Liste Pulite 2: Il Sottosegretario invalido che gioca a basket e corre per il Parlamento

Questa settimana ho letto un interessante articolo sul Corriere della Sera che riporta le fantastiche avventure di un certo Alberto Sarra.

Ma chi é Alberto Sarra?

Alberto Sarra é un avvocato Calabrese con una spiccata propensione alla politica ed é attualmente Capolista alla Camera per il movimento Grande Sud, uno schieramento politico aggregato al Pdl che annovera nelle sue file esponenti conosciuti della politica opportunista Italiana quali Antonio Razzi e Domenico Scilipoti divenuti famosi alle cronache per il loro supporto all’ultimo Governo Berlusconi grazie all’uscita dal loro partito Italia dei valori.

Ma veniamo al nostro protagonista e alla sua storia.

Antonio Sarra (ex Alleanza Nazionale) é attualmente Sottosegretario (nascosto) alla Regione Calabria insiema al suo collega e amico Scopelliti attuale Presidente della Regione. Il Signor Sarra é un avvocato che in passato é stato accusato piú volte di avere fra i suoi clienti esponenti di spicco dell’Andrangheta Calabrese ma questo é un dettaglio, essendo Avvocato puó scegliersi i clienti che vuole (giusto?).

Dalla sua Biografia leggiamo che é attivamente impegnato in politica sin dal 1995 e la sua carriera sembra inarrestabile tanto da arrivare alla candidatura per la Camera nelle prossime elezioni 2013.

Come ci racconta Gian Antonio Stella sul Corriere la storia inizia nel 2010 quando a fine legislatura e in vista delle nuove elezioni Sarra viene colpito da uno choc emorragico e non riesce a presentarsi alle elezioni regionali. Un intervento chirurgico gli salva fortunatamente la vita e le elezioni sono vinte dal suo amico Scopelliti che diventa Presidente della Regione.

La guarigione di Sarra ha del miracoloso, in due settimane partecipa alla nascita del Partito del Sud e in dodici si ritrova Sottosegretario alla regione Calabria nominato dal suo amico Scopelliti.

Siamo tutti felici della sua rapida guarigione perché di fronte per una volta ad un felice caso umano di “Buona Sanitá” Calabrese.

La sua guarigione peró non é poi cosí miracolosa infatti Antonio Sarra fa richiesta alla Regione per essere riconosciuto come “Invalido al lavoro” e l’invaliditá gli viene riconosciuta dopo solo un anno a tempi di record (un altro caso di “Buon Governo Calabrese”).

Dagli atti: «considerata la patologia – aneurismi dei grossi vasi arteriosi del collo e del tronco complicati da dissezioni della aorta torico-addominale – si ritiene l’avvocato Alberto Sarra permanentemente inabile a proficuo lavoro»

Permanentemente inabile e proficuo al lavoro, poverino, e nello stesso tempo gli tocca lavorare in Regione, come é possibile? Questa é una tortura non accettabile, bisogna intervenire per alleviare la sofferenza a quest’uomo.

Et Voila: In un mese a Sarra viene riconosciuto un vitalizio mensile di invaliditá di 7.490,33 euro «al lordo delle ritenute di legge, a titolo di vitalizio, con decorrenza dal 7 gennaio 2010».

Considerato (giustamente) il periodo in cui il Signor Sarra giá invalido, non aveva ricevuto il vitalizio, gli vengono riconosciuti aggiuntivi 225 mila euro di arretrati.

Giustizia é fatta.

Gian Antonio Stella ci dice inoltre che a fronte di alcune domande rivolte direttamente all’interessato, il Signor Sarra si sarebbe difeso dicendo che il vitalizio da handicappato al 100% era temporaneamente sospeso. Sospeso?

