Il Report che scagiona l’Italia: Noi siamo bravi il problema sono solo gli interessi

Non mi voglio sicuramente ergere a esperto di macroeconomia né tantomeno mi permetto di giudicare un giornalista che si occupa di economia sul Corriere della Sera ma quando leggo alcuni articoli , nonostante la mia limitata visione, ho dei forti impulsi al disgusto.

La stampa nell’ultimo periodo é fortemente pro-Renzi senza se e senza ma. Accetto una tregua nei bombardamenti sul nuovo arrivato, per lasciar portare a casa qualche risultato ma adesso mi sembra sinceramente che si esageri un pó. Non mi pare che nell’ultimo periodo ci sia ancora molto spazio per una tregua e credo che le critiche della stampa sarebbero doverose ma purtroppo in Italia questo non accade.

L’autorevole Fabio Tamburini (ex direttore di Radio 24 Ore che in passato é riuscito a rimettere in sesto il bilancio della Radio ricevendo in premio il licenziamento) scrive un articolo del quale forse mi sfugge  a pieno il motivo. Forse mi perdo qualche dettaglio nel ragionamento ma alla lettura non posso che indignarmi di fronte alla difensa di un sistema pubblico marcio come quello Italiano.

Ma veniamo all’articolo in cui l’autore debutta con un “Qual è il Paese tra i principali europei con il saldo migliore tra entrate e spese (al netto degli interessi) delle amministrazioni pubbliche negli ultimi 20 anni?”

Qui stranamente il mio sangue inizia da subito a ribollire ma per testardaggine mi  convinco ad andare avanti nella lettura alla ricerca di qualcosa di diverso. Tamburini dice di fare riferimento ad un report (che al momento non sono riuscito a recuperare) di Roberto Poli uno dei “piú prestigiosi consulenti”  che aveva giá lavorato con Prodi e Berlusconi (bene).

Da questo report emerge un Italia diversa, nuova. Sembra infatti che il nostro paese abbia risparmiato in 20 anni (meno spese e piú entrate) ben 600 Miliardi contro gli 80 della Germania,  i – (meno) 500 della Francia, – (meno) 300 della Spagna e cosí via.

Quindi diciamo che siamo stati i piú bravi d’Europa. Bene, non lo sapevo.

Il succo del report del professor Poli é che se si escludono gli interessi sul debito, l’Italia ha fatto benissimo negli ultimi vent’anni risparmiando molti piú soldi rispetto agli altri paesi Europei.

Ma come? Il paese con una spesa pubblica elevata, una “certa” inefficienza del sistema e “qualche” spreco risulta invece essere il piú rigoroso nei conti?

Ma cosa ho sbagliato io nei miei calcoli? Da dove viene questa positivitá? Sono io negativo o sono io che non vedo la realtá dei numeri?

Mi spiace dover agitarmi e innervosirmi di fronte al lavoro di giornalisti o addirittura di consulenti titolati ma in questo caso posso almeno dire che il concetto non mi torna? Posso dire che mi sembra un tentativo di manipolare i numeri per giustificare l’ingiustificabile?

Il report dice che l’Italia ha avuto un avanzo (entrate – spese) in 20 anni del 2% del PIL invece la Germania solo dello 0,2% ma mentre l’Italia pagava il 6% del PIL (1600 Miliardi) di interessi la Germania ne pagava solo il 2,4% del PIL (1000 Miliardi).

Ecco svelato il mistero. Noi siamo bravi e non sprechiamo, sono solo gli interessi che ci fregano (dice il Signor Poli) perché “ un debitore con debito elevato paga interessi più che proporzionali”. Che ingiustizia eh?

Perché gli errori dell’Italia non sono nella classe politica incapace, no signori miei sono solo negli interessi sul debito ..”E tutto questo è la conferma del peccato originale che l’Italia si trascina dal 1992, l’anno della firma del Trattato di Maastricht, sottoscritto pur avendo un parametro del tutto fuori controllo: il debito pubblico, che rappresentava il 104,7%del Pil contro il 42% della Germania, il 39,7% della Francia e il 45,5% della Spagna”.

Finalmente arriviamo al solito Euro cattivo che fiorisce sulla bocca di tutti. Finalmente, nessun colpevole a Roma, le vere carogne stanno tutte a Bruxelles e continuano a tramare alle nostre spalle nonostante la gestione piú che perfetta della nostra classe politica degli ultimi 20 anni.

Eh sí vi ho dimostrato che abbiamo risparmiato no?

