Bersani e la patrimoniale inapplicabile

Reputo Bersani un politico serio e sicuramente lontano dalla banda di qualunquisti che attualmente compone l’impresentabile destra e qualcuno al centro (Fini e Casini) che stanno facendo una campagna elettorale di basso livello regalando tagli impossibili di imposte oppure additando Euro e Germania come cause della decadenza italica. Proprio per questa serietá che lo contraddistingue mi aspetto da Bersani un atteggiamento piú ragionato sulle proposte e sui numeri alla base delle stesse.

Bersani ha passato molto tempo ad indicare la patrimoniale come un mezzo necessario per il riordino dei conti pubblici. Molte persone credono che la patrimoniale sia la via giusta senza peró ricordarsi che IMU e tasse sui depositi bancari sono giá delle patrimoniali e quindi mi chiedo che necessitá ci sia di aggiungere altri prelievi a cittadini giá ampiamente tartassati.

Bersani recentemente, accortosi dell’errore, ha aggiustato il tiro dicendo che l’IMU é giá una patrimoniale e che quindi non é sua intenzione aggiungerne un’altra. Bene. Ha anche correttamente affermato che non é possibile cancellare l’IMU (giusto) e la sua idea é quella di rimodularla. Precisamente ridurla per le fasce basse (chi paga meno di 500Euro di tassa) e aumentarla per patrimoni (immobiliari) oltre 1/1,5 Milioni di Euro. Bene.

Un interessante articolo del sito www.lavoce.info che trovate qui , ha fatto una simulazione della proposta di Bersani che vi riassumo di seguito.

Secondo I dati di Bankitalia del 2010, considerando solo le abitazioni ad uso residenziale (gruppo catastale A) il totale degli immobili in Italia é pari a 30 Milioni appartenenti a 17 Milioni di Famiglie. L’esenzione per chi paga meno di 500Euro porterebbe ad una perdita di gettito di circa 2 Miliardi di euro. Bersani stimava 2,5/2,6 Miliardi. Ci siamo, bene.

Come si copre questa perdita?

In Italia il 10% delle famiglie piú abbienti (immobiliarmente) possiede il 41% del patrimonio immobiliare e per la precisione :

  • 458000 unitá oltre il Milione  di Euro (1,9% delle famiglie)
  • 200000 unitá oltre 1,5 Milioni di euro (0,8% delle famiglie)

Con questi numeri, considerando i valori di mercato degli immobili, bisognerebbe aggiungere a queste famiglie un ulteriore prelievo di:

  • 4,4 per mille se si vogliono tassare in piú gli immobili oltre 1 Milione
  • 2,7 per mille se si vogliono tassare quelli oltre 1,5 Milioni

Queste percentuali sarebbero aggiuntive all’IMU esistente.

Sembrerebbe quasi una tassa equa senonché questa simulazione considera I valori di mercato mentre il caro Bersani ultimamente ha dichiarato che la sua idea si basa sui valori catastali degli immobili  in modo che le soglie di 1/1,5 Milioni sicuramente andrebbero ad incidere su persone effettivamente abbienti. Bene, ma anche no.

Il valore di Mercato é stimato essere circa 2,3 volte il valore catastale nonostante la rivalutazione del 60% introdotta da Monti.

Quali aliquote si dovrebbero quindi applicare per coprire questi 2Miliardi di gettito mancato?

  • 3,5% per patrimoni oltre 1,5Milioni
  • 2,1% per patrimoni oltre 1Milione

Faccio notare che i valori sono: “per cento” e non piú “per mille”ovvero 10 volte di piú. Se paghi 4000 Euro di IMU ne andresti a pagare 40000. Equo? No.

Questi valori non possono essere chiamate imposte ma bensí espropri e non sono applicabili in un sistema democratico.

L’unica strada possibile é il valore di mercato ma questo é molto diverso da quello catastale e non é costante sul territorio nazionale generando differenze e ingiustizie nel valore delle imposte da pagare. Quindi la proposta non é fattibile a meno che qualcuno non faccia chiarrezza sui metodi. Ma questo é sempre un dettaglio in campagna elettorale.

Credo che quando un leader come Bersani avanza delle proposte del genere deve per correttezza spiegare come intende applicarle evitando di stimolare solo l’appetito dei soliti noti per cui “ricco é una colpa e quindi paga” perché alla fine pagano sempre gli stessi e non sono quasi mai i “ricconi cattivi”.

Aggiungo inoltre che sarebbe piú onesto in questo periodo ridurre i costi pubblici invece di continuare a spremere la gente ormai esausta (e povera) che come contropartita non vede nessun miglioramento dei servizi pubblici ma solo un arricchimento insensato della classe politica. Chissa come mai NESSUN partito parla di tagli ad esclusione del movimento di Giannino e del M5S?

Bersani quindi, attento a chiedere qualcosa che non ti spetta, non é giustizia tributaria ma un furto inutile.

