Ius Soli, ma dove stá il problema e cosa c’entra con l’immigrazione?

Dello Ius Soli se ne é parlato fin troppo e sempre per i motivi sbagliati e ben lontani dal suo vero obiettivo. In questo periodo di tensioni e paure legate all’immigrazione la proposta di legge dello Ius Soli diventa  la scusa per costruirci attorno una buona dose di paure e propaganda elettorale (negativa) visto l’avvicinarsi delle elezioni.

Il termine Ius Soli é scelto per semplicitá perché nella realtá significa la cittadinanza acquisita in maniera automatico alla nascita entro il territorio di in un determinato Stato. Al mondo solo le Americhe hanno praticamente riconosciuto lo Ius Soli; se si nasce negli Stati Uniti, Messico, Perú, Brasile etc si diventa in automatico cittadini di quel paese.

In Europa lo Ius Soli esiste solo in Francia, Inghilterra e Germania ma sotto determinate condizioni ovvero quello che viene chiamato Ius Soli Temperato. Dove vivo in Germania nonostante i miei figli siano di padre Italiano e madre Polacca, sono diventati in automatico Tedeschi dalla nascita perché la mia compagna risiedeva stabilmente in Germania da almeno 8 anni. In Francia questo avviene dopo i 5 anni.

In Italia non si sta ovviamente discutendo di dare la cittadinanza a tutti i nati sul territorio Italiano per ovvi motivi di controllo dell’immigrazione. Quindi possiamo giá da adesso chiudere il discorso dell’aumento incontrollato dell’immigrazione a causa dello Ius Soli perché é una teoria che non ha nessun fondamento pratico.

Cosa si vuole introdurre in Italia e cosa sono lo Ius Soli Temperato e Ius Culturae?

In Italia si sta discutendo di introdurre lo Ius Soli Temperato e lo Ius Culturae.

Lo Ius Soli temperato dá la possibilitá di essere cittadino Italiano ad un bambino nato in Italia da genitori stranieri con almeno uno dei genitori  titolare di diritto di soggiorno illimitato oppure di permesso di soggiorno dell’Unione Europea per soggiornanti di lungo periodo. Il diritto di soggiorno illimitato é riconosciuto in Italia e in Europa a chi abbia risieduto in maniera continuativa per almeno 5 anni.

INOLTRE é utile sottolineare che:

Sono necessari altri tre requisiti dei genitori extracomunitari:

  • Alloggio idoneo a termini di legge
  • Superamento di un test di conoscenza della lingua italiana
  • Reddito non inferiore all’importo annuo dell’assegno sociale.

Da questo permesso sono esclusi gli stranieri pericolosi per l’ordine pubblico o la sicurezza dello Stato.

Non propriamente un dettaglio nell’ottica di ridimensionare le paure ma soprattutto lo sproloquio di chi continua a legare lo Ius Soli al fenomeno dell’immigrazione in atto. Certo che ci si sta occupando di immigrati ma di quelli che giá fanno parte del tessuto sociale e produttivo del paese. Non di certo ai poveri sbarcati in qualche modo sulle coste Italiane, per loro eventualmente bisognerebbe scomodare la fallimentare legge Bossi-Fini ma sono anche io dell’idea che sia immodificabile senza un Governo stabile e consapevole.

Lo Ius Culturae invece é una proposta per poter dare cittadinanza ai minori stranieri nati nel nostro Paese o arrivati entro i 12 anni di età possono diventare italiani dimostrando di aver frequentato regolarmente almeno 5 anni di percorso formativo. 

Come si diventa cittadini Italiani oggi?

Gia oggi un cittadino straniero puó chiedere la cittadinanza Italiana se:

  • Se vive in Italia in maniera regolare e continuativa da almeno 10 anni
  • Se dimostra di avere redditi sufficienti al sostentamento
  • Se dimostra di non avere condanne penali e in assenza di impedimenti per la sicurezza della Repubblica.
  • Per uno straniero con cittadinanza europea, la permanenza ininterrotta nel nostro Paese si riduce a quattro anni.

Di seguito un’utile infografica presa da questo articolo sull’Avvenire.

Cosa Cambia con l’introduzione dello Ius Soli Temperato/Ius Culturae e quante persone potrebbero essere interessate?

Ricordiamo che il DDL é stato approvato giá alla camera nel 2015 e attualmente fermo al Senato, dove molto probabilmente per i vari giochi politici non avrá mai uno sblocco.

A differenza di quanto si propagandi erroneamente per spaventare la popolazione su ipotetiche invasioni/perditá dell’italianitá etc. se il Parlamento approverà il ddl sullo ius soli temperato/ius culturae, saranno coinvolte circa 800mila persone (643mila nati nel nostro Pese e 166mila studenti nati all’estero) che potranno beneficiare della nuova norma sulla cittadinanza. Si considera ogni anno un ipotetico numero pari a 60.000 individui. Non di certo un’apocalisse come tanti descrivono, i numeri non mentono.