Dal mio limitato diametro della comprensione mi sembra di intuire che si accusi l’Europa e poi la crisi di aver spostato i soldi risparmiati da economia reale al solo pagamento degli interessi.

Direi di sí, questo é vero. E quindi mi domando? Durante la crisi gli interessi sul debito sono saliti e quindi si doveva pagare di piú e non c’era spazio per investimenti strutturali nel paese. E quindi?

Mi sembra tutto corretto ma non mi sembra questa grossa novitá o comunque un motivo per elevare l’Italia al paese piú parsimonioso dell’Europa.

Dai miei calcoli non risulta anche se escludo gli interessi. Forse le mie analisi sono semplicistiche ma non riescono proprio ad avvicinarsi alle spiegazioni di Poli.

Che tu spenda i soldi del tuo stipendio (tasse) o che ti indebiti la mia limitata visione mi dice che non cambia nulla, rimani sempre uno spendaccione.

Secondo Poli c’é un Italiano che guadagna 2000E al mese e ne spende 1800 mentre c’é un Tedesco arrogante che guadagna 2500E e ne spende 2450. L’Italiano é piú Bravo. Stop fine della storia.

Detta cosí é indubbio che il Tedesco é piú spendaccione e risparmia meno dell’Italiano.

Quello che peró non capisco é l’esclusione dei debiti.

Sempre nella mia visione l’Italiano risparmia 200E del suo stipendio ma decide di acquistare una nuova macchina (Tedesca) per un valore di 80000 Euro. Chiede il finanziamento alla banca che con moooolto piacere gli impresta i soldi. L’Italiano pagherá comodamente 300E al mese per vent’anni.

Il Tedesco spendaccione invece ha deciso che si tiene la vecchia macchina e compra 2 piccole auto per gli spostamenti della moglie e dei figli indebitandosi per 100E al mese di interessi.

Entrambi i finanziamenti sono a tassi variabili e purtroppo i tassi un giorno salgono cosí tanto che l’Italiano si ritrova una rata di ben 600E al mese e il Tedesco di 200E.

Il nostro povero Italiano risparmiatore si ritrova con ben  -400E al mese mentre il nostro Tedesco a -150. Entrambi devono ridurre le proprie spese in famiglia ma qualcuno per il 20% e qualcun altro per il 6%.

Il fatto di spendere di meno ma indebitarsi dii piú non é necessariamente a mio (semplicistico) modo di vedere un fattore determinante. Posso essere spendaccione comunque anche  risparmiando i soldi dello stipendio ma indebitandomi troppo.

Questo rappresenta l’Italia e il suo indebitamento con l’aggravante che la fantastica auto tedesca se la sono guidata solo i politici e i cittadini non l’hanno nemmeno vista.

Questa é l’Italia spendacciona. Il paese in cui gli Italiani sono veramente parsimoniosi ma chi li governa non ha mai nemmeno fatto un minimo sforzo per ridimensionarsi. Non continuiamo con sta questa storia dell’Austerity, nemmeno in tempi di crisi hanno tagliato qualcosa.

Io non faccio differenza se il debito arriva per spese dirette o per debiti. Qualcuno ha deciso comunque di spendere oltre le proprie capacitá di spesa tanto la copertura viene garantita dai cittadini. Se guadagni 2000E al mese e vuoi un altro finanziamento per una seconda macchina di lusso puó essere che ti dico di no oppure ti faccio pagare piú interessi.

In questo caso di chi é la colpa? di chi impresta i soldi? degli interessi? Lo crede veramente Signor Poli?

L’Italia con l’Euro ha pagato interessi molto piú bassi ma nonostante questo siamo riusciti ad incrementare costantemente il rapporto debito/Pil.

Qualche idea Signor Poli?

A dirla proprio tutta é vero l’Euro ha un’anomalia ovvero che non si puó piú svalutare. Proprio questo é il meccanismo che i nostri geniali amministratori non riescono piú a fare rispetto al passato. Le regole sono cambiate e forse era anche il caso di cambiare abitudini. La BMW si poteva anche evitare.

In passato infatti con una bella svalutazione (inflazione) era possibile ridurre la mole di interessi da pagare.

Questo non significa essere bravi ma incapaci di ridursi le spese. L’inflazione é una tassa nascosta perché se “domani” con 100000 lire compravo quello che “oggi” compro con 90000 lire é quasi peggio dell’IVA al 22%.