Facciamo la Rivoluzione Civile? No grazie, preferisco Grillo

Stavo scrivendo un post con le mie riflessioni sul programma del M5S quando mi é apparsa davanti agli occhi una notizia sulla “Rivoluzione Civile” di Antonio Ingroia e mi sono fermato.

Mi sono chiesto perché non dare un’occhiata al sito di Ingroia e al suo programma invece di iniziare dal M5S? Giusto per curiositá, non conosco cosa propone Ingroia invece il M5S sí e anche se non lo amo, ha una storia piú conosciuta, lunga e lontana nel tempo rispetto a questo movimento della scorsa settimana. Posso non condividere il programma del M5S e volerlo commentare (e criticare), reputarlo insensato ma non posso che riconoscere al M5S uno sforzo e un lavoro dal basso molto intenso negli ultimi anni.

Allora sono andato sul loro sito .

Il caro Ingroia ha passato l’ultimo anno a dichiarare che non si sarebbe mai candidato per poi prendere l’aspettativa ed entrare in politica secondo tutte le previsioni, ma perché non dirlo prima? Forse perché avrebbe dato ragione a chi l’ha sempre accusato di essere politicizzato? Non entro nel merito del discorso ma sicuramente ammetto che ci sono delle zone d’ombra e moralmente dubbie anche per una persona come me difende l’operato dei magistrati e la loro autonomia.

Ognuno deve fare il suo lavoro nel merito delle sue competenze e un magistrato, se bravo, deve continuare a fare il suo lavoro oppure abbandonarlo se vuole entrare in politica, senza aspettativa peró.

Scopro dal sito che De Magistris partecipa al movimento. Ho apprezzato De Magistris nel momento in cui vinse a Napoli. Il mio entusiasmo era sostanzialmente perché con un plebiscito la destra era stata buttata fuori a calci. Vedevo in De Magistris una nuova Sinistra piú vicina al popolo. Ammetto che l’entusiasmo é morto e sepolto e penso che invece personaggi del calibro di De Magistris non siano un bene per l’Italia, anzi. Non entro nel merito delle sue capacitá giudiziarie che voglio pensare ottime, ma nelle sue capacitá politiche considerando che in politica si sta buttando pesantemente. Napoli cittá difficile é stata tradita e tutte le sue promesse sono state parole al vento. Quasi nulla é stato fatto specialmente sull’argomento principe: i rifiuti e la differenziata. E’ vero, i problemi sono tanti e grossi ma personalmente penso che le persone molto valide li risolvono, le persone valide li riducono, gli incompetenti li lasciano invariati. Non credo De Magistris possa rientrare nella seconda categoria ma lascio la decisione ai Napoletani.

La morte intellettuale di De Magistris per quanto mi riguarda, é avvenuta in una puntata di “Piazza Pulita”  in cui in un testa a testa con il professore Michele Boldrin (il mitico professore Boldrin) De Magistris si é lanciato in discorsi nell’ambito economico: le banche, la finanza speculative, le solite stronzate che hanno messo in luce la sua completa ignoranza in merito e l’utilizzo dei classici “luoghi comuni” lontani dalla realtá. La puntata la trovate integralmente qui e la parte a cui faccio riferimento dal minuto 2:14:40. Persino Fini é sembrato  al confronto, capirne di economia e penso avrebbe vinto anche uno Storace qualunque. In aggiunta ha iniziato ad usare quella dialettica qualunquista tanto amata dal nostro ex-ex-Premier SB. De Magistris aveva espresso la sua vicinanza a nuove politiche economiche per affrontare “la crisi del capitalismo” dicendo che bisogna imparare da realtá nuove in cui economie dal basso e nuovi modelli di democrazia erano stati positivamente introdotti come per esempio in Argentina.

“Scusa? Non ho capito, hai detto Argentina?”

Il professor Boldrin non ce l’ha fatta esplodendo in maniera forse non troppo diplomatica (e negativa in un talk show, ma che dire di fronte a tali stronzate) e io vedevo una persona (De Magistris) assolutamente slegata dalla realtá che utlizzava discorsi da nuovo politichese popolar-qualunquista-complottista che tanto piace ai nostri giorni. Sará sicuramente stato un ottimo magistrato ma si sta dimostrando un pessimo politico sopratutto perché ha utilizzato la cittá di Napoli come trampolino di lancio per una carriera tutta politica tradendo le aspettative della popolazione. Se sei il Sindaco di Napoli cosa ci fai a “Piazza Pulita”a discutere di questioni nazionali? Perché sei in lista con Ingoria?

Ma torniamo all’argomento principale. La lista Ingroia e il suo programma. Sono andato sul loro sito e ho cercato il loro programma per capire cosa proponevano. Non c’é un link chiamato “programma” ,non esiste. Solo questo chiamato Manifesto é l’unica traccia di qualcosa che assomiglia ad un programma. Pensavo che ogni candidato a governare (forse) dovrebbe scrivere qualcosa di concreto su cosa intende fare no? NO!

