Spesa Pubblica (2): Le Ferrovie dello Stato, spese ad alta velocitá

Proprio in questi giorni le ferrovie di Stato e il loro Amministratore Delegato Mauro Moretti sono al centro dell’attenzione. Motivo principale é la reazione dell’AD alla dichiarazione di Renzi sull’intenzione di voler ridurre gli stipendi degli alti dirigenti statali.

Moretti 61 anni, AD dal 2006 é un dirigente statale con una  renumerazione elevata o almeno molto lontana dalla media dei suoi dipendenti. Dall’alto dei suoi 870.000 + Euro annui Mauro Moretti si distacca notevolmente rispetto alla media di 38.500 Euro dei suoi dipendenti. Diciamo una grossa differenza se si pensa inoltre che Moretti é un dirigente pubblico.

Moretti ha dichiarato che non accettará questi tagli lineari. Il suo stipendio é giá stato ridotto del 50% rispetto al suo predecessore che ha lasciato 2 Miliardi di perdite mentre lui ha riportato in positivo il bilancio. Dichiara inoltre che i suoi omologhi in altri paesi europei hanno gli stipendi piú alti del suo.

Senza entrare nel merito se Moretti merita o meno questo stipendio, vediamo come la sua azienda ha pesato e continua a pesare sui conti dello stato in rapporto ai servizi forniti.

A riguardo delle Ferrovie di Stato é stato rilasciato la scorsa settimana un interessante studio dall’Istituto Bruno Leoni che analizza quanto le Ferrovie dello Stato hanno pesato sui conti pubblici nel periodo 1992-2012. L’analisi é fatta confrontando gli investimenti nelle compagnie ferroviarie di altri paesi Europei come UK, Francia, Germania e Svezia.

Questo é una sintesi dei numeri e dei confronti usciti dal documento:

–        Dal 1992 al 2012 le Ferrovie di Stato sono costate ai contribuenti ben 208 Miliardi di Euro fra trasferimenti diretti e interessi.

–        Il valore corrisponde ad un trasferimento medio annuo di quasi 10 Miliardi che rappresenta un grosso valore in relazione al deficit pubblico annuale. Se quasta cifra fosse stata negli anni controllata l’Italia avrebbe un rapporto debito PIL minore del 17%. E questa cifra non é un dettaglio.

–        La Spesa pubblica Francese nelo stesso periodo é stata di 153 Miliardi per un sistema ferroviario che é doppio come dimensioni e piú del doppio come passeggeri trasportati. Con uno standard Francese i trasferimenti annui sarebbero stati di 4,6 Miliardi. 83 Miliardi totali (-60% dei trasferimenti)

–        La Spesa pubblica in Inghilterra nello stesso periodo é stata di 69 Miliardi. Il sistema ferroviario Inglese é praticamente uguale a quello Italiano come dimensioni e numero di passeggeri. E’ vero che il cliente Inglese paga il costo del servizio ferroviario solo nel momento in cui lo utilizza poiché é stato privatizzato. Con uno standard Inglese i trasferimenti annui sarebbero stati di 3,3 Miliardi. 63 Miliardi totali (-70% dei trasferimenti)

–        La Spesa Ferroviaria Tedesca é stata di 9,8 Miliardi di Euro ma con un sistema ferroviario 2 volte e mezzo quello Italiano. Con uno standard Tedesco i trasferimenti annui sarebbero stati di 3,6 Miliardi. 67 Miliardi totali (-68% dei trasferimenti).

Sembra che gli investimenti ad alta velocitá non siano il motivo di questi costi cosí elevati rispetto agli altri paesi europei. Dal 1992 ad oggi infatti sono stati costruiti e messi in esercizio in Italia 700 km di nuove linee ad alta velocità contro più di 1200 in Germania, 1300 in Francia e 1600 in Spagna.

I costi non sembrano essere nemmeno addebitati all’aumento del traffico infatti l’Italia è l’unico paese in cui il numero di passeggeri si é ridotto: dal 1992 a oggi i passeggeri/km di FS sono diminuiti del 16% mentre in Germania sono cresciuti del 39%, in Francia del 45%, in Gran Bretagna dell’83% e in Svezia del 98%.

Di seguito sono raccolti i grafici comparativi fra il sistema ferroviario Italiano e quello degli altri paesi europei presi a confronto.