Le colpe non si sono mai spostate a Bruxelles nonostante l’Euro sia imperfetto, sono sempre state a Roma. Costantemente in sosta vietata.

Il Signor Poli inoltre ci mette anche dei chiari suggerimenti per come risolvere la situazione. 1) Ridurre il debito di 400 Miliardi 2) ridurre la spesa pubblica (ma se eravamo giá cosí bravi?) 3) permettere piú spesa pubblica agli enti locali ma “spesa produttiva” .

Bene mi sembra che siamo a posto. 400 Miliardi si trovano facilmente con una bella e aggiuntiva patrimoniale sugli immobili, la spesa si riduce come si dice abbiamo sempre fatto e la produttivitá del pubblico aumenta.

BINGO direi tanto c’é ancora un pó di carne intorno all’osso degli Italiani, tanto vale rosicchiare.

Dai Renzi provaci, garantisce Poli tanto “gli italiani capiranno”.

PS: nella realtá l’Italiano continuava ad andare in Banca a chiedere prestiti che servivano a coprire i propri interessi e ad acquistare sempre piú BMW. Il suo stipendio inoltre aumentava poiché ogni anno decideva di rubacchiare di qua e di lá.

 

 

 

Letture per il Weekend – 17 Maggio 2014

weekend-readingI migliori 50 ristoranti al mondo… e uno é vicino a casa mia ma in Germania. Ma non eravamo i migliori? [link all’articolo]

Ha ragione Google. Se vuoi la privacy perché usi gmail? [link all’articolo]

Se nel campionato di calcio si volesse solo l’Italianitá allora il mio Torino sarebbe secondo in classifica… Bizzarro ricalcolo della classifica con soli marcatori Italiani.[link all’articolo]

Uno scandaloso di inerzia pubblica a Napoli. I migliori non riescono ad andare avanti. Ne ho scritto anche qui. [link all’articolo]

In questo rischioso periodo di anti-Europeismo guidato da false certezze e ignoranza, un altro interessante articolo per chi ancora crede alla favola dell’Euro cattivo. Come sempre un pó di numeri a supporto, gli unici che contano. [link dell’articolo]

I numeri non piacciono agli Italiani: Il caso Euro per Grillusconi

Numbers  I numeri sono effettivamente l’unica cosa che non mente in qualunque tipo di analisi specialmente in quelle economiche. I numeri riescono a smascherare chi racconta favole e vuol far credere alla gente una propria teoria. É sempre un piacere quando qualcuno li utilizza per dimostrare una tesi ma é altrettanto fastidioso quando vengono utilizzati a proprio favore falsando il loro significato.

Negli scorsi giorni mi é capitato di vedere il comizio di Beppe Grillo al V-Day 3 di Genova e la mia attenzione é immediatamente andata sulla parte anti-Euro. Vecchi discorsi sugli effetti negativi dell’Euro giá sentiti da un po’ tutto il jet set politico Italiano ma in questo caso sono stati mostrati dei grafici che falsano la realtá e attribuiscono alla moneta unica colpe che non ha. L’Euro é sicuramente una gabbia monetaria imperfetta ma certo non si porta dietro le colpe della disastrata situazione dei conti pubblici Italiani.

In questi ultimi anni causa crisi si sono sentite molte teorie economiche creative e naif per attribuire all’Euro le colpe della brutta situazione economica Italiana. La cattiva Germania che si é presa tutti i vantaggi e trama contro l’Italia,  le banche tedesche che vendevano bond Italiani per alzare lo spread e via dicendo. Portabandiera di queste fantasiose teorie insieme al comico Genovese é stato anche Silvio Berlusconi e la sua folta “yes men band”. I due sono in assoluto i personaggi del panorama (pseudo) politico Italiano che piú hanno attaccato l’Euro promuovendo l’uscita dell’Italia dalla moneta unica come soluzione a tutti i mali. Inflazionare é buono.

Ho giá scritto qui che i numeri non confermano la teoria del maledetto Euro e che le colpe per la situazione Italiana sono per la maggior parte da attribuire alla decadente classe politica che ci gestisce e non alla maligna Frau Merkel.

Questi sono i tre grafici che Grillo ha fatto vedere alla folla arrabbiata per dare forza alla teoria anti-Euro. É positivo che per una volta almeno si usino statistiche invece che fantasiose teorie complottistiche ma il problema rimane quando questi numeri mostrano una realtá distorta. I dati utilizzati sono semplicemente parziali perché l’andamento storico di lungo termine contraddice la teoria e proprio per questo si é evitato di utilizzarlo completamente. Nuovi volti vecchi trucchi.