Questo movimento si presenta agli elettori ma non c’é un posto dove spiega cosa  vuole fare. That’s Italy baby! Qui le persone prendono voti con la pubblicitá mica con un programma per gli elettori.

Cosa dire, ci lamentiamo dell’inconsistenza del M5S? E questo cos’é?  Un  programma?

10 punti direi chiarissimi, intendo é chiaro che queste persone hanno bisogno di una sedia mica di risolverci i problemi.

Questo l’elenco dopo un copia&incolla:

1)     Vogliamo che la legalità e la solidarietà siano il cemento per la ricostruzione del Paese;

2)     Vogliamo uno Stato laico, che assuma i diritti della persona e la differenza di genere come un’occasione per crescere;

3)     Vogliamo una scuola pubblica che valorizzi gli insegnanti e gli studenti con l’università e la ricerca scientifica pubbliche non sottoposte al potere economico dei privati e una sanità pubblica con al centro il paziente, la prevenzione e il riconoscimento professionale del personale del settore;

4)     Vogliamo una politica antimafia nuova che abbia come obiettivo ultimo non solo il contenimento, ma l’eliminazione della mafia, e la colpisca nella sua struttura finanziaria e nelle sue relazioni con gli altri poteri, a cominciare dal potere politico;

5)     Vogliamo che lo sviluppo economico rispetti l’ambiente, la vita delle persone, i diritti dei lavoratori e la salute dei cittadini, e che la scelta della pace e del disarmo sia strumento politico dell’impegno dell’Italia nelle organizzazioni internazionali, per dare significato alla parola “futuro”. Vogliamo che la cultura sia il motore della rinascita del Paese;

6)     Vogliamo che gli imprenditori possano sviluppare progetti, ricerca e prodotti senza essere soffocati dalla finanza, dalla burocrazia e dalle tasse;

7)     Vogliamo la democrazia nei luoghi di lavoro, il ripristino del diritto al reintegro se una sentenza giudica illegittimo il licenziamento e la centralità della contrattazione collettiva nazionale;

8)     Vogliamo che i partiti escano da tutti i consigli di amministrazione, a partire dalla RAI e dagli enti pubblici, e che l’informazione non sia soggetta a bavagli;

9)     Vogliamo selezionare i candidati alle prossime elezioni con il criterio della competenza, del merito e del cambiamento;

10)  Vogliamo che la questione morale aperta in Italia diventi una pratica comune e non si limiti alla legalità formale, mentre ci vogliono regole per l’incandidabilità dei condannati e dei rinviati a giudizio per reati gravi. Vogliamo ripristinare il falso in bilancio e una vera legge contro il conflitto di interessi ed eliminare le leggi ad personam.

Un bel piatto di qualunquismo servito pure freddo. Non mi importa se Ingroia é un grande magistrato, ma questa é una presa per i fondelli per i cittadini. Nello specifico:

  • Tralascio I primi 2 punti perché non sono 2 punti
  • Nel punto 3 vediamo una netta propensione al tutto pubblico, private cattivo, come dargli torto a chi ha sempre e solo avuto uno stipendio pagato con le mie tasse
  •  Il punto 4 mi lascia perplesso poiché chiedere un’antimafia diversa dopo anni di magistratura antimafia é come dire che non si é fatto un gran lavoro.
  • Il punto 5 é l’apoteosi “Peace & Love”, ambiente, disarmo, pace come se in questo mondo fossimo tutti a volere piú inquinamento, la pistola per andare al supermercato e una Guerra civile ogni anno. Serietá e onestá intellettuale prima di tutto anche in Campagna Elettorale.
  • Punto 6. Non capisco come l’imprenditoria possa essere soffocata dalla “Finanza”? Non ne capisco il nesso, la Finanza alimenta l’Imprenditoria non la soffoca ma lasciamo parlare l’esperto di economia De Magistris. Sono d’accordo sul peso dello stato ma messo a fianco alla finanza é un no-sense.
  • Punto 7 inserito per conquistare I sindacalisti stupidi considerando che se é illegittimo ovviamente il lavoratore viene reintegrato.  Sono preoccupato sulla contrattazione collettiva e nazionale che é il vero problema del sistema lavorativo Italiano. Le regole e i contratti sindacali nazionali non sono un bene anzi, portano ad un sistema instabile. I contratti devono essere gestiti localmente e soprattutto devono essere aziendali in modo da essere piú flessibili e gestibili per il lavoratore e il datore di lavoro. Mi stupisce che persone del Sud non vedano proprio quello che sta succedendo proprio lí. Causa contratti nazionali alti rispetto al costo della vita le aziende del Sud si auto-inflazionano i salari. Pagano 1000E (regolari con contratto sindacale) e chiedono al lavoratore di restituirne 500E in contanti. Questo capita in Campania nella regione di De Magistris nonostante questi meravigliosi contratti nazionali siano attivi e tutelino il lavoratore. Ne siete sicuri?
  •    Punto 8 condivisibile, nessun controllo della politica nei consigli di amministrazione. Ingroia si preoccupa solo dell’Informazione RAI (perché solo RAI?)  io invece allargherei il recinto a tutti gli ambiti in cui lo Stato entra nel merito del controllo di molti mercati/aziende. L’Informazione  invece per essere libera deve evitare di essere pagata dalla politica. Cancellare i finanziamenti alla stampa, TUTTI. Ricordo che l’unico quitidiano che non riceve finanziamenti é il “Fatto Quotidiano” tutti gli altri sopravvivono (solo) grazie ai finanziamenti. E se uno sopravvive solo grazie ai finanziamenti puó permettersi di criticare il suo datore di lavoro? Un malato si stacca la flebo? Nell’informazione sono tutti Sallusti.
  • Punto 9 e la competenza dei suoi candidate. A questo punto non mi spiego Giovanni Favia. Che competenza ha? Di essere diventato un evento mediatico perché cacciato da Grillo? Un po’ di coerenza su ció che si scrive non farebbe male.
  • Punto 10 un altro “Peace &Love” ma in formato per anti Berlusconiani.

