Il Video Ultra HD in rete e l’Italia sempre in coda al broadband

4k-vortex-620x465Il futuro dell’alta definizione sembra avere grandi potenzialitá. L’attenzione per i servizi ad alta definizione diventa sempre piú grande e confermo personalmente che anche nelle comunicazioni interne della mia azienda vedo un sempre e piú crescente interesse per i servizi video ad alta definizione o Ultra HD e sopratutto l’analisi del loro impatto in rete.

Non é un argomento nuovo per questo blog il video su Internet sta negli ultimi anni misurando un incremento elevatissimo superando ormai l’utilizzo dei supporti tradizionali come i DVD. La gran parte del traffico Internet é video. Tutti usano YouTube e nuovi protagonisti dei contenuti Video On Line come Netflix stanno sbarcando anche in Europa (questo mese Netflix é atterrato in Germania).

YouTube giá da tempo fornisce contenuti video ad alta definizione e Netflix offre giá il servizio “4K Video”.

Il 4K video é un nuovo formato per la cosiddetta Ultra HD. Sono giá molti i prodotti (televisori e smart TV) disponibili nel mercato in questo formato e sempre di piú i contenuti disponibili in 4K.

Quando questa tipologia di formato viene trasmessa attraverso la rete, i requisiti di banda per gli streaming sono estremamente sfidanti:

  • Basic 4K da 15Mbps a 20Mbps
  • Standard 4K da 30Mbps a 50Mbps
  • Ultra 4K da 50Mbps a 100Mbps

Possiamo facilmente immaginare quali requisiti debba avere la rete se pensiamo che ogni utente Netflix che richiede un contenuto video 4K rimane collegato per tutta la durata del film generando un traffico medio e costante attorno ai 15-20Mbps, .

Se moltiplichiamo questa banda per tutti i possibli utenti Netflix ovviamente il carico inizia ad essere decisamente alto e soprattutto a velocitá costante. Mentre Il semplice traffico generato dal browsing con Facebook, Google era a picchi e mediamente basso, Il video ha invece un profilo quasi costante e di valore molto alto.

L’azienda Akamai ha da poco rilasciato il suo periodico report sullo “Stato di Internet” (dalla Home page potete scaricare la versione completa registrandovi sul sito).

Il report analizza svariati aspetti di rete come la sicurezza (analisi sugli attacchi informatici a livello mondiale), la geografia e la penetrazione dell’accesso ad Internet nel mondo e i dettagli per le varie zone: USA, Europa, Asia, Africa, Medioriente etc.

Per la prima volta in questo report, Akamai ha inserito un’analisi relativa al video 4K.

Akamai non fa altro che analizzare a livello mondiale quali operatori sono giá pronti per poter fornire il servizio video 4K ovvero quali sono i paesi dove la banda media di accesso é fra i 10 e i 20 Mbps.

In generale Akamai osserva che solo 47 paesi sono qualificati per questa analisi e di questi il 23 hanno una percentuale di accessi “4K ready” oltre il 10% mentre 6 sono sotto l’1%. La percentuale minore si osserva in India e Cina dove gli accessi sopra i 15Mps rappresentano rispettivamente lo 0,3% e 0,2%. Ovviamente i valori non stupiscono considerata la popolazione di questi due paesi.

Qui sotto la tabella dei primi paesi giá pronti per il 4K dove si vede straordinariamente la Corea del Sud con una percentuale del 60% di accessi ad oltre 15Mbps. L’Italia stranamente non risulta nemmeno     in questa classifica.

4k Readiness

I paesi Europei che si distinguono in questa classifica sono Svizzera, Olanda e i paesi scandinavi che seguono a ruota le prime tre posizioni asiatiche.

E l’Italia?

Nulla sembra cambiare nel nostro paese per le condizioni delle reti Broadband. La 3a/4a economia Europea é sempre di piú lontana da quello che il mercato delle telecomunicazione richiede per essere competitivi. Lo avevamo giá scritto qui a suo tempo e nulla sembra essere cambiato o in procinto di cambiare. Purtroppo.

A riguardo del “4K ready” L’Italia si piazza al 38o posto seguita in classifica solo da Turchia, Sud Africa e Emirati Arabi e molto distaccata dagli altri paesi Europei come si vede in tabella qui sotto.

4k Readiness-EMEA

Ma senza voler per forza essere i piú veloci qual’é la situazione dell’Italia in generale per quanto riguarda il Broadband?

