidio” avevano obiettivi ben diversi dal riabilitare un paese malato di violenza. Non bisogna abbassare la guardia ma non bisogna nemmeno dipingere l’Italia per quello che non é. Il report evidenzia inoltre che certe violenze non possono essere ridotte agendo sulla legislazione e questo é provato dai risultati dei paesi nordici. Di nuovo, ma di che cosa stiamo parlando? o meglio ma come ne parliamo?