Questo Manifesto/programma o come si puó chiamare, dimostra in maniera chiara che questo movimento é di fatto il modo con cui alcuni dirigenti statali possono fare un salto in carriera ovvero passare in politica. Nulla di piú. Ingroia é al picco della sua carriera da Magistrato non c’é nulla al di sopra, solo la politica. Non esistono idee concrete per spiegare cosa si vuole fare o come si vuole procedere, ma solo un elenco del nulla filosofico che tanto piace ad una parte dell’Italia. Questo é la prova che non ci si propone per un bene comune ma per un bene proprio, la carriera.

Una volta ancora sul palco elettorale per il 2013 vediamo apparire personaggi dubbi che tengono le distanze dalla politica anche se ne sono immersi piú di altri. Come dare torto al M5S che prende le distanze da tutti.

Ormai é ogni giorno uno spettacolo diverso perché come sempre:  chissenefrega dei contenuti vogliamo il teatro, chissenefrega dei numeri vogliamo filosofia, chissenefrega della gente devo salire.

E quindi facciamo la Rivoluzione Civile? No grazie preferisco Grillo.

I Tre Moschettieri, il Grillo parlante e le elezioni di Carnevale

La campagna elettorale italiana é iniziata e giá si sta assistendo al solito pessimo spettacolo teatrale al limite della comicitá ma che ben si intona al periodo di Carnevale. I toni si sono accesi e i discorsi di pura propaganda si stanno diffondendo sempre piú insistentemente via etere e come purtroppo spesso accade in Italia i contenuti sono il grande assente. Tutti a fare proclami ma nessuno che punti a chiarirli in termini di fattibilitá (sempre che esista).

A conti fatti i 4 protagonisti del futuro Italiano saranno:

–        Un Centro Sinistra con Pierluigi Bersani (PB)

–        Un Centro Destra con Silvio Berlusconi (SB)

–        La Lista di Mario Monti (MM)

–         Il Movimento 5 stelle (M5S)

Alcune riflessioni

Bersani:

PB é un pó in ombra nel dibattito politico rispetto al palco mediatico che si stanno costruendo Monti e Berlusconi, forse in casa PD si sente giá la vittoria in tasca ma qualche sforzo in piú sarebbe piú costruttivo per consolidare quello che solido non é. Il PD ha fatto recentemente campagna acquisti per le sue liste schierando al proprio interno candidate di estrazione molto diversa. Se é sempre vero che Fassina é la mente economica del partito (buona fortuna) mi chiedo come mai PB si é portato al suo interno Ex Dirigenti di Confindustria. Immagino che il PD voglia in questo modo allargare di molto il suo bacino di voti e attingere da elettori non tradizionali. Ci sono persone che possono portare innovazione senza dover cercare all’esterno (vedi per esempio Pietro Ichino) ma queste persone non sono molto considerate all’interno del PD. Se invece ci si voleva assicurare un’ampia vittoria bastava candidare Renzi e si sarebbe evitato elementi estranei ai principi guida del PD. In ogni caso le mosse del PD sono esclusivamente indirizzate all’allargamento della sua base elettorale ma si latita in termini di programmi. Mi chiedo come il pensiero di Fassina possa incontrare quello di confindunstria oppure dei sindacati. Mi immagino che come sempre alla fine per accontentare tutti non si fará nulla.

