La Cina sta comprando l’Europa? Purtroppo non é solo una questione di soldi

China buyingNegli scorsi giorni é noto il tentativo di acquisto della Pirelli da parte del colosso cinese dei pneumatici China National Tire & Rubber Company. Senza entrare nel merito dell’acquisizione é senz’altro evidente che la Cina sta facendo affari in Europa. La Volvo per esempio é un altro dei marchi famosi acquistati dal dragone asiatico negli scorsi anni. In un mio precedente post avevo giá criticato gli acquisti che la Cina stava facendo in Grecia approfittando della svendita causa “chiusura economia locale”.

Il caso Pirelli non mi ha particolarmente stupito perché la considero un’operazione normale in un mercato aperto e globale. Diciamo un’acquisizione che ci puó stare. Negli stessi giorni peró mi sono imbattuto in questo interessante articolo su Bloomberg che fondamentalmente evidenzia l’incremento iperbolico degli “acquisti” cinesi in Europa.

Qui sotto nei grafici lo spettacolare incremento degli ultimi anni.

China EU transaction Aggregate China Transaction in EU-28

L’autore chiarisce che il valore assoluto non é altissimo ma sicuramente l’Europa é un luogo aperto, tecnicamente avanzato, economico e che non fa grosse opposizioni a questo tipo di acquisizioni. Quello che peró l’articolo sottolinea é il fatto che molte di queste aziende sono il braccio del sistema pubblico Cinese e quindi andrebbero trattate di conseguenza. Nessun tipo di problema nel caso di aziende private ma quando sono parte del sistema pubblico Cinese allora il discorso non si ferma al semplice ambito finanziario ma tocca problemi che potremmo definire Geopolitici.

Secondo l’autore non si capisce come mai l’Europa non accetta acquisizioni dal sistema Stato Russo mentre non mostra nessun tipo di opposizione quanto si tratta di Cina. L’Europa avrebbe anche delle ragioni per opporsi semplicemente perché le aziende Europee devono accettare delle regole molto stringenti quando vogliono fare affari in Cina mentre le aziende Cinesi qui no. Possiamo affermare che l’apertura Europea non riceve un reciproco comportamento cinese.

Effettivamente non posso che condividere le preoccupazioni dell’autore. Sono per il libero mercato ma a condizione che ci siano le stesse regole per tutti altrimenti la partita diventa difficile.

lavorando inoltre per un’azienda cinese mi capita spesso di vedere come ci sia una pressoché diffusissima allergia alle regole locali. Si cerca di istaurare lo stesso sistema cinese in un altro continente senza preoccuparsi di quello esistente. Non é solo una questione di Management o di strategie di mercato ma del rispetto delle regole locali.

Non posso criticare un’azienda cinese per il modo con cui tratta i lavoratori in Cina e grazie al quale puó essere competitiva sul mercato; d’altronde anche Apple produce gli iPhone in Cina e quindi che differenza fa?

Quello che non condivido invece é il vizio di evitare le regole locali che per le nostre aziende rappresentano invece dei costi: Tasse, trattamento del personale, visti per gli espatriati etc.

Insomma a casa loro possono fare quello che vogliono ma qui dovrebbero seguire le nostre regole (di mercato). L’Europa invece non sembra dare troppo peso a questo e l’articolo dimostra che nemmeno cerca di avere in cambio trattamenti adeguati per i suoi investimenti in Cina.

Quello che posso osservare all’interno dalla mia azienda é un certo cambiamento nel comportamento dei Cinesi. Mentre quando ho iniziato erano molto timorosi nel muoversi da soli sul mercato, dopo 5 anni il loro coraggio é aumentato proporzionalmente con la loro crescita. Purtroppo non é un miglioramento nel gestire le attivitá in maniera “piú occidentale” tutt’altro é un segno che lavorare “alla cinese” in Europa non crea problemi. Nella pratica invece di diventare piú aperta e occidentale la mia azienda si é “incinesizzata” ancora di piú.

Il paragone di questo con l’articolo forse sta solo nella mia mente ma quello che a volte mi preoccupa dei cinesi é il fatto che tendono a trasformare il sistema in cui risiedono secondo le loro regole invece di adattarsi ad un ambiente diverso.