Riassumiamo

  • Antonio Sarra ricopre la carica di Sottosegretario (sommerso) alla Regione Calabria
  • Sarra é un invalido al 100% inabile al lavoro e lavora in Regione
  • Sarra riceve un Vitalizio di 7.500 Euro mensili netti per la sua invaliditá
  • Il Vitalizio risulta attualmente sospeso ma non cancellato. Si presume forse che Sarra sia temporaneamente NON invalido, ma solo temporaneamente.
  • Sarra é attualmente in Campagna elettorale come Capolista alla Camera per la Regione Calabria con il Movimento Grande SUD (in quota PdL).
  • Se il Movimento per il SUD supera il 2% dei voti Sarra, essendo Capolista, diventerá automaticamente un Deputato della Repubblica Italiana anche senza preferenze.
  • Finalmente anche la categoria degli Handicappati viene rappresentata in Parlamento. Ma anche no.

Alcuni dati al contorno

  • Il nostro Invalido Alberto Sarra in passato si era giá macchiato di una condanna per aver minacciato il direttore di un ASL obbligandolo ad assumere un primario di cardiologia.

  • E’interessante leggere anche la biografia dell’amico Presidente regionale Giuseppe Scopelliti che troviamo su Wikipedia. Da quello che si legge l’attuale Presidente della regione é una persona non solo indagata e giá condannata ma sembra avere anche una spiccata propensioni alle connessioni sospette. Qualcuno puó erroneamente specificare che si tratta della Regione Calabria ma a meno di dimostrare che la Calabria é un paese Europeo autonomo (come la Padania), questi personaggi appartengono unicamente ad un paese Europeo chiamato Italia.

Lieto fine (?)

Come in tutte le favole politiche Italiane c’é un lieto fine. Il Corriere della Sera ci rivela che il nostro Sarra ,invalido al 100%,  nonostante la stressante campagna elettorale, il suo handicap e l’impegnativo lavoro alla Regione riesce a ritrovare la felicitá insieme ai suoi amici (di merende) giocando a Basket davanti ai suoi fedeli elettori che sempre e in ogni modo lo supporteranno.

E’ bello vedere che in Calabria una persona che guadagna 7500Euro al mese di stipendio non é trattato da ricco cattivo ma viene invece accolto da vincitore, specialmente se lotta contro un handicap grazie allo sport.

E vissero felici e contenti con i nostri soldi! Che bella favola da Repubblica delle banane

Vota Cetto La Qualunque!

 

 

La Competitivitá lavorativa Italiana e i deliri di Fassina

Nella campagna elettorale del 2013 si sentono molte ricette per guarire l’economia ormai agonizzante del nostro paese. Nell’ambito economico/occupazionale di seguito un estratto dei diversi rimedi proposti dai vari pretendenti al trono:

  • PD: Rimanere sull’austeritá fiscale mantenendo gli impegni Europei. Piú giustizia nel lavoro per combattere la disoccupazione (?). Una piú equilibrata distribuzione delle imposte per alleggerire il carico ai meno abbienti. Innalzamento delle tasse per patrimoni molto alti e lotta all’evasione. Paghiamo tutti paghiamo meno.
  • PDL: Riorganizzare l’Europa riducendo il controllo tedesco fonte di ogni male Italico. Riduzione delle tasse per la prima casa (?). Un’uscita dell’Euro potrebbe non essere un grosso problema anche se non é la prima soluzione.
  • M5S: Lotta alla Casta Politica, statalizzazione di tutte le banche essendo il sistema finanziario la causa della crisi. Uscita dall’Euro per riprendere possesso della propria sovranitá monetaria con relativa possibilitá di stampare denaro.
  • Lista Monti: Italia al centro dell’Europa, rinnovamento della giustizia, lotta all’evasione, riorganizzazione del lavoro. Recentemente il professore sembra promettere un piccolo allentamento della morsa fiscale (ma siamo in campagna elettorale e vale tutto).
  • Rivoluzione Civile: Non pervenuta. Forse Giustizialismo e tasse alte per i grandi patrimoni. In generaleidee molto confuse.

