Ecco perché in Italia c’é ancora violenza negli stadi: Il caso derby Torino-Juventus

Sono un tifoso Granata e nonostante la mia soddisfazione per il successo nel Derby cittadino di Domenica scorsa non posso che essere rammaricato per i deprecabili comportamenti di alcuni tifosi (sempre che si possano ancora definire tali) di entrambe le squadre durante il Derby cittadino.

Il Bus della Juventus preso a sassate mentre attraversava la cittá, la bomba carta lanciata in mezzo ai tifosi Granata dalla tifoseria Juventina dimostra quanto vergognosa sia ancora la mentaitá di pochi esasperati estremisti.

Non é mia intenzione fare classifiche su chi é stato piú o meno pericoloso perché alla fine l’unico risultato evidente é che l’immagine della cittá é stata sporcata e ancor piú grave l’immagine di tutto un paese. Un paese che nel 2015 non riesce ancora a trasformare gli stadi in luoghi di divertimento senza rischio.

Un paese civile e moderno deve riuscire a sopprimere questi episodi attraverso l’educazione delle persone ma se come spesso accade l’educazione non esiste o é impossibile da stimolare si rende necessario agire con la forza e la pura repressione. Cosí hanno fatto tutti gli altri paesi Europei dove la violenza negli Stadi era un grosso problema. L’Inghilterra per prima e la Germania seconda hanno semplicemente debellato il fenomeno grazie ad un forte rigore. Sono state introdotte regole per cui chi sbaglia paga a caro prezzo i propri errori con pene severe che arrivano anche alla detenzione. Questo é l’unico dialogo possibile se una parte é volutamente sorda. Questo é quello che credo debba essere fatto in Italia dove invece il Dio Calcio sembra quasi intoccabile nonostante lacune di sicurezza cosí evidenti. Il risultato é che lo stadio non é piú un posto in cui vince lo sport e il divertimento ma un rischioso campo di battaglia in cui é meglio non andare con tutta la famiglia. Esiste poi un ulteriore problema meno etico ma comuqnue importante e cioé il fatto che gli stadi si svuotano e i soldi vanno agli operatori televisivi che raccolgono sempre piú spettatori. Esattamente il contrario di quello che accade in Inghilterra e in Germania dove gli stadi sono costantemente pieni ogni giornata del campionato. Provate a comprare un biglietto per un match di qualunque squadra Tedesca e vedrete. Questo ultimo aspetto dovrebbe essere un incentivo per le societá a diventare piú sensibili sull’aspetto sicurezza ma invece stranamente non succede.

In Italia esiste ovviamente un grande problema di educazione civica e l’esempio piú evidente si é visto a Torino dove il Signor Vincenzo, “buon” Padre di famiglia, va alla partita insieme a suo figlio  ma nel frattempo si diletta ad insultare e prendere a pugni il bus della Juventus in transito e lui dice: “a mano aperta, non pugni” come se cambiasse qualcosa nel gesto e nel problema.  «Ma allo stadio queste cose ci stanno. Le diciamo da sempre, lo dicono tutti. È il calcio che è fatto così. Io non sono un teppista» dichiara Vincenzo mentre gli chiedono come mai lo facesse davanti a suo figlio. Questo é il problema educativo, il padre che in automatico autorizza il figlio a determinati comportamenti.

Oppure l’esempio del padre di Danilo Limina uno dei leader del gruppo juventino “Tradizione” (chissa poi quale) che dopo la condanna DASPO (Divieto di Accedere alle manifestazioni SPOrtive) a 3 anni dichiara: «Mio figlio è stato un fesso. Nel video si riconosce benissimo. Ha fatto una stupidaggine. Dovrà stare per un po’ lontano dagli stadi? Meglio così, gli servirà da lezione». Fesso? La solita e unica colpa del farsi trovare in flagrante? Come se fosse un merito agire in incognita per scamparla, come se il problema di nuovo non é il gesto ma il fatto di essersi fatto prendere.

Questo é il problema educativo Italiano e spesso negli stadi fra le tifoserie é quanto mai grande. Qui é dove bisogna agire. Non mi aspetto un’evangelizzazione pacifica perché come dicevo prima é impossibile parlare ad una persona che non vuole ascoltare. Quindi se non vuoi ascoltare e imparare te ne stai lontano dagli stadi o peggio in galera. Punto. Non esiste altra alternativa.