Nell’ordine Grillo accolla all’Euro la responsabilitá per:

  • Decrescita del PIL (stranamente diventata grandezza valida per la misura della ricchezza di un paese rispetto al passato. Un ripensamento o un calo di memoria?)
  • Aumento del Debito Pubblico
  • Aumento del Rapporto Debito/PIL

Grillo afferma che i dati sono credibili perché “lo dicono i grafici non Io”, bene. Andando a cercare nel sito istituzionale dell’ISTAT si possono trovare le serie storiche di questi valori dove si nota come i dati non considerati da Grillo lasciano spazio ad una differente interpretazione.

Si é liberi di partire dal 1999 come anno di riferimento ma se si allarga il tempo di osservazione si vedono andamenti diversi (peró non utili alla causa).

Secondo Grillo questo é l’andamento del PIL dopo l’Euro e il grafico é chiamato “% PIL dell’Italia dall’introduzione dell’Euro”. Non é ben chiaro cosa si intende ma a vedere i valori direi che é la variazione annuale percentuale del PIL.

PIL-Grillo

Invece questa é la serie storica dal 1992 al 2013 fornita dall’ISTAT della stessa misura da cui ho estratto il grafico qui sotto.

Debito Pubblico percentuale annuale- ISTAT

Come si puó facilmente notare il grafico di Grillo é parziale. In entrambi si vede il rapido crollo dovuto alla crisi del 2008 che purtroppo continuerá fino al 2011. Si nota un incremento consistente dopo l’introduzione dell’Euro nei mercati finanziari (1999). Poi una discesa nel 2000 e poi una tendenziale risalita dall’Introduzione come valuta (2002).

Diventa difficile trovare delle connessioni fra introduzione dell’Euro e crollo del PIL perché anche nel passato ci sono stati altri e ben vistosi “Crolli” : 1995,1997 ma probabilmente era meglio lasciarli fuori dai conteggi.

Solo per informazione questa é la serie storica per il valore assoluto del PIL dal 1970 al 2009 sempre fornita dall’ISTAT.

Andamento del PIL ISTAT 1970-2009

Nonostante qualche flessione il valore del PIL é continuato a salire nonostante l’introduzione dell’Euro. L’Italia é sempre cresciuta il problema é che la crescita era bassa, con o senza Euro. Come si vede dal grafico infatti la curva non presenta vistosi cambi di pendenza ad eccezione purtroppo della crisi del 2008 ma qui l’Euro c’entra poco o nulla.

Grillo afferma inoltre che anche il debito pubblico come il PIL dopo l’introduzione dell’Euro ha aumentato enormemente il suo valore. E’ vero purtroppo che in Italia il debito pubblico non ha mai avuto grossi segni di decrescita perché la nostra Classe dirigente non ha mai smesso di spendere e spandere. L’Euro aveva portato un netto miglioramento sul costo del denaro o in generale sugli interessi che l’Italia pagava per indebitarsi. Dopo l’introduzione dell’Euro infatti gli interessi pagati da tutti i paesi eurodeboli del meridione Europeo erano pari a quelli dei paesi piú forti come Germania, Olanda etc. Questo ci avrebbe permesso di ridurre il debito pubblico essendo gli interessi annuali pagati dall’Italia una consistente fetta del debito pubblico. Al posto di approfittare della favorevole (e anomala) situazione dei tassi di interesse, la nostra classe politica ha invece deciso di continuare a spendere allegramente perché intanto indebitarsi costava meno che in passato. L’Euro poteva essere un vantaggio ma la solita mediocritá dei nostri strateghi politici ha buttato tutto all’aria. Veritá condivisa da Grillo ma circoscritta all’unico e ripetitivo discorso dei finanziamenti ai partiti e ai costi della politica. Il volume del debito é una delle grosse colpe della politica ma non a causa dei soli costi vivi della politica (vedi qui per approfondimenti).

Questi i due grafico mostrati da durante il V-Day 3 per debito pubblico e il suo rapporto col PIL.

Debito Pubblico-Grillo

Rapporto Debito PIL Grillo

Interessante paragonare questi grafico a quello degli storici di PIL, debito pubblico e rapporto Debito/PIL dall’unitá d’Italia al 2012 che aiuta a capire quali sono i reali andamenti delle grandezze economiche in analisi.