Ovvio che se questo accadrá in futuro nelle aziende acquisite sicuramente non sará un valore aggiunto per il miglioramento generale.

Letture per il weekend – 7 Marzo 2015

Anche Google pronta per i pagamenti su smartphone. [link all’articolo]

Articolo fatto sicuramente male ma alcuni dei suggerimenti per migliorare le ricerche su Google sono utili. [link all’articolo]

Un altro esempio di quanto i sindacati Italiani sono lontani dalla realtá, ignoranti economicamente e spesso dannosi per i lavoratori. [link all’articolo]

E poi ci chiediamo perché la giustizia non funziona. Perché perde tempo in cause come questa… contro la Standard&Poor. Tempo sprecato e inno all’ignoranza. [link all’articolo]

Interessante articolo sul protezionismo Cinese verso l’IT applicato attraverso il controllo di Internet. [link all’articolo]

Cina: la quantitá che fa la differenza

Lavorando per un’azienda Cinese si percepisce immediatamente che la tigre asiatica ha molto del suo potere nei numeri della sua popolazione.

Ogni giorno si realizza quanto un’azienda cinese riesce ad esprimere la sua forza di mercato nella spinta di gruppo. Questa spinta si appoggia sui numeri ovvero sulla mole di lavoro (quantitá) piuttosto che sulla precisione (qualitá). Le risorse sembrano illimitate e questo da un grande vantaggio all’intero business della Cina.

Di seguito mi spiego con un esempio grafico.

Centrare l'obiettivo

La sensazione che ho dall’interno di un’azienda cinese é che c’é un grande differenza in termini di “proiettili a disposizione”. Le risorse interne quasi illimitate permettono ad un’azienda cinese di avere piú possibilitá per centrare l’obiettivo.

Mentre un’azienda occidentale deve per forza rendersi efficiente (precisione nel colpo) perché le risorse costano molto e non sono illimitate, un’azienda cinese puó contare su una grande quantitá di risorse maggiore. La spinta “di gruppo” permette di raggiungere gli stessi obiettivi anche se la “precisione” dei singoli é piú bassa.

Il fenomeno numerico Cinese non si limita a mio modo di vedere ai soli vantaggi per le aziende cinesi nel mercato globale ma anche alle distorsioni che la Cina puó provocare nel mercato stesso, ovvero quando i cinesi sono clienti.

I  numeri possono cambiare gli equilibri in settori consolidati nel mondo occidentale semplicemente perché nel momento in cui la Cina si presenta in un mercato riesce a muovere numeri non riproducibili in nessun altro paese.

Questo impatto é forse la vera arma Cinese con la quale é in grado di deviare e controllare grosse fette di mercato. Dall’alto dei suoi quasi 2 Miliardi di abitanti (ufficiali in patria) la Cina ha una forza devastante.

Sotto un esempio per capire l’impatto cinese. Il grafico si riferisce ai software di messaggistica mobile nel mercato mondiale. Nel primo grafico c’é la classifica per numero di utenti attivi su base mensile mentre nel secondo i paesi in cui sono piú diffusi.

Monthly active messaging usermessagers-countries

Stiamo parlando di un semplice messenger per smartphone ma puó rendere l’idea di cosa é veramente la Cina.

Dopo aver guardato il grafico la prima domanda é :”Cos’é QQ?”

Quanti ne hanno sentito parlare? nessuno credo, eppure fa piú traffico di Facebook e Skype. Solo Whatsapp lo batte ma con una grossa differenza: Whatsapp é presente a livello globale mentre QQ solo in Cina. SOLO FRA CINESI.

Un paese solo al mondo usa QQ ma questo é sufficiente per farlo entrare fra i primi al mondo. Qui scrivevo di Alibabá, un altro esempio in cui i numeri cinesi aiutano un’azienda a competere nei volumi con leader mondiali presenti sul mercato da decenni.

Non é un’accusa alla Cina perché suonerebbe irrispettosa per una persona come me che lavora nel sistema cinese, ma la questione dei numeri é molto importante. Io rispetto il libero mercato e la competizione ma bisogna tenere in considerazione questo fattore numerico. Quando si muovono i cinesi la lotta é dura e l’occidente dei piccoli paesi é un topolino che lotta contro un elefante o almeno questa é la mia sensazione vivendolo dall’interno.