Berlusconi:

Nulla é cambiato, sempre le stesse storie, sempre le stesse promesse e sempre lo stesso complotto comunista colpevole di non averlo lasciato lavorare (nel complotto oggi rientra anche il compagno Fini). La sua presenza televisiva é assillante, sa come gestire il mezzo di comunicazione e purtroppo il giornalismo gli da spazio solo per motivi di puro audience piuttosto che per contraddittori veri. Nega tutte le sue responsabilitá di governo perché sa che l’Italiano non ha memoria storica e si fa convicere; basta essere decisi, dire :“non é vero” e inventarsi una scusa inesistente. L’elettore medio non andrá a controllare ed é lui quello da convincere perché decide i risultati elettorali. Chi legge i numeri e capisce la situazione giá da tempo ha negato il voto a SB ma purtroppo conta per una percentuale minima tutto il resto si puó forse convincere. SB non ha un programma e continua a togliere tasse che egli stesso ha messo senza peró dire come le copre finanziariamente (considerando la situazione corrente dei conti pubblici Italiani non é proprio un dettaglio di fattibilitá). Tanti elettori possono essere ancora convinti con un semplice:“tolgo l’IMU” senza poi considerare che non essendoci copertura finanziaria l’IMU riapparirá frazionata in migliaia di piccolo tasse poco visibili (ma tutti contenti perché non si chiama piú IMU).

SB continua ad attaccare l’Europa e trova nella Germania la colpa della sua caduta come se una banca Tedesca potesse decidere l’andamento dello spread ma sopratutto come se la Germania puntasse a distruggere l’Europa senza considerare le ripercussioni che avrebbe su se stessa. Ma chi andrá mai a controllare che Deutsch Bank non si é mai liberate di titoli del Tesoro italiani ma ha aumentato la sua posizione assicurativa  con i CDS. Nessuno ovviamente andrá ad informarsi e la storiella suonerá accettabile. SB fino a prova contraria ha sempre dimostrato la sua credibilitá, specialmente quando aiutó la nipote di Mubarak.

Poco si puó dire sulle idee programmatiche di SB ma tanto si deve dire sul giornalismo che non cerca di metterlo di fronte agli errori (non marginali) della sua inesistente politica ma continua a rinvigorirlo parlando di Bunga Bunga e processi invece di ricordare che é stato l’unico governo al mondo fatto cadere per evitare il crollo dell’Europa intera.

Mario Monti:

Persona seria e competente che nell’ultimo anno ha fatto recuperare credibilitá all’Italia a livello Internazionale ma sopratutto a livello finanziario. Il suo operato in un anno é stato sí  duro per gli Italiani ma nella sua prima fase inevitabile. Mario Monti ha fatto riforme che nessuno si era mai sognato di fare negli ultimo 20 anni e le ha fatte in breve periodo di tempo:  questo é un dato di fatto. La riforma delle pensioni ha corretto una situazione finanziaria che avrebbe portato ad un grave deficit futuro. Conviene ricordare che tutto il rigore del governo Monti non é stato che la conseguenza degli accordi firmati da Berlusconi e Tremonti prima del loro ritiro forzato: la BCE aveva consegnato i compiti a casa ad un governo che dimostrava tutta la sua incompetenza a gestire una crisi cosí grande. Ridicolo oggi sentire Berlusconi lamentarsi del governo Monti quando proprio lui con la sua firma , aveva legato mani e piedi al futuro governo e diretto il paese verso il rigore che proprio lui lamenta.

Monti poteva sicuramente spingere di piú su  riforme oltre che sul rigore; liberalizzare in primis un mercato, come quello Italiano, in mano alla politica e ai monopoli. Avrebbe dovuto negoziare in europa qualche allentamento gli accordi di bilancio ed evitare un livello cosí alto di rigore. L’Europa avrebbe in qualche modo capito poiché in ogni caso l’Italia, per tanto che si dica rimane la 3a economia Europea e quindi avrebbe avuto voce in capitolo.

Il Monti elettorale non sembra invece particolarmente ispirato ma sopratutto si sta spingendo un pó  troppo nel campo della politica e del politichese. Il suo programma-agenda é molto oscuro, corretto sul piano dei contenuti ma generico sul piano delle spiegazioni. MM ha in questi giorni raggiunto un accordo con Casini e Fini per la creazione del (Grande?) centro e questo prova che la sua credibilitá politica sta prendendo una brutta piega. Allearsi con chi non ha mai fatto nulla per il paese se non stare seduto in poltrona con il suo 6% non é un bel modo di presentarsi agli elettori, c’é un limite a tutto soprattutto alla vergogna. Questo secondo me é la prova che la carta Monti non potrá che essere solo politica di chiacchere ma ben lontana dalla figura del professore della Bocconi che abbiamo conosciuto.

Il Movimento 5 Stelle:

Per il M5S come per Berlusconi é difficile trovare argomenti consistenti per descrivere il programma. Il suo non-programma é sempre lo stesso, generico, impreciso e per certi aspetti infattibile o fantascientifico. Tante parole per convincere gli incazzati d’Italia (quelli che: “bisogna spaccare tutto”) che c’é un complotto gestito dalle banche e un mondo migliore raggiungibile solo attraverso la distruzione dell’attuale. In un paese come l’Italia dove le banche sono controllate dallo Stato mi é difficile immaginare questo grande complotto della grande finanza ma forse un giorno qualcuno mi spiegherá tutto. I cambiamenti sono sí necessari ma se si cambia attraverso una distruzione brusca dell’esistente, in un paese in equilibrio instabile come il nostro, le conseguenze sarebbero molto gravi per la popolazione specialmente per le categorie piú deboli. Attenzione quando si vuole spaccare un sistema.