Ci si aspetta quindi un paese, un sistema che contrasti seriamente il problema ma come al solito l’incapacitá regna sovrana. Sono state inserite inutili tessere del tifoso, biglietti nominativi, tornelli agli ingressi, condanne DASPO, telecamere all’interno degli stadi ma i risultati rimangono molto scarsi. Dov’é quindi il problema?

Abbastanza semplice secondo me, nel fatto che come sempre in Italia non si punisce severamente, il sistema non é forte nelle pene per chi trasgredisce le regole. Chi viene preso in flagranza di reato poi in qualche modo riesce a tornare al posto di prima, riesce a tornare in questo caso allo stadio e delinquere nuovamente.

Prendiamo ad esempio il Derby di Torino: Luca Lippo altro leader del gruppo Juventino Tradizione condannato alla pena piú alta con 8 anni di interdizione dagli stadi e obbligo di firma. Mi spiace da tifoso del Torino commentare questa sentenza perché non vorrei essere accusato di faziositá e quindi confido sull’intelligenza del lettore. Questo esempio nonostante i colori della squadra é significativo per capire quale é il problema Italiano.

In questo caso sembra quasi che la pena sia corretta ed esemplare e che tutto si risolve ed invece questo specifico caso evidenzia proprio tutte le falle del sistema Italiano.

Luca Lippo infatti ha una storia ben nota alle Forze dell’Ordine e non é alla sua prima esperienza con la giustizia. Oltre ad essere uno storico Ultrá della Juventus quindi una star nella tifoseria, era di conseguenza giá ben conosciuto ma mai punito come forse avrebbe meritato. Il Signor Lippo infatti era giá stato condannato al DASPO per ben due volte. Nel 2004 per lancio di petardi e nel 2009 per disordini e nonostante questo si trovava nuovamente allo stadio durante il Derby dimostrando di nuovo la sua pericolositá o diciamo la sua incongruenza con un evento sportivo. Tutto normale? Un “tifoso”del genere potrebbe mai trovare ancora posto negli stadi Tedeschi o Inglesi? La risposta come sempre é scontata ma in Italia invece tutto sembra possibile. In altri paesi piú evoluti sarebbe espulso a vita dagli Stadi considerata la sua reiterazione ma da noi no.

La cosa che fa ancora piú scalpore di tutta la vicenda é che dopo il secondo DASPO il Signor Lippo fa ricorso al TAR che gli dá anche ragione annullando la sentenza. In Italia quindi un individuo che oggi é condannato a 8 anni di DASPO, con altre due condanne alle spalle che provano la sua propensione ai disordini viene anche premiato con uno sconto di pena da parte di un tribunale. Considerati gli eventi del Derby mi sembra evidente che l’individuo non nasconde una certa pericolositá ma chissa come mai in Italia esiste sempre qualche tribunale che riesce a dimostrare clemenza. Ogni sentenza va rispettata e sicuramente avrá le sue ragioni ma dal mio punto di vista non si stava sicuramente punendo un innocente.

Proprio qui sta il problema, non deve esistere la clemenza in questi casi ma solo un inasprimento delle pene. Bisogna inasprire fino ad arrivare al carcere, bisogna non solo inibire l’accesso alle partite ma a tutti i luoghi pubblici. Almeno finché la persona non impara. Non é possibile che delinquente si possa trovare ancora allo stadio dopo 2 condanne. L’educazione é importante e sicuramente in Italia abbiamo ancora molto spazio di miglioramento ma se questa non arriva in fretta e non é ancora sufficiente per crescere persone civili l’unica alternativa rimane la dura repressione.

Ripensando alle mie parole direi che la definizione corretta per il metodo é “Sicurezza Fascista da Stadio” ovvero l’unico esempio in cui ristabilire una storica abitudine di repressione da parte dello Stato Italiano. Mai democratica, eccessiva ma sicuramente efficace per i suoi scopi. D’altronde se democrazia vuol dire poter rientrare allo Stadio dopo 2 condanne allora mi sento giustificato a sperare nella dittatura almeno per questi specifici ambienti. Poi diciamocela tutta grossa fetta della tifoseria Ultrá Italiana non potrá che esserne felice considerando la loro non nascosta simpatia per il passato di rigore dittatoriale Italiano. Vi piace cosí tanto il Fascismo? E allora iniziamo ad applicarlo solo per la sicurezza negli Stadi. Vi abbuoniamo solo l’olio di ricino ma se vi manca anche quello cari Ultrá (violenti) potete sempre farne richiesta.

Io un Luca Lippo non lo voglio piú per strada, non ha ucciso nessuno ma sicuramente stá uccidendo il calcio, lo sport e l’immagine dell’Italia.

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