Letture per il weekend – 28 Febbraio 2015

Interessante articolo sulla corruzione cinese piaga ma anche “locomotiva”della crescita… e forse unica possibilitá di sopravvivenza del Partito. [link all’articolo]

Un piccolo riassunto dei movimenti Jihadisti in Libia. [link all’articolo]

Analisi dei nuovi contratti a tutele crescenti. [link all’articolo]

Diciamo che la lista dei buoni propositi Greci non sembra delle migliori. [link all’articolo]

Cosa sta succedendo in Libia? [link all’articolo]

Letture per il weekend – 31 Gennaio 2015

La presentazione del nuovo Windows 10.

 

Google sembra aver intenzione di diventare operatore mobile negli Stati Uniti. [link all’articolo]

Il Super computer Inglese. [link all’articolo]

Grosso fermento nelle aggregazioni delle aziende Telco in UK. Tre UK ha comprato l’operatore mobile O2 che apprteneva a Telefonica. [link all’articolo]

Dalla scorsa settimana WhatsApp é anche disponibile su PC ma non sembra una gran cosa. Lo Smartphone deve comunque essere collegato e sembra aumenti il consumo della batteria. [link all’articolo]

Sempre su WhatsApp qualche consiglio per gestire la propria privacy. [link all’articolo]

High Tech sempre piú Cinese. I produttori di Smartphone Cinesi si piazzano in 6 posizioni su 10 nella classifica mondiale. [link all’articolo]

La visione dell’Internet del futuro secondo Eric Schmidt fondatore di Google. [link all’articolo]

 

Letture per il weekend – 27 Settembre 2014

weekend-readingPerché usare Apple nelle aziende. [link all’articolo]

Quanto guadagnano gli Amercani? Interessante grafico che evidenzia la distribuzione del denaro negli US in percentuale della popolazione. [link all’articolo]

Cyber attacco militare negli Stati Uniti con impronta Cinese. [link all’articolo]

Un racconto sulle code per l’iPhone 6 e la mafia cinese. [link all’articolo]

Qulche dettaglio in piú sull’iWatch. [link all’articolo]

La Cina a Wall Street e gli straordinari numeri di Alibaba.

A pedestrian walks past Alibaba.com adveIl 22 dicembre si é aperta la vendita pubblica del colosso Cinese On-Line AliBaba. Una delle piú grande operazioni finanziarie a Wall Street di tutti i tempi. In una giornata sono stati venduti i titoli per 10 Miliardi di Dollari. L’azione é salita fino a 99 dollari dagli iniziali 68. Nessuna azienda della cosiddetta new-economy aveva mai fatto numeri del genere. Sembra che non esistano piú tabú per gli USA verso le aziende cinesi, l’importante é che muovano soldi, tanti. Dall’altro lato sembra che la Cina accetti piú che mai le regole internazionali della finanza per partecipare al mercato globale. (Non so cosa sia peggio delle due ma sicuramente Alibaba ha giá scosso il mercato)

A parte le discussioni sui movimenti finanziari, sui volumi e su chi ci ha veramente guadagnato é di fondamentale importanza guardare oltre alle pure transazioni e capire cosa vuol dire “Colosso” nel mercato cinese.

Nel mondo della new economy abbiamo spesso in mente grosse aziende come Google, Facebook, Amazon o e-bay ma non ci rendiamo conto quali sono gli impatti di aziende che fanno lo stesso mestiere in ambito cinese.

Il profitto netto di AliBaba é infatti il 42% maggiore di Amazon e E-bay messe assieme. La vendita delle azioni di Alibaba ha raccolto nella sola prima giornata 10 Miliardi di dollari facendola diventare l’IPO piú grande della storia pari a quelle di Facebook, Amazon e E-bay messe assieme.