IT-UK

Confronto UK-Italia-Sussidi

IT-DE

Confronto DE-Italia-Sussidi

IT-FR

Confronto FR-Italia-Sussidi

IT-SV

Confronto SV-Italia-Sussidi

Difficile non notare quanto lontane sia lontana l’efficienza delle Ferrovie di Stato rispetto agli altri paesi Europei soprattutto se si considera il servizio offerto.

Nel seguente grafico invece il sussidio Italiano ricalcolato con l’efficienza degli altri paesi, prova che in Italia la spesa pubblica é sí simile agli altri paesi Europei ma con enormi sacche di inefficienze. Le ferrovie di Stato sono un caso eclatante.

Sussidio Ricalcolato

 

Il ricalcolo dei costi con standard diversi é il focus del report in quanto proprio su questi costi si dovrebbe agire per ridurre il peso delle Ferrovie di Stato sui conti pubblici invece che pensare solo allo stipendio di Moretti.

Il report dell’Istituto Bruno Leoni fa inoltre un’altra considerazione sul valore dei finanziamenti statali. Vengono infatti calcolati nuovamente i costi nello scenario in cui tutti i finanziamenti fossero totalmente coperti a debito e quindi con un costo aggiuntivo di interesse. In queste condizioni il valore totale raggiunge cifre vertiginose attorno ai 400 Miliardi di euro (1/5 del debito pubblico). Se si considerano inoltre i recenti aumenti di spread del periodo di crisi si puó capire quanto le cifre in gioco pesino enormemente sul totale del debito pubblico. Ovviamente nessuno ha prova che questo scenario rappresenti la realtá ma sono convinto che a scommetterci non si perderebbero troppi soldi.

Qui di seguito il grafico.

Contributo al debito pubblico

Conclusioni

In un periodo come questo in cui si continua senza tregua a parlare di spending review queste cifre fanno riflettere. Il problema fondamentale delle varie revisioni di spesa sembra concentrarsi sempre e solo sui valori grilleschi della spesa ovvero il costo della politica e della dirigenza pubblica.

Sicuramente avere dirigenti con salari cosí alti é un’anomalia ma prima di urlare allo scandalo é necessario fare qualche confronto con  le altre realtá Europee e sopratutto per le stesse tipologie di aziende pubbliche. Lo stipendio di Moretti molto probabilmente non deve essere uno dei primi ad essere ritoccato perché l’azienda da lui gestita ha dimensioni rilevanti e conseguenti responsabilitá che vanno pagate. Magari inserire una componente variabile su base obiettivi potrebbe essere una valida alternativa anche se sembra che il nostro Moretti negli anni abbia riportato in pareggio il bilancio delle FS.

Il problema Italiano resta peró sempre l’efficienza della spesa per servizio. Questo report non fa che dimostrare quanto il nostro sistema perda acqua da tutte le parti nel momento in cui l’ente pubblico gestisce i servizi. Non sono certo Francia e Germania paesi che lesinano in spese pubbliche ma i loro soldi sono spesi meglio e il cittadino ne trae vantaggio. Non mi sembra si possa dire la stessa cosa per le Ferrovie di Stato dove solo il settore di fascia alta é migliorato (Alta velocitá) raggiungendo livelli Europei ma il rimanente del trasporto pubblico non sembra essere cosí valido.

Il servizio ferroviario é difficilmente privatizzabile. In Inghilterra, unica realtá veramente privatizzata, lo stato ha dovuto riprendere il controllo delle infrastrutture poiché le realtá private difficilmente investivano. In ogni caso avere un infrastruttura nazionale a disposizione di operatori diversi in competizione ha migliorato di molto il servizio come dimostrato dall’aumento del traffico passeggeri (+83%). Non ci si aspetta una rivoluzione del genere in Italia poiché il pubblico vorrá sempre mantenere il controllo di tutto e riuscire a posizionare i propri uomini. Oltretutto l’Italiano é innamorato del servizio pubblico e disprezza qualsiasi forma di privatizzazione (come se mai fossero state fatte nel nostro paese). L’Italiano preferisce avere un servizio scarso ma gestito dallo stato, l’Italiano preferisce perdere il 40% dell’acqua pubblica nei suoi tubi. L’Italiano chiama le FS una privatizzazione e pensa che questo sia il motivo del pessimo servizio. Direi che una compagnia S.p.a. a totale controllo Statale é tutt’altro che una privatizzazione…. ma se vi piace cosí…

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