I Vigili Urbani di Roma e alcune considerazioni sul Jobs Act.

vigili-urbani Fine anno coi botti a Roma. Nella migliore tradizione Italiota riusciamo a distinguerci sempre nell’efficienza della macchina pubblica. Mi riferisco alla malattia dell’85% dei Vigili Urbani di Roma durante la vigilia del capodanno. La notizia é rimbalzata anche all’estero tant’é che alcuni colleghi qui in Germania hanno commentato con incredulitá il fatto. Alle loro orecchia suonava come eccezionalmente grave considerando le ipotetiche conseguenze di un mancato ordine pubblico. Infatti per uno straniero, a parte lo scandalo vero e proprio di un sistema pubblico malato che consente certe anomalie, il vero problema é che la cittá é rimasta fuori controllo proprio in una notte delicata come quella di fine anno. Se si considera inoltre la forte simbologia che Roma ha per politica e religione ovviamente questo fa ancora di piú riflettere sulle immani responsabilitá che le autoritá cittadine hanno in questa “truffa”.

Ma cosa c’entra il Jobs Act?

Perché proprio in questo peridodo é stato votato in Parlamento la prima bozza del Jobs Act con i suoi decreti che hanno alzato immediatamente un polverone mediatico.

Immediato al grido “Renzi: Ti piace licenziare” si sono alzati i toni della discussione che hanno visto alcuni protagonisti della maggioranza continuare a lamentarsi in maniera dura contro il proprio Segretario e Primo Ministro senza peró dimostrare né competenza sull’argomento né tantomento coerenza con le proprie idee.

Mi riferisco all’ormai noioso (almeno per me) Pippo Civati che nelle sue riflessioni continua a dimostrarsi sempre piú fermamente opposizione interna al PD senza peró nella pratica bloccare l’operato del Governo. Nello stesso tempo mostra (ma questo non é una sorpresa per me) una certa superficialitá in materia. Nonostante il “Lavoro” non sia certo una delle materie piú facili, ci si aspetta un livello di pressapochismo limitato almeno per chi ci rappresenta in Parlamento ma cosí non é.

Non voglio qui difendere o accusare il Jobs Act perché non ho le capacitá per capirne a fondo le conseguenze. Quello che peró lega il Jobs Act ai Vigili Urbani di Roma é il discorso aperto sui licenziamenti nel Pubblico Impiego.

Mi spiego: Il Jobs Act riassumendo é stato pubblicizzato dalle fazioni avverse come un puro tentativo di cancellare ogni diritto del lavoratore in caso di licenziamento. Di ridurre i casi di reintegro sostituendoli con un rimborso economico. A detta di altri invece risulta incompleto perché non sembra esteso ai dipendenti pubblici.

“Renzi adesso che vuoi licenziare tutti almeno fai pulizia anche nel settore pubblico”… questo il piú diffuso urlo mediatico che ho percepito in rete e non solo.

Ed é proprio quest’ultimo punto che mi ha fatto pensare ai Vigili Romani. Sembra ovvio che proprio perché scandali del genere accadono, esiste un ragionevole e fondato motivo per poter licenziare anche nel pubblico impiego. Sembra una teoria che non fa una grinza ed é quello che la stragrande maggioranza della popolazione pensa. Dopo gli scandali Romani degli appalti, i Vigili Urbani non possono che confermare una certa necessitá di pulizia del sistema pubblico.

Ma siamo sicuri che licenziare i dipendenti pubblici servirá a pulire il sistema? O meglio: Siamo sicuri che in un sistema del genere si possa pensare di licenziare i dipendenti pubblici?

Secondo me: NO e la risposta sta proprio a Roma.

Se un sistema pubblico consente all’85% dei dipendenti di stare in malattia durante una notte “a rischio”, come pensate che lo stesso sistema possa mettersi a licenziare i dipendenti? Su quale base? Con quali motivazioni? Applicando quali obiettivi non raggiunti?

É chiaro che tutti questi certificati medici sono una truffa bella e buona ma purtroppo é proprio il sistema stesso a consentirlo. I medici che le firmano, i dirigenti dei Vigili Urbani che non controllano e via dicendo. I licenziamenti devono essere richiesti dalla dirigenza, la stessa dirigenza che chiude entrambi gli occhi su frodi cosí evidenti e vergognose.

Stiamo chiedendo alla stessa Dirigenza Pubblica di applicare adesso delle “regole” per i licenziamenti oppure di “moralizzare” la propria truppa che molto probabilmente etica morale non ha forse proprio per colpa dei suoi “piani alti”?

Credo sia doveroso applicare le stesse regole anche ai lavoratori pubblici ma quello che non credo sia possibile é licenziarli in queste condizioni. Come si fa a guarire un malato chiedendogli di diagnosticarsi, controllarsi e decidere la cura da solo?

Non esistono giustificazioni per i singoli Vigili Urbani ma é ovvio che l’hanno fatto consapevoli dei bassi rischi che avrebbero corso. Il pesce come si dice “puzza sempre dalla testa” ed é proprio di lí che bisogna iniziare a riorganizzare il sistema. I licenziamenti colpirebbero solo la base (o il capro espiatorio) mentre le colpe di un sistema marcio sono sempre di chi lo gestisce.

La possibilitá di licenziare non farebbe altro che mandare via chi “non ha Santi forti in paradiso” lasciando i peggiori a gestire quello che rimane del (giá) nulla.

Una proposta semplice: Licenziamenti facili nel pubblico impiego solo per le cariche dirigenziali e poi vediamo come vanno le cose…. giusto un test per provare.

Un sogno vero?

 



          
Ver. 1.3
 

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