L’effetto  M5S spero sará comunque una spallata all’attuale sistema politico che effettivamente ha bisogno di una riorganizzazione (e di un bello spavento). Sono convinto anche io che serva una sterzata alla politica Italiana ma sono dubbioso che per cambiare politica é necessario mandare al governo casalinghe, impiegati ed esperti informatici. Siamo nel mezzo di una crisi economica senza paragoni, la situazione é tragica, I conti pubblici sono all’osso, un minimo errore puó compromettere il futuro del paese. Non serve il popolo per governare, serve gente capace perché le sfide sono difficili. Spesso si afferma che l’attuale sistema politico e le persone scelte dai partiti politici non sono poi cosí meglio della gente comune e se si guarda ai vari Fiorito di turno questo é assolutamente vero. Non dimentichiamoci che esiste tutta una serie di persone (nelle varie scuderie di Partito) che non sono inutili solo perché di Partito ma hanno invece una profonda esperienza della macchina burocratica e sanno dove mettere le mani, cosa che un semplice cittadino non ha e non si puó costruire cercando su Wikipedia. Se una forza politica é principalmente composta da persone con poche capacitá specifiche mi chiedo, chi prenderá le decisioni? “La rete”? Risposta bella ma infattibile o che comunque non porterebbe a grossi risultati (vedasi i Pirati tedeschi) e quindi il tutto si risolverebbe (come giá adesso avviene) nella scelta di due sole persone… alla faccia della democrazia dal basso.

Lo scenario dopo febbraio 

Dopo le elezioni febbraio mi aspetto una situazione di grave instabilitá politica senza una maggioranza solida e quindi mi aspetto altri anni di immobilismo. La situazione economica non lascia comunque spazio di manovra a nessun partito poiché non ci sono soldi da spendere e quindi é inutile propagandare Welfare o investimenti. Lo spazio di manovra é minimo e proprio perché minimo ha bisogno di chirurghi non di macellai. Attualmente non vedo nessun protagonista di rilievo in grado di trovare una via d’uscita dal labirinto. Ci sono Movimenti con idee chiare su dove agire e come trovare i finanziamenti ma il loro impatto in termini elettorale non sará cosí forte, per il resto pop corn ogni sera e buona campagna elettorale.

Il Comunismo che chiede aiuto al Capitalismo

Communist Party  Ho sempre simpatizzato e quasi sempre votato a sinistra ma ammetto che certi concetti di base dell’ideologia sinistrorsa ancora vivi ai giorni nostri, mi lasciano perplesso e (negativamente) stupito.

Votare a Sinistra o averne simpatia non vuol dire necessariamente essere un comunista in senso stretto perché é provato dalla storia che questa dottrina economica non puó funzionare per mancanza di un modello economico aperto. I vari tentativi storici di applicare un sistema Comunista (o diciamo un Socialismo reale) hanno avuto dei seri problemi di fattibilitá e non hanno portato dei vantaggi al proletariato che tanto avrebbe dovuto avantaggiarsene.

L’attuale propaganda elettorale di alcuni gruppi di Sinistra piú tradizionali (SEL per esempio) mi lascia esterefatto. Uno puó essere un convinto idealista ma ad un certo punto dovrá pur iniziare a guardare in faccia la realtá e il mondo con la sua storia e i suoi numeri. Sentire nel 2013 qualcuno che trova nell’economia di mercato la causa di tutti i mali, il nemico da combattere, mi sconvolge; come se il nostro mondo fosse cresciuto per grazia del solo sistema pubblico.

La prima domanda che mi piacerebbe fare ad un Nichi Vendola di turno é di spiegarmi quale é il motivo del successo dei Comunisti Cinesi nell’attuale economia mondiale. L’esempio della Cina, a me vicina per motivi lavorativi, é secondo me significativo per dimostrare che nel nostro mondo (diciamo negli ultimo secoli) l’economia di mercato é stata il solo motore per il miglioramento delle nostre condizioni di vita.

In Cina nel momento in cui si applicarono i principi della rivoluzione culturale proletaria venne cancellato tutto quello che aveva a che fare con la libertá privata, culturale e di mercato e l’economia passava sotto il completo controllo dello stato. I risultati di questa economia pianificata si sono visti chiaramente e i numeri della povertá cinese ne sono la prova. Una macchina pubblica non puó gestire in efficienza un’economia e come conseguenza senza un’economia solida anche i proletari non ne traggono vantaggio.

Dopo la morte di Mao l’economia cinese ha subito delle modifiche strutturali che si possono suddividere nelle seguenti fasi:

Prima fase 1978-1989:

Lo stato pesava per un 80% della capacitá produttiva del paese, l’80% della popolazione (1 miliardo) era in gran parte occupata presso fattorie gestite in comunitá.

Nel 1978 Deng Xiaoping andó al potere cercando di modificare per la prima volta l’ideologia che guidava il paese e che aveva portato a 29 anni di impoverimento dovuto a una pianificazione economica centralizzata e inefficiente gestita completamente dallo stato.