Qui sotto alcune tabelle relative agli accessi Broadband in Europa/Medio Oriente/Africa (EMEA):

Velocitá Media di Accesso

Average Access Speed EMEA

L’Italia si posiziona Globalmente al 47 posto e in Europa/Medio Oriente/Africa fanno peggio solo Turchia, Emirati Arabi e Sud Africa.

Ma se la velocitá media non é il nostro forte anche quella di picco (ovvero il meglio misurato nel paese) é ancora peggio. Qui l’Italia va al 67o posto seguita solo dal Sud Africa.

Peak Access Speed EMEA

Se invece proviamo a guardare a velocitá piú alte verso i 10Mbps vediamo che la situazione continua a rimare stabilmente al fondo classifica e l’Italia risulta sempre e solo migliore di Turchia, Sud Africa e Emirati con un magro 3,2% di accessi oltre i 10Mbps. Il confronto con gli altri paesi Europei é vergognoso se si guarda ad una Svizzera don il 45%, una Germania al 21%, Francia e Portogallo al 12%, Spagna al 16%.

10Mbps Access Speed EMEA

Personalmente ritengo che questa percentuale cosí bassa é solamente frutto del servizio di Fastweb, unico in Italia a fornire fibra che arriva fino ai 100Mbps ma purtroppo il numero di clienti non riesce a spostare la media nazionale. Senza Fastweb la notrsa situazione sarebbe ancora peggiore.

Purtroppo non é una questione di velocitá perché se anche consideriamo accessi a velocitá piú basse (4Mbps) la situazione non riesce a decollare e rimaniamo sempre fanalini di coda e veniamo superati pure dalla Turchia.

4Mbps Access Speed EMEA

La situazione Italiana migliora leggermente nei servizi mobili ma questo non puó essere preso a giustificativo della penosa situazione degli accessi fissi. Io personalmente nell’anno 2014 (quasi 2015) continuo a non avere nemmeno un accesso fisso disponibile nel mio paese in provincia di Torino (a 20Km dalla cittá). Ridicolo e imbarazzante.

La strada é lunga ma sembra che per i Governi che ci gestiscono e gli operatori che offrono il servizio ci sia sempre tempo per gli investimenti. La mia personale esperienza lavorativa mi ha ovviamente sempre portato ad avere rapporti con il mercato Italiano e posso dire che le guerre politiche sono sempre il miglior sport nazionale dopo il calcio. Nessuno (grossa colpa va comunque a Telecom Italia) é mai riuscito a migliorare la situazione e gli enti preposti al controllo (AGCOM) invece di velocizzare il processo di sviluppo sono riusciti solo a demolirlo in partenza.

In Italia gli interessi politici sono sempre stati piú forti delle reali necessitá di un paese anche nel mondo delle telecomunicazioni e la situazione non sembra migliorare.

Nel 2014 l’accesso Broadband é un servizio parificabile ad acqua, luce e gas per il ruolo che ricopre ma nel nostro paese I burocrati non sembrano essersene accorti preferendo vivere sommersi dalle loro carte invece che provare a scrivere qualche mail in piú.

E il 4K in Italia?

4K cosa?

 

 

 

 

Il broadband ovvero la Banda Larga é un servizio che negli ultimi anni ha preso sempre piú spazio nella vita di ogni giorno. Un numero sempre piú elevato di attivitá anche sociali si sono spostati nel web. Molti servizi di telefonia tradizionali sono quasi scomparsi soppiantati da applicazioni. Io per esempio nonostante spenda tutta la mia attivitá lavorativa nell’ambito tecnologico delle telecomunicazioni mi sento spesso un pesce fuori d’acqua perché non utilizzo nessun servizio dati sul mio smartphone. Praticamente sono connesso solo quando sono a casa fra le mie quattro mura e pesno di essere uno dei pochi sopravvissuti che continua ad inviare SMS. La ragione principale per cui WhatsApp non é un mio strumento preferenziale forse é che non pago il traffico telefonico. Io peró non rappresento la media mentre la stragrande maggioranza delle persone ormai da tempo ha un contratto che gli consente di essere sempre connesso alla rete attraverso la rete mobile.

Il mondo delle telecomunicazione é fortemente cambiato dopo l’introduzione dell’iPhone e anche le abitudini delle persone si sono sempre piú legate alla “rete”.

Ma qual’é la situazione globale del mondo “broadband”?