Non commento le proposte di Fare per fermare il declino perché sono di parte. Le potete visionare qui.

Le ricette presentate sembrano tutte lontane dai reali motivi dell’attuale crisi occupazionale dell’Italia perché:

Austeritá fiscale: La tassazione ha raggiunto percentuali incredibilmente elevate sia per i privati che per le aziende. Il tessuto produttivo é danneggiato con relativo crollo delle entrate fiscali. L’innalzamento delle tasse di Monti é stato necessario per risolvere una situazione tragica ma non puó essere mantenuto causa soffocamento dell’economia stessa.

Lotta all’evasione: Sbandierata come la soluzione di tutti i mali ma non si sono mai misurati dei risultati reali, solo titoli altisonanti sui giornali. La questione é piú difficile di quanto sembra e sarebbe meglio evitare propaganda inutile. La giustizia fiscale senza uno sforzo nel ridurre il peso dello Stato non ha senso.

Aumento delle tasse per i grandi patrimoni: Il concetto produce particolare eccitazione in personaggi del calibro di Vendola, Ingroia e tanti altri vendicatori mascherati per i quali ricco é male, senza poi considerare che gli stessi sono ricchi con i soldi pubblici. Spiace per la platea dei Robin Hood ma la famosa rimodulazione non sposta i conti pubblici. Le modifiche dell’IMU proposte da Bersani, per esempio, non sono semplicemente applicabili . Alzare la tassazione sui grandi capitali non giova a nessuno, le aziende scappano in paesi con tassazioni piú favorevoli e le risorse per investire si riducono ulteriormente. Nonostante le credenze popolari sono i capitali che permettono gli investimenti e quindi la creazione di lavoro. Questo é spesso trattato peró come un dettaglio. Alzare le tasse oltre il milione di euro non porterebbe nelle casse statali nessun grande vantaggio nonostante qualcuno continui a ripetere il contrario.

Contrattazione sindacali : Bandiera sventolata dal PD che continua attraverso il suo portavoce economico a difendere contrattazioni sindacali fonti di gabbie regolatorie e causa di innalzamento del costo del lavoro. Le parole di Fassina ammettono implicitamente il problema del costo del lavoro tanto da proporre la “riduzione dei salari” come soluzione. LA RIDUZIONE DEI SALARI attraverso accordi sindacali. Il limite di personaggi come Fassina (e mi auguro non di tutto il PD) é che piuttosto di proporre alleggerimenti della macchina statale/burocratica preferiscono infliggere cure letali ai lavoratori facendole passare per salvifici accordi sindacali.

Via dall’Euro: L’impatto economico sarebbe forte. Aumento degli interessi che il nostro paese pagherebbe in termini di costo del denaro a sfavore di aziende e cittadini (prestiti, mutui, investimenti). Molte delle importazioni crescerebbero di costo danneggiando la bilancia economica.

Stampiamo moneta: La competitivitá presunta della svalutazione é una favola. Quando esisteva la lira la svalutazione era lo strumento con cui la classe politica poteva continuare a “spendere allegramente”. Come ci ricorda Wikipedia :“Per decenni le banche centrali hanno operato seguendo le direttive dei rispettivi governi, che hanno promosso la creazione di moneta per finanziare l’eccedenza di spesa pubblica che non poteva essere coperta dall’imposizione fiscale. L’obbligo di sottoscrivere i titoli non collocati ha gravato fino al 1981 sulla Banca d’Italia. Gli aumenti della base monetaria sono stati all’origine di forti aumenti dei prezzi. Il tasso di inflazione ha raggiunto, tra la fine degli anni settanta e l’inizio degli anni ottanta, anche livelli del 20-25% annuo.”  La conseguente inflazione da svalutazione non é altro che una tassa aggiuntiva per il mantenimento di uno stato inefficiente. Se dopo una svalutazione vediamo il pane aumentare del 20% che differenza c’é rispetto ad un aumento di IVA? ma qualcuno preferisce chiamarla “svalutazione competitiva”. Nelle teorie monetarie esistono effettivamente delle tecniche di svalutazione che servono per periodi brevi come stimoli economici ma in Italia, esclusi rari casi, la svalutazione era sistematica e veniva usata come velo per l’incapacitá a governare.