AliBaba detiene la maggior parte del mercato On-line Cinese (oltre il 50%) e dal 2011 ha triplicato il suo valore che adesso é pari a 400 Miliardi di dollari. Se si considera che l’Italia costa all’anno (Spesa Pubblica) circa 800 Miliardi (di Euro), una sola azienda Cinese riesce a muovere quasi la metá degli stessi soldi che spende un paese come il nostro. Se vogliamo prendere come paragone le Poste Italiane, in qualche maniera piú vicine al mercato di Alibaba vediamo che:

  • AliBaba ha un fatturato 8.4 Miliardi di dollari mentre Poste Italiane dichiara ricavi per 4,5 Miliardi (di Euro) per i Servizi Postali e Commerciali (di cui 120 Milioni per i soli servizi di corriere espresso e pacchi).
  • AliBaba ha spedito in 1 anno circa 5 Miliardi di pacchi mentre le Poste Italiane dichiarano un volume di circa 60 Milioni di pacchi distribuiti nel 2013 di cui 7Milioni per Corriere Espresso e 54 Milioni da SDA Express (controllata). Quindi il traffico di Alibaba é piú di 80 volte maggiore di quello di Poste Italiane (e in fase di crescita).
  • I 5 Miliardi di pacchi spediti da Alibaba rappresentano il 50% dell’intero traffico Nazionale Cinese.

Guardando i numeri di Alibaba, di Amazon o del commercio On-Line in generale c’é da chiedersi perché negli anni scorsi a nessun acuto stratega politico é mai venuto in mente di provare ad attrarre questi colossi? Gli acquisti On-Line hanno avuto un’impennata ma Poste Italiane non é riuscita a trarne il maggior profitto poiché i grandi venditori erano (e sono ancora in parte) all’estero. La crescita del traffico di Poste é  infatti Internazionale mentre quella Nazionale é in riduzione. Ma si sa che nel nostro paese cogliere i vantaggi dei mercati globali é sempre difficile specialmente in ambito pubblico.

Ma dopo gli strabilianti numeri di traffico di Alibaba possiamo continuare a stupirci anche delle dimensioni del settore legato alle transazioni monetarie ovvero i pagamenti attraverso il sistema Alipay che é il corrispondente di Paypal per Alibaba.

Paragonando i due intermediari delle transazioni e i loro volumi vediamo che Alibaba dichiara un volume di scambi annuo di circa 700 Miliardi contro i 180 di Paypal.

Il confronto é quindi fortemente impari e le realtá cinesi sono sempre piú in grado di controllare enormi fette di mercato e soldi con il solo peso del loro mercato nazionale. Il loro spazio di crescita inoltre é ancora enorme e si prevede che il volume del mercato On-line a cui Alibaba puó accedere é di circa 270Miliardi.

Quando pensiamo ai pochi miliardi di Euro che i nostri Stati NON riescono a trovare per coperture varie (vedi gli 80E di Renzi) e leggiamo queste moli enormi di capitali in transito con questi Elefanti economici, capiamo quanto profonda é l’incapacitá dei nostri politici a non provare ad incanalare questi flussi economici per il bene del paese e della sua economia.

Ma come solito questa é un’altra storia e mentre in Cina hanno Alibaba a noi rimangono solo i 40 ladroni.

 

I dati di Poste Italiane si riferiscono alla Relazione Finanziaria 2013.

Dove preferiscono lavorare i neo-laureati cinesi?

Sembra che gli studenti Cinesi abbiamo una certa preferenza per le aziende locali e sembra che la mia azienda sia una delle favorite.

É stato di recente rilasciato un paper con un sondaggio fatto su piú di 7000 studenti ai quali é stato chiesto quali erano le aziende attraenti per cui ambissero lavorare.

Le risposte spaziano un pó in tutti i mercati ma é interessante osservare quanto aziende da noi molto ricercate vengano invece rilegate a posti in coda. Conoscendo il forte senso di appartenenza al proprio paese che ogni cinese ha, questa classifica non stupisce. Nella mentalitá cinese infatti il singolo ha un valore come parte di un disegno piú grande e in questo caso lavorare per un’azienda cinese e quindi per il bene del paese ha un certo senso e rispecchia il “disegno piú grande”.

É anche vero che le aziende cinesi sono attualmente in forte crescita rispetto a quelle occidentali ma immagino che questo non sia il motivo principali delle scelte.

In ogni caso qui sotto la lista delle aziende piú attraenti per i neo laureati cinesi.

e a questo link il file pdf.

Aziende-cinesi-per graduati