In questi 29 anni tutti i risultati economici, principalmente derivanti dall’agricoltura vennero utilizzati per investimenti nell’industria ma per inefficienza delle varie pianificazioni statali crearono solo costi e vennero quindi sprecati per strada.

Deng Xiaoping portó delle regole nuove che sarebbero state definite eretiche sotto Mao:

  • Libertá per gli agricoltori di coltivare cosa volevano
  • Lo stato pagava direttamente i prodotti agli agricoltori

L’agricoltura rimaneva il combustibile per l’industria ma le regole di mercato venivano allentate, si introduceva un pó di libero mercato, risultati:

  • In 10 anni la produzione Agricola raddoppió nonostante molta gente emigró verso le cittá
  • Anche l’industrializzazione crebbe di conseguenza e quindi si ridusse la disoccupazione.

Dopo queste scelte Deng Xiaoping prese delle decisioni ancora piú drastiche rispetto al passat (il nocciolo dell’articolo): Cercó di attirare capitali esteri per gli investimenti. Praticamente chiese aiuto al capitalismo per far crescere il paese perché la pratica dell’ideologia aveva fallito.

Creó delle zone franche a tasse e burocrazia ridotta per attrarre aziende estere che arrivarono in fretta. Nel 1984 erano 14 le cittá a zona franca. Questi investimenti ebbero un rallentamento nel 1989 quando le repressioni di piazza Tiananmen aveva fatto ripensare gli investitori esteri.

Seconda fase 1990-2008:

Dopo la fase di rallentamento gli investimenti continuarono ad arrivare accelerando negli anni 90. Nel 1990 gli investimenti esteri erano di 5 Mrd $ e crebbero fino a 38 Mrd $ nel 1995. Per chiudere a 100 Mrd$ all’inizio del 2000.

Le aziende continuavano ad investire nella speranza di vendere in quel mercato e la Cina faceva di tutto per attrarle ed acquisire le capacitá manageriali e tecnologiche che la rivoluzione culturale aveva cancellato.

Alle aziende estere erano offerte tasse basse, possibilitá di acquistare terre con l’unico intento di accelerare il processo di assunzione dei cinesi nell’industria.

Il Capitalismo era la chiave della crescita per Deng Xiaoping che aveva comunque mantenuto un apparato statale Socialista per il controllo. Il suo piano nel lungo periodo ha dato ragione alle sue idee.

In 30 anni la Cina ha portato fuori dalla povertá 600 Milioni di persone. Ripeto: 600Milioni di persone (l’Europa ha 500 Milioni di abitanti).

Dal 1980 al 2008 il potere di acquisto pro-capita dei cinesi é aumentato per un fattore moltiplicativo pari a 11. Ripeto: moltiplicato 11 volte. (Come se in Italia uno stipendio di 2milioni di Lire nel 1980 diventasse circa 11000 Euro nel 2012)

 Ma perché il mercato é cattivo e lo Stato é buono?

Questo articolo non vuole essere un manifesto contro la Sinistra perché anche a Destra (forse anche in maniera piú accentuate sotto alcuni aspetti) c’é la persistente difensiva della macchina statale. Cosa deve rimanere in mente dopo questa piccolo parentesi cinese? L’idea che un controllo pubblico del mercato non puó essere né efficiente né positivo per i lavoratori e per tutti i cittadini. L’Italia ne é (purtroppo) un esempio perfetto:

  • La Burocrazia Italiana é inefficiente e troppo complessa
  • La macchina statale é troppo costosa (tasse) e impatta negativamente sul mondo economico produttivo.
  • Lo Stato cerca di controllare molte delle attivitá economiche impedendo che si realizzi un libero mercato quindi competizione quindi piú lavoro.
  • Molti dei servizi Statali che potrebbero essere gestiti privatamente vengono mantenuti all’interno del confine pubblico per puro interesse di controllo e come risultato portano all’inefficienza dei servizi stessi. Un esempio é la gestione delle energie alternative a controllo pubblico.
  • Lo stato Italiano spreca. http://www.linkiesta.it/corte-dei-conti-ue-efficienza-energetica

Il motivo per cui le condizioni di mercato in Italia peggiorano é anche dovuto al fatto che nessuno si sogna, per  motivi sopra elencati di investire e creare lavoro in Italia, se ci viene é solo per ferie ma nemmeno piú tanto.

In queste condizioni mi chiedo come ci possano essere ancora politici (ma anche elettori) che cercano di convincere che é il mercato libero la causa di tutti i mali mentre la gestione pubblica é la soluzione. L’Italia é la prova che siamo esattamente nella situazione opposta: uno Stato inefficiente grava sull’economia e non ne aiuta la crescita.