Ridimensionamento della Casta: Il costo della nostra classe politica é sicuramente vergognoso se paragonato con altri paesi Europei. La sua riduzione é prima di tutto una prioritá morale prima che economica. Il costo totale del Parlamento Italiano vale uno 0,075% del Debito pubblico. Questo non vuol dire che non debba essere ritoccato al ribasso ma che non é la causa dei nostri problemi economici né tanto meno la prima voce dei costi pubblici.

Le diverse cure proposte sono quindi sostanzialmente lontane dall’obiettivo che si prefiggono. In maniera trasversale a tutte le forze politiche (escluso il M5S) c’é la spiccata propensione all’autoassoluzione politica. Tutte le cause sono sempre esterne allo Stato e gli sforzi pesano sempre sul carico fiscale di cittadini e aziende.

L’unico problema dell’occupazione Italiana

L’Italia ha invece un UNICO grande problema che grava come un macigno sull’occupazione: la COMPETITIVITÁ. Il lavoro e i lavoratori in Italia non sono competitivi perché ci sono semplicemente troppi costi dovuti ad imposizioni pubbliche di vario genere. L’unica arma é la detassazione del lavoro. Le aziende pagano troppo per lavoratore e quindi non investono e non assumono. I lavoratori pagano troppe tasse e il loro potere di acquisto diminuisce.

Sentire rappresentanti economici come Fassina che promuovono un rafforzamento della contrattazione sindacale come via per la competitivitá é semplicemente abominevole. Fassina afferma che un congelamento dei salari mediante contratti sindacali é la via per liberare investimenti. Aggiunge inoltre che le aziende Italiane in questi anni hanno investito poco (e quindi é colpa loro). Questa mentalitá é dannosa per il paese e andrebbe sradicata da una forza politica importante come il PD.

L’Italia é un paese dove gli stipendi sono tutt’altro che elevati ma nonostante questo le aziende non investono e sopratutto quelle straniere non vengono in Italia per produrre.

Fassina non si chiede dov’é il problema e pensa basti congelare gli stipendi giá abbondantemente fermi. Non é forse che la macchina Stato+Sindacati ha un costo troppo elevato sul lavoro?

Per evitare discorsi retorici e ideologici é necessario come sempre considerare le statistiche e i numeri. Fonti Eurostat e OCSE.

unit labor costs

L’Italia é la terza potenza economica dell’Europa ma é l’ultima (ULTIMA) come “Costo del lavoro per singolo lavoratore”, dietro a tutti gli altri paesi Europei compresi Grecia, Irlanda, Portogallo etc.

Nessuno é peggio di noi nemmeno la fallita Grecia. Chiediamoci come mai i tedeschi hanno un costo per lavoratore piú basso del nostro nonostante abbiano gli stipendi piú alti? Che abbiano regole del lavoro fatte per favorire aziende e lavoratori e non lo Stato? Sicuramente hanno meno persone che la pensano come Fassina.

Il costo del lavoro non é l’unico fattore in cui l’Italia si distingue, ci sono anche altri ambiti strettamente collegati come la produttivitá:

productivity II

Anche in questo caso manteniamo la prima posizione partendo dal basso con una Grecia che ci ha superato nel 2012.

Oltre il danno la beffa.

Il grafico che segue elenca le ore lavorate medie nei principali paesi Europei.

Countries Working Hours

L’Italia é al settimo posto ben lontana da paesi con economie paragonabili come Francia e Germania dove i lavoratori dedicano all’anno un bel 20% in meno di ore.