Debito-PIL-Debito assoluto

I commenti sono abbastanza inutili, é evidente che l’Euro forse non é la causa principale del nostro debito, l’impegno della nostra classe politica é stato piú che sufficiente.

Interessante notare che con l’introduzione dell’Euro ci sia stato un miglioramento del rapporto Debito/PIL ma questo era giá evidente dal grafico di Grillo. Quindi proprio tutti svantaggi non sono stati, il problema era coglierli.

Perché Grillusconi?

Non sicuramente perché metto Grillo allo stesso livello di Berlusconi ma solamente perché la scarsa attenzione ai numeri ha una lunga tradizione in Italia e purtroppo un folto seguito. Pessime abitudini difficili da cancellare ed un’innata tendenza Italiana a raginare solo di pancia.

Questa la parte Anti-Euro del comizio di Grillo al V-Day 3.

Qui il video integrale per chi fosse interessato.

 

La favola dell’Euro cattivo

In questo periodo si sentono spesso discorsi sulla nostra moneta unica come la causa primaria della pessima situazione economica Italiana e sopratutto come un’uscita dalla stessa porterebbe grandi vantaggi. Sull’aspetto dell’uscita dall’Euro preferirei discuterne in un altro post mentre vorrei concentrarmi su alcune riflessioni a proposito dei presunti legami fra Euro e crisi economica.

E’sempre buona norma analizzare e riflettere sui dati statistici (In questo post EUROSTAT) perché fino a prova contraria i numeri non mentono e sono l’unico modo per capire quanto ci sia di causa effetto fra due variabili. I numeri oltretutto in teoria dovrebbero smascherare chi prospetta nuove teorie economiche o misteriose minacce di poteri oscuri o semplicemente chi indica nell’Euro le cause di ogni problema in modo da negare le proprie colpe.  In Italia purtroppo i numeri non hanno diritto di cittadinanza, a differenza delle idiozie.

Partiamo con ordine:

L’Euro é la causa della crisi Italiana e del pessimo andamaneto dell’economia.

Se questo fosse vero dovremmo ritrovarci storicamente economia crescente prima dell’Euro e un peggioramento dopo la sua introduzione. Prendiamo il generico PIL come statistica. Qui sotto l’andamento storico del PIL dei maggiori paesi della zona Euro.

pil-italia-etc1

La grande apocalisse dell’Euro non sembra cosí evidente, non si vedono infatti decrescite sia nel 1999 (anno di introduzione dell’Euro come cambio fisso) oppure nel 2002 (introduzione dell’Euro come moneta corrente). Il grafico fa indubbiamente comprendere che tutti i paesi Europei hanno beneficiato della moneta unica e dopo la sua introduzione la crescita economica é stata migliore che in passato. Non mi sembra inoltre che l’Italia abbia un andamento diverso rispetto ad altri paesi che ha detta di molti si sarebbero avantaggiati.

Qualcuno puó obiettare che il PIL non é una misura della ricchezza, vero, e quindi usiamo al suo post oil suo valore pro-capita ovvero calcolato per singolo abitante. Qui sotto il grafico con l’andamento del PIL per singolo abitante (pro-capita) comparato con altri 3 paesi Europei (uno Euro-debole e 2 Euro-forti).

Andamento GDP Procapita

 

Sembra che questa grossa discontinuitá nel momento dell’introduzione dell’Euro continui a latitare.

Qualcuno potrá ancora obiettare che i prezzi in Italia con l’introduzione dell’Euro hanno subito un forte aumento e quindi il costo della vita é di conseguenza aumentato rispetto alla crescita economica.  Questo fattore a detta di molti deve essere considerate per comprendere l’andamento della crescita.

Inseriamo quindi un ulterirore grafico con l’andamento del PIL pro-capita normalizzato , cioé a paritá di potere d’acquisto fra I diversi paesi. In questo caso é normalizzato con i prezzi dell’anno 2009.

Andamento GDP procapita normalizzato

Si intravede addirittura un accrescimento nel 1999 e un lievissimo calo nel 2002 giá presente precedentemente e poi un altro miglioramento. Il calo é presente anche in altri  paesi Euro dotati come la mitica Germania fonte di ogni male (e che avrebbe tratto un grosso vantaggio dall’Euro). Dopo questo “calo”, nel 2003 l’andamento torna a crescere per gli altri paesi (deboli e forti) mentre l’Italia rimane piú piatta e la crescita é minore. Nel grafico si vede inoltre che paesi euro-deboli come la Spagna hanno avuto una crescita piú forte rispetto ai paesi euro-forti. Viene da chiedersi come mai l’Italia, nonostante rientri fra i paesi Euro deboli non é riuscita a crescere? Quale congiuntura astrale ci ha costretti a non crescere? L’Euro o forse qualche responsabilitá al nostro interno?

L’Euro é la causa del nostro debito pubblico.

Il Grosso vantaggio dell’Euro é stato il drastico taglio del costo del denaro. Il Grafico qui sotto mostra  l’andamento storico del rapporto debito/PIL. E’facile notare come dopo l’ingresso nell’Euro il valore si é ridotto drasticamente perché l’Italia ha iniziato a pagare meno interessi sui suoi debiti  riducendo di molto l’indebitamento totale (che per grossa parte é fatto di interessi sui debiti).

Andamento Storico rapporto Debito PIL

Questo vuol dire che l’Italia ha avuto la grande opportunitá di investire a costi piú bassi del denaro ma qualcuno (forse la nostra classe politica?) ha deciso di mangiarsi tutto il vantaggio. La possibilitá c’era ed era grossa ma i nostri cari governanti hanno deciso di buttare tutto all’aria per i loro interessi  di bottega e di partito.

Accusare l’Euro vuol dire semplicemente scaricare le proprie (e uniche) colpe su eventi esterni INESISTENTI.

Senza euro avremmo uno Spread piú basso

Ultimamente c’é chi avanza anche delle interessanti teorie sul famoso Spread (differenziale fra il tasso di Interesse dei Buoni del Tesoro Italiani e quelli Tedeschi a 10 anni) come se anche questo fattore fosse stato in qualche modo pilotato (e peggiorato) dopo l’introduzione dell’Euro. Alcuni politici ci stanno oltretutto giocando tutta la campagna elettorale su questa teoria del complotto europeo.

Giusto per vedere effettivamente cosa é successo negli anni  di seguito c’é l’andamento del famoso Spread dal 1986 al 2011.

Andamento Storico Spread

Penso che ci sia bisogno di una visita oculistica se non si vede la grossa riduzione degli interessi dopo il 1999. E’ indiscutibile il vantaggio dell’Euro, ha appiattito il costo del denaro, cioé noi Italiani potevamo accedere a tassi di interessi uguali a quelli Tedeschi (paesi piú affidabile) nonostante non fossimo mai diventati la Germania. Questo ha voluto dire mutui a tassi piú bassi, inflazione piú bassa e lo Stato avrebbe potuto fare investimenti con costi ridotti rispetto al passato. Avete forse visto questa esplosione degli investimenti? chessó nelle infrastrutture? Io no.

Il valore dello Spread precedente all’introduzione dell’Euro era inoltre piú alto di quello che stiamo pagando oggi (2012-2013) quindi ancora mi chiedo quali stati questi grossi vantaggi che aveva la nostra liretta.

Se esisteva qualcuno che poteva lamentarsi dell’Euro potevano forse essere i paesi euro-forti che non avevano piú vantaggio in termini di costo del denaro rispetto agli Euro-deboli come invece accadeva prima. La vera anomalia era il fatto che l’Italia, la Spagna, la Grecia pagavano interessi uguali alla Germania ma questa anomalia era a tutto vantaggio dei paesi deboli.

Euro occasione persa

L’Euro é stata un’occasione persa e non un danno. I vantaggi erano misurabili ma la nostra Classe Politica ha buttato via l’opportunitá per migliorare il livello dei servizi pubblici e magari fare delle riforme importanti.

La favola dell’Euro cattivo continuerá ad essere un richiamo per le masse, pochi faranno esercizi (semplici) per (almeno) verificare la teoria ma accetteranno passivamente ogni nota del pifferaio magico di turno.

I numeri danno poco spazio alla fantasia e sono difficili da smentire; i numeri vanno oltre il tifo politico o anti-politico.

Tutto questo non vuol dire che l’Euro e l’Europa siano perfetti, anzi, c’é molto da lavorare per rimetterli in sesto e correggere gli errori di definizione. Un’unione solo monetaria non porta da nessuna parte senza una vera comunitá Europa con regole e intenti veramente comuni. La strada per il futuro non puó passare per la sua eliminazione ma solo per il suo potenziamento.

Riferimenti

http://noisefromamerika.org/articolo/andamento-pil-italiano-negli-anni-1995-2009

http://noisefromamerika.org/articolo/euro-non-c-entra