Qui di sotto un’utile infografica sempre dell’Avvenire per descrivere le nuove regole che sarebbero eventualmente introdotte.

Gli attuali numeri degli ingressi in Italia 

L’ISTAT ci rilascia i seguenti dati sull’immigrazione 2016-2017 che potete trovare a questo link.

In Sintesi:

  • Nel 2016 rilasciati  226.934 nuovi permessi (-5% rispetto al 2015)
  • I permessi vedono un calo del -41% di migrazioni per lavoro
  • Crescita del 34% dei permessi per asilo politico e protezione umanitaria (77.927)
  • Nigeria, Pakistan e Gambia coprono il 44,8% dei flussi di ingresso per ricerca di asilo e protezione internazionale.
  • I nuovi flussi non sempre però danno luogo a una presenza destinata a radicarsi sul territorio. Ad esempio tra i migranti giunti in Italia nel 2012, solo il 53,4% è ancora presente al 1° gennaio 2017.
  • I cittadini non comunitari regolarmente presenti al 1° gennaio 2017 sono 3.714.137.
  • Le prime dieci cittadinanze coprono il 61,6% delle presenze. I paesi più rappresentati sono Marocco (454.817), Albania (441.838), Cina (318.975), Ucraina (234.066) e Filippine (162.469).

L’Acquisizione della cittadinanza é comunque in aumento dal 2011

  • Le acquisizioni di cittadinanza sono aumentate se si considera che nel 2011 erano 49.834 e nel 2016 sono ben 184.638 (+73%)
  • I 5 paesi col maggior numero di acquisizioni di cittadinanza sono Albania (36.920), Marocco (35.212), India (9.527), Bangladesh (8.442), Pakistan (7.678)

Di seguito l’infografica di ISTAT che riassume il quadro.

Perché lo Ius Soli?

Dalla descrizione tecnica direi che é facile capire che lo Ius Soli si applica alle giovani generazioni di persone giá nate sul nostro territorio o arrivate in giovane etá e che comunque avranno una strada giá indirizzata verso la cittadinanza che comunque arriverá a 18 anni. Una generazione di ragazzi che giá fanno parte del tessuto sociale Italiano e spesso nemmeno parlano la lingua dei loro genitori. L’Italia regala la cittadinanza a persone straniere di origine Italiana che nemmeno parlano la nostra lingua ma hanno il diritto di diventare cittadini solo perché qualche avo era Italiano.

In un paese che regala questo tipo di cittadinanza non é forse meglio concentrarsi su chi giá vive in Italia e contribuisce al suo sviluppo? Da un punto di vista culturale questi nuovi Italiani sono sicuramente piú Italiani di tanti Argentini mai vissuti sul nostro territorio.

Lasciamo stare i buonismi, non aiutano

Non esistono diritti mancanti per questi individui. Lo Ius Soli non aggiunge nessun nuovo diritto mancante. Inutile battere il chiodo sui diritti che mancano, non é vero. Con o senza cittadinanza queste persone hanno giá tutti i diritti di un qualunque cittadino Italiano.

Tutti questi digiuni o estremismi sulla causa dello Ius Soli non aiutano ma fanno solo arrabbiare ulteriormente chi le idee ce le ha giá molto confuse grazie al basso livello di propaganda politica che misuriamo ogni giorno.

Lo Ius Soli non aggiunge diritti ma accorcia e facilita la burocrazia per persone che a conti fatti sono giá Italiani. L’aspetto sociale va inoltre considerato perché se un bambino non puó per motivi burocratici partecipare ad una gita certo non cambia il mondo ma sicuramente potrá anche sentirsi escluso.  Perché, se lo sforzo e gli impatti sul sistema sono minimi se non nulli non cercare di accelerare la cittadinanza? Quale sarebbe il motivo cosí grave per evitarlo? Dalla lettura della legge non emergono né criticitá né numeri fuori controllo.

Lo Ius Soli non é un pasticcio di legge?

Tanti accusano la legge di essere un pasticcio ma é una falsitá perché le regole esistenti sono chiare e le modifiche che si introducono minime. Dov’é il pasticcio se non nella bassa propaganda elettorale?

L’argomento é delicato? Non direi, l’argomento é abbastanza chiaro e limpido e non necessitá di macchiavelliche discussioni. Le modifiche sono minime ma i vantaggi sociali per una piccola parte della popolazione sono invece grandi.

Allora perché no?

Domanda che continuo a fare ma di risposte concrete non ne ho ancora ricevute, di risposte confuse, arrabbiate, che ignorano invece tristemente tante, troppe.

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