Quindi il lavoratore Italiano:

  • Lavora di piú
  • Viene pagato di meno
  • Paga piú tasse

Tutti questi indici negativi non sono altro che il risultato di politiche del lavoro perdenti fatte negli anni passati. Non si é mai cercato di ridurre il peso dello Stato sul trattamento dei lavoratori. La conseguenza é stata quella di una riduzione dei salari da parte delle aziende , una sorta di inflazione interna per combattere i costi alti dovuti alle imposte. In questa situazione non é accettabile continuare ad inneggiare all’austeritá, alle tasse per ricchi o alla caccia all’evasore se prima non si riduce l’enorme costo delle imposte sul lavoro. Non é accettabile che un sistema cosí costoso e poco efficiente continui a gravare sul lavoro e sull’economia.

Quando si sentono propagande raccontare un’Italia dove le contrattazioni sindacali collettive sono un requisito fondamentale del lavoro e che l’aumento delle tasse é necessario per cause contingenti, sarebbe forse il caso di sventolare davanti questi grafici. Se il lavoro non viene libera delle zavorre di Stato siamo destinati a posizionarci stabilmente in una nuova economica di “decrescita infelice”.

 

Nota: nella pagina web delle statistiche OCSE é possibile analizzare, filtrare o semplicemente scaricare molti dati economici. 

Liste Pulite

Nel nostro paese le cattive abitudini vanno sempre di moda. La nuova campagna elettorale del PdL é all’insegna dello spot “Liste Pulite” ma i primi segnali dimostrano che il nostro caro Silvio Berlusconi continua a preferire il solito vecchio baraccone piuttosto che la sobrietá.

Le scontate candidature per restituzione di favori dei clown Scilipoti e Razzi, il riciclaggio di Minzolini in Liguria e la meritata promozione in Parlamento di Renata Polverini, confermano la naturale propensione allo spettacolo Circense del PdL. Macchiette mediatiche da commedia dell’arte come migliori rappresentati della politica mercenaria Italiana del nuovo millennio.

E le famose Liste Pulite? Unico risultato l’esclusione dei volti noti dell’universo colluso PdL:Cosentino,Dell’Utri eMilanese.

La regola era chiara: l’esclusione dalle liste dei candidati inquisiti o condannati.

Quindi giustizia fatta e questione risolta? Anche no. In Lombardia la moralitá non arriva e nella lista troviamo ancora:

  • Salvatore Sciascia: Uomo Mediaset condannato definitivamente per corruzione
  • Paolo Romani: Ex ministro delle telecomunicazioni e uomo Mediaset inquisito dalla Procura di Monza per peculato e istigazione alla corruzione.
  • Silvio Berlusconi ma LUI non conta, LUI é il PdL e non possiamo pretendere l’auto esclusione.

Ma allora perché Cosentino fuori e Sciascia, Romani dentro? Ma le regole? Ma la moralitá? Ma gli elettori?

Appunto.

Le esclusioni di Cosentino e Dell’Utri valgono circa un 1,5% di consenso in piú ciascuna. Esposizione mediatica. La moralitá di un partito si misura sul consenso mediatico e tutto il resto chissenefrega.

Milanesi, Cosentino e Dell’Utri sono mediaticamente esposti e il patron Silvio, attento ai sondaggi, li ha lasciati fuori. Quale sará il prezzo dell’esclusione per la collettivitá non é noto ma qualche incarico pubblico ben stipendiato prima o poi apparirá.

Questa é la triste tradizione della nostra classe politica, vent’anni di scandali e immobilitá hanno affondato una nazione ma non hanno scalfito la mentalitá.

Leggo che il PdL viene dato ad uno stabile 20%.

Ma vi state rincoglionendo o vi va veramente bene cosí?

Se pensavate di fare un viaggio in Argentina, non scomodatevi a comprare i biglietti del volo non servono.