Le calende Greche. Riflessioni su un fallimento annunciato

Nein-Greece  Sembra finalmente arrivata l’ora della veritá per la Grecia e per l’Europa. Dopo tanti anni di inutili negoziazioni su percentuali irrilevanti siamo alla resa dei conti di qualcosa che era giá chiaro da anni. La Grecia era ed é ancora un paese fallito. La situazione Greca sembra andare verso una conclusione che si preannuncia critica qualunque sia la direzione che prenderá. C’é molta letteratura sull’argomento e si scrive tutto il contrario di tutto rendendo alla fine difficile capire la complessa situazione.

Qui sotto un riassunto cronologico sugli eventi degli ultimi 6 anni con qualche riflessione sull’argomento.

Le calende Greche:

  •  Fine 2009: Il presidente George Papandreou dichiara che i governi precedenti hanno falsificato i bilanci per entrare nell’Euro. La situazione finanziaria della Grecia é sull’orlo del fallimento. Inizio della crisi Europea.
  • Maggio 2010: Primo paccheto di aiuti dai paesi Europei di 110 Miliardi per 3 anni
  • Nuovi tagli strutturali per 6,5 Miliardi per poter accedere a nuovi aiuti. La disoccupazione sale al 16%.
  • Altro pacchetto di tagli per 28 Miliardi fino al 2015 per accedere a nuovi aiuti Europei.
  • Ulteriore manovra di tassazione degli immobili per poter recuperare 2,5 Miliardi utili ad accedere ad un nuovo prestito di 8 Miliardi.
  • La tassazione sugli immobili non produce i suoi frutti e il governo Greco applica un drammatico taglio alle pensione e lascia in mobilitá 30.000 dipendenti pubblici.
  • Viene istituita la cosiddetta “troika” per il commissariamento della Grecia.
  • La Germania autorizza la creazione del fondo salva Stati che permette alla Grecia nuovi aiuti.
  • Il Governo Papandreu vorrebbe portare a referendum l’intervento della Troika ma gli viene impedito dalla Comunitá Europea con la minaccia di sospendere gli aiuti. Papandreu si dimette e nuove elezioni sono previste nell’Aprile 2012.
  • Febbraio 2012: Nuovi tagli al sistema pubblico Greco per poter accedere a 130 Miliardi di nuovi aiuti. Il default é di nuovo rimandato
  • Marzo 2012: Haircut del debito Greco. Gli investitori privati si vedono tagliare il loro credito del 50% con allungamento delle scadenze. Il default é chiaro ma non tecnico. La Grecia riesce cosí a cancellare 107 Miliardi di debito in scadenza.
  • Nel terzo trimestre 2014 l’economia Greca torna a stagnare crescere allo 0,7% dopo anni di recessione.
  • Gennaio 2015  Alexis Tsipras, capo del partito SYRIZA diventa Primo Ministro Greco.
  • Tsipras non ha mai accettato le condizioni imposte dall’EU, dal Fondo Monetario Internazionale e dalla Banca Centrale Europea.
  • Il 5 Luglio indice un referendum in cui chiede al popolo Greco di scegliere se accettare le richieste dei suoi creditori (SÍ) oppure di rifiutarle (NO).

Fonte : Wikipedia “Crisi Greca

Messaggi dalla Cronologia:

  • La Grecia é sempre vissuta oltre le sue possibilitá spendendo piú di quanto gli fosse permesso. Prima dell’Euro e ancora di piú dopo sfruttando i bassi interessi sul debito.
  • La negoziazione di questi anni fra EU e Grecia é stata la dimostrazione del fallimento politico Europeo. Nessuno in grado di prendere decisioni ferme. La maggiore responsabile é la Germania capace solo di forzare le proprie richieste senza peró prendersi in carico una vera e propria leadership Europea. La Grecia dal canto suo non é mai riuscita a portare al tavolo proposte valide per la ristrutturazione di un paese ma ha semplicemente applicato tagli alla spesa pubblica.
  • Tsipras come abbiamo giá scritto qui ha iniziato i suoi dialoghi con l’EU in modo estremamente poco professionale portando al tavolo condizioni incredibilmente scarse. Le correzzioni future di Tsipras/Varoufakis non sono mai state all’altezza di una vera e seria trattativa e quindi la negozazione si é trasformata in un muro contro muro.
  • La UE dal canto suo si é sempre intestardita su misure spicciole andando anche a discutere percentuali di IVA ambito che non credo gli competa.
  • La proporzione fra posta in gioco (sopravvivenza della zona Euro) e misure richieste dalla UE é molto sbilanciata. La partita é importante e non andava giocata a percentuali di IVA da una parte e stupide proposte dall’altra (Un’esempio a caso, Lotta all’Evasione: dotare turisti e studenti di macchine fotografiche per immortalare chi non rilascia regolare scontrino… e non é purtroppo una battuta ma il programma di Varufakis)
  • Negli anni si é preferito salvare i creditori privati (Maggiormente banche Tedesche e Francesi) e spostare un debito da privato e pubblico. Forse non sempre é la cosa migliore perché chi ha deciso di “rischiare” gioca la partita fino alla fine.