Ho preso Nichi Vendola come esempio perché ha spesso la brutta abitudine di additarela ricchezza come un nemico da stanare. Se un imprenditore che nella vita ha investito i suoi soldi e fatto lavorare gente é per definizione “da spellare di tasse” solamente perché possiede piú della media. Essere ricchi (se non lo si é per malavita) non é una colpa, é una fortuna e spesso anche una qualitá (tutti possono essere lavoratori ma non tutti possono avere le capacitá di imprenditori). In Italia abbiamo una classe politica che vive sulle nostre spalle con stipendi eccessivi e multipli rispetto ad alti manager privati e la stessa classe politica si permette di accusare chi ha soldi? Non mi pare una atteggiamento corretto, il nemico non é il privato ma il pubblico.

Non voglio fermarmi al solo Nichi povero, non é l’unico. Da Destra a Sinistra é pieno di politici che difendono la macchina statale e la sua esistenza; la spacciano come garanzia per il cittadino ma é solo una garanzia per loro e un furto autorizzato per noi.

MENO STATO, PIU’ MERCATO, PIU’LAVORO.

Usciamo dalla nostra “Rivoluzione Culturale”.

Ma quale “Servizio Pubblico”?

La puntata di “Servizio Pubblico” con ospite il nostro caro ex premier é andata secondo programma. SB si é comportato da SB, Santoro da Santoro e Travaglio da Travaglio… nessuna novitá e quindi nulla di diverso e nulla di positivo.

Alla fine della puntata cosa puó averne tratto un elettore?

Chi ha guardato la puntata per il gusto della rissa é sicuramente uscito quasi soddisfatto anche se avrebbe voluto:”domande piú cattive” in modo da nascondere il suo primario obiettivo (vedere i Gladiatori feriti) con qualche piú onorevole motivazione. Chi invece voleva trarne qualche spunto é stato ovviamente deluso, ma come stupirsi?

Cosa ci si poteva aspettare nello scontro fra un pessimo giornalismo e un pessimo politico? Nulla ovviamente e cosí é andata.

Qualche domanda giusta c’é stata, qualche tentativo lieve di mettere SB di fronte alle sue responsabilitá di Governo ma purtroppo poca roba e mal preparata.

Dall’altra parte SB ha negato tutto, ogni responsabilitá, ogni evento, ogni decisione; é stata negata anche l’evidenza delle prove, tutto falso. Questa é sempre stata la povera ma efficace tecnica difensiva di SB che peró aveva un preciso obiettivo: convincere l’elettore distratto e disinformato, quello che non ha nessuna evidenza per non credere alle parole del Cavaliere.

Proprio su questo punto ricadono le gravi colpe del pessimo giornalismo Italiano, non essere in grado di contrapporre nessun vero dato, una vera analisi e quindi un confronto reale sui contenuti. Un confronto del genere  sarebbe il vero “Servizio Pubblico” ma il giornalismo Italiano preferisce offrire al pubblico lo scontro Gossip-pato invece dell’informazione. Questo piace al pubblico ma non giustifica i giornalisti dall’astenersi a  scelte di informazione reali invece di inseguire l’audience.

Siamo nel mezzo della peggiore crisi economica del secolo e il giornalismo si dimostra impreparato nel trovare delle serie analisi sull’unico problema del momento, l’economia reale. Non ha alcun argomento solido da contrapporre ai suoi invitati specialmente quando sono loro i maggiori responsabili dell’inattivitá politica verso la crisi.

Oggi non esistono altri problemi al di fuori dell’economia e c’é chi ancora si ostina a mettere mignotte, processi e figuracce internazionali come la peggior colpa di SB. Ovvio che tutte queste cose sono verissime e hanno pesato per anni sulla credibilitá e serietá Italiana, ma a Febbraio non si vota sulla base dei processi di SB ma su chi ha una soluzione credibile nel gestire un paese in forte crisi  e nel rimettere in sesto i suoi conti pubblici. Questo é l’unico problema Italiano, tutto il resto é il NULLA e quindi non é accettabile di vedere proprio in questo periodo 2 ore di chiacchere da bar. Cercando di trovare una giustificazione al NULLA Giornalistico é peró deludente riscontrare quanto nemmeno le discussioni Gossipopolari sono state cosí micidiali per l’invitato SB. Il buon Travaglio non é riuscito nemmeno a ad essere incisivo e controbattere sul suo campo preferito, quello dei processi, e allora? Cosa significa giornalismo? fare domande o fare monologhi? Intervistare o fare teatro?

In un paese normale un politico come SB sarebbe stato eliminato giá da molto tempo perché una stampa seria e un elettorato cosciente gli avrebbe staccato la flebo molto prima. Peró viviamo in Italia e ci piace l’arte e il teatro, chissenefrega dei contenuti. Mi piacerebbe vedere un giornalismo che cerca di ridare una coscienza agli elettori e che riesce a distogliere la loro attenzione dal puro SHOW per rimettere la prioritá sui contenuti che devono essere chiari, semplici e utili alla nostra funzione di elettori. Purtroppo questo sembra non succedere in Italia e tutti preferiscono impoverirsi continuando a parlare del Bunga Bunga.