Le domande piú diffuse: 

  • Di chi é la colpa maggiore di questa crisi? 
  • Della Grecia indubbiamente. I passati Governi Greci hanno sicuramente gestito in maniera pessima il proprio paese spendendo troppo in relazione alle potenzialitá economiche. Nel momento in cui é arrivato l’Euro il processo di spese pazze si é incrementato (come in Italia) sfruttando le migliori condizioni di credito. Invece di sfruttare il vantaggio Euro per pagare riforme si é preferito continuare a distribuire trattamenti di lusso ai propri dipendenti pubblici e pensionati raggiungendo livelli insostenibili.
  • Sicuramente NON é colpa della Germania. Per tante colpe che la Germania puó avere nel fallimento delle negoziazioni dei passati 6 anni, certo non puó essere accusata di avere generato la crisi. É vero, le Banche Tedesche erano le piú esposte in Grecia e tante grosse aziende tedesche facevano affari d’oro con la Politica Greca e specialmente col suo esercito. In pratica i Tedeschi hanno sempre apprezzato la spregiudicata predisposizione Greca al debito e l’hanno sfruttata finché possibile. Tutto vero ma non é comunque un buon motivo per accusare il creditore di aver creato il debito. Il debitore é e rimane l’unico responsabile della sua situazione finanziaria. Il problema come sempre é che il prezzo di una scadente gestione politica ricade  sulla popolazione.
  •  Si poteva risolvere la situazione prima?
  • Ho sempre pensato di sí ma…. nonostante sia sempre stato convinto che con una Germania meno testarda si poteva chiudere tutto piú in fretta, leggendo alcune fonti affidabili ho cambiato idea. Certo i Tedeschi sono di natura troppo egoisti per pensare all’Europa; come spesso accade nella vita di tutti i giorni qui in Germania prima loro e poi gli altri. Mi risulta difficile pensare ad una vera unione quando sarebbero proprio i Tedeschi a dover rinuciare essendo i piú ricchi. Pensare “alla Tedesca” che la Grecia possa diventare una Germania con Turismo é semplicemente un’idiozia. Un’unione richiederá sempre trasferimenti dai piú ricchi verso i piú poveri. Nonostante questi particolari non é stato il comportamento tedesco la causa della non risoluzione rapida della questione.  Le mie convinzioni che le cose potessero essere risolte in fretta sono cadute dopo aver letto questo illuminante articolo. Mi ha fatto capire che la questione é molto piú complessa di quanto si sente nei bar ovviamente. É proprio il DNA dell’Europa che non ha permesso purtroppo una risoluzione rapida. In pratica l’Europa non poteva forzare la Grecia piú di tanto. I vari governi Greci avrebbero dovuto fare il loro lavoro in maniera piú seria e organica dei soli tagli alla spesa pubblica. Servivano riforme che la Merkel non poteva sicuramente suggerire. Di seguito i punti salienti dell’articolo sopra citato:
  • Al tempo del primo prestito era chiaro che la Grecia era insolvente (cioé non sarebbe comunque riuscita a ripagare i debiti) e non illiquida (ovvero capace di ripagare i debito ma con bisognosa di liquiditá). In queste condizioni il FMI non avrebbe potuto fare prestiti perché scritto nelle sue regole interne. Solo paesi illiquidi. La EU vista la criticitá del momento e la paura di un collasso di tutto il sistema Europeo ha forzato la FMI a partecipare al piano di salvataggio della Grecia. In pratica l’Europa non poteva lasciare fallire la Grecia perché sarebbe crollato tutto e avrebbe causato una grossa crisi nelle banche che avevano investimenti ad Atene.  L’alternativa era il salvataggio diretto della Grecia (Bailout) da parte degli altri paesi Europei ma questo non era permesso dai trattati comunitari. Non si puó salvare un paese prendendone in carico i suoi debiti e dividerli fra gli altri paesi Europei. Si potevano cambiare le regole ma non cosí in fretta e sopratutto avrebbero creato una vera e propria Unione Fiscale con relativa perdita della sovranitá nazionale (quello che servirebbe e che non é mai stato fatto in questi anni). Quindi senza grosse alternative l’Europa ha iniziato a salvare la Grecia in maniera indiretta.
  • Quindi:
  • Il Fondo Monetario non poteva imprestare i soldi alla Grecia per regole interne ma lo ha dovuto fare sotto le pressioni dell’Europa che non aveva regole per gestire il fallimento. Il cambiamento dei trattati avrebbe richiesto troppo tempo e forse avrebbe raccolto molti veti. Considerando l’emergenza e la fretta forse é stata fatta la cosa migliore.  
  • Nessun paese Europeo puó andare in default secondo i trattati. Questo il problema alla radice. Se un paese potesse fallire anche gli investitori farebbero attenzione prima di imprestare soldi. Non é questione di generositá é questione di rischio. Se non esiste default gli investitori sanno che non rischiano ed infatti come é successo in Grecia prima si sono salvati i capitali privati (banche) trasferendo i loro debiti agli Stati Europei. Se fosse esistito il default  gli investitori sarebbero stati piú cauti.
  • É una questione puramente economica?
  • No Non é una questione economica. Attualmente il debito totale Greco é di circa 315Miliardi cosí distribuito:

debiti-grecia

  •  Il Valore che puó sembrare alto ma non rappresenta nemmeno il 2% del PIL Europeo. L’Ammontare di soldi che il Governo Americano ha speso in questi anni per combattere la crisi non ha paragoni con questi “spiccioli” Europei. Quindi perché non si prova a risolvere la questione visto che non conta economicamente? La questione é solo puramente politica e gestita politicamente male. L’Europa si é rivelata per quello che é: Un unione solo monetaria senza unione politica. L’EU non puó gestire politicamente un paese ma come si é visto nel caso della Germania non c’é nemmeno la voglia di farlo. La Germania ha imposto i suoi voleri come riflesso dell’umore del suo Bundestag e non delle reali necessitá Europee. L’Europa non é completa fintanto che non applica la sua sovranitá sui diversi stati. L’Unione Monetaria impone regole uguali in tutti i paesi e quindi una guida politica non nazionale. Questo concetto puó deludere i molti che invocano “La sovranitá nazionale” ed invece é proprio questo l’ostacolo principale ad una vera unione Europea.
  • La Grecia puó uscire dall’Euro?
  • NO. Per tanto che si continui a dire che l’uscita sarebbe la sua salvezza i trattati non consentono né all’Europa di espellere la Grecia né alla Grecia di uscire autonomamente. Bisogna prima cambiare le regole e tutti i paesi devono essere d’accordo.
  • La Grecia starebbe meglio fuori dall’Euro?
  •  NO. La solita favola della propria moneta e la possibilitá di svalutare. Se questa fosse la ricetta del benessere non ci sarebbero piú paesi poveri nel mondo. Ma la realtá é diversa e il valore della carta moneta é dato dalla competitivitá di un paese non dalla quantitá di carta moneta che si stampa. La Grecia non ha mai nemmeno provato a fare riforme. La Grecia é “un mondo di salari minimi elevati, di pubblica amministrazione collassata e marcia dalle fondamenta, di corporativismo malata” (fonte e ispirazione dell’articolo Phastidio.net). Anche fuori dall’Euro la Grecia non risolverebbe i suoi problemi congeniti.  Inoltre la Grecia non ha una vera e propria economia e non ha export, pre-requisiti per poter risollevarsi. Un’eventuale New Dracma porterebbe il paese in un’austerity ancora peggiore di quella esistente.
  • Che colpe ha Tsipras?
  • Sicuramente il debito Greco non lo ha generato lui. Tsipras ha sbagliato a fare una propaganda falsa. Sia lui che Varoufakis sapevano benissimo che l’austeritá non poteva essere combattuta. La Grecia non puó uscire da questa situazione senza sofferenze. In qualunque direzione si voglia andare esisteranno sempre tagli o riforme forti e necessarie. É vero che i Greci sono stati umiliati ma forse proprio dai propri Governanti. La Troika ha fatto i suoi sbagli ma non aveva i mezzi per forzare la Grecia alle riforme. Questo era un compito riservato al Governo Greco e nel caso di Tsipras ha sbagliato su tutta la linea dimostrando un’incapacitá totale. Le proposte di Varoufakis erano piú indicate in uno spettacolo di cabaret che in una negoziazione Europea.
  • Tsipras ha inoltre la colpa di aver indetto un referendum ed aver annunciato le sue dimissioni in caso di vincita del “sí”. Personalmente penso che il “sí” vincerá (Accettare le richieste della EU) e credo che anche Tsipras lo sappia. La sua mossa é il modo migliore per togliersi da una situazione troppo difficile da gestire. Sa di non essere in grado di gestirla ma la colpa andrá sulla decisione del popolo. In un mondo perfetto i politici corretti dovrebbe invece farsi carico della scelta popolare e continuare la negoziazione ma purtroppo il mondo reale é diverso. Dimettersi vuole  dire abbandonare il paese proprio nel momento in cui serve. Direi non il meglio che ci si puó aspettare da un politico, Tsipras per certi aspetti mi ricorda Schettino.
  • Pagano solo i Tedeschi?
  • NO. Ogni paese Europeo é esposto in relazione alle proprie capacitá: L’Italia di circa 40 Miliardi, la Germania circa 70 e la Francia circa 60. Pagano tutti e non solo i Tedeschi come costantemente ripetono nei loro Bar.
  • Cosa succederá adesso?
  • Difficile dirlo. La mia impressione é che cambierá poco per entrambi i risultati del referendum. Ci sará solo unrebilanciamento della forza Politica di Tsipras. Non esistono regole per uscire dall’Euro e quindi bisognerebbe prima farle con l’accordo di tutti i paesi. Poco probabile considerando la decisionalitá Europea dimostrata in questi anni.
  • Se vince il Sí: Tsipras sarebbe sfiduciato essendosi schierato con il No e secondo quanto ha dichiarato si dimetterá. Un comportamento piú responsabile sarebbe di accettare la decisione popolare e portare sempre avanti le trattative comunque. Mi aspetto in questo caso un nuovo governo “alla Monti” con il controllo Europeo.
  • Se vince il No: Tsipras si sentirebbe legittimato dal popolo Greco a portare avanti la negoziazione con qualche potere in piú nell’ímporre qualche cambiamento che sará comunque minimo. La contro proposta di questi giorni fa capire quanto Tsipras sia incoerente. Da un lato chiede il NO ma dall’altro continua a negoziare. La EU in caso del NO sarebbe sfiduciata e dovrebbe quindi alleggerire la negoziazione. La situazione economica non permette in ogni caso grossi sconvolgimenti né tantomeno prevede un’uscita dall’Euro. La EU anche in caso di NO puó tranquillamente continuare con la sua politica di austeritá. Il referendum é all’altezza del valore di Tsipras ovvero ridicolo. Corretto e democratico nella sostanza ma ridicolo nella forma. La sua domanda chiede al popolo Greco se accettare i termini delle richieste dei creditori. Una richiesta diversa peró risulta comunque compatibile con il NO appunto perché diversa. Insomma la sostanza non cambierá se non per un maggiore potere politico di Tsipras non sufficiente peró a cambiare la situazione economica che non puó essere cancellata da un referendum. Il problema maggiore del NO é quello di rafforzare in altri paesi Europei posizioni politiche anti Euro che sono in crescita di consensi. Nella sostanza queste forze politiche non avrebbero il potere di cambiare nulla ma rallenterebbero ancora maggiormente la ripresa giá difficile. Usano l’Anti Euro solo come propaganda di basso livello ma non avrebbero le capacitá per cambiare la situazione una volta al governo. Si ritroverebbero esattamente nella situazione di Tsipras, tante parole e poche possibilitá di fronte alla dura e cruda realtá dei fatti lontani dalla loro propaganda.

In ogni caso la EU ha perso credibilitá perché ha dimostrato di non avere coesione fra i vari paesi e di essere incapace di cambiare i regolamenti per facilitare la sua esistenza. Il sistema con queste regole non puó funzionare. L’Euro non é cattivo ma l’Europa necessita di piú potere sui singoli paesi. Per la buona pace di tutti quelli che vogliono l’Europa unita Sovranitá nazionale ed Europa Unitá sono due concetti che non possono convivere e personalmente preferisco il secondo altrimenti chiudiamola subito con le relative